Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

sabato 22 dicembre 2012

Sampdoria-Lazio 0-1: Basta un guizzo del Profeta, l'Aquila si regala un Natale da seconda della classe

Sotto l'albero Petkovic si regala la piazza d'onore del campionato. La sua Lazio sgambetta anche l'ex-Delio Rossi rendendogli amaro il debutto sulla panchina di una Sampdoria volitiva ma dai limiti evidenti in ogni reparto. Un goal di Hernanes dopo 28' è più che sufficiente a sigillare il risultato. La sfida si consuma nei limiti dei padroni di casa e nella quadratura di ospiti che non devono fare gli straordinari per portarsi a casa quei tre punti che in trasferta gli mancavano dal viaggio a Pescara dello scorso 7 ottobre. FORMAZIONI: Delio Rossi si presenta riportando in panchina Palombo (accolto da ovazioni) e proponendo un 4-3-1-2: Romero in porta; Berardi, Rossini, Gastaldello e Costa a sua diretta protezione, linea mediata composta da Munari, Krsticic e Obiang con Poli a ridosso del duo Eder-Icardi. Petkovic schiera un 4-5-1 che prevede il portiere Marchetti sostenuto da Konko, Dias, Biava e Radu; a centrocampo vanno Hernanes, Mauri, Ledesma, Gonzalez e Luljc a supporto dell'unica punta Klose. PRIMO TEMPO: Avvio attento, concentrato e vispo della Samp che cerca di affrettare i tempi impegnando seriamente Marchetti con tentativi di Krsticic e Eder. Per gran parte del tempo a spaventare i padroni di casa è solo Lulic: saetta di poco alta. Alla mezz'ora, però, proprio il bosniaco filtra in area surclassando Berardi e mettendo in mezzo un pallone sul quale si avventa Hernanes, rasoterra e rete che vale lo 0-1. Lo svantaggio shakera le poche idee doriane e la reazione è più istinto che raziocinio. Di meglio gli ospiti non possono chiedere concedendosi il lusso di regalare a Gastaldello una chance, mal sfruttata, su azione d'angolo. SECONDO TEMPO: Soriano rileva Krsticic seguito da Berardi sostituito da De Silvestri. La Samp, a cui ormai gli avversari sembrano aver preso le misure, gira spesso a vuoto. Icardi stavolta senza sostanza pare esserne l'emblema e Rossi provvede a cambiarlo con Pozzi. Lui se non altro scalpitante al punto da dare, ad una ripresa tutt'altro che spettacolare, il primo vero sussulto: violento diagonale di destro a fil di palo. Sono appena trascorsi 30' minuti di un bolso braccio di ferro. Nel finale Petkovic fa rifiatare Hernanes dando spazio a Cavanda. L'occasione più nitida capita sui piedi di Konko, murato da Rossini al momento di colpire a colpo sicuro. Si vedono anche Ciani e Floccari per Mauri e Klose. Ma si tratta di comparsate o poco più. CHIAVE: La smania dei blucerchiati di ben figurare innanzi al nuovo tecnico si scioglie contro il pragmatismo laziale. MOVIOLA: Dirige senza troppi patemi, Rizzoli di Bologna. Parsimonioso nello dispensare i cartellini e adeguatamente supportato dai suoi assistenti. [Articolo per Goal.com del 22 dicembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 16 dicembre 2012

Genoa-Torino 1-1: Granqvist riacciuffa i granata, a Marassi un pari che non serve a nessuno

Un goal ciascuno nel primo tempo, merito di Bianchi (18') e Granqvist (29'), e una seconda parte di gara che mette in evidenza i limiti di Genoa e Torino, non per caso in difficoltà di classifica. I rossoblù, che quando girano lo fanno spesso a vuoto, dimostrano di avere più che mai urgenza di rifondazione; i granata, a tratti messi in difficoltà più dalle proprie paure che dall'organizzazione avversaria, possono recriminare contro la sfortuna per una clamorosa traversa scheggiata da Sgrigna a Frey battuto. FORMAZIONI: Ancora assenze pesanti per Delneri che nel suo 3-4-3 odierno non può affidarsi a Kucka, Sampirisi e Jankovic. In campo vanno Frey in porta; Canini, Granqvist e Moretti in difesa; Rossi, Seymour, Bertolacci e Antonelli in mediana mentre Vargas, Borriello e Immobile formano la linea d'attacco. Ventura propone così il suo 4-2-4: Gillet fra i pali; Darmian, Glick, Rodriguez, e D'Ambrosio pacchetto arretrato; Vives e Gazzi a centrocampo; Santana, Birsa, Bianchi e Cerci davanti. PRIMO TEMPO: Prova subito Borriello a cercare ossigeno per il Grifone. Lo fa impegnando Gillet rasoterra e con una botta al volo da due passi sulla cui respinta Vargas denota scarsa mira. Più preciso, e soprattutto più letale, è invece Bianchi nell'approfittare della tradizionale disattenzione difensiva genoana spingendo in rete con la nuca un docile assist di Birsa. L'attivissimo Sgrigna rileva l'infortunato Santana mentre Delneri, arretrando Vargas, modifica il proprio assetto nel 4-4-2. Con gli attaccanti rossoblù più intenti a complicarsi la vita che a far male, è quindi un difensore, Granqvist, a sfruttare un corner per incornare l'1-1. All'intervallo si arriva con uno sterile predominio offensivo dei padroni di casa. SECONDO TEMPO: Il Genoa macina metri nella porzione di campo granata provando, senza costrutto (Immobile, Granqvist su tutti), a sorprendere ancora Gillet nei primissimi minuti. L'undici di Ventura, troppo Bianchi-dipendente, soffre a lungo la pressione non riuscendo a tirar fuori lo spirito da “Toro”. Si affidano quindi a calci piazzati come una punizione mal sfruttata da Sgrigna e un paio d'angoli che fanno correre brividi sulla schiena di Frey dopo l'inserimento di Brighi al posto di Birsa. Il Genoa si spegne lentamente. Delneri prova a ridargli vigore iniettando energie fresche: Anselmo, Said e Piscitella per Rossi, Immobile e Antonelli. Serve a poco o nulla. Nel bel mezzo del viavai Sgrigna e Vives sfiorano il nuovo vantaggio ospite: il primo mandando sulla traversa un pallone troppo pesante, il secondo sfiorando il montante in mischia. CHIAVE: Sfida da bassifondi, giocata come si conviene a squadre con limiti e paure causa ed effetto della loro precaria condizione di classifica. Folate alternate ad errori grossolani da entrambe le parti. MOVIOLA: Che la gara potesse essere tesa era preventivabile, che lo fosse ancor di più Orsato un po' meno. Il fischietto di Schio commette pochi errori ma è incapace di far scivolare il match su binari meno isterici. Non viene neppure aiutato dalle ripetute sviste sulle posizioni di offside da parte dell'assistente Faverani. Corretto, invece, lo sventolio di Niccolai in occasione dell'annullamento di un goal a Rossi in apertura di ripresa. [Articolo per Goal.com del 16 dicembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 5 dicembre 2012

Isbn Edizioni dedica una giornata al Subbuteo per celebrare la versione deluxe del libro di Daniel Tatarsky

In attesa di potervi recensire la versione deluxe del libro di Daniel Tatarsky 'Subbuteo. Storia illustrata della nostalgia', vi segnalo che domenica 16 dicembre nel foyer del Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo 14 a Milano, Isbn Edizioni (anche quest'anno presente ad Elita Christmaspark) dedicherà un'intera giornata al gioco che ha entusiasmato generazioni di subbuteisti, e continua ad appassionare giocatori di tutte le età. Tutti gli amanti del football a punta di dito più famoso del mondo potranno fare un tuffo nel passato, sfidandosi sui campi dove sarà possibile giocare sia con le proprie squadre sia con quelle messe a disposizione dalla casa editrice. L'ingresso è libero. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 2 dicembre 2012

Genoa-Chievo Verona 2-4: I clivensi dell'allievo Corini affondano i rossoblù del maestro Del Neri. Decide la tripletta di Paloschi

Anche il Chievo Verona riesce a fare un sol boccone di un Genoa senza capo né coda e in vena di regali. E anche Corini dà lezione di tattica a Delneri. La sua formazione si impone agevolmente per 2-4 nonostante quasi metà ripresa affrontata in dieci per l'espulsione di Andreolli. L'ex Paloschi, con una tripletta già nel primo tempo (rigore al 14', 22' e 45'), fa il mattatore lasciando al neo-entrato Said (40') l'effimero premio per essersi impegnato a dovere. Nella seconda parte la musica non cambia. Jankovic (55') riapre i giochi solo per chi crede nei sogni. I rossoblù, incapaci di invertire la rotta anche quando si trovano con l'uomo in più, si reggono su iniziative sporadiche per poi crollare inesorabilmente di fronte al gioco semplice e fluido di avversari capaci di leggere l'incontro senza balbettii. Di Stoian (90'), l'ultimo sigillo. FORMAZIONI: Delneri, alle prese con numerose defezioni (fra queste Antonelli, Moretti, Borriello e Jorquera), ripropone il 4-1-4-1 confermando Frey in porta; Canini, Granqvist, Krajnc (sostituto di Bovo ko durante il pre-gara) e Sampirisi in difesa; Tozser leggermente avanzato alle spalle della linea mediana campo nella quale prendono posto Jankovic, Kucka, Bertolacci e Vargas a supporto di Immobile unica punta. Assenti Luciano, Frey e Papp, Corini si affida ad un 4-3-3 che prevede Sorrentino a difesa dei pali; i difensori Sardo (preferito a Cesar), Dainelli, Andreolli e Dramè; Guana, Cofie e Rigoni in mezzo con il tridente Hetemaj, Paloschi e Thereau. PRIMO TEMPO: Dura pochi minuti la verve dell'undici di casa sotto di due reti dopo 22' per effetto di una doppietta di Paloschi: prima dal dischetto dopo una follia di Sampirisi su Hetemaj, poi in diagonale dal vertice destro dell'area agevolato da una disattenzione difensiva. Delneri prova la carta Said, sostituto di Tozser, da affiancare alla controfigura di Immobile. La scelta è azzeccata visto che è proprio lui, inzuccata su corner, a riaprire i conti. L'entusiasmo si spegne a ridosso dell'intervallo quando al cospetto di una retroguardia da spiaggia, ancora Paloschi, stavolta di testa su assist di Guana, realizza la sua tripletta. SECONDO TEMPO: Per riprovarci Delneri si affida a Seymour al posto di Krajnc. Ma è più che mai il Chievo a giocare come il gatto col topo forte di superiori capacità manovriere. Si ha la sensazione che solo un jolly potrebbe rimettere in gara il Genoa. A pescarlo, con una bella girata dal limite, è un glaciale Jankovic. Corini richiama il pluribomber di giornata e inserisce Stoian; dall'altra parte Sampirisi cede il campo a Rossi. Poco dopo a macchiarsi di un'ingenuità è Andreolli che, già ammonito, entra duro su Kucka lasciando i suoi in dieci. Cesar rileva Guana mentre il Genoa prova a spingere seriamente sospinto da tifo nervoso ma tosto. Tatticamente però, Delneri non riesce minimamente a sfruttare la superiorità numerica. La palla più pesante capita quindi in contropiede a Thereau che, dopo averla letteralmente passata a Frey, viene sostituito da Jokic. Il Genoa continua a perdersi in se stesso. Così come il suo portierone che, allo scadere, s'impapera regalando a Stoian il sottile piacere di infilare comodamente nel sacco una sua goffa respinta. E' il definitivo 2-4. CHIAVE: Il Genoa soffre l'obbligo di dover fare la partita, gli imbarazzanti limiti delle sue seconde linee e le confusioni tattiche del proprio mister. Così, anche un Chievo che svolge un compitino senza neppure sbattersi troppo, assurge al ruolo di squadrone con Paloschi suo fenomenale condottiero circondato da onesti pedatori. MOVIOLA: Tagliavento di Terni, fischietto non molto amato da queste parti, dirige con tranquillità e fermezza supportata dai cartellini senza dar motivo di particolari contestazioni. Ineccepibile il penalty concesso ai clivensi, così come il rosso (per doppio giallo) sventagliato a Andreolli. [Articolo per Goal.com del 2 dicembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 18 novembre 2012

