Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 30 gennaio 2011

Genoa-Parma 3-1: Il Grifo torna a volare nella domenica 'argentina'! Bravo Palacio, disastro Paletta

Il Genoa batte il Parma con una prestazione più che positiva. Ai Grifoni basta un tempo per costruire il 3-1 finale: rigore di Palacio (15') momentaneamente pareggiato da Crespo (33'), autorete di Paletta (44') e tris di Kaladze (45'). Partita che, nonostante la temperatura polare, è piacevole e sempre viva. Agli ospiti non è sufficiente l'impegno profuso per uscire indenne dal Ferraris.

FORMAZIONI – Ballardini davanti a Eduardo propone una linea a quattro composta da Mesto, Dainelli, Kaladze e Criscito; il figliol prodigo Konko ritorna in rossoblù sistemandosi, con Kucka, ai lati di Milanetto; Rossi va alle spalle del tandem offensivo Palacio e Floro Flores.
Marino, senza gli squalificati Zaccardo e Paci, schiera Mirante in porta, Angelo, Paletta, Lucarelli e Gobbi in difesa; Candreva, Dzemaili e Morrone (preferito a Galloppa) in mezzo; tridente formato da Valiani, Crespo e Giovinco.

PARTITA – Genoa subito arrembante e già a comandare la sfida al quarto d'ora su rigore propiziato da Floro Flores, scioccamente atterrato da Paletta, e trasformato da Palacio. I ducali, troppo confusionari, riescono comunque a trovare il pareggio al 33' quando Crespo raccoglie una corta respinta centrale di Eduardo su bolide dalla destra di Candreva. Rossi ha a disposizione un pallone ghiottissimo ma si fa ipnotizzare da Mirante che para. A ridosso dell'intervallo il Genoa è esplosivo e si porta al doppio vantaggio grazie ad una clamorosa autorete di Paletta, incornata alle spalle del proprio portiere su cross di Crisciito, e un'imparabile conclusione sotto porta di Kaladze che firma il meritato 3-1.

La ripresa comincia con l'ex-Palladino al posto di Morrone. Kucka prova a chiudere il match con un bellissimo diagonale a fil di palo in fase di avvio. Floro Flores è poi sfortunato quando un suo colpo di testa va alto di pochissimo. Più che a una strategia offensiva il Parma si affida a incursioni estemporanee controllate senza affanni dai padroni di casa. Fa eccezione un tiro di Giovinco bloccato a terra dal portiere lusitano. Dall'altra parte Floro Flores pecca di egoismo non servendo il solissimo Palacio pronto a colpire a botta sicura. Lucarelli poi salta fra l'immobile difesa rossoblù mandando a lato di testa. Prima del triplice fischio c'è da registrare l'esordio di un altro ex di lusso, Paloschi, subentrato a Rossi.

CHIAVE – E' la fortissima voglia di vincere, unita alla migliore organizzazione di gioco espressa, che consente ai rossoblù di far suoi 3 punti fondamentali per dare serenità alla classifica e, soprattutto, all'ambiente che li circonda.

CHICCA – Nessuna gemma tecnica specifica, stavolta a brillare è la capacità del presidente Preziosi nel trovare, in corso d'opera, elementi utili alla causa del suo club: Kucka, Konko e Floro Flores oggi ne sono stati l'esempio.

TATTICA – 4-3-1-2 per Ballardini, 4-3-3 per Marino.

MOVIOLA – Pierpaoli di Firenze, tornato ad arbitrare dopo due turni di stop, dirige con colpevole approssimazione dall'inizio alla fine. Sacrosanto il rigore concesso al Genoa, evidente il fallo di Paletta su Floro Flores ma è inspiegabile l'assenza di sanzioni nei confronti del parmense. Assai fiscale l'ammonizione comminata al diffidato Dainelli che così mercoledì prossimo non potrà giocare con la Fiorentina.

PROMOSSI & BOCCIATI - Palacio brilla per tecnica e abnegazione anche quando le sue caviglie diventano preda degli avversari. Preciso anche al momento di farsi valere dal dischetto. Voto 7.

Kucka ruba palloni, li smista con saggezza e prova anche a colpire. Bravo davvero. Voto 7.

Eduardo ancora una volta non appare impeccabile su un goal subito. Stavolta a trarne vantaggio è quel sempreverde campione di Crespo. Non è l'unico passo falso della sua prestazione odierna. Voti: 5 per il portiere, 6.5 per la punta.

Giovinco, cercato in maniera assidua dai suoi compagni, fa sovente la figura del furetto bagnato tenuto sempre a bada dai difensori. Voto 5.5.

Paletta appare spesso in soggezione. Ha sul groppone il fallo da rigore su Floro Flores, l'autorete e l'errore che agevola il goal di Kaladze. Giornataccia! Voto 4.5.

[Articolo per Goal.com del 30 gennaio 2011]


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martedì 18 gennaio 2011

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domenica 16 gennaio 2011

Genoa-Udinese 2-4: Ogni gara dei friulani è una Maravilla, il Grifone sprofonda

28 anni dopo le prodezze di Zico l'Udinese riusce a battere il Genoa al Ferraris grazie ad un'altra formazione che può vantare elementi d'eccezione. E' proprio su questi, Sanchez in testa, che i friulani si impongono per 4-2. Partita che non ammette pause e che mette a nudo tutti i limiti di un Grifone tanto volenteroso quanto fragile. Apre le danze Armero (27') ma Milanetto pareggia allo scadere della prima frazione. Nella seconda un erroraccio di Eduardo propizia il nuovo vantaggio ospite siglato da Di Natale (56') e subito livellato da Destro (57'). Gli ultimi acuti sono di Sanchez (69'), al quarto centro nelle sue ultime quattro presenze, e Denis (92'). Mentre il cileno sbatte sul palo a porta vuota la possibile cinquina, a salire sono i cori di contestazione della gradinata Nord nei confronti della propria squadra. I fischi di tutto lo stadio si trasformano in applausi solo quando ad uscire dal campo sono i calciatori avversari.

FORMAZIONI – A sorpresa non c'è Dainelli nel Genoa. Davanti a Eduardo la linea arretrata è formata da Rafinha, Chico, Kaladze e Criscito; in mezzo il neo-acquisto Kucka e capitan Rossi si sistemano ai lati del regista Milanetto; Jankovic è il trequartista alle spalle di Destro e Sculli, preferito a Palacio.

L'Udinese, scesa sotto la Lanterna senza l'infortunato Domizzi, schiera davanti ad Handanovic il trio Benatia, Zapata e Coda; centrocampo folto composto da Isla, Pinzi (preferito ad Abdi), Inler, Asamoah ed Armero; conferma per la prolifica coppia offensiva Sanchez-Di Natale.

PARTITA – Di Natale arriva in ritardo all'appuntamento col goal su cross basso di Pinzi dalla destra. Replica affidata a una centrale di Kucka e a una punizione di Milanetto che lambisce il palo di sinistro. Il Genoa tiene l'iniziativa ma a passare, in contropiede, è l'Udinese: sulla corsia mancina Armero prima si “beve” Chico e poi scavalca Eduardo con un soffice lob. Jankovic potrebbe pareggiare dopo una manciata di minuti, sinistro ravvicinato alto. Quando poi Destro inquadra di testa la porta il portiere si salva in corner. Identico esito ha una girata di Sculli. Un bel piatto destro di Inler potrebbe avere effetti letali sul match, ad averli è invece un assist arretrato di Sculli sul quale Milanetto, dal limite, si avventa come una furia superando l'immobile Handanovic: 1-1.
Ripresa ancor più vivace aperta su una papera colossale di Eduardo che consente a Di Natale, partito in posizione di fuorigioco, di riportare in vantaggio i bianconeri. Distanze subito ristabilite da Destro, incornata di testa sul palo e ribattuta in rete che vale il 2-2. Poi l'attaccante di scuola interista lascia il posto a Palacio. L'Udinese continua a giocare come il gatto con il topo dimostrandosi sempre pronta a sfruttare le disattenzioni difensive dei padroni di casa. Così c'è gloria anche per Sanchez, autore del 2-3 da pochi passi a chiusura di una splendida triangolazione che coinvolge anche Di Natale e Isla in versione di suggeritore. Ancora lui potrebbe realizzare il poker alla mezz'ora, ma perde l'attimo giusto e stavolta Eduardo ci mette una pezza. Inler e Di Natale lasciano il posto ad Abdi e Denis, dall'altra parte Rossi e Rafinha fanno altrettanto con Mesto e Boakye. A guadagnarci sono sempre gli ospiti che non faticano ad opporsi agli ultimi abbozzi d'assalto del Genoa riuscendo persino a realizzare il poker con Denis. Nel recupero, con i rossoblù in ginocchio, Sanchez scheggia il palo a portiere battuto.

