Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 21 febbraio 2016

Genoa-Udinese 2-1: Rimonta e rigore parato, è sorpasso del Grifone

Perin dall'inferno al paradiso. E con lui il Genoa. Il portiere rossoblù è autore di una papera che spiana il provvisorio vantaggio di Ali Adnan (33') su punizione e poi salvatore del vantaggio, costruito su rigore trasformato da Cerci (62') e su guizzo di Laxalt (70'), respingendo un penalty di Di Natale (inserito in campo per troppo poco tempo) a ridosso del novantesimo. La partita è stata vibrante e senza soste condotta dai padroni di casa, fermati da due legni, ma con fiammate notevoli da parte ospite apparsi comunque in buone condizioni. ZAPATA-THEREAU PER COLANTUONO – Il 3-4-3 gasperiniano prevede Perin fra i pali con Munoz, Burdisso e Izzo in retroguardia, Rincon, Rigoni, Dzemaili e Laxalt in mediana con Cerci e Suso esterni offensivi a supporto della punta Matavz. Infoltisce la sua zona centrale Colantuono che, davanti a Karnezis, presenta un 3-5-2 con Pires, Danilo e Felipe in difesa; Edenilson, Badu, Guilherme, Halfredsson ed Ali Adnan a centrocampo; davanti la coppia Zapata-Thereau. GRIFO ARREMBANTE– Genoa e Udinese non si studiano. Al pronti via cercano di in campo quanto preparato in settimana. I rossoblù sono fra i più aggressivi insidiando seriamente Karnezis con un siluro su punizione Suso. Altrettanto reattivo è l'estremo su rasoterra ravvicinato di Laxalt. La pressione produce anche un legno di Matavz, con Gervasoni a segnalare un offside, e un clamoroso palo di Cerci che calcia dalla destra.Nel frattempo sugli spalti si accendono le divergenze di opinione tra parte dei tifosi della gradinata Nord contestatori di Preziosi e Gasperini, e quelli di altri settori. ALI ADNAN GOAL A SORPRESA, PERIN CHE ERRORE! – I padroni di casa insistono nella loro pressione offensiva mandando alla conclusione, a lato, di Rincon. L'Udinese solo in casi rari riesce a spingersi sulla trequarti dirimpettaia ma gli basta conquistare una punizione centrale dalla distanza per passare. È l'iracheno Ali Adnan, con la complicità di un impreciso Perin, a sbloccare il risultato. Lo svantaggio è un pugno allo stomaco per il Grifo che fatica a riordinare le idee arrivando all'intervallo sotto di una rete. CERCI, PARI DI RIGORE – Munoz resta negli spogliatoi, al suo posto c'è De Maio. Il Genoa resta lo stesso: propositivo, immediato assist di Suso, e impreciso, Matavz in ritardo sulla linea bianca. L'ex milanista prova poi il tiro ad effetto alzato in angolo da Karnezis. Ospiti vicini al raddoppio con deviazione casuale di Badu dopo una bella iniziativa di Thereau. Dopo dieci minuti Zapata tocca di mano nella sua area. Dal dischetto Cerci acciuffa il pari spazzando il portiere. Sospinto da un tifo tornato compatto, il Genoa prosegue a macinare azioni. Colantuono prova la carta Matos. LAXALT COMPIE IL SORPASSO, PERIN UN MIRACOLO SU DI NATALE –I bianconeri provano a replicare l'occasione del momentaneo vantaggio con una punizione di Guilherme, stavolta Perin si fa trovare pronto alla parata. Tachtsidis rileva Suso e Kuzmanovic sostituisce Halfredsson a cui, poco prima, Gervasoni ha risparmiato un cartellino rosso per entrata-killer su Cerci. A forza di spingere ai genoani riesce il sorpasso. Tutto nasce da una botta di De Maio da lontano che Karnezis smanaccia, Laxalt accorre sulla sfera e la infila nel sacco. Poi Rigoni si divora la terza segnatura calciando oltre la traversa un pallone d'oro. Dall'altra parte il neo entrato Di Natale, tira debole sul portiere che poi riscatta la papera del primo tempo mandando in angolo di piede sempre sull'ottimo attaccante ospite. Karnezis è poi bravissimo ad alzare un muro su fiondata di Rigoni. L'Udinese si riversa in avanti con la forza della disperazione e, quasi allo scadere, ha un'enorme opportunità per il 2-2: un rigore concesso per atterramento di Thereau da parte di Izzo. Ma la battuta di Di Natale, tesa rasoterra sulla destra viene però respinta in maniera strepitosa da Perin! [Articolo per Goal.com del 21 febbraio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 6 febbraio 2016

Genoa-Lazio 0-0: Il Grifone e l'Aquila volano bassi

Un punto per uno che sa di brodino insipido in una stagione di qualità inferiore rispetto alle premesse estive. Gara avara di conclusioni e del minimo spettacolo. La Lazio, più viva ed efficace per lunghi tratti del primo tempo, ha sfiorato il vantaggio con una traversa di Mauri mentre il Genoa si fa notare per qualcosa di buono solo nella ripresa. PAVOLETTI E MAURI SCALPITANTI - Gasperini cerca punti salvezza con Perin, Munoz, Burdisso e Izzo preferito a De Maio dietro; Ansaldi, Rincon Dzemaili e Laxalt presidiano il centrocampo mentre Pavoletti gioca leggermente avanzato rispetto a Cerci e Suso. Pioli, senza lo squalificato Matri e numerosi infortunati fra cui Candreva, presenta Marchetti con Basta, Mauricio Hoedt e Konko a completare il pacchetto difensivo; Milinkovic-Savic, Cataldi e Parolo in mediana con Felipe Anderson, Djordjevic e capitan Mauri a comporre il tridente offensivo. L'AQUILA MOSTRA GLI ARTIGLI - Pronti, via e Lazio subito determinata a operare nella metà campo avversaria che i rossoblù faticano a controllare. Nei primi venti minuti gli angoli sono 6-0 a favore degli ospiti che impegnano Perin su rasoterra di Cataldi e sfiorano il vantaggio con una traversa colpita da Mauri. Parolo, diffidato, rimedia un giallo inevitabile. Gasperini s'infuria con i suoi a bordo campo ma è difficile riuscire a invertire l'inerzia del match senza avere la forza di alzare il baricentro. REAZIONE GRIFO - I padroni di casa, senza Perotti finito alla Roma, non riescono ad agire in maniera propositiva e si affidano a ripartenze veloci per cercare di sorprendere la retroguardia avanzata della Lazio. L'unica occasione vera capita però solo a sette minuti dal riposo su tocco di Cerci a cercare la porta trovando invece Konko, a spedire in angolo a ridosso della linea bianca. Poi nessun altro vero sussulto. MARCHETTI SBATTE LA PORTA IN FACCIA A MUNOZ - Basta resta negli spogliatoi rilevato da Patric. Il Genoa prova faticosamente ad essere propositivo. Ma a complicargli le cose è il ko occorso a Ansaldi, il migliore dei suoi, viene fermato da guai muscolari e deve cedere il campo a Rigoni. Marchetti viene poi destato dal torpore con un'incornata insidiosissima di Munoz su assist di Suso. Pioli mischia ancora le carte inserendo Keita per Mauri. La risposta è Tachtsidis per un opaco Cerci. FINALE ACCESO MA SENZA RETI - I cambi, compreso quello di Lulic, non sortiscono effetti immediati. Con il passare dei minuti le squadre si allungano prestando il fianco a contropiedi da entrambe le parti. I più pericolosi sono imbastiti da Pavoletti fermato in maniera pregevole da Hoedt e di Keita che conclude debole sul portiere. Pavoletti e Munoz, in difficoltà fisiche non riescono a dare il loro apporto nel finale ma la Lazio non sa approfittarne. [Articolo per Goal.com del 6 febbraio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 3 febbraio 2016

