Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

sabato 12 dicembre 2015

Genoa-Bologna 0-1: Rossettini abbatte il 'Grifone' in pieno recupero

È un difensore, Rossettini, a regalare in pieno recupero tre punti d'oro al Bologna spedendo all'inferno un Genoa sprecone che sbatte più volte su un Mirante in forma smagliante. La sfida sonnecchia per oltre mezz'ora prima di scuotersi grazie alle iniziative dei padroni di casa. Il Bologna, in superiorità numerica per l'espulsione di Perotti entrato nella ripresa e cacciato a dieci dal termine per una gomitata a Diawara (anche lui espulso prima del fischio finale), aveva in precedenza sfiorato il colpaccio con Destro e Mounier.NUOVA CHANCE PER PANDEV, FELSINEI COL TRIDENTE – Ancora senza Pavoletti squalificato e con Perotti affaticato, Gasperini cerca ossigeno per un Grifone svegliatosi improvvisamente sul bordo dei carboni ardenti della classifica. Davanti Perin schiera De Maio, Burdisso e Ansaldi; rinforza la mediana formata da Izzo, e Laxalt esterni con Rincon e Tachtsidis ai lati di Tino Costa; gli attaccanti sono Gakpé e Pandev, quest'ultimo ancora a secco. Dopo aver rilanciato il Bologna, Donadoni al Ferraris presenta un 4-3-3 formato dal portiere Mirante e dai difensori Rossettini, Oikonomou, Gastaldello e Morleo; Taider, Diawara e Brienza presidiano il centrocampo mentre i posti del tridente vengono presi da Mounier e Rizzo a supporto dell'ex Destro, punta avanzata, a segno in 4 delle ultime 5 gare. RITMI BLANDI, CI PROVA SOLO GAKPÉ – Difesa e sguardo alti per un Grifone smanioso di far bene ma che deve fare i conti con un Bologna ordinatissimo che, quando deve difendersi gioca con dieci uomini dietro la linea della palla. Difficile trovare varchi per entrambe le squadre, figurarsi conclusioni a rete. Nella prima mezz'ora può provarci solo Gakpé che, servito da Laxalt in fuga sulla sinistra, gira a lato da posizione favorevole. PANDEV SPRECONE, MIRANTE PRONTISSIMO – La sfida resta inchiodata dai limiti in fase di costruzione. Gli ospiti improvvisano un contropiede con Rizzo che vola per tutto il campo per poi infortunarsi al momento di servire Destro. Al suo posto entra Brighi. Il torpore si impossessa della retroguardia ospite e di Pandev che spreca un rigore in movimento e un tocco da due passi nello spazio di un minuto grazie anche ai riflessi di Mirante bravo anche su deviazione di testa di De Maio. Sono occasioni che danno energia ai padroni di casa che chiudono avanti la prima frazione. GAKPÉ GRAZIA MIRANTE – Gastaldello non rientra dagli spogliatoi, al suo posto Ferrari. Dall'altra parte Perotti rileva Tino Costa e Gasperini disegna un 3-4-1-2. Il Genoa agisce con continuità mettendo paura all'attento Mirante con Burdisso che difetta di cinismo e con mischie dalle quali i difensori hanno la meglio. Quando si dimenticano Gakpé tutto solo, il togolese calcia incredibilmente fuori. Solo al quarto d'ora Perin viene chiamato in causa per deviare un'incornata di Rossettini. PEROTTI, INGRESSO ED ESPULSIONE. ROSSETTINI DECIDE IL MATCH – Gasperini toglie Pandev per giocarsi la carta Capel. Sospinto dai propri tifosi più che da un minimo di idee, il Genoa abbozza una pressione che si spegne di fronte all'ennesima espulsione di questo campionato: Perotti reo di aver sgomitato Diawara. In pieno recupero gli ospiti passano con Rossettini che, su azione d'angolo, svetta più alto di tutti beffando un immobile Perin. Poi anche Diawara rimedia un rosso. [Articolo per Goal.com del 12 dicembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 29 novembre 2015

Genoa-Carpi 1-2: Pavoletti la combina grossa, Zaccardo punisce il Grifo

Dal Ferraris il fanalino di coda Carpi si porta a casa tre punti che rappresentano metà di quella finora ottenuti in tutta la stagione. Il Genoa gli regala subito un uomo, Pavoletti espulso dopo 5 minuti per una gomitata a Gagliolo, e non riesce a monetizzare l'immediato vantaggio di Diogo Figueiras (8'). A imprimere il segno al match sono i cambi vincenti di Castori, Borriello e Di Gaudio in particolare, rispetto alle cervellotiche scelte fatte in corsa dal collega Gasperini. È nella ripresa che gli ospiti costruiscono il successo con Borriello (57') e capitan Zaccardo (80') bravi ad approfittare di un Grifo che si scioglie con il passare dei minuti. GRIFO SPREGIUDICATO, CARPI ABBOTTONATO – Nessun esperimento per Gasperini. Nonostante l'assenza per squalifica del gioiello Perotti, il suo è un undici prevede la solita difesa a tre con Perin protetto da Izzo, Burdisso e Ansaldi; Figueiras e Laxalt laterali di centrocampo con Rincon e Tino Costa a riempire la linea; Lazovic, Pavoletti e Gakpé in attacco con Pandev pronto a subentrare in corsa. Castori, alla disperata ricerca di segnali positivi - le ultime sei gare hanno fruttato un misero punticino -, si copre con un 4-4-1-1 siberiano. Davanti a Belec piazza Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo e Letizia; mediana affidata a Pasciuti, Cofie, Lollo e Martinho mentre a Matos e Mbakogu spetta il principale compito di realizzare il miracolo. Borriello, appena recuperato, finisce in panca. FIGUEIRAS-GOAL RIMEDIA A UNA PAVO-FOLLIA – Succede subito di tutto. Una folle gomitata di Pavoletti a Gagliolo, che dopo 5', lascia in dieci i rossoblu che passano comunque poco dopo su diagonale di Diogo Figueiras appostato alla destra della porta e ignorato dai difensori ospiti. Il Carpi trova coraggio ma non la dovuta forza per impensierire seriamente Perin chiamato a interventi d'ordinaria amministrazione. È invece Burdisso, di testa, ad avere una nitida occasione per raddoppiare. PERIN E BELEC SUGLI SCUDI – Il ritmo resta buono, a salire sempre più è invece il nervosismo fra i giocatori ospiti costretti a interventi ruvidi per fermare avversari ancora pericolosi con un drop di Tino Costa. L'occasione più nitida il Carpi la costruisce a ridosso del riposo quando Martinho trova la respinta di un'indomito Perin e poi Zaccardo manda incredibilmente a lato. L'autore dell'1-0 si fa male e viene sostituito da De Maio. Belec si guadagna poi la giornata con un tuffo da pantera per deviare una saetta di Gakpé. BORRIELLO ENTRA E PAREGGIA – Il Genoa riparte spingendo sull'acceleratore alla ricerca di un doppio vantaggio che possa concedere margini di tranquillità. Castori reagisce aumentando il peso d'attacco inserendo Borriello per Matos, c'è anche Di Gaudio per Martinho. Mossa perfetta perché sono proprio i nuovi entrati a rifinire un contropiede che l'ex genoano trasforma in pareggio. Ntcham rileva Tino Costa. Borriello potrebbe colpire ancora ma sfiora il palo. ZACCARDO SORPASSA – I padroni manovrano in maniera troppo arzigogolata non trovando finalizzatori in area mentre il Carpi si affida alla sua arma migliore: la velocità. Pandev viene chiamato in causa per fare la differenza, ad uscire è De Maio. I rossoblu si intimoriscono e arretrano il baricentro prestando il fianco. Zaccardo approfitta di eccesso di spazio in area per bucare nuovamente Perin siglando l'1-2. Rincon potrebbe equilibrare subito il punteggio ma Belec compie un prodigio salvandosi in angolo. [Articolo per Goal.com del 29 novembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 1 novembre 2015

Genoa-Napoli 0-0: Azzurri sbiaditi niente aggancio alla vetta. Il Grifo lotta e ottiene un buon punto

Mantiene tutte le migliori promesse questo Genoa - Napoli . La sfida, chiusa a reti bianche, si gioca a viso aperto e resta sempre in bilico nonostante tre infortuni che mandano all'aria ogni programma strategico preparato da Gasperini. La squadra di Sarri, pur non riuscendo ad agguantare in vetta Inter e Fiorentina, conferma il suo periodo di grande forma cercando di giocarsi ogni pallone possibile, trovando identico spirito nell'undici di casa. Nel finale Perin è decisivo nel salvare il risultato. GRIFO PRUDENTE, MERTENS SUBITO – È un Grifone più abbottonato del solito quello proposto da Gasperini. Così, con Perin, protetto da Munoz, Burdisso e Ansaldi, a centrocampo finisce una linea a cinque composta da Figueiras e Laxalt laterali e Tino Costa affiancato da Rincon e Dzemaili; davanti la coppia Pavoletti e Perotti a cercare di perforare la porta di Reina capitolata solo 2 volte nelle ultime 5 gare. Davanti al portiere di Madrid Sarri disegna un 4-3-3 con Hisaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam preferito a Maggio; Allan, Jorginho e Hamsik nella mediana a supporto del trio delle meraviglie Callejon-Higuain-Mertens, con Insigne pronto alla staffetta. AVVIO IN QUARTA – Linee compatte, pressing e aggressività. Non sprecano minuti per studiarsi, le due squadre. Il primo estremo chiamato in causa è Perin, diagonale di Callejon smanacciato in angolo. I rossoblu rispondono metro su metro riuscendo a imbastire sortite a ridosso dei sedici metri ospiti senza tuttavia impegnare Reina. HIGUAIN IL PIÙ PERICOLOSO – L'equilibrio potrebbe saltare quando Ghoulam affonda in area dal lato mancino cercando un Higuain piuttosto nervoso, l'argentino arriva tardi all'appuntamento. Più tardi invoca inutilmente la concessione di un rigore su contatto con Burdisso. Entrambi gli episodi sono il prodotto di improvvise accelerazioni partenopee. Poi la sfortuna si accanisce su Munoz e Dzemaili finiti ko, entrano Izzo e Ntcham. Sul gong dell'intervallo Higuain sfiora il montante sinistro con un rasoterra insidioso. EMOZIONI A RAFFICA – Anche la seconda frazione si apre con un duello Callejon-Perin, con questi a dire di no a una botta centrale. È il via a ripetuti capovolgimenti di fronte che potrebbero offrire il vantaggio a entrambe le compagini agevolati da spazi più ampi. Sarri getta nella mischia Insigne, fuori Mertens. Ma è ancora Callejon, agevolato da un rimpallo, a sfiorare il goal. EQUILIBRIO SEMPRE IN BILICO – Entra anche Gabbiadini per cercare di scardinare il forziere genoano. La sfortuna, sotto forma di infortuni, continua ad accanirsi sul Genoa che perde il terzo giocatore del pomeriggio: Rincon. La sfida resta vibrante fra scambi rapidi e conclusioni improvvise che solo per la prontezza dei portieri non si tramurano in marcature pesanti. Su tutte una fiondata di Figueiras e colpo ravvicinato di Hamsik. In pieno recupero Perin, il migliore in campo, è strepitoso nel respingere una punizione di Gabbiadini prima e una saetta di Insigne poi. [Articolo per Goal.com dell'1 novembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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giovedì 29 ottobre 2015

Sampdoria-Empoli 1-1: Pucciarelli blocca i blucerchiati di Eder al 100° sigillo "italiano"

Due reti di pregevole fattura mandano agli archivi un Sampdoria-Empoli che si scuote soprattutto nella ripresa. Pucciarelli colpisce dopo un'ora di gioco. Sette minuti più tardi Eder riporta la parità siglando il suo centesimo goal "italiano". Tutto attorno buone dosi di agonismo e tatticismi ridotti all'essenziale. Nel finale ospiti in dieci per l'espulsione di Dioussé. CASSANO TORNA TITOLARE, SAPONARA RECUPERA – Coach Z, dopo i sorrisi e i punti, ora cerca la continuità di risultati. Conferma gran parte dell'undici che ha messo sotto il Verona: Viviano sistema Cassani, Silvestre, Zukanovic e Mesbah; mediana con Barreto, Fernando e Soriano; Cassano dietro le punte Carbonero ed Eder. Giampaolo si presenta con Skorupski tra i pali, Laurini e Rui esterni arretrati con Tonelli e Costa tornati a pieno regime; Zielinski, Maiello e Buchel presidiano il centrocampo mentre il rientrante Saponara agisce a supporto di Pucciarelli e Maccarone. CARBONERO, CHE CHANCE! – Linee ben strette su entrambi i fronti. I disimpegni doriani sono più insistenti e, al quarto d'ora, Carbonero può colpire dal vertice destro dell'area piccola ma difetta in precisione. Pecca che contraddistingue anche la fase finale dei toscani che, con il passare dei minuti, ripiega di una ventina di metri il proprio baricentro per cercare di limitare le folate avversarie. EQUILIBRIO STABILE – La sfida ha buoni ritmi ma troppi errori di manovra. Cassano, apparso ancora non al massimo, è sempre propositivo. Nel bel mezzo di questo tran-tran è l'ex Maccarone a confezionare la palla migliore degli ospiti offrendo a Saponara l'opportunità di far male. Viviano però è attento. Nella parte finale del primo tempo Zenga cerca la combinazione giusta invertendo le posizioni di Cassano e Eder mettendo quest'ultimo al centro dell'attacco. Esperimento più propedeutico in vista della frazione successiva che efficace nell'immediato. Zielinski, protagonista di ogni azione dei suoi non trova il coraggio di colpire di precisione negli attimi che precedono l'intervallo. PUCCIARELLI, CHE PERLA! – Maiello resta negli spogliatoi rilevato da Dioussé. La smania di goal, invece, Eder la porta sempre con sé. Ed è proprio un suo rasoterra a cercare, invano, un tocco vincente di Carbonero ad accedere subito la ripresa. La risposta è affidata a una fiondata di Saponara che vale solo un corner. Aumenta la velocità del gioco. Merito di entrambe le squadre che, in mezzo, lottano duro alla ricerca dello scatto verso la porta. A sbloccare il risultato è una magia di Pucciarelli che, dal limite controlla di sinistro e gira di sinistro sotto l'incrocio opposto. EDER, LA SOLITA STELLA - La rete subìta accelera la volontà del tecnico di cambiare pedine. Dentro Muriel e Correa, fuori Cassano e Soriano. Ma a togliere le castagne dal fuoco pensa il sempre Eder, strepitoso nell'infilarsi in area e trovare un diagonale perfetto. I cambi, modificano l'inerzia della sfida a vantaggio dei blucerchiati che spingono con più convinzione. L'autore della rete ospite cede il posto a Krunic. Correa ha sulla testa il pallone che potrebbe valere i tre punti, ma spedisce incredibilmente alto. Occasionissima anche per Muriel che calcia fuori di pochi centimetri una sorta di penalty in movimento. Prima del triplice fischio Dioussé viene espulso per doppia ammonizione. L'ultimo acuto di una pressione costante è di Barreto che impegna Skorupski.[Articolo per Goal.com del 29 ottobre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 18 ottobre 2015

Genoa-Chievo 3-2: Tachtsidis, vittoria all'ultimo respiro

Sarebbe piaciuta molto a Franco Scoglio questa prestazione tutto cuore del suo Genoa sul Chievo. Il Prof., onorato in grande stile dal club e dai tifosi rossoblù nel decennale della sua scomparsa, avrebbe gioito, sofferto, imprecato e goduto come un matto di fronte allo spirito con cui, pur in dieci dal 54' per l'espulsione di Dzemaili, i "suoi" ragazzi hanno conquistato all'ultimo respiro una vittoria che pareva impossibile. È di Tachtsidis, chirurgico sinistro dal limite in pieno recupero, l'acuto più forte dopo quelli di Paloschi (1'), Pavoletti (12'), Gakpé (17') e Pellissier (77'). Partita intensissima giocata al massimo da entrambe le squadre e diretta in maniera approssimativa da Mazzoleni. GASP RITROVA PERIN, MARAN CON IL PORTAFORTUNA PALOSCHI – Riecco Perin, protetto da De Maio, Burdisso e Izzo. Con il portierone il Gasp ritrova anche Tino Costa affiancato a Dzemaili a dare peso a un centrocampo dove Rincon e Laxalt fanno gli esterni. Torna anche Pavoletti, nel tridente supportato da Gakpé e Perotti. Maran si copre affidandosi a Bizzarri e a un reparto arretrato d’esperienza composto da Mattiello, Gamberini, Cesar e Gobbi; la mediana è presieduta da Castro, Rigoni e Hetemaj; Birsa è il trequartista alle spalle del "castiga Grifo" Paloschi e Meggiorini. LAMPO PALOSCHI, RIBALTONE PAVOLETTI-GAKPE'! – 48 secondi: tanto basta a Paloschi per segnare l'8a rete in carriera (su 9 gare) al Genoa. L'assistman è Meggiorini ma l'abbiocco della difesa non è meno determinante. Metabolizzano in fretta l'improvvisa salita, i padroni di casa. Intorno al quarto d'ora riportano l'equilibrio con Pavoletti, lesto a infilare Bizzarri dopo respinta ravvicinata su Gakpé, e mettono la freccia proprio con un tiro da fuori del togolese deviato da Mattiello. GRIFO PADRONE – Si dà un gran da fare la squadra di casa per rimpinguare il vantaggio. Fraseggi rapidi sorretti da un'ottima condizione generale, producono numerosi patemi ai veneti costretti ad affidarsi ad estemporanee azioni di rimessa e a qualche ruvidezza di troppo. Un Perotti strepitoso in versione condottiero, dopo la rete del pari suggerisce altre occasioni clamorose come quella che Pavoletti incorna costringendo Bizzarri a innescare i superpoteri. Nonostante l'evidente inferiorità, il Chievo va vicino al pari con una schiacciata di testa di Castro ribattuta da Laxalt. DZEMAILI ESPULSO – Ritmi alti anche nella ripresa. Merito anche di un Chievo in pressione offensiva immediata. Dzemaili paga con il secondo giallo nello spazio di quattro minuti un intervento su Hetemaj, poco dopo sostituito da Pepe. Gasperini cerca l'assetto migliore possibile (3-4-2) inserendo Cissokho per Gakpé. La superiorità numerica aiuta i veneti nella spinta. Gobbi, tiro ad effetto che sfiora il montante destro, e Paloschi, fermato dal reattivo Perin, sono quelli ad andare più vicini al pari. MAGIA PELLISSIER, MA L'ACUTO È DI TACHTSIDIS – Pellissier rileva Paloschi giusto in tempo per spedire in rete, di tacco, il pallone del 2-2. Il Genoa soffre e il pensiero di un colpo di testa alto di Burdisso, capitato un minuto prima, diventa amarissimo. Il Genoa continua a subire provando a pescare il jolly. Perin rischia grossissimo su un maldestro tocco di Burdisso nella sua porta e seguente "liscio" di Pepe. Poi l'estremo deve metterci i guanti su deviazione aerea di Cesar. Nel finale Gasperini butta sul tavolo verde le carte Ntcham e Tachtsidis. Migliori scelte dal mazzo non poteva fare. Sono proprio loro, infatti, a confezionare e a firmare il 3-2 che fa esplodere il Ferraris. [Articolo per Goal.com del 18 ottobre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 23 settembre 2015

Sampdoria-Roma 2-1: Lupa piegata da Eder e... Manolas!

La parte blucerchiata der core del Viperetta è soddisfatta. Chissà come sarà quella giallorossa. La Sampdoria c’è. Ed è anche bella tosta. Soprattutto quando persino la buona sorte decide di premiare la sua abnegazione nel costruire un muro di gomma davanti alla sua porta. A farne le spese è una Roma imprudente che si getta nell’agone con tutta la sua forza, ma senza lucidità, al momento di finalizzare i mille ghirigori disegnati sul campo e gli altrettanti sforzi che producono 19, inutili, corner contro 3. A decidere è una doppietta di Eder (al 50' e all'86' con il "supporto" di Manolas) intervallata dal momentaneo pari di Salah (69'). EDER E MURIEL SCALPITANTI - Zenga e Garcia cercano l’immediata ripartenza dopo i passi falsi di domenica scorsa. Il doriano, schierando un 4-3-1-2 basato sugli inserimenti dei collaudati Muriel ed Eder supportati da Correa in cerca di rilancio, confida nella buona serata dei muscoli di Soriano, Fernando e Barreto presidi di centrocampo e piazza il giovanissimo Pereira insieme a Silvestre, Mesbah e Zukanovic a protezione di Viviano. Il francese lascia a casa Totti (bestia nera della Samp) e se la gioca con un 4-3-3, di sostanza sopraffina anche sulle corsie esterne, che può contare su Florenzi, Manolas, De Rossi e Digne a tenere alto il fortino davanti a De Sanctis; Nainggolan, Keita e Pjanic sulla mediana e il tridente Salah, Dzeko e Iago Falque. POTERE TERRITORIALE ROMANISTA - Baricentro alto e ricerca di scambi elaborati per arrivare al bersaglio grosso anche attraverso una ricca collezione di corner non adeguatamente sfruttati. Così i capitolini provano a fare sentire il loro peso specifico. Strategia opposta quella doriana fatta di rapide azioni di rimessa e tagli per cercare di eludere la difesa. In occasione di una di queste Correa impegna De Sanctis in tuffo. Immobile, dall'altra parte Viviano su stilettata diNainggolan radente il palo e poi più reattivo su Pjanic dal limite. SAMP, CHE RESISTENZA! - La Samp prova, senza efficacia, a invertire la tendenza della sfida. Ma la cosa che le riesce meglio è tessere una fitta ragnatela che fa ammattire gli avversari in pressoché costante assedio degli ultimi venti metri. EDER, CHE GOAL! – Diga che regge non si cambia, ma a cambiare è invece il risultato. E a cambiarlo a sorpresa è il solito, strepitoso, Eder sfruttando un calcio di punizione. De Sanctis può solo seguire la millimetrica traiettoria, favorita da una barriera piazzata quasi per caso, con lo sguardo. Prima di subire la rete gli ospiti hanno reclamato inutilmente un rigore per tocco di mano di Moisander, subentrato nel primo tempo all'infortunato Silvestre. ROMA, LA REAZIONE E LA DISPERAZIONE - Il vantaggio blucerchiato diventa corroborante per i ragazzi di casa che alla strenua difesa, a cui ora partecipa più attivamente anche Viviano pronto a saldare il bunker. La Roma, con dentro anche Gervinho per Iago Falque, rischia contropiedi ma prosegue ostinatamente a cercare il pareggio. A ottenerlo è Salah su tocco ravvicinato. L'egiziano sfiora poi il raddoppio negatogli dell'estremo di casa in versione Superman. Entra anche Cassano, parentesi in un assedio giallorosso che, nel finale, riporta gli stessi equilibri dei primi quarantacinque minuti. Ma Eder è sempre in agguato e, agli sgoccioli, trova incredibilmente persino il raddoppio calciando da posizione defilata e con la complicità di Manolas che maldestramente spedisce la palla nella propria rete. [Articolo per Goal.com del 23 settembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 30 agosto 2015

Genoa-Hellas Verona 2-0: Pavoletti-Gakpé, primo successo del Grifone

Il Genoa conquista, meritatamente, il primo successo stagionale superando con il più classico dei 2-0 un Verona che regge bene un tempo per poi cedere alle reti di Pavoletti (57') e Gakpé (76'). Gara combattuta e decisa dalla maggiore determinazione rossoblu. Pazzini, nel finale, colpisce la traversa.NTCHAM DIETRO GAKPE'-PANDEV, HELLAS COL TRIDENTE – Un 3-4-1-2 per provare a dimenticare la beffa di Palermo. Così Gasperini disegna la sua squadra piazzando davanti a Lamanna De Maio, Burdisso e Izzo; Laxalt e Cissokho sono gli esterni di centrocampo a comporre la linea con Tino Costa e Rincon; Ntcham sulla trequarti libero di creare per le punte Gakpé e Pandev. Mandolini si presenta con un tridente spregiudicato nel quale Toni viene assistito da Gomez e Jankovic; conferma per la retroguardia a quattro con Pisano, Marquez, Moras, Souprayen a protezione di Rafael e mediana affidata a Sala, Greco e Hallfredsson. GRIFONE VOLITIVO – Ringhia subito, il Genoa. Pressing a soffocare sul nascere le velleità ospiti e assidua ricerca della trama perfetta a complicare la vita di Rafael che però si fa trovare pronto distendendosi completamente per deviare una botta dalla distanza dell'ottimo Ntcham. Il combattente Halfredsson esce per infortunio sostituito da Viviani. Ma la squadra di Mandolini, in ossessiva e scontata ricerca del faro Toni, continua a provare senza costrutto a gestire il gioco. MOLTO MOVIMENTO, POCHE OCCASIONI – I rossoblu posso così continuare a comandare la sfida inviando nell'area scaligera numerose palle mai tramutate in oro pesante dai suoi attaccanti. Gli avversari non riescono neppure in quello. Così, prima dell'intervallo spiccano conclusioni da lontano di Tino Costa e Toni. Troppo poco per fare sussultare davvero gli oltre ventimila presenti. PAVOLETTI-GOL È TORNATO – Nell'avvio di ripresa non cambiano nè protagonisti nè spirito, con il Genoa a cercare fraseggi in maniera ossessiva che sembrano sembre desitnati a tramutarsi in facile preda dell'attenta guardia gialloblu. E' evidente che davanti manchi un finalizzatore perché Pandev, almeno stasera, non sembra in grado di poter pungere davvero. Il Gasp lo toglie per inserire Pavoletti accolto come un eroe e che, dopo neppure trenta secondi, sblocca il risultato con un tocco ravvicinato per poi impegnare Rafael in acrobazia. GAKPE' CHIUDE I CONTI, PER PAZZINI C'È LA TRAVERSA – La sberla è una scossa sui nervi della formazione veneta ora costretta ad attaccare lasciando automaticamente maggiori spazi dietro. Souprayen è fra i più attivi e va vicino al pari negatogli da Lamanna. Ora il Grifo manovra in scioltezza, forte dei puntuali inserimenti degli esterni a scombussolare l'assetto dirimpettaio. La replica è affidata a fendente di Ntcham, pungente ma troppo centrale per mettere apprensione all'estremo brasiliano. Entra Pazzini per Jankovic. Dall'altra parte è invece la sfortuna a farla da padrone accanendosi su Pavoletti e De Maio, entrambi ko nello spazio di un minuto. A scacciare le paure genoane pensa Gakpé, sua la morbida incornata su cross dalla destra di Rincon che di fatto sigilla il match. L'Hellas prova a rimettersi in corsa confidando sulle poche idee a disposizione ma viene fermato da una traversa colta da Pazzini con deviazione di testa. [Articolo per Goal.com del 30 agosto 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 23 agosto 2015

Sampdoria-Carpi 5-2: Uragano Eder & Muriel, esordio shock per Castori

Comincia dalle doppiette di Eder (14', 33') e Muriel (21', 30'), e da una punizione di Fernando (37'), il campionato della Sampdoria. I blucerchiati, con ancora addosso il peso dell'eliminazione dall'Europa League maramaldeggiano contro un Carpi che, nella prima frazione, ha mostrato un peso specifico improponibile per la categoria. Di Lazzari (38') il goal della bandiera ospite e di Matos (88’) quello che prova a salvare l’onore in una gara giocata solamente nella seconda parte. Allo scadere Viviano si oppone ad un rigore di Lazzari. MURIEL-EDER PER LA VELOCITA’, CASTORI PRUDENTE – Zenga l’esordio al Ferraris lo affida al 4-3-1-2 partendo da una linea Cassani-Coda-Silvestre e Regini a protezione della porta di Viviano; Fernando perno di centrocampo sostenuto lateralmente da Ivan e Barreto; Soriano (possibile partente) trequartista dietro Muriel ed Eder a mettere paura davanti. Cassano, ancora in cerca della forma migliore, parte dalla panchina. Per il debutto assoluto in A del Carpi mister Castori si presenta abbottonato: 4-4-1-1. Davanti al portiere Brkic (fresco di convocazione in nazionale) piazza Letizia, Spolli, Bubnjic e Gagliolo; Matos, Porcari, Marrone e Gabriel Silva in mediana; Lazzari, leggermente più avanzato, farà da supporto a Lasagna unica punta. Esordio nella massima serie anche per l'arbitro Fabbri. BLUCERCHIATI ESAGERATI! IL CARPI NON C'È – Bastano 36 giri di lancetta, alla Samp, per sbriciolare con cinque reti un Carpi imbarazzante. Inerzia di gara decisa quasi subito da un Letizia ingenuo come un fanciullo nel toccare Muriel in area. Dal dischetto Eder batte centralmente. La "leggerezza" emiliana si trasforma in tappeto d'onore ancora per Muriel che si regala una doppietta facile facile. I sostenitori ospiti appaiono decisamente più vivi dei propri beniamini in campo. Così per Eder, agevolato da un'altra papera di Brkic, e per Fernando su punizione, portare il parziale sul 5-0 diventa una passeggiata. LAZZARI PROVA A SALVARE L'ONORE – "Solo Samp" è l'etichetta di un match che ha ritmi e connotati da amichevole più che da sfida fra squadre della stessa categoria. Il divario potrebbe allargarsi ancora ma, prima dell'intervallo, a muovere il pallottoliere è Lazzari che approfitta dell'ebrezza che contagia gli undici di casa ancora in procinto di festeggiare la cinquina. ZENGA ESPULSO – Nonostante il parziale di 5-1, Zenga riesce nell'impresa di farsi cacciare per proteste. Al suo posto c'è Cagni. L'atmosfera da passerella doriana che contraddistingue la ripresa viene resa frizzante da iniziative ospiti che vedono soprattutto lo zampino dei nuovi innesti biancorossi Di Gaudio e Wilczek. Il Carpi prova a dare un senso alla gita genovese provando, anche con Marrone e Lazzari, a far lavorare Viviano. Ma la retroguardia di casa controlla. È TEMPO DEL CASSANO 2.0 MA L'ACUTO E' DI MATOS – Il ritorno di Fantantonio in blucerchiato non poteva capitare in una serata migliore. Entra a un quarto d’ora dal termine e viene accolto come l’ospite d’onore della festa. Applausi anche per Ivan nonostante il doppio giallo nel finale che però non inficia una prova comunque positiva. La Sampdoria si siede e il Carpi ottiene la seconda segnatura con un sinistro ad effetto di Matos. Marrone conquista anche un rigore prima del triplice fischio ma Viviano ipnotizza Lazzari. [Articolo per Goal.com del 23 agosto 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 11 maggio 2015

Genoa-Torino 5-1: Granata travolti, 'manita' del Grifone per l'Europa

Bello, intenso in ogni azione. Il duello fra Genoa e Torino è partita sanguigna. È lotta e voglia di gran calcio. La sfida, è gestita e vinta dai rossoblu per 5-1. Un risultato che fotografa il peso che ciascuna squadra ha saputo mettere in campo. Dopo l'iniziale vantaggio di Iago Falque (18') e il momentaneo pareggio di El Kaddouri (60'), il Grifo dilaga Tino Costa (69'), Bertolacci (86') e, in pieno recupero, con Pavoletti (91') e ancora Tino Costa (95'). SUBITO BORRIELLO E MAXI LOPEZ – In attesa del ricorso dopo lo stop della licenza Uefa, il Gasp e i suoi intendono giocarsi sul campo ogni punto. E stasera lo fanno indossando un’inedita maglia celebrativa del primo campionato vinto dai Grifoni, primo assoluto della storia del calcio italiano, nel 1898. Si rivede Burdisso, dietro insieme a Roncaglia e De Maio con Perin a saltare fra i pali; centrocampo affollato da Rincon e Edenilson laterali, Kucka e Bertolacci interni mentre a Iago Falque e Niang spetterà il compito di aiutare Borriello a sfondare il bunker. Ventura, tecnico dal cuore blucerchiato, dovrà fare i conti soprattutto con l’assenza di Bovo. Padelli è chiamato al riscatto dopo l’autogol di mercoledì e può contare su Maksimovic, Glik e Moretti a cercare di fare argine; Bruno Peres, Benassi, Gazzi, El Kaddouri e Benassi in mediana con l’intoccabile Quagliarella titolare e Maxi Lopez ad aggiudicarsi il ballottaggio con Martinez. A 100 ALL'ORA – Ritmi vertiginosi e padroni di casa a cingere i 25 metri davanti Padelli. Bravo ad opporsi ad una fiondata di Iago Falque, impotente quando, messo a sedere da un pregevole scambio dalle tre punte rossoblu con incursione di uno Niang indemoniato e assist di Borriello. Al Toro, messo sotto pressione, resta l'arma del gioco di rimessa che produce un'occasione per Quagliarella e un corner finito tra le braccia di Perin su incornata di Moretti. GRIFONE SCATENATO – Ventura cambia modulo in corsa passando al 4-4-2 cercando di contenere la pressione. Ma, a parte estemporanee ripartenze, i granata devono rintanarsi nella loro porzione di campo e Padelli deve mostrare il suo lato migliore per respingere un rasoterra di Bertolacci. Prima dello scadere Quagliarella non riesce ad approfittare dell'ennesima leggerezza stagionale di Roncaglia. EL KADDOURI, CHE PENNELLATA! – Martinez per Quagliarella ko e Tino Costa per Borriello. Dopo pochi minuti la ripresa offre nuove pedine ad una gara forsennata e combattuta metro per metro. A guidare è sempre il determinatissimo Genoa, ma il Toro ora aumenta la sua aggressività. E, agevolato dal fatto che gli avversari non riescono a prendere il largo, li agguantano con un pregevole calcio di punizione di El Kaddouri che non lascia scampo a Perin. PUNIZIONI LETALI – L'improvviso riequilibrio del risultato pesa sull'inerzia del match. E soltanto un'altra punizione, stavolta a favore dei padroni di casa, riporta in vantaggio il Genoa. È Tino Costa, con deviazione di El Kaddouri, a bucare ancora Padelli realizzando il 2-1. Un altro tiro piazzato a tinta granata è intriso di veleno. Il dardo, scagliato da Farnerud, subentrato a Benassi, viene controllato a fatica da Perin. Poi Orsato, che nel primo tempo aveva annullato una rete a Burdisso, annulla, per offside, il 3-1 di Kucka. Ma realizzare quello vero, e bellissimo, è Bertolacci con un tocco dal limite. Il Toro è frastornato, il Genoa esaltato da se stesso e dal proprio pubblico che, con Pavoletti, sospinge in rete la palla del 4-1. Prima del triplice fischio c'è ancora gloria per Tino Costa che dà la "manita" definitiva. [Articolo per Goal.com dell'11 maggio 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 29 aprile 2015

Sampdoria-Verona 1-1: Blucerchiati spenti, chance sprecata

Non sa più vincere, la Sampdoria. Neppure contro un Hellas Verona rabberciatissimo. A parziale scusante dei blucerchiati l'aver giocato in dieci dal 57' per l'espulsione di Acquah. Ma l'1-1 con cui De Silvestri (65') e Toni (68') mandano agli archivi un match assai anonimo fotografa la condizione delle due squadre: una con fiato e idee smarrite, l'altra capace di trovare il coraggio solo di fronte allo svantaggio. TOCCA A CORREA, HELLAS EMERGENZA & TURN OVER – Senza Eder ormai fuori dai giochi, Mihajlovic riadatta la Samp al 4-3-1-2 inserendo Correa dal primo minuto per dare fantasia alle manovre d’attacco di Muriel e Okaka; in mezzo trovano spazio Acquah in cerca di rilancio, Obiang e Duncan; mentre a proteggere un Viviano in cerca di riscatto penseranno De Silvestri, Romagnoli, Munoz e Regini. Alla folla di indisponibili (Rafael, Moras e Obbadi squalificati a far compagnia a Christodoulopoulos, Ionita, Halfredsson, Lazaros e Jankovic infortunati), Mandorlini calca la mano sul turnover affidandosi al terzo portiere Gollini e a Sorensen, Marques, Rodriguez e Pisano nella Maginot; Brivio, Tachtsidis e Greco in mediana con Valoti e Lopez ai fianchi di bomber Toni. QUANTI ERRORI! – Samp propositiva, Hellas attendista. Trama chiara sin dalle prime battute, contraddistinte da numerosi errori nella gestione della palla. Occorrono quindi 20 blandi minuti prima di assistere a una occasione seria. Ma Obiang, sdraiato sulla linea di porta con Sorensen a controllare, non riesce a spingere in rete. Poco dopo sono ancora i centimetri a negare il vantaggio ai doriani su diagonale di Correa. SAMP IN CERCA DI SOLUZIONI, TONI SOLITARIO – I veneti, troppo sfilacciati e con il solito Toni volitivo ma spesso abbandonato da tutti, subiscono la pressione. Ma a tanta voglia non corrisponde altrettanta lucidità d'azione. Esemplare una girata di Okaka preda di Gollini a ridosso dell'intervallo. ETO'O DENTRO, ACQUAH ESPULSO – Fuori Correa, dentro Eto'o. Mihajlovic deve però fare i conti con la sciocca espulsione di Acquah per doppia ammonizione. In dieci entra anche Bergessio per un Okaka abulico. Il Verona prova a mostrarsi dalle parti di Viviano impegnato da Brivio. CONTROPIEDE MICIDIALE, RISPONDE TONI – Essersi affacciato in avanti all'Hellas costa carissimo. Sul primo rovesciamento di fronte, infatti, De Silvestri trasforma in oro pesante un contropiede di Muriel. Neppure il tempo di godersi il vantaggio che Toni, innestato in mezzo all'area da Lopez, agguanta il pari con un rasoterra. Ora la partita si fa viva. Gli ospiti si vestono da incursori senza però sfondare. Così Eto'o prova ad estrarre il jolly, respinto da Gollini. Articolo per Goal.com del 29 aprile 2015 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 15 aprile 2015

