Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 22 dicembre 2013

Sampdoria-Parma 1-1: Eder e Lucarelli dividono la posta

Al Ferraris è natale anticipato. Un punto per uno, così come le reti messe a segno tra Sampdoria e Parma che offrono, specialmente nella ripresa, una gara piacevole e intensa. Ad Eder in chiusura di primo tempo (44'), risponde Lucarelli nella ripresa (64'). FORMAZIONI: Nel suo 4-2-3-1, senza Gabbiadini fermato dal giudice sportivo, Mihajlovic che schiera Da Costa in porta; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Regini in difesa; la coppia Obiang e Palombo in mezzo con Soriano, Krsticic e Gianluca Sansone alle spalle di Eder unica punta. Donadoni opta per il 4-3-3 con Mirante tra i pali; Casssani, Lucarelli, Felipe e Gobbi arretrati; Acquah, Marchionni e Parolo a centrocampo; Biabiany, Amauri e Nicola Sansone in attacco. Assente di lusso lo squalificato Cassano che radiomercato vede vicinissimo al ritorno in blucerchiato. PRIMO TEMPO: Parma più propositivo ma Samp più efficace che, dopo aver spaventato Mirante con un sinistro da fuori area di Sansone a metà tempo, ottiene il vantaggio sugli sviluppi di un calcio di punizione che Krsticic batte dalla trequarti destra pescando Eder (al terzo gol consecutivo) lesto ad approfittare di un rimpallo e battere di destro l’estremo ospite per festeggiare la sua 100° presenza in A. SECONDO TEMPO: Il rientro dagli spogliatoi offre un Parma più convinto dei propri mezzi. Palladino rileva un Biabiany inguardabile e, proprio dal suo piede, scocca il calcio d’angolo che consente a Lucarelli, liberissimo in area, di saltare ed appoggiare di testa alle spalle di Da Costa, la palla del definitivo pareggio. L’inerzia degli ospiti li spinge a sfiorare il raddoppio con Amauri prima, Nicola Sansone e Parolo poi. Ma concentrazione e mira non sono impeccabili. L’ultimo sussulto del pomeriggio è però blucerchiato. Ancora Eder impegna il portiere e poi commette il peccato di non servire Pozzi pronto a battere a rete. Ma sarebbe statp CHIAVE: Gioco a viso aperto fra due squadre in buona salute alla ricerca del massimo risultato possibile. Ne giova lo spettacolo. MOVIOLA: Di Bello si veste da Babbo Natale graziando Gobbi meritevole di un secondo giallo poco dopo la mezz’ora di gioco. Nel complesso, però, dirige in maniera sufficiente. [Articolo per Goal.com del 22 dicembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 15 dicembre 2013

Genoa-Atalanta 1-1: Bertolacci illude il Grifone, De Luca salva la 'Dea'

Dopo quella di domenica scorsa a Cagliari, il Genoa prende un'altra rete pesantissima al 94'. E se in terra sarda Sau impose la sconfitta, il neo-entrato De Luca impone un pari che non fa meno male ai Grifoni, passati in vantaggio con Bertolacci al 72'. Gara tesa, confusa e tutt'altro che piacevole sotto il profilo dello spettacolo che ha messo in evidenza i limiti della squadra di Gasperini, a corto di riserve adeguate, e lo spirito battagliero di quella di Colantuono. FORMAZIONI: Resta fedele al modulo preferito, Gasperini. Le pesanti defezioni che flagellano la sua squadra non portano rivoluzioni tattiche. Oltre alla conferma del portiere Perin, identica scelta avviene per la linea difensiva a 3, stavolta composta da Antonini, Gamberini e Marchese; il centrocampo a 4 con Biondini, Matuzalem, Bertolacci e Antonelli; e il tridente offensivo nel quale Gilardino viene supportato da Konate e Fetfatzidis. Colantuono, da parte sua, si affida al 4-4-1-1: Consigli tra i pali; Scaloni, Migliaccio, Lucchini e Brivio dietro; Koné, Carmona, Cigarini e Bonaventura in mezzo; Moralez, con Denis più avanzato, davanti. PRIMO TEMPO: Genoa subito arrembante e Consigli altrettanto reattivo su destro al volo di Gilardino. Poi, su incornata di Antonini servito da Fetfatzidis, il portiere deve ringraziare la buona sorte. Pur soffrendo la pressione iniziale, l'Atalanta riesce ad alzare il baricentro proponendosi in disimpegno sino ad offrire a Denis l'occasione di mettere sotto esame Perin, glaciale su tiro a botta sicura. Al riposo si arriva con un palo esterno colto da Gigarini su punizione. SECONDO TEMPO: Per spezzare una ripresa equilibrata e brutta, Gasperini cambia Fetfatzidis con Sturaro e poi Konate con Calaiò. Sono però gli orobici a rendersi più pericolosi con Lucchini mentre Bertolacci, ben lanciato in area da Gilardino, non ha il coraggio di avanzare per ingrandirsi lo specchio della porta. La partita smette di essere fluida e si trasforma in una collezione di errori, soprattutto per demerito dei rossoblù. De Luca rileva Moralez e poco dopo Bertolacci segna di sinistro da centro area approfittando di un tocco errato di Scaloni. Esce Koné, entra Brienza. La reazione bergamasca non si fa attendere e solo un Perin in versione “felino” può impedire a De Luca di infilare la palla del pari. Per gli ultimi assalti Colantuono getta nella mischia Marilungo al posto di Bonaventura ma è proprio De Luca, all'ultimo respiro, ad agguantare l'1-1 infilandosi nell'area piccola per raccogliere un assist di Cigarini. CHIAVE: La rabbia dei padroni di casa, decisi a riprendersi quanto lasciato a Cagliari, mette apprensione agli ospiti che ritrovano tranquillità e ordine con il passare del tempo. Poi Bertolacci illude i suoi prima che De Luca faccia calare il sipario. MOVIOLA: Il palpabile nervosismo in campo e sugli spalti coinvolge anche Banti che amministra la sfida in maniera approssimativa. Nel finale, con il Genoa in vantaggio, non espelle Lucchini risparmiandogli la seconda ammonizione. [Articolo per Goal.com del 15 dicembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 30 novembre 2013

Genoa-Torino 1-1: Squillo di El Kaddouri, la pareggia Biondini

Si chiama Mattia Perin il domatore di un Torino arrembante che ha messo in grosse difficoltà un Genoa sorpreso dalla veemenza avversaria. Il giovane portiere è stato determinante con almeno cinque prodigi fondamentali alla sua squadra per limitare i danni dopo il vantaggio siglato da El Kaddouri (7') e a conservare il pareggio ottenuto da Biondini (69'). La gara, contraddistinta anche da due legni colpiti dal goleador marocchino e Vrsaljko, è stata vibrante dal primo all'ultimo minuto. FORMAZIONI - Per cercare la quarta vittoria interna di fila Gasperini schiera un 3-4-3 che, oltre a Perin, prevede una linea arretrata composta da Antonini, Portanova e Marchese; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem e Antonelli in mezzo con Gilardino punta centrale affiancato da Centurion (preferito a Santana e Fetfatzidis) e Kucka. Ventura si affida al 3-4-1-2 che prevede Padelli in porta; Glik, Bovo e Moretti in difesa; Darmian, Vives, Farnerud e Pasquale a centrocampo mentre El Kaddouri ha il compito di agire alle spalle della coppia-gol Immobile (ex con il dente avvelenato) e Cerci. PRIMO TEMPO - L'avvio granata gela i Grifoni più della sferzante tramontana che rende ancora più scandinava una serata che sfiora gli zero gradi. L'assalto comincia con uno sfortunatissimo palo di El Kaddouri dopo pochi secondi su sinistro radente che fa da preludio al vantaggio siglato dopo 6' deviando con lo stinco un tiro teso di Farnerud. I Grifoni si destano solo dopo 10', contemporaneamente al termine dello sciopero del tifo che la gradinata Nord dedica ad alcuni tifosi condannati per i noti fatti di Genoa-Siena del 2012. Perin è costretto a sfoggiare interventi a ripetizione un paio di volte su Immobile, poi anche su Cerci in diagonale e Bovo da fuori area. Il Genoa è troppo macchinoso e l'occasione più nitida per avvicinarsi al pari è una punizione di Matuzalem deviata a fil di palo dalla barriera. Troppo poco in mezzo al monologo ospite. SECONDO TEMPO - Centurion resta negli spogliatoi rilevato da Fetfatzidis. Non ci resta Perin che toglie subito da sotto la traversa una punizione di Cerci toccata dalla barriera. Il Genoa prova ad alzare la testa. Vrsaljko calcia dalla distanza ma Padelli viene salvato dal montante alla sua sinistra. Poi il portiere si fa male e viene sostituito da Gomis salvato da un impreciso Portanova in mischia. Perin è ancora strepitoso su Cerci e Bovo. A metà tempo Fetfatzidis s'inventa un affondo in solitario servendo in maniera filtrante Biondini che trova l'1-1. Gli ospiti reagiscono immediatamente e Perin è pazzesco nell'opporsi su due conclusioni a botta sicura di Cerci e Immobile. Ventura inserisce Basha e Brighi per El Kaddouri e Vives. Gasperini risponde con Calaiò e Gamberini per Gilardino e Antonelli. Ma le cose non cambiano. CHIAVE - Un Toro scatenato sorprende e imbriglia un Grifone che fatica da matti a trovare una reazione lucida e organizzata. MOVIOLA - Non è certo la miglior direzione di Peruzzo. L'arbitro di Schio, non sempre reattivo, grazia il già ammonito Vives quando al 23' colpisce duramente Gilardino. Lascia anche dubbi poco dopo non sanzionando un intervento in area di Glik sullo stesso attaccante. Nella ripresa non vede un tocco con il braccio di Biondini nella sua area. [Articolo per Goal.com del 30 novembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 24 novembre 2013

Sampdoria-Lazio 1-1: Cuore blucerchiato, Cana rovina tutto

Mai festeggiare prima del tempo. E' l'amara lezione che la sfida odierna dà a una Sampdoria combattiva, ammirevole per abnegazione ma che paga nella maniera più dolorosa la scelta di Mihajlovic di concedere a Palombo la passerella finale. La sua sostituzione in pieno recupero con Maresca, è infatti il motivo per cui l'extra-time si allunga di una manciata di secondi. Tempo sufficiente a Cana per agguantare l'1-1 dopo il vantaggio siglato da Soriano al 66'. Risultato a parte, se la crisi blucerchiata sia stata davvero messa alle spalle è prematuro dirlo. Ma di certo la prestazione offerta contro la Lazio, giocando per un tempo in dieci (Krsticic espulso ad inizio ripresa), è la migliore medicina che Mihajilovic avrebbe mai potuto augurarsi per la sua nuova squadra. La formazione capitolina, prevedibile e disunita al momento di far valere la propria superiorità sul terreno di gioco, sullo 0-0 aveva colto un palo con Perea. FORMAZIONI: Mihajlovic (accolto come il possibile salvatore della patria) e Petkovic si presentano al Ferraris schierando i propri undici con moduli inediti. Il 4-2-3-1 doriano è composto dal portiere Da Costa a cui si aggiungono De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Costa in difesa; Palombo e Obiang agiscono più avanti insieme a Gabbiadini, Krsticic e Wszolek che operano a più diretto supporto di Pozzi elemento più avanzato. Il 3-4-3 laziale, oltre all'estremo Marchetti; propone Ciani, Cana e Radu nelle retrovie; Konko, Onazi, Ledesma e Lulic a centrocampo e Candreva, Floccari e Keita in attacco. PRIMO TEMPO: In attesa di trovare gioco e identità la nuova Sampdoria si scopre aggressiva. Arma utile contro una Lazio in crisi più volte costretta ad arretrare oltre i propri migliori propositi. Al buon ritmo generale non fa però riscontro un altrettanto generoso numero di occasioni-gol. Solo a ridosso dell'intervallo un portiere, Marchetti, viene chiamato seriamente a fare il proprio lavoro, merito di un'insidiosa punizione di Gabbiadini. Il resto è un corricchiare collettivo disseminato da errori a profusione e da una solitaria botta a colpo sicuro di Pozzi respinta dal corpo di Konko. SECONDO TEMPO: La ripresa comincia con un fallaccio del già ammonito Krsticic su Ledesma, Orsato gli mostra il rosso. Nonostante l'uomo in meno i blucerchiati non modificano il loro atteggiamento. I biancocelesti si affidano a Perea al posto di Keita ma restano leziosi favorendo la strategia locale. Dall'altra parte il tecnico serbo inserisce Soriano per Wszolek. La spinta ospite produce un'incornata a lato di Konko e un clamoroso palo colto dal neo-entrato. Il rischio spaventa la Samp che si riversa in avanti trovando il vantaggio con Soriano che spinge in rete una palla che, dopo un tiro di Gabbiadini, danza attorno a Marchetti a cui non basta provare a metterci le pezze. Petkovic dà un senso al suo sbracciarsi: fuori Ledesma e Candreva, dentro Hernanes ed Ederson. Il Doria ora serra i ranghi ed erige un autentico muro. Nel finale Petagna e Maresca rilevano Pozzi e Palombo. Ma all'ultimo secondo, proprio quando la Sampdoria festeggia la vittoria e la Lazio appare sulle ginocchia, Floccari mette in moto il difensore Cana che approfitta di un errore di Mustafi per involarsi su Da Costa e siglare l'1-1 finale in rasoterra. CHIAVE: Per entrambe le squadre l'esigenza di riscattarsi obbliga a una sfida aperta che, però, evidenzia i rispettivi attuali limiti. Alla Samp va comunque il merito di mostrarsi più coraggiosa in ogni zona del campo anche quando si trova in dieci. MOVIOLA: Solita direzione di forte personalità da parte di Orsato di Schio ben coadiuvato dai propri assistenti. Distribuisce i cartellini con parsimonia punendo con l'espulsione un Krsticic nervoso e ingenuo. [Articolo per Goal.com del 24 novembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 10 novembre 2013

Genoa-Verona 2-0: Super Grifone, la corsa scaligera si ferma a Marassi

Il Genoa è rinato. La cura-Gasperini mostra i suoi effetti in maniera dirompente contro un Verona dominato per un tempo e controllato per un altro. Portanova (29') e Kucka (34') incidono sugli almanacchi un 2-0 che allunga il tabù Ferraris per i veneti e che ha mostrato i progressi di una formazione che prima del ritorno del tecnico di Grugliasco, pareva destinata a soffrire. La sfida è stata molto combattuta e assai piacevole. Sul finire Toni, molto volitivo, coglie un palo. FORMAZIONI - Entrambi i mister si affidano ai loro moduli preferiti. Gasperini disegna il suo 3-4-3 partendo da Perin protetto da Antonini, Portanova e Manfredini; affidando la mediana a Vrsaljko, Cofie, Matuzalem e Antonelli; davanti Gilardino è supportato lateralmente da Fetfatzidis e Kucka. Mandorlini, nel suo 4-3-3, schiera il portiere Rafael; Cacciatore, Maietta, Gonzalez e Agostini in difesa; Romulo, Jorginho e Halfredsson a centrocampo mentre l'attacco è composto da Iturbe insieme agli ex-rossoblu Toni e Jankovic. PRIMO TEMPO - Fisicità e ritmo vibrante con Genoa a tratti incontenibile. La supremazia rossoblù trova sostanza grazie a un paio di assist vincenti di Matuzalem. Il primo, da corner, mette le ali a Portanova, abilissimo a volare più alto di tuttial 29'. Il secondo, con un taglio del campo di una trentina di metri, pesca in area Kucka che sovrasta Cacciatore e fa prendere il largo ai padroni di casa. A metà frazione Donati rilevava l'infortunato Halfredsson. Gli scaligeri provano a rialzare la testa ma il primo tempo si chiude sul 2-0 per il Genoa. SECONDO TEMPO - Un colpo di testa di Toni, con sfera a fil di palo, dà il via a una ripresa che propone con più convinzione gli ospiti. Antonelli finisce ko e viene sostituito da Marchese. I cambiamenti coinvolgono anche Cacciatore, Matuzalem e Iturbe fuori per Cacia, Lodi e Martinho. Il Genoa non sta a guardare e, pur facendo diga dietro, non rinuncia ad agire di rimessa con fraseggi interessanti. Gli ospiti impegnano Perin con un tentativo dalla distanza di Jankovic e uno ravvicinato di Martinho. L'assedio ospite si stampa su un palo colto da Toni all'80' e su tutta l'abnegazione genoana che dà fondo alle energie residue per agguantare la terza vittoria consecutiva. CHIAVE - Genoa assatanato deciso a mordere metri e caviglie a un Verona presentatosi in ottima salute. Spettacolo ed emozioni sino al triplice fischio, a decidere è la forza fisica degli uomini in rossoblù. E le tante ottime parate di un super Perin. MOVIOLA - Dubbio contatto tra Portanova e Maietta nell'area di rigore del Verona sul finire del primo tempo. Cervellera però usa lo stesso metro anche nella ripresa, quando a finire giù è Toni, trattenuto proprio da Portanova. [Articolo per Goal.com del 10 novembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 3 novembre 2013

Sampdoria-Sassuolo 3-4: Festival del goal al Ferraris, decide la tripletta di Berardi

La Sampdoria scivola ancora. Stavolta in casa, per 3-4 e al cospetto di un Sassuolo che la surclassa sul piano della manovra e dell'assetto tattico ma che ha rischiato seriamente di non vincere pur essendo in superiorità numerica dal 50' per un'espulsione comminata a Costa. I blucerchiati, a cui l'unica cosa che non difetta è il cuore, vanno a segno per 3 volte e sempre sugli sviluppi di improvvisate mischie da Far-West. E dire che erano riusciti ad andare al riposo in vantaggio con un'inzuccata di Pozzi (19'). La ripresa è un turbillon di emozioni. Berardi ribalta tutto in fretta (49' e 51' su rigore) ma quando Floro Flores (63') sembra poter far calare il sipario, i ragazzi di Rossi riescono nella duplice impresa di non venire ancora castigati dagli avversari e di agguantare momentaneamente il risultato con Eder (64') e De Silvestri (80'). Sul piano della gestione della palla e della sistemazione in campo, però, gli ospiti appaiono nettamente superiori. Così Farias, appena entrato e carico come una molla, propizia l'ennesimo penalty di giornata che consente a Berardi di fare tripletta e, soprattutto, di consegnare al Sassuolo la prima vittoria esterna in serie A della sua storia. FORMAZIONI: Rossi schiera un 3-4-1-2 con Da Costa a protezione dei pali; Mustafi, Gastaldello e Costa a formare la linea arretrata; De Silvestri, Obiang, Gentsoglou, e Gavazzi a centrocampo; Krsticic agisce alle spalle degli attaccanti Eder e Pozzi. De Francesco, che non può contare sullo squalificato Zaza, si affida al 3-4-3: oltre al portiere Pegolo mette fra i titolari Antei, Bianco e Acerbi a difendere; Gazzola, Magnanelli, Marrone e Longhi in mezzo; Berardi, Floro Flores e Masucci compongono il trio offensivo. PRIMO TEMPO: Dopo un sostanziale equilibrio nel quale Floro Flores brilla per un'insidiosa punizione e un pericolosissimo rasoterra destro intercettato da Da Costa, la Sampdoria passa grazie a Pozzi che corregge in rete di testa un assist di Costa. Il Sassuolo prova a reagire, reclama inutilmente un rigore su Magnanelli trattenuto da Mustafi e mette Gazzola in condizione di colpire tutto solo trovando sulla linea di porta il piedone di Gastaldello. Il Doria, reo di eccessivi errori in fase di disimpegno e dagli ingranaggi non proprio impeccabili, riesce comunque a limitare i danni. SECONDO TEMPO: Avvio di ripresa micidiale da parte di Berardi che prima pareggia controllando e appoggiando nel sacco su Da Costa in uscita, poi approfitta ancora degli enormi spazi concessigli procurandosi un rigore con Costa che rimedia il secondo giallo. Nonostante il vantaggio, gli ospiti continuano a macinare ritmo e occasioni trovando la terza rete con Floro Flores che ruba palla a Mustafi involandosi verso il portiere e la gloria. Neppure il tempo di ripartire che Eder in versione-falco che placa le urla di contestazione accorciando subito le distanze su sponda di Pozzi. Di Francesco sostituisce Masucci con Missiroli, Rossi richiama in panca Krsticic e Pozzi per inserire Soriano e Petagna. Nelle fila ospiti uno stremato Floro Flores cede il campo ad Alexe. Spazio anche per Wszolek al posto di Gavazzi. Il Sassuolo spreca opportunità in serie per chiudere i conti e viene punito da Da Silvestri che, ancora su azione convulsa in area, prima coglie la traversa e poi riprende la sfera realizzando il 3-3. Il pari fa saltare tutti gli schemi. Farias entra per Gazzola e poco dopo viene messo giù in area da De Silvestri. Berardi fa tripletta riportando avanti i suoi: 3-4. Mentre la Samp ormai è definitivamente al tappeto Alexe ha anche il tempo di divorarsi la cinquina davanti al portiere. CHIAVE: Si gioca a viso aperto: Samp ad usare il cuore più del cervello, Sassuolo manovriero ma per un tempo non altrettanto finalizzatore. Quando ci riesce dilaga e vince con merito. MOVIOLA: Tagliavento, sempre vicino all'azione, dirige con luci ed ombre. Tiene in carreggiata i nervi a fior di pelle dei contendenti dispensando i cartellini con efficace parsimonia ma non ravvisa gli estremi del penalty per una trattenuta in area di Mustafi ai danni di Magnanelli. [Articolo per Goal.com del 3 novembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 30 ottobre 2013

Genoa-Parma 1-0: Dall'inferno al paradiso, Gilardino prima sbaglia un rigore poi regala la vittoria al Grifone

