Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

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domenica 14 febbraio 2021

“She Seduced Me: A Love Affair with Rome”, scoprire la città eterna con Mark Tedesco

“Love… Love… Love!!!”, l’intro della beatlesiana “All You Need is Love” potrebbe essere perfetto per accompagnare l’incipit di “She Seduced Me: A Love Affair with Rome”, il libro che il californiano Mark Tedesco dedica al suo grande amore: Roma. Nella Città Eterna e nel Vaticano ha vissuto otto anni intensi ed un percorso, anche spirituale, di assoluto rilievo. Un rapporto di amor sacro e amor profano da condividere, in ogni senso.

Meravigliosa ed enigmatica come la canzone dei Fab Four, Roma vanta un fascino irresistibile a cui Mark Tedesco ha piacevolmente evitato di sottrarsi. Questa sua quarta opera è la genesi di un colpo di fulmine e di una seduzione continua. Da leggere tutto d’un fiato (trasgredendo le "istruzioni" dell'autore) e da tornarci sicuri di fare sempre nuove scoperte, sia per chi questa infinita città l’ha conosciuta sia per chi non ne ha ancora avuto il privilegio.

Tripfiction? Guida Turistica? Autobiografia? “She Seduced Me: A Love Affair with Rome” è un po’ tutto questo. Un’opera scritta da molteplici prospettive, dosando sapientemente ciascuna peculiarità. Perché, come scrive lo stesso Tedesco, la bellissima complessità della Capitale è creata dalle “storie, monumenti, santi, peccati e personaggi bizzarri che la compongono”. Ed effettivamente, nei suoi tremila anni di storia, la passionale Roma non si è mai fatta mancare nulla divenendo, essa stessa, sinonimo di vita all’ennesima potenza.

Tracciando il percorso di questa particolare infatuazione, il volume edito da Dixi Books racconta porzioni di storia epica e di storie quotidiane. Raccoglie conversazioni e ricordi che immergono nelle tipiche atmosfere romane. E, via via che le pagine si riempiono di fotogrammi e suggestioni, il lettore si fa spettatore ed attore. È una guida al saper guardare ed annusare l’autentico spirito romano trovando il piacere di perdersi fra strade, piazze, vicoli secolari ed arte disseminata ovunque. Perché nessuna pietra di Roma è davvero “solo” una pietra. E perché, in fondo, smarrirsi per poi ritrovarsi migliori di prima è anche il modo migliore per crescere. 

 “She Seduced Me: A Love Affair with Rome” di Mark Tedesco (https://www.marktedesco.com) è acquistabile in molte librerie. La pagina di riferimento dedicatagli da Dixi Books Publishing è https://dixibooks.com/categories/literature/she-seduced-me/ mentre quella di Mark Tedesco su Amazon è https://www.amazon.com/Mark-Tedesco/e/B00A504PO2. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 26 gennaio 2016

Constance Mary Lloyd Wilde: una donna di qualche importanza

La delicatezza dei lineamenti e del portamento ne mascheravano l’intensa forza del carattere. Constance Mary, figlia dell’avvocato inglese Horace Lloyd e dell’agiata irlandese Adelaide Atkinson, venne educata all’arte, alla letteratura ma anche alla sofferenza. Rimasta orfana di padre a quindici anni, subì violenze dalla madre sino ai ventuno quando, nel 1880, lasciò la sua Dublino per trasferirsi a Londra da una zia e sviluppare il suo spirito libero. Di una bellezza raggiante e molto attratta dall’Estetismo, fu all’avanguardia nella sua epoca divenendo icona di associazioni a difesa dei diritti delle donne e in prima linea tra le suffragette. Scrisse due libri di fiabe per bambini e riuscì a unire le passioni per le lotte sociali e il giornalismo dirigendo la Rational Dress Society’s Gazette, rivista del movimento contrario agli indumenti femminili ingombranti causa di malattie e di numerosi incidenti tra le operaie delle fabbriche.   Nella primavera del 1895, dopo la condanna a due anni di lavori forzati inflitta al marito, reo di atti omosessuali, fu cacciata dal paradiso delle persone rispettabili finendo tra quelle perseguitate dall’ipocrisia vittoriana. L’esilio fu inevitabile come cambiare il cognome da sposata e dei figli Vyvyan e Cyril di 9 e 10 anni: Wilde, quello indossato con prestigio e ammirazione, divenne d’un tratto sinonimo d’infamia e scandalo; Holland, secondo nome del fratello Otho, fu l’ideale per immaginarsi un futuro migliore sperando anche in amicizie generose stabilitesi nel Continente.  A Constance sembrò passata un’eternità dal 29 maggio 1884 quando varcò il portale della gotica St. James Church per sposare l’uomo messo al centro del suo universo sin dal primo sguardo. Fu amore e sintonia reciproca al punto che entrambi riuscirono ad appagare le rispettive ambizioni individuali. La nascita del secondogenito affievolì la fiamma della passione e causò problemi nel rapporto ma lei, illudendosi che il matrimonio potesse resistere alla dissolutezza del marito sempre più popolare e sempre più travolto dall’amicizia con Lord Alfred Douglas, non temé nulla. Neppure quando l’imprudente Wilde denunciò per diffamazione il padre del suo amante, il burbero marchese di Queensberry, che l’aveva pubblicamente definito sodomita. Per Constance incubo e realtà divennero un tutt’uno solo con l’evidenza del clamoroso arresto. Il dramma e la bancarotta le devastarono l’esistenza con la stessa voracità con cui l’ufficiale giudiziario le portò via la sfarzosa casa di Tite Street e tutto quanto conteneva. Fuggì accompagnata dall’eco dello scalpore ma senza darsi per vinta. Dopo una parentesi in Svizzera dal fratello, la sua prima meta sicura fu Genova. La prosperità della città e la mitezza delle sue riviere erano predilette da connazionali in cerca di rifugio, riposo e opportunità. Fra questi spiccavano industriali come Thomas Robertson e pionieri come James Spensley che, giunto nella città di Colombo come medico e corrispondente del Daily Mail, da lì diffuse il football e lo scoutismo in tutta Italia. In quella sorta di terra promessa Constance arrivò in cerca di serenità e cure per la salute in progressivo peggioramento. Inizialmente soggiornò nella delegazione di Nervi e a Sori. Nel 1897, sistemati i figli in un collegio britannico di Heidelberg, affittò un appartamento in una villa di Bogliasco, sua ultima residenza. Pur nella tempesta provò tenacemente a mantenere la promessa fatta al suo sposo: amarlo sempre e comunque. Soffocò l’infatuazione per l’editore Arthur Lee Humphreys e mai rifiutò il perdono al marito definendolo “più debole che cattivo”. Chiese e ottenne la separazione a tutela dei beni e dei figli, di cui ebbe l’affidamento esclusivo, opponendosi però strenuamente al divorzio per non aprire ulteriori ferite. Nonostante seri problemi fisici, andò a trovarlo in carcere un paio di volte; l’ultima per comunicargli la morte della madre. Quando poi il 19 maggio del 1897 Wilde tornò in libertà gli fece trovare denaro sufficiente a ricostruirsi la vita. Ma fu tutto inutile. Lui riprese ad ignorarla preferendole il giovane Douglas e la solita esistenza sregolata facendo venir meno ogni possibile riconciliazione.  Nel frattempo le condizioni di salute di Constance ebbero un tracollo. Un maldestro intervento alla spina dorsale, eseguito dal professor Luigi Maria Bossi, le fu fatale. Morì a Genova la mattina del 7 aprile 1898, a trentanove anni. Lì venne sepolta nel cimitero monumentale di Staglieno progettato dagli architetti Carlo Barabino e Giovanni Battista Resasco come città dei morti parallela a quella dei vivi e per questo abbellita da viali, terrazze, giardini e sculture che lo rendono tuttora fra i più importanti d’Europa. Sulla base della bianca croce di marmo intarsiata d’edera furono apposti il nome e la frase: Che Dio le tolga dagli occhi tutte le lacrime. Wilde, che dopo la scarcerazione mai rivide la moglie, si presentò a renderle omaggio solo il 25 febbraio dell’anno successivo. In mano un mazzo di rose scarlatte; nel cuore, come scrisse, “lacrime di dolore, rimorso e il senso d’inutilità di tutti i rimpianti”. Prese anche amaramente atto dell’assenza di qualsiasi accenno alla sua persona. Morì povero, il 30 novembre del 1900, in un ancor più povero hotel parigino.  La scritta Wife of Oscar Wilde, ricordo di quel matrimonio e di quel cognome riabilitato agli occhi del mondo, fu aggiunta solo nel 1963 dai discendenti di Otho Lloyd. La patologia di cui soffrì Constance è invece rimasta un mistero sino al 2 gennaio 2015 quando il Lancet ne commemorò il 156° anniversario della nascita. Lo fece pubblicando una ricerca della dottoressa Ashley Robins dell’Università di Città del Capo da cui emerge che fu erroneamente curata per disturbi nervosi e ginecologici mentre, in realtà, era affetta da sclerosi multipla, malattia allora già nota ma a lei non diagnosticata.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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venerdì 13 aprile 2012

