Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 28 settembre 2014

Genoa-Sampdoria 0-1: Gabbiadini che goal! Tripudio blucerchiato

Gabbiadini regala il derby alla Sampdoria. Ci riesce facendo saltare gli equilibri con un calcio di punizione perfetto di Gabbiadini, che, deviato in porta da De Maio, a un quarto d'ora dalla fine sigla in maniera indelebile una sfida tesissima e solo apparentemente blindata. Il Genoa lotta ma non è mai incisivo sotto porta. Ai blucerchiati, ora terzi in classifica, va anche il merito di non aver mai calato il ritmo. SUBITO PINILLA E ROMAGNOLI – Le tentazioni Gasperini le tiene nel cassetto e opta per il più collaudato 3-4-3: Perin (alla centesima presenza da professionista) in porta, con Burdisso centrale difensivo, Roncaglia sulla destra e De Maio sulla sinistra; Edenilson, Rincon, Sturaro e Antonelli in mezzo e tridente composto da Perotti e Kucka ad agire attorno a Pinilla. Mihailovic disegna il suo 4-3-3 con Viviano fra i pali protetto da De Silvestri, Romagnoli (a sorpresa preferito a Gastaldello), Silvestre e Regini; Soriano, Palombo e Obiang a presidiare il centrocampo con Gabbiadini, Okaka ed Eder davanti. COME SU UN RING - I nervi a fior di pelle i ventidue se li portano in campo sin dagli spogliatoi. Ne scaturisce un avvio ricco di pressing, corpo a corpo e muscoli tesi. Lo sono troppo quelli che ben presto tradiscono Regini, sostituito da Mesbah. Non è gara per gli esteti del football. Genoa e Samp lottano a tratti come pugili all'ultimo ring. I portieri si vedono solo su tocchi deboli di Eder e Pinilla. OKAKA A SPORTELLATE, PEROTTI OVUNQUE - Nel bel mezzo di un'atmosfera da saloon del Far West spiccano: l'unico giallo mostrato da Damato nel primo tempo, a Silvestre dopo 39' di scontri collettivi; l'assoluta abnegazione di Okaka che sfida chiunque gli capiti a tiro (puntuale Perin ad anticiparlo durante un assolo) e Perotti autore di scorribande disinnescate sul più bello. C'È PIÙ CALCIO - Ripresa con squadre più lunghe e palla a disegnare traiettorie più ampie. Ne guadagna la possibilità, per entrambe le squadre, di creare azioni pericolose e di dimostrare di voler prendere l'iniziativa. Gasperini prova Matri insieme a Perotti e deve sostituire l'infortunato Burdisso con Bertolacci. GABBIADINI Il MAGO - Gabbiadini il gioco di prestigio lo fa alla mezz'ora con uno strepitoso colpo su punizione dal lato destro che taglia tutta l'area: De Maio interviene in maniera scomposta e devia il pallone alle spalle di Perin. È un uppercut che ha effetti pesanti su un Grifone che fatica a ripartire e che, con Pinilla, impegna severamente Viviano ma non riesce più a salvare il salvabile. [Articolo per Goal.com del 28 settembre 2014] RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 21 settembre 2014

Genoa-Lazio 1-0: Le Aquile sprecano, il Grifone punisce con Pinilla

Pinilla sfonda la porta di Berisha dopo che Perin aveva blindato la sua quando aveva assunto i contorni di un tiro a segno. Decide un colpo di testa in tuffo all'87'. Punizione eccessiva per una Lazio assoluta padrona del campo per oltre un'ora, il tempo necessario al tecnico del Genoa di trovare la giusta equilibratura al suo assetto offensivo sino a quel momento assai precario. Poco prima prima del KO gli ospiti restavano in dieci per l'espulsione di De Vrij. SUBITO MATRI E FELIPE ANDERSON – Gasperini riparte dalla difesa a 4. Davanti a Perin piazza Burdisso e De Maio centrali con il recuperato Antonini (al posto dello squalificato Roncaglia) a destra e Antonelli a sinistra. Riconferma a pieni voti per Edenilson accanto a Rincon e Sturaro. Davanti Perotti, reduce da un affaticamento muscolare, e Kucka operano a supporto di Matri preferito a Pinilla. Rispetto a domenica scorsa Pioli modifica solamente la linea offensiva. Dal primo minuto Felipe Anderson e Djordjevic (preferiti a Keita e Klose) in compagnia di Candreva. Per il resto conferma di Berisha tra i pali; Basta, De Vrij, Gentiletti e Braafheid in difesa; Parolo, Biglia e Lulic a centrocampo. ARTIGLI D'AQUILA - Lazio subito a razzo e Genoa sotto pressione incapace di tenere lontano avversari che nei 25 metri davanti a Perin ci si accampano per tutto il primo tempo. L'estremo difensore è più volte strepitoso su Candreva, Lulic, Felipe Anderson e Parolo, ma anche aiutato dalla sorte quando Djordjevic coglie la traversa di testa davanti agli sguardi atterriti dei genoani. AFFANNI ROSSOBLU - La formazione di casa, incapace di imprimere forza a un braccio di ferro che la vede spesso sul punto di capitolare, dà un senso allo stipendio di Berisha chiamandolo in causa con una leggera incornata di Perotti e un'estemporanea fuga di Kucka smarritosi sul più bello. LE CARTE DEL GASP - Nella ripresa, nonostante i cambi obbligati degli infortunati Biglia e Basta con Ledesma e Konko, la squadra di Pioli prova a non cambiare ritmo e sfiora il vantaggio con Candreva. Dall'altra parte Matri, è troppo solo e marcato per fare paura e cede il posto a Pinilla quando Gasperini decide di cambiare due terzi del proprio attacco facendo esordire Lestienne e inserendo anche Bertolacci. PINILLA, SEMPRE LUI! - Quando Pinilla ciabatta a lato l'occasione più succulenta si ha la sensazione che l'inerzia della sfida possa invertirsi. A cercare di dare immediata smentita all'ipotesi pensa sempre Candreva impegnando ancora severamente Perin. Il Genoa cresce, De Vrij si fa ingenuamente espellere per doppio giallo e i Grifoni cavalcano l'onda del momento positivo nella maniera più produttiva. Ci pensa Pinilla, allo scadere, a correggere in rete una palla precedentemente deviata da Perotti. [Articolo per Goal.com del 21 settembre 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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