Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 24 dicembre 2008

Tanti auguri per un sereno Natale e un piacevole 2009. E… GRAZIE!

L’anno in cui questo spazio personale è entrato a far parte della Grande Rete è quasi al termine. Questo post augurale è quindi anche pretesto per ringraziare tutti coloro che dal 1° marzo 2008 il mio blog lo hanno visitato, vi hanno lasciato messaggi di apprezzamento o di critica consentendogli comunque di crescere ben oltre le mie modestissime aspettative. Un pensiero particolare va alle amiche e agli amici di tutto il mondo conosciuti grazie a questo punto d’incontro e a tutte le persone speciali della mia vita: quelle che frequento ogni giorno e quelle che non riesco a incontrare quanto vorrei. A tutti auguro di cuore che il proprio sogno più segreto possa finalmente avverarsi. A presto.

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sabato 20 dicembre 2008

QPR-Preston 3-2: i Rangers si aggrappano a Blackstock, play-off distanti un solo punto

E’ ancora una volta Dexter Blackstock - tenuto in naftalina da Paulo Sousa sino all’80’ - a mantenere vive le speranze play-off degli Hoops. Decisiva una sua incornata a quattro minuti dal termine dopo che Sedgwick e Davidson avevano annullano una doppietta di Helguson. Stavolta più che mai a contare è la sostanza. E per il QPR giunge proprio sulla coda di una gara intensa nella quale il Preston North End si dimostra formazione organizzata e di buona personalità.

La gara comincia con i padroni di casa intenzionati a far subito cassa. Al 2’ Lonergan diventa protagonista su tentativi di Cook e Agyemang ma nulla può fare al 16’ quando Helguson, a pochi passi dalla linea bianca, conferma di essersi sbloccato. Al 28’ la prima vera disattenzione della retroguardia di casa si trasforma in tappeto rosso per Sedgwick che pareggia su assist di McKenna. Pochi secondi dopo Mawene potrebbe ribaltare le cose, ma difetta di precisione. I Rangers non stanno a guardare e al 34’ si riportano in vantaggio con l’islandese su ispirazione dell’onnipresente Rowlands. Nicholson tenta di raffreddare immediatamente gli ardori avversari con una punizione insidiosa, Cerny c’è. L’intervallo arriva senza grossi sussulti.


Il rientro in campo è elettrico. Protagonisti sempre Cook e Agyemang abili a confezionare a Lonergan gli stessi scherzetti del primo tempo nello spazio di tre minuti. Il portiere non si fa sorprendere. Al 50’ Nolan non ha la mira giusta ma al 59’ St.Ledger è bravo a guadagnarsi un penalty per un fallo di Cerny. Dal dischetto Davidson non sbaglia. Sousa toglie Mahon e inserisce Leigertwood. Gli Hoops continuano a tenere alto il ritmo, gli avversari non sono da meno. A dieci dal termine c’è finalmente spazio anche per Hall e Blackstock al posto di Delaney e Ramage: il 3-4-3 è servito. La scelta (obbligata) è premiata poco dopo: Rowlands, di nuovo chirurgico suggeritore, pesca in area proprio Blackstock che spazzola la rete alle spalle di Lonergan. L’entusiasmo degli Hoops è inversamente proporzionale alle energie rimaste ai Lyliwhites. Whaley, unico cambio di Irvine, subentra a Sedgwick al 90’. Il neo-entrato non riesce però a concretizzare l’unica occasione prima del fischio finale. I sospiri di sollievo si fondono con il tripudio dei supporters di casa.


QPR: Cerny, Delaney (Hall 80), Stewart, Ramage (Blackstock 80), Gorkss, Ephraim, Rowlands, Mahon (Leigertwood 62), Cook, Agyemang, Helguson.

Subs Not Used: Ledesma, Di Carmine.

Booked: Delaney.

Goals: Helguson 16, 34, Blackstock 86.

Preston North End: Lonergan, Davidson, Mawene, St. Ledger, Nolan, Nicholson, Sedgwick (Whaley 90), McKenna, Wallace, Parkin, Chris Brown.

Subs Not Used: Neal, Hawley, Carter, Jones.

Booked: Sedgwick.

Goals: Sedgwick 28, Davidson 60 pen.

Att: 14,103

Ref: Alan Wiley (Staffordshire).

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domenica 14 dicembre 2008

Genoa-Atalanta 1-1: In un clima da Far West Sculli risponde a Floccari

Le sbornie non aiutano a superare gli esami di maturità. Quella post-derby al Grifone ha lasciato le idee piuttosto annebbiate. L'Atalanta ne approfitta al 17' passando in vantaggio l'ex-Floccari, ma poi cede all'86' su un colpo di testa di Sculli. Gara nervosissima con il Genoa che, nonostante la superiorità numerica per le espulsioni di Bellini, Milanetto e Rivalta, mette seriamente a repentaglio l'imbattibilità del Ferraris. In apertura sfortunato palo di Milito.

In campo –
Gasperini sceglie la difesa a quattro. Dentro Bocchetti e Criscito libero di fare il centrocampista aggiunto. Sokratis rileva lo squalificato Biava. Ritorna il tridente dopo la parentesi del derby con Milito centrale assistito da Sculli e Palladino. Dall'altra parte Del Neri conferma in blocco l'undici che ha battuto l'Udinese. Valdes viene quindi sistemato a sinistra e Padoin al centro. Davanti la coppia Doni, Floccari.


Si gioca -
Al 6' Sculli fugge sulla mancina e mette al centro per Milito che incorna in tuffo ma colpisce il montante alla destra di Coppola. Il Genoa è arrembante ma l'Atalanta sorniona. Al 17' passa grazie a un'incursione centrale di Floccari che approfitta di una serie di disattenzioni difensive. Sull'onda dell'entusiasmo Manfredini prova dalla distanza, a lato. La replica più efficace dei rossoblu giunge alla mezz'ora con Palladino che spara addosso a Coppola e, sulla ribattuta, Rossi non trova la porta. Al 33' Floccari crossa lungo la linea bianca ma Doni non ne approfitta.

Al rientro in campo c'è Vanden Borre e non Sokratis. La contromossa è De Ascentis per Valdes. Il Genoa avanza senza lucidità. Al 57' Bellini, già ammonito, entra durissimo su Sculli e rimedia il secondo giallo. Gasperini si gioca anche la carta Jankovic per Rossi. Al 62' Milanetto è ingenuo e colpisce Guarente durante un contrasto, Giannoccaro lo caccia. La gara è spigolosa e il neo-entrato Rivalta si fa espellere per un fallaccio su Palladino. L'attaccante finisce il pomeriggio in barella e il suo posto viene preso da Potenza. In dieci contro nove i rossoblu continuano a spingere ma non trova la profondità. Quando Jankovic riesce a metterla dentro all'80', la sua posizione è irregolare. Non così Sculli all'86' che, nei pressi dell'area piccola, segna di testa su cross dalla sinistra di Criscito.

La chiave –
Tutti attorno a Milito. Il Principe coglie un palo dopo 6' ma poi la morsa intorno a lui diventa claustrofobica. Neutralizzato l'argentino, gli orobici sono bravi a far muro e a tenere la sfera lontana da Coppola il più possibile rinunciando, di fatto, a rendersi davvero pericolosi dall'altra parte.

La chicca – Criscito riesce a padroneggiare la tensione senza ansia. Lo fa anche all'86', quando i brividi corrono lungo tutto il Ferraris. Lui è bravissimo a sgattaiolare sulle sinistra, prendere la mira, e servire superbamente al volo Sculli un pallone che chiede solo di essere spinto nel sacco.

Top&Flop –
Sculli è il migliore dei suoi, e non solo per il gol. L'attaccante calabrese tiene a posto i nervi anche quando gli avversari lo usano come tiro a segno, e tiene alti i ritmi offrendo una prestazione tutta cuore e muscoli.
Rivalta entra e si fa cacciare dopo soli quattro minuti per un'entrataccia su Palladino. La settimana di nervosismo Doni la scarica sul prataccio di Genova. Se i suoi passi fossero stati tanti quanto le parole probabilmente starebbe correndo ancora adesso. Buon per lui che Del Neri lo sostituisce al 72' con Pellegrino prima che Giannoccaro smetta di far finta di non sentire.

TABELLINO:

GENOA-ATALANTA 1-1 (primo tempo 0-1)

MARCATORI: 17' Floccari, 86' Sculli.
GENOA (4-3-3): Rubinho 6; Sokratis 5.5 (dal 46' Vanden Borre 6), Ferrari 6, Bocchetti 6.5; Rossi 5.5 (dal 60' Jankovic 5.5), Milanetto 5, Thiago Motta 5, Criscito 6.5; Sculli 7, Milito 6, Palladino 6 (dal 73' Potenza sv). (Scarpi, Modesto, Brivio, El Shaarawy). All. Gasperini 6.

ATALANTA (4-4-1-1): Coppola 6; Garics 5.5, Talamonti 6, Manfredini 6, Bellini 5; Ferreira Pinto 6.5, Guarente 5.5 (dal 66' Rivalta 4), Padoin 6, Valdes 5.5 (dal 52' De Ascentis 6); Doni 6 (dal 72' Pellegrino sv); Floccari 7. (Consigli, Cissè, Defendi, Vieri). All. Del Neri 6.5.

ARBITRO: Giannoccaro di Lecce 5.5.

ESPULSI: 57' Bellini per doppia ammonizione, 63' Milanetto, 70' Rivalta.

AMMONITI: Valdes. Sculli, Ferreira Pinto.

RECUPERI: 2' p.t.; 5' s.t.

[Articolo per Goal.com del 14 dicembre 2008]

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sabato 13 dicembre 2008

Plymouth-QPR 1-1: Helguson non basta, i Pilgrims acciuffano il pari. Goal fantasma di Timar

Un goal all’83’ del neo-entrato McLean nega il successo esterno ai Rangers passati in vantaggio al 16’ con Helguson. L’islandese riesce finalmente a lasciare il segno sul tabellino realizzando la prima rete esterna dei Rangers dallo scorso 17 settembre.

Rispetto alla partita di Sheffield, Sousa toglie Ephraim per lanciare Cook. Home Park è un campo minato dalla voglia di rivalsa dei Pilgrims, reduci dalla sfortunata sconfitta contro il Birmingham. Dopo neppure 2’ Timar supera Cerny, Delaney allontana quando la palla probabilmente ha superato la linea bianca, ma l’arbitro Friend non se ne avvede. Poco dopo il portiere è pronto a sventare un tentativo di Walton. A sorpresa a far centro è invece Helguson, servito superbamente da Rowlands. Agyemang e l’assistman potrebbero ipotecare la sfida intorno al 25’, ma Larrieu e Timar limitano i danni. Il Plymouth è comunque vivo. Aggressivo sui portatori di palla e convinto di poter raccogliere quanto seminato. Prima dell’intervallo Mckie e Summerfield il pareggio lo sfiorano soltanto.

La seconda frazione comincia a buoni ritmi. Il primo graffio è di Paterson al 63’, Cerny c’è. La pressione dei padroni di casa sale. Gli Hoops non sanno rispondere adeguatamente e, complice un robusto numero di sostituzioni, la strategia del tecnico scozzese è fruttuosa. All’83’ è proprio il neo-entrato McLean a insaccare dopo un colpo di testa di Fallon. E’ il giusto premio agli sforzi profusi dal Plymouth e l’amara punizione per un QPR ancora in cerca di personalità vincente. Dopo questo 1-1 i Rangers scivolano al nono posto, a quattro lunghezze dal Preston. Ma scommettiamo che anche stavolta Paulo Sousa vedrà il bicchiere mezzo pieno?


Plymouth Argyle: Larrieu, Clark, Timar, Seip, Barker, Mackie (Marin 78), Summerfield, Walton, Paterson (Noone 69), Gallagher (MacLean 77), Fallon.

Subs Not Used: Folly, Cathcart.

Booked: Walton.

Goal: MacLean 83.

QPR: Cerny, Ramage (Hall 81), Stewart, Gorkss, Delaney, Mahon, Rowlands, Cook (Ephraim 68), Leigertwood, Agyemang (Blackstock 77), Helguson.

Subs Not Used: Cole, Tommasi.

Booked: Ramage, Helguson.

Goal: Helguson 16.

Att: 10,747
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Ref: Kevin Friend (Leicestershire).

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giovedì 11 dicembre 2008

Videocassette in beneficenza, definito l’elenco delle strutture interessate

Ci sono voluti più di due mesi, alla fine però le 142 videocassette che ho donato lo scorso 30 settembre ai centri di accoglienza del Comune di Genova hanno finalmente raggiunto i destinatari. Ciò è avvenuto solo mercoledì scorso perché la burocrazia complica anche le cose più semplici, e la beneficenza non viene sottratta a questo malcostume. Non che lo ignorassi, ma trovarcisi in mezzo è sempre sgradevole. Comunque, come si suol dire, tutto è bene ciò che finisce bene. Ecco l’elenco completo delle strutture interessate da questo piccolo gesto:

Centri sociali gestiti direttamente dal Comune di Genova:

- Pegli
- San Teodoro

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Centri sociali convenzionati con il Comune di Genova:

- Municipio I Centro Est -
Centro sociale, vico Monachette 4: gestito da Aleg

Villa Piaggio, corso Firenze 24: autogestito dagli anziani del quartiere

Centro sociale, via Lagaccio 86r: gestito da Anteas


- Municipio II Centro Ovest –
Centro “La strana porta”, via Anzani 16-18r: gestito da Auser

Villa Giuseppina, via Bologna 21: gestito da Ats


- Municipio III Bassa Valbisagno -
Villa Imperiale, via San Fruttuoso 42: gestito da Auser e Acli S. Sabina


- Municipio IV Valbisagno -
Stella dell’Amicizia G. Flaminio: via Bobbio 21d: gestito da Gau


- Municipio VI Medio Ponente -

Sestri, via S. Maria della Costa 39: gestito da Auser

Centro sociale Cornigliano, viale Narisano 14: gestito da Auser

M.L.Monaco, via Cialli 11: gestito da Ats


- Municipio VII Ponente -

Voltri, via Buffa 1: gestito da Ats

Centro anziani “L’amico mio”, via Buffa 1: gestito da Auser

Prà, piazza Sciesa 27: gestito da Auser

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martedì 9 dicembre 2008

Sheffield Wednesday-QPR 1-0: la rincorsa dei Rangers ai play-off si ferma a Hillsborough

La voglia c’è, i punti no. Il QPR li lascia nel salotto buono dello Sheffield Wednesday dopo aver sprecato un rigore con Rowlands parato da Grant al 26’. A decidere il match è una rete di Clarke al 75’.

E dire che per i Rangers la visita in casa degli Owls comincia piuttosto bene. Helguson cerca di guadagnarsi la stima solleticando i riflessi di Grant un paio di volte nei primi 10’ e conquistandosi un penalty al 26’ dopo un contrasto con Wood. Dal dischetto Rowlands non è lucidissimo e si fa parare il tiro. Lo Sheffield Wednesday ringrazia il cielo per lo scampato pericolo e capisce che è arrivato il momento di fare la propria parte. E’ il 33’ quando l’inoperoso Cerny viene chiamato in causa da un tentativo di Wood su corner di O’Connor. La gara è viva e, proprio allo scadere della prima frazione, Clarke ci prova da una ventina di metri, il portiere è attento.


Il rientro dall’intervallo ripropone un QPR propositivo. Al 5’ della ripresa Agyemang manda a lato di destro e, poco dopo, sulla sua strada lo scalpitante Helguson trova ancora l’iperattivo Grant. La manovra è confortante ma lascia sempre l’amaro in bocca al momento di essere finalizzata. Un po’ per la bravura del portiere di casa, un po’ per l’assenza di cinismo dimostrata soprattutto dal neo-entrato Cook e da Agyemang. Le segnalazioni di offside si susseguono a ripetizione da entrambe le sponde, ma la sensazione che il risultato sia sul punto di mutare cresce con il passare dei minuti, così come aumenta la spinta dei padroni di casa. Al 74’ McAllister impegna Cerny. E’ il preludio al vantaggio di Clarke che, da posizione ravvicinata, monetizza un assist di Tudgay dopo che un tentativo di quest’ultimo trova l’opposizione di Cerny. A questo punto Sousa inserisce Di Carmine e Hall al posto di Mahon e Delaney. Il tempo è però tiranno e il Wednesday si dimostra bravo a gestirlo a proprio piacimento limitando tutti i rischi ad una conclusione di Gorkss nel primo minuto di recupero: Grant è ancora provvidenziale. Questo importante successo consente ai padroni di casa di agguantare in classifica i Rangers.

TABELLINO:

Sheff Wed: Grant, Simek (38 Watson), Beevers, Wood, Spurr, Tudgay, McAllister, O'Connor, Esajas (28 Small), Jeffers (72 Slusarski), Clarke.

Subs not used: O'Donnell, Smith.

Booking: Grant.

Goal: Clarke 75.

QPR: Cerny, Ramage, Stewart, Gorkss, Delaney (88 Hall), Agyemang, Mahon (79 Di Carmine), Leigertwood, Rowlands, Ephraim (55 Cook), Helguson.

Subs not used: Cole, Tommasi.

Referee: Nigel Miller.

Attendance: 14792.

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Prey (Shotgun Mix), il regalo di natale di Recoil

Da ieri, andando su Shunt o sulla pagina MySpace di Recoil, è possibile scaricare il regalo di Natale che Alan Wilder ha tenuto in serbo per tutti i suoi fans. Si tratta di uno stupendo remix di ‘Prey’, brano già edito come singolo ed estratto dall’album ‘subHuman’. ‘Prey (Shotgun Mix)’ è stato realizzato da David Husser. L’ingegnere del suono francese scoperto da Paul Kendall è uno dei principali collaboratori dei Thin Line Studios. E' stata la programmazione dei suoni in 'Mellow Cosmos', album del 2001 degli Y Front, a porlo all’attenzione degli addetti ai lavori consentendogli di inserirsi nei principali circuiti musicali.
Questo remix è scaricabile in più formati: dal semplice mp3 sino ad una wav senza alcuna compressione. Cliccando QUI è possibile accedere direttamente alla pagina dei vari download.

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Von Teschenberg, la rivista Capri ha pubblicato la notizia della mia scoperta

Il numero 41 di ‘Capri’ dedica uno spazio alla mia ricerca sulla data di morte del barone Hermann Von Teschenberg di cui è possibile conoscere i dettagli cliccando QUI. La rivista diretta da Manfred Herzer è un punto di riferimento di saggistica e di studio su tutti gli aspetti della storia dei gay. Un sincero ringraziamento all’amico Manfred per aver contribuito a divulgare questa importante notizia.

Chiunque sia interessato ad avere una copia o informazioni su ‘Capri’ può scrivere una email a m-herzer@t-online.de o una lettera all’indirizzo Blücherstrasse 61, 10961 Berlin.

La rivista è direttamente collegata allo Schwules Museum di Berlino, aperto nel dicembre 2004. Il museo dedicato alla storia dell’omosessualità si trova in Mehringdamm 61 e, oltre ad una serie di percorsi a tema, possiede un’interessante biblioteca.

A corredo del post è inserita la storica immagine di copertina del primo numero di ‘Capri’.

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lunedì 8 dicembre 2008

Sampdoria-Genoa 0-1: Il Principe si trasforma in Re. Milito regala il derby ai Grifoni

Un'incornata di Milito ad inizio ripresa sigilla il derby della Lanterna. Poco spettacolo ma tantissimo agonismo. Alla fine l'arbitro Farina estrae per ben 11 volte il cartellino giallo. La Samp recrimina per un gol annullato a Fornaroli sul finire della partita.

Gasperini sorprende Mazzarri con uno schieramento inedito. 4 in difesa con Milanetto e Thiago Motta entrambi dal primo minuto. Attacco affidato alla coppia Sculli-Milito con il brasiliano alle loro spalle. Dietro il tecnico genoano prepara un'autentica gabbia attorno a Cassano. La strategia funziona. Se non altro perchè Fantantonio vede frastrato ogni tentativo e Bellucci, a corto di condizione, non appare in grado di incidere. I blucerchiati si schierano nella maniera più logica possibile. A cominciare dalla linea difensiva composta da Campagnaro e Accardi ai lati di Gastaldello. Centrocampo carente di fosforo ma con esterni come Padalino e Pieri chiamati a portare su la squadra.
Tantissimi contrasti (alla fine i falli complessivi sono circa sessanta) e portieri impegnati con il contagocce. Soprattutto Castellazzi che, dopo un primo tempo inoperoso, è chiamato in causa al 5' del secondo. Ma da una punizione dubbia dalla destra guadagnata da Sculli, Milanetto pennella al centro dove Milito è liberissimo di saltare incornando la sfera alle spalle dell'immobile portiere doriano. Mazzarri appare sorpreso più del proprio estrenmo difensore e non riesce a trovare soluzioni importanti. A dargli involontariamente una mano è il Genoa. I rossoblu arretrano il loro baricentro sino ai venticinque metri e poi devono rinunciare al Principe afflitto da crampi. Al suo posto entra Palladino, ma l'ex-juventino impiega parecchio tempo prima di prendere le misure ai marcatori avversari. Al 37' la Sampdoria potrebbe agguantare il pareggio. Delvecchio, partito in fuorigioco su cross di Franceschini, allunga di testa per il neo-entrato Fornaroli che insacca alle spalle di Rubinho ma il guardalinee Di Liberatore rimane immobile sventolando la posizione irregolare. Farina segue il consiglio del proprio assistente ed annulla. Nei cinque minuti di recupero il Genoa riesce ad allontanare il pallone dalla propria area di rigore portandosi a casa una vittoria nella stracittadina che mancava da sette anni.
Il sipario della sfida cala su Cassano piangente in ginocchio verso la propria gradinata e con Milito accorso a consolarlo. L'unico vero gesto di fair-play del match. Molti tifosi doriani abbandonano velocemente gli spalti. A risuonare, alla fine, solo i cori della Nord.

TABELLINO:
SAMPDORIA-GENOA 0-1 (pt 0-0)
MARCATORE: 5' st Milito.
SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 5.5; Campagnaro 6 (35' st Fornaroli sv), Gastaldello 5, Accardi 5.5; Padalino 6 (39' st Stankevicius sv), Delvecchio 5.5, Sammarco 5, Franceschini 6, Pieri 6; Bellucci 5, Cassano 6. (Mirante, Ziegler, Lucchini, Bottinelli, Dessena). All. Mazzarri 5.
GENOA (4-3-1-2): Rubinho 6.5; Bocchetti 7, Biava 6.5, Ferrari 7, Criscito 7, Rossi 6.5 (40' st Sokratis sv), Milanetto 7, Juric 6; Thiago Motta 6; Sculli 6.5 (20' st Vanden Borre 6), Milito 7.5 (30' st Palladino sv). (Scarpi, Olivera, Sokratis, Jankovic, Modesto). All. Gasperini 7.
ARBITRO: Farina di Novi Ligure 6.5.
AMMONITI: Biava, Franceschini, Sculli, Thiago Motta, Milanetto, Del Vecchio, Campagnaro, Stankevicius per gioco scorretto. Padalino, Rubinho per comportamento non regolamentare, Cassano per proteste.
RECUPERI: 1' e 5'.
SPETTATORI: 35.000 circa, di cui 14.357 paganti per un incasso lordo di 411.370 euro.

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sabato 6 dicembre 2008

QPR-Wolverhampton 1-0: Decide una magia di Rowlands, ma quanto è bravo Cerny!

Un eroe e una pennellata d’artista. Il primo è l’ottimo Cerny autore di almeno tre interventi strepitosi, la seconda è una rete di Rowlands che vale tre punti d’oro.

Contro il Wolverhampton, capolista presentatosi a Loftus Road con otto risultati utili consecutivi, i Rangers offrono una delle migliori prestazioni dell’anno. Senza dubbio la più convincente della gestione di Paulo Sousa. Non che errori e patimenti siano stati risparmiati, ma questa vittoria potrebbe rappresentare una buona pedana per saltare davvero alto. Il QPR ha finalmente dimostrato di possedere spirito di gruppo e capacità di sacrificio non fini a se stessi. L’effetto è stata una gara propositiva, nella quale l’innesto di Helguson ha contribuito non poco a dare un senso alle manovre d’attacco. Sono soprattutto lui, Agyemang e Cook a mettere a dura prova i riflessi di Hennessey sin dalla prima frazione. I Wolves, spesso costretti al ripiegamento, appaiono meno lucidi del solito.

Nella ripresa l’islandese parte bene impegnando subito il portiere. E’ poi Cerny a salire sugli scudi neutralizzando una punizione di Jones al 56’ e un tentativo di Ebanks-Blake al 62’. Quest’ultimo è un salvataggio provvidenziale perché pochi secondi dopo Rowlands telecomanda un tiro dai venticinque metri che scavalca Hennessey. E’ il punto esclamativo del match. Vokes e Cook offrono un botta e risposta di rilievo intorno all’80’ tenendo alta l’intensità della sfida. Gli ospiti non ci stanno a perdere ma gli Hoops restano uniti e potrebbero raddoppiare allo scadere con il neo-entrato Di Carmine.

Ora la zona play-off è solo questione di differenza reti. Il QPR, settimo in graduatoria, ha infatti gli stessi punti dello Sheffield United che lo sovrasta di una posizione.


QPR: Cerny, Ramage, Delaney, Stewart, Gorkss, Ephraim, Mahon, Rowlands, Blackstock (Cook 27), Helguson (Tommasi 77), Agyemang, Cook (Di Carmine 90).
Subs Not Used: Cole, Borrowdale.
Booked: Rowlands.
Goals: Rowlands 63.
Wolverhampton: Hennessey, Foley, Stearman, Mancienne, Ward, Kightly, Edwards, Henry, Jones (Jarvis 58), Iwelumo (Vokes 72), Ebanks-Blake (Keogh 78).
Subs Not Used: Higgs, Collins.
Booked: Mancienne.
Att: 13,416
Ref: Iain Williamson (Berkshire).

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sabato 29 novembre 2008

QPR, un altro piccolo passo in avanti

Crystal Palace-QPR 0-0: Finisce a reti bianche questo derby londinese con più premesse che sostanza. Il punticino aggiunto in classifica accontenta entrambe i tecnici in cerca di conferme. Paulo Sousa schiera Gorkss dal primo minuto e il nuovo acquisto Helguson ad inizio ripresa in sostituzione di Parejo. Alla resa dei conti sono però i padroni di casa a dimostrarsi più intraprendenti costringendo Cerny ad intervenire per limitare il peggio. Soprattutto su tentativi di Beattie dopo 3’, di Ifill al 40’ e del suo sostituto Kuqi al 68’. Ai Rangers va il merito di essersi mantenuti compatti anche nei momenti di maggiore pressione avversaria. Duole però registrare la solita difficoltà realizzativa anche se, almeno in fase di costruzione, qualcosa in più si è visto. Helguson, islandese appena giunto alla corte di Briatore, ha le caratteristiche ideali per sfruttare la visione di gioco di Ledesma, oggi fuori per squalifica. Il suo battesimo con gli Hoops ha però denotato una mancanza di freddezza sottoporta. Entra scalpitando al punto da provarci dopo neppure un minuto dal debutto (destro sul fondo), ma spreca un’occasione assai propizia al 72’ mandando ancora una volta fuori su colpo di testa. Insomma, da rivedere in condizioni più favorevoli e senza l'ansia da prestazione mostrata questo pomeriggio. Per il resto la sensazione offerta dal QPR è quella di un team in crescita ma ancora in cerca di una vera identità. Sarà soprattutto questa l’impresa che dovrà ottenere il nuovo tecnico.

Crystal Palace: Speroni, McCarthy, Fonte, Clyne, Hill, Carle (Derry 63), Watson, Oster, Scannell (Griffit 87), Ifill (Kuqi 63), Beattie.
Subs Not Used: Lawrence, Moses.

Booked: Carle.

QPR: Cerny, Ramage, Stewart, Gorkss, Delaney, Agyemang (Di Carmine 90), Leigertwood, Mahon, Parejo (Helguson 46), Ephraim, Blackstock (Rowlands 56).
Subs Not Used: Cole, Borrowdale.