‘Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa’ di Vincenzo Paliotto, le passioni che nutrono il football

E’ bello e interessante 'Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa', il libro scritto da Vincenzo Paliotto con prefazione di Massimo Grilli del Corriere dello Sport ed edito dalla vivace Urbone Publishing. Attraverso un approccio leggero, ma non per questo poco preciso, la guida delle rivalità calcistiche di tutto il calcio europeo racconta origini, passioni, caratteristiche, protagonisti e retroscena di oltre 150 antagonismi che danno linfa allo sport più seguito al mondo. Il libro, il cui costo è di 15 euro, è disponibile anche in versione digitale. Per acquistarlo nel formato da voi preferito potete scrivere all’indirizzo ordini@urbone.eu oppure recarvi presso i negozi “Libreria dello Sport” di Milano, Pesaro e Torino, da “Pagine di Sport” a Roma e da “Fan’s Shop” a Salerno. Per maggiori informazioni andate su QUESTA pagina o visitate il sito ufficiale della Urbone Publishing.

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venerdì 16 ottobre 2009

Oscar Wilde, il ritorno: voci e conversazioni dall’aldilà con lo spirito del dandy irlandese

"Essere morto è la più noiosa esperienza della vita. Eccettuato, ovviamente, l’essere sposati o pranzare con un insegnante". E’ solo una delle migliaia di battute attribuite a Oscar Wilde. Ma questa si distingue per una particolarità non trascurabile: giungerebbe direttamente dall’aldilà. Ad averla tramandata è stata la medium dublinese Hester Travers Smith, figlia del professor Edward Dowden e moglie di un importante fisico irlandese, particolarmente nota ad inizio ‘900 ed in costante rapporto con lo spirito di Oscar Wilde dall’8 giugno al 26 luglio 1923. I metodi di contatto erano due: l’ouija board (tavoletta sulla quale sono impressi lettere, numeri e simboli usati per comunicare con gli spiriti) e la scrittura automatica.

E’ soprattutto attraverso questo sistema che l'entità di Wilde dettava messaggi alla medium che, in trance, scriveva con la grafia dell'entità stessa. I suoi esperimenti vennero seguiti da numerosi scienziati e quei messaggi furono esaminati da celebri esperti grafologi che li misero a confronto con i manoscritti originali di Wilde conservati al British Museum. Secondo i referti dell'epoca le analisi confermarono "senza ombra di dubbio" che la scrittura e la firma erano identiche a quelle di Oscar Wilde e il contenuto dei messaggi perfettamente in sintonia con le idee e lo stile del famoso scrittore. La medium racchiuse quelle conversazioni in un volume dal titolo 'Psychic Messages from Oscar Wilde', presentato per la prima volta sul Daily News del 27 luglio 1923, per poi realizzarne un'arricchita seconda edizione nel 1924 intitolata ‘Oscar Wilde from Purgatory’, leggibile cliccando QUI.

Nel secolo scorso la figura di Oscar Wilde fu al centro di numerose sedute spiritiche. Oltre a quelle di Hester Travers Smith, molte altre ne seguirono in maniera più o meno pubblicizzata. Al termine di alcune di esse si vociferò addirittura che lo spirito dello scrittore avesse dettato un’intera commedia. Del testo però non ve sarebbe alcuna traccia. Tuttavia esiste un caso ancor più originale (e forse per questo motivo fra i più tramandati) che si avvalse persino di una testimonianza audio. Era il 20 agosto 1962 quando una voce attribuita ad Oscar Wilde si manifestò nella stanza che il medium britannico Leslie Flint soleva utilizzare per le sue celeberrime sedute spiritiche. Il sonoro di quell’”incontro” è ascoltabile cliccando QUI.

In vita Oscar Wilde venne sempre affascinato dall'occultismo, dallo spiritismo e dall'esoterismo in generale. E il suo rapporto con l’idea della morte fu particolarmente travagliato. Ne ‘Il Ritratto di Dorian Gray’ scrisse: "La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto, perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei". Lei lo accolse fra le sue braccia all'1.45 di un anonimo pomeriggio parigino al numero 13 di reu des Beaux-Arts, in un'angusta stanza al primo piano dell’infimo Hotel d’Alsace. Era il 30 novembre 1900 e, forse inavvertitamente, lasciò in pegno al mondo la sua icona.

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sabato 20 giugno 2009

Il libero arbitrio e il destino secondo Oscar Wilde

Oscar Wilde, famoso anche per la sua abilità oratoria, amava illustrare le sue opinioni inventando vere e proprie parabole. Un giorno, ad esempio, parlando del libero arbitrio come di una illusione e del destino come qualcosa di fatale, fece a Richard Le Gallienne questa improvvisazione:

C’era una volta una calamita, e nelle sue vicinanze vivevano alcuni frammenti di limatura di ferro. Un giorno due o tre di questi frammenti metallici sentirono un improvviso desiderio di andare a visitare la calamita e cominciarono a parlare di quanto la cosa sarebbe stata piacevole. Altri frammenti lì vicino udirono questa conversazione e anche loro furono presi dallo stesso desiderio; altri ancora si unirono loro, finché tutti cominciarono a discutere la cosa. E sempre più quel vago desiderio si trasformava in un impulso irresistibile.
"Perchè non andare oggi?", disse qualcuno. Ma altri erano dell’opinione che sarebbe stato meglio aspettare l’indomani. Intanto, senza accorgersene, si erano fatti più vicini alla calamita, la quale se ne stava quieta e apparentemente incurante di loro.
E così continuavano a discutere sempre accostandosi insensibilmente alla loro vicina. E più parlavano, più sentivano cresce il loro impulso, finchè i più impazienti dichiararono che sarebbero andati quel giorno qualunque cosa gli altri decidessero di fare. Alcuni furono uditi dire che era loro dovere visitare la calamita e che avrebbero già dovuto andare da un pezzo. E, mentre parlavano, continuarono ad avvicinarsi senza accorgersi di muoversi. Da ultimo gli impazienti prevalsero, e con irresistibile impeto l’intero corpo gridò: "E’ inutile aspettare, andremo oggi, andremo subito, andremo immediatamente!". E in unanime massa si slanciarono. E in un attimo furono tutti attaccati alla calamita da ogni parte.
Allora la calamita sorrise perché i frammenti di ferro erano convinti di essere andati a farle visita di loro propria volontà.

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mercoledì 11 marzo 2009

Oscar Wilde vs. Queen Victoria, l’Old Bailey apre i suoi archivi: i processi, le trascrizioni e le sentenze della guerra fra Oskey e l'Inghilterra

Originali, dettagliate, con copia autentica a fronte. Le sentenze dei tre processi che nel 1895 hanno portato alla rovina Oscar Wilde sono ora online e consultabili gratuitamente. Cliccando QUI, ad esempio, e possibile vedere la pagina nella quale è stampato il verdetto di colpevolezza che lo condanna a due anni di lavori forzati per il reato di omosessualità. A proporre l’intero, preziosissimo, materiale è il sito ufficiale dell’Old Bailey (www.oldbaileyonline.org), la cui pubblicazione in rete è affidata allo Humanities Research Institute. E’ il risultato di un progetto a cui lo storico tribunale londinese ha aderito congiuntamente alle università britanniche di Sheffield e Hertfordshire e alla Open University. Attualmente l’archivio di oltre 110 mila pagine raccoglie 197.745 atti di processi andati in scena nella principale corte di giustizia inglese dal 1674 al 1913. Chi fosse interessato alle trascrizioni letterali dei processi che hanno coinvolto Oscar Wilde può invece rivolgersi a QUESTO LINK realizzato da Douglas O. Linder e ospitato nel sito della University of Missouri-Kansas City (UMKC) School of Law. Si tratta di un complemento indispensabile per conoscere a fondo gli eventi.

“Finora gli atti erano accessibili solo a un ristretto numero di storici” ha dichiarato Tim Hitchcock, co-direttore del progetto che coinvolge l’Old Bailey, “ma d'ora in poi tutti potranno leggere e studiare quelle carte. Dalle storie di omicidi alle violenze, dai piccoli furti ai borseggi, sarà possibile conoscere i dettagli su ogni tipo di crimine passato davanti alla corte di Old Bailey dal 1674 al 1913”. Il sito è già stato definito come la più ampia fonte di informazioni sulla vita degli inglesi mai pubblicata.

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lunedì 9 giugno 2008

Von Teschenberg: comunicato stampa sulla scoperta / press release about the discovery

Scoperta la data di morte di Hermann Freiherr von Teschenberg
Lunedì 6 novembre 1911, ore 7 del mattino: è questo il giorno in cui il barone Hermann Freiherr von Teschenberg morì a Napoli, in una stanza dell’Ospedale Internazionale.
Scoperta la data di morte di Hermann Freiherr von Teschenberg

Lunedì 6 novembre 1911, ore 7 del mattino: è questo il giorno in cui il barone Hermann Freiherr von Teschenberg morì a Napoli, in una stanza dell’Ospedale Internazionale. Questa scoperta è stata fatta dal giornalista italiano Claudio Critelli in collaborazione con il Comune partenopeo.
Finalmente, dopo quasi un secolo di dubbi, è quindi possibile dare una definitiva risposta a un dilemma che ha appassionato molti studiosi a livello internazionale. L’aristocratico austriaco dalla vita avventurosa nacque il 6 luglio 1866 a Teschenberg in Moravia (attualmente territorio della Repubblica Ceca). E’ famoso per avere assunto un ruolo di primo piano nel Wissenschaftlich-humanitäres Komitee [WhK] (Comitato Scientifico-Umanitario), l’organizzazione fondata a Berlino da Magnus Hirschfeld il 15 maggio 1897 con lo scopo di promuovere i diritti degli omosessuali in Germania e nel resto del mondo.
Hermann Freiherr von Teschenberg, amico di Oscar Wilde, è noto anche per aver pubblicato in rapida successione, tra il 1902 e l’anno successivo, le traduzioni autorizzate delle opere Wildiane Il Ventaglio di Lady Windermere, Una Donna Senza Importanza, Salomè, Un Marito Ideale e, soprattutto, per essere stato il primo editore dell’originale versione in quattro atti della commedia L’Importanza di Essere Onesto. Da lui tradotta in tedesco nel 1903. Fu anche tra coloro che invano tentarono di riappacificare lord Alfred Douglas con suo padre, il marchese di Queensberry.
Sebbene la scoperta della data della sua morte sia l’aspetto più rilevante, questa ricerca ha permesso di conoscere ulteriori dettagli. Tra questi la curiosa italianizzazione del suo nome di battesimo in “Armanno”.

Ulteriori dettagli su questa scoperta sono reperibili a questi link:
http://claudiocritelli.blogspot.com/2008/06/hermann-freiherr-von-teschenberg.html
http://claudiocritelli.blogspot.com/2008/06/hermann-freiherr-von-teschenberg-breve.html



ENGLISH VERSION:

Discovered the date of Hermann Freiherr von Teschenberg’s death
Monday 6 November 1911, 7 a.m.: this is the day that Hermann Freiherr von Teschenberg passed away in Naples, in a room of the Ospedale Internazionale. This discovery was made by the Italian journalist Claudio Critelli, with the collaboration of the Neapolitan Municipality.
Now, after almost a century of doubts, it’s possible to give a definitive answer to a dilemma that involved many researchers worldwide. The baron, whose life was really adventurous, born on 6 July 1866 in Teschenberg, Moravia (then in Austria-Hungary, now in Czechia). He’s famous for having played a leading role in the Wissenschaftlich-humanitäres Komitee [WhK] (Scientific-Humanitarian Committee), the organization founded in Berlin by Magnus Hirschfeld on 15 May 1897 to promote the rights of homosexuals in Germany and elsewhere.
Hermann Freiherr von Teschenberg was a friend of Oscar Wilde and he’s well-known for having published , during the years 1902-1903, the Wildean works Lady Windermere’s Fan, A Woman of No Importance, Salome, An Ideal Husband and, above all, for having been the first editor of the original four-act version of the comedy The Importance of Being Earnest in its German translation. He also tried his best to reconcile Lord Alfred Douglas with his father, the Marquess of Queensberry, but without success.

More details on this discovery can be found here:
http://claudiocritelli.blogspot.com/2008/06/hermann-freiherr-von-teschenberg.html
http://claudiocritelli.blogspot.com/2008/06/hermann-freiherr-von-teschenberg-breve.html

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giovedì 5 giugno 2008

Hermann Freiherr von Teschenberg: ecco il certificato di morte / here is the death certificate

Questa è la copia del registro civile originale nel quale è annotata la data di morte del barone Hermann Freiherr von Teschenberg: 6 novembre 1911. Da questa registrazione è possibile scoprire altri interessanti particolari.
I miei più sinceri ringraziamenti al Comune di Napoli per la collaborazione.

Ecco il testo del certificato:

Numero 92
Von Teschenberg
Armanno

L’anno millenovecento undici, addì sei di ottobre*
novembre
ore quindici e minuti venti nella Casa comunale.
Io Commendatore Alfonso Savri di Villarena segretario
capo della 1a sezione e per delegazione 17 ottobre 1911
Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Napoli quartiere Chiaia avendo
ricevuto dall’Ospedale Internazionale un avviso in data odierna
relativo alla morte di cui in appresso e che, munito del mio visto, inserisco nel volume
degli alligati a questo registro, do atto che ad ore antimeridiane sette
______ e minuti ______del giorno sei novembre 1911 nel
detto ospedale è morto Von Teschenberg Armanno fu Ernesto fu Haheurade** Rosa di anni quarantacinque,
celibe, da Vienna (Austria), possidente.
Alfonso Savri

NOTE:
* Parola cancellata
** La calligrafia non è chiara, verificherò quanto prima l'esatto nome. Qualsiasi contributo è ben accetto.



ENGLISH VERSION:
This is the copy of the register of deaths where is noted the date in which baron Hermann Freiherr von Teschenberg’s dead: 6 november 1911. From that record is possible to find out more interesting details too.
My warmest thanks to the Naples Municipality for their kind collaboration.

Here is the full text of the certificate:

Number
92
Von Teschenberg
Armanno

The year nine hundred eleven, day six of
October*
November
hour fifteen and minutes twenty in the Municipality House.
I the undersigned
Commendatore Alfonso Savri di Villarena chief
secretary of the 1st section for the administrative and for delegation 17 October 1911
Official of the Civil State Office of the Naples Municipality quarter Chiaia having
today received from the Ospedale Internazionale a notice
relevant to the death above mentioned and that, with my stamp, I insert in the volume
of the attachments to this register, I give note that at 7 a.m.
______ and minutes ______ of the day
6 November 1911 in
the aforementioned hospital Von Teschenberg Armanno, son of Ernesto and Haheurade** Rosa,
of forty-five years old is died, unmarried, from Wien (Austria), property owner
Alfonso Savri

NOTES:
* The word is deleted
** Handwriting isn't clear. As soon as possible I'll verify the exact name. Any suggestion is welcome.



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martedì 3 giugno 2008

Hermann Freiherr von Teschenberg: scoperta la data della sua morte / discovered his final date

Lunedì 6 novembre 1911, ore 7 del mattino: è questo il momento in cui Hermann Freiherr von Teschenberg è passato a miglior vita a Napoli, in una stanza dell’Ospedale Internazionale. L'informazione mi è giunta via lettera stamane dal solerte ufficio di Stato Civile del Comune partenopeo. Sinora questo importante dettaglio biografico era sconosciuto. Così come il fatto che nel nostro paese il suo nome era stato italianizzato in “Armanno Von Teschenberg”. Il barone austriaco, nato il 6 luglio 1866 a Teschenberg in Moravia (attualmente territorio della Repubblica Ceca), è assai noto per avere assunto un ruolo di spessore nel Wissenschaftlich-humanitäres Komitee [WhK] (Comitato Scientifico-Umanitario) - fondato a Berlino da Magnus Hirschfeld il 15 maggio 1897 per promuovere i diritti degli omosessuali in Germania - e per essere stato il primo editore nel 1903 della versione in quattro atti della commedia wildiana L’Importanza di Essere Onesto, da lui tradotta in tedesco. Hermann Freiherr von Teschenberg - che tra il 1902 e l’anno successivo pubblicò in rapida successione anche le traduzioni autorizzate de Il Ventaglio di Lady Windermere, Una Donna Senza Importanza, Salomè, Un Marito Ideale, oltre alla biografia scritta da Robert Sherard Oscar Wilde. The Story of an Unhappy Friendship, fu anche tra coloro che invano tentarono di riappacificare lord Alfred Douglas con suo padre, il marchese di Queensberry.
Il mio interesse per questa ricerca è nato da una corrispondenza con l’amico Horst Schroeder, noto studioso tedesco e autore di un interessante affresco sulla vita dell’aristocratico austriaco pubblicato su ‘The Wildean’, il giornale della londinese Oscar Wilde Society.


ENGLISH VERSION:
Monday 6 November 1911, 7 a.m.: this is the moment in which Hermann Freiherr von Teschenberg passed away in Naples, in a room of the Ospedale Internazionale. A letter I got this morning from the industrious Civil State Office of the Neapolitan municipality give the definitive answer to this important biographical detail unknown till now. Such as the fact that his name was italianized in “Armanno Von Teschenberg”.
The baron, born on 6 July 1866 in Teschenberg, Moravia (then in Austria-Hungary, now in Czechia), is well-known for his leading role in the Wissenschaftlich-humanitäres Komitee [WhK] (Scientific-Humanitarian Committee), an organisation - founded in Berlin by Magnus Hirschfeld on 15 May 1897 to promote the rights of homosexuals in Germany and elsewhere - and for having been the first editor of the original four-act version of the Wildean comedy The Importance of Being Earnest in its German translation. Hermann Freiherr Von Teschenberg during the period 1902-1903 also published authorized translations of Lady Windermere’s Fan, A Woman of No Importance, Salome, An Ideal Husband besides the Robert Sherard’s biography Oscar Wilde. The Story of an Unhappy Friendship. He also tried his best to reconcile Lord Alfred Douglas with his father, the Marquess of Queensberry, but without success.
My interest in this research was stimulated by a correspondence with Horst Schroeder, friend and well-known German author, who wrote an interesting article about the Austrian aristocratic’s life for 'The Wildean', the journal of the Oscar Wilde Society (London).

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venerdì 9 maggio 2008

Penelope Farmer, 'Charlotte Sometimes' e i Cure

Penelope Farmer, autrice nel 1969 del romanzo per ragazzi ‘Charlotte Sometimes’, racconta l'incontro e i rapporti con i Cure. Robert Smith trasse ispirazione da questo libro per scrivere l’omonimo brano pubblicato nel 1981. Ecco tutta la storia: Prima parte e Seconda parte. Grazie a Craig Parker di Chain Of Flowers per la segnalazione.
Ecco il testo della canzone:
All the faces
All the voices blur
Change to one face
Change to one voice
Prepare yourself for bed
The light seems bright
And glares on white walls
All the sounds of Charlotte sometimes
Into the night
With Charlotte sometimes

Night after night she lay alone in bed
Her eyes so open to the dark
The streets all looked so strange
They seemed so far away
But Charlotte sometimes did not cry
The people seemed so close
Playing expressionless games
The people seemed so close
So close
So many
Other names

Sometimes I'm dreaming
Where all the other people dance
Sometimes I'm dreaming
Charlotte Sometimes
Sometimes I'm dreaming
Expressionless the trance
Sometimes I'm dreaming
So many different names
Sometimes I'm dreaming
The sounds all stay the same
Sometimes I'm dreaming
She hopes to open shadowed eyes
On a different world
Come to me
Scared princess
Charlotte sometimes

On that bleak track
(See the sun is gone again)
The tears were pouring down her face
She was crying and crying for a girl
Who died so many years before...

