Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 30 ottobre 2013

Genoa-Parma 1-0: Dall'inferno al paradiso, Gilardino prima sbaglia un rigore poi regala la vittoria al Grifone

Va a Gilardino la super-sfida con Cassano. E non è un caso che anche l'intera posta in palio finisca nel carniere del Genoa. Gara equilibrata battezzata male dal bomber di casa nel calciare addosso a Mirante un rigore arrivato troppo presto per il suo istinto killer. L'1-0, maturato al 56', è merito della più tipica creazioni di testa su ispirazione di Biondini. Fantantonio illumina a sprazzi la sua squadra prima di farsi zavorrare dai nervi. Con questa prestazione i rossoblu dimostrano di essere sempre più gruppo capace di lottare e di stringere i denti quando le cose prendono la piega più difficile. Il Parma, mai domo, ha dimostrato di essere un avversario molto scomodo e capace di tenere bene il campo. FORMAZIONI: Gasperini si affida al 3-5-2 interpretato dall'estremo Perin; Antonini, Portanova e Manfredini arretrati; Vrsaljko, Biondini, Bertolacci, Matuzalem e Antonelli in mediana mentre Fetfatzidis gioca avanzato insieme a Gilardino. Modulo speculare per Donadoni, ancora alla ricerca della prima vittoria esterna: Mirante in porta; Cassani, Felipe e Benalouane in difesa; Rosi, Gargano, Valdes, Parolo e Mesbah a centrocampo; Cassano e Palladino in attacco. Amauri e Biabiany partono dalla panchina. PRIMO TEMPO: Neppure un giro di lancetta e Gilardino ha già una ghiotta chance dal dischetto (Fetfatzidis atterrato da Benalouane), che però spreca centralmente permettendo a Mirante di respingere con la gamba di richiamo. La scossa rende la sfida subito vibrante. Vrsaljko, dolorante, viene sostituito con Centurion. Il Genoa prova sempre a giocare palla a terra ma è il Parma, con ispirate ripartenze che vedono spesso protagonista Cassano (Russo gli annulla una rete per offiside), ad avvicinarsi di più al vantaggio. Solo la sfortuna e i centimetri, però, impediscono a Palladino e Parolo di andare a segno. SECONDO TEMPO: Anche l'avvio di ripresa mostra i Grifoni sugli scudi, stavolta su incursione mancina di Antonelli respinta da Mirante. Lo stesso esterno genoano è provvidenziale poco dopo nell'intervenire, a Perin battuto, per negare il gol a Mesbah filtrato in area. Trascorrono pochi minuti e Gilardino si fa perdonare realizzando di testa l'1-0 su cross di Biondini. Gasperini cambia l'applauditissimo Fetfatzidis con Marchese mentre il quasi imprendibile Mesbah va a segno mentre l'arbitro annulla per fuorigioco. Donadoni interviene: Palladino, Rosi e Valdes fuori; Sansone, Biabiany e Amauri in campo. Nel finale Kucka rileva Antonelli. Gli ospiti non mollano ma l'opportunità migliore capita ancora a Gilardino che, fuggito in contