Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

sabato 28 settembre 2013

Genoa-Napoli 0-2: Pandev fa doppietta, permette ai partenopei di stare di nuovo in vetta ed inguaia Liverani

Torna a correre, il Napoli. Smaltito il mezzo passo falso contro il Sassuolo, la formazione di Benitez va a prendersi con grande determinatezza tre punti importanti al Ferraris contro un Genoa allo sbando per un tempo, più volenteroso ma troppo confuso ed affannato nell'altro. Lo 0-2 porta una sola firma, quella di Pandev a rete al 14' e 24', ma esalta la qualità complessiva dell'organico partenopeo. I rossoblù reclamano almeno un rigore non concesso a Gilardino. FORMAZIONI: Il 3-5-2 di Liverani prevede Perin tra i pali; i difensori Gamberini, Portanova e De Maio; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Kucka e Antonini a centrocampo; Calaiò e Gilardino terminali offensivi. Dall'altra parte Benitez ricorre al turn-over lasciando in panchina Hamsik e Higuain per schierare un 4-4-1-1 che, oltre al portiere Reina, include Mesto, Albiol, Britos e Zuniga a comporre la linea arretrata; Inler e Behrami, Callejon e Insigne in mediana mentre davanti si sistemano Pandev pochi metri alle spalle di Zapata punta avanzata. PRIMO TEMPO: Nessuna pausa ed ospiti più aggressivi e veloci a cui bastano 24' per ottenere il doppio vantaggio con una doppietta di Pandev: prima sfruttando centralmente uno sciagurato retropassaggio di Kucka, poi beffando in diagonale destro una difesa disorientata. La reazione genoana, macchinosa e prevedibile, è frenata dalla massiccia pressione ospite che fa delle ripartenza la propria arma letale. Prima del riposo Liverani inserisce Stoian per Gamberini, l'effetto è solo un innocuo colpo di testa di Gilardino su azione d'angolo. SECONDO TEMPO: Santana e Cannavaro, al posto di Antonini e Albiol, sono le novità. E' però Callejon a ingolosirsi per primo impegnando Perin su punizione e poi graziandolo da due passi. Dal canto loro i Grifoni, sostenuti dal proprio pubblico, danno fondo al proprio orgoglio per tentare di restare in partita. Benitez inserisce Higuain per Zapata, Liverani Fetfatzidis per Matuzalem. Gilardino, in mezzo all'area, avrebbe la chance buona ma il suo colpo di testa finisce a lato. Il Genoa ora si gioca tutte le proprie carte, s'infuria con l'arbitro Damato che prima nega un rigore a Gilardino e poi lo ferma per un offside inesistente. Nel frattempo il Napoli controlla senza mai perdere la calma. Reina il primo vero intervento della gara lo effettua al 78': respinta di pugno si botta da lontano di Fetfatzidis. Poco dopo Calaiò, da distanza ravvicinata, manda a lato. CHIAVE: La sfrenata voglia di vittoria del Napoli mette alle corde un Genoa dai limiti strutturali troppo evidenti. Emblematici gli errori che propiziano la doppietta di Pandev e l'incapacità rossoblù di arrivare seriamente dalle parti di Reina. MOVIOLA: Potrebbe essere comodo il pomeriggio del pugliese Damato, invece nella ripresa lascia molti dubbi non decretando un penalty a favore di Gilardino atterrato in area da Britos e fischiando un fuorigioco inesistente sempre allo stesso attaccante pronto a battere a rete mentre Cannavaro lo stende platealmente nei sedici metri. [Articolo per Goal.com del 28 settembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 25 settembre 2013

Sampdoria-Roma 0-2: La Lupa vince anche senza Garcia, Benatia e Gervinho per la vetta soitaria