Genoa-Parma 2-0: Iago-Pavoletti, de profundis per i ducali

Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Al Ferraris, il Genoa ottiene un'importante vittoria per 2-0 contro il Parma fanalino di coda. Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Ma ad un Genoa incapace di finalizzare quanto prodotto bastano l'ottavo acuto stagionale di Iago Falque (14') e il primo in serie A di Pavoletti (76') per battere un Parma orgoglioso. La sfida, a lunghi tratti sviluppata a senso unico, ha offerto sprazzi di buon gioco e la minima dose sindacale di suspense. MINI TURNOVER - Tre punti per dare ancora un senso alla stagione o per proseguire una striscia esaltante in una stagione falsata e surreale. Gasperini (alla 400ª panchina) e Donadoni hanno approcciano diversamente questo recupero. Grifone con un mini turnover: Borriello subito nel tridente con Iago Falque e Perotti oltre Bergdich tornato in mediana insieme a Tambè (preferito ad Edenilson) tra Bertolacci eRincon; a loro si aggiungono il portiere Lamanna sostenuto da Roncaglia, Burdisso e De Maio in difesa. I Ducali si schierano con l’estremo Mirante; Santacroce, il rientrante Lucarelli e Feddal; a centrocampo Varela, Lila, Lodi in regia, Nocerino e Gobbi; mentre davanti Ghezzal fa ancora coppia con Belfodil. FALQUE L'INGORDO - Basta un'incursione degna di questo nome ai padroni di casa per soddisfare la voracità del suo capocannoniere. A servire il primo succulento pallone a Iago Falque è Borriello (poco dopo lo e sostituito da Pavoletti) con un assist dalla destra rifinito senza pensarci su. DOMINIO ROSSOBLU' - Il Genoa comanda affollando spesso la zona attorno al reattivo Mirante. A tanti sforzi non corrispondono però altrettanti risultati. Merito di un Parma coriaceo e demerito di un Pavoletti che si spaventa al momento di chiudere il più facile dei contropiede. MIRANTE SUPER - Leit-motiv confermato anche in una ripresa battezzata da uno strepitoso volo di Mirante su diagonale ad effetto del solito gigantesco Perotti. Il Parma prova a raccogliere le briciole lasciate dagli avversari ma Ghezzal non riesce a fare molto più che dare la sensazione di poter lasciare il segno. Così come quando Bergdich manda la palla verso la propria porta Lamanna riesce a salvare. Anche il neo-entrato Kucka prova il goal ma Mirante è ancora attento. PAVOLETTI CALA IL SIPARIO - Il portiere ospite nulla può invece fare su affondo centrale di Perotti a servire Pavoletti che stavolta lo trafigge. I nervi si accendono oltre il lecito ma Gavillucci riesce a calmare tutti alzando la voce e il cartellino giallo. Di Mauri è la conclusione più seria degli ospiti, ma Lamanna non fa regali. [Articolo per Goal.com del 15 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 11 aprile 2015

Genoa-Cagliari 2-0: Niang + Iago Falque, il Grifone torna a vincere

Dopo un primo tempo salvato da tre legni colpiti dal Cagliari, il Genoa riconquista il piacere del successo domando i sardi con un avvio di ripresa fulminante. Sono Niang (52') e Iago Falque (58') a definire i contorni di una vittoria per 2-0 del Grifone che lascia flebili speranze d'Europa e mette ancor più nei guai la squadra di Zeman. Nella ripresa anche Niang partecipa alla sagra dei pali.FUORI BORRIELLO E CONTI, DENTRO NIANG E CRISETIG - Gasperini tiene in panca Borriello dando fiducia a Niang affiancato, nel trio d'attacco, da Perotti e Iago Falque; conferma Lamanna tra i pali, Roncaglia, Burdisso e De Maio dietro con Edenilson, Bertolacci, Rincon e Marchese in mezzo. Zeman opta per il 4-3-2-1 con Brkic protetto da Balzano, Rossettini, Ceppitelli e Avelar; Dessena, Crisetig, Ekdal dietro Farias e Mpoku a supporto di Sau. CAGLIARI, TRE LEGNI, ZERO GOAL - Intorpidito e sonnacchioso il Grifone offre al Cagliari il suo volto più tenero. I ragazzi di Zeman, eccezion fatta per qualche estemporanea iniziativa del trio offensivo genoano, spadroneggiano per metà frazione venendo fermati solo da un'overdose di sfortuna condensata in tre legni: pali di Rossettini e Ceppitelli nella stessa azione (con salvataggio di Lamanna) e traversa di M'Poku su tiro a giro dalla distanza. SUSSULTO GENOA - Il triplice spavento serve a tarantolare Gasperini a bordo campo e a costringere i rossoblu di casa ad affacciarsi con più convinzione dall'altra parte. È Iago Falque a ricordare a Brkic che anche un salvataggio di piede può valere oro. UNO-DUE MICIDIALE DEL GRIFONE - Con l'arbitro Russo sostituito per infortunio dall'addizionale Guida, la ripresa comincia sotto la stella del Genoa a cui basta meno di un quarto d'ora per far proprio il match. Niang sottoporta su suggerimento dalla destra di Roncaglia e Iago Falque di piattone dopo sontuosa azione di uno strabiliante Perotti, imprimono a fuoco il destino della contesa. GESTIONE SENZA PATEMI - La reazione del Cagliari non manca, ma sui vari tentativi di Joao Pedro e compagni Lamanna si fa sempre trovare pronto. I padroni di casa, forti del doppio vantaggio, controllano senza grosse difficoltà sfiorando la terza segnatura ancora con Niang fermato dall'ennesimo palo del pomeriggio. [Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 22 marzo 2015

