Rivincita voleva essere e rivincita è stata. Il Genoa archivia l'umiliante sconfitta per 6-1 subita poco più di un mese fa al San Paolo, imponendosi per 3-2 e con una prova di qualità superiore rispetto agli avversari. Palacio (31') e Gilardino (36') nel primo tempo e ancora Palacio nella ripresa (69') sono gli autori delle reti che decidono la sfida. Inutili le reti della speranza siglate da Cavani (81') e Lavezzi (82').
FORMAZIONI – Costretto a fare a meno degli infortunati Bovo, Dainelli, Antonelli, Veloso, Rossi e Constant, Marino propone Frey tra i pali; Mesto, il rientrante Kaladze e Granqvist in difesa; folto centrocampo composto da Moretti, Kucka, Biondini, Jankovic e Sculli; Gilardino e Palacio davanti.
E' una mini-rivoluzione quella fatta da Mazzari al momento di scegliere l'undici da schierare al Ferraris rispetto a quello che pochi giorni fa ha battuto l'Inter in Coppa Italia. Il tecnico di San Vincenzo sistema De Sanctis in porta; Campagnaro, Cannavaro e il debuttante Britos dietro; Zuniga, Dzemaili, Gargano e Dossena in mezzo; con Hamsik e Lavezzi alle spalle di Pandev preferito in extremis a Cavani che si accomoda in panchina.
PARTITA – Tifo caloroso ma temperatura da freezer al Ferraris. Nonostante la gara sia intensissima, eccettuate un paio di deviazioni imprecise di Pandev e Sculli e un tiro di Gilardino beffardamente respinto da Palaico, di occasioni sottoporta non se ne vedono. Occorre attendere lo scoccare della mezz'ora per vedere il Genoa scatenarsi e prendere il largo con una pennellata capolavoro di Palacio (31') e con una combinazione Biondini-Sculli-Gilardino (36') con quest'ultimo bravo ad anticipare Cannavaro per incornare il 2-0, sua prima rete rossoblù. Nel finale di tempo il capitano ospite si infortuna dopo un intervento di Mesto e deve cedere il posto a Maggio.
La ripresa comincia sotto la neve e con una zolla del terreno che frena Palacio lanciato verso De Sanctis. Al 56' arriva il momento di Cavani al posto di Zuniga, è però Hamsik, al 69' a poter riaprire i giochi con un rasoterra ravvicinato respinto da Frey. In contropiede il Genoa diventa ancora letale con un passaggio esterno del solito Gilardino per Palacio che prima entra nei sedici metri e poi incrocia in maniera vincente il 3-0. A questo punto entrano Vargas, Seymour e Birsa per Pandev, Jankovic e Sculli. I ritmi restano altissimi, il Genoa ha la terz'ultima difesa del campionato, l'ingordo Cavani non se lo dimentica e di testa , su perfetto cross di Maggio, mette a segno la rete della bandiera (sesto gol nelle ultime sei gare). Biondini, finito k.o, esce per il giovanissimo Sampirisi. Pochi secondi e Lavezzi parte in contropiede sbarazzandosi di Mesto e portando il risultato sul 3-2. Nel recupero i pugni di Frey salvano il risultato su violenta botta di Dzemaili.
CHIAVE – Squadre lunghe e nessuna pausa se non per mostrare i nervi. Il match scorre in maniera frenetica con i rossoblù che hanno il merito di tenere il campo con maggior lucidità e i partenopei il demerito di palesare una mancanza di tranquillità che fa rende tardiva la reazione decisiva.
CHICCA – Il goal che Palacio mette a segno al 31' è di un'assoluta perfezione: prima confezionato da Gilardino che, tra due avversari all'altezza del vertice sinistro dell'area, appoggia indietro di testa per El Trenza inventore di un destro al volo a spiovere che s'insacca nel “sette” più lontano dell'incolpevole De Sanctis.
TATTICA – Il Genoa parte con il 3-5-2 per poi passare al 4-4-2; il Napoli comincia con il 3-4-1-2 passando poi al 3-4-2-1 quando, sotto di due lunghezze, entra Cavani e Hamsik arretra di qualche metro.
MOVIOLA – Rocchi di Firenze decide di mostrare subito a tutti che non è in vena di tolleranze sventolando il giallo a Kucka e Cannavaro dopo soli 3'. Terrà polso duro sino al 95' dirigendo in maniera più che sufficiente grazie anche al positivo supporto dei suoi assistenti.
PROMOSSI & BOCCIATI – Palacio fa il diavolo a quattro giocando per la squadra e per se stesso; Gilardino non è da meno vestendo i panni di assistman e di bomber: voto 8 ad entrambi. In una gara da gran battaglia Mesto, fra i rossoblù, è quello che sembra patire di più avendo anche qualche responsabilità in occasione dei gol ospiti: voto 5.5.
Cavani entra e accende la luce creando spazi e, soprattutto, realizzando il goal che dà fiato alle speranze di rimonta del Napoli. Indispensabile: voto 7. Cannavaro gioca con poca lucidità peccando in eccessi di rischi che la sua squadra paga caro, esempi lampanti gli anticipi di Gilardino in occasione dei due goal genoani. Esce per infortunio al 45' con troppi errori segnati con la matita rossa: voto 5.
Oggi si festeggia il trentennale della storica amicizia tra genoani e napoletani e il giorno del ricordo di Vincenzo “Claudio” Spagnolo, roba da commozione anche se per motivi diversi: voto 10 alle due tifoserie.
[Articolo per Goal.com del 29 gennaio 2012]
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domenica 29 gennaio 2012
Genoa-Napoli 3-2: Ti aspetti i tenori azzurri e spuntano quelli rossoblu! Gilardino-Palacio è tanta roba...
martedì 17 gennaio 2012
Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Ancora emergenza per la difesa rossoblù, lesione muscolare per Padalino
Aggiornamento del martedì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.
GENOA
Non diminuisce l’emergenza difensiva in vista del doppio appuntamento che attende i Grifoni nei prossimi giorni. Né giovedì in Coppa Italia in casa dell’Inter e neppure in occasione della trasferta di domenica a Palermo il tecnico Pasquale Marino potrà contare sull’apporto di Bovo ancora sofferente per un risentimento al retto femorale, Dainelli vittima di un trauma contusivo-distorsivo ad un alluce e Kaladze fermato da una lesione muscolare ad un polpaccio. Tutti dovrebbero tornare a disposizione nei prossimi dieci giorni. La squalifica inflitta dal giudice sportivo costringerà capitan Rossi a saltare l'impegno contro i rosanero.
SAMPDORIA
Il successo di Padova è il miglior punto di ripartenza della stagione. Mister Iachini sta facendo proprio leva sulla ritrovata fiducia del gruppo per preparare l’anticipo di venerdì sera contro il Livorno. All’appuntamento, oltre ai partenti Accardi, Semioli e Maccarone, mancherà certamente Padalino i cui esami clinici a cui si è sottoposto ieri hanno evidenziato una lesione muscolare al semimembranoso della gamba destra. I tempi di recupero sono di una ventina di giorni.