CHIAVE – E' il Genoa che prova a fare la partita inceppandosi spesso in meccanismi tutt'altro che fluidi e in finalizzazioni approssimative, difetti che non hanno i friulani bravi a serrare i ranghi e a ripartire con pochissimi tocchi risultando quasi sempre letali.

CHICCA – A ridosso dell'intervallo Beppe Sculli recupera un pallone che sembra destinato sul fondo appoggiandolo indietro per l'accorrente Milanetto che, al volo di destro, spazzola la rete friulana. E' l'azione del primo pareggio genoano.

TATTICA – 4-3-1-2 per Ballardini, 3-5-2 per Guidolin.

MOVIOLA – A Guida, arbitro della Can B, viene affidato un match che sa tanto di esame. Sotto particolare osservazione anche l'assistente Musolino reduce dai gravissimi errori che condizionarono Roma-Catania. La partita viene diretta in maniera positiva, ma la prova è viziata dalla concessione della rete di Di Natale partito in fuorigioco.

PROMOSSI & BOCCIATI - Milanetto e Scullli: nonostante il vorticoso movimento in entrata e in uscita che contraddistingue la gestione di Enrico Preziosi, sono gli elementi della vecchia guardia che provano a tenere a galla il veliero rossoblù con esempio e sostanza. Voto 6.5.

Eduardo si fa ancora una volta notare per una leggerezza incredibile che mette in salita una sfida tremendamente difficile da gestire. Voto 4.5.

Sanchez è l'arma in più del pomeriggio friulano. Parte come un diesel per poi diventare scattante come una molla. Realizza il suo quinto goal stagionale, va vicino al sesto fermandosi contro un palo. Voto 6.5.

Di Natale gioca a sprazzi e ha sulla coscienza il fallimento di un appoggio facile facile proprio nei primi spiccioli di partita. Si fa perdonare approfittando di un doppio errore a proprio vantaggio:il “liscio” del portiere lusitano e la svista del guardalinee che non ravvisa la sua posizione irregolare. Voto 6.5.

[Articolo per Goal.com del 16 gennaio 2011]


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sabato 15 gennaio 2011

Burnley-Queens Park Rangers 0-0: Piccolo passo avanti, ora lo Swansea è a tre lunghezze

Da Turf Moore i Queens Park Rangers escono con un pareggio importante nonostante le recriminazioni nate da una prestazione che avrebbe meritato miglior sorte. Sono infatti i Warnock's boys a costruire le occasioni migliori della partita mettendo sotto pressione il Burnley. Nella prima frazione almeno tre sono le conclusioni potenzialmente letali per Grant che, soprattutto su botta di Derry in avvio, sfodera un intervento che ricorderà a lungo. L'ex-portiere dell'Under 21 inglese è anche bravo su Taarabt e fortunato quando Orr dimostra di non avere il dna del bomber di razza. I Clarets escono dal guscio alla mezz'ora, Kenny chiude la saracinesca a Rodriguez presentatosi con idee tutt'altro che pacifiche. Monologo ospite anche nella ripresa, seppur in un'atmosfera agonisticamente più vibrante. Taarabt, Smith e soprattutto Gorkss hanno a disposizione la palla utile a schiodare lo 0-0 iniziale. Ma il freddo e umido pomeriggio del Lancashire non intende offrire regali a nessuno. Neppure al figliol prodigo Rodriguez che prova inutilmente a sorprendere Kenny. Alla fine, pur masticando amaro, i Queens Park Rangers accolgono positivamente il pareggio anche in considerazione che a Norwich, proprio sul filo di lana, Martin blocca sull'1-1 il Cardiff. Il punto conquistato oggi serve ai QPR per tenere a debita distanza gli altri gallesi dello Swansea che passeggiano (3-0) sul Crystal Palace.

