Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 29 aprile 2015

Sampdoria-Verona 1-1: Blucerchiati spenti, chance sprecata

Non sa più vincere, la Sampdoria. Neppure contro un Hellas Verona rabberciatissimo. A parziale scusante dei blucerchiati l'aver giocato in dieci dal 57' per l'espulsione di Acquah. Ma l'1-1 con cui De Silvestri (65') e Toni (68') mandano agli archivi un match assai anonimo fotografa la condizione delle due squadre: una con fiato e idee smarrite, l'altra capace di trovare il coraggio solo di fronte allo svantaggio. TOCCA A CORREA, HELLAS EMERGENZA & TURN OVER – Senza Eder ormai fuori dai giochi, Mihajlovic riadatta la Samp al 4-3-1-2 inserendo Correa dal primo minuto per dare fantasia alle manovre d’attacco di Muriel e Okaka; in mezzo trovano spazio Acquah in cerca di rilancio, Obiang e Duncan; mentre a proteggere un Viviano in cerca di riscatto penseranno De Silvestri, Romagnoli, Munoz e Regini. Alla folla di indisponibili (Rafael, Moras e Obbadi squalificati a far compagnia a Christodoulopoulos, Ionita, Halfredsson, Lazaros e Jankovic infortunati), Mandorlini calca la mano sul turnover affidandosi al terzo portiere Gollini e a Sorensen, Marques, Rodriguez e Pisano nella Maginot; Brivio, Tachtsidis e Greco in mediana con Valoti e Lopez ai fianchi di bomber Toni. QUANTI ERRORI! – Samp propositiva, Hellas attendista. Trama chiara sin dalle prime battute, contraddistinte da numerosi errori nella gestione della palla. Occorrono quindi 20 blandi minuti prima di assistere a una occasione seria. Ma Obiang, sdraiato sulla linea di porta con Sorensen a controllare, non riesce a spingere in rete. Poco dopo sono ancora i centimetri a negare il vantaggio ai doriani su diagonale di Correa. SAMP IN CERCA DI SOLUZIONI, TONI SOLITARIO – I veneti, troppo sfilacciati e con il solito Toni volitivo ma spesso abbandonato da tutti, subiscono la pressione. Ma a tanta voglia non corrisponde altrettanta lucidità d'azione. Esemplare una girata di Okaka preda di Gollini a ridosso dell'intervallo. ETO'O DENTRO, ACQUAH ESPULSO – Fuori Correa, dentro Eto'o. Mihajlovic deve però fare i conti con la sciocca espulsione di Acquah per doppia ammonizione. In dieci entra anche Bergessio per un Okaka abulico. Il Verona prova a mostrarsi dalle parti di Viviano impegnato da Brivio. CONTROPIEDE MICIDIALE, RISPONDE TONI – Essersi affacciato in avanti all'Hellas costa carissimo. Sul primo rovesciamento di fronte, infatti, De Silvestri trasforma in oro pesante un contropiede di Muriel. Neppure il tempo di godersi il vantaggio che Toni, innestato in mezzo all'area da Lopez, agguanta il pari con un rasoterra. Ora la partita si fa viva. Gli ospiti si vestono da incursori senza però sfondare. Così Eto'o prova ad estrarre il jolly, respinto da Gollini. Articolo per Goal.com del 29 aprile 2015 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 15 aprile 2015