Fatica ma vola ancora altissimo, la Roma capolista ora sola e a punteggio pieno. Vince ancora e lo fa sbarazzandosi di una Sampdoria inferiore tecnicamente ma a cui non difetta il cuore. A decidere sono due reti mancine di Benatia (20') e Gervinho (88'), arrivate nella ripresa come tutte le altre realizzate in questo campionato. I giallorossi disputano l'ennesima gara propositiva della stagione centrando il record di 5 vittorie iniziali consecutive. Espulsi l'allenatore ospite Garcia e il doriano Barillà entrato nel finale. FORMAZIONI – Rossi propone un 4-4-2 che conferma Da Costa protetto da De Silvestri, Gastaldello, Mustafi (preferito a Palombo) e Costa; Wszolek, Krsticic, Obiang e Gavazzi si sistemano in mediana mentre in attacco Sansone affianca Gabbiadini. Garcia sceglie il 4-3-3 cambiando l'attacco per concedere un po' di riposo a Totti e Lijaic mandati in panchina. In campo schiera il portiere De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti dietro; Strootman, De Rossi e Pjanic ed il tridente che vede Marquinho e Gervinho laterali con Borriello centrale. PRIMO TEMPO – Tanta Roma che, soprattutto in avvio, ronza attorno all'area blucerchiata ricamando azioni su azioni a cui manca la lucidità finalizzativa di Maicon e Marquinho su tutti. Da parte sua la Samp bada a limitare i danni affidandosi a rare ripartenze e ad un'occasionissima capitata a Gabbiadini (con gli ospiti momentaneamente in dieci per un infortunio occorso a Maicon, poi sostituito da Dodò) lanciato verso De Sanctis da uno sciagurato retropassaggio di Borriello. Il suo sinistro viene però mandato superbamente in angolo dall'ex-partenopeo. E' un fulmine quasi a se stante. SECONDO TEMPO – Anche la ripresa è contraddistinta da un'iniziale pressione giallorossa che fa girare ossessivamente palla. La musica non cambia anche quando l'allenatore Garcia viene spedito in tribuna per proteste. La Samp fatica ad uscire dal guscio con Gabbiadini troppo isolato. Rossi toglie Wszolek per inserire Bjarnason; dall'altra parte Marquinho cede il campo a Totti. E' però Benatia a segnare incuneandosi fra un nugolo di avversari per poi battere a rete in scivolata dopo un atterramento di Gastaldello. Lo svantaggio scatena la reazione dei padroni di casa che rinforzano la potenza offensiva inserendo Pozzi (autore di un bel colpo di testa) al posto di De Silvestri. Il forcing finale pare mettere alle corde la Roma bravissima poi a chiudere i conti su un contropiede di Totti chiuso in maniera vincente da Gervinho. Nel finale il neo-entrato Barillà riesce a prendersi due gialli in pochissimi minuti. CHIAVE – Roma padrona del possesso palla e del pallino del gioco, Samp attendista ma orgogliosa in cerca di spunti per preoccupare la capolista. Il braccio di ferro lo vince la squadra più attrezzata. MOVIOLA – Calvarese dirige bene e con tranquillità anche se al quarto d'ora scatena le proteste dei doriani per una caduta in area di Sansone dopo uno scontro, venale, con Castan e, nel finale, per un contatto tra Barillà e Benatia. Nella ripresa, sollecitato dal quarto uomo Paverani, espelle mister Garcia reo di eccessive proteste dopo un fallo subito da Marquinho e anche Barillà per doppia ammonizione. [Articolo per Goal.com del 25 settembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 21 settembre 2013

Genoa-Livorno 0-0: Il Grifone esce alla distanza, in una partita molto nervosa, ma viene fermato da Bardi e dalla traversa

Reti inviolate fra Genoa e Livorno che si annullano a vicenda per gran parte dei novanta minuti. I rossoblù commettono l'errore di rimanere invischiati nell'organizzazione tattica degli avversari. Tardiva quanto inutile la spinta offensiva alla ricerca del goal del vantaggio. Decisivo, in pieno recupero, un intervento prodigioso di Bardi su Calaiò sul quale, poco prima, era stato ingiustamente negato un rigore per evidente fallo di Coda. Traversa di Manfredini. FORMAZIONI - Moduli 3-5-2 speculari per Liverani e Nicola. Il Genoa, oltre al portiere Perin, schiera Gamberini, Portanova e Manfredini in difesa; Vrsaliko, Biondini, Lodi, Matuzalem, Antonini in mezzo; Calaiò e Gilardino come attaccanti. Il Livorno si affida a Bardi tra i pali; Coda, Rinaudo e Ceccherini arretrati; Schiattarella, Luci, Greco, Biagianti e Mbaye a centrocampo con Emeghara e Paulinho punte. PRIMO TEMPO - Avvio disordinato e balbettante per entrambe le compagini. A cercare di trovare per primi un senso alla manovra sono i padroni di casa. Ne nasce un'occasionissima sotto porta per Gamberini che non sa approfittarne. Duncan rileva l'infortunato Biagianti e poco dopo Emeghara, a porta vuota, calcia incredibilmente sul fondo su respinta di Perin dopo un tiro di Luci. Il nigeriano naturalizzato svizzero prova a farsi perdonare ma, seppur in maniera ancora non impeccabile, il portiere avversario ci mette una pezza. Si arriva al riposo senza altri sussulti, se non di nervi. SECONDO TEMPO - Livorno più propositivo, Genoa ancora imbrigliato su sè stesso. Liverani prova a cambiare l'inerzia del match sostituendo l'ammonito Lodi con Cofie e, a metà tempo, Matuzalem con un elemento più offensivo come Stoian. Tatticismo asfissiante ed errori continuano a zavorrare il match. Si vede Siligardi, che prende il posto di Emeghara, ma è Schiattarella a farsi notare con Perin a respingere, mentre Mbaye mette dentro in posizione di offside rilevata dall'arbitro. Alla mezz'ora Manfredini colpisce la traversa. L'occasione scuote i Grifoni, il cui possibile vantaggio viene ancora negato quando Coda salva sulla linea su un tocco in mischia da parte di Stoian. In pieno recupero Bardi è strepitoso ad alzare in angolo un'incornata a botta sicura di Calaiò. CHIAVE - Equilibrio, imprecisioni e pochissimo spettacolo. Genoa e Livorno faticano più del previsto nel dare una precisa impronta alla loro gara. Funziona in maniera egregia la strategia tattica di Nicola che punta a limitare il raggio d'azione degli esterni avversari. MOVIOLA - Giacomelli vuole dirigere all'inglese ma ottiene solo l'effetto di aggiungere tensione ad una gara già scorbutica di suo. Corretti i gialli sventolati. Dubbi su un contatto in area amaranto per una spinta ai danni di Calaiò.[Articolo per Goal.com del 21 settembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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