[Articolo per Clicmedicina.it del 17 gennaio 2012]
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lunedì 16 gennaio 2012
L'"Almanacco Storico del Genoa", prezioso vademecum per i devoti del Grifone e per tutti i veri amanti del calcio
L'”Almanacco Storico del Genoa” parte dal 1893 e arriva sino al 2011 celebrando i 118 anni della squadra di calcio più antica d'Italia. Gli autori ripercorrono questo lungo arco di tempo raccontando i momenti salienti di ogni singolo anno di vita del Genoa. I quattro anni di lavoro trascorsi alla dettagliata ricerca bibliografica, al ritrovamento di giornali d'epoca e alla meticolosa ricostruzione narrata di fatti ed eventi, fa di questo volume un prezioso strumento per approfondire conoscenze e curiosità sulla società di calcio che ha avuto il merito di portare questo sport nel nostro Paese. Chiunque abbia sangue rossoblù nelle vene, ma anche tutti gli appassionati della storia del football, troveranno questo libro particolarmente prezioso. Il vademecum, composto da 618 pagine con 31 illustrazioni realizzate da Fabio Pietro Mantero, è stato scritto con passione da Marco Montaruli, Gianluca Maiorca e Paolo Pisano. La prefazione del libro, pubblicato dalle ottime edizioni Frilli, è firmata da Pinuccio Brenzini.
Titolo: Almanacco storico del Genoa
Autori: G. Maiorca - M. Montaruli - P. Pisano
Collana: Fuoricollana della Fratelli Frilli Editori
Formato: 17 x 24 Rilegato, ISBN 978-88-7563-693-7
Pagine: 618 con 31 illustrazioni
Prezzo: € 35
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domenica 15 gennaio 2012
Genoa-Udinese 3-2: A Marassi è spettacolo puro, ma i 3 punti se li prende l'ex Marino
“Vi vogliamo così!” è il coro urlato a squarciagola dalla Gradinata Nord e che accompagna i giocatori rossoblù negli spogliatoi. E' infatti proprio un Genoa gladiatorio, e ammirevole per abnegazione, quello che impone la sconfitta all'Udinese, terza forza del campionato, al termine di una battaglia durissima e senza esclusione di colpi. Sono due difensori, Ferronetti (14') e Granqvist (al primo centro italiano) (49'), a mettere le prime firme che contano; un bellissimo destro al volo di Jankovic, 58 secondi dopo il pareggio, consente il sorpasso ai Grifoni che poi (71') allungano su contropiede finalizzato da Palacio. Un contestatissimo rigore di Di Natale (75') illude i friulani a cui non serve un generosissimo forcing finale contro avversari ridotti in dieci per l'espulsione di Rossi.
FORMAZIONI – Marino, al debutto casalingo, deve fare i conti con le moltissime assenze confermando Frey in porta e inventandosi la linea difensiva nella quale l'unico vero elemento di ruolo è Granqvist abbinato a capitan Rossi con Mesto e Constant laterali; in mezzo vanno Merkel, il neo-acquisto Biondini, Veloso e Jankovic; Palacio e Gilardino in attacco.
Guidolin costretto a rinunciare all'infortunato Domizzi ed a Benatia, Asamoah e Badu partiti per la Coppa d'Africa, schiera Handanovic in porta; Ekstrand, Danilo, Feronetti e Basta a sua diretta protezione; Isla recuperato in extremis, Pinzi, Fernandes e Armero a centrocampo; Floro Flores e Di Natale davanti.
PARTITA – All'8 Handanovic è perfetto nell'uscire tra i piedi di Gilardino lanciato in porta e poco dopo strepitoso nell'opporsi ad un tiro a botta sicura di Merkel seguito da un colpo ad effetto di Veloso. La replica del dirimpettaio Frey arriva tre minuti dopo salvando di piede su Floro Flores. Nulla può però fare il portierone quando, sul successivo calcio d'angolo, Ferronetti approfitta di un'indecisione di Rossi e incorna lo 0-1 siglando il suo secondo goal in carriera. Il pareggio sembra cosa fatta al 19' ma il numero uno sloveno è ancora provvidenziale su conclusione sotto misura di Gilardino. Il Genoa attacca ma non riesce a sfondare e, prima del riposo, deve affidarsi ai pugni di Frey per evitare l'ennesima capitolazione su botta di Floro Flores.
Nella ripresa i padroni di casa ribaltano subito il risultato con una ribattuta di Granqvist su respinta di Handanovic a seguito di una punizione di Jankovic che poi realizza il 2-1 con un destro al volo su assist dalla sinistra di Costant, alla sua migliore prestazione stagionale. Poco prima il portiere ospite aveva compiuto l'ennesimo miracolo su fiondata del centrocampista francese. Floro Flores, in contropiede, potrebbe riequilibrare subito le sorti ma non fa i conti con la bravura di Frey che gli sbatte ancora la saracinesca in faccia. A provarci è anche Veloso, Handanovic alza in angolo. E' il preludio del 3-1 ottenuto con un imprendibile rasoterra di Palacio. Al 71' Marco Rossi anticipa Di Natale in area ma l'arbitro ravvisa gli estremi per la concessione della massima punizione e dell'espulsione del genoano. Il cannoniere spazza l'angolino destro del portiere (che aveva intuito) riaprendo la partita. Esce Palacio, entra Seymour. Ferronetti ha già in gola l'urlo per il possibile 3-3 quando Frey è immenso nel metterci una manona. Si vedono anche Pasquale, Fabbrini e Kucka per Ekstrand, Fernandes e Merkel. Jankovic e Di Natale impegnano ancora severamente i portieri avversari ma il Genoa non concede più centimetri e porta a casa la più bella vittoria stagionale.
CHIAVE – Entrambi i reparti offensivi si mettono costantemente in evidenza. Per il Genoa, costretto a giocare in salita dopo neppure un quarto d'ora,il lavoro risulta efficace nel secondo tempo quando parte a razzo e tutti danno il 100%.
CHICCA – Nonostante i 5 goal complessivamente subiti, sono da manuale del calcio le prestazioni di Frey e Handanovic. Entrambi compiono parate da stropicciarsi gli occhi vincendo i propri personali duelli con Di Natale e Gilardino.
TATTICA – Marino parte con il 4-3-1-2 per poi ripiegare al 4-4-1 dopo l'espulsione di Marco Rossi, Guidolin mantiene il 4-4-2 sino nel finale quando passa al 3-4-3.
MOVIOLA – Designato a sorpresa, Doveri di Roma parte bene ma poi si fa sfuggire di mano la gara prendendo decisioni quantomeno discutibili. Al' 7' è supportato in maniera positiva dall'assistente Ghiandai nell'occasione dell'annullamento di una rete di Di Natale siglata in offside. Al 60' però il guardalinee segnala un fuorigioco inesistente a Palacio lanciato in contropiede. Al 75' molti dubbi lascia la concessione del rigore a Di Natale con conseguente espulsione di Rossi, episodio che condiziona pesantemente l'andamento della gara.http://www.blogger.com/img/blank.gif
PROMOSSI & BOCCIATI – Frey è il solito baluardo, Biondini esordisce in maniera positiva tenendo il campo con personalità e dimostrando carattere: voto 8 ad entrambi. Handanovic è bravissimo a salvare la propria porta con più interventi di altissimo livello, così come Armero a macinare metri e a creare spazi per i compagni: voto 7.5 al portiere, 7 al centrocampista. L'unica prestazione insufficiente è quella dell'arbitro Doveri: voto 5.
[Articolo per Goal.com del 15 gennaio 2012]
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venerdì 6 gennaio 2012
Sampdoria-Varese 0-1: La beffa si materializza al 91', è crisi nera per i blucerchiati
Anno nuovo, Sampdoria vecchia (e brutta). Il Varese impiega una manciata di secondi per capirlo ottenendo la meritata vittoria con un goal di Damonte nel primo minuto di recupero della ripresa. Maran impartisce un'autentica lezione tecnico-tattica a Iachini apparso sempre più confuso e incapace di leggere l'andamento della sfida. Mentre la squadra blucerchiata vive di attimi fini a se stessi, quella ospite si dimostra quasi perfetta nella tenuta del campo: domina la prima frazione, regge le estemporanee fiammate di Bertani e ottiene la posta piena esaltando il migliaio di tifosi al seguito. Koman viene espulso a risultato già deciso.