Sampdoria-Genoa 3-1: Ferrara salva la panchina, il derby è blucerchiato

Finisce contro la squadra più invisa ai propri tifosi la dieta di punti della Sampdoria. Poli (16') e Icardi (88'), intervallati da una clamorosa autorete di Bovo (36'), stendono un Genoa che solo nella ripresa trova un minimo di coraggio e la rete della bandiera firmata da Immobile (73'). Ferrara ha il merito di spiegare ai suoi il valore della semplicità, Delneri (sinora sempre sconfitto su questa panchina) ha il demerito di rimanere ingessato in un credo tattico che oggi è stata l'arma in più degli avversari. La sfida, tesa e avara di spunti tecnici di rilievo, ai Grifoni vale la sesta sconfitta consecutiva e il ruolo di fanalino di coda della classifica. Determinanti, invece, sono i tre punti ottenuti dai blucerchiati ora saliti in posizioni più tranquille. FORMAZIONI: Entrambi i mister devono fare i conti con assenze importanti. Su tutti Maxi Lopez, Eder e Pozzi da una parte e Joquera dall'altra. Ferrara schiera un 4-5-1 d'emergenza formato da Romero in porta; Mustafi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa con Krsticic, Munari, Maresca, Obiang, e Poli alle spalle dell'unica punta Icardi. Delneri opta per un 4-4-2 composto da Frey tra i pali;, Sampirisi Granqvist, Bovo e Moretti elementi arretrati; Jankovic, Tozser, Kucka, Antonelli a centrocampo a supporto della coppia Borriello-Immobile PRIMO TEMPO: E' il Genoa a creare e sprecare le prime opportunità impegnando Romero con tiri non irrestistibili di Immobile e Borriello. Ma è la Samp a passare già al quarto d'ora con Poli lesto ad arpionare un tiro di Maresca filtrato tra la disattenta linea arretrata rossoblù. Lo svantaggio manda in confusione i ragazzi di Delneri e ha l'effetto di alzare la tensione fra i ventidue in campo. Icardi, che scarta anche Frey in uscita, si defila troppo a destra e, seppur a porta vuota, non inquadra il bersaglio. E' poi però fortunato quando calcia e Frey non è perfetto mandando in mezzo un pallone innocuo su cui Bovo inciampa grottescamente mandandolo nella proprio porta. Sempre il giovanissimo attaccante doriano ha l'opportunità di colpire ancora ma non trova incisività, neppure quando si trova il regalo di stare a tu per tu con Frey. Idem Munari prima dell'intervallo che, al momento di prendere la mira indisturbato, si fa ipnotizzare dal portiere. SECONDO TEMPO: Bovo e Tozser non rientrano in campo, al loro posto ci sono Vargas e Bertolacci. Come nella prima parte, anche in questa sono Immobile e Borriello a poter colpire subito con lo stesso esito favorevole a Romero. I nuovi innesti danno maggior geometrie e peso fisico all'insieme genoano. Jankovic carica su una punizione dalla destra le speranze di riaprire i conti. Estigarribia rileva Krsticic. La Samp è brava a chiudere i varchi con intelligenza sino a quando Immobile riapre i giochi in mischia. L'iniezione di fiducia spinge Vargas a poter colpire in area, palla a lato. Per il forcing finale ci sono Tissone e Rossi per Maresca e Sampirisi. A far calare il sipario è comunque lo spauracchio Icardi che realizza il definitivo 3-1. CHIAVE: La paura e i nervi sono padroni di una sfida da salvezza che nulla può dare allo spettacolo. Il goal di Poli evidenzia lo stato confusionale dei padroni di casa che consente ai doriani di svolgere agevolmente il più semplice dei compitini: agire di rimessa. MOVIOLA: Usa il pugno di ferro Mazzoleni per dirigere una sfida iper-elettrica. Bravo a dispensare i cartellini quando l'atmosfera da Far-West è proprio dietro l'angolo. [Articolo per Goal.com del 18 novembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 11 novembre 2012

Genoa-Napoli 2-4: Quante emozioni a Marassi, azzurri corsari con una rimonta super

E' bella e vibrante la sfida che Genoa e Napoli mettono in scena al Ferraris. Il 2-4 finale è però risultato che penalizza in maniera eccessiva un Genoa a lungo protagonista. Rossoblù due volte avanti con Immobile (23') e Bertolacci (56'), raggiunti da Mesto (54') e Cavani (78') e infine messi ko negli ultimi spiccioli di gara da Hamsik (90') e Insigne (94'). Quinta sconfitta consecutiva per i Grifoni domenica prossima attesi da un derby di bassissimo profilo, sfatato il tabù trasferta per i partenopei che rilanciano le proprie quotazioni anche in campionato. Traverse di Bertolacci e Insigne. FORMAZIONI: Delneri, sempre sconfitto da quando gli sono state affidate le redini del Genoa, schiera un 4-1-4-1 che prevede Frey inporta con Sampirisi, Granqvist, Canini e Moretti in difesa; Antonelli; Tozser a fare il trait-d'union con la linea mediana formata da Kucka, Jankovic, Bertolacci e Antonelli ad agire alle spalle di Immobile. Dall'altra parte Mazzarri propende per un 3-4-1-2 che davanti all'estremo difensore De Sanctis prevede una linea composta da Campagnaro, Cannavaro e Gamberini; a centrocampo vanno Maggio, Behrami, Dzemaili e Dossena; Hamsik trequartista a supporto delle due punte Pandev (preferito a Insigne) e Cavani. PRIMO TEMPO: Squadre vive e Napoli più pericoloso al quarto d'ora quando Maggio, imbeccato da Cavani, colpisce l'esterno del palo sinistro di Frey. E' però il Genoa a passare con Immobile lesto a riprendere una respinta col braccio di Cannavaro su tiro di Tozser. E' sempre il giovane attaccante genoano a mettersi in evidenza con una conclusione su cui De Sanctis deve metterci i guanti fra le imprecazioni di Jankovic, solissimo ma ignorato dal compagno. Il serbo è poi inguardabile quando calcia fuori un pallone poco prima mandato sulla traversa da De Sanctis su fiondata di Bertolacci. Insigne rileva l'infortunato Pandev, ma è ancora il Grifo, con Kucka, a sprecare una sorta di rigore in movimento. Prima del riposo Frey è attento a fermare una ciabattata in diagonale di Cavani. SECONDO TEMPO: Mesto, fra gli applausi dei suoi ex-sostenitori, rileva Campagnaro e impiega tre soli minuti per agguantare il pari con diagonale da due passi. Lui non esulta limitandosi a mandare cuori verso la tribuna. Neppure il tempo di godersi l'equilbrio che Bertolacci riporta in vantaggio i suoi appoggiando oltre la linea bianca un delizioso pallone servitogli da Antonelli in fuga sulla sinistra. La sfida è bellissima e Frey deve volare per respingere una botta del volitivo Insigne. Delneri cambia Tozser e Bertolacci con Seymour e Merkel. Jankovic su punizione e Cavani sfiorano la gloria personale. Insigne ci prova con un tiro secco che Frey spedisce sulla traversa. Mazzarri si affida a Inler richiamando Behrami. Ma è ancora a Mesto che capita la chance del possibile nuovo pari, stavolta la conclusione è sbagliata. Non è così quella di Cavani che, sul filo del fuorigioco, s'incunea centralmente mettendo a sedere Frey siglando il 2-2. Mesto è scatenato e, proprio al 90', mette in mezzo un pallone invitantissimo per Hamsik che, in tuffo di testa, porta clamorosamente in vantaggio gli ospiti che nel recupero ottengono persino il poker su contropiede di Insigne. CHIAVE: Solito avvio convinto dei rossoblù che, rispetto al recente passato, riescono a serrare i ranghi con più spigliatezza di fronte ad avversari che si affidano in maniera ossessiva all'estro dei singoli, Cavani e Insigne in primis. MOVIOLA: Dirige con piglio ma approssimazione il bolognese Rizzoli, poco coadiuvato dal nugolo di suoi assistenti. Fra le sue sbavature un'incredibile inversione di responsabilità nell'occasione di un contatto tra Cannavaro e Immobile lanciato a rete da ultimo uomo. [Articolo per Goal.com dell'11 novembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 4 novembre 2012

Sampdoria-Atalanta 1-2: Ai blucerchiati non basta la magia di Maresca. Ora Ferrara rischia davvero

La Sampdoria non sa più come rialzarsi. Anche l'Atalanta si unisce all'elenco delle altre 5 squadre che nelle ultime sfide hanno sconfitto i blucerchiati. Il risultato, deciso dalle reti di Bonaventura (2') e De Luca (75') inframezzate dall'estemporaneo e bellissimo pari di Maresca (52'), sta stretto ai nerazzurri. I bergamaschi sono stati artefici di una prestazione sontuosa che, per lunghissimi tratti, gli ha consentito di comandare la sfida in totale scioltezza. I ragazzi di Ferrara, sempre confusi ma almeno più intensi dopo aver assaporato il breve equilibrio, continuano a mostrare tutti i limiti che hanno originato la crisi. FORMAZIONI: Ciro Ferrara schiera un 4-3-3 che prevede Romero a protezione della porta; De Silvestri (al posto dell'infortunato Berardi), Rossini, Gastaldello e Castellini sulla linea arretrata; Soriano, il rientrante Maresca e Poli in mezzo; in attacco Estigarribia e Maxi Lopez che torna titolare accanto ad Eder. I doriani giocano con la divisa nera a bande blucerchiate a ricordo delle vittime dell'alluvione che l'anno scorso a Genova portò distruzione e morte. E' invece un 4-4-2 lo schema prescelto da Colantuono: davanti al portiere Consigli vanno a sistemarsi gli esterni Raimondi e Peluso (preferiti a Lucchini e Brivio) insieme ai centrali Stendardo e Manfredini; Schelotto, Carmona, Cigarini e Bonaventura operano a centrocampo; in attacco spazio a Maxi Moralez e Denis. PRIMO TEMPO: Pronti, via e Atalanta subito avanti: fuga di Raimondi sulla destra per servire sul secondo palo Bonaventura liberissimo di appoggiare in rete. E' poi il palo alla destra di Romero a salvare la Samp dalla doppia capitolazione su Denis libero di colpire a colpo sicuro. Un “legno” si rivela provvidenziale anche per gli ospiti quando, al primo vero tentativo, Maresca schiaccia di testa colpendo la traversa di rimbalzo. È un lampo nel buio. Sono infatti i bergamaschi, ancora con Bonaventura e con Manfredini, a sprecare altre ottime opportunità. SECONDO TEMPO: Mentre Denis si divora un paio di incredibili chances è Maresca, con una meravigliosa rovesciata dal limite, a riequilibrare le sorti. De Silvestri e Cigarini mettono pepe alla sfida con tiri pretenziosi. Ferrara inserisce Obiang e Tissone per Maresca e Poli, Colantuono si affida a De Luca al posto dell'altro goleador di giornata Bonaventura. Nonostante il pari sia puro ossigeno per i giocatori di casa, sono sempre gli ospiti ad evidenziare una netta superiorità nel gestire la palla. E' quindi quasi per inerzia che, alla mezz'ora, si riportano in vantaggio proprio con De Luca servito da Denis all'altezza dell'area piccola. Mentre Stendardo mura Eder da due passi, Colantuono serra gli ormeggi inserendo Brivio e Biondini per Maxi Moralez e Carmona. Con gli ospiti in calo di energie e ancora spreconi, il previsto assedio viene aperto da una doppia conclusione di De Silvestri neutralizzata da Consigli e chiuso da Icardi con una botta ravvicinata respinta da Stendardo ancora presente al posto giusto nel momento giusto. CHIAVE: L'immediato vantaggio consente all'Atalanta di operare costantemente di rimessa aggiungendo apprensione alle già precarie manovre della Samp. I blucerchiati, limitati nelle idee e nelle potenzialità, danno segni di vita solo dopo la magia di Maresca. MOVIOLA: Nonostante la panolada Russo di Nola dirige in maniera sufficiente e con tranquillità. Estigarribia cade in area fra Peluso e Manfredini, per l'arbitro è simulazione e giallo. Probabilmente corretto l'annullamento per fuorigioco del goal di Denis suggerito al direttore di gara dai suoi assistenti. [Articolo per Goal.com del 4 novembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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giovedì 1 novembre 2012

