Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 21 ottobre 2012

Genoa-Roma 2-4: Super rimonta giallorossa, Osvaldo fa sorridere Zeman

Si tinge di giallorosso la serata del Ferraris. Il Genoa parte bene senza riuscire a mantenere quanto prodotto. La Roma, sotto di due reti in apertura per i centri di Kucka (6') e Jankovic (15'), impiega una ventina di minuti per ritrovarsi. Quando ci riesce si fa dirompente e ribalta le sorti del match grazie a una girata di Totti (27'), una doppietta di Osvaldo (45' e 55') a cavallo del riposo e Lamela (82'). Sfida bellissima decisa dal maggior tasso tecnico tattico degli ospiti. FORMAZIONI: De Canio, che deve relegare in panchina l'influenzato Immobile, schiera un 4-4-2 formato dal portiere Frey; Bovo, Granqvist, Canini e Moretti in retroguardia; Jankovic, Kucka, Seymur, Antonelli linea mediana con Jorquera e Borriello in avanti. Zeman propone un 4-3-3 che prevede Stekelenburg fra i pali; Piris, Marquinhos, Castan e Balzaretti dietro; De Rossi, Tachtisids e Florenzi in mezzo; Lamela, Osvaldo e Totti attaccanti. PRIMO TEMPO: Colpisce a freddo, il Grifone. Prima è Kucka, assistito da Borriello, a lasciare partire al volo uno strepitoso destro ad effetto; Poi è Jankovic a confezionare il raddoppio dopo aver colpito la traversa davanti ai difensori ospiti fermi a guardare. Il Genoa è aggressivo e Stekelenburg deve metterci il ginocchio per respingere un diagonale ravvicinato di Borriello. La Roma soffre per 25', quando però riesce a destarsi Florenzi fa scorrere brividi lungo la schiena di Frey e Totti accorcia le distanze scherzando in area con Bovo. I giallorossi che ora Zeman disegna con un 2-4-4, prendono coraggio e metri di campo con l'eterno Capitano, l'ingolosito Florenzi e Osvaldo a fare da mattatori. Il break lo confeziona Jorquera, conclusione dai venti metri che mette le ali al portiere. La sfida è vibrante e, prima dell'intervallo Piris salva una palla sul fondo servendo in mezzo Osvaldo che che agguanta il 2-2. SECONDO TEMPO: Si riprende con una Roma assatanata che quasi subito compie il sorpasso, ancora con Osvaldo bravo a sfruttare un corner di Florenzi. De Canio si affida a Immobile, Bertolacci e Melazzi per Jorquera, Seymour e Antonelli. Ma il bandolo della matassa resta sempre in mano agli ospiti capaci di giocare in maniera fluida ed efficace soprattutto sulle corsie esterne. Il Genoa commette l'errore di cercare giocate più istintive che razionali. Alla mezz'ora Pianic rileva Florenzi mentre Borriello lascia i suoi in dieci a causa di un infortunio alla caviglia. A questo punto per la Roma diventa tutto più semplice e Lamela, con il mancino, chiude i conti nel finale. Osvaldo sfiora la cinquina peccando di leziosità. CHIAVE: Ritmi altissimi e braccio di ferro che, di volta in volta, premia la compagine che mette più foga sul pallone. A primeggiare sono gli ospiti forti di energie più costanti e maggior lucidità in fase di finalizzazione. MOVIOLA: Parte bene Orsato ma poi, quando la riserva di energie annebbia i riflessi e scalda i nervi, l'arbitro di Schio prova a tenerla sui giusti binari affidandosi eccessivamente all'uso dei cartellini. [Articolo per Goal.com del 21 ottobre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 6 ottobre 2012

Genoa-Palermo 1-1: Borriello risponde a Giorgi, il grande ex Gasperini sorride soltanto a metà

Non va oltre l'1-1 il Genoa contro un Palermo a cui la mano dell'ex Gasperini sta già imprimendo fisionomia e giusto coraggio. I siciliani, passati in vantaggio al 14' con Giorgi, gestiscono bene la prima frazione venendo poi messi alle corde dall'abilità tattica di mister De Canio che ottiene il pari con Borriello in avvio di ripresa (52'). La sfida, resa ancor più incandescente dall'approssimativa direzione dell'arbitro Tommasi che non decreta un rigore a favore di Jankovic e soci, ha evidenziato la fase di crescita di entrambe le squadre. FORMAZIONI: De Canio propone un 4-3-3 con il portiere Frey protetto da Sampirisi, Granqvist, Bovo e Antonelli; Kucka, Tozser e Seymour agiscono in mezzo mentre al tridente Jankovic-Borriello-Immobile spetta il maggior compito di colpire. Gasperini, indimenticato ex, si affida a un 3-4-2-1 che prevede Ujkani fra i pali; Munoz, Donati e Van Bergen dietro; Morganella, Rios, Barreto e Garcia a centrocampo con Ilicic e Giorgi a lavorare alle spalle dell'osservato speciale Miccoli. PRIMO TEMPO: Genoa vicino al vantaggio con Jankovic ma k.o. dopo un quarto d'ora su deviazione aerea di Giorgi servito da Ilicic posizionato sul vertice sinistro dell'area. De Canio prova a limitare un dirompente Garcia invertendo gli esterni di centrocampo. La prima nitida occasione per il possibile pari genoano è però uno sciagurato passaggio indietro di Munoz che costringe Ujkani a smanacciare sulla linea. E' una prodezza che segue quelle su Borriello diagonale in area e Immobile che, nel recupero, prova a colpire di testa sotto la trasversale. Il Genoa, che paga anche le eccessive smanie estetiche di Immobile, rischia su Ilicic che spezza l'egemonia genoana della seconda parte di tempo fiondando a fil di palo. SECONDO TEMPO: La ripresa si apre con un Genoa arrembante che agguanta subito il pari grazie a Borriello che, di testa, raccoglie uno spiovente dalla destra di Jorquera. Gasperini cerca nuove energie inserendo Hernandez e Kurtic per Miccoli e Ilicic. La sfida si fa incandescente con i padroni di casa sospinti a gran voce dai propri tifosi. Il Palermo cresce e De Canio si affida a Vargas, al posto di Immobile, per riportare l'inerzia del match a proprio favore. E' Hernandez, però, a cercare la via del gol mancandola di poco. Così come Vargas arrivato scoordinato su un cross di Jankovic. Bertolo rileva Giorgi. Il Genoa assedia freneticamente senza graffiare, Kurtic impegna a terra Frey.Inutili gli assalti all'arma bianca che i padroni di casa organizzano nel finale. CHIAVE: Genoa volitivo potenzialmente insidioso davanti ma poco compatto in mezzo; Palermo più pratico e più bravo negli scambi e negli inserimenti negli spazi. I duelli nei corridoi esterni sono a lungo quelli decisivi. MOVIOLA: Tommasi di Bassano del Grappa si ispira ai colleghi inglesi sventolando con parsimonia i cartellini ma merita l'insufficienza per sbavature di non poco conto, tutte in area rosanero: uno scontro fra Kucka e Barreto nel primo tempo e un clamoroso mani di Donati nel secondo. [Articolo per Goal.com del 6 ottobre 2012] 
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