Booked: Ephraim, Delaney.

Att: 16,411

Ref: Rob Styles

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mercoledì 26 novembre 2008

QPR, Blackstock tiene a galla gli Hoops

QPR-Charlton Athletic 2-1: Mentre l’islandese Heidar Helguson decide di passare in prestito al QPR, una doppietta di Blackstock consente ai Rangers di restare nella scia dei play-off.

La gara, arrivata in giorni assai convulsi per entrambi i club londinesi, alla fine ha premiato chi ha saputo ragionare più a mente fredda. La rete del vantaggio, giunta al 17’ dopo un tap-in del numero nove su ispirazione di Tommasi, viene pareggiata alla mezz’ora da Racon, lesto ad approfittare dei distratti Stewart e Gorkss innanzi ad un cross di Bouazza. Phil Parkinson, caretaker manager degli Addicks dopo il divorzio con Alan Pardew, non riesce proprio a venire a capo di una matassa che con il passare dei minuti va ingarbugliandosi sempre più. Merito anche dei padroni di casa che stavolta riescono a nascondere le loro pecche gettando in campo la voglia di vincere. La stessa che, davanti a telecamere e taccuini, spingerà Paulo Sousa a dichiarare di essere “profondamente orgoglioso" dei propri ragazzi.

Il colpo decisivo sembra poter posarsi sulla testa di Hudson al 77’, ma la mira è scadente. Neppure il tempo di rammaricarsi dell’occasione fallita che i rimorsi si fanno disperazione. E’ infatti il 79’ quando nell’aria scocca l’attimo fatale al Charlton. Per il QPR sul prato già corrono Agyemang, Mahon e Ledesma al posto di Di Carmine, Tommasi e Parejo, è però sempre Blackstock - al nono centro stagionale - a trovare l’incornata vincente servito da Ephraim. Il novantesimo arriva fra un tentativo di Agyemang e un tiro-cross di Gillespie che scaldano i muscoli dei due portieri. Alla fine, con i tifosi di Loftus Road a lasciare il tempio in un vociare misto tra voglia di volare e mugugni per le rivoluzioni interne alla società, a contare più di tutti sono i tre pesantissimi punti messi in carniere. La stessa quantità che il Charlton è riuscito a racimolare nelle ultime nove partite.

QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Leigertwood, Parejo (Ledesma 73), Blackstock, Gorkss, Ramage, Tommasi (Mahon 61), Di Carmine (Agyemang 46), Ephraim.
Subs: Cole, Oastler.

Scorers: Blackstock (17), (79)

Bookings: Leigertwood (41), Delaney (72).

Charlton Athletic: Weaver, Youga, Hudson, Gray, Gillespie, Racon, Semedo, Cranie (Sam 82), Bouazza, Primus, Waghorn (Varney 62).
Subs: Elliot, Holland, Fortune.

Scorer: Racon (30).

Bookings: Hudson (90)
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Referee: Mr K P Shroud.
Attendance: 12,286.

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sabato 22 novembre 2008

QPR, i Rangers resuscitano anche il Watford

Watford-QPR 3-0: Che shock! Peggio di così sarebbe stato difficile immaginare l’esordio di Paulo Sousa sulla panchina dei Rangers. Al Watford, terz’ultimo in classifica e reduce da 5 sconfitte nelle ultime 6 gare, basta un solo tempo per archiviare la sfida. Infatti - complice una difesa distratta, un centrocampo leggero e l’atavica sterilità offensiva dei londinesi - a bere il thè caldo dell’intervallo gli Hornets ci vanno conducendo già per 3-0. E’ Priskin a sbloccare il match dopo 25’ a seguito di un penalty causato da Stewart. Con gli ospiti ancora poco attenti è Ward a raddoppiare otto minuti più tardi su assist di Harley. La reazione degli Hoops è flebile. Così Loach si scalda solo intervenendo solo su una punizione di Ephraim. Ma praticamente ogni volta che la squadra di Mackay prova seriamente ad affondare il colpo raggiunge l’obiettivo. Accade quindi che al 44’ c’è gloria anche per Williamson che, servito da Smith, spazza l’angolino basso alla destra di Cerny. Ad inizio ripresa il nuovo manager del QPR rivoluziona le carte. Toglie dalla mischia gli ammoniti Mahon e Ledesma gettandovi Tommasi e Parejo. A loro volta seguiti da Di Carmine per Blackstock. Il primo effetto è un intervento di Loach su tentativo di Stewart. Ma è poco più di un fuoco di paglia. Hall si fa cacciare dal campo a dieci dal termine per un fallo su Hoskins. Inutili si rivelano anche alcuni tentativi di Ephraim nella seconda parte del tempo perché la sfida non sfugge mai veramente dalle mani del Watford, bravo a conquistare tre punti essenziali nella lotta per non retrocedere. Per il QPR, evidentemente incapace di dare continuità ai risultati, questa seconda sconfitta consecutiva conferma la scomoda sensazione di incompiutezza. Un vero peccato viste le premesse di questa estate.

TABELLINO:

Watford: Loach, Mariappa, Ward, DeMerit, Doyley, McAnuff (78 Hoskins), Williamson (82 O'Toole), Harley, Jenkins, Priskin, Smith.

Subs not used: Lee, Bromby, Robinson.

Goals: Smith 25 (pen), Ward 33, Williamson 44.

Bookings: Harley.

QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Hall, Ramage, Mahon (46 Tommasi), Leigertwood, Ledesma (53 Parejo), Ephraim, Blackstock (61 Di Carmine), Agyemang.

Subs not used: Cole, Gorkss.

Sent off: Hall.

Bookings: Mahon, Ledesma, Stewart.

Ref.: Andy Penn.

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venerdì 21 novembre 2008

Benvenuto Sampdorianews.net!

Dal 12 novembre esiste un nuovo portale del mondo blucerchiato: sampdorianews.net . Sin dai primi passi è facile capire che questa iniziativa nasce nella maniera migliore. Se il mio personale auspicio è che il sito diventi in fretta un punto di riferimento per i tifosi doriani (ma non solo per loro), la mia speranza è che riesca a farlo mantenendosi sempre autonomo, soprattutto nelle scelte e nelle opinioni espresse. In un epoca in cui anche nel calcio la libertà di idee è sempre più soffocata da conformismi, interessi e adulazione del potente di turno il diritto all’analisi e alla critica costruttiva va preservato come la più delicata delle cose. A tutti i collaboratori di Sampdoria News vanno i miei più sinceri auguri per l’ambiziosa avventura intrapresa.

Questa è la redazione di Sampdoria News:

Caporedattore e ideatore del sito: Diego Anelli

Collaboratori: Alberto Teti, Stefano Orengo, Matteo Nosenghi, Alessio Ciarlo, Diego Gobbo, Giacomo Zanon, Roberto Chiappe, Riccardo Volpato, Roberto Sinibaldi.

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domenica 16 novembre 2008

Sampdoria-Lecce 3-2: la Samp cala il tris e spazza via quel Tir che si era messo di traverso...

Delvecchio e Cassano sembrano ipotecare la sfida in 14', ma il gol decesivo è quello di Stankevicius. Inutile una doppietta di Tiribocchi.
Vince 3-2 la Samp. Lo fa soffrendo solo nel finale contro un Lecce colpito a freddo da un uno-due firmato Delvecchio-Cassano. I salentini regalano il primo tempo uscendo fuori dal guscio solo nella ripresa. Tiribocchi accorcia le distanze al 55' e all’82’ dopo che Stankevicius aveva calato il tris decisivo allo scoccare dell’ora di gioco.


In campo – Tipico 3-5-2 per Mazzarri che non riesce a recuperare Campagnaro e si affida a Lucchini. A centrocampo Padalino trova posto sulla fascia destra. Conferma per la collaudata coppia Bellucci-Cassano. Dall'altra parte Beretta insiste con il 4-4-2. Fuori Giacomazzi per squalifica, l'ultimo test è positivo per Cacia che affianca Tiribocchi sulla linea d'attacco.

Si gioca – Si fa subito in discesa la gara della Samp, già al doppio vantaggio prima del quarto d'ora. Merito di un solitario colpo di testa di Delvecchio (11') e di un delizioso sinistro di Cassano che incastona la palla nel “sette” alla destra di Benussi (14'). Le repliche ospiti sono poche. La più favorevole capita a Munari alla mezz'ora, ma non è altro che un passaggio per Castellazzi. I padroni di casa dominano, forti di un tasso tecnico superiore che gli consente di concludere più volte. Clamorosa l’opportunità gettata alle stelle da Gastaldello al 40', giunta prima del cambio tra l'infortunato Padalino e Stankevicius.

La ripresa comincia con Caserta al posto dell'evanescente Antunes e con Pieri che si autoinvita a partecipare al tiro a segno: diagonale a lato al 50'. Poi Cacia invoca inutilmente un rigore dopo un contatto con Gastaldello. Lo fa con la stessa veemenza con cui Fantantonio reclama un fallo di Ardito a centrocampo. Trefoloni non interviene e, sul prosieguo dell'azione, Tiribocchi accorcia le distanze su cross di Cacia. Neppure il tempo di mettere mano al canovaccio della sfida che Stankevicius ristabilisce le distanze con un colpo di testa dal vertice destro dell'area che sorprende Benussi. Tolto dalla mischia anche il distratto Diamoutene per Fabiano il Lecce si fa propositivo andando a segno nel finale ancora con Tiribocchi che riapre momentaneamente la sfida. Allo scadere Franceschini fallisce il più facile dei match-ball.