BURNLEY: Grant, Alexander (Edgar 86), Fox, Duff, Carlisle, Cork, Iwelumo (Thompson 68), Elliott, Mears, Rodriguez, Eagles.
SUBS: Jensen, MacDonald, Bikey, Wallace, Easton.
BOOKINGS: Duff (35), Alexander (68), Fox (69), Thompson (83), Cork (90)
QPR: Kenny, Orr, Hill, Derry, Taarabt (Hall 90), Faurlin (Clarke 81), Gorkss, Connolly, Hulse (Heguson 81), Smith, Vaagan Moen.
SUBS: Cerny, Cook, Borrowdale, German.
BOOKINGS: Faurlin (23), Orr (30).
REFEREE: Mr M Jones.
ATTENDANCE: 14,819.

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domenica 9 gennaio 2011

Sampdoria-Roma 2-1: Il Doria prima soffre... poi mette il TURBO e se ne va!

L'ex-Guberti regala ai blucerchiati una vittoria insperata. Prima del 2-1 una prodezza di Vucinic veniva pareggiata da un rigore trasformato da Pozzi e propiziato da un erroraccio di Juan costato anche l'espulsione di Julio Sergio. Partita dai due volti che lascia l'amaro in bocca ad una Roma sciupona ed esalta il carattere di una Sampdoria mai doma. Negli spiccioli finali espulsi anche Lucchini e Gastaldello.

FORMAZIONI – Alla sua 300a presenza da allenatore Di Carlo manda in panchina l'influenzato Pazzini e il neo-arrivato Macheda proponendo davanti a Curci una linea composta da Zauri, Gastaldello, Lucchini e Ziegler; in mezzo Koman, Palombo, Poli e Guberti, piazzando davanti Marilungo e Pozzi.

Ranieri schiera Julio Sergio sistemando in difesa Cassetti, Mexes accanto al rientrante Burdisso e Riise; Greco, Brighi e Perrotta vanno dietro il trequartista Menez che agisce a supporto delle punte Borriello e Vucinic. Come previsto Totti e De Rossi vengono inseriti fra le riserve.

PARTITA – Ospiti padroni della manovra ma vicini alla capitolazione su botta ravvicinata di Pozzi. La risposta arriva al 17' quando Vucinic, servito nella propria porzione di campo da Cassetti, cavalca indisturbato per oltre 50 metri saltando agevolmente Lucchini per poi depositare un destro preciso alle spalle di Curci. Replica doriana su velenosa punizione di Ziegler che si spegne a lato. Rocchi non concede un penalty agli ospiti per una mano galeotta di Lucchini mentre Borriello e Menez avrebbero a disposizione la palla del raddoppio ma i loro diagonali vengono deviati di un soffio. Prima del the caldo Marilungo si divora il pari calciando addosso a Julio Sergio.
Al rientro in campo ci sono Juan al posto di Mexes e una Samp più gagliarda che cerca di approfittare degli eccessi di tranquillità palesati romanisti. Al 55' Juan con un delirante retropassaggio lanciato in porta Palombo che viene atterrato da Julio Sergio. Espulsione da ultimo uomo per il portiere (dentro Doni per Menez) e rigore che Pozzi trasforma di potenza. Vucinic, poco prima dell'ingresso di Pazzini per Marilungo, spreca da posizione favorevole. L'uomo in più e il calo di ritmo dei giallorossi consentono ai blucerchiati di aumentare il proprio peso mentre Borriello non inquadra il bersaglio grosso. C'è tempo anche per il debutto di Macheda, dentro al posto di Pozzi, che “liscia” clamorosamente a porta vuota un assist dalla destra di Zauri. Gli ospiti continuano a fare i fighetti, così Guberti riesce anche a compiere il sorpasso anticipando lo sciagurato Juan. Mancano sette minuti al triplice fischio e alla squadra di Ranieri si annebbiano anche le ultime idee ridotte a una telefonata di Borriello per Curci e a un velleitario siluro di Vicinic. Nel finale Lucchini e Gastaldello vedono il rosso per doppio giallo ma, anche con la superiorità numerica, la Roma non riesce a riequilibrare il risultato.