FORMAZIONI – Iachini, che non può contare sullo squalificato Foggia, conferma Romero in porta; propone una linea difensiva composta da Volta, Rossini e Costa; sistema un nutrito centrocampo formato da Rispoli, Padalino, Palombo in regia, Bentivoglio e Laczko affibbiando a Bertani e al neo-acquisto Juan Antonio il principale compito di offendere. Maran conferma la formazione anticipata alla vigilia: davanti al portiere Bressan schiera Pucino, Troest, Terlizzi e Grillo; Zecchin, Corti, Kurtic e Nadarevic in mezzo; Martinetti e Neto Pereira punte.
PARTITA - Mentre la Sampdoria passeggia svagata e confusa il Varese domina scuotendo Romero con tiri ravvicinati di Nadarevic e Neto Pereira e spaventandolo con un potente tiro dalla distanza di Martinetti. Nel secondo tempo la comparsa Juan Antonio lascia il posto a Pozzi e i padroni di casa danno la sensazione di poter aver maggior senso in fase offensiva tanto che, al 57,' Bertani impegna per la prima volta l’inoperoso Bressan. Ma è un fuoco di paglia. Il Varese riprende in fretta il pallino della gara concedendo agli avversari iniziative estemporanee. La girandola delle sostituzioni si rivela poi vincente per gli ospiti: Iachini inserisce anche Krsticic per l'opaco Bentivoglio. Maran risponde con De Luca al posto di Martinetti, Carrozza e Damonte per Nadarevic e Neto Pereira. Proprio questi ultimi due cambi si rivelano determinanti in fase di recupero quando l'ex-Alessandria, servito all’altezza del dischetto dal compagno, spiazza di piatto destro Romero. Prima del triplice fischio, e con la contestazione dei tifosi doriani a lievitare in maniera esponenziale, il neo-entrato Koman rimedia il cartellino rosso dopo un'entrataccia sulle gambe di Corti.
CHIAVE – Il Varese fa presto sua la zona nevralgica del campo a dispetto dell'inferiorità numerica a livello tattico; la Samp in perenne ricerca di se stessa recita il ruolo di comparsa nella prima frazione per poi tentare qualcosa di più nella ripresa con l'avvicendamento offensivo Pozzi per Juan Antonio. Maran ha però in serbo il colpo vinvente.
CHICCA – E' già stato esposto il cartello luminoso dell’ultimo recupero quando Carrozza addomestica il pallone sulla fascia mancina, arriva quasi sul fondo, avanza verso l'area incurante di Volta in versione “manichino” per appoggiare centrale per l'accorrente Damonte; a lui non resta che appoggiare in rete nella maniera più semplice il match-ball del pomeriggio con Romero si lascia cadere alla sua sinistra, la parte sbagliata.
TATTICA - La Sampdoria parte con il 3-5-2 per poi ripiegare sul 4-4-2; Varese in campo con il 4-4-2.
MOVIOLA – Candussio di Cervignano, assai temuto dagli ospiti per precedenti non proprio rosei, dirige all'inglese e senza particolari sbavature. Non fa una grinza l'espulsione nel finale comminata a Koman quando l'ungherese perde la testa ed entra con il piede a martello sul povero Corti.
PROMOSSI & BOCCIATI – Bertani e Laczko danno almeno la positiva sensazione di impegnarsi. Se la definizione di corpo estraneo può trovare giustificazioni per l'appena arrivato Juan Antonio, difficilmente può essere comprensibile per gente come Bentivoglio, Costa o Volta.
Maran è bravissimo nel puntare tutto su Carrozza e Damonte, ma prima del loro preziosissimo ingresso sono sontuose le prestazioni di Neto Pereira e Nadarevic. Impossibile, anche facendo esercizio di puro sadismo, bocciare qualsiasi elemento sceso in campo quest'oggi con la casacca biancorossa.
[Articolo per Goal.com del 6 febbraio 2012]
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domenica 18 dicembre 2011
Genoa-Bologna 2-1: Non basta Ramirez, Pratto si sblocca nel momento giusto
Il 100° successo personale in serie A, Alberto Malesani lo ottiene per 2-1 contro il suo ex-Bologna a coronamento di una gara combattuta e sempre in bilico. Il Genoa passa sul finire del primo tempo con Marco Rossi (39'), viene raggiunto in apertura di ripresa da Ramirez a premiare gli sforzi di un Bologna gagliardo (50') ed è poi bravo ad ottenere la vittoria con Pratto che, nel finale (85'), mette gli artigli sul match dopo una prestazione maiuscola e grazie a un perfetto assist di Caracciolo. Clamoroso palo di Di Vaio sul momentaneo punteggio di 1-1.
FORMAZIONI – Malesani, sempre orfano di Palacio, sistema Frey tra i pali; Mesto, Granqvist, Kaladze e Moretti dietro; Rossi, Veloso e Constant in mezzo con Merkel trait-d'union con la coppia d'attacco Ze Eduardo-Pratto.
Pioli conferma gran parte dell'undici che ha messo alle corde il Milan: Gillet in porta; Crespo, Raggi, Portanova e Cherubin in difesa; il rientrante Pulzetti, Mudingayio e Kone a centrocampo; Ramirez, Diamanti alle spalle di Di Vaio.
PARTITA – Il Genoa comincia proteso in avanti ma è il Bologna, su imperiosa discesa di Ramirez conclusa a fil di palo, a regalare la prima emozione. Lo spavento ha effetti sui rossoblù di casa che impegnano Gillet con Moretti. Felsinei ancora propositivi con diagonale di Pulzetti e botta del vivace Ramirez che obbliga Frey a salvarsi in tuffo. E' bravo anche Gillet, prima nel mettere il corpo fra Ze Eduardo e il gol (su colpevole leggerezza di Raggi), poi a salvarsi di piede su rasoterra di Rossi che rimanda al 39' l'appuntamento con il gol spingendo in rete un tiro di Pratto a conclusione di una pregevole azione avviata da Ze Eduardo. Prima dell'intervallo Di Vaio si divora il pareggio calciando sul fondo da ottima posizione.
La ripresa si apre con il pareggio di Ramirez dimenticato dall'intera retroguardia rossoblù ma pescato superbamente di tacco da Di Vaio. Gli ospiti potrebbero mettere quasi subito la freccia ma l'iniziatica di Di Vaio deve fare i conti con il palo alla sinistra di Frey e con l'incertezza di Crespo al momento di ribadire nel sacco. Si mescolano le carte: nel Genoa Jankovic e Jorquera rilevano Ze Eduardo e Merkel, nel Bologna Casarini e Gimenez sostituiscono il bomber Ramirez e Diamanti. Il Genoa, sospinto dai propri tifosi, prova senza la necessaria lucidità, a trovare ancora la via del gol. Per riuscirci Malesani inserisce anche Caracciolo al posto del confuso Constant. Gimenez pregusta il vantaggio negatogli solo da una prodezza di Frey ma a fare la differenza è Pratto, bravissimo a riprendere un'intelligente sponda in area di Caracciolo ed a “bucare” Gillet con un rasoterra potete e preciso: è il goal-partita.
CHIAVE – Genoa che dimostra la volontà di spingere in maniera costante, Bologna sempre pronto a creare grattacapi ai Grifoni con efficaci sortite offensive in cui Di Vaio è essenziale protagonista.
CHICCA – E' appena iniziato il 39° giro di lancetta quando Ze Eduardo serve in maniera deliziiosa Pratto nei presso dell'area di rigore, l'argentino avanza sulla sinistra eludendo i contrasti di Crespo e Gillet per poi calciare in porta; il tocco decisivo, nei pressi della linea bianca, è però di Marco Rossi.
TATTICA – Malesani si affida al 4-3-1-2; Pioli preferisce un collaudato 4-3-2-1.
MOVIOLA – Dopo la disastrosa direzione arbitrale di domenica scorsa in Atalanta-Catania, a Giannoccaro i designatori offrono immediatamente l'opportunità di riscattarsi. Il fischietto di Lecce fa tesoro degli errori passati e bada a non strafare estraendo i cartellini quando la gara sembra potergli sfuggire di mano.
PROMOSSI & BOCCIATI – Marco Rossi per impegno, generosità e sostanza incarna in maniera impeccabile il ruolo del capitano perfetto. Viene premiato il con suo 3° centro stagionale. Pratto, che festeggia il suo primo centro nel campionato italiano, è altrettanto efficace: voto 7 ai due realizzatori del pomeriggio genoano. Constant offre la solita prestazione ad intermittenza; solita, appunto...: voto 5.
Ramirez è sempre nel vivo del gioco creando spazi, corroborando le manovre dei suoi e finalizzando anche il lavoro di quell'autentico campione che risponde al cognome di DI Vaio: voto 7 ad entrambi. Raggi soffre in maniera eccessiva quando Pratto e soci iniziano a pressare come da copione: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com del 18 dicembre 2011]
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martedì 13 dicembre 2011
Genoa-Inter 0-1: l'ex Milito non graffia, ci pensa Nagatomo (di testa!) a consegnare i tre punti a Ranieri
L'impellenza nerazzurra di dare continuità e maggior senso al proprio campionato viene appagata da un colpo di testa di Nagatomo al 67'. La squadra di Ranieri incontra più difficoltà del previsto contro un Genoa che parte molto guardingo per poi crescere alla distanza e venir punito nel suo momento migliore. Gara intensa e dai ritmi alti che l'Inter fa sua grazie alla superiorità tecnica. I padroni di casa, che in campo gettano tanto cuore e impegno, pagano soprattutto lo scarso peso specifico di un reparto arretrato che continua a palesare limiti notevoli. Palo di Alvarez nel finale.
FORMAZIONI – Malesani, senza il gioiello Palacio infortunatosi a Siena, conferma Frey in porta; propone Granqvist, Dainelli e Kaladze in difesa; Mesto, Rossi, Veloso, Constant e Moretti in mezzo e Merkel alle spalle di Ze Eduardo unica punta.
Ranieri si affida a Julio Cesar a protezione dei pali; mette Zanetti, Lucio, Samuel e Nagatomo a comporre la linea arretrata; Faraoni, Thiago Motta, Cambiasso e Poli a centrocampo; Milito e Pazzini sono i terminali offensivi.
PARTITA – L'assenza di qualsiasi conclusione in porta fotografa l'andamento dei primi 33' giocati da ambo le parti con dinamicità ma carenza di spunti. Lo scossone è improvviso e nasce da un corner dalla destra di Faraoni sul quale prima Samuel di testa e poi Milito da due passi esaltano le doti di Frey. A ridosso dell'intervallo Thiago Motta tiene caldi i guanti dell'estremo francese con una punizione indolore, mentre dall'altra parte Julio Cesar è provvidenziale ad anticipare Rossi pronto a deviare in rete un traversone di Constant. A Nagatomo non riesce poi il tocco ravvicinato. Al rientro dalla pausa Faraoni prende posto in tribuna lasciando il campo ad Alvarez. Anche Malesani cambia Pratto con Ze Eduardo. Pochi giri di lancetta e il Genoa va a segno grazie a Granqvist ma Banti annulla per un dubbio fuorigioco. Esce Constant, entra Jankovic nel tentativo di dar man forte a Pratto. Al 67' a passare è però l'Inter: inzuccata di Nagatomo (al secondo centro stagionale) bravo a raccogliere un cross dalla destra di Alvarez. Ora in campo si vedono anche Obi per Poli e l'ombra di Caracciolo per Merkel. Il vantaggio si rivela corroborante per gli ospiti che diventano maggiormente propositivi al punto da sfiorare il raddoppio con Alvarez che dalla distanza trova un palo mentre Frey si protende in tuffo. Forlan rileva Milito che esce fra gli applausi dei suoi ex tifosi. In pieno recupero il Genoa va vicinissimo al pari, ma Nagatomo su Rossi e Julio Cesar su fendente di Veloso salvano il risultato. Sul rovesciamento di fronte ancora Frey in evidenza a tu per tu con Pazzini.
CHIAVE – Difficile per l'Inter soddisfare la sete di successo riversandosi in avanti contando più sui singoli che sul gioco corale, specialmente trovandosi quasi sempre di fronte avversari pronti a vender cara la pelle senza rinunciare a mettere apprensione a Julio Cesar. Lasoluzione per scardinare la cassaforte genoana arriva dal Sol Levante.
CHICCA – E' il 34' quando, nel bel mezzo di una gara poco accesa, Frey offre due strepitose prodezze su tentativi ravvicinati e a raffica di Samuel (incornata) e Milito tocco a botta sicura. Lucidità e riflessi da autentico fenomeno.
TATTICA – Genoa sistemato in un atipico 3-5-1-1 con gli esterni di centrocampo (Mesto e Moretti) pronti ad arretrare in fase di non possesso palla; Inter schierato con un ordinatissimo 4-4-2. Con gli ingressi di Pratto, Jankovic e Caracciolo nella ripresa il Genoa passa al 3-4-3.
MOVIOLA – Banti di Livorno, arbitro portafortuna dei nerazzurri (con lui non hanno mai perso), dirige in maniera all'”inglese” lasciando però più di un dubbio. In particolare al 37' quando non ravvisa gli estremi del fallo dopo che Granqvist tocca Milito lanciato verso la porta genoana e al 55' quando annulla il possibile vantaggio rossoblù siglato da Granqvist mentre probabilmente Nagatomo tiene in gioco lo svedese.
PROMOSSI & BOCCIATI – Frey (voto 7.5) compie tre miracoli con interventi inseriti di diritto nel manuale del perfetto portiere, solita saracinesca e ottimo ipnotizzatore nei confronti di un Milito (voto 5.5) che agisce a scartamento ridotto pagando anche la frenesia di ben figurare. Fa peggio Pazzini, stasera più nervi che classe: voto 5. Tra le fila ospiti emergono il solito unico capitan Zanetti e Nagatomo per il gol-partita e il salvataggio nel finale (voto 7 a entrambi). Ze Eduardo, in campo 50', non trova nessuno spunto degno di tal nome (voto 5).
[Articolo per Goal.com del 13 dicembre 2011]
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venerdì 2 dicembre 2011
Genoa-Milan 0-2: Il Grifone ci prova, ma Ibra e Nocerino gli spiegano che fermare il Diavolo è cosa ardua
Il Grifone si inchina ad un ottimo Milan solo dopo aver disputato una gara di cuore e intensità. A decidere sono un rigore di Ibrahimovic (55') e un centro di Nocerino (79'). Ai padroni di casa l'azione del penalty costa l'inferiorità numerica a causa del doppio giallo mostrato a Kaladze. Gara intensa che ha offerto sprazzi di bel calcio. Grazie a questo successo, il 7° negli ultimi 8 incontri, i rossoneri sorpassano la Juventus (impegnata contro il Cesena) in vetta alla classifica.
FORMAZIONI – Malesani, costretto a fare a meno di Palacio, propone Frey; Granqvist, Dainelli e Kaladze in difesa; Mesto, Rossi, Veloso, Constant e Moretti a centrocampo con gli esterni chiamati ad arretrare in copertura in caso di bisogno; Jankovic e Pratto davanti.
Visto l'infortunio occorso ad Abbiati, e l'attacco febbrile che ha colpito Pato, Allegri schiera Amelia in porta; Abate, Yepes, Thiago Silva e Antonini sulla linea arretrata; Aquilani, Ambrosini e Nocerino in mezzo con Boateng alle spalle di Ibrahimovic, Robinho.
PARTITA – Robinho calcia alto. Il Milan parte in maniera veemente. Frey esce in maniera strepitosa sui piedi di Nocerino e poi si fa trovare preparato su botta di Robinho. Poi un lancio di lacrimogeni, avvenuto all'esterno dello stadio per placare tafferugli, rende l'aria irrespirabile costringendo il direttore di gara a sospendere la partita una decina di minuti. A riportare tutti concentrati sull'aspetto agonistico della serata pensa Boateng, rasoiata dalla destra finita a fil di palo. Identica sorte ha un tiro sporco di Nocerino. Poi Frey mette i pugni su conclusione dalla distanza di Ibra. Veloso conserva l'acuto per una punizione destinata sotto la traversa su cui Amelia si salva d'istinto. Mesto riesce a creare scompiglio nei sedici metri rossoneri ma il suo diagonale non è preciso. Migliore è un mancino radente offerto da Veloso bloccato a terra da Amelia.
Al 55' Kaladze, già ammonito pochi minuti prima, commette un fallo da rigore su Ibrahimovic servito da Robinho: dal dischetto lo svedese spiazza Frey. Passano pochi minuti e Robinho, a pochi metri dalla linea bianca, si divora il raddoppio. I tecnici provano a cambiare le cose: dentro Seedorf per Ambrosini e Merkel per Constant. A ridosso della mezz'ora Rossi, servito dalla destra dal neo entrato compagno di squadra tedesco, sfiora il pari con un delizioso colpo di tacco. C'è anche il tempo per regalare l'esordio a Ze Eduardo, dentro al posto dell'evanescente Jankovic. Il Milan è superiore per peso specifico e, al 79', colpisce ancora in maniera efficace con Nocerino: piatto destro su invito dalla sinistra di Boateng. Prima che il match passi agli archivi Frey si oppone da campione sull'ennesimo tentativo del centrocampista.
CHIAVE – Milan a cercare di sfruttare il periodo di grazia e il superiore tasso tecnico, Genoa che bada a limitare i danni provando a mostrare artigli affilati ogni volta che riesce a tirar la testa fuori dal guscio.
CHICCA – Inserimenti a memoria e scambi tanto rapidi quanto quasi sempre azzeccati, dalla cintola in su i protagonisti rossoneri (Ibra e Nocerino in primis) sono da manuale.
TATTICA – Genoa con un 3-5-2 camaleontico che, ogni qual volta la palla finisce a disposizione dei rossoneri, si trasforma in 5-3-2; Milan con il 4-3-1-2.
MOVIOLA – Celi di Bari dirige al di sotto della sufficienza dando la sensazione di utilizzare criteri tutti personali nella distribuzione dei cartellini. Nel primo tempo appare troppo permissivo su durissime entrate di Ibrahimovic su Dainelli e di Abate su Moretti; mal coadiuvato dall'assistente Niccolai ferma Pratto lanciato in contropiede per un fuorigioco che non c'è. Nella ripresa giusta la concessione del penalty al Milan per fallo di Kaladze (anche espulso per doppia ammonizione) su Ibrahimovic.
PROMOSSI & BOCCIATI – Rossi va su ogni pallone come se fosse quello della vita, atteggiamento gladiatorio e movimenti a pieni giri per quasi tutti i 92' di gioco: voto 7.
Constant ha sulle spalle il compito di dare il primo nutrimento alle azioni offensive rossoblù, agisce in maniera debole rendendosi talvolta colpevole di inutili e deleteri fronzoli. Esce tra i fischi: voto 4.5.
Ibra è il solito assoluto campione di tecnica e di indisponenza: voto 7.5.
Antonini fatica a tenere a bada le incursioni avversarie, meglio in fase propositiva: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com del 2 dicembre 2011]
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sabato 26 novembre 2011
Sampdoria-Modena 1-1: La cura Iachini non funziona, Ciaramitaro allontana i blucerchiati dal treno-promozione
E' cambiato l'allenatore, Iachini al posto di Atzori, ma la Sampdoria continua a sembrare un gruppo di calciatori a cui la definizione di “squadra” sta ancora stretta. Stavolta il pari (5° casalingo, 9° assoluto) e la lezione di gioco e intensità glieli offre un Modena pericolante al quale Cuttone ha già saputo trasmettere ordine e capacità di lottare sino all'ultima stilla di sudore. 1-1 il risultato finale frutto di una contestatissima rete di Bentivoglio allo scadere della prima frazione - realizzata mentre i calciatori avversari chiedevano, invano, l'interruzione del gioco a causa di un infortunio occorso a Greco - e di un imponente colpo di testa di Ciaramitaro all'82' a premiare gli sforzi profusi durante un secondo tempo senza pause. Sullo 0-0 i blucerchiati colpivano i legni con Gastaldello (6') e Bertani (37'). A seguito della rissa scaturita dopo il vantaggio doriano venivano espulsi il tecnico ospite Cuttone e il suo vice.
FORMAZIONI – Iachini, all'esordio casalingo come guida tecnica doriana, si affida alla vecchia guardia: Romero torna a difendere i pali; Rispoli, Gastaldello, Accardi e Castellini in difesa, Dessena, Palombo, e Bentivoglio in mezzo; Foggia, Bertani e Pozzi tridente d'attacco.
Cuttone, alla sua seconda panchina nel campionato gialloblù, propone Caglioni in porta; Oliveira, Turati, Perna e Milani a comporre la linea difensiva; Giampà, Dalla Bona, Ciaramitaro e De Vitis in mezzo; Di Gennaro trequartista alle spalle di Greco unica punta.
PARTITA – Il primo acuto viene offerto dall'impatto della sfera sul montante destro di Caglioni su tiro a colpo sicuro di Gastaldello. Al 22' Dalla Bona si infortuna alla spalla sinistra e deve lasciare il posto a Nardini. Nella pochezza generale l'unico doriano a provarci è Bertani che prima (25') calcia sul fondo dal limite e poi (37') scheggia la traversa con una veemente incursione rifinita dal vertice sinistro dell'area. Prima dell'intervallo Castellini finisce k.o. sostituito da Costa e, poco dopo, la Sampdoria passa in vantaggio con Bentivoglio in pieno recupero al termine di un'azione contestatissima dagli ospiti: i padroni di casa, infatti, segnano mentre gli avversari si prodigano nel chiedere di fermare il gioco a causa di un infortunio occorso a Greco dolorante per terra a centrocampo. La rissa, sedata con molta fatica dalla terna arbitrale, propone uno sventolio di cartellini gialli e l'espulsione di mister Cuttone e del suo secondo Ciarlantini.
Dopo la pausa Greco non rientra in campo rilevato da Stanco, e nella zona tecnica a svolgere il ruolo di allenatore pensa l'esperto portiere di riserva Guardalben. Il Modena comincia bene ma prima Di Gennaro e poi De Vitis calciano su Romero le occasioni del possibile pareggio. E' invece poi bravo Romero a bloccare un tentativo di Nardini. Negli ospiti entra anche Bernacci al posto di Oliveira, tra i padroni di casa Rossini e Piovaccari subentrano a Foggia e Pozzi. All'82' il Modena ottiene il meritato pareggio con Ciaramitaro bravissimo a mettere le ali per spedire alle spalle di Romero un traversone dalla sinistra di Giampà. Piovaccari, al 91' calcia alle stelle un pallone che avrebbe meritato destini migliori.
CHIAVE – Padroni di casa alla smaniosa ricerca di creare occasioni da rete, ospiti intenti a contenere per poi tentare di sfruttare eventuali ripartenze. Nella ripresa, gli ospiti alzano il proprio baricentro alla ricerca del pari imponendo gioco e pareggio.
CHICCA – Al 37', con la Sampdoria in evidente difficoltà al momento di costruire, Bertani recupera palla nella metà campo ospite e parte all'arma bianca verso i sedici metri emiliani, prende la mira e calcia un destro violento che supera Caglioni ma sbatte sulla traversa prima di schizzare sul fondo.
TATTICA – Sampdoria con un 4-3-3, con l'ingresso di Rossini al posto di Foggia l'assetto passa al 4-4-2. Modena schierato inizialmente con un più prudente 4-4-1-1 che nella ripresa assume un più nitido 4-4-2.
MOVIOLA – Massa di Imperia dirige in maniera positiva sino a quando non succede il fattaccio del gol di Bentivoglio che lo manda un po' in confusione. Prova a dimostrare di avere polso sventolando cartellini gialli in maniera compulsiva: alla fine saranno 5 quelli dedicati ai modenesi (a cui espelle anche mister e vice) e 3 ai doriani.
PROMOSSI & BOCCIATI – Bertani è il migliore in campo. E' a lui che la squadra di Iachini fa costante riferimento ogni qual volta la palla oltrepassa la linea mediana, e lui si fa trovare sempre pronto. A negargli la massima soddisfazione personale è solo la traversa: voto 6.5. Accardi è incostante e raramente incisivo anche quando il compito che deve svolgere può semplicemente essere quello di cacciare il pallone il più lontano possibile dalla propria area di rigore: voto 5.
Ciaramitaro corona una prestazione positiva con il suo primo gol in casacca gialloblù: voto 7. Nessun calciatore ospite merita l'insufficienza.
[Articolo per Goal.com del 26 novembre 2011]
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domenica 20 novembre 2011
Genoa-Novara 1-0: A Marassi volano i rossi, Veloso pesca il jolly sul gong
E' Veloso, con un fendente rasoterra da una ventina di metri all'86', a regalare al Genoa una vittoria che pareva stregata. I rossoblù, in dieci dal 43' per un'espulsione comminata ad Antonelli, disputano un primo tempo confusionario e una ripresa con un piglio ben diverso dando la connotazione all'intero match. Il Novara, artefice di una prestazione comunque positiva per intensità e voglia di far bene, sfiora il vantaggio in più occasioni, colpisce una traversa con lo scatenato rigoni (62') e poi si ritrovano anch'essi in dieci a causa di una ingenuo doppio giallo rimediato da Meggiorini all'81'.
FORMAZIONI – Senza lo squalificato Kaladze e con Bovo ai box, davanti a Frey Malesani propone la coppia centrale Granqvist-Moretti con Mesto e Antonelli ai lati; a centrocampo sistema Rossi, Veloso in cabina di regia e Constant; Merkel va a fare da trait d'union con le punte Palacio e Caracciolo.
Tesser, costretto a rinunciare allo squalificato Porcari e agli infortunati Ujkani, Morimoto, Lisuzzo e Paci, schiera Fontana in porta; Morganella, Dellafiore, Centurioni e Gemiti in difesa; Marianini, Radovanovic e Rigoni in mezzo; Mazzarani trequartista con gli attaccanti Rubino e Maggiorini.
PARTITA – L'inizio match è illusorio: un diagonale di Constant e un rasoterra di Rigoni, infrantosi sulla manona destra di Frey, sono scintille in un primo tempo nebuloso nel quale Antonelli spicca, suo malgrado, per l'incapacità di spingere nel sacco due palloni invitantissimi. Prima del riposo Rubino, colpo di testa in tuffo, lambisce il palo sinistro ed Antonelli viene espulso per fallo da ultimo uomo su Mazzarani.
Nella ripresa in campo si vede Dainelli al posto di Constant e un Genoa più motivato che trova subito un gol con Granqvist annullato per fuorigioco su segnalazione dell'assistente Tonolini. Pinardi rileva Mazzarani e poco dopo Rigoni colpisce una clamorosa traversa da posizione favorevole. Malesani cerca maggior sostanza inserendo Jorquera per un Merkel che va a corrente alternata. Il Novara prova ad alzare il baricentro per cercare di contrastare la forte pressione rossoblù e conquista una punizione dal limite calciata da Rigoni su cui Frey interviene in maniera non impeccabile. Caracciolo viene sostituito da Pratto, trascorrono pochi minuti e Rubino, di testa, sfiora la trasversale. A dieci minuti dal termine Meggiorini rimedia una doppia ammonizione in sequenza riportando la parità numerica in campo. Ci prova Pratto in elevazione, Fontana blocca. Rigoni ha poi sulla fronte il pallone del possibile vantaggio, ma la sua deviazione sottoporta va alta. Gol sbagliato, gol subito. Ci pensa Veloso, con un destro magistrale dal limite a spazzare l'angolino basso alla destra del portiere ospite portando in vantaggio il Genoa. Tesser getta nella mischia anche Granoche e Giorgi per corroborare il forcing finale, ma i Grifoni controllano agevolmente lo scorrere dei secondi che mancano al triplice fischio.
CHIAVE – Padroni di casa proiettati nella porzione di campo avversaria ma raramente capaci di imbastire trame davvero utili. Ospiti bravissimi a chiudersi sistemandosi in massa dietro la linea della palla e frustrando le velleità genoane con ripartenze talvolta assai pericolose.
CHICCA – Sbattersi non serve? Schemi vincenti non se ne trovano? Dopo 86' il figlio d'arte Miguel Veloso raccoglie una palla e decide di fiondarla nell'angolino più lontano di un Fontana sino a quel momento puntiglioso sino allo sfinimento. E' il gol-partita, ed è anche la cornice ad una personale prestazione maiuscola.
TATTICA – Speculare 4-3-1-2 per entrambe le squadre. Dopo l'espulsione di Antonelli Malesani propone il 3-4-1-2 con il neo-entrato Dainelli centrale difensivo e Moretti a sinistra.
MOVIOLA – Giannoccaro di Lecce, che ritrova il Genoa dopo il polemicissimo arbitraggio a Catania dello scorso febbraio, dirige in maniera sufficiente nonostante per tenere in mano il match debba fischiare una quarantina di falli, ammonire 7 calciatori ed espellerne 2. Appare eccessivo il giallo inflitto a Rubino per un inesistente fallo su Frey, ma paiono corretti i cartellini rossi sventolati al 43' ad Antonelli per un intervento da ultimo uomo su Mazzarani e, all'81', a Meggiorini per un doppio giallo. Giusto l'annullamento, per offside, della rete siglata da Granqvist ad inizio secondo tempo.
PROMOSSI & BOCCIATI – Veloso, dopo un primo tempo nel quale anche lui pare in sofferenza, sfodera una ripresa di alto livello che lo porta anche a firmare una rete sul foto-finish che vale tre punti importantissimi nell'economia della stagione genoana. Trascinatore: voto 7.5.