Va a Gilardino la super-sfida con Cassano. E non è un caso che anche l'intera posta in palio finisca nel carniere del Genoa. Gara equilibrata battezzata male dal bomber di casa nel calciare addosso a Mirante un rigore arrivato troppo presto per il suo istinto killer. L'1-0, maturato al 56', è merito della più tipica creazioni di testa su ispirazione di Biondini. Fantantonio illumina a sprazzi la sua squadra prima di farsi zavorrare dai nervi. Con questa prestazione i rossoblu dimostrano di essere sempre più gruppo capace di lottare e di stringere i denti quando le cose prendono la piega più difficile. Il Parma, mai domo, ha dimostrato di essere un avversario molto scomodo e capace di tenere bene il campo. FORMAZIONI: Gasperini si affida al 3-5-2 interpretato dall'estremo Perin; Antonini, Portanova e Manfredini arretrati; Vrsaljko, Biondini, Bertolacci, Matuzalem e Antonelli in mediana mentre Fetfatzidis gioca avanzato insieme a Gilardino. Modulo speculare per Donadoni, ancora alla ricerca della prima vittoria esterna: Mirante in porta; Cassani, Felipe e Benalouane in difesa; Rosi, Gargano, Valdes, Parolo e Mesbah a centrocampo; Cassano e Palladino in attacco. Amauri e Biabiany partono dalla panchina. PRIMO TEMPO: Neppure un giro di lancetta e Gilardino ha già una ghiotta chance dal dischetto (Fetfatzidis atterrato da Benalouane), che però spreca centralmente permettendo a Mirante di respingere con la gamba di richiamo. La scossa rende la sfida subito vibrante. Vrsaljko, dolorante, viene sostituito con Centurion. Il Genoa prova sempre a giocare palla a terra ma è il Parma, con ispirate ripartenze che vedono spesso protagonista Cassano (Russo gli annulla una rete per offiside), ad avvicinarsi di più al vantaggio. Solo la sfortuna e i centimetri, però, impediscono a Palladino e Parolo di andare a segno. SECONDO TEMPO: Anche l'avvio di ripresa mostra i Grifoni sugli scudi, stavolta su incursione mancina di Antonelli respinta da Mirante. Lo stesso esterno genoano è provvidenziale poco dopo nell'intervenire, a Perin battuto, per negare il gol a Mesbah filtrato in area. Trascorrono pochi minuti e Gilardino si fa perdonare realizzando di testa l'1-0 su cross di Biondini. Gasperini cambia l'applauditissimo Fetfatzidis con Marchese mentre il quasi imprendibile Mesbah va a segno mentre l'arbitro annulla per fuorigioco. Donadoni interviene: Palladino, Rosi e Valdes fuori; Sansone, Biabiany e Amauri in campo. Nel finale Kucka rileva Antonelli. Gli ospiti non mollano ma l'opportunità migliore capita ancora a Gilardino che, fuggito in contropiede solitario, si smarrisce dinnanzi a Mirante. Allo scadere è bravo il dirimpettaio Perin a fermare una girata di Amauri. E' la migliore cosa del disperato forcing emiliano. CHIAVE: Sfida aperta che il Genoa non sa portare subito dalla propria parte finendo per subire in maniera eccessiva la verve e l'organizzazione tattica degli avversari. In mezzo all'equilibrio decide un solista d'eccezione: Gilardino. MOVIOLA: Immediatamente chiamato a decidere un episodio importante, Russo di Nola si affida all'assistente di porta per concedere il giusto rigore ai rossoblu. Altrettanto corretto l'annullamento, su segnalazione dell'assistente di linea Barbirati, di un goal realizzato da Cassano in offside. Dubbi lascia invece la stessa decisione presa in occasione del possibile pareggio di Mesbah. [Articolo per Goal.com del 30 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 26 ottobre 2013

Sampdoria-Atalanta 1-0: I blucerchiati ripetono Livorno, un'inzuccata di Mustafi manda al tappeto gli orobici

Ci pensa un'inzuccata di Mustafi (56') a dare animo e punti a una Sampdoria che comincia malissimo venendo graziata da un'Atalanta troppo supponente per fare davvero male. Suo il gol dell'1-0 che determina la sfida. Decisivo è stato il convincente avvio di ripresa dei blucerchiati che sorprendono in maniera letale gli avversari, in dieci dal 63' per l'espulsione di Nica. La Sampdoria non vinceva in casa dallo scorso 18 maggio quando sconfisse la Juventus. FORMAZIONI: Rossi ripropone il 3-4-1-2, modulo vincente a Livorno, che oltre al portiere Da Costa, prevede Mustafi, Gastaldello e Costa; De Silvestri, Palombo riportato in mediana, Obiang e Regini con Bjarnason trequartista alle spalle delle punte Gabbiadini ed Eder. Colantuono schiera un 4-4-1-1 che da Consigli si sviluppa con una linea difensiva nella quale prendono posto Bellini, Stendardo, Yepes e Del Grosso; Brienza, Cigarini, Carmona e Raimondi a centrocampo; Moralez, e più avanti Denis, sono gli attaccanti. PRIMO TEMPO: Atalanta più vitale e manovriera ma non incisiva, Samp che fatica da matti a inventare qualcosa perdendosi troppo spesso sulla trequarti. La gara, assai frammentata, si trascina offrendo un paio di chances a Denis, una clamorosa a Raimondi a ridosso dell'intervallo fermato dalla traversa, ma nessun altro tiro nello specchio di una delle porte. A metà frazione Bellini, dolorante, veniva rilevato da Nica. SECONDO TEMPO: Si riprende con la Samp che vira sul 4-4-2 e che presenta Gentsoglou al posto di un inguardabile Palombo. La formazione di Rossi sfoggia un atteggiamento completamente diverso: spaventa Consigli con un bel sinistro a lato di Gabbiadini, lo impegna severamente con un rasoterra di Eder e un destro a tu per tu di Obiang e infine lo batte con Mustafi su azione d'angolo (inutile un tentativo di mano di Cigarini). Livaja prende il posto di Brienza e poco dopo Irrati espelle Nica per un fallo da dietro su Eder più tardi sostituito da Soriano. Si vede anche Pozzi per Gabbiadini. La squadra bergamasca, anche con l'inserimento di De Luca per Moralez, prova a guadagnare terreno senza vera precisione sottoporta. Il Doria è quindi bravo a tenere risultato e ritmo sino al triplice fischio. CHIAVE: Per metà partita la Sampdoria non riesce neppure a provare a vincere ma l'Atalanta non sa graffiare. Nella restante metà il match si ravviva grazie ai padroni di casa letteralmente rinati dopo l'intervallo. MOVIOLA: Per Irrati di Pistoia un tempo sonnacchioso e un altro molto più complicato. A cominciare dalle confusioni sul vantaggio doriano concesso su indicazione dell'assistente di linea Guida. Mette mano con correttezza ai cartellini. [Articolo per Goal.com del 26 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 20 ottobre 2013

Genoa-Chievo Verona 2-1: Non basta Bentivoglio ai veneti, super Gila regala il primo sorriso a Gasperini

Buona la prima in casa, per il Genoa gasperiniano. La formazione rossoblù dà segni di organizzazione offrendo fasi di intensità e dinamismo. A certificarlo è una vittoria per 2-1 su un Chievo tutt'altro che remissivo e anch'esso bisognoso di certezze positive. Decide una doppietta di Gilardino (al 22'con un'incornata di classe e al 50' su ribattuta fortunosa) in mezzo all'illusorio pari di Bentivoglio (47'). Gara piacevole senza cali di ritmo, Genoa che recrimina con la sorte per un incroci colpito da Lodi nel finale. FORMAZIONI: Per il suo ritorno al Ferraris, contraddistinto da un'autentica ovazione, Gasperini propone un 3-4-3 composto da Perin tra i pali; Antonini, Portanova e Manfredini dietro; Vrsaljko, Lodi, Biondini e Marchese a centrocampo con la fase offensiva affidata a Santana e Centurion a sostegno di Gilardino. Per invertire la rotta dopo tre sconfitte consecutive, Sannino opta per un 4-4-2 che prevede Puggioni in porta; Frey, Claiton, Cesar e Sardo in difesa; Bentivoglio, Rigoni, Radovanovic ed Estigarribia in mezzo e la coppia Pellissier-Paloschi davanti. PRIMO TEMPO: Sfida subito dura e vibrante. A essere premiati sono i padroni di casa, in vantaggio a metà frazione, con un colpo di testa di Gilardino abilissimo ad anticipare in volo Claiton per infilare sul primo palo un cross dalla sinistra di Marchese. Poco dopo Santana s'infortuna a viene sostituito da Stoian. I ritmi restano alti anche se le conclusioni a rete latitano e, quando capitano, le retroguardie sanno fare adeguato muro. SECONDO TEMPO: Avvio con Bentivoglio protagonista in positivo e in negativo: prima siglando l'immediato pari clivense su azione di contropiede, poi rinviando sul viso di Gilardino una palla che rimbalza oltre la linea bianca riportando avanti i Grifoni. Gli ospiti non si danno per vinti e, mentre i rossoblù agiscono alla ricerca dell'uppercut decisivo, pressano con sempre più continuità impegnando severamente Perin con Pellissier: in diagonale e anche su colpo di testa. Le carte si mischiano: Kucka e Fetfatzidis subentrano a Centurion e Stoian; Thereau, Hetemaj e Pamic fanno altrettanto con Radovanovic, Bentivoglio ed Estgarribia. Nel finale il Genoa si divora un paio di ripartenze che interrompono una buona fase del Chievo e, su punizione di Lodi, coglie l'incrocio dei pali alla sinistra di Puggioni battuto. CHIAVE: La smania genoana di ritrovare vittoria e gioco contro una formazione vivace e scorbutica come il Chievo brava a non mollare mai, ne scaturisce una partita mai scontata. MOVIOLA: Solita direzione all'insegna della personalità, quella di Mazzoleni di Bergamo. Assai permissivo all'inizio, deve poi ricorrere ai cartellini per frenare gli eccessi di nervosismo palesate soprattutto dagli ospiti. [Articolo per Goal.com del 20 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 6 ottobre 2013

Sampdoria-Torino 2-2: Il 'Ferraris' si conferma tabù per i doriani, Eder evita l'ennesima sconfitta

Sono le decisioni dell'arbitro Gervasoni nei minuti di recupero a determinare questo 2-2 fra Sampdoria e Torino. Durante quelli della prima frazione,dopo il vantaggio dell'ex Sansone al 41', il possibile raddoppio di Pozzi viene annullato per questione di secondi sul gong dell'intervallo; durante quelli finali il direttore di gara assegna un rigore ai padroni di casa, a quel punto sotto di due reti per i centri di Immobile (66') e penalty di Cerci (75'), che Eder trasforma di precisione e di potenza. Gara emozionante seppur non particolarmente bella sotto il profilo dello spettacolo. Blucerchiati e granata girano a sprazzi e pagano caro soprattutto i loro limiti di attenzione: emblematica l'azione che ha propiziato il pareggio dei padroni di casa che dovranno aggrapparsi a questo punticino per trovare lo spirito migliore nel prosieguo di una stagione cominciata in salita. FORMAZIONI: Rossi - alle prese con le squalifiche di Costa e Krsticic - propone un 3-4-2-1 con Da Costa tra i pali, Gastaldello, Palombo e Mustafi,in difesa, De Silvestri, Gentsoglou, Obiang e Gavazzi a centrocampo mentre Gabbiadini e Sansone agiscono a supporto di Pozzi elemento più avanzato. Dall'altra parte Ventura - che deve rinunciare agli squalificati Gillet, Gazzi e Barreto - schiera un 3-5-2 nel quale, davanti all'estremo Padelli, piazza una linea composta da Glik, Bovo e Moretti, Darmian, Brighi, Vives, El Kaddouri e D'Ambrosio mentre in attacco la fiducia va alla coppia Immobile-Cerci. PRIMO TEMPO: Ventura costretto a cambiare subito l'infortunato Bovo con Pasquale. Ospiti più attivi ma padroni di casa vicinissimi alla rete quando Sansone “spara” su Padelli in disperata uscita. L'occasione sblocca i blucerchiati bravi a pungolare ancora il portiere con Obiang da venti metri. I granata, più manovrieri e con Immobile e Cerci troppo evanescenti, raramente sono pericolosi; quando capita è quasi sempre merito di cross dal fondo di Pasquale. La Samp gode di errori avversari come quello commesso al 41' che lancia in contropiede Sansone, goal di sinistro a fil di palo. In pieno recupero la Sampdoria va nuovamente a segno con Pozzi, pronto a ribattere a rete una punizione di Palombo respinta da Padelli. L'arbitro annulla fischiando la fine del tempo mentre l'attaccante calcia la palla. Veementi le contestazioni doriane. SECONDO TEMPO: Riparte con convinzione e aggressività la Samp, agevolata da un Torino sempre più sfilacciato. Per cercare di dare una scossa il mister ospite inserisce una terza punta, Meggiorini, per El Kaddouri. Il pari matura solo su azione d'angolo: battuta di Cerci, deviazione di testa da Obiang e Immobile che sfrutta la chance. Poco dopo Da Costa è strepitoso ad opporsi ad un tiro ravvicinatissimo di Cerci su contropiede. Cambia anche Rossi: fuori Pozzi, dentro Eder. Alla mezz'ora D'Ambrosio viene nettamente steso in area da Palombo, Cerci realizza dal dischetto. Si vde anche Wszolek per Gavazzi mentre Meggiorini manda clamorosamente fuori la palla che avrebbe chiuso il match. Invece, in pieno recupero il Toro non riesce a tenere palla, Palombo l'ultima a sua disposizione la butta in avanti e Glik entra in modo scomposto su Eder nei propri sedici metri. Gervasoni indica il e lo stesso brasiliano spazza l'angolino alla destra di Padelli evitando la quarta sconfitta consecutiva casalinga e fissando il risultato sul 2-2. CHIAVE: Su nervi a fior di pelle e i limiti strutturali a comandare sono gli episodi. Sampdoria e Torino giocano in maniera altalenante e finiscono in parità recriminando ciascuno al pensiero dei propri gravi errori. MOVIOLA: A tratti nervoso, Gervasoni prova a gestire la gara sfoggiando cartellini a ripetizione. L'annullamento del goal di Pozzi a ridosso dell'intervallo è esempio di assoluta pignoleria, così come il rigore concesso ai blucerchiati nel recupero del secondo tempo. [Articolo per Goal.com del 6 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 28 settembre 2013