Genoa-Fiorentina 0-1: Comandano i Viola, a decidere è uno spunto di Pasqual

E' bella e vincente la Fiorentina di Montella. A renderla ancora più splendente è un Genoa con troppi assenti e ancor più limiti strutturali e caratteriali. A decidere è una rete di Pasqual dopo 14'. Ma il risultato sta molto stretto agli ospiti, autentici dominatori per gran parte del match che ottengono la prima vittoria esterna stagionale. La formazione di Delneri, raramente in partita, non praticamente mai impensierito Viviano. FORMAZIONI: Per l'esordio marassino sulla panchina rossoblù Delneri deve fare a meno di titolari di lusso come Borriello, Vargas e Jankovic proponendo un 4-4-2 composto dall'ex Frey tra i pali; Sampirisi, Granqvist, Bovo e Moretti in difesa; Bertolacci, Kucka, Merkel e Antonelli a centrocampo; l'inedita coppia Immobile-Hallenius si piazza davanti. Consueto 3-5-2 per Montella che schiera Viviano in porta con Savic, Rodriguez e Pasqual innanzi a sé; Roncaglia, Borja Valero, Fernandez, Pizarro e Cuadrado in mediana; Jovetic e Ljajic terminali offensivi. PRIMO TEMPO: Non basta al Genoa la determinazione per mascherare l'enorme fragilità di questa serata. I viola impiegano meno di un quarto d'ora per prendere le misure e colpire in maniera letale con un cucchiaio di Pasqual su spiovente di Cuadrado. Frey deve poi distendersi in tutta la sua lunghezza per smanacciare in angolo una botta di Jovetic. La superiorità ospite è a tratti imbarazzante anche se non concretizzata a dovere. Cuadrado non inquadra il bersaglio grosso pur avendo tempo e possibilità di mira. Sempre il colombiano è strepitoso nell'offrire a Ljajic il pallone del raddoppio neutralizzato da una prodezza del portiere, provvidenziale anche su Jovetic. Dall'altra parte Immobile spreca le briciole concesse inventandosi inutili arzigogoli. SECONDO TEMPO: L'inconsistente Hallenius viene rilevato da Jorquera. E' però la Fiorentina a sfiorare il raddoppio, protagonisti Ljajic (innestato da Jovetic) e Frey che si salva con una serie di prodigi. Fuori Merkel, dentro Tozser. Delneri prova a rianimare così i suoi che effettivamente sembrano trovare maggior dinamismo a idee comunque annebbiate. Montella richiama Fernandez e Ljajic per inserire Aquilani ed El Hamdaoui. Fra i due cambi il Genoa ci prova con Tozser con un tiro teso che ricorda a Viviano il suo ruolo. La Fiorentina tira il fiato lasciando metri agli avversari ma non dà mai veramente la sensazione di perdere il controllo del gioco. Migliaccio sostituisce Borja Valero e si vede anche Said per Bertolacci. L'inerzia della gara però non riesce a cambiarla neppure l'occasionissima capitata a Immobile che si gira bene ma calcia male. CHIAVE: Viola a fare il bello e cattivo tempo contro un Genoa incerottato e totalmente in confusione per gran parte del match. MOVIOLA: “Brilla” per irritante pignoleria, Banti di Livorno, che lascia perplessi in più occasioni: dall'utilizzo dei cartellini (5 per i padroni di casa e 3 per gli ospiti) in poi. [Articolo per Goal.com dell'1 novembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 21 ottobre 2012

Genoa-Roma 2-4: Super rimonta giallorossa, Osvaldo fa sorridere Zeman

Si tinge di giallorosso la serata del Ferraris. Il Genoa parte bene senza riuscire a mantenere quanto prodotto. La Roma, sotto di due reti in apertura per i centri di Kucka (6') e Jankovic (15'), impiega una ventina di minuti per ritrovarsi. Quando ci riesce si fa dirompente e ribalta le sorti del match grazie a una girata di Totti (27'), una doppietta di Osvaldo (45' e 55') a cavallo del riposo e Lamela (82'). Sfida bellissima decisa dal maggior tasso tecnico tattico degli ospiti. FORMAZIONI: De Canio, che deve relegare in panchina l'influenzato Immobile, schiera un 4-4-2 formato dal portiere Frey; Bovo, Granqvist, Canini e Moretti in retroguardia; Jankovic, Kucka, Seymur, Antonelli linea mediana con Jorquera e Borriello in avanti. Zeman propone un 4-3-3 che prevede Stekelenburg fra i pali; Piris, Marquinhos, Castan e Balzaretti dietro; De Rossi, Tachtisids e Florenzi in mezzo; Lamela, Osvaldo e Totti attaccanti. PRIMO TEMPO: Colpisce a freddo, il Grifone. Prima è Kucka, assistito da Borriello, a lasciare partire al volo uno strepitoso destro ad effetto; Poi è Jankovic a confezionare il raddoppio dopo aver colpito la traversa davanti ai difensori ospiti fermi a guardare. Il Genoa è aggressivo e Stekelenburg deve metterci il ginocchio per respingere un diagonale ravvicinato di Borriello. La Roma soffre per 25', quando però riesce a destarsi Florenzi fa scorrere brividi lungo la schiena di Frey e Totti accorcia le distanze scherzando in area con Bovo. I giallorossi che ora Zeman disegna con un 2-4-4, prendono coraggio e metri di campo con l'eterno Capitano, l'ingolosito Florenzi e Osvaldo a fare da mattatori. Il break lo confeziona Jorquera, conclusione dai venti metri che mette le ali al portiere. La sfida è vibrante e, prima dell'intervallo Piris salva una palla sul fondo servendo in mezzo Osvaldo che che agguanta il 2-2. SECONDO TEMPO: Si riprende con una Roma assatanata che quasi subito compie il sorpasso, ancora con Osvaldo bravo a sfruttare un corner di Florenzi. De Canio si affida a Immobile, Bertolacci e Melazzi per Jorquera, Seymour e Antonelli. Ma il bandolo della matassa resta sempre in mano agli ospiti capaci di giocare in maniera fluida ed efficace soprattutto sulle corsie esterne. Il Genoa commette l'errore di cercare giocate più istintive che razionali. Alla mezz'ora Pianic rileva Florenzi mentre Borriello lascia i suoi in dieci a causa di un infortunio alla caviglia. A questo punto per la Roma diventa tutto più semplice e Lamela, con il mancino, chiude i conti nel finale. Osvaldo sfiora la cinquina peccando di leziosità. CHIAVE: Ritmi altissimi e braccio di ferro che, di volta in volta, premia la compagine che mette più foga sul pallone. A primeggiare sono gli ospiti forti di energie più costanti e maggior lucidità in fase di finalizzazione. MOVIOLA: Parte bene Orsato ma poi, quando la riserva di energie annebbia i riflessi e scalda i nervi, l'arbitro di Schio prova a tenerla sui giusti binari affidandosi eccessivamente all'uso dei cartellini. [Articolo per Goal.com del 21 ottobre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 6 ottobre 2012

Genoa-Palermo 1-1: Borriello risponde a Giorgi, il grande ex Gasperini sorride soltanto a metà

Non va oltre l'1-1 il Genoa contro un Palermo a cui la mano dell'ex Gasperini sta già imprimendo fisionomia e giusto coraggio. I siciliani, passati in vantaggio al 14' con Giorgi, gestiscono bene la prima frazione venendo poi messi alle corde dall'abilità tattica di mister De Canio che ottiene il pari con Borriello in avvio di ripresa (52'). La sfida, resa ancor più incandescente dall'approssimativa direzione dell'arbitro Tommasi che non decreta un rigore a favore di Jankovic e soci, ha evidenziato la fase di crescita di entrambe le squadre. FORMAZIONI: De Canio propone un 4-3-3 con il portiere Frey protetto da Sampirisi, Granqvist, Bovo e Antonelli; Kucka, Tozser e Seymour agiscono in mezzo mentre al tridente Jankovic-Borriello-Immobile spetta il maggior compito di colpire. Gasperini, indimenticato ex, si affida a un 3-4-2-1 che prevede Ujkani fra i pali; Munoz, Donati e Van Bergen dietro; Morganella, Rios, Barreto e Garcia a centrocampo con Ilicic e Giorgi a lavorare alle spalle dell'osservato speciale Miccoli. PRIMO TEMPO: Genoa vicino al vantaggio con Jankovic ma k.o. dopo un quarto d'ora su deviazione aerea di Giorgi servito da Ilicic posizionato sul vertice sinistro dell'area. De Canio prova a limitare un dirompente Garcia invertendo gli esterni di centrocampo. La prima nitida occasione per il possibile pari genoano è però uno sciagurato passaggio indietro di Munoz che costringe Ujkani a smanacciare sulla linea. E' una prodezza che segue quelle su Borriello diagonale in area e Immobile che, nel recupero, prova a colpire di testa sotto la trasversale. Il Genoa, che paga anche le eccessive smanie estetiche di Immobile, rischia su Ilicic che spezza l'egemonia genoana della seconda parte di tempo fiondando a fil di palo. SECONDO TEMPO: La ripresa si apre con un Genoa arrembante che agguanta subito il pari grazie a Borriello che, di testa, raccoglie uno spiovente dalla destra di Jorquera. Gasperini cerca nuove energie inserendo Hernandez e Kurtic per Miccoli e Ilicic. La sfida si fa incandescente con i padroni di casa sospinti a gran voce dai propri tifosi. Il Palermo cresce e De Canio si affida a Vargas, al posto di Immobile, per riportare l'inerzia del match a proprio favore. E' Hernandez, però, a cercare la via del gol mancandola di poco. Così come Vargas arrivato scoordinato su un cross di Jankovic. Bertolo rileva Giorgi. Il Genoa assedia freneticamente senza graffiare, Kurtic impegna a terra Frey.Inutili gli assalti all'arma bianca che i padroni di casa organizzano nel finale. CHIAVE: Genoa volitivo potenzialmente insidioso davanti ma poco compatto in mezzo; Palermo più pratico e più bravo negli scambi e negli inserimenti negli spazi. I duelli nei corridoi esterni sono a lungo quelli decisivi. MOVIOLA: Tommasi di Bassano del Grappa si ispira ai colleghi inglesi sventolando con parsimonia i cartellini ma merita l'insufficienza per sbavature di non poco conto, tutte in area rosanero: uno scontro fra Kucka e Barreto nel primo tempo e un clamoroso mani di Donati nel secondo. [Articolo per Goal.com del 6 ottobre 2012] 
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domenica 30 settembre 2012