La chiave – Lavorare l'avversario ai fianchi sin dal primo minuto. L'effetto sorpresa dei blucerchiati spegne subito gli entusiasmi di un Lecce salito a Genova con ancora in testa il pareggio di domenica scorsa e tornatosene a casa con il rammarico di averci provato solo in parte.

La chicca – Antonio Cassano, sempre lui. La ciliegina più bella sulla torta della 200a presenza nella massima serie è un colpo ad effetto di sinistro di quelli che riescono solamente ai veri fuoriclasse. Ma questa non è una novità.

Top & Flop – Sembra proprio che per Delvecchio sia indispensabile giocare a mente sgombra, come accaduto oggi. In queste circostanze sa mettere in mostra il proprio valore. Ad essere pignoli a volte pecca di egoismo ma stavolta perdonarlo è facile. Tiribocchi è l'ultimo ad arrendersi. Tiene vive le speranze con una doppietta dimostrando che talvolta l'esperienza può contare quanto l'estro. Un paio di estati fa Cacia era uno dei pezzi pregiati del mercato nonostante la convalescenza da un brutto infortunio. Quello sceso al Ferraris è apparso la controfigura del talentuoso calciatore che faceva sognare i tifosi del Piacenza. Antunes è il peggiore dei ventidue. D'accordo che Cassano non sia un cliente facile per nessuno, ma almeno dare la sensazione di essere in campo sarebbe stata gradita.

TABELLINO:
SAMPDORIA-LECCE 3-2 (primo tempo 2-0)

MARCATORI: 11' Delvecchio (S), 14' Cassano (S); 55' Tiribocchi (L), 60' Stankevicius (S), 82' Tiribocchi (L).

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 5.5; Lucchini 5.5, Gastaldello 6, Accardi 6; Padalino 6.5 (dal 41' Stankevicius 6.5), Delvecchio 7 (dall'86' Dessena sv), Sammarco 6, Franceschini 6, Pieri 6; Bellucci 6, Cassano 7. (Mirante, Ziegler, Bonazzoli, Bonanni, Marilungo). All. Mazzarri 6.

LECCE (4-4-2): Benussi 5; Polenghi 6, Stendardo 6, Diamoutene 5 (dal 61' Fabiano), Antunes 4.5 (dal 46' Caserta 6); Munari 6, Zanchetta 6.5, Ardito 5.5 (dal 75' Konan sv), Ariatti 6; Cacia 5.5, Tiribocchi 7. (Rosati, Castillo, Esposito, Vives). All. Beretta 5.
ARBITRO: Trefoloni di Siena 5.5.

AMMONITI: Stendardo (L), Ariatti (L), Diamoutene (L), Sammarco (S), Delvecchio (S), Lucchini (S) per gioco scorretto.

RECUPERI: 2' p.t.; 2' s.t.


[Articolo per Goal.com del 16 novembre 2008]

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sabato 15 novembre 2008

QPR rimandato, il Burnley continua a sognare. Clamoroso rigore negato a Blackstock

QPR-Burnley 1-2: E’ il Mahon “sbagliato” stavolta a decidere una partita dei Rangers. E’ infatti Alan, e non Gavin, a mettere la firma determinante dopo un'ora di una delle sfide più delicate della stagione. Nella prima frazione il vantaggio iniziale di Blackstock viene annullato da un gol di Blake al 34’.

Per il QPR l’esame di maturità giunge nel momento e contro l’avversario peggiori. I residui dell’infrasettimanale Carling Cup sono di opposta consistenza: padroni di casa ancora a leccarsi le ferite per la grave perdita di Buzsaky e senza Parejo vittime della sconfitta contro il Manchester United, gli ospiti galvanizzati dalla storica eliminazione del Chelsea.
Al 14’ Blackstock trova l’angolino destro e porta in vantaggio la sua squadra. Due minuti dopo Stewart corregge un corner di Ephraim ma trova i riflessi di Jensen. I Rangers controllano senza affanni sino al 34’ quando, per la prima volta, consentono ai Clarets la ricerca del bersaglio grosso. La disattenzione è fatale, dai sedici metri Blake monetizza un assist di Gudjonsson e riporta in equilibrio il risultato. Ultimo sussulto del tempo un intervento di Cerny su McCann.

Nella ripresa, con Delaney subito dentro al posto di Connolly, gli Hoops devono ringraziare Cerny, attento su tiro di Elliott. Potrebbero anche avere la chance di riportare il match dalla propria parte grazie a Blackstock filtrante in area e contrastato irregolarmente da Carlisle. E’ rigore: evidente agli occhi di tutti tranne che a quelli dell’approssimativo mr. Woolmer. Con ancora nell’aria le recriminazioni echeggianti nella tana del QPR, Di Carmine soffoca in gola l’urlo del gol a causa di uno strepitoso intervento di Jensen. Nel frattempo Eagles si fa male e Coyle lo sostituisce con Alan Mahon. Mossa vincente. E’ proprio lui, una manciata di minuti dopo, a freddare Cerny con un colpo preciso su traversone dalla destra dell’ispirato Blake. Nonostante Ainsworth provi a gettare nella mischia Agyemang per Ephraim sono gli ospiti, forti di una manovra agile e sorretti dal morale a mille, a resistere alla distanza. Merito soprattutto della bravura del loro portiere. L’eroe di Stamford Bridge conferma il suo stato di grazia anche a Loftus Road compiendo un intervento decisivo proprio sul ghanese al 92’.


TABELLINO:

QPR: Cerny, Ramage, Stewart, Hall, Connolly (Delaney 46), Ephraim (Agyemang 63), Rowlands, Tommasi (Mahon 53), Cook, Blackstock, Di Carmine.
Subs Not Used: Cole, Ledesma.
Booked: Ramage.
Goal: Blackstock 14.

Burnley: Jensen, Alexander, Duff, Carlisle, Jordan, Elliott, McCann, Gudjonsson, Eagles (Mahon 56), Blake (McDonald 79), Thompson (Akinbiyi 84).
Subs Not Used: Penny, Paterson.
Booked: Gudjonsson, Jordan, McDonald.
Goals: Blake 34, Mahon 60.

Att: 13,226.

Ref: Keith Woolmer.

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giovedì 13 novembre 2008

'The Sound of The Smiths', quando persino le raccolte riescono ad avere un senso

Come Liverpool ha i Beatles, Manchester ha gli Smiths. Lo so, il paragone è irriverente. Ma, seppur con proporzioni ben diverse, la band di Morrissey & Marr ha segnato un’epoca e messo il germe per la nascita di nuove generazioni musicali. E’ per questo che, benché io sia ferocemente contrario alle compilation, considero di buon occhio ‘The Sound of The Smiths’, occasione per riunire momentaneamente sotto lo stesso progetto le due anime più forti del gruppo. In realtà il lavoro principale è stato svolto dal chitarrista. Johnny Marr ha infatti supervisionato la rimasterizzazione delle canzoni prescelte mentre Moz si è occupato della scelta definitiva del titolo, in un primo momento indicato come 'Hang the DJ: The Very Best of The Smiths’. La raccolta, edita dall’ottima Rhino Records, è disponibile nella versione normale (con 23 singoli o brani inizialmente prescelti per esserlo) e in quella deluxe contenente un secondo disco con 22 tracce fra cui alcune rarità interessanti soprattutto per i neofiti, visto che i collezionisti le hanno già avute a disposizione attraverso produzioni non ufficiali. In attesa che l'8 dicembre esca 'Singles Box' - cofanetto in edizione limitata contenente le riproduzioni in vinile dei primi 10 singoli britannici - Irving Azoff, attuale manager del gruppo, annuncia ciclicamente possibili reunion della band sollecitate da sponsor disposti a offrire cifre da capogiro. Il mio auspicio, per l’assoluto nulla che può valere, è che ciò non avvenga mai e poi mai, perché le magie vere non possono ripetersi. E gli Smiths strepitosamente magici lo sono stati per davvero.

Ecco la tracklist di ‘The Sound of The Smiths’:

Disco 1:
01. Hand In Glove

02. This Charming Man

03. What Difference Does It Make? (John Peel Session)

04. Still Ill

05. Heaven Knows I'm Miserable Now

06. William, It Was Really Nothing

07. How Soon Is Now? (12-inch vinyl version)

08. Nowhere Fast

09. Shakespeare's Sister

10. Barbarism Begins At Home (seven-inch vinyl version)

11. That Joke Isn't Funny Anymore

12. The Headmaster Ritual

13. The Boy With The Thorn In His Side

14. Bigmouth Strikes Again

15. There Is A Light That Never Goes Out

16. Panic

17. Ask

18. You Just Haven't Earned It Yet, Baby

19. Shoplifters of the World Unite

20. Sheila Take a Bow

21. Girlfriend in a Coma

22. I Started Something I Couldn't Finish

23. Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me


Disco 2:

01. Jeane

02. Handsome Devil (Live)

03. This Charming Man (New York Vocal)
04. Wonderful Woman

05. Back To The Old House

06. These Things Take Time

07. Girl Afraid

08. Please, Please, Please Let Me Get What I Want

09. Stretch Out And Wait

10. Oscillate Wildly

11. Meat Is Murder (Live)

12. Asleep

13. Money Changes Everything

14. The Queen Is Dead

15. Vicar In A Tutu

16. Cemetry Gates

17. Half A Person

18. Sweet And Tender Hooligan

19. Pretty Girls Make Graves (Troy Tate Demo)

20. Stop me If You Think You've Heard This One Before
21. What's The World? (Live)

22. London (Live)

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mercoledì 12 novembre 2008

Scintille nella monotonia d'autunno: dieci indimenticabili esperienze di viaggio

Viaggiare. Ossia intingere se stessi in altre realtà solleticando i cinque sensi e l’anima. Più grezzamente la maniera migliore per superare la limitatezza del nostro piccolo mondo. Ecco l’elenco di alcune personali esperienze di viaggio. Le prime a venire a galla in un oceano di ricordi. Luccicanti scintille nella monotonia di una uggiosa giornata autunnale.