CHIAVE – A decidere sono gli eccessi di confidenza di una Roma a cui basta l'esiguo vantaggio per illudersi di aver chiuso una sfida che la Samp prima riapre in occasione della leggerezza più clamorosa dei suoi avversari e poi fa sua con merito.

CHICCA – Corre partendo dalla propria metà campo, Mirko Vucinic. Corre in solitario per tutta la fascia destra con i calciatori di casa a far da (brutte) statuine, da penultimo baluardo Lucchini abbozza un intervento blando e per il montenegrino “freddare” anche Curci in diagonale è un gioco da ragazzi.

TATTICA - 4-4-2 per Di Carlo; 4-3-1-2 più spregiudicato per Ranieri.

MOVIOLA – Dopo Inter-Napoli un'altra partita dal coefficiente alto viene offerta a Rocchi di Firenze. Prima dell'intervallo Lucchini commette un fallo di mano in area sul quale, nonostante le veementi proteste romaniste, l'arbitro non prende provvedimenti. Ineccepibile la concessione del rigore ai padroni di casa che costa anche l'espulsione di Julio Sergio. Inevitabili anche gli estremi provvedimenti disciplinari mostrati a Lucchini e Gastaldello.

PROMOSSI & BOCCIATI - Se Palombo è l'anima più bella di una Sampdoria troppo balbettante (decisivo anche nell'azione che vale il pari) Guberti è l'uomo in più al momento di segnare goal pieni di ossigeno. Voto 7 per tutti e due.

Impegnarsi si impegna, ma Lucchini appare più lento del solito e la Samp, soprattutto negli uno-contro-uno, paga eccessivamente i suoi limiti. Il difensore viene graziato da Rocchi in occasione di un tocco di mano nella propria area ma poi finisce espulso all'85'. Voto 5.

Vucinic dà la sensazione di essere in stato di grazia. Si sbatte, segna e sarebbe perfetto se non eccedesse in tocchetti tanto esteticamente fini quanto assolutamente inutili. Voto 6.5.

A Juan basta giocare dieci minuti per commettere il patatrac che consente alla Samp di agguantare il pareggio e di giocare con l'uomo in più. Colpevole assoluto anche in occasione del rigore di Guberti. Voto 3.

[Articolo per Goal.com del 9 gennaio 2011]

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giovedì 6 gennaio 2011

Genoa-Lazio 0-0: A Marassi il nuovo anno inizia senza goal, l'Aquila si ferma al PALO

Tra Genoa e Lazio vincono prima la noia e poi le imprecisioni. Lo zero a zero con cui la partita finisce agli archivi fotografa appieno il senso di un appuntamento che ha fatto emergere i difetti di entrambe le compagini: limiti strutturali e caratteriali per la squadra di Ballardini, incapacità di sfruttare al massimo le debolezze avversarie per quella di Reja. Dopo un primo tempo inutile, la ripresa concede un palo interno di Hernanes e almeno tre occasionissime sprecate in mischia dai Grifoni.

FORMAZIONI – Nel giorno del suo 47° compleanno l’ex-Ballardini davanti al portiere Eduardo propone una linea a 4 composta da Mesto, Kaladze, Dainelli, e Criscito; in mezzo Milanetto vince il ballottaggio con Veloso sistemandosi in cabina di regia tra Rafinha e Rossi recuperato a tempo di record; il rientrante Jankovic fa il trequartista; Destro e Toni terminali offensivi.