Sampdoria-Napoli 0-1: Battaglia a Marassi, azzurri indenni e ancora in testa

La Juve chiama, il Napoli risponde. La squadra di Mazzarri, espulso per proteste al 41', toglie l'imbattibilità alla Sampdoria grazie ad un rigore trasformato da Cavani al 67' che a Gastaldello costa anche l'espulsione. La gara, poco spettacolare ma molto fisica e nervosa, ha per gran parte mostrato una superiorità tattica e territoriale dei padroni di casa. Gli ospiti, più affidati all'estro dei singoli che alla manovra organica, offrono il meglio di sé nella ripresa. FORMAZIONI: Ferrara, nel suo 4-3-3, conferma il portiere Romero e propone una difesa composta da Berardi; Gastaldello, Rossini e Costa; un centrocampo con Krsticic fra Munari e Obiang e il trio Estigarribia-Eder-Soriano davanti. Mazzarri propone un 3-4-1-2 che prevede De Sanctis in porta; Campagnaro, Cannavaro e Gamberini arretrati; Maggio, Inler, Behrami e Zuniga pacchetto centrale con Hamsik trait-d'union per Cavani e Pandev. PRIMO TEMPO: Blucerchiati costantemente propositivi e vicini al vantaggio con Eder ed Estigarribia che toccano d'un soffio a lato. Gli ospiti faticano ad alzare il proprio baricentro soffrendo oltremodo il pressing avversario. Se Gastaldello, messo in azione da Obiang, spreca sotto misura di testa, Cavani (a metà tempo assistman per il ritardatario Gamberini) e Hamsik consumano energie andando a sbattere contro il muro di gomma doriano nelle rare occasioni concesse. Prima dell'intervallo Mazzarri viene espulso per proteste. SECONDO TEMPO: Stessi ventidue, stesso canovaccio nonostante il Napoli riesca a guadagnare più spazi. A scuotere l'inerzia è l'ingresso di Insigne a rilevare Pandev. Di lì a poco arriva la prima vera fiammata partenopea: Hamsik s'incunea nei sedici metri ed è atterrato da Gastaldello che rimedia il secondo giallo lasciando i suoi in inferiorità numerica. Dal dischetto Cavani trasforma impeccabilmente nell'angolino sinistro di Romero. Ferrara richiama Munari per inserire De Silvestri. Il vantaggio corrobora gli ospiti e frustra gli sforzi dei padroni di casa che non demordono ma limitano la rincorsa ad un tiraccio dalla distanza di Obiang. Più ficcante, invece, Insigne che prima impegna il portiere di destro e poi lo spaventa con una botta a fil di palo. Per il finale al cardiopalma sul palco salgono Icardi e Poulsen al posto di Soriano e Berardi da una parte, Dzemaili e Mesto per Hamsik e Maggio dall'altra. La girandola produce due contropiedi sciupati dagli ospiti e l'ammirevole voglia dei padroni di casa di non mollare mai. CHIAVE: Samp intraprendente che chiude bene gli spazi e gestisce la palla a suo piacimento per gran parte della gara. Napoli a cui, per un'ora, il peso della prova di maturità pare zavorrare idee e forze. MOVIOLA: Nella bolgia del Ferraris, il contestatissimo Tagliavento di Terni dirige col solito piglio dimostrandosi inflessibile con il tecnico ospite reo di lamentarsi troppo platealmente. Ad inizio ripresa non rileva gli estremi del penalty quando Eder cade in area fra Cannavaro e De Sanctis. Giusta la concessione del rigore al Napoli per fallo di Gastaldello su Hamsik. [Articolo per Goal.com del 30 settembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 26 settembre 2012

Genoa-Parma 1-1: Lucarelli pesca il jolly dal limite, Borriello pareggia su rigore in zona Cesarini

In extremis il Genoa riesce a evitare la sconfitta contro un Parma caparbio e quasi perfetto nel monetizzare il vantaggio siglato al 26’ dall’ex-rossoblù Lucarelli. Solo all’88’ i Grifoni agguantano l’1-1 grazie ad un rigore di Borriello che, già al 67’, aveva avuto la chance dal dischetto infrangendola sul palo alla destra del portiere. Partita intensa ma con troppi errori, soprattutto da parte dei padroni di casa, prevedibili e spreconi. FORMAZIONI - De Canio, che oggi festeggia il 55° compleanno e le 200 panchine in serie A, schiera un 4-3-1-2 con Frey in porta protetto da Sampirisi, Canini, Bovo e Granqvist; centrocampo affidato ad Antonelli, Tozser e Kucka; mentre Bertolacci viene piazzato alle spalle delle due punte Borriello e Immobile. Donadoni opta per un 3-5-2 che prevede Mirante fra i pali; Zaccardo, Paletta e Lucarelli dietro; Acquah, Parolo, Valdes, Galloppa e Gobbi in mezzo; Belfodil e Amauri in attacco. PRIMO TEMPO - Il decollo della gara si fa attendere sino al 13° giro di lancetta quando Bertolacci e Immobile si accendono con scambi pregevoli che consentono al bomber di provarci a ripetizione: prima sprecando sul fondo su Mirante in uscita, poi costringendo il portiere a a mettere le ali per salvarsi in corner. Il Parma si fa notare pungendo Frey con un’insidiosa deviazione aerea di Zaccardo e poi bucandolo con Lucarelli che approfitta di un vuoto difensivo avversario per scagliare al volo un mancino perfetto su azione d’angolo. Belfodil, ginocchio destro ko, deve cedere anzitempo il campo a Pabon già caldo per servire ad Amauri la palla del possibile raddoppio: Frey è attento. Non lo è nella stessa maniera Immobile che, all’ultimo secondo, non riesce a gestire la sfera del pareggio. SECONDO TEMPO - La ripresa comincia con un defilatissimo diagonale di Immobile: Mirante c’è, anche sulla ribattuta di Antonelli. De Canio prova a scuotere la noiosa prevedibilità dei suoi inserendo Jorquera per Bertolacci.Dall’altra parte Donadoni propone Biabiany per Amauri. L’inerzia tattica resta a favore degli ospiti, grezzamente efficaci anche a frustrare le iniziative estetiche di Borriello e Immobile. E’ però di quest’ultimo il merito di mettere in area un pallone che Galloppa tocca platealmente di mano concedendo a Borriello la chance dal dischetto: l’opportunità s’infrange sul montante sinistro e poi Mirante blocca a terra. Ancora Immobile, suo malgrado, diventa protagonista negativo spedendo in Gradinata Nord i destini dell’unico contropiede concesso dagli ospiti. Dentro Piscitella e Anselmo, fuori Sampirisi e Antonelli. In campo c’è anche Sansone per Parolo. Allo scadere del tempo Borriello si procura il secondo rigore della serata a contatto con un nugolo di avversari. Stavolta, dal dischetto non sbaglia spiazzando Mirante. Inutile il forcing finale del Parma. CHIAVE - Sostanziale equilibrio, nella voglia di costruire e nei limiti del riuscirci, per entrambe le compagini a cui un terreno di gioco dallo stato precario non agevola i compiti. Dalla sua il Parma ha però il merito di agire con maggior concretezza e lucidità. MOVIOLA - E’ agevole, per Guida di Torre Annunziata, amministrare un match senza particolari episodi dubbi ad eccezione di un offside fischiato troppo frettolosamente a Borriello lanciato in area ducale. [Articolo per Goal.com del 26 settembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 23 settembre 2012

Sampdoria-Torino 1-1: Pari di rigore... Pozzi risponde a Bianchi, il Doria ancora imbattuto

Devono rinunciare al poker di vittorie Ciro Ferrara e la sua banda di ragazzi terribili. Contro l'arcigno Toro di Ventura i blucerchiati non vanno oltre l'1-1, in rimonta, dopo aver confezionato più palle-goal e costretto agli straordinari il portiere Gillet. Dopo una traversa scheggiata da Maresca nel primo tempo, a decidere sono due calci di rigore trasformati da Bianchi (69') e Pozzi (85'). Sfida intensa con un finale concitatissimo che premia la resistenza ospite. FORMAZIONI: L'odierno 4-3-3 iniziale di Ferrara prevede il ritorno di Romero fra i pali; Berardi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa; Munari (preferito a Soriano), Maresca e Obiang a centrocampo; Krsticic (in sostituzione dell'acciaccato Eder), Maxi Lopez ed Estigarribia in attacco. Dall'altra parte il tifoso doriano Ventura schiera i suoi granata con un 4-2-4 composto da Gillet fra i pali protetto da Darmian, Glik, Ogbonna e Masiello; piazza Gazzi e Vives in mezzo proponendo una linea offensiva con Cerci (vincitore del ballottaggio con Stevanovic), Meggiorini (mentre Sgrigna si accomoda in panca), Bianchi e Santana. PRIMO TEMPO: Avvio teso, con poche pause e con una Sampdoria più pericolosa a ridosso dei sedici metri. Soprattutto quando Maxi Lopez riesce a rubare palla e metri a Glik, ultimo uomo, involandosi verso un glaciale Gillet che ci mette una pezza. Il Toro è vivo ma le sue azioni sono caratterizzate da debolezza in fase conclusiva. E' poi sfortunatissimo Maresca, sul finire della frazione, quando un suo pregevole calcio di punizione dal vertice sinistro dell'area sbatte sulla traversa; nel prosieguo Maxi Lopez manda in rete un tiro di Berardi, ma la sua posizione di fuorigioco viene ravvisata dall'arbitro. Prima del riposo Gillet è ancora decisivo a tu per tu con Estigarribia prima e Krsticic poi. SECONDO TEMPO: Si riparte sotto una pioggia fittissima e con il Toro, per la prima volta, a ridosso del portiere Romero salvatosi in tuffo su botta di Darmian deviata da Maresca. Il braccio di ferro (la Samp ora è schierata con il 4-1-4-1) ora si fa più equilibrato. Ferrara ricerca l'inerzia a suo favore anche inserendo Soriano al posto di Obiang. A metà frazione Cerci è bravo a penetrare in area da destra e proprio il neo entrato è ingenuo ad atterrarlo. Dal dischetto Bianchi “buca” centralmente Romero portando in vantaggio gli ospiti. Si mischiano le carte Pozzi per Munari e Sgrigna per Bianchi. La Samp ora si riversa con foga in avanti agevolata dalla presenza di Eder (entrato al posto Estigarribia) che impiega poco a conquistarsi un rigore su contrasto con Glik. Pozzi firma il pari lasciando a Gillet il rammarico di aver sfiorato la palla. Nel recupero l'estremo belga diventa protagonista assoluto salvando un tiro di Soriano toccato da Ogbonna e su un pregevole destro di Eder. Nel concitato finale i doriani protestano per un sospetto tocco di mano in area di Masiello. CHIAVE: Blucerchiati manovrieri alla ricerca del bersaglio grosso, granata efficaci a ribattere, meno a dare sostanza agli intenti. I fraseggi in velocità sono l'arma che entrambe le difese soffrono di più e che, di fatto, decidono la sfida. MOVIOLA: Non è compito facile per Calvarese dirigere un match che conferma la sua tradizione a nervi tesi. L'arbitro di Teramo, coadiuvato da assistenti adeguati, fa giocare intervenendo il meno possibile faticando però a tenere in pugno la situazione. Corretti l'annullamento del goal di Maxi Lopez su segnalazione del guardalinee Niccolai e la concessione dei penalties. Qualche dubbio lo lascia il mancato intervento su tocco “galeotto” di Masiello. [Articolo per Goal.com del 23 settembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 17 settembre 2012