Genoa-Napoli 0-2: Pandev fa doppietta, permette ai partenopei di stare di nuovo in vetta ed inguaia Liverani

Torna a correre, il Napoli. Smaltito il mezzo passo falso contro il Sassuolo, la formazione di Benitez va a prendersi con grande determinatezza tre punti importanti al Ferraris contro un Genoa allo sbando per un tempo, più volenteroso ma troppo confuso ed affannato nell'altro. Lo 0-2 porta una sola firma, quella di Pandev a rete al 14' e 24', ma esalta la qualità complessiva dell'organico partenopeo. I rossoblù reclamano almeno un rigore non concesso a Gilardino. FORMAZIONI: Il 3-5-2 di Liverani prevede Perin tra i pali; i difensori Gamberini, Portanova e De Maio; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Kucka e Antonini a centrocampo; Calaiò e Gilardino terminali offensivi. Dall'altra parte Benitez ricorre al turn-over lasciando in panchina Hamsik e Higuain per schierare un 4-4-1-1 che, oltre al portiere Reina, include Mesto, Albiol, Britos e Zuniga a comporre la linea arretrata; Inler e Behrami, Callejon e Insigne in mediana mentre davanti si sistemano Pandev pochi metri alle spalle di Zapata punta avanzata. PRIMO TEMPO: Nessuna pausa ed ospiti più aggressivi e veloci a cui bastano 24' per ottenere il doppio vantaggio con una doppietta di Pandev: prima sfruttando centralmente uno sciagurato retropassaggio di Kucka, poi beffando in diagonale destro una difesa disorientata. La reazione genoana, macchinosa e prevedibile, è frenata dalla massiccia pressione ospite che fa delle ripartenza la propria arma letale. Prima del riposo Liverani inserisce Stoian per Gamberini, l'effetto è solo un innocuo colpo di testa di Gilardino su azione d'angolo. SECONDO TEMPO: Santana e Cannavaro, al posto di Antonini e Albiol, sono le novità. E' però Callejon a ingolosirsi per primo impegnando Perin su punizione e poi graziandolo da due passi. Dal canto loro i Grifoni, sostenuti dal proprio pubblico, danno fondo al proprio orgoglio per tentare di restare in partita. Benitez inserisce Higuain per Zapata, Liverani Fetfatzidis per Matuzalem. Gilardino, in mezzo all'area, avrebbe la chance buona ma il suo colpo di testa finisce a lato. Il Genoa ora si gioca tutte le proprie carte, s'infuria con l'arbitro Damato che prima nega un rigore a Gilardino e poi lo ferma per un offside inesistente. Nel frattempo il Napoli controlla senza mai perdere la calma. Reina il primo vero intervento della gara lo effettua al 78': respinta di pugno si botta da lontano di Fetfatzidis. Poco dopo Calaiò, da distanza ravvicinata, manda a lato. CHIAVE: La sfrenata voglia di vittoria del Napoli mette alle corde un Genoa dai limiti strutturali troppo evidenti. Emblematici gli errori che propiziano la doppietta di Pandev e l'incapacità rossoblù di arrivare seriamente dalle parti di Reina. MOVIOLA: Potrebbe essere comodo il pomeriggio del pugliese Damato, invece nella ripresa lascia molti dubbi non decretando un penalty a favore di Gilardino atterrato in area da Britos e fischiando un fuorigioco inesistente sempre allo stesso attaccante pronto a battere a rete mentre Cannavaro lo stende platealmente nei sedici metri. [Articolo per Goal.com del 28 settembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 25 settembre 2013

Sampdoria-Roma 0-2: La Lupa vince anche senza Garcia, Benatia e Gervinho per la vetta soitaria

Fatica ma vola ancora altissimo, la Roma capolista ora sola e a punteggio pieno. Vince ancora e lo fa sbarazzandosi di una Sampdoria inferiore tecnicamente ma a cui non difetta il cuore. A decidere sono due reti mancine di Benatia (20') e Gervinho (88'), arrivate nella ripresa come tutte le altre realizzate in questo campionato. I giallorossi disputano l'ennesima gara propositiva della stagione centrando il record di 5 vittorie iniziali consecutive. Espulsi l'allenatore ospite Garcia e il doriano Barillà entrato nel finale. FORMAZIONI – Rossi propone un 4-4-2 che conferma Da Costa protetto da De Silvestri, Gastaldello, Mustafi (preferito a Palombo) e Costa; Wszolek, Krsticic, Obiang e Gavazzi si sistemano in mediana mentre in attacco Sansone affianca Gabbiadini. Garcia sceglie il 4-3-3 cambiando l'attacco per concedere un po' di riposo a Totti e Lijaic mandati in panchina. In campo schiera il portiere De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti dietro; Strootman, De Rossi e Pjanic ed il tridente che vede Marquinho e Gervinho laterali con Borriello centrale. PRIMO TEMPO – Tanta Roma che, soprattutto in avvio, ronza attorno all'area blucerchiata ricamando azioni su azioni a cui manca la lucidità finalizzativa di Maicon e Marquinho su tutti. Da parte sua la Samp bada a limitare i danni affidandosi a rare ripartenze e ad un'occasionissima capitata a Gabbiadini (con gli ospiti momentaneamente in dieci per un infortunio occorso a Maicon, poi sostituito da Dodò) lanciato verso De Sanctis da uno sciagurato retropassaggio di Borriello. Il suo sinistro viene però mandato superbamente in angolo dall'ex-partenopeo. E' un fulmine quasi a se stante. SECONDO TEMPO – Anche la ripresa è contraddistinta da un'iniziale pressione giallorossa che fa girare ossessivamente palla. La musica non cambia anche quando l'allenatore Garcia viene spedito in tribuna per proteste. La Samp fatica ad uscire dal guscio con Gabbiadini troppo isolato. Rossi toglie Wszolek per inserire Bjarnason; dall'altra parte Marquinho cede il campo a Totti. E' però Benatia a segnare incuneandosi fra un nugolo di avversari per poi battere a rete in scivolata dopo un atterramento di Gastaldello. Lo svantaggio scatena la reazione dei padroni di casa che rinforzano la potenza offensiva inserendo Pozzi (autore di un bel colpo di testa) al posto di De Silvestri. Il forcing finale pare mettere alle corde la Roma bravissima poi a chiudere i conti su un contropiede di Totti chiuso in maniera vincente da Gervinho. Nel finale il neo-entrato Barillà riesce a prendersi due gialli in pochissimi minuti. CHIAVE – Roma padrona del possesso palla e del pallino del gioco, Samp attendista ma orgogliosa in cerca di spunti per preoccupare la capolista. Il braccio di ferro lo vince la squadra più attrezzata. MOVIOLA – Calvarese dirige bene e con tranquillità anche se al quarto d'ora scatena le proteste dei doriani per una caduta in area di Sansone dopo uno scontro, venale, con Castan e, nel finale, per un contatto tra Barillà e Benatia. Nella ripresa, sollecitato dal quarto uomo Paverani, espelle mister Garcia reo di eccessive proteste dopo un fallo subito da Marquinho e anche Barillà per doppia ammonizione. [Articolo per Goal.com del 25 settembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 21 settembre 2013

Genoa-Livorno 0-0: Il Grifone esce alla distanza, in una partita molto nervosa, ma viene fermato da Bardi e dalla traversa

Reti inviolate fra Genoa e Livorno che si annullano a vicenda per gran parte dei novanta minuti. I rossoblù commettono l'errore di rimanere invischiati nell'organizzazione tattica degli avversari. Tardiva quanto inutile la spinta offensiva alla ricerca del goal del vantaggio. Decisivo, in pieno recupero, un intervento prodigioso di Bardi su Calaiò sul quale, poco prima, era stato ingiustamente negato un rigore per evidente fallo di Coda. Traversa di Manfredini. FORMAZIONI - Moduli 3-5-2 speculari per Liverani e Nicola. Il Genoa, oltre al portiere Perin, schiera Gamberini, Portanova e Manfredini in difesa; Vrsaliko, Biondini, Lodi, Matuzalem, Antonini in mezzo; Calaiò e Gilardino come attaccanti. Il Livorno si affida a Bardi tra i pali; Coda, Rinaudo e Ceccherini arretrati; Schiattarella, Luci, Greco, Biagianti e Mbaye a centrocampo con Emeghara e Paulinho punte. PRIMO TEMPO - Avvio disordinato e balbettante per entrambe le compagini. A cercare di trovare per primi un senso alla manovra sono i padroni di casa. Ne nasce un'occasionissima sotto porta per Gamberini che non sa approfittarne. Duncan rileva l'infortunato Biagianti e poco dopo Emeghara, a porta vuota, calcia incredibilmente sul fondo su respinta di Perin dopo un tiro di Luci. Il nigeriano naturalizzato svizzero prova a farsi perdonare ma, seppur in maniera ancora non impeccabile, il portiere avversario ci mette una pezza. Si arriva al riposo senza altri sussulti, se non di nervi. SECONDO TEMPO - Livorno più propositivo, Genoa ancora imbrigliato su sè stesso. Liverani prova a cambiare l'inerzia del match sostituendo l'ammonito Lodi con Cofie e, a metà tempo, Matuzalem con un elemento più offensivo come Stoian. Tatticismo asfissiante ed errori continuano a zavorrare il match. Si vede Siligardi, che prende il posto di Emeghara, ma è Schiattarella a farsi notare con Perin a respingere, mentre Mbaye mette dentro in posizione di offside rilevata dall'arbitro. Alla mezz'ora Manfredini colpisce la traversa. L'occasione scuote i Grifoni, il cui possibile vantaggio viene ancora negato quando Coda salva sulla linea su un tocco in mischia da parte di Stoian. In pieno recupero Bardi è strepitoso ad alzare in angolo un'incornata a botta sicura di Calaiò. CHIAVE - Equilibrio, imprecisioni e pochissimo spettacolo. Genoa e Livorno faticano più del previsto nel dare una precisa impronta alla loro gara. Funziona in maniera egregia la strategia tattica di Nicola che punta a limitare il raggio d'azione degli esterni avversari. MOVIOLA - Giacomelli vuole dirigere all'inglese ma ottiene solo l'effetto di aggiungere tensione ad una gara già scorbutica di suo. Corretti i gialli sventolati. Dubbi su un contatto in area amaranto per una spinta ai danni di Calaiò.[Articolo per Goal.com del 21 settembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 24 agosto 2013

Sampdoria-Juventus 0-1: Tevez canta sotto la pioggia, i campioni partono bene grazie all'argentino

L'assalto al terzo scudetto consecutivo juventino ha in Tevez il suo primo tenore. L'apache decide la sfida del Ferraris con una rete siglata al 58' al termine di un pregevole scambio avviato da Vidal e sostenuto da Pogba, decisamente il migliore elemento della serata. La gara, intensa soprattutto nella prima fase e a lungo contraddistinta da un autentico diluvio, ha mostrato anche una buona Sampdoria capace di reggere gli urti e di non mollare mai, soprattutto quando la superiorità avversaria poteva farle venire le vertigini. Nel finale Castellini, appena entrato, viene espulso. FORMAZIONI – Speculari 3-5-2 per Rossi e Conte. I doriani, davanti al portiere Da Costa, si schierano con Gastaldello, Palombo e Costa; linea mediana affidata a De Silvestri, Eramo, Krsticic, Obiang e Berardi con gli esterni chiamati ad avere anche compiti di copertura; la coppia d'attacco è formata da Eder e Gabbiadini. I campioni d'Italia oltre a Buffon propongono in difesa Barzagli, Bonucci e Chiellini; a centrocampo Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba ed Asamoah; fiducia agli attaccanti Tevez e Vucinic. PRIMO TEMPO – Come prevedibile è la Juve a fare la gara nonostante il diluvio che si abbatte sul Ferraris non ne agevoli la manovra. La Sampdoria, conscia dei propri limiti, si fa agguerrita in fase di pressing e nel cercare soluzioni per far respirare la propria retroguardia nonostante Gabbiadini appaia troppo spesso isolato. Gli ospiti, ogni volta che prendono l'iniziativa si rendono pericolosissimi esaltando i riflessi di Da Costa con Pirlo, Asamoah e Tevez. Ma i padroni di casa, quando perdono il possesso della palla, sono bravi a restare molto compatti nei propri venticinque metri arrivando indenni al riposo. SECONDO TEMPO – Nella ripresa diminuiscono intensità del pioggia e della sfida. La Juventus sembra peccare di imprevedibilità agevolando gli sforzi difensivi degli avversari. Per spezzare l'equilibrio occorre quindi qualcosa di speciale. Il ricamo, tutto palla a terra, viene imbastito da Vidal che pesca in area Pogba bravo ad avanzare e ad appoggiare centralmente per Tevez libero di segnare. La Sampdoria raccoglie tutto il proprio coraggio e prova a riprendere il risultato ma riesce solo a spaventare Buffon con un goal di Costa giustamente annullato per fuorigioco, un tiro di Eder scacciato di pugno e una saetta di Obiang a fil di palo. Gli ospiti sfiorano il raddoppio con un'incornata di Lichsteiner. Rossi cambia: Soriano, Mustafi e Castellini (espulso dopo pochi minuti dal suo ingresso per fallaccio su Lichtsteiner) per Eramo, Gastaldello e Berardi. La Samp resta in partita. Nel finale Tevez e Vucinic lasciano il campo a Llorente e Giovinco. CHIAVE – Sprazzi di aggressività blucerchiata per neutralizzare lo strapotere tecnico della Juventus che fatica enormemente nel trovare varchi a rete. Ci riesce solo nella ripresa, nell'azione più bella della partita. MOVIOLA – Banti dirige in maniera sufficiente ben sostenuto dagli assistenti. Il miglior esempio di questo capita al 12' quando, per trattenuta di Chiellini su Gabbiadini a pochi centimetri dall'area di rigore, decreta solo una punizione dal limite. Giusto anche l'annullamento del possibile pari di Costa. Probabilmente eccessivo il rosso diretto mostrato al neo-entrato Castellini per una dura entrata su Lichtsteiner. Per il resto appaiono corretti al millimetro gli altri cartellini. [Articolo per Goal.com del 24 agosto 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 24 luglio 2013

Blah... Blah... Blah... (e ritorno)

Le parole servono solo a illudere il mondo che una cosa o una persona esistano davvero o che un fatto sia avvenuto nella realtà. Le emozioni servono a nutrire l'anima che è fatta della loro stessa sostanza. Ma le emozioni, ha differenza delle parole, hanno un'enorme e sublime caratteristica: non possono mai mentire. E' questo il motivo per cui le persone aride cercano di evitarle come il fuoco: nutrirebbero la loro anima con cui prima o poi dovranno fare i conti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 2 luglio 2013

‘Il Manuale del Subbuteo + (DVD) Subbuteopia’ di Nicola Deleonardis e Pierr Nosari, ovvero quando il gioco si fa mito

È scritto con lucida passione e curato nei contenuti e nei particolari. Proprio quello che anche l’appassionato più estremo del più famoso calcio da tavolo della storia avrebbe mai desiderato. Nel suo 'Il Manuale del Subbuteo' Nicola Deleonardis offre tutto quanto ci si possa aspettare e anche qualcosa in più. Si tratta di un lavoro certosino svolto con il contributo di alcuni fra i più attivi membri del forum OldSubbuteo. Si tratta di un volume assolutamente indispensabile per chiunque abbia provato (e magari provi anche oggi) l’irresistibile piacere di trascorrere ore e ore a nutrire la propria passione per il football casalingo e le sfide tra amici. Poco importa se nel frattempo gli anni sono aumentati e, almeno in alcuni casi, i capelli hanno seguito il percorso inverso. Il Subbuteo ha superato tempeste, tentativi di affondamento ed è persino riuscito a sopravvivere alla tecnologia: roba miracolosa in tempi che fagocitano e annullano tutto a ritmo forsennato! Il percorso del libro comincia tracciando la storia del gioco nato dall’intuizione di Peter Adolph (accanito tifoso del Queens Park Rangers), si snoda attraverso la descrizione delle varie miniature, la loro evoluzione nel tempo, i metodi per personalizzarle e dettagliati suggerimenti per la costruzione di un perfetto campo da gioco. Non potevano mancare il regolamento, così come le tecniche e le tattiche per rendere le partite sempre più personalizzate ed affascinanti. Meritevole di segnalazione è anche lo spazio dedicato al mondo del web e al collezionismo. Ogni pagina è una scoperta e, proprio in onore della sua definizione di manuale, l'opera brilla per la sua utilità. Altrettanto piacevole è la cura grafica di tutto il lavoro. Piacevole, e non scontata, è anche la prefazione scritta dal giornalista Riccardo Cucchi. Il menù era già ricco, ma alle Edizioni FAG sapevano di avere la possibilità di rendere quest’opera per “ingordi di flick to kick” qualcosa di ancora più speciale. Ecco quindi arricchire il tutto con il dvd del documentario cult di Pierr Nosari 'Subbuteopia', qui in una versione rielaborata per l’occasione. Chi se lo fosse perso sappia che si tratta di un’autentica chicca, degnissimo tributo al calcio a punta di dito e alla sua immortalità.

'Il Manuale del Subbuteo + Subbuteopia' (224 pagine + DVD), 29,90 euro è acquistabile nelle migliori librerie e anche online collegandosi al sito delle EDIZIONI FAG cliccando QUI. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 12 maggio 2013

Genoa-Inter 0-0: Equilibrio a Marassi, Handanovic para tutto, Grifone salvo

Il dolce sapore dell'aritmetica salvezza il Genoa, complice l'orario anticipato e la sconfitta del Palermo a Firenze ad opera dell'ex-Toni, lo gusta proprio all'ora del dessert. Alla tavolata partecipa un'Inter brutta copia di quello che sarebbe potuta essere di questi tempi destata, solo parzialmente, dall'ingresso di Cassano nell'ultima mezz'ora. Il risultato a reti inviolate sta comunque più stretto a Grifoni, autori di una prova migliore e fermati da prodigi di Handanovic su Borriello e Bertolacci. Nella ripresa Rocchi sfiora il vantaggio accarezzando la traversa. Il Genoa non riesce quindi a sfatare il tabù Inter, unica squadra ancora imbattuta da quando il club di Preziosi è tornato nella massima serie. FORMAZIONI: Per l'ultima uscita casalinga Ballardini ripropone il 4-3-1-2: Frey in porta; Granqvist, Portanova, Manfredini e Antonelli in difesa; Rigoni, Matuzalem e Vargas a centrocampo con Bertolacci trequartista dietro Borriello e Floro Flores. Nel rimaneggiatissimo 4-3-2-1 odierno Stramaccioni recupera un paio di pedine oltre a Cassano partente dalla panchina. Handanovic va a protezione dei pali; Schelotto, Ranocchia, Pasa e Nagatomo formano la linea arretrata; Kuzmanovic, Kovacic e Cambiasso compongono la mediana con Alvarez e Guarin a supporto dell'unica punta Rocchi. PRIMO TEMPO: Si comincia con 5 minuti silenziosi in onore delle vittime della tragedia nel porto genovese. In campo però l'effervescenza non manca. Ne sa qualcosa Handanovic chiamato a sfoggiare la sua abilità su staffilata centrale di Floro Flores, insidioso colpo di testa di Borriello e bellissima botta ad effetto di Bertolacci deviata in angolo da gran campione fra gli “oooohhh” di ammirazione di tutto lo stadio. I tentativi sono intervallati da mischie nei sedici metri nerazzurri. A evidenziare ancor più gli attuali limiti di un'Inter prevedibile, costretta a proporre tecnica risicata e difficoltà organizzative macroscopiche, è il passaggio che Guarin spedisce a Frey dopo un quarto d'ora. Il resto è strenua chiusura degli spazi a frustrare la verve rossoblù e auspici di gloria affidati soprattutto a Kuzmanovic e Nagatomo, i più attivi. SECONDO TEMPO: Genoa ancora propositivo ma con la lancetta indirizzata verso la riserva. Guarin ha un guizzo costringendo Frey alla respinta in tuffo. Segnali di risveglio ospite che Stramaccioni prova ad accelerare iniettando fantasia: dentro il fischiatissimo Cassano al posto di Alvarez per affiancarlo a Rocchi passando al 3-5-2. La mossa è efficace e mette apprensione ai padroni di casa accentuata da un estemporaneo tentativo di Rocchi che coglie la parte superiore della traversa. Ballardini prende precauzioni: fuori un attaccante Floro Flores, per un centrocampista Kucka. Di diversa natura è il nuovo cambio di Strama: Ranocchia va ko e Spendlhofer ne prende il posto. Poi Benassi rileva Guarin mentre i ritmi rallentano vistosamente. Borriello si merita la standing ovation e Ballardini gliela concede inserendo al suo posto Immobile. Il resto è attesa del triplice fischio. CHIAVE: Si giova a viso aperto con i padroni di casa più vivaci alla ricerca dell'aritmetica salvezza e con gli ospiti accesi dall'ingresso di Cassano. MOVIOLA: Gara corretta nella quale Tagliavento ha compiti di ordinaria amministrazione. [Articolo per Goal.com del 12 maggio 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 8 maggio 2013

Sampdoria-Catania 1-1: Poco spettacolo a Marassi, ma il pari basta per la salvezza dei doriani