Sometimes I dream
Where all the people dance
Sometimes I dream
Charlotte sometimes
Sometimes I dream
The sounds all stay the same
Sometimes I'm dreaming
There are so many different names
Sometimes I dream
Sometimes I dream...

Charlotte sometimes crying for herself
Charlotte sometimes dreams a wall around herself
But it's always with love
With so much love it looks like
Everything else
Of Charlotte sometimes
So far away
Glass sealed and pretty
Charlotte sometimes

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giovedì 24 aprile 2008

Horst Schroeder: 'Additions and Corrections to Richard Ellmann’s Oscar Wilde'

Non c’è dubbio, Horst Schroeder ha svolto un ottimo lavoro nella stesura della seconda edizione di “Additions and Corrections to Richard Ellmann’s Oscar Wilde”. Il libro, stampato privatamente nel 2002, è un capitolo indispensabile per chiunque desideri studiare la vita dell’autore irlandese. E, soprattutto, è un utilissimo abbinamento alla monumentale biografia (vincitrice del premio Pulitzer nel 1989) che il biografo americano pubblicò nel 1987. Lo stesso anno in cui morì ad Oxford.
Ellmann è stato abile a offrire una descrizione molto intensa della figura di Wilde. E anche se durante le ultime decadi alcuni critici tendono a vedere Oscar in una luce piuttosto diversa, quella biografia resta un punto di partenza di qualsiasi ricerca wildiana.
Dopo una prima edizione di 82 pagine redatta nel 1989, Horst Schroeder ne ha pubblicata un’altra rivista ed ampliata che, lungo 311 pagine, raccoglie migliaia di annotazioni. La proposta del materiale segue in maniera parallela l’edizione della biografia pubblicata nel 1989. I passaggi che Schroeder indica come meritevoli di correzioni o aggiunte richiedono spesso poche parole, altre volte sono necessarie analisi più profonde per soddisfare completamente la questione. Ogni annotazione è scrupolosamente verificata e, molte di esse aiutano a illuminare di nuovi dettagli la vita di Wilde.

Copie del libro possono essere richieste direttamente all’autore - Landshuter Str. 38, 10779 Berlin, Germany (email: Horst.Schroeder@tu-bs.de): € 30.00, incluse le spese postali (pagamento in contanti, bonifico sul conto corrente dell’autore e PayPal) – oppure richiedendolo a Timothy d'Arch Smith, 64a St John's Wood High Street, London NW8 7SH; tel & fax +44-207-7220063; email: mustardpot@hotmail.com, al costo di 20 sterline, spese di spedizione escluse.

ENGLISH VERSION:

There’s no doubt, Horst Schroeder have done a great job in writing the second edition of “Additions and Corrections to Richard Ellmann's Oscar Wilde”. The book, privately printed in 2002, is a must for everyone who wants to study the life of the Irish author. And above all, it’s a very useful coupling of the monumental biography (winning of the Pulitzer Prize) that the American biographer published in 1987. The same year he died in Oxford.
Ellmann was able to offer a more intensive description of the figure of Wilde. And even if during these two decades some critics tend to see Oscar in a somewhat different light that biography is still the starting-point of all Wildean research.
After a first edition of 82 pages printed in 1989, Horst Schroeder has issued a second one revised and enlarged, running to 311 pages, with more than a thousand annotations. The arrangement of material follows the 1989 edition and the book parallels the overall structure of Ellmann's biography. The passages that Schroeder cites for correction or addition often require just a few words, although sometimes they need lengthy discussions to fulfil the subject. Each annotation is scrupulously verified, and most of them help to give even more light to Wilde’s life.

Copies of the book may be obtained from: the author: Landshuter Str. 38, 10779 Berlin, Germany (email: Horst.Schroeder@tu-bs.de): € 30.00, incl. postage (payment in cash, by remittance to the author’s German bank account or by cheque drawn on a German bank. Ask for PayPal.); Timothy d'Arch Smith, 64a St John's Wood High Street, London NW8 7SH; tel & fax +44-207-7220063; email: mustardpot@hotmail.com. Payment by cheque drawn on a British bank. Price: 20 GBP (postage extra).

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