Genoa-Juventus 1-3: L'ex Immobile non basta, Giaccherini e Vucinic ribaltano il risultato

La Juventus soffre, rischia l'impossibile ma alla fine riesce a strappare la posta piena al Ferraris. Il Genoa, tanto bello quanto sprecone, cede per 1-2 dopo aver domato i campioni in carica per gran parte del match. Alla rete di Immobile nel primo tempo (18') rispondo Giaccherini (61'), Vucinic su rigore (78') e Asamoah (84') nel secondo. Sfida vibrante dall'inizio alla fine marchiata anche da un palo di Giovinco e una traversa di Borriello e decisa dai cambi bianconeri. FORMAZIONI - Per la sua 200a panchina in serie A Gigi De Canio si presenta con un 4-3-3 tutto aggressivo: Frey tra i pali; Sampirisi, Canini, Bovo e Antonelli in difesa; Kucka, Seymour e Bertolacci in mezzo; Jankovic, Borriello e Immobile davanti. La coppia Conte/Carrera punta invece sul 3-5-2 schierando Buffon in porta; un pacchetto arretrato composto da Barzagli, Bonucci, Chiellini (preferito a Lucio); Caceres, Marchisio, Pirlo, De Ceglie e Giaccherini come linea di centrocampo; Matri e Giovinco terminali offensivi. PRIMO TEMPO - Avvio fulminante del Genoa che sfiora il vantaggio con diagonale di Borriello, punizione insidiosa di Jankovic e ciabattata a lato di Immobile a tu per tu con Buffon. La Juve? Spenta come il tiraccio di Marchisio che fa da preludio al vantaggio rossoblù (18') siglato da Immobile a conclusione di un pregevole scambio con Borriello che fa ammattire i difensori ospiti sorpresi poi anche da un colpo, non preciso, di Jankovic. Sul finale di tempo Bonucci è strepitoso in recupero su Borriello. Al 38' Matri ha la prima clamorosa chance da rete per gli ospiti ma spedisce la palla alle stelle. Prima del the, Buffon è bravo a distendersi sulla sua sinistra per respingere una punizione di Bovo. SECONDO TEMPO - Stessi ventidue in campo ma Juve più propositiva che però rischia il secondo ko su colpo di testa ravvicinato di Sampirisi. E' poi sfortunato Giovinco nel colpire il palo incrociando di destro con Giaccherini incapace di ribattere a rete dopo che le carte bianconere venivano mischiate per il doppio cambio Asamoah-Vucinic per De Ceglie-Matri. La beffarda sorte dei legni tocca anche a Borriello. La svolta del match danza in mezzo al 15° giro di lancetta quando Bertolacci calcia addosso al portiere un rigore in movimento e, sul rovesciamento di fronte, Giaccherini pesca il jolly dell'1-1 su assist di Vucinic. De Canio sostituisce Bovo con Granqvist. Per gli ultimi assalti c'è Lichsteiner al posto di Caceres. Ma ci pensa Vucinic (78'), dal dischetto, fallo di Sampirisi su Asamoah, a completare il sorpasso. A rendere ancora più ricco il carniere pensa proprio il ghanese a ridosso dei titoli di coda (84'). CHIAVE - Genoa che macina metri di campo a velocità siderale mantenendosi molto corto, Juventus inizialmente sorpresa dal dinamismo avversario ma brava riprendersi nella ripresa: sostituzioni azzeccate abbinate al calo di energie dei padroni di casa incapaci di chiudere i conti. MOVIOLA - Nessuna particolare sbavatura per Rocchi di Firenze che dirige mostrando personalità e attenzione ben coadiuvato dai suoi assistenti. [Articolo per Goal.com del 16 settembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 2 settembre 2012

Sampdoria-Siena 2-1: Sampdoria-Siena 2-1: Maxi Lopez trascina i blucerchiati, Ferrara a punteggio pieno!

Vince in scioltezza, la Sampdoria. Ben oltre il risicato 2-1 frutto di un diagonale di Maxi Lopez, che ai ragazzi di Ferrara rende dolcissimo il the dell'intervallo, e di un botta e risposta nella ripresa tra Vergassola (62') e Gastaldello (68'). Il Siena, inesistente per un tempo e più vivo nella seconda parte, diventa facile boccone per l'affamata banda blucerchiata che gioca sulle ali dell'entusiasmo. Legni di Eder e Maresca. Ospiti in dieci nel finale per l'espulsione di Felipe. FORMAZIONI: Per la sua prima volta al Ferraris Ciro Ferrara propone un 4-3-3 composto da Romero in porta; Berardi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa; Maresca, subito gettato nella mischia, sostenuto da Obiang e Poli in mezzo mentre in attacco ci sono Estigarribia, Maxi Lopez ed Eder. Nel 3-5-2 di Cosmi finiscono Pegolo fra i pali protetto da Neto, Contini e Felipe; Mannini, Vergassola, D’Agostino, Sestu e Del Grosso a centrocampo; l'ex-genoano Zé Eduardo e Calaiò in avanti. PRIMO TEMPO: Eder scalda subito i riflessi di Pegolo con una serie di conclusioni nei sedici metri su cui il portiere si salva con tecnica e un pizzico di sorte. Il “motorino”Estigarribia si fa poi notare con un mancino che costringe l'estremo ospite a distendersi in tuffo. C'è tantissima Samp in questa fase. Quando i padroni di casa si concedono fisiologici attimi di sosta gli avversari palesano disarmante prevedibilità. Fa eccezione una saetta di Del Grosso disinnescata da Romero. Il vantaggio doriano matura a ridosso dell'intervallo: Maxi Lopez, in area, elude Felipe e scocca un diagonale vincente su girata di sinistro. SECONDO TEMPO: Cosmi si ripresenta con Valiani al posto dell'ammonito Mannini e con un gruppo apparentemente più coraggioso che mette Calaiò in condizione di battere “sporco” a rete. Il sussulto riporta subito i doriani a recitare la parte di protagonista. Eder, con una punizione rasoterra, bacia l'esterno del palo. Si mischiano le carte: Rosina per Zé Eduardo, Munari per Poli. E' però Gastaldello, suo malgrado, a riaprire i conti al 61' atterrando platealmente in area Calaiò. Dal dischetto la punta manda la sfera sul palo, Vergassola è però lesto a riprenderla acciuffando il pari. Per farsi perdonare il difensore azzurro impiega solo 6': incornata su cross di Obiang che vale il 2-1. Ferrara richiama in panchina Eder (che esce arrabbiatissimo) e propone Krsticic; dall'altra parte D'Agostino cede il campo a Verre. Nel finale Felipe rimedia l'espulsione per doppia ammonizione. La gara si chiude con una traversa di Maresca. CHIAVE: Samp aggressiva, Siena troppo attendista e leggerissimo dalla cinta in su. Il monologo blucerchiato comincia al fischio d'inizio e termina con il trionfale saluto ai propri tifosi. MOVIOLA: Serata ordinaria per il fiorentino Rocchi e i suoi pards. Nessun episodio dubbio, rigore ed espulsione di Felipe compresi. Evita il giallo a Estigarribia reo di una simulazione. [Articolo per Goal.com del 2 settembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 26 agosto 2012

Genoa-Cagliari 2-0: Merkel e Immobile fanno volare il Grifone, i sardi pagano a caro prezzo le disattenzioni difensive

Ci pensano Merkel e Immobile, in apertura e chiusura della ripresa, a regalare i primi tre punti stagionali ad Genoa vivace e sempre in partita. A farne le spese è un Cagliari intermittente che nel primo tempo viene graziato da Jorquera, impreciso dagli undici metri, e nel secondo deve inchinarsi ad un Frey decisivo in almeno tre azioni. FORMAZIONI: Speculari 4-3-3 per De Canio e Ficcadenti, entrambi premiati con la conferma dopo le salvezze dell'anno scorso. Il Genoa scende in campo con Frey tra i pali; Mesto (preferito a Tomovic), Granqvist, Canini e Antonelli a sua diretta protezione; Kucka, Seymour e Merkel in mezzo e con un tridente formato da Immobile sostenuto da Jankovic e Jorquera. Il Cagliari si affida al portiere Agazzi; in difesa vanno Pisano, Rossettini, Astori e Avelar; a centrocampo ci sono Dessena, Nainggolan ed Ekdal mentre il trio d'attacco è Cossu, Pinilla e Larrivey. PRIMO TEMPO: Tanta intensità e padroni di casa a far la voce grossa meritandosi, al 17', una chance da dischetto quando Jankovic, stupendamente servito da Seymour e contrastato da Astori e Agazzi, finisce a terra; Jorquera calcia sciaguratamente a lato. Il cileno prova a farsi perdonare in fretta servendo a Mesto, lanciatosi in tuffo sul secondo palo, un pallone su cui il portiere si oppone di piede. Il Genoa comanda ma il Cagliari, su improvvisa fiondata di destro di Nainggolan dopo la mezz'ora scuote la reattività di Frey. Il tempo si chiude con un botta e risposta: incornata di Pinilla che Frey respinge magicamente e diagonale di Immobile che schizza sul fondo. SECONDO TEMPO: Nel Genoa la novità è Rossi al posto di Jorquera. Per il resto la spinta è la stessa della prima frazione e, dopo soli sei giri di lancette, il Grifo passa con Merkel che può insaccare comodamente a porta vuota dopo che Agazzi si getta su Granqvist e il neo entrato fa un taglio centrale a disorientare un paio di difensori avversari. Fra iniziative fuori misura di Seymour e Pinilla è Perico a rilevare Avelar. Il Genoa concede qualche metro e il Cagliari ringrazia avanzando con maggior costanza. Rossettini impegna un paio di volte il portierone di casa, gli ospiti prendono coraggio e si fanno notare anche per una schiacciata di Larrivey. Ficcadenti tenta la carta della quarta punta inserendo Ibarbo per Dessena ma è Immobile (che l'anno scorso al Ferraris aveva segnato il suo ultimo goal stagionale) a chiudere il match all'85' realizzando il suo primo centro nella massima serie battendo di sinistro dopo aver danzato fra Astori e Rossettini. CHIAVE: Rossoblù di casa smaniosi di offrire il meglio di sé tenendo quasi sempre alle corde i sardi. Ospiti bravi a reggere gli urti tentando l'uppercut ma subendo quello definitivo dal genoano Immobile. MOVIOLA: Sufficiente la direzione di Rizzoli aiutato anche dal fatto che la gara è agonisticamente valida ma sempre corretta. Al 17' Jankovic cade in area su trattenuta di Astori e successiva entrata di Agazzi: è rigore, ineccepibile come il giallo mostrato al difensore. [Articolo per Goal.com del 26 agosto 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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venerdì 8 giugno 2012

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: A Varese tutti a disposizione tranne il nazionale Romero

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
La stagione agonistica dei rossoblù è terminata.

SAMPDORIA
A Varese, per l’ultimo atto della stagione che potrebbe riportare i blucerchiati nella massima serie dopo solo un anno di serie B, mister Iachini potrà contare su tutti i propri effettivi ad eccezione del portiere Romero convocato nella nazionale argentina.

[Articolo per Clicmedicina.it dell'8 giugno 2012]

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mercoledì 6 giugno 2012

Sampdoria-Varese 3-2: Spettacolo al 'Ferraris', un doppio Gastaldello fa impazzire i blucerchiati

La Sampdoria fa sua l’andata dei playoff superando per 3-2 il Varese a conclusione di un match bellissimo e deciso da una doppietta di Gastaldello (22’ e 83’) e dai centri di Rivas (25’), Pozzi (47’) e De Luca (55’). La formazione di Iachini è stata abile a sfruttare le occasioni da palla ferma che sono il punto più debole di quella di Maran comunque artefice di una prova gagliarda e generosa. Al ritorno, per ottenere la promozione, ai doriani basterà un risultato di parità.

FORMAZIONI – Iachini propone il recuperato portiere Romero; piazza in difesa Rispoli, Gastaldello, Rossini e Costa; sistema in mezzo Munari, Obiang e Renan; con Foggia ad agire da trequartista alle spalle di Pozzi ed Eder. Maran, costretto a rinunciare in extremis a Terlizzi vittima di una contrattura, schiera Bressan fra i pali; Cacciatore, Troest, Camisa e Grillo a comporre la linea arretrata; Zecchin, Corti, Kurtic e Rivas a centrocampo con la coppia Neto Pereira-De Luca in attacco.

PARTITA – Ritmi subito altissimi e difese spesso sotto pressione. Una punizione di Eder deviata da De Luca fa scorrere brividi sulla schiena degli ospiti. Samp più pericolosa sottoporta e vicina al vantaggio con un maldestro tocco di testa di Kurtic che, sugli sviluppi di un angolo sfiora l’autorete. Sul corner conseguente Gastaldello incorna, indisturbato l’1-0. Ma il vantaggio dura solo pochissimi giri di lancette perché Rivas, servito da Neto Pereira, decide di entrare in area “bevendosi” proprio Gastaldello e un altro paio di difensori per poi battere in maniera perfetta Romero. La tensione sale e, prima dell’intervallo, Foggia non trova il tap-in e Kurtic impegna il portiere in un paio di circostanze. La ripresa riporta subito al vantaggio la Samp grazie a un’intuizione di Obiang che lancia in porta Pozzi lesto ad approfittare di una leggerezza di Troest. Poco dopo Eder impegna severamente Bressan in diagonale. Il Varese non molla e perviene nuovamente al pareggio con De Luca dimenticato dalla retroguardia doriana all’altezza del dischetto. Iachini richiama in panchina Munari (sfortunato protagonista dell’ultimo episodio) e Foggia per inserire Soriano e Juan Antonio. Anche Maran mischia le carte: fuori Rivas e Neto Pereira, dentro Martinetti e Nadarevic . Il Varese tiene bene il campo ma, appena molla un po’ gli ormeggi, rischia moltissimo consentendo a Soriano di poter calciare da ottima posizione ma senza la giusta mira. Nel finale entrano anche Pellè al posto di Obiang e Damonte per De Luca. A risolvere i problemi a Iachini all’83’ pensa però ancora Gastaldello sempre da azione d’angolo e di testa.

CHIAVE – Tutti contro tutti a viso aperto e senza risparmiarsi. La gara mostra il meglio di quanto entrambe le formazioni oggi possono dare. Sampdoria costretta a reggere la forza d’urto avversaria ma sempre pericolosissima quando riesce a trovarsi nella zona calda avversaria.

CHICCA – E’ il 25’ quando Rivas, servito da Neto Pereira sulla corsia sinistra, si accentra controllando la sfera di destro, per poi liberarsi di Gastaldello con una finta e infilare il portiere della nazionale argentina eludendo gli interventi di Rispoli e Costa.

TATTICA – La Sampdoria inizia con il 4-3-1-2 e finisce con il 4-3-3, Varese con il 4-4-2 che chiude con un 4-4-1-1.

MOVIOLA – Il promettente Giacomelli di Trieste dirige con affanno commettendo troppi errori di valutazione. Se è corretta l’ammonizione comminata a Neto Pereira, esagerata appare quella per il diffidato Troest. Nel finale della prima frazione l’arbitro e i suoi assistenti non vedono una gomitata di Pozzi ai danni di Troest. Nel finale è costretto a sventolare i cartellini per non farsi sfuggire di mano la sfida.

PROMOSSI & BOCCIATI – Gastaldello consente alla Samp di mettere un piede avanti verso la serie A grazie a una doppietta da autentico falco d’area di rigore: voto 8. Sino a quando resta in campo Foggia spreca più energie a protestare che a creare azioni incisive, da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più: voto 5.5. Rivas riprende il match con un goal d’autore e una prestazione maiuscola sotto il profilo della tenuta e della tecnica: voto 7.5. Camisa, sostituto dell’infortunato Terlizzi a pochi istanti dall’inizio, ha sulla coscienza alcune debolezze e l’amnesia che ha permesso a Gastaldello di sbloccare il risultato. Nel finale l’arbitro gli risparmia il doppio giallo: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 6 giugno 2012]

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venerdì 18 maggio 2012

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Eder e Berardi in dubbio

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
La stagione agonistica dei rossoblù è terminata.

SAMPDORIA
Prosegue nella massima determinazione l’avvicinamento alla gara di domenica contro il Pescara. Oltre allo squalificato Pellè, mister Iachini dovrà fare i conti con gli acciaccati Eder, problema muscolare alla coscia sinistra, Munari per un affaticamento muscolare, Berardi che ha la caviglia sinistra dolorante a causa di una violenta botta e Obiang reduce da una forte contusione rimediata al ginocchio destro con leggero interessamento del collaterale.

[Articolo per Clicmedicina.it del 18 maggio 2012]

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domenica 13 maggio 2012

Genoa-Palermo 2-0: Il Grifone ritrova la vittoria, la salvezza porta le firme di Gilardino e Sculli

Le toppe più importanti alla stagione più scadente dell'era-Preziosi le mettono Gilardino e Sculli. Ci sono infatti le loro firme sulle reti che al 51' a al 70' consentono al Genoa di battere il Palermo e, conseguentemente, di guadagnarsi la salvezza ai danni del retrocesso Lecce. La gara, nel primo tempo caratterizzata dalla palpabile tensione che imbriglia cervello e gambe dei ragazzi di De Canio, è tutt'altro che spettacolare. A contare è solo il risultato e a primeggiare è l'unica squadra in campo che ne ha veramente bisogno. Il Palermo gioca con onore senza però riuscire a trovare spunti vincenti.

PRE-PARTITA - La partita della vita il Genoa la gioca a porte chiuse e con un migliaio di indomiti suoi devoti a soffrire e incitare “al buio”, assiepati oltre una gradinata Nord desolatamente vuota a causa dei fattacci della gara con il Siena. Striscioni di contestazione alla presidenza e di sostegno alla maglia sono appesi all'esterno dello stadio dove è in corso anche una raccolta benefica di generi alimentari e di prima necessità. Nel piazzale antistante le tribune un nutrito gruppo di forze dell'ordine controlla la situazione.

FORMAZIONI – Sono pesanti le defezioni con cui i due tecnici devono fare i conti, soprattutto gli squalificati Palacio e Kucka da una parte, Miccoli, Donati e Balzaretti dall'altra. De Canio schiera quindi Frey; sostenuto da una linea difensiva composta da Mesto, Granqvist, Kaladze (all'ultima partita ufficiale della sua carriera) e Moretti; a centrocampo vanno Rossi, Belluschi e Biondini mentre Jankovic agisce da trequartista alle spalle di Sculli e Gilardino. Mutti si affida al portiere Viviano con Labrin, Munoz e Mantovani a comporre la linea arretrata; Pisano, Migliaccio, Bertolo, Barreto e Aguirregarray in mezzo; Mehmeti e Budan in attacco.

PARTITA – Il Genoa parte arrembante, un diagonale di Belluschie un colpo di testa di Granqvist si avvicinano molto al bersaglio grosso, per poi farsi zavorrare dalla paura. Così appena la formazione di Mutti riesce ad entrare nei sedici metri avversari (27'), Frey deve compiere un autentico miracolo in uscita per deviare in angolo un tocco ravvicinato di Mehmet che nell'occasione s'infortuna e deve cedere il campo a Vazquez. Poi Barreto ci prova dalla distanza sbagliando per questione di centimetri sul rovesciamento di fronte Pisano è provvidenziale ad anticipare Rossi pronto a battere a rete. Dopo l'intervallo a difesa dei pali del Palermo c'è Brichetto al posto di Viviano. Neppure il tempo di ambientarsi che Gilardino, servito dalla destra da Rossi, appoggia nel sacco la palla dell'1-0. La reazione di Migliaccio & co. è vivace ma imprecisa al momento di tramutarsi in sostanza. Dopo che Gilardino si smarrisce nel bel mezzo di un contropiede, Mutti toglie Aguirregaray per inserire Lores Varela. Ma è il Genoa ad andare ancora a segno con un'azione personale di Sculli che, servito da Gilardino, s'incunea tra la fragile linea difensiva ospite, scavalcando Brichetto con un tocco delizioso per poi appoggiare in rete di testa. Sul 2-0 Sampirisi e Carvalho rilevano Jankovic e Sculli. Il Genoa ora può gestire il confronto a cuor leggero e, a risultato pressoché acquisito, Enrico Preziosi abbandona la sua inusuale postazione a bordo campo per accomodarsi in tribuna d'onore.

CHIAVE – Tutto come da copione: padroni di casa a fare la partita in cerca di un risultato positivo che valga la salvezza, ospiti rimaneggiati che badano soprattutto a contenere mostrando, a tratti, gli artigli.

CHICCA – Tra le asfittiche manovre dei rossoblù spicca il pregevole scambio che sblocca il risultato: tutto nasce da Biondini che allarga sulla destra per Rossi lesto a trovare Gilardino innanzi alla porta consentendogli di ritrovare il feeling con il goal. Surreale il boato di giubilo proveniente dall'esterno dello stadio.

TATTICA – De Canio opta per il 4-3-1-2; Mutti per il 3-5-2.

MOVIOLA – Valeri della sezione di Roma 2 dirige senza sbavature aiutato dagli atteggiamenti di sostanziale correttezza degli atleti in campo. Unico dubbio lo lascia un contatto in area rosanero tra Munoz e Gilardino e conseguente ammonizione del genoano.

PROMOSSI & BOCCIATI – Sino all'ultimo appuntamento Frey, portiere più impegnato della A, deve sfoderare il meglio del proprio repertorio per limitare i danni. Positivo anche l'approccio alla sfida di Sculli, non nuovo a segnare in gare disputate a porte chiuse: voto 7 ad entrambi. Nessun rossoblù, almeno sotto il profilo dell'impegno, merita l'insufficienza. Migliaccio, oggi con la fascia di capitano, è puntuale in fase di copertura e sempre attento al momento di proporre azioni in avanti: voto 6.5. Munoz tiene il campo con colpevole sufficienza e anche un Gilardino in condizione non smagliante riesce a trarne il massimo beneficio: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 13 maggio 2012]

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domenica 6 maggio 2012

Sampdoria-Reggina 3-1: Super Pozzi, tripletta che vale la piena zona playoff

Sampdoria sempre più vicina ai playoff dopo la vittoria su una Reggina tutt'altro che irresistibile. La formazione di Iachini - più solida, ordinata e convinta di quella proposta da Breda -, vince senza patemi per 3-1 grazie a una tripletta di Pozzi (13', 36' e 60') e una rete di Melara (72'). La partita, scivolata su ritmi blandi, non è mai parsa in bilico premiando la formazione che più ha dato la sensazione di voler giocare a calcio. Tre vittore in otto giorni per i blucerchiati.

FORMAZIONI – Iachini, orfano di Gastaldello appiedato dal giudice sportivo, propone Da Costa trai pali; difesa con Rispoli e costa esterni mentre Volta e Rossini sono i centrali; centrocampo affidato a Munari, Obiang e Renan; mentre Juan Antonio agisce alle spalle di Pozzi ed Eder. Breda, che ha lasciato a casa Bonazzoli e Viola oltre allo squalificato Rizzo, schiera Belardi in porta; protetto da Freddi, Emerson e Angella; Melara, Armellino, D’Alessandro, Barillà e Colombo in mezzo affidando alla coppia Ceravolo-Campagnacci il principale compito di attaccare.

PARTITA – La Samp fa la partita mentre la Reggina non va oltre il ruolo di sparring partner finendo all'angolo già al 13' quando Eder può affondare con tranquillità sulla sinistra per poi appoggiare in mezzo dove Pozzi indirizza a rete un pallone sporcato da Angella. Gli ospiti provano a dimostrare di essere in campo si affidandosi a maldestri tentativi di Ceravolo. E' però uno stucchevole girare a vuoto. Così la Samp decide che è il caso di chiudere la pratica: prima di uscire per infortunio Juan Antonio ci prova con un destro dal limite, al 35' è poi ancora Pozzi a riuscirci battendo sul primo palo il distratto Belardi con la complicità di Colombo e Freddi che si dimenticano di coprirgli l'angolo di tiro. Dopo l'intervallo proprio l'inguardabile Colombo viene rilevato da Ragusa. Sul prato comunque gli equilibri restano gli stessi della prima parte: padroni di casa a maramaldeggiare al cospetto di avversari leggeri leggeri. Campagnacci cede il posto a Melara giusto in tempo per poter ammirare da vicino la terza rete del pomeriggio siglata da Pozzi: violento sinistro al volo nei sedici metri. Poi il bomber viene richiamato in panchina per dare spazio a Pellè. Al 72', in occasione del primo tiro in porta, Melara da due passi sigla la rete della bandiera. Il resto è poco più che attesa del triplice fischio inframezzata da estemporanei tentativi ospiti.

CHIAVE – Blucerchiati scesi in campo con la determinazione di chi vuole vincere, amaranto solo per onor di firma. Sta tutto in questo leit-motiv il senso di una sfida nella quale i calabresi dimostrano di non aver più nulla da chiedere al campionato e la squadra di casa una voglia matta di lottare per guadagnarsi le ultime possibilità di promozione.

CHICCA – E' bravissimo Pozzi, in occasione del secondo goal, ad ipnotizzare in un sol secondo Colombo, Freddi e Belardi per poi trovare il varco giusto mandando agli archivi la partita dopo soli 36'. Altrettanto bravo a freddare al volo Belardi su assist di Obiang in occasione del terzo centro.

TATTICA – Sampdoria con il 4-3-1-2, Reggina con il 3-5-2.

MOVIOLA – Palazzino di Ciampino dirige in maniera comoda una gara semplicissima. Eccessivo però il giallo comminato dopo 9' al diffidato Barillà per un intervento su Eder mentre qualche dubbio desta una trattenuta in area ospite di Angella su Volta sulla quale l'arbitro, ben piazzato, sorvola. Così come quando ammonisce anche il diffidato Renan risparmiandogli poi il secondo giallo quando il giocatore, per reazione, lo manda platealmente a quel paese.

PROMOSSI & BOCCIATI – Pozzi agisce bene mettendo a segno una tripletta che alza notevolmente le chances di playoff del suo club. 15 ora sono le sue pesanti firme all'attivo: voto 7.5. Nessun doriano merita l'insufficienza. E' onestamente difficile dare voti positivi ad una squadra come quella calabrese apparsa svogliata come una classe di liceali l'ultimo giorno di scuola ma, se non altro per il goal siglato, al subentrato Melara il 6 va di diritto. Fra i più distratti vi sono Belardi e Freddi insieme all'inconsistente Campagnacci: 4.5.

[Articolo per Goal.com del 5 maggio 2012]

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mercoledì 2 maggio 2012

Pagelle di Genoa-Cagliari 2-1: Palacio e Jankovic tengono a galla il Grifone, Pinilla non entra mai in partita

Queste sono le pagelle di Genoa-Cagliari, partita vinta 2-1 dai Grifoni e giocata a porte chiuse sul campo neutro di Brescia. A segno sono andati Palacio (11'), Ariaudo (13') e Jankovic (76'). Il successo pieno, che la formazione del presidente Preziosi non otteneva da ben 13 turni, rilancia le speranze di salvezza. Il terz'ultimo posto, sempre occupato dal Lecce dell'ex-Serse Cosmi bravo a pareggiare in casa della Juventus, è ora distante 3 punti a un paio di giornate dalla conclusione del campionato. 

GENOA:
Frey: Abituato a sciorinare prodezze di partita in partita stasera concede un solo volo utile alla causa. Voto 6.
Rossi: In quella che per il Grifo è l'appuntamento della vita il capitano di lungo corso va in riserva troppo presto. Voto 5.5.
Granqvist: Hamrén, selezionatore della nazionale svedese, è arrivato a Brescia per vederlo all'opera. Lui cerca di non deluderlo ma giocare in un clima da ultima spiaggia non lo aiuta. Voto 6.
Moretti: Ancora una volta è tra i principali colpevoli del gol subito. Alterna buone cose ad altre non all'altezza della categoria. Voto 5.5.
Alhassan: Nonostante i suoi 19 anni tiene il campo con diligenza, esce dopo un'ora. Voto 6.
Mesto: Fatica più del solito anche a produrre le sgroppate che sono una delle sue specialità. Voto 5.5.
Biondini: Come tutti gli ex è fra i più attesi, stasera svolge un utilissimo lavoro sporco. Voto 6.
Sculli: Parte come un gladiatore per poi venire contagiato dalla paura che attanaglia i suoi compagni e che ne zavorra la prestazione. Voto 6.5.
Gilardino: Qualche sponda e nessuna giocata degna del suo talento. Ennesima presenza da dimenticare. Voto 5.
Palacio: Gli bastano 11' per dare l'illusione di scacciare i fantasmi, bravo a reggere sulle sue spalle una squadra senza identità e con poca anima. Voto 7.
SOSTITUZIONI:
Jankovic: Entra a mezz'ora dalla fine per trasformare in maniera magistrale, potenza e precisione, un calcio piazzato che s'infila nel “sette” alla destra del portiere. Voto 7.
Birsa: Gettato nella mischia verso gli sgoccioli per tenere il più alto possibile la propria squadra. Voto ng.
Veloso: In campo solo per pochi giri di lancetta e per vedere da vicino l'unico cartellino giallo sventolato da Mazzoleni. Voto ng.

CAGLIARI:
Agazzi: Non proprio esente da responsabilità in occasione della prima rete subita, trascorre una serata senza sussulti sino a quando Jankovic lo costringe a recuperare un pallone nella sua porta per la seconda volta: Voto 5.5.
Perico: Lotta e mette la giusta attenzione per tutti i 90'. Alla mezz'ora avrebbe anche la chance di spaventare Frey ma smarrisce la lucidità. Voto 6.5.
Ariaudo: Il suo primo goal in campionato riesce a metterlo a segno tra 4 difensori genoani pressochè immobili a far da brutte statuine. Giusto premio, il suo centro, a coronamento di una prestazione più che sufficiente seppur gestita in condizioni fisiche precarie. Voto 7.
Astori: In apertura salva su Gilardino e poi tiene a bada gli avanti genoani senza neppure dover sudare troppo. Voto 6.
Agostini: In una serata da ritmi lentissimi e pause da incubo lui è tra i migliori in campo. Voto 6.5.
Ekdal: Fa il minimo indispensabile per guadagnarsi la sufficienza. Voto 6.
Conti: Solita prova fatta di disciplina, ordine e sostanza. Voto 6.5.
Nainggolan: Partecipa all'approssimazione generale. Voto 5.5.
Cossu: Compito svolto senza sbavature e con qualche piacevole giocata. Voto 6.
Ibarbo: Il suo ruolo di spauracchio resta solo virtuale, non riesce mai ad innestare la quarta finendo per agire soprattutto in fase di contenimento. Voto 5.
Pinilla: In dubbio sino a poche ore prima del match a causa di un affaticamento, passeggia sino a quando non lascia il posto a Nenè. Voto 4.5.
SOSTITUZIONI:
Nenè: Non incide. Voto 5.
Thiago Ribeiro: Sostituisce Ibarbo, anche nei vuoti. Voto 5.
Larrivey: Entra nel finale quando i suoi sono di nuovo sotto. Voto ng.


[Articolo per Goal.com del 2 maggio 2012]

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venerdì 27 aprile 2012

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Tutti a disposizione di De Canio, Pozzi e Gastaldello recuperano

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
A Bologna mister Gigi De Canio avrà a disposizione tutti i suoi effettivi ad eccezione dello squalificato Jankovic.

SAMPDORIA
Beppe Iachini al match casalingo contro il Bari sta arrivando senza poter fare affidamento sullo squalificato Munari comunque dolorante al ginocchio destro e sugli acciaccati Padalino, in iter riabilitativo dopo la lesione al semimembranoso della gamba destra, sul portiere Romero, vittima di un trauma contusivo-distorsivo del ginocchio destro con interessamento del collaterale mediale e su Berardi alle prese con una contusione alla caviglia sinistra. Recuperati, invece, Pozzi e Gastaldello.

[Articolo per Clicmedicina.it del 27 aprile 2012]

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domenica 22 aprile 2012

Genoa-Siena 1-4: Incubo rossoblù! Sconfitta e contestazione, Serie B mai così vicina

Il Siena passeggia su un Genoa inguardabile. 1-4 a favore dei toscani è il risultato finale di una partita rocambolesca. A segno vanno Brienza (17' e 37'), Destro (18') e Giorgi (48'). Ma la formazione di Sannino avrebbe potuto rimpinguare il carniere se Frey non avesse messo più di una pezza. La gara viene sospesa all'8' della ripresa quando Malesani, con la sua squadra già sotto di un poker di goal, toglie l'attaccante Sculli per inserire il difensore Kaladze. La mossa, unita a 53' di un Genoa senza gioco nè anima preso a pallonate dal Siena, scatena l'ira dell'ala più dura degli ultrà genoani che invade il settore distinti all'altezza del varco che unisce spogliatoi e terreno di gioco lanciando petardi e fumogeni. Dopo 49' di trattative si riprende a “giocare” sino al 90' in un clima surreale e con i padroni di casa che mitigano il passivo grazie a un'autorete di Del Grosso (80').

PRE-PARTITA - C'è aria di lotta in questo pomeriggio genovese soleggiato ma sferzato da vento gelido. Genoa e Siena si affrontano in un braccio di ferro per la salvezza che i padroni di casa affrontano con 3 lunghezze di svantaggio ma con l'apporto di una tifoseria che promette sostegno per 90' mettendo da parte la delusione per un campionato vissuto ben al di sotto delle aspettative. Tensione palpabile anche fra i calciatori in campo per il riscaldamento.

FORMAZIONI – Malesani, che deve rinunciare a Moretti fermato dal giudice sportivo e a Belluschi affetto da distorsione a una caviglia, schiera il portiere Frey; Mesto, Granqvist, Bovo (preferito a Kaladze) e Alhassan sulla linea arretrata; Sculli, Biondini, Kucka e Rossi in mediana; Palacio e Gilardino sono gli elementi più avanzati. Costretto a fare a meno degli squalificati Pegolo e Contini e degli infortunati dell'ultima ora Larrondo e Belmonte, Sannino propone Brkic in porta; Vitiello, Terzi, Rossettini e Del Grosso in difesa; Giorgi, Vergassola, Gazzi e Grossi in mezzo con l'ex-Destro e Brienza in attacco.