01. Girare l’Australia in lungo e in largo scoprendo che il paradiso esiste per davvero.

02. La notte del solstizio d'estate raggiungere Capo Nord in camper per poi affacciarsi sull'ultimo gradino dell'Europa.

03. Respirare a fondo il profumo dell'antica biblioteca del Trinity College di Dublino.
04. Ritrovarsi i polpastrelli sporchi di polvere dopo aver smarrito il senso del tempo nei negozi londinesi di dischi e libri.
05. Passeggiare lungo le calli veneziane svuotate dai turisti in una notte di luna piena.

06. Seminare pensieri camminando sotto la pioggia attorno ad Uluru/Ayers Rock, sacro monolite australiano.

07. Aspettare l’alba in compagnia su uno degli scogli più nascosti e segreti della Riviera Ligure.
08. Navigare placidamente sul Nilo all’ora del tramonto.
09. Attraversare la Manica in traghetto per godersi, nello spazio di un giorno, la francese Dieppe e l’inglese Brighton.

10. Addormentarsi a Siviglia con il sangue misto a sangria. E svegliarsi intuendo la realizzazione di un miracolo...

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sabato 8 novembre 2008

QPR, il dolce arriva all’ultimo. Decisivo un gol di Mahon all’80’, il Cardiff finisce in nove

QPR-Cardiff 1-0: Il ritorno al successo pieno si fa attendere sino a dieci minuti dal termine. Il merito è di Gavin Mahon, centrocampista poco prolifico ma stavolta provvidenziale per Ainsworth. Rangers in sofferenza realizzativa nonostante le espulsioni di Purse al 28’ e di Comminges all’87’.

Come da previsioni il Cardiff si dimostra osso duro. In una gara dominata dalla mancanza di precisione sottorete a fare la differenza è proprio la capacità di mantenere freddi i pensieri. In questo sono più bravi i padroni di casa. Dopo un inizio senza sussulti al quarto d’ora Cook concede una punizione dalla distanza di Cook, la palla diventa preda di Heaton. La risposta non si fa attendere. Cinque minuti dopo è McPhail a provarci con altrettanta convinzione, Cerny si salva in angolo. Al 28’ il primo episodio decisivo: l’esperto Purse interviene con eccessivo impeto su Cook, Probert è severissimo e lo espelle. Dave Jones corre ai ripari inserendo Gyepes per Ledley riuscendo a tappare adeguatamente la falla. Così, prima dell’intervallo, il portiere giunto in prestito dal Manchester United deve intervenire una sola volta, al 38’, su botta di Ledesma.

Nella ripresa, dopo una manciata di minuti, l’ex-genoano viene sostituito da Buzsaky. Nonostante l’inferiorità numerica i Bluebirds riescono a difendersi con ordine costringendo i ragazzi di Ainsworth a mantenere alta la pressione. A metà ripresa Tommasi e Di Carmine (buona la loro prova) lasciano il terreno di gioco per fare spazio a Mahon e Agyemang. Mosse che lasciano il segno non solo sui tabellini. Infatti, dopo che al 75’ Johnson inzucca male da posizione favorevole su angolo dalla destra dell’ispirato Whittingham, i Rangers passano in vantaggio. Il sigillo è proprio di Mahon che si avventa su un cross di Ramage e, di testa, lo trasforma in oro zecchino. La rete accende speranze e animi. Nei minuti successivi l’arbitro estrae ripetutamente cartellini gialli, i più pesanti dei quali sono quelli mostrati a Comminges che, fra l’84’ e l’86’ ne rimedia addirittura un paio lasciando i gallesi in nove contro undici. In queste condizioni il prato di Loftus Road si fa in discesa per i suoi proprietari che non faticano troppo per arrivare immacolati sino al triplice fischio costringendo il Cardiff alla prima sconfitta esterna stagionale.


TABELLINO:
QPR: Cerny, Stewart, Connolly, Hall, Ramage, Ledesma (55 Buzsaky), Rowlands, Cook, Tommasi, Blackstock, Di Carmine (71 Agyemang).
Subs not used: Cole, Delaney.
Bookings: Agyemang.
Cardiff: Heaton, McNaughton, Comminges, R Johnson, Rae, Ledley (29 Gyepes), Purse, Whittingham, McPhail, E. Johnson (72 Parry), Chopra.
Subs: Enckelman, Blake, Brown.
Sent off: 28 Purse, 87 Comminges.
Bookings: McPhail.
Referee: Lee Probert (Wiltshire)
Attendance: 13.347.

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mercoledì 5 novembre 2008

Amen.

E’ bello stiracchiarsi la mattina e percepire che qualcosa è cambiato. Mettere ordine. Dentro se stessi, soprattutto. E’ una delle attività più sopportabili del trascorrere degli anni. Ideale passatempo per anime caotiche in balia dei marosi dell’esistenza. Utile gioco per recuperare ricordi sepolti dalla polverosa consuetudine. La stessa che, quasi d’improvviso, ti fa ritrovare il viso sfigurato da rughe che solcano pelle e specchi. Si diventa “grandi” davvero quando la voce che c’è in noi inizia a farsi grossa. Quando smettiamo di essere parti di altri. Inevitabile effetto dell’emulazione di chi ci ha educato e di chi ammiriamo. E’ bello scoprire che oltre la ribellione ci può essere di più. E’ bello scoprirlo ora, quando i tempi sono maturi e stille di consapevolezza mettono a nudo ogni cosa. Tranne l’anima, ovviamente.
AMEN.

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lunedì 3 novembre 2008

The Cure, un altro nuovo album ad aprile 2009?

Un nuovo album dei Cure ad aprile 2009? Probabile, certamente non impossibile. A rivelarlo è Mark Beaumont del Guardian. Lo afferma in un articolo leggibile interamente QUI nel quale, fra le altre cose, spiega alcuni inediti dettagli relativi alla controversa gestazione di ‘4:13 Dream’, ultimo (bellissimo) lavoro di Robert Smith & soci. Come da indiscrezioni l’obiettivo iniziale della band era quella di produrre un doppio album sulla falsariga di ‘Kiss Me Kiss Me Kiss Me’ del 1987, tanto che i brani registrati e pre-prodotti sono stati ben 33. Al momento di tradurre in pratica il tutto, però, la Geffen ha comunicato loro l’intenzione di pagare royalties soltanto per la realizzazione di un album singolo, vendendo comunque il doppio ad un prezzo maggiorato. Un ricatto a cui Robert Smith, determinato ad offrire la versione duplice al prezzo di una singola, si è ribellato consegnando alla casa discografica solamente una parte delle tracce: quelle dalle atmosfere più leggere. La seconda, più intimista e dark, è quindi rimasta inedita e l’intenzione dei Cure è quella di pubblicarla appena il contratto con la major lo consentirà. Che, tradotto in burocratese, significa: sei mesi e un giorno successivi all’uscita di ‘4:13 Dream’, finito sugli scaffali dei negozi lo scorso 24 ottobre.
Già in passato Robert Smith ebbe scontri con una casa discografica, la “storica” (per la loro carriera) Fiction. Ciò avvenne nel 2001 in occasione della produzione di ‘Greatest Hits’, edito solo per motivi di business dal momento che il disco rientrava in una serie di obblighi atti a rescindere il contratto. Ma, per rispetto dei propri fans, la band - allora reduce dalla realizzazione di ‘Bloodflowers’ - chiese che la raccolta contenesse un secondo cd con la rilettura acustica degli stessi brani presenti sul primo. La Fiction non fu d’accordo ma il braccio di ferro venne vinto, almeno parzialmente, da Robert Smith. Come? Impegnandosi economicamente in prima persona affinchè, nelle prime edizioni della compilation, venisse incluso ‘Acoustic Hits’ come bonus. Il disco che,
considerata la poco fantasiosa tracklist dell'album principale, diede un senso artistico al progetto.

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domenica 2 novembre 2008

Sampdoria-Torino 1-0: I granata recriminano, i blucerchiati vincono

Decide una magia di Bellucci dopo un goal ingiustamente annullato ad Amoruso.
Una pennellata in mischia di Bellucci all’84’ tinge di blucerchiato una sfida dallo spettacolo modesto. Buona gara del Toro che colpisce un palo e a cui Ayroldi annulla un gol valido segnato da Amoruso.


In campo -
Nella Samp confermato il trio difensivo Lucchini-Gastaldello-Accardi. A centrocampo Padalino viene preferito a Stankevicius. Davanti Bellucci torna titolare al fianco di Cassano. Torino orfano di Abate e di Pratali che non riesce a smaltire la contrattura rimediata mercoledì sera. Diana viene schierato esterno difensivo con Colombo libero di avanzare a ridosso delle punte Stellone e Amoruso.


Si gioca –
Poche idee e risultato deciso dagli episodi. Stavolta tutti a favore di una Sampdoria brava soprattutto a crederci fino in fondo. I padroni di casa consumano la prima frazione cercando invano soluzioni per Bellucci e Cassano ma rischiano nelle ripartenze granata. Il Toro è però incapace di sfruttare tre contropiedi promettenti. Un po’ per la bravura di Castellazzi, che si oppone con decisione su Amoruso e Stellone, di più per l’imprecisione dei suoi attaccanti. Nella ripresa gli ospiti partono coraggiosamente. Resistono sul primo tiro in porta di della Samp, punizione di Bellucci respinta dal portiere al 56’, e si vedono incredibilmente annullare una rete di Amoruso che, dopo aver colto un palo di testa, devia nel sacco un rinvio di Pieri. Nella seconda parte del tempo Cassano offre qualche lampo dei suoi. Dopo che al 69’ Dessena prima e al 73’ Padalino difettano di mira l’ex-piacentino si trasforma in assistman mettendo in mezzo all’area un pallone che Bellucci addomestica di tacco destro mandandolo nell’angolino destro dell’incolpevole Calderoni. Labile la reazione ospite. Natali al 36’ e Sammarco e Lucchini, ad inizio ripresa, hanno dovuto abbandonare il campo per problemi muscolari.


La chiave –
Può la sorte essere la chiave di volta di una partita di calcio? Può esserlo. Specialmente quando in campo gli equilibri si bilanciano nonostante una delle due parti possa vantare un fuoriclasse assoluto come Cassano, oggi non proprio al massimo. Alla fine la Samp conclude a rete con il contagocce ma trova uno splendido gol vincente, il Toro controbatte con i pochi mezzi a sua disposizione ma viene fermato da un palo e da una decisione arbitrale ingiusta.


La chicca –
Mancano sei minuti al novantesimo quando Palladino scaglia una palla disperata in mezzo all’area avversaria, l’invito viene raccolto da Bellucci che, con un delizioso tacco destro in mischia, la infila in buca. E’ la cosa esteticamente più bella in un pomeriggio di chiaroscuri.


Top & Flop –
Certe volte una manciata di lampi possono bastare a costruire un sorriso che dura una settimana. La coppia Cassano-Bellucci possiede l’estro che fa la differenza anche quando non è al massimo. Non altrettanto si può dire della coppia Ayroldi (arbitro) e Chiocchi (assistente di linea) entrambi hanno l’abbaglio di una posizione in fuorigioco decisiva per annullare un gol di Amoruso. L’errore che condiziona pesantemente l’incontro. Inspiegabile la decisione di De Biasi di tenere Rosina ad assorbire l’umidità del prato genovese inchiodato alla panchina.


TABELLINO:

SAMPDORIA-TORINO 1-0 (primo tempo 0-0).
MARCATORI: 84’ Bellucci (S).

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 6.5, Lucchini 6 (dal 52’ Bottinelli 6), Gastaldello 6.5, Accardi 6, Padalino 6.5, Delvecchio 6 (dal 71‘ Ziegler sv), Sammarco 6 (dal 48‘ Dessena 6), Franceschini 6, Pieri 6, Bellucci 7, Cassano 6.5. (Mirante, Fornaroli, Stankevicius). All. Mazzarri 5.5.

TORINO (4-4-2): Calderoni 6, Colombo 6.5 (dal 74‘ Zanetti sv), Di Loreto 7, Natali 6 (dal 36‘ Ogbonna 6), Pisano 6, Diana 6, Dzemail 6, Barone 6 (dall‘83‘ Saunel sv), Rubin 6.5, Stellone 5.5, Amoruso 6.5. (Fontana, Abbruscato, Rosina, Bianchi). All. De Biasi 5.

ARBITRO: Ayroldi di Molfetta 5.

AMMONITI: Di Loreto (T), Barone (T), Accardi (S), Ogbonna (T) per gioco scorretto.

RECUPERI: 3' p.t.; 3' s.t.

[Articolo per Goal.com de 2 novembre 2008]

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sabato 1 novembre 2008

QPR, il ciclone Stead ferma i Rangers

Ipswich Town-QPR 2-0: La bacchetta magica di Jim Magilton stavolta si chiama Jon Stead. Lo spilungone di Huddersfield entra al 67’ e decide la sfida con una doppietta messa a segno di testa al 73’ e al 75’ su assist di McAuley e Garvan. E dire che a Portman Road il QPR, ha comunque offerto impressioni positive. Specialmente nel primo tempo durante il quale Tommasi e Di Carmine (sostituito nella ripresa da Blackstock) hanno fatto il loro dovere. Richard Wright, portiere dei Tractor Boys, è stato determinante su conclusioni di Cook, Rowlands, Parejo e proprio dell’ex-viola. Tuttavia i padroni di casa non sono stati a guardare, specialmente con Norris e Walters, quest’ultimo pungente al 40’ e subito dopo il riposo. Ma, proprio quando nonostante la crescita dell’Ipswich la sfida sembra mantenersi in equilibrio, i cambi fanno la differenza. In particolare quelli del 67’. Mentre Ledesma, subentrato a Buzsaky, cerca di prendere le misure al campo Stead, sostituto di Lisbie, fa l’indemoniato. Impegna immediatamente Cerrny e poi lo supera in maniera perentoria con due reti determinanti. Il colpo è di quelli pesanti e i Rangers fanno fatica a reagire con concretezza.

TABELLINO:

IPSWICH TOWN: Richard Wright, Volz, McAuley, Naylor, David Wright, Norris, Shumulikoski, Garvan, Quinn (59 Counago ), Walters, Lisbie (68 Stead ).

GOALS: 73, 75 Stead.

SUBS NOT USED: Supple, Bruce, Miller.

BOOKING: Garvan 67
.
QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Hall, Connolly, Parejo, Rowlands, Tommasi, Cook, Di Carmine (57 Blackstock ), Buzsaky (68 Ledesma ).
SUBS NOT USED: Cole, Mahon, Gorkss.

BOOKING: Di Carmine 57.

REFEREE: Trevor Kettle
.
ATTENDANCE: 209667.

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mercoledì 29 ottobre 2008

Promossi & Bocciati di Genoa-Cagliari: Sokratis è la firma di Rino Foschi, Acquafresca e Fini non sono quelli di domenica

Ecco i migliori e i peggiori della sfida tra Genoa e Cagliari terminata 2-1 a favore dei padroni di casa. Thiago Motta e Conti sono i padroni del centrocampo.

Sokratis: Rino Foschi nel Genoa è passato come una meteora: un mesetto e nulla più. Ma gli è bastato per omaggiare i padroni di casa di questo talentuoso difensore greco con il vizietto del gol. Papastathopulos, vent’anni e l’atteggiamento di chi la sa lunga, è fra le sorprese più belle di questa stagione. Voto: 7.

Thiago Motta: E’ una delle stelle del firmamento rossoblu. Certamente quello con maggiore esperienze a livello internazionale. Nonostante sia reduce da un brutto infortunio, gioca senza affanni tre gare in sette giorni, dimostrando che il talento è rimasto intatto, così come il fiuto del gol. Voto 7.

Conti: E’ l’uomo simbolo, il faro di questo Cagliari dalle qualità tecniche non eccelse ma dal carattere indiscutibilmente forte. Sfortunato in occasione del palo che avrebbe potuto riaprire il match. Voto 7.

Acquafresca: Stasera non è all’altezza della sua fama. Per carità, si sbatte sprecando energie che gli sarebbero state più utili sottoporta. Voto 5.5.

Fini: Si può giocare bene e poi rovinare tutto per sei minuti di follia che valgono due cartellini gialli? Il centrocampista del Cagliari è, suo malgrado, la prova vivente che questo è possibile. Voto 4.

Valeri: Il fatto che sia mal assistito dai suoi assistenti non giustifica le sviste a ripetizione e un atteggiamento eccessivamente fiscale che contribuisce a alzare la pressione della sfida. Voto 4.5.

Lo stadio Luigi Ferraris: Quello che i genoani considerano il loro tempio oggi appare sempre più in balìa di interessi extracalcistici di chi, in nome del business, vorrebbe già recitargli il de profundis. Questa partita è aperta, piena di possibili colpi di scena e – forse – anche di qualche trabocchetto. In attesa di capirne il futuro, il terreno di gioco dimostra di reggere decentemente al muro di pioggia che nelle ultime 24 ore si è violentemente abbattuto su Genova. Voto 8.

[Articolo per Goal.com del 29 ottobre 2008]

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Genoa-Cagliari 2-1: I volti nuovi del "Grifone" frenano la risalita cagliaritana

Sokratis e Thiago Motta regalano l'ennesima vittoria casalinga ai Grifoni. Di Bianco la rete della bandiera. Palo di Conti. Fini espulso.

Il Genoa sa vincere e, all’occorrenza, anche soffrire. Stavolta a fare le spese della legge del “Ferraris” è un Cagliari che cede per 2-1 al termine di una gara intensa. Sokratis e Thiago Motta realizzano le reti che valgono tre punti, di Bianco la rete della bandiera isolana. Assedio finale condizionato dall’espulsione, per doppio giallo, comminata a Fini. Conti coglie un palo.


In campo – Gasperini ha i giocatori contati. Nonostante tutto non si fida del turn-over e propone una difesa a 4 con Sokratis e Criscito tra Biava e Ferrari. Con Juric out per squalifica e Milanetto per infortunio, Thiago Motta viene confermato a centrocampo insieme a Rossi e Mesto. Senza Palladino alle prese con un affaticamento muscolare, il tridente offensivo è composto da Sculli e dal rientrante Gasbarroni a supporto di Milito. Dall’altra parte Allegri recupera in extremis Lopez e fa rifiatare Biondini inserendo lo scalpitante Parola. Se pesante è l’assenza dello squalificato Cossu, altrettanto importante è il rientro di Conti. Attacco formato da Acquafresca e Jeda con Lazzari alle loro spalle.

Si gioca – Sono gli ospiti a mostrare i muscoli per primi. Al 16’ Lazzari solletica Rubinho con un rasoterra insidioso poi Fini costringe Biava a sostituirsi al portiere togliendo dalla porta una palla ad effetto calciata direttamente dal corner. Il Genoa si scuote e sale in cattedra. Al 20’ Gasbarroni sfiora il palo di piatto sinistro. E’ il preludio al gol. Dopo cinque minuti, infatti, Sokratis è lesto ad approfittare di un pallone messo in mezzo da Mesto ed a battere Marchetti. Alla mezz’ora Criscito e Sculli provano ad irrobustire il risultato ma il portiere respinge. La ripresa comincia con due volti nuovi: Bocchetti e Vanden Borrre, per Criscito e Gasbarroni. Il nuovo assetto non modifica gli equilibri dei padroni di casa che raddoppiano al 55’ inserimento in area e colpo da biliardo di Thiago Motta che non dà scampo a Marchetti. Il Cagliari reagisce con rabbia e dopo pochi secondi Conti su punizione scheggia il palo destro a Rubinho battuto. La partita si riapre al 66’, gran merito di Bianco che aggira la difesa rossoblu e corregge in rete da un paio di metri. Poi il nervosissimo Fini rimedia due cartellini gialli in pochi minuti lasciando i suoi in inferiorità numerica. Nei minuti finali Vanden Borre spreca un paio di ghiotti contropiede e il portiere genoano salva il risultato su incornata di Lopez.

La chiave –
Attorno a Milito mister Allegri costruisce una gabbia a prova di leone e con guardiani tutt’altro che dal cuore tenero. La forza del Genoa di Gasperini è però quella di avere più frecce al proprio arco. Non è un caso che, con l’argentino in affanno, ad emergere sono altri.


La chicca –
Quando la palla arriva fra i piedi di Thiago Motta la sensazione è quella che venga messa in banca. Tocchi vellutati e servizi di trenta metri effettuati con rara naturalezza e precisione. La stessa con la quale confeziona la rete che vale l’ennesimo successo casalingo.


Top & Flop –
Sokratis ha il merito di francobollare e quello di rendersi utilissimo anche in fase avanzata. Suo il gol di rapina che sblocca la sfida. Fini tra il 71’ e il 76’ riesce a commettere due falli da ammonizione che valgono la doccia anticipata. Valeri arbitra bene per un tempo e poi diventa improvvisamente fiscalissimo. Alla fine se la partita diventa nervosissima un po’ di colpa è anche sua.


TABELLINO:
GENOA-CAGLIARI 2-1 (primo tempo 1-0)

MARCATORI: 25’ Sokratis (G), 55’ Thiago Motta (G), 66’ Bianco (C).
GENOA (4-3-3): Rubinho 6; Sokratis 7 (dall’81’ Jankovic sv), Biava 7, Ferrari 6.5, Criscito 6.5 (dal 46’ Bocchetti 6.5); Rossi 6, Thiago Motta 7, Mesto 6; Sculli 6, Milito 6.5, Gasbarroni 6 (dal 46’ Vanden Borre 6). (Scarpi, Potenza, Brivio, Roman). All. Gasperini 6.5.

CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 5.5; Pisano 6, Lopez 6.5, Bianco 6.5, Agostini 6 (dal 91’ Astori sv); Fini 4, Conti 7, Parola 6; Lazzari 7 (dall’81’ Matri sv), Jeda 6.5, Acquafresca 5.5 (dal 64’Larrivey 6). (Lupatelli, Matheu, Biondini, Burrai). All. Allegri 6.

ARBITRO: Valeri di Roma 4.5.

ESPULSO: Al 77’ Fini (C) per doppia ammonizione.

AMMONITI: Biava (G), Lopez (C), Milito (G), Conti (C), Vanden Borre (C), Bocchetti (G), Rossi (G), Agostini (C) per gioco scorretto.

RECUPERI: 1' p.t.; 4' s.t.

[Articolo pre Goal.com del 29 ottobre 2008]

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martedì 28 ottobre 2008

QPR, Di Carmine fa volare gli Hoops. Buon debutto di Tommasi. Leigertwood espulso al 45'

QPR-Birmingham City 1-0: A distanza di soli ventiquattro giorni i Rangers si prendono la rivincita sui Blues con lo stesso identico risultato dell’andata. Decisivo un destro di Di Carmine al 54’, servito dal debuttante Tommasi. Una rete che spodesta dalla vetta la squadra di McLeish che a Loftus Road fa un passo indietro anche nel gioco. In campo si rivede finalmente dal primo minuto Ledesma, artefice di una buona prova.
E’ un QPR molto italiano quello che supera il Birmingham City in una gara non bellissima ma certamente intensa. Una sfida resa ancor più ostica dall’espulsione di Leigertwood, reo di un fallaccio su Carsley, pochi istanti prima dell’intervallo. Dopo un tiro alto di Tommasi al 2’, sono gli ospiti a partire forte. Nei primi cinque minuti Jerome, McFadden e Phillips (l’eroe dell’andata) vanno a sbattere sui riflessi di Cerny. Passata la sfuriata iniziale i Rangers prendono le misure agli avversari impegnando Maik Taylor con un tiro di Rowlands al 32’ e con un tentativo di Cook dieci minuti dopo.
Tornati negli spogliatoi con il cartellino rosso ancora negli occhi di Leigertwood i ragazzi di Ainsworth rientrano in campo con lo spirito giusto e con Mahon al posto di Cook. E, dopo nove minuti, vengono premiati dalla prima rete stagionale dell’ex-viola. La reazione del Birmingham è immediata ma la difesa degli Hoops regge e, complice la bravura di Ledesma nel tenere alta la squadra, il Birmingham è costretto anche a guardarsi le spalle. Durante i cinque minuti di recupero Attwell estrae anche due cartellini gialli all’indirizzo dell’ex-genoano, per proteste, e del portiere Cerny, per perdita di tempo. Ma il risultato non cambia e il QPR conquista tre punti d’oro: per il morale e per la classifica
.

TABELLINO:
QPR: Cerny, Leigertwood, Stewart, Hall, Connolly, Ledesma, Rowlands, Tommasi, Cook (46 Mahon), Blackstock (68 Buzsaky), Di Carmine (74 Ephraim).
GOAL: 54 Di Carmine.

SUBS NOT USED: Cole, Parejo.

SENT OFF: 45 Leigertwood.

BOOKED: Ledesma, Cerny
.
BIRMINGHAM CITY: Maik Taylor, Parnaby, Martin Taylor, Ridgewell, Queudrue, O'Connor, Carsley, Nafti (64 Owusu-Abeyie), Agustien, Phillips, Jerome (64 Bent).

SUBS NOT USED: Doyle, McFadden, Quashie.

BOOKED: Wilson, Queudrue.

REFEREE: Stuart Attwell
.
ATTENDANCE: 13594.

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L’errore più grave della storia del calcio? Lo scippo della stella al Grifone. A sostenerlo è Scott Murray del quotidiano britannico The Guardian

Curioso che la centenaria storia del Grifone sia rispettata più lontano da Genova che in casa sua. Curioso ma non troppo, visti gli squallidi interessi che da decenni gestiscono l’informazione e la città il cui antico soprannome di Superba oggi suona addirittura sarcastico. Ma se nell’italico mondo pallonaro milaninterjuventesco, il valore del Genoa 1893 è rimasto vivo soltanto grazie alla passione dei suoi tifosi e a quella di Enrico Preziosi, altrove non è così. Chiedere a Scott Murray del Guardian, ad esempio, per averne conferma. Fra le altre cose l’ex editorialista, ora freelance, del più famoso quotidiano laburista d’Oltremanica è noto per la rubrica ‘The Joy of Six’, classifiche dedicate ai tesori più importanti della storia sportiva mondiale. In una di queste, nella quale vengono elencate le decisioni arbitrali più scandalose dell'epopea del football, al primo posto degli errori più gravi di sempre vi è quello dell'arbitro Mauro di Milano, artefice dello scippo del decimo scudetto - e quindi della stella - ai danni del Grifone. L’occasione fu un Bologna-Genoa disputato nella città ambrosiana il 7 giugno 1925 quale finale della Lega Nord. Il dettagliato resoconto del fattaccio - escluso (non per mia scelta…) dalla storia del Genoa che ho scritto per Calcio 2000 e scaricabile in formato pdf dall'home page di questo blog -, è leggibile cliccando QUI. Il furto del decimo scudetto genoano rappresenta storicamente la prima interferenza della politica nel calcio. La prima di una lunghissima serie intensificatasi nel tempo ed assai attiva anche ai giorni nostri.
Questo episodio di ingiustizia ai danni del Genoa è considerato addirittura peggiore del gol-non gol di Geoff Hurst nella finale mondiale disputata a Wembley il 30 luglio 1966. Quella rete consentì all’Inghilterra di superare la Germania Ovest per 4-2 aggiudicandosi il titolo continentale. Per leggere tutto l’articolo ‘The Joy of Six: shocking refereeing decisions’, basta premere il tasto sinistro del vostro mouse su QUESTO LINK.

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