In una Genova in lacrime per la tragedia accaduta nel suo porto, Sampdoria e Catania scendono comunque in campo a causa dell'indegna indifferenza della Lega la cui massima concessione è il lutto al braccio ad entrambe le squadre e un minuto di silenzio prima del fischio d'inizio. Ne scaturisce una partita terminata 1-1 per le reti di De Silvestri (35') e Spolli (68') e che, specialmente nella prima frazione, scorre in un clima surreale. Padroni di casa più intraprendenti - Sansone coglie un palo incredibile - che, pur non vincendo da 9 giornate, possono comunque festeggiare l'aritmetica salvezza. Catania comunque contento per il risultato.FORMAZIONI: È il 3-5-2 il modulo scelto da Delio Rossi che stavolta fra i pali preferisce Da Costa a Romero (incerto nelle ultime prove); piazza Castellini, Palombo e Gastaldello in difesa; De Silvestri, Obiang, Renan, Poli (alla 100a presenza in A) ed Estigarribia in mezzo dando a Eder e Maxi Lopez la titolarità in attacco. Maran opta per il 4-3-3 che, oltre all'estremo Frison, prevede Izco, Rolin, Spolli e Marchese arretrati; Biagianti, Lodi e Almiron centrocampisti ed il trio Barrientos, Bergessio e Gomez davanti. PRIMO TEMPO: C'è più Samp che Catania in una frazione avarissima di conclusioni a rete e nella quale il Catania attua una tattica attendista. I blucerchiati mostrano i soliti limiti in fase di manovra riuscendo ad arrivare al tiro a rete solo al 34' su pregevole assolo di Maxi Lopez che chiama alla respinta Frison. E' il preludio al vantaggio messo a segno da De Silvestri, potente inzuccata su traversone da sinistra di Renan. Lo svantaggio non scuote definitivamente dal torpore i siciliani. SECONDO TEMPO: Gli etnei provano ad osare come necessità vuole ma non brillano per fantasia e vitalità. Esemplare è Barrientos che, nell'unica occasione favorevole, si squaglia innanzi al portiere. Sansone rileva Eder mentre Maxi Lopez e Renan concludono su Frison. La Samp continua a controllare ma il Catania pareggia. Ci riesce sugli sviluppi di una punizione con Spolli che spinge in rete un assist di Bergessio che approfitta di una grave indecisione di Da Costa. Sansone è poi sfortunato quando, colpendo in velocità centralmente, si vede beffardamente respingere dal palo sinistro una conclusione a botta sicura. Uno spento Lodi cede il campo a Keko. Nel finale De Silvestri, Renan e Maxi Lopez provano, senza successo, a dare sostanza al forcing finale. CHIAVE: La Samp, alla ricerca dell'aritmetica salvezza, offre una prestazione propositiva che spesso sorprende un Catania troppo remissivo e raramente protagonista. MOVIOLA: Dirige con sicurezza Celi. L'arbitro della sezione di Bari ammonisce lo stretto necessario coadiuvandosi efficacemente con i suoi colleghi. Tuttavia nell'azione del pari Bergessio, autore del passaggio determinante a Spolli, è probabilmente in fuorigioco seppur per pochi centimetri. Restano dubbi su un contatto in area ospite tra Spolli e Maxi Lopez sul quale l'arbitro non ravvisa gli estremi per la concessione del penalty. [Articolo per Goal.com dell'8 maggio 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 5 maggio 2013

Genoa-Pescara 4-1: Poker salvezza per il Grifone

Sono tre punti dal peso specifico enorme quelli che il Genoa aggiunge alla sua magra classifica. A garantirglieli è stata una prestazione che, con un eloquente 4-1, ne ha sancitola superiorità su un Pescara volenteroso ma fragile. A decidere il risultato sono Floro Flores (19'), Borriello con una doppietta (30' e 54'), Sculli (35') autore della rete della bandiera ospite e Bertolacci (70'). Partita giocata su buoni ritmi da entrambe le squadre che sancisce la retrocessione matematica degli abruzzesi. Seconda vittoria consecutiva per i Grifoni. FORMAZIONI: Ballardini propone il 4-3-1-2 schierando il suo Genoa con Frey tra i pali; Granqvist, Manfredini, Portanova e Antonelli difensori; Rigoni, Matuzalem e Vargas a centrocampo con Bertolacci attivo alle spalle delle punte Floro Flores e Borriello. E' il 4-2-3-1, invece, lo schieramento scelto da Bucchi che conferma l'undici della vigilia: il rientrante Perin in porta; Zanon, Cosic, Capuano e Balzano arretrati; Togni e Rizzo più avanzati; Di Francesco, Cascione e Sculli a supporto di Sforzini. PRIMO TEMPO: I rossoblù spingono subito con costanza alla ricerca di un successo essenziale per la propria stagione. Sforzini ha la possibilità di sovrastare tutti mandando di poco alto ma poi a colpire davvero è Floro Flores che, tutto solo davanti a Perin, incorna un servizio di Manfredini. Il vantaggio carica ulteriormente il Genoa che ottiene il raddoppio grazie a Borriello vincitore di un duello con Cosic e implacabile con un sinistro a giro. Gli ospiti vanno al riposo accorciando le distanze con Sculli autore di una palombella dal vertice sinistro dell'area su cui Frey può posare solo lo sguardo. L'ex-genoano, a cui la Nord dedica uno striscione di stima, non esulta. Prima dell'intervallo i Grifoni provano, inutilmente, a cercare la terza segnatura. SECONDO TEMPO: La ripresa sorride ai padroni di casa che rimpinguano il risultato con Borriello alla doppietta personale, e con Bertolacci che realizza i 4-1 a porta vuota dopo che Perin era rovinato addosso a Borriello. Nel frattempo entrambi i tecnici cambiavano pedine: da una parte Vargas e Immobile entravano per Tozser e Floro Flores, dall'altra Abbruscato e Bianchi Arce rilevavano Sforzini e Cosic. Il Genoa, con l'attenzione tesa a capire i risultati delle altre contendenti alla salvezza, gioca in discesa sostituendo l'infortunato Antonelli con Moretti e badando a condurre in porto il match senza rischiare nulla. CHIAVE: Gara a senso unico con i Grifoni proiettati a far propria la sfida. Pescara che non riesce a riproporre la prestazione capitolina contro i giallorossi, sopraffatti quasi sempre dall'intraprendenza avversaria. MOVIOLA: Tutto facile per Gervasoni alle prese con una partita corretta e senza episodi dubbi. [Articolo per Goal.com del 5 maggio 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 28 aprile 2013

Sampdoria-Fiorentina 0-3: Ljajic fa il fenomeno sotto gli occhi di Rossi, da Marassi arriva un messaggio al Milan

Una Fiorentina superiore e pragmatica si sbarazza agevolmente (0-3) di una Sampdoria distratta e poco incisiva che dà qualche segno di vita solo quando il viola è ormai il colore dominante. Decidono l'uno-due firmato nella prima frazione da Cuadrado (36') e Ljiajic (41') ed un sigillo di Aquilani (73'). La partita, quasi sempre contraddistinta dalla superiorità ospite, è stata vivace e a tratti nervosa. Espulso Gastaldello al 79'. I viola restano in piena corsa per il terzo posto; Sampdoria, senza vittoria dallo scorso 3 marzo, alla quarta sconfitta nelle ultime sette uscite. FORMAZIONI: 4-4-2 per Delio Rossi che conferma Romero in porta; piazza Mustafi, Gastaldello, Palombo e Berardi in difesa; De Silvestri, Poli, Obiang ed Estigarribia a centrocampo preferendo in avanti Maxi Lopez e Sansone. Nessuna novità dell'ultima ora per Montella che nel suo 4-3-3 propone il portiere Viviano; una linea arretrata composta da Tomovic, Rodriguez, Savic e Pasqual; mediana con Aquilani, Pizarro e Borja Valero dietro il tridente Cuadrado, Jovetic e Liajic. PRIMO TEMPO: Gara vivace ma avara di tiri a rete sin quando, a metà frazione, i viola non decidono di aumentare la propria spinta collezionando corner. Su uno di questi il portiere salva un tocco ravvicinato di Aquilani deviato da Maxi Lopez. I blucerchiati, che girano spesso a vuoto limitandosi ad agire quasi esclusivamente di rimessa, vanno poi inevitabilmente al tappeto su un destro da lontano di Cuadrado, libero di controllare e “bucare” un Romero dai riflessi lenti, e un altro di Ljiajic, agevolato da una difesa distratta e pasticciona, che si prende la personale rivincita su mister Rossi. SECONDO TEMPO: Eder rileva Estigarribia dopo l'intervallo, ma i sussulti li offrono Sansone e De Silvestri calciando addosso a Viviano da posizioni favorevolissime. Il futuro interista Icardi rileva Maxi Lopez ma nonostante l doriani provino ad essere finalmente propositivi, gli ospiti controllano senza affanno la sfida tenendone ben strette le redini e sfiorando la terza segnatura su iniziativa di Cuadrado e trovandola con Aquilani servito sotto porta dalla destra dallo straripante Ljajic. Nel frattempo Sansone aveva lasciato il campo a Munari. Messo in ghiaccio il risultato anche Montella provvede a cambiare sue pedine: Sissoko, Romulo ed El Hamdaoui per Aquilani, Cuadrado e Ljajic, quest'ultimo out dopo un'entrataccia che a Gastaldello costa l'espulsione. Il resto è quasi tutta attesa del triplice fischio. CHIAVE: Spessore tecnico e stimoli di classifica aiutano la Fiorentina a dare una precisa impronta al match. La Sampdoria, assai timida in fase di costruzione e confusa tatticamente, vive di rare fiammate che non danno quasi mai la sensazione di poter complicare la vita ad avversari che giocano sul velluto sino alla fine. MOVIOLA: Dirige con sicurezza, il bolognese Rizzoli. Cartellini sventolati con parsimonia e in maniera corretta. Anche il rosso mostrato a Gastaldello che non festeggia al meglio la 200a presenza in serie A. [Articolo per Goal.com del 28 aprile 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 14 aprile 2013