Reja, che per squalifica siede in tribuna cedendo la panchina a Lopez, schiera Muslera protetto da Lichtsteiner, Biava, Dias e il rientrante Radu; più avanti Ledesma (preferito a Matuzalem) e Brocchi si sistemano alle spalle del trio Zarate, Hernanes e Mauri; prima punta è l’ex-Floccari.

PARTITA – Gli unici brividi del primo pomeriggio marassino li offre la temperatura prossima allo zero che incornicia un gara brutta costituita da manovre ingessate e idee pressoché nulle. Se alla Lazio va quantomeno dato il merito di aver gestito palla con maggior continuità, il Genoa conferma che l'atmosfera da cantiere in perenne lavori in corso non serve a stimolare i protagonisti. Sul piano delle conclusioni la prima frazione offre solo un diagonale a lato di Floccari e un tiro-cross di Rafinha. La ripresa propone contendenti più spregiudicati. I biancocelesti vengono subito fermati da un palo interno su destro dal limite di Hernanes il cui effetto principale è quello di destare dal torpore i padroni di casa. Così, sospinti a gran voce dai propri tifosi, i calciatori genoani iniziano a creare mischie nell'area laziale. Muslera prima si salva di pugno su punizione di Jankovic e poi viene graziato da Toni che, al momento di sbattere in rete di testa un cross di Destro, viene anticipato da Lichtsteiner. Portiere ospite in evidenza anche al momento di uscire su Rossi pronto a concludere. La vorticosa girandola di sostituzioni nel finale non incide sugli equilibri del risultato.

CHIAVE - La lunga pausa natalizia e gli eccessi di baldoria evidentemente non producono una partita degna della massima competizione calcistica nazionale. A fare da padrone sono la confusione e l'incapacità di entrambe le formazioni di dare quel pizzico in più che sarebbe stato legittimo aspettarsi.

CHICCA - Al 40' un colpo di tacco di Mauri lancia in area Floccari che, al momento di battere a colpo sicuro, viene fermato da un provvidenziale intervento di Kaladze che è l'emblema del senso della posizione e dell'esperienza. E' l'azione più spettacolare del match.

TATTICA - 4-3-1-2 per Ballardini; 4-2-3-1 per Reja.

MOVIOLA - Se i precedenti con il Genoa sono sostanzialmente in parità, Romeo continua a rappresentare una sorta di tabù per la Lazio che con l’arbitro della sezione di Verona ha ottenuto solo la miseria di due punticini. Gara non complicata e diretta in maniera sufficiente anche se assurda, per eccesso di fiscalità, è parsa la decisione di fischiare la fine del primo tempo all'esatto scoccare del 45' con Destro lanciato verso Muslera.

PROMOSSI & BOCCIATI - Dopo due anni di calvario a causa di infortuni gravissimi Jankovic torna dal primo minuto con l’impegnativo compito di agire dietro alle punte. Il serbo dimostra di non aver smarrito la tecnica che ne hanno fatto la fortuna nel mondo del football. Ritrovato. Voto 6.5.

Luca Toni prova ancora a scacciare la maledizione del 100° gol in serie A. Solito buon impegno, soliti poveri risultati. Voto 5.

Muslera riesce a non addormentarsi e, nel secondo tempo, è bravo nello sbattere la porta in faccia agli avversari. Voto 6.5.

Floccari, dopo le due poco fortunate parentesi in rossoblù, torna al Ferraris con ancora il piacevole sapore del gol-sgambetto che l’anno scorso permise al club di Lotito di imporsi per 2-1. Davanti al suo grande estimatore Ballardini, che lo volle fortemente alla Lazio, l'attaccante si disimpegna senza grosse sbavature ma senza neeppure trovare la via della rete. Voto 6.

Degni di nota i cori e gli striscioni che i genoani dedicano a ricordo di Gabriele Sandri. Il pensiero ha valore ancor maggiore in considerazione del fatto che le due tifoserie sono tutt'altro che amiche. Voto 8 a chi, ancora una volta, ha saputo anteporre il rispetto all'odio.

[Articolo per Goal.com del 6 gennaio 2011]

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