Caracciolo, disorientato e mai seriamente incisivo, termina la propria gara dopo 75' lasciando il posto a Pratto: voto 5.
Rubino gioca in maniera diligente e all'occorrenza ruvida dimostrandosi essenziale in un organico costruito per raggiungere la salvezza: voto 6.5.
Meggiorini, all'81' e quando il Novara pare in condizione di tentare il colpaccio, riesce a farsi espellere protestando in maniera troppo vivace a seguito di un'ammonizione ricevuta: voto 5.
[Articolo per Goal.com del 20 novembre 2011]
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domenica 13 novembre 2011
Sampdoria-Vicenza 0-1: Ai biancorossi basta un lampo di Martinelli per espugnare Marassi, blucerchiati sfortunati e pasticcioni
Basta un goal di Martinelli al 53' per far corsaro l'ordinato Vicenza di Cagni al cospetto di una Sampdoria senza capo né coda che si affida solo ai (rari) guizzi dei singoli. I blucerchiati del contestatissimo Atzori sono anche sfortunati (Semioli e Bertani vanno ko nella prima frazione) e nel finale un colpo di testa di Maccarone viene fermato dalla traversa. Gara comunque brutta e che premia la compagine che più si è dimostrata organizzata e vogliosa di portarsi a casa l'intera posta.
FORMAZIONI – Atzori si affida a un undici di esperienza da sistemare davanti al portiere Da Costa; in difesa vanno quindi Rispoli, Volta, Gastaldello e Castellini; in mezzo propone da primo minuto Palombo ed Obiang assistiti sulle corsie esterne da Foggia e Semioli; davanti recupera Pozzi che affianca all'inamovibile Bertani.
Cagni risponde confermando in blocco i titolari vincenti contro il Gubbio: Frison in porta; Augustyn, Martinelli, Bastrini e Giani in difesa; Gavazzi, Soligo, Botta e Mustacchio a centrocampo e la coppia Abbruscato-Paolucci in attacco.
PARTITA - Buona corsa collettiva ma di calcio se ne vede solo accenni. La Samp prova ad affidarsi ai suoi solisti per sopperire a imbarazzanti carenze di gioco. Dopo alcuni tentativi fuori misura di Palombo Frison viene chiamato in causa da velleitarie conclusioni di Pozzi (incornata) e Bertani (rasoterra). Nulla di trascendentale, ma almeno dànno la sensazione di poter accendere una sfida dalla qualità davvero scadente. Nell'approssimazione generale il Vicenza trova anche le opportunità per uscire dal guscio spaventando Da Costa con botte a lato di Abbruscato e Paolucci. Nei primi 45' infortuni mettono fuori causa i doriani Semioli e Bertani, rilevati da Padalino e Piovaccari, e il polacco Augustyn sostituito da Rigoni.
La ripresa si apre con un invitante cross dalla destra di Rispoli sul quale Pozzi, a tu per tu con Frison, non arriva all'impatto. Al 53', cinicamente, il Vicenza si porta in vantaggio con un colpo di testa di Martinelli sugli sviluppi di un corner dalla sinistra di Botta. Al 67' Piovaccari pecca di egoismo spegnendo tra le braccia di Frison un contropiede invece di servire Pozzi e Foggia pronti a ribattere a porta sguarnita. Il sornione Cagni toglie l'ammonito Paolucci per inserire Misuraca, Atzori da parte sua sostituisce Padalino con Maccarone. Una rovesciata di Pozzi, respinta in maniera felina da Frison, da il “la” all'assedio finale dei padroni di casa. Piovaccari, liberatosi di Bastrini, manda la sfera a infrangersi sull'esterno della rete. Fuori anche il claudicante Mustacchio per Pisano. All'87' Frison è strepitoso su un calcio di punizione di Palombo dai venti metri che poi ci riprova da posizione defilata. Negli ultimissimi giri di lancetta Maccarone, di testa, coglie la traversa e sul rovesciamento di fronte il Vicenza si divora il raddoppio in contropiede.
CHIAVE – Samp raffazzonata e nervosa e Vicenza che, specialmente dopo aver conseguito il vantaggio, gioca in scioltezza difendendosi e ripartendo in maniera puntuale.
CHICCA – Splendida la girata di testa di capitan Martinelli che, al 53', raccoglie un corner dalla sinistra di Botta, palla che tocca il palo e s'infila alle spalle di Da Costa.
TATTICA – Speculare 4-4-2 iniziale per Sampdoria e Vicenza.
MOVIOLA – Giancola di Vasto parte bene ma poi scende sotto la sufficienza dimostrandosi incapace di tenere in pugno il match quando i nervi si surriscaldano.
PROMOSSI & BOCCIATI – Sino a quando riesce a tenere a bada la tensione Foggia è il migliore dei suoi, sempre nel vivo dell'azione e bravo nel rubare palla e proporre soluzioni: voto 6.5. Piovaccari entra al posto di Bertani dimostrando di essere ancora piuttosto in confusione anche quando, avendo a disposizione la palla del pareggio, non riesce a far di meglio che sparare a lato: voto 5. Discorso a parte merita Atzori, anche oggi assolutamente incapace di preparare e leggere l'andamento della sfida: voto 4.
Frison cresce di minuto in minuto concedendo un finale di altissima qualità: voto 7. Nessun calciatore ospite, se non altro per l'abnegazione con cui la squadra di Cagni tiene il campo, merita la bocciatura.
[Articolo per Goal.com del 13 novembre 2011]
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martedì 1 novembre 2011
Sampdoria-Crotone 2-0: Gara non bella ma vinta, sarà la svolta per i blucerchiati?
Un'autorete di Abruzzese e un goal in contropiede di Foti nei finali di tempo tolgono le castagne dal fuoco ad una Sampdoria che, pur soffrendo e non dando spettacolo, riesce ad imporsi 2-0 sul Crotone. La compagine di Menichini ha il demerito di non credere troppo nelle proprie possibilità. Partita senza grosse emozioni ma che potrebbe essere il punto di svolta positivo in questa altalenante stagione doriana.
FORMAZIONI – Assetti rivoluzionati per entrambi i tecnici. Atzori, con l'incubo esonero, rivolta la sua formazione inserendo 5 novità: Romero in porta; Rispoli, Volta, Gastaldello e Castellini in difesa; Foggia, Obiang, Soriano e Semioli a centrocampo con il duo Fornaroli-Bertani in attacco.
Numerose novità anche per Menichini che schiera Bindi fra i pali; Correia, Vinetot, Abruzzese e Mazzotta dietro; Eramo e Loviso a far da cerniera con i trequartisti Pettinari, Maiello e De Giorgio piazzando il solo Djuric nel ruolo di punta.
PARTITA - Nel primo tempo solo una sfortunata autorete di Abruzzese, a ridosso dell'intervallo, dà senso tangibile a una gara di livello tecnico-tattico davvero basso. Il capitano ospite è suo malgrado decisivo nel tentativo di anticipare Bertani su assist di Foggia. Prima si assiste a un paio di “carezze” di Castellini e Vinetot ai guardiani avversari e a provvidenziali anticipi di Rispoli e Bindi su Pettinari e Fornaroli.
Nella ripresa c'è Calil al posto di Loviso e i calabresi, confezionando un quarto d'ora intenso, provano a cercare un pari prima sprecato di testa dal solissimo Djuric e poi frustrato dalle parate di Romero su tentativi di Calil e di Maiello. Menichini inserisce anche Sansone e Ciano per Di Giorgio Pettinari. La Sampdoria regge l'urto per poi conquistare terreno. Atzori si desta e inserisce Laczko e Foti richiamando Foggia e uno stremato Fornaroli. È proprio il neo-entrato attaccante a mettere in ghiaccio il match spingendo in rete un contropiede di Bertani viziato da un fuorigioco non segnalato.