Sampdoria-Torino 2-2: doppio Belotti, pareggio granata

Il Torino spreca più volte la vittoria e solo all'ultimo secondo agguanta il 2-2. La Sampdoria si era illusa di ottenere tutta la posta dopo un acuto di Soriano (86') che con il suo settimo centro in campionato aveva riportato avanti la sua squadra che dopo essere passata con un guizzo di Muriel (66') era stata raggiunta ancora da Belotti (71'). Tutto intorno una gara brutta dominata da un susseguirsi di errori di ogni tipo da parte di entrambe le formazioni. FUORI LOPEZ E QUAGLIARELLA - Montella si presenta con una difesa a tre con Cassani, Ranocchia e Moisander davanti a Viviano; Palombo e Ivan centrali di mediana con Sala e Dodò esterni mentre Soriano e Correa sostengono la punta Muriel. Ventura, che alla vigilia ha dovuto rinunciare a Bovo, schiera Padelli protetto da Maksimovic, il rientrante Glik e Moretti; centrocampo muscolare composto da Zappacosta, Acquah, Gazzi, Benassi e Gaston Silva; in avanti la coppia Belotti e Immobile. Panchine di lusso con Cassano, Quagliarella e Maxi Lopez pronti a entrare in corsa. MEGLIO IL TORO, ACQUAH SPRECA - Il Toro prova subito ad approfittare della consueta difficoltà doriana a partire con personalità cercando, invano, di sorprendere il portiere con un'insidiosa botta dalla distanza di Gaston Martinez deviato in angolo. La reazione dei padroni di casa è sorretta più dalla buona volontà che dall'organizzazione. Muriel si fa vedere con un rasoterra innocuo. Le squadre sono corte e scadente la finalizzazione di una ripartenza centrale di Acquah che pecca d'egoismo calciando addosso a Viviano. RITMI CALANTI - Sala finisce ko e viene sostituito Diakitè. Lo scorrere del tempo mette laconicamente in evidenza i limiti di entrambe le compagini. La pochezza manovriera e i limiti tecnici che contraddistinguono il loro cammino stagionale rendono a tratti la sfida fiera degli errori. Nel finale della prima frazione uno scontro fra Diakitè e Acquah costringe entrambi ad abbandonare il campo. ERRORI E PAURA - La ripresa comincia con gli ingressi di Christodoulopoulos e Baselli. Anche questa frazione vede subito attivo Gaston Martinez autore di una girata a lato. Poi Belotti non riesce ad approfittare di un clamoroso liscio di Moisander sotto porta. Gli errori e la paura rendono il match sempre più confuso e avaro di emozioni. Quando la scintilla potrebbe scattare Baselli, a tu per tu con Viviano, appoggia di testa sul portiere. MURIEL-SORIANO E DOPPIO BELOTTI - Ventura prova a dare una scossa ai suoi inserendo Immobile per Gaston Martinez. A darla davvero è però Muriel che, sgusciando in area fra le brutte statuine granata, buca Padelli. Identica figura fa poco dopo la retroguardia di casa concedendo a Belotti il più facile dei piattoni che vale l'1-1. Nel frattempo entra anche Maxi Lopez. Poi Immobile si fa letteralmente rubare la palla fra i piedi da Viviano. Nel finale Montella si gioca la carta Quagliarella. A regalare la possibile vittoria è invece Soriano, il migliore dei blucerchiati, con un destro ad effetto da venti metri nei minuti finali. Ma il Toro non molla e gli è sufficiente spingere con convinzione per ottenere l'incredibile 2-2, ancora con Belotti di testa, allo scadere dell'ultimo istante di recupero. [Articolo per Goal.com del 3 febbraio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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