PARTITA – Si parte a ritmi forsennati. Il Genoa ci prova con un colpo di testa di Palacio, una punizione di Bovo e una volèe di Biondini poi si spegne quando il Siena riesce a trovare il bersaglio grosso due volte nello spazio di un minuto: tiro franco di Brienza deviato dalla spalla di Gilardino (17') e incornata di Destro su assist di Del Grosso (18'). Proprio il secondo bomber di giornata potrebbe trovare ancora gloria, ma il suo diagonale è preda di Frey. Il Genoa si riversa in avanti, sfiora il montante con una punizione di Kucka, e Malesani inserisce Jorquera, sistemato dietro le punte al posto di Alhassan. E' però sempre il Siena a maramaldeggiare trovando addirittura la terza rete ancora con Brienza libero di controllare sui venti metri e di spazzolare l'angolino sinistro di Frey. Il Genoa va in bambola e rischia di andare ancora più a fondo quando sempre Brienza non trova il tap-in a porta vuota dopo una respinta del portiere su botta di Del Grosso. Il Genoa si fa notare solo per una debole conclusione di Jorquera. Ripresa con il Genoa ancora impalpabile che concede subito il 4° gol agli ospiti, diagonale ad effetto di Giorgi. Ancora lui, poco dopo, sfiora la doppietta personale costringendo Frey a salvarsi di piede. Malesani allora toglie Sculli (un attaccante) per inserire Kaladze (un difensore). Ma a questo punto la gara viene sospesa per lancio di fumogeni e petardi da parte di un folto gruppo di ultrà che invade il settore distinti all'altezza del varco che unisce spogliatoi e terreno di gioco. La contestazione da parte di questo gruppo di sostenitori non risparmia nessuno, presidente Preziosi incluso. Dopo venti minuti d'attesa Tagliavento ne decreta la sospensione richiamando negli spogliatoi le squadre. Il Siena esce dal campo tra gli applausi, il Genoa resta sul prato sino a quando anche Preziosi entra per parlamentare con i suoi calciatori. Su richiesta dei tifosi i giocatori si sfilano la loro maglia a quarti rosssoblù e la consegnano al capitano Marco Rossi. Fa eccezione Sculli che va a colloquiare con i contestatori. Al termine dell'incontro Rossi riconsegna le casacche ai compagni e si riprende a giocare 49' dopo in clima surreale sugli spalti, con i ventidue in campo che trotterellano solo per onor di firma nonostante il Genoa riesca ad andare a segno su sfortunata deviazione nella propria porta da parte di Del Grosso.

CHIAVE – Si gioca a viso aperto, senza tatticismi che per entrambe le squadre non sono congeniali. Ne beneficia il pathos di una gara che i rossoblù cominciano proiettati in avanti prestando però il fianco alle efficaci incursioni bianconere che vanno a nozze con la scadentissima capacità difensiva avversaria.

CHICCA – E' il 37' quando, con i rossoblù vispi quanto una squadra di Subbuteo, Vergassola è libero di avanzare, servire centralmente Brienza che può controllare, prendere la mira e caricare un mancino verso il quale Frey si tuffa in maniera non irresistibile.

TATTICA – Malesani parte con il 4-4-2 modificandolo in un 3-4-1-2 con l'ingresso di Jorquera a fare il trequartista; Sannino mantiene un ordinatissimo 4-4-2.

MOVIOLA – Tagliavento di Terni dirige senza particolari sbavature gestendo al meglio anche la fase più delicata di pomeriggio: sospensione e ripresa del gioco. Dal punto di vista puramente tecnico appaiono corrette le ammonizioni comminate al diffidato Marco Rossi reo di protestare con eccessivo impeto e quella a Gilardino per simulazione.

PROMOSSI & BOCCIATI – L'unica risicata sufficienza genoana la merita Marco Rossi per l'impegno profuso a livello agonistico e diplomatico. Trovare il peggiore dei suoi compagni non è impresa semplice, a toglierci le castagne dal fuoco pensa ancora una vola mister Malesani: confuso nella preparazione e nella lettura del match, voto 4. Nelle fila senesi Brienza e Destro hanno il merito di monetizzare il lavoro svolto con diligenza da se stessi e dai propri compagni: voto 7. Nessun calciatore di Sannino merita la bocciatura.

[Articolo per Goal.com del 22 aprile 2012]

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mercoledì 18 aprile 2012

‘Mollo tutto e vado in Australia’ di Myriam Defilppi, Claudio e Lieto Cuccurullo: 5 mesi in paradiso

Un po’ diario di viaggio, un po’ ricerca introspettiva e tanto spirito d'avventura. ‘Mollo tutto e vado in Australia’, scritto dai giornalisti Myriam Defilippi e Claudio Cuccurullo insieme al loro piccolo Lieto, è un libro da leggere tutto d’un fiato. Per chi il mondo down under l’ha respirato e conosciuto ma anche per chi è semplicemente curioso. In 240 pagine i “nostri” viaggiatori raccontano un’esperienza durata 5 mesi sabbatici e distesa per 23000 chilometri a bordo di un camper che accarezza una terra con un tempo e uno spazio tutto suo, tra città e deserti dispensatori di emozioni e scoperte uniche. Oltre che nelle librerie il libro, pubblicato dalle ottime edizioni genovesi Liberodiscrivere, è acquistabile online a questo indirizzo: www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159649; 11 euro la versione cartacea, 6,99 euro quella digitale.
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venerdì 13 aprile 2012

‘Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa’ di Vincenzo Paliotto, le passioni che nutrono il football

E’ bello e interessante 'Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa', il libro scritto da Vincenzo Paliotto con prefazione di Massimo Grilli del Corriere dello Sport ed edito dalla vivace Urbone Publishing. Attraverso un approccio leggero, ma non per questo poco preciso, la guida delle rivalità calcistiche di tutto il calcio europeo racconta origini, passioni, caratteristiche, protagonisti e retroscena di oltre 150 antagonismi che danno linfa allo sport più seguito al mondo. Il libro, il cui costo è di 15 euro, è disponibile anche in versione digitale. Per acquistarlo nel formato da voi preferito potete scrivere all’indirizzo ordini@urbone.eu oppure recarvi presso i negozi “Libreria dello Sport” di Milano, Pesaro e Torino, da “Pagine di Sport” a Roma e da “Fan’s Shop” a Salerno. Per maggiori informazioni andate su QUESTA pagina o visitate il sito ufficiale della Urbone Publishing.

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mercoledì 11 aprile 2012

Genoa-Cesena 1-1: Il Grifone ha dimenticato cosa vuol dire vincere, la classifica ora è da incubo

Mutu (75') risponde a capitan Rossi (41') che aveva illuso al Genoa di poter affrontare con maggior sicurezza la ripresa. I Grifoni, a secco di vittorie da 11 gare, propongono l'ennesima prestazione balbettante consentendo ad un Cesena con un piede e mezzo in serie B di uscire indenne da quello che un tempo era considerato un autentico fortino. Gara brutta caratterizzata da eccessi di agonismo e accenni di calcio. Dopo il concomitante successo esterno del Lecce a Catania, il club di Enrico Preziosi è a sole due lunghezze dalla zona retrocessione.

PRE-PARTITA: Oltre 20 mila cuori e ugole rossoblù invadono il Ferraris per sostenere il Grifone in una delle più difficili gare della gestione Preziosi. Nonostante il Cesena sia pressoché retrocesso, per i ragazzi di Malesani il compito non si presenta dei più semplici. Obiettivo è farsi perdonare le ultime scialbe prestazioni e, soprattutto, agguantare tre punti fondamentali per un finale di stagione senza incubi. Serata più invernale che primaverile e terreno di gara reso pesante da un diluvio abbattutosi in mattinata su Genova.

FORMAZIONI – Senza gli infortunati Belluschi e Constant e lo squalificato Kucka Malesani propone lo stesso undici che a Novara non si è coperto di gloria: Frey in porta; Granqvist, Kaladze e Moretti in difesa ; capitan Rossi, Veloso, Biondini e Sculli a centrocampo; con la coppia Gilardino-Palacio a caccia di reti.
Beretta, costretto a rinunciare agli acciaccati Colucci, Comotto, Parolo e del futuro genoano Von Bergen, sistema Antonioli fra i pali; Ceccarelli, il rientrante Moras, Martinho e Malonga in difesa; ridà spazio ad Arrigoni in mediana con Guana, Djokovic e Benalouane; i recuperati Malonga e Mutu ritrovano il loro posto in attacco.

PARTITA – Non è sfida per palati fini, conta solo la sostanza. Il Genoa, sospinto da un tifo incessante, prova a mostrarsi volitivo ma deve ben presto fare i conti con un Cesena che non disdegna il ronzio ai bordi dei sedici metri opposti. Per lunghi tratti a far da padrone sono la confusione e una serie di errori che evidenziano tutti gli attuali limiti dei contendenti. Ci prova allora Mutu su calcio piazzato, ben piazzato è Frey che respinge di pugno. Benalouane sfiora l'autorete intervenendo su un cross di Biondini e mandando la palla a lambire la propria traversa. Ma il Genoa al goal ci arriva tutto per merito suo, a ridosso dell'intervallo e in occasione del primo tentativo in porta. Autore del vantaggio è Rossi che, sotto misura su sponda di Sculli, spedisce la palla alle spalle di Antonioli. Dagli spogliatoi non spuntano Kaladze, sostituito da Bovo, e neppure Malonga e Djokovic rilevati da Rennella e Santana. C'è però di nuovo in campo Gilardino che dopo una manciata di minuti, viene prima contrato in maniera efficace dal portiere ospite e poi spedisce alto di testa. Guana, bolide dalla distanza, impegna severamente Frey graziato poi da Ceccarelli che “liscia” il tap-in. Beretta è poi costretto a giocarsi l'ultimo cambio quando un ginocchio di Martinho finisce ko e deve inserire Del Nero. Ospiti vicinissimi al pareggio anche su violenta incornata di Rennella che costringe al miracolo il portierone di casa. Malesani ora inserisce Jankovic per uno Sculli in riserva come il resto dei suoi compagni. Il Cesena è vivo e, alla mezz'ora, Mutu lo conferma con un bellissimo diagonale che vale l'1-1. Scadente quanto inutile il forcing finale dei padroni di casa.

CHIAVE – Rossoblù alla spasmodica ricerca di una vittoria che manca da dieci turni: idee con il contagocce, schemi ancor più radi, quel che resta dei muscoli tutto rivolti all'obiettivo. Romagnoli concentratissimi nello sfruttare i numerosi limiti degli avversari per trovare ordine e soluzioni offensive.

CHICCA – In un match vietato agli esteti anche un mischione risolto da un tocco ravvicinato di Rossi su intelligente assist di Sculli può guadagnarsi il luccichio di un gioiellino.

TATTICA – Malesani sceglie il 4-4-2; Beretta il 3-5-2.

MOVIOLA – Mazzoleni di Bergamo dirige in maniera sufficiente una partita che scorre tutta sul filo dei nervi. Al 63' Palacio reclama inutilmente un penalty dopo un sospetto contatto con Rossi. Poco dopo l'arbitro lascia più di una perplessità non concedendo il vantaggio ai padroni di casa per ammonire Ceccarelli reo di un fallo a centrocampo.

PROMOSSI & BOCCIATI
– Frey, ancora lui, ha il merito di tenere a galla il vascello genoano che anche stasera rischia di imbarcare troppa acqua: voto 7. Kaladze, tenuto in campo per un solo tempo, agisce molto d'esperienza ma soffre altrettanto ogni qual volta viene puntato in velocità: voto 5.
Mutu, pur lavorando a ritmi ridotti, si toglie la soddisfazione di siglare la rete del pareggio e di spaventare Frey con una punizione di gran classe: voto 6.5. La serata di Malonga vive di qualche spunto personale o poco più. Viene sostituito dopo 45': voto 5.5.


[Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2012]

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