Genoa-Parma 2-0: Iago-Pavoletti, de profundis per i ducali

Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Al Ferraris, il Genoa ottiene un'importante vittoria per 2-0 contro il Parma fanalino di coda. Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Ma ad un Genoa incapace di finalizzare quanto prodotto bastano l'ottavo acuto stagionale di Iago Falque (14') e il primo in serie A di Pavoletti (76') per battere un Parma orgoglioso. La sfida, a lunghi tratti sviluppata a senso unico, ha offerto sprazzi di buon gioco e la minima dose sindacale di suspense. MINI TURNOVER - Tre punti per dare ancora un senso alla stagione o per proseguire una striscia esaltante in una stagione falsata e surreale. Gasperini (alla 400ª panchina) e Donadoni hanno approcciano diversamente questo recupero. Grifone con un mini turnover: Borriello subito nel tridente con Iago Falque e Perotti oltre Bergdich tornato in mediana insieme a Tambè (preferito ad Edenilson) tra Bertolacci eRincon; a loro si aggiungono il portiere Lamanna sostenuto da Roncaglia, Burdisso e De Maio in difesa. I Ducali si schierano con l’estremo Mirante; Santacroce, il rientrante Lucarelli e Feddal; a centrocampo Varela, Lila, Lodi in regia, Nocerino e Gobbi; mentre davanti Ghezzal fa ancora coppia con Belfodil. FALQUE L'INGORDO - Basta un'incursione degna di questo nome ai padroni di casa per soddisfare la voracità del suo capocannoniere. A servire il primo succulento pallone a Iago Falque è Borriello (poco dopo lo e sostituito da Pavoletti) con un assist dalla destra rifinito senza pensarci su. DOMINIO ROSSOBLU' - Il Genoa comanda affollando spesso la zona attorno al reattivo Mirante. A tanti sforzi non corrispondono però altrettanti risultati. Merito di un Parma coriaceo e demerito di un Pavoletti che si spaventa al momento di chiudere il più facile dei contropiede. MIRANTE SUPER - Leit-motiv confermato anche in una ripresa battezzata da uno strepitoso volo di Mirante su diagonale ad effetto del solito gigantesco Perotti. Il Parma prova a raccogliere le briciole lasciate dagli avversari ma Ghezzal non riesce a fare molto più che dare la sensazione di poter lasciare il segno. Così come quando Bergdich manda la palla verso la propria porta Lamanna riesce a salvare. Anche il neo-entrato Kucka prova il goal ma Mirante è ancora attento. PAVOLETTI CALA IL SIPARIO - Il portiere ospite nulla può invece fare su affondo centrale di Perotti a servire Pavoletti che stavolta lo trafigge. I nervi si accendono oltre il lecito ma Gavillucci riesce a calmare tutti alzando la voce e il cartellino giallo. Di Mauri è la conclusione più seria degli ospiti, ma Lamanna non fa regali. [Articolo per Goal.com del 15 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 11 aprile 2015

Genoa-Cagliari 2-0: Niang + Iago Falque, il Grifone torna a vincere

Dopo un primo tempo salvato da tre legni colpiti dal Cagliari, il Genoa riconquista il piacere del successo domando i sardi con un avvio di ripresa fulminante. Sono Niang (52') e Iago Falque (58') a definire i contorni di una vittoria per 2-0 del Grifone che lascia flebili speranze d'Europa e mette ancor più nei guai la squadra di Zeman. Nella ripresa anche Niang partecipa alla sagra dei pali.FUORI BORRIELLO E CONTI, DENTRO NIANG E CRISETIG - Gasperini tiene in panca Borriello dando fiducia a Niang affiancato, nel trio d'attacco, da Perotti e Iago Falque; conferma Lamanna tra i pali, Roncaglia, Burdisso e De Maio dietro con Edenilson, Bertolacci, Rincon e Marchese in mezzo. Zeman opta per il 4-3-2-1 con Brkic protetto da Balzano, Rossettini, Ceppitelli e Avelar; Dessena, Crisetig, Ekdal dietro Farias e Mpoku a supporto di Sau. CAGLIARI, TRE LEGNI, ZERO GOAL - Intorpidito e sonnacchioso il Grifone offre al Cagliari il suo volto più tenero. I ragazzi di Zeman, eccezion fatta per qualche estemporanea iniziativa del trio offensivo genoano, spadroneggiano per metà frazione venendo fermati solo da un'overdose di sfortuna condensata in tre legni: pali di Rossettini e Ceppitelli nella stessa azione (con salvataggio di Lamanna) e traversa di M'Poku su tiro a giro dalla distanza. SUSSULTO GENOA - Il triplice spavento serve a tarantolare Gasperini a bordo campo e a costringere i rossoblu di casa ad affacciarsi con più convinzione dall'altra parte. È Iago Falque a ricordare a Brkic che anche un salvataggio di piede può valere oro. UNO-DUE MICIDIALE DEL GRIFONE - Con l'arbitro Russo sostituito per infortunio dall'addizionale Guida, la ripresa comincia sotto la stella del Genoa a cui basta meno di un quarto d'ora per far proprio il match. Niang sottoporta su suggerimento dalla destra di Roncaglia e Iago Falque di piattone dopo sontuosa azione di uno strabiliante Perotti, imprimono a fuoco il destino della contesa. GESTIONE SENZA PATEMI - La reazione del Cagliari non manca, ma sui vari tentativi di Joao Pedro e compagni Lamanna si fa sempre trovare pronto. I padroni di casa, forti del doppio vantaggio, controllano senza grosse difficoltà sfiorando la terza segnatura ancora con Niang fermato dall'ennesimo palo del pomeriggio. [Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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