Genoa-Sampdoria 1-1: Derby nervoso, ci pensa Matuzalem a salvare il Grifone

E' prematuro dire se con questo 1-1 la Sampdoria abbia dato la spinta decisiva verso la B ai cugini del Genoa. L'unica certezza è che, di fronte ad avversari fisicamente “cotti” e con capacità reattive vicine allo zero, ai blucerchiati sembrava poter bastare un solo vero tiro in porta per fare suo anche il secondo derby stagionale. Il rasoterra vincente su punizione di Eder (28') viene pareggiato, con la Samp ormai ridotta in dieci per l'espulsione di Costa, da un capolavoro estemporaneo e tardivo di Matuzalem (80'). I goal si incastonano una sfida da nervi isterici, confusione e giocate che è impossibile associare allo spettacolo del football.Genoa-Sampdoria 1-1 FORMAZIONI: Speculari 3-5-2 e organici senza alcuna sorpresa per Ballardini e Rossi. I rossoblù, davanti al portiere Frey, schierano Granqvist, Portanova e Manfredini con un centrocampo composto da Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli e Moretti e l'attacco affidato alla coppia Borriello-Immobile. I blucerchiati si affidano a Romero a protezione dei pali protetto da Gastaldello, Palombo e Costa; in mezzo vanno De Silvestri, Poli, Krsticic, Obiang ed Estigarribia; davanti conferma per Icardi ed Eder. PRIMO TEMPO: Pathos e tensione a mille sugli spalti e in campo. Ne fa quasi subito le spese Krsticic toccato duro da Matuzalem (ammonito) e costretto ad uscire in barella per cedere il posto a Munari. A latitare sono le occasioni da rete le cui possibili genesi vengono soffocate da un agonismo portato all'estremo, soprattutto nella zona nevralgica del campo. Nell'incapacità di entrambe le squadre di costruire manovre degne di questo nome a sbloccare il risultato non può che essere un calcio piazzato. Capita sui piedi di Eder che, approfittando di una barriera genoana impresentabile, supera la statua di Frey con l'aiuto di una carambola sul palo destro. Lo svantaggio è un autentico shock per i Grifoni che arrivano al riposo senza alcuna reazione. SECONDO TEMPO: Non c'è Pisano ma Vargas, nel secondo tempo. I problemi di questo Genoa sono però talmente numerosi e disarmanti che alla Samp è sufficiente corricchiare e prestare la minima attenzione per non complicarsi la vita. Rossi concede quasi subito la passerella d'onore ad Eder sostituendolo con Sansone. Dall'altra parte un inguardabile Immobile viene tolto per far spazio a Floro Flores. L'inerzia fatica a cambiare e i rossoblù hanno un unico, flebile, sussulto in mischia con una botta di Borriello respinta da un avversario. Troppo poco per decidere la supremazia cittadina e per convincere i propri tifosi di avere le risorse per lottare duro per salvarsi. Costa, per una sciocca doppia ammonizione, lascia i suoi in inferiorità numerica per l'ultimo quarto d'ora. Poco dopo il Genoa trova il pari con un capolavoro di Matuzalem che, defilato sulla destra, manda la palla sotto l'incrocio opposto della porta di Romero. Rigoni entra per Moretti, Mustafi per Estigarribia. Ma neppure i cinque minuti di recupero concessi da Orsato aiutano il Genoa a conquistare l'impresa. CHIAVE: Genoa con l'obbligo di fare punti per salvarsi, Samp sufficientemente tranquilla per potersi gestire la sfida a proprio piacimento. Ne scaturisce una partita tanto tesa quanto brutta che alla fine fa sorridere soltanto i tifosi e la squadra di Delio Rossi. MOVIOLA: Orsato di Schio usa tutta la sua personalità per domare i nervi a corda di violino dei contendenti. Buona la collaborazione con i suoi assistenti. Corretti i due gialli mostrati a Costa, ma da quel momento in poi sembra non vedere l'ora che il suo intenso pomeriggio finisca. [Articolo per Goal.com del 14 aprile 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 7 aprile 2013

Sampdoria-Palermo 1-3: I rosanero passeggiano su una Samp svogliata

Vince bene, meritatamente e senza neppure dannarsi troppo, il Palermo di Sannino contro una Sampdoria apparsa svogliata e stanca oltre ogni lecita aspettativa. Dopo il botta e risposta tra Von Bergen (35') e Munari (44'), è nella ripresa che i siciliani surclassano nello spirito e nel gioco i ragazzi di casa. Ilicic (50') e Garcia (56') decidono la sfida con comode segnature, ma il risultato sarebbe potuto essere persino più rotondo a loro favore se i rosanero avessero concretizzato le altre opportunità costruite. Palermo alla prima vittoria esterna stagionale, seconda consecutiva. Per la Sampdoria, 1 punto nelle ultime 4 gare, ora occorre ritrovare se stessa in vista dell'imminente derby. FORMAZIONI: Speculari 3-5-2 per Rossi e Sannino che devono rinunciare agli squalificati Poli e Munoz e agli infortunati Krsticic, Hernandez e Mantovani. L'undici blucerchiato è composto dal portiere Romero; i difensori Gastaldello, Palombo e Costa; i centrocampisti De Silvestri, Munari, Soriano, Obiang ed Estigarribia con Eder e Icardi tandem offensivo. Quello rosanero comprende Benussi a difesa dei pali; Von Bergen, Donati e Aronica arretrati; Morganella, Barreto, Arevalo Rios, Kurtic e Garcia (in extremis fra i titolari a causa di un forfait di Dossena) in mezzo; Ilicic e Miccoli coppia d'attacco. PRIMO TEMPO: Si studiano e attendono a lungo, Sampdoria e Palermo. Fanno eccezione alcuni innocui corner da parte degli ospiti che emergono per maggiore intraprendenza. Come quando a metà frazione Ilicic e Miccoli si prendono gioco del reparto mediano di casa partendo in contropiede e costringendo Romero a respingere con fatica. Il Doria, che va a scartamento ridotto ed è pasticciona anche in fase propositiva, non riesce a impensierire Benussi sino alla mezz'ora quando Icardi “spizza” debolmente di testa. Il Palermo riesce così a passare al 35'. Il merito è dell'ex-genoano Von Bergen che approfitta di un regalo di Romero e di avversari spettatori su un traversone dalla sinistra di Miccoli. E' primo gol esterno del Palermo dopo 300' di digiuno. Tuttavia non gli basta per andare al riposo in vantaggio, è Munari a trovare il pareggio di testa sugli sviluppi di un bel corner di Estigarribia. SECONDO TEMPO: Ilicic e Miccoli, con un paio di incursioni, fanno subito intendere che hanno le idee chiare. Più confuse le hanno invece il nugolo di calciatori blucerchiati che, al 50', stanno ad ammirare in maniera imbarazzante il defilé comodo vincente dello sloveno. Altrettanto inguardabile è il piazzamento difensivo doriano su angolo dalla destra di Miccoli che Garcia appoggia comodamente in rete. Dopo l'1-3 Rossi sostituisce Soriano con Sansone a rimpolpare il reparto avanzato. Ma in campo c'è solo una squadra: quella di Miccoli che per pochi centimetri non trova il poker. Così come Ilicic che mette ancora in ginocchio la retroguardia opposta per poi regalare la sfera ai tifosi della gradinata sud. E' il 73'. Il resto del tempo offre noia o poco più con una girandola di sostituzioni cominciata da Gastaldello sostituito da Mustafi e terminata con Fabbrini al posto di Ilicic entrambi out per infortuni. CHIAVE: L'esigenza di conquistare punti vitali spinge gli ospiti ad essere più intraprendenti. L'obbligo viene reso meno improbo da una Sampdoria che da qualche settimana a questa parte appare a corto di energie e, oggi in particolare, totalmente abulica. MOVIOLA: Dirige bene, Guida di Torre Annunziata, una partita rivelatasi tranquilla da gestire. L'unica perplessità viene lascia la sua fiscalissima decisione di decretare l'intervallo mentre Eder cerca di intrufolarsi nell'area ospite. [Articolo per Goal.com del 7 aprile 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 30 marzo 2013

Genoa-Siena 2-2: I toscani prima affondano, poi sognano, alla fine vengono svegliati da Jankovic

Battaglia doveva essere e battaglia è stata. Genoa e Siena hanno combattuto strenuamente ogni minuto di gara in un pomeriggio di pioggia e vento impetuoso. Troppo importanti i tre punti in palio oggi per attendersi meno agonismo. Finisce 2-2, con i padroni di casa fermati dallo strepitoso portiere Pegolo e infuriati per un rigore non concessogli all'ultimo secondo su tocco di mano di Angelo. Il risultato viene deciso dalle reti di Borriello (6'), Emeghara (44'), Rosina su rigore (51') e Jankovic (72'). FORMAZIONI: Si affida al 4-4-1-1, Ballardini, che propone Frey in porta con Bovo, Portanova, Manfredini e Moretti a sua diretta protezione; Jankovic, Kucka, Matuzalem e Antonelli in mezzo; in avanti Jorquera, preferito a Bertolacci, agisce alle spalle di Borriello. Il 3-4-2-1 è invece lo schema a cui Iachini si affida per uscire indenne dal Ferraris: Pegolo tra i pali; Terzi, Paci e Felipe in difesa; Angelo, Calello, Della Rocca e Rubin a centrocampo; Rosina e Sestu operano a supporto i Emegahra elemento più avanzato. PRIMO TEMPO: Neppure sei giri di lancetta e il Genoa passa con Borriellio che tocca con violenza una punizione dal limite deviata da Della Rocca alle spalle del proprio portiere. Il Genoa tiene il campo con forza e impeto sorprendendo, soprattutto a centrocampo, un Siena che riesce a tirare in porta solo dopo mezz'ora: estemporaneo tentativo di Sestu. In precedenza Kucka e Jankovic non inquadravano il bersaglio. Nonostante tutto al Genoa basta rilassarsi un attimo per mandare all'aria tutto lo sforzo profuso sino a quel momento. E' Emeghara in mischia, a battere Frey con un rasoterra non proprio irresistibile. SECONDO TEMPO: Alla ripresa del gioco Sestu e tutti i suoi compagni reclamano, invano, la concessione di un rigore dopo un contrasto con Moretti. Il penalty gli viene concesso poco dopo quando a contrarre lo stesso giocatore è Bovo. Rosina spazza l'angolino destro. L'episodio è benzina sul fuoco di animi già accesi. Ne fanno le spese, col giallo, Matuzalem e Moretti subito sostituito con Immobile. Gli ospiti arretrano tutti nei propri 30 metri affidandosi ai guizzi di Emeghara e Rosina mentre i padron di casa attaccano con la forza della disperazione. Borriello non sfrutta un paio di opportunità sotto misura: colpo di testa su cui Pegolo è miracoloso e tocco alto. Altrettanto sprecone è Jankovic che si fa perdonare poco dopo su assist dalla sinistra di Immobile mentre gli ospiti sono momentaneamente in dieci per un infortunio occorso al neo-entrato Reginaldo. Aveva rilevato Sestu mentre Vergassola sostituiva Rosina. Si vede anche Granqvist, al posto di Bovo, per dare manforte sulle palle alte. Ma l'assalto non produce altro. Merito di Pegolo che salva i suoi con prodezze su deviazioni aeree di Jankovic e Immobile. Prima del triplice fischio Angelo intercetta con la mano un tiro ravvicinato di Borriello. Per l'arbitro, ben appostato, non sussistono gli estremi per concedere la massima punizione. CHIAVE: Genoa furioso e determinatissimo a far suo il march-salvezza, Siena messo sotto dal punto di vista del gioco ma bravissimo a monetizzare le poche opportunità create. MOVIOLA: Gara difficile da giocare e da arbitrare. Rocchi viene mandato a Genova forte della sua esperienza senza però appagare le aspettative. Il toscano lascia perplessi soprattutto nelle fasi più concitate. A Sestu non concede un rigore dopo un contrasto con Moretti ma gliene dà uno per un contatto ben più veniale con Bovo. Molti dubbi lascia il suo sorvolare sul “mani” in area di Angelo nel finale. [Articolo per Goal.com del 30 marzo 2013]© RIPRODUZIONE RISERVATA

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venerdì 8 marzo 2013

Genoa-Milan 0-2: Pazzini e Balotelli mettono ko un Grifone sempre in partita e furioso con l'arbitro!