CHIAVE – Padroni di casa col vitello in pancia alla ricerca di una qualsiasi cosa utile a passare un esame importante; ospiti troppo timorosi per essere in grado di portarsi via qualcosa di importante dalla trasferta in terra genovese.
CHICCA – La cosa più bella vista oggi al Ferraris è stata la voglia della Samp di portarsi a casa i tre punti. Per tramandare ai posteri gesti tecnici degni di nota occorre aspettare tempi migliori.
TATTICA - 4-4-2 iniziale per la Sampdoria; 4-2-3-1 per il Crotone.
MOVIOLA – Gallione di Alessandria ha davanti a sé un compitino facile facile e lo svolge commettendo un paio di errori da segnare con la matita rossa: al 77' Vinetot trattiene in area Bertani che finisce a terra fra l'indifferenza della terna arbitrale; all'80', in occasione dell'azione che porta al raddoppio blucerchiato, il direttore di gara e i suoi assistenti non ravvisano un evidente fuorigioco di Bertani al momento di scattare verso la porta ospite..
PROMOSSI & BOCCIATI - Foggia è fra i pochissimi, insieme a Soriano, a dimostrare di essere elemento di categoria superiore: voto 6.5. Entrato nella lista degli undici titolari a furor di popolo, Fornaroli, offre una prestazione che sa tanto di “vorrei ma non posso (ancora)” e qualche evitabile ciabattata: voto 5.5.
Abruzzese va su ogni pallone, purtroppo per lui anche su quello sbagliato; gli va comunque dato il merito di giocare con intensità e sostanza positiva: voto 6.5. Djuric soffre di solitudine ma lui non sembra sbattersi adeguatamente per sfruttare la buona volontà del resto della compagnia: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com del 1° novembre 2011]
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venerdì 28 ottobre 2011
Oggi sarò in diretta su Radio Studio 54 di Firenze
Questo pomeriggio, intorno alle 17, sarò in diretta su Radio Studio 54 di Firenze per la presentazione, nel programma 'Viola in Studio' con Irene Calonaci e Maurizio Pericoli, di Fiorentina-Genoa in scena domenica pomeriggio al Franchi. Buon ascolto.
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mercoledì 26 ottobre 2011
Genoa-Roma 2-1: La Lupa rincorre e s'illude, Kucka la stende... di rimpallo!
Fra Genoa e Roma è il “trattore” Kucka a schiodare un 1-1 ormai pronto per andare alle stampe. All'89' lo slovacco ribatte in rete un tocco di Merkel mandando in visibilio i circa 25000 genoani presenti al Ferraris. La gara, dal non altissimo tasso spettacolare ma sempre vibrante, era già stata segnata dai centri di Jankovic (38') e Borini (82'). Con questo successo la squadra di Malesani sorpassa in classifica i capitolini raggiungendo 12 punti.
FORMAZIONI – Senza lo squalificato Kaladze, davanti a Frey Malesani conferma l'undici che ha affrontato la Juventus e composta da Mesto, Dainelli, Moretti e Antonelli; in mezzo sistema Rossi, Seymour e Veloso; a Merkel affida il ruolo di trequartista alle spalle di Palacio e Jankovic che vince il ballottaggio con Caracciolo.
Luis Enrique deve rinunciare a Totti, Kjaer, Pianic, Rosi e Cicinho e al Ferraris decide di puntare sul turn-over. Confermato Stekelenburg fra i pali, rispetto alla partita con il Palermo in difesa Heinze si riprende il posto da titolare accanto a Burdisso con Perrotta a destra e Josè Angel a sinistra; a centrocampo Perrotta è il terzo insieme a capitan De Rossi e Gago; Lamela è il trait-d’union con la coppia offensiva composta da Bojan (preferito a Borriello) e Borini.
PARTITA – Guardinga fase di studio e prima scintilla ad opera di Mesto: beffardo tiro-cross dalla destra che Stekelenburg alza oltre la traversa. Il Genoa prova (a fatica) ad imporre i propri ritmi al match, mentre la Roma si affida a conclusioni dalla distanza di Josè Angel e a un tentativo di Perrotta respinto. Quando gli ospiti hanno il possesso della palla si rendono quasi sempre insidiosi. Borini prova in diagonale a filo d'erba, la mira è sbagliata per un'inezia. Gago trova invece la porta ma anche i pugni di Frey. La risposta rossoblù è affidata al destro di Merkel, a lato d'un soffio. Poi, è il 38', il Genoa passa con un preciso tiro di Jankovic servito centralmente da Palacio. Prima del the caldo Frey fa muro su un bolide di Pizarro.
La ripresa comincia con Bovo dentro al posto di Moretti e con un fallo in area di Heinze su Palacio. L'arbitro sorvola e, poco dopo, sfoggia severità ammonendo Seymour (poi sostituito con Kucka) per un intervento non grave. Gli ospiti provano a rimettersi in equilibrio con un colpo di testa di Lamela che va a sbattere sui riflessi di Frey. Luis Enrique ora mischia le carte: fuori Pizarro e Lamela, dentro Osvaldo e Greco con Bojan che finisce dietro le punte. La Roma pressa, il Genoa risponde. Stekelenburg è bravo a bloccare a terra un mancino di Veloso. Jankovic si infortuna e viene rilevato da Constant. Attimi dopo si vede anche Borriello che prende il posto di Perrotta. All'82' una palla scioccamente persa da Merkel dà il via all'azione che consente agli ospiti di pervenire al pareggio grazie a Borini solissimo nello spingere dentro un superbo pallone servitogli priprio da Borriello. Ma prima dello scadere l'acuto più grande è quello di Kucka che, appostato sul palo sinistro della porta avversaria, manda oltre la linea bianca un palla toccata da Merkel su corner di Veloso.
CHIAVE – Roma a fare la partita, Genoa a cercar gloria con rapide ripartenze. Alla fine la tattica rossoblù si dimostra vincente,
CHICCA – E' il 38' quando Jankovic lancia in contropiede Palacio, l'argentino penetra in area, elude una marcatura e riconsegna la sfera a disposizione del serbo piazzatosi attorno agli undici metri: controllo e pallone chirurgicamente mandato ad accarezzare la rete giallorossa.
TATTICA – Speculare 4-3-1-2 per entrambe le squadre.
MOVIOLA – Arbitraggio al limite della sufficienza, quello di Gervasoni di Mantova. La gara non era delle più facili e lui non ha saputo gestirla in maniera esemplare. Al 46' Heinze atterra Palacio nella propria area, Gervasoni non decreta il rigore suscitando più di qualche perplessità.
PROMOSSI & BOCCIATI – Jankovic tiene il campo come se si giocasse tutto in una sera. E' goleador, ottimo suggeritore e assai prezioso anche in fase di copertura. Nonostante un infortunio lo costringa a mollare dopo 70' è certamente fra i migliori in campo insieme all'ottimo Frey: voto 7 ad entrambi. Bovo, in campo nella ripresa, non riesce a dare il meglio di sé incappando in leggerezze non degne del suo valore: voto 5.5.
De Rossi gioca da leader, con la palla fra i piedi e senza: voto 6.5. Burdisso corre e lotta ma, al momento decisivo, smarrisce la lucidità necessaria per dare il massimo alla propria squadra: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com del 26 settembre 2011]
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