Sampdoria-Inter 1-0: Eder fa gioire il Ferraris, Mihajlovic batte Mancini

La Sampdoria, al quarto successo consecutivo, vuole essere protagonista assoluta della corsa verso l'Europa. A far cambiare idea agli ultimi scettici pensano Eder, autore dello strepitoso goal vittoria (65'), e i suoi compagni. Ci riescono lottando in maniera encomiabile sino all'ultima stilla di energia. Non altrettanto si può dire dell'Inter: non demerita per spirito di sacrificio ma paga l'inconsistenza realizzativa e recrimina con la sorte per un legno di Icardi. DUELLO ETO'O-SHAQIRI – Calendario alla mano la sfida ha già il valore di uno spareggio. Mihajlovic lo affronta con il più classico dei 4-3-3 con Viviano tra i pali; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli e Regini in difesa; Acquah, Palombo e Soriano in mezzo e tridente delle meraviglie: Muriel, Eto’o ed Eder. Si aggrappa invece a Shaqiri, Mancini. Lo svizzero battezzò proprio contro i doriani il suo primo gol italiano. Ma stavolta l’Inter a lui chiede l’accelerata giusta per tentare l’aggancio all’Europa. Il tecnico lo piazza alle spalle di Icardi e Podolski tenendo Palacio (7 centri nelle ultime 8 gare) pronto a subentrare in corsa. Queste le scelte offensive che si aggiungono alla riconferma di Handanovic supportato da D’Ambrosio, Ranocchia, Vidic e Juan Jesus; in mezzo vanno Guarin, Medel e Brozovic. PARTENZA SPRINT - Galvanizzata dagli ultimi risultati, la Samp aggredisce a pieno organico. L'idea di macinare gioco a ritmi elevati trova pronta l'Inter. Ed è subito spettacolo. Ad andare più vicini al bersaglio grosso sono Muriel ed Eder inframezzati da un'incornata di Guarin e da un millimetrico ritardo di Icardi sotto porta. SENZA FRENI MA SENZA GOAL - Sale l'anonimo, tra qualche gioco di prestigio di Eto'o e Muriel e la vana ostinazione nerazzurra di cercare la rete solo su arzigogolate orchestrazioni. ICARDI, CHE TRAVERSA! - L'avvio di ripresa lo dà Icardi colpendo l'incrocio dei pali e alzando la temperatura attorno a Viviano, poi costretto a distendersi quanto basta per deviare una saetta di Guarin. La Samp ora soffre. Mihajlovic corre ai ripari inserendo Obiang per Acquah. EDER, IL CRACK! - Alla costante pressione ospite la Samp risponde con un'attenzione estrema su ogni pallone. Il tutto in attesa dell'occasione buona. Eder la capitalizza con una strepitosa punizione da 25 metri esplodendo un esterno destro che sbatte sul palo interno e poi nel sacco. Nel finale Mancini si gioca la carta Palacio. Ma l'ex genoano la sua chance più ghiotta la spreca sul fondo. [Articolo per Goal.com del 22 marzo 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 8 febbraio 2015

Sampdoria-Sassuolo 1-1: Acerbi-Eder, tutto in 8 minuti. Eto'o, solo una comparsata

Due colpi di testa di Acerbi (2') ed Eder (8') battezzano e chiudono una gara molto combattuta che a Sampdoria e Sassuolo vale un solo punto. Risultato sostanzialmente giusto anche se gli ospiti, seppur rimaneggiatissimi, dimostrano maggior capacità di manovra. I padroni di casa reagiscono allo schiaffo di Torino, e a una fase non proprio brillante, sfoderando notevoli dosi di agonismo. Altri 20' minuti a disposizione di Eto'o, disputati in maniera impalpabile. ETO’O ANCORA IN PANCA, OSPITI RIVOLUZIONATI – Archiviati tutti i “casi” post-mercato Mihajlovic si concentra completamente sul campionato. Disegna un 4-3-1-2 con il portiere Viviano supportato da De Silvestri, Munoz, Romagnli e Regini; Obiang, Palombo e Duncan compongono la linea centrale con Soriano dietro la coppia Okaka-Eder mentre Eto’o parte ancora dalla panchina. Di Francesco è costretto a reinventarsi l’undici di partenza a causa delle pesanti assenze di Berardi, Zaza e Sansone appiedati dal giudice sportivo con Peluso, Terranova e Missiroli out per acciacchi vari. Ecco quindi che il 4-3-3 prevede l’estremo Consigli con i difensori Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi e Longhi; Biondini, Magnanelli e Brighi in mezzo e tridente tutto ex-genoano composto da Floro Flores, Floccari e Lazarevic. CHE AVVIO! – Pronti, via e... Acerbi goal! Gli ospiti impiegano meno di due giri di lancetta per bucare la retroguardia doriana sorpresa da un cross dalla destra di Vrsaljko. Lazarevic spreca il raddoppio e allora è il solito Eder (settimo sigillo stagionale) a riportare in fretta l'equilibrio. La gara dell'assistman dura pochissimo, fermato da un infortunio che fa spazio a Gazzola. Irrati, arbitro dal cartellino facile (alla fine ne estrae una decina), sorvola poi su un contatto in area De Silvestri-Lazarevic che accende proteste ospiti. SENZA PAUSE – Non ci si può distrarre un attimo. Consigli lo capisce quando deve dare il meglio di sè per opporsi a Munoz sbucato dal nulla; Viviano lo scopre poco dopo quando Floccari lo insidia con una legnata e poi su incursione. Prima del riposo anche Munoz va ko, gli subentra Coda. RIPRESA AGGRESSIVA – Maggior aggressività per sopperire ai limiti di capacità di manovra palesata nella prima frazione. La Samp si affida a questa caratteristica per opporsi ad un Sassuolo determinato a svolgere i propri compiti. Nella vivacità generale spicca un'occasione che Okaka manda troppo alta. SPAZIO AL FANTASMA DI ETO'O – Aperta più che mai la sfida offre a Eder un'opportunità maestosa davanti a Consigli bravo a opporsi con i piedi. Floro Flores prova senza fortuna a cercare il jolly dal limite. Per gli ultimi 20 minuti Mihajlovic inserisce Eto'o. Ma il Re Leone è autore solo di un buon assist. Gli unici ruggiti sono quelli di Gazzola e Soriano con parata del portiere. [Articolo per Goal.com dell'8 febbraio 2015]© RIPRODUZIONE RISERVATA

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venerdì 30 gennaio 2015

Reverenza e fantasia, il seducente omaggio delle Marsheaux a ‘A Broken Frame’ dei Depeche Mode

Rieccole le Marsheaux, brave e coraggiose. Stavolta le dee dell’electropop ellenico si cimentano con l’intera riedizione di ‘A Broken Frame’, tributo al secondo album dei Depeche Mode, band inconsapevole ispiratrice anche della loro formazione come duo artistico. L'incontro decisivo con i boss della neonata Undo Records, infatti, avvenne una dozzina di anni fa proprio in occasione di un DM fan party ad Atene. Quella serata fu all'origine della cover di ‘New Life’ - inclusa nella compilation ‘Around the World and Back: A Greek Tribute To Depeche Mode’ del 2005 - e rappresentò il punto di partenza di un percorso che finora vanta 4 album, svariati singoli, 2 raccolte e alcuni remix ufficiali fra cui ‘A Pain That I’m Used To’.