Non servono al Genoa generosità e sforzi a profusione per evitare la capitolazione di fronte a un Milan micidiale sotto porta. La rete di un zoppicante Pazzini (22') segna l'inerzia di un match che il Genoa gioca a viso aperto sfiorando il pari e imprecando con la sfortuna per la mancata concessione di almeno un rigore (tre gli episodi dubbi a favore) e un palo colto da Bovo nella ripresa, Poi Balotelli (60') è implacabile chiudendo i conti sullo 0-2. Milan in dieci per metà ripresa a causa dell'espulsione di Constant ma bravo a reggere tutte le spallate rossoblu. FORMAZIONI: Ballardini, costretto a rinunciare a elementi di peso come lo squalificato Kucka e gli infortunati Matuzalem, e Rossi ripropone un 3-5-1-1 che prevede Frey in porta protetto da Granqvist, Portanova e Moretti; Cassani, Bovo (forzatamente avanzato), Tozser, Vargas e Antonelli sistemati in mediana con Bertolacci che opera qualche metro dietro Borriello. Allegri, che limita al minimo il turn-over in vista della prossima visita al Barça, disegna un 4-3-3 con Abbiati fra i pali; De Sciglio, il rientrante Mexes, Zapata e Constant linea arretrata; Flamini, Montolivo e Muntari a centrocampo; tridente composto da Niang (preferito a Boateng), Pazzini ed El Shaarawy. Come previsto Balotelli parte dalla panchina. PRIMO TEMPO: Tatticismi esasperati con il Genoa a cercare di ingabbiare le velleità milaniste tentando vie utili per presentarsi dalle parti di Abbiati. A riuscirci, senza costrutto, è però il solo Bertolacci. Niang, con un tiro respinto da Frey, confeziona il preludio al vantaggio ospite siglato da Pazzini che, claudicante per un intervento di Portanova, manda la sfera a sbattere sotto la traversa e poi oltre la linea bianca. L'ex doriano esulta sbeffeggiando i genoani, viene sostituito da Balotelli subito ammonito. Il Genoa si riversa in avanti costringendo gli avversari ad arretrare ma raccogliendo solo azioni dubbie in area (“mani” di Zapata e Niang e clamorosa spinta di quest'ultimo su Granqvist) che Damato e i suoi assistenti non giudicano meritevoli della massima punizione. Nel prosieguo di quest'ultima Borriello spedisce alto. SECONDO TEMPO: Si riprende con Yepes al posto di Mexes e con i genoani ad imprecare ancora per un palo scheggiato da Bovo sugli sviluppi di una punizione da una ventina di metri. Balotelli alto e Borriello con una “telefonata” per Abbiati potrebbero lasciare il segno. Ballardini ci crede: fuori Canini, dentro Immobile a fare la seconda punta. E' però il Milan, con un diagonale di Flamini, a costringere Frey alla prodezza. Il Genoa sbanda e Ballotelli approfitta dei pochi metri concessigli per siglare il raddoppio. Constant si fa espellere per un eccesso di proteste e Allegri richiama un fischiatissimo El Shaarawy per inserire Abate, Dall'altra parte Bovo cede il campo a Jorquera. L'uomo in più sembra rinfrancare la voglia di recupero dei Grifoni che ci provano con una schiacciata troppo centrale di Granqvist, e un bolide dalla destra di Granqvist sostituito con Jankovic per imbastire gli ultimi assedi contro il muro di gomma rossonero. CHIAVE: Gli equilibri tattici vengono fatti saltare dal vantaggio di Pazzini. Poi la sfida si fa a viso aperto e il Genoa preme ossessivamente nella metà campo ospite subendo, però, la superiorità tecnica dei rossoneri bravi a reggere anche in inferiorità numerica. MOVIOLA: Damato, confuso e male aiutato dai suoi assistenti, dirige in maniera approssimativa non ravvisando gli estremi del penalty a favore dei padroni di casa per un tocchi galeotti in area di Zapata e Niang. Clamorosa, sempre nella prima frazione, la mancata concessione del rigore per una evidente spinta di Granqvist. E' almeno da cartellino giallo un intervento di Bertolacci su Muntari. Corretta, quanto ingenua, l'espulsione di un Constant in preda all'isteria dopo aver subito un fallo da Bovo. [Articolo per Goal.com dell'8 marzo 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 24 febbraio 2013

Sampdoria-Chievo 2-0: Doriani cinici e spietati, Poli ed Eder firmano la vendetta sui veronesi

Poli con un bel diagonale (33') ed Eder in contropiede (83'), consegnano alla Sampdoria una vittoria che vale una seria ipoteca sulla tranquillità stagionale. I blucerchiati, al quinto risultato utile consecutivo, mostrano la ritrovata voglia di sacrificarsi e di lottare che sopperisce ad alcuni limiti strutturali. Il Chievo, mai rassegnato ma raramente incisivo quando è il momento per colpire, lotta per gran parte della sfida ad armi pari ma non riesce a recuperare lo svantaggio. Nella ripresa il portiere Puggioni, autore di un fallaccio su Icardi, viene solo ammonito dal debuttante Abbattista. Poli con un bel diagonale (33') ed Eder in contropiede (83'), consegnano alla Sampdoria una vittoria che vale una seria ipoteca sulla tranquillità stagionale. I blucerchiati, al quinto risultato utile consecutivo, mostrano la ritrovata voglia di sacrificarsi e di lottare che sopperisce ad alcuni limiti strutturali. Il Chievo, mai rassegnato ma raramente incisivo quando è il momento per colpire, lotta per gran parte della sfida ad armi pari ma non riesce a recuperare lo svantaggio. Nella ripresa il portiere Puggioni, autore di un fallaccio su Icardi, viene solo ammonito dal debuttante Abbattista. FORMAZIONI: 3-5-2 per Delio Rossi, sostituito in panchina da Limone, che propone Romero difeso da Rossini, Gastaldello e Costa; sistema in mezzo De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli ed Estigarribia; a Sansone dà il compito di agire attorno a Icardi elemento più avanzato. Si copre ben di più, Corini. Il suo 5-3-2 prevede Puggioni fra i pali; una linea arretrata formata da Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi e Jokic; centrocampo con Guana, Rigoni e Cofie; in attacco il debuttante Samassa fa coppia con Thereau. PRIMO TEMPO: Samp subito frizzante che costringe i clivensi a perdere almeno metà tempo prima di capire come gira il vento. Prese le misure agli avversari, la sfida si fa equilibrata senza regalare grossi spunti tranne un diagonale di De Silvestri in apertura e uno di Acerbi a ridosso della mezz'ora. Poco dopo a sbloccare il risultato è Poli che, dal limite sinistro, spazzola l'angolino opposto di Puggioni con una prodezza di destro. Guana prova subito ad agguantare il pari con un bel tentativo dalla distanza che costringe Romero alla prodezza per salvarsi in angolo. SECONDO TEMPO: Hetemaj rileva l'infortunato Dainelli, rimedia subito un giallo (che causa diffida gli costerà la squalifica) e Corini passa alla difesa a 4. Il Chievo prova a organizzarsi ma è la Samp a rendersi pericolosissima con una ripartenza di Icardi abbattuto in uscita da Puggioni. E' un intervento “killer” che per l'arbitro è meritevole solo di ammonizione. L'argentino deve poi uscire claudicante sostituito da Eder. Dopo una punizione di Sansone deviata in angolo dal portiere, gli ospiti si affidano a Luciano (dentro per Guana) e crescono costringendo spesso i doriani ad arretrare. De Silvestri, prima di essere rilevato da Mustafi, rischia intercettando in area col braccio un cross di Hetemaj. Nel finale Corini tenta il tutto per tutto inserendo la terza punta, Pellissier, al posto di Cofie. Hetemaj, sempre chiamato all'azione, spedisce oltre la traversa in mezza rovesciata l'ultima palla utile per agguantare il pareggio. A far calare il sipario, sotto la neve, pensa Eder con un contropiede strepitoso che lascia tre suoi avversari ad arrancargli dietro e la sfera alle spalle di Puggioni. CHIAVE: Sampdoria più ficcante in fase d'attacco e bravissima ad ottimizzare le opportunità costruite e capitate; Chievo colpevole di concedere troppe pause e incertezze in fase di finalizzazione. MOVIOLA: L'esordiente Abbattista della sezione di Molfetta parte molto bene nella gestione del match ma, nella ripresa, non adeguatamente supportato dai propri assistenti, ammonisce Puggioni reo di un intervento da Icardi che più da rosso di così non può essere. Successivamente lascia dubbi sorvolando su un tocco col braccio in area di De Silvestri su traversone di Hetemaj. [Articolo per Goal.com del 24 febbraio 2013]© RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 17 febbraio 2013

Genoa-Udinese 1-0: Padelli sbaglia, Kucka no, e il Grifone continua a volare

Vince ancora in casa il Genoa, e ora può tirare un lungo sospiro di sollievo nella lotta per non retrocedere. A farne le spese, seppur di misura, è una buona Udinese che paga l'aver imbastito il proprio assedio con troppo ritardo. Decide Kucka dopo 33' intensi. I rossoblù, compatti come non mai in questa stagione, sono prima bravi ad imporsi poi bravissimi a fare muro quando le folate friulane si tramutano in una bufera che porta minacce pesantissime dalle parti di Frey. Clamoroso, al 95', un errore sotto porta di Merkel. Ballardini (8 punti in 4 gare) è ancora imbattuto. Partita molto bella diretta senza sbavature da Calvarese. FORMAZIONI: Speculari 3-5-1-1 per Ballardini e Guidolin che devono rinunciare a elementi fondamentali come Matuzalem e Pinzi. I genovesi, che ritrovano il presidente Preziosi in tribuna dove non sedeva da agosto, si schierano con Frey in porta; Bovo (tornato titolare dopo il derby in sostituzione dell'influenzato Granqvist), Portanova e Manfredini in difesa; Rossi, Kucka, Tozser, Vargas e Antonelli a centrocampo; Bertolacci gioca più avanzato alle spalle di Borriello. I friulani, davanti a Padelli, presentano una linea arretrata composta da Benatia, Angella (dentro per lo squalificato Danilo) e Domizzi recuperato in extremis; mediana affidata a Basta, Pereyra, Allan, Lazzari e Pasquale; Maicosuel e Di Natale sono gli elementi più avanzati. PRIMO TEMPO: Ritmi alti punteggiati da sussulti di Vargas, Kucka e Basta dopo che lo sfortunato Lazzari (botta al ginocchio) deve cedere il campo a Badu. Il Genoa appare più volitivo e, poco dopo la mezz'ora, perviene al vantaggio con Kucka sugli sviluppi di un angolo generato da un suo destro al fulmicotone: incornata vincente approfittando di un “liscio” di Padelli. Il portiere si rifà contrastando Borriello pronto a involarsi a rete. L'Udinese prova a scuotersi con una splendida triangolazione Pasquale-Di Natale con il primo che, al volo, calcia sull'esterno della rete. Prima del riposo Maicosuel ci prova dalla distanza. SECONDO TEMPO: Una punizione a giro di Bovo chiama subito all'intervento Padelli. Lo sbilanciamento in avanti del Genoa ha lo scopo di cercare di soffocare la ricerca del pareggio da parte degli ospiti. Maicosuel, che poco prima vanifica una buona chance perdendosi in inutili arpeggi in area, viene sostituito da Muriel. Ballardini si copre inserendo Moretti per Vargas. Antonelli, lanciato da Bovo ha un guizzo che sorprende Padelli ma non inquadra la porta. L'estremo bianconero è poi provvidenziale nel salvare su Rossi a un metro dalla linea bianca. La risposta non si fa attendere: diagonale di Badu che esce d'un soffio con Frey vanamente proteso. Gli ospiti guadagnano terreno grazie anche a un calo fisico degli avversari. Per invertire la tendenza Rigoni viene mandato in campo al posto di Bertolacci. A sua volta Guidolin getta nella mischia l'ex-Merkel per Pasquale. Domizzi è provvidenziale nel salvare sulla linea su conclusione di Kucka. In pieno recupero Benatia, tutto solo in mezzo all'area, grazia di testa un impietrito Frey, reattivo poi su Allan pronto a deviare un tocco di Angella. All'ultimo secondo il fischiatissimo Merkel, a porta vuota, manda fuori il pallone del possibile pari. CHIAVE: Sfida a viso aperto che valorizza le idee costruttive di entrambi i tecnici. L'ago della bilancia è rappresentato dalla maggior compattezza e concentrazione dei Grifoni che, sotto la guida di Ballardini, sono diventati una vera squadra. MOVIOLA: Calvarese di Teramo, alla sua prima direzione del Genoa, agisce sempre a ridosso dell'azione e preferisce il dialogo alla prepotenza. Positivo anche l'apporto dei suoi assistenti di linea. [Articolo per Goal.com del 17 febbraio 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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