Per ‘A Broken Frame’, opera prima di Martin Gore in veste di autore dopo la fuga del leader assoluto Vince Clarke, Marianthi Melitsi and Sophie Sarigiannidou si mantengono fedelissime alle loro sonorità. Giocano a tutto campo soprattutto con quei brani acerbi che rappresentano il limite di un disco vestito dalla memorabile copertina di Brian Griffin. Ci riescono infondendovi personalità e sfumature che - anche per la pionieristica tecnologia del 1982 - sfuggirono al produttore Daniel Miller. Tipico esempio sono ‘See You’, ‘The Meaning of Love' ed 'A Photograph of You'. Notevoli sono anche i rifacimenti di ‘Monument’, ‘Satellite’ e ‘Shouldn’t Have Done That’ (nella versione originale unico brano dell’album con Gore a sostegno vocale di Dave Gahan). Questo omaggio, ricamato nel più tipico Marsheaux-style, brilla per buon mestiere, ammiccamenti e mancanza di superbia. Unica pecca l'eccesso di reverenza per ‘Leave in Silence’ e ‘My Secret Garden’ con cui avrebbero potuto senz'altro osare di più. Nel complesso è comunque un lavoro delizioso, a tratti persino sorprendente. L’album è ascoltabile su Spotify, acquistabile anche online sul sito dell’Undo Records e su iTunes

Marsheaux Facebook: https://www.facebook.com/marsheaux?fref=ts Marsheaux Twitter: https://twitter.com/marsheaux 
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domenica 25 gennaio 2015

Sampdoria-Palermo 1-1: Eder, Vazquez e il solito 'goal fantasma'

Bella, combattuta, senza soste. Sampdoria e Palermo terminano come all'andata sull'1-1 una sfida colma di occasioni nella quale spiccano le legittime recriminazioni degli ospiti per il possibile 1-2 siglato da Morganella ma incredibilmente non convalidato da Cervellera e altrettanto incredibilmente non visto dall'assistente di linea e dal guardalinee, entrambi ben posizionati. In precedenza erano andati a segno Eder (6') e Vazquez (48'). Prima frazione a tinte blucerchiate, ripresa nella quale gli ospiti mostrano la loro parte migliore. SAMP CONFERMATA, MARESCA OUT - Mihajlovic, che dopo aver fatto pace con Okaka lo porta in panca, disegna un 4-3-1-2 che prevede Viviano protetto da De Silvestri, Romagnoli, Silvestre e Regini; Duncan, Palombo e Obiang in mediana con Soriano trequartista alle spalle di Bergessio ed Eder. Iachini, accolto con grande affetto dalla tifoseria doriana, deve rinunciare a Maresca e opta per il 3-5-2: Sorrentino tra i pali; Vitiello, Gonzalez e Andelkovic a comporre la linea arretrata; Morganella, Rigoni, Bolzoni, Barreto e Lazaar a centrocampo; Vazquez e Dybala punte. EDER, SEMPRE LUI! – Paratona di Viviano su Bolzoni e replica ben più efficace di Eder che, con un destro a incrociare, porta subito in vantaggio i suoi. Il pomeriggio di spettacolo al Ferraris si apparecchia così, sotto lo sguardo compiaciuto di Eto'o e Muriel che hanno un ulteriore sussulto quando Morganella salva sotto la traversa una deviazione di testa dell'imprendibile brasiliano. BLUCERCHIATI MAI SAZI – Non cala ritmo. Merito soprattutto della Samp che pressa ossessivamente e lotta su ogni pallone come se fosse l'ultimo. Quelli capitati a Silvestre ed Eder potrebbero valere l'uppercut decisivo, ma Sorrentino si salva. Il Palermo, assai macchinoso, non riesce a riordinare idee e strategie. Merito anche dell'ottima guardia riservata a Dybala da parte dei difensori. Prima del riposo il portiere rosanero mette le ali per esorcizzare ancora l'indemoniato Eder. RISVEGLIO SICILIANO E GOAL FANTASMA - La Samp rientra in campo lasciando la testa negli spogliatoi. Non così il Palermo che trova subito il pari con una gran botta dal limite di Vazquez, coglie una traversa con Dybala e si vede negare il sorpasso da Cervellera che non vede (proprio come due suoi assistenti...) rimbalzare nettamente oltre la linea bianca un bolide di Morganella che prima va a sbattere sotto la trasversale. L'assalto ospite vede nuovamente protagonista Vazquez, fermato dal portiere. OKAKA E RIZZO PER RISPONDERE – Mihajlovic corre ai ripari inserendo Okaka e Rizzo. Per qualche minuto sembra che la soluzione possa essere efficace, merito anche di Soriano che prova un diagonale, respinto dai riflessi di Sorrentino. Gli ospiti riescono però a riprendere il pallino del gioco sostenuti da un Dybala di altissima qualità. Ma alla fine il risultato resta inchiodato sull'equilibrio. [Articolo per Goal.com del 25 gennaio 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 6 gennaio 2015

Genoa-Atalanta 2-2: Quando anche una rimonta può chiamarsi impresa

Non riesce neppure contro l'Atalanta, al Genoa, l'acuto che avrebbe potuto certificare il tanto agognato salto di qualità. Stavolta la formazione di Gasperini si fa imporre il 2-2 casalingo rimontando, con un rigore di Iago Falque (51') e una rete di Matri (68'), il doppio svantaggio siglato in contropiede da Zappacosta (37') e Moralez (49'). Gara vivace ma confusa. Contenitore di rammarichi ai padroni di casa assai distratti e imprecisi ma anche di buone impressioni per gli ospiti, prevedibili come una telenovela anni Ottanta, ma comunque efficaci nel recitare la loro parte. LESTIENNE E DENIS, CHANCES IMMEDIATE – Gasperini ha le idee chiare nel disegnare il suo 3-4-3 che prevede l'estremo Perin con Roncaglia, Burdisso e De Maio; Edenilson, Bertolacci, Rincon e Antonelli in mediana; Iago Falque e Lestienne esterni d'attacco a sostegno di Matri. Colantuono si affida a un più compatto 4-4-1-1. Davanti a Sportiello sistema in copertura Bellini, Benalouane, Stendardo e Dramè; Zappacosta, Baselli, Carmona e D'Alessandro formano la linea centrale mentre Moralez, e più avanti Denis, hanno i principali compiti offensivi. GRIFONE, PARTENZA SPRINT – Che il Genoa abbia intenzioni bellicose lo fanno capire Matri (due volte) ed Edenilson. Per lunghi tratti gli ospiti, surclassati dalla verve avversaria, badano soprattutto a contenere le spinte contrarie faticando un mondo a uscire davvero dal guscio. ZAPPACOSTA, CHE LAMPO! – Che però l'inerzia possa subire modifiche lo si intuisce quando, fra una perdita di tempo e l'altra, l'Atalanta abbozza prove di contropiede. Uno di questi mette in condizione Zappacosta di vincere un duello con Burdisso e, dalla sinistra, fiondare un diagonale che non lascia scampo a Perin. Il Genoa cerca soluzioni crossando dalla destra in maniera industriale ma inefficace; e con Lestienne (scattante ma carente in fantasia) che si trova spesso a dover tornare sui suoi passi per mancanza di supporto. Il tempo si chiude con un doppio intervento di Perin su idea di Denis. FUOCHI D'ARTIFICIO - Al rientro ci si attende un Genoa arrembante, ma a battere ancora il colpo più forte è la Dea: immediato raddoppio di Moralez su contropiede innestato da un errore del distratto Roncaglia, poi sostituito con Fetfatzidis. Come nel primo gol, l'assistman è Baselli. Neppure il tempo di godere l'ipotesi di un finale in discesa che a riportare presto in corsa i padroni di casa è poi un ineccepibile rigore di Iago Falque causato da Benalouane su Matri. LO SQUILLO DI MATRI – Gli errori aumentano. Il Genoa prova a sopperire con il cuore a una crescente confusione in fase di manovra. L'Atalanta si affida alle solite ripartenze. La più bella mette in condizione Moralez di far calare il sipario sul pomeriggio. Tutto bello, tutto quasi perfetto se la natura non avesse creato un Perin in versione felina. E' il preludio del pareggio, messo a segno poco dopo in mischia da Matri. Gasperini esulta e fa esordire Tino Costa. Dall'altra parte entrano Bianchi e Migliaccio per cercare di tenere a freno la smania di assedio rossoblu soffocata, in pieno recupero, da uno strepitoso intervento di Sportiello su Fetfatzidis. [Articolo per Goal.com del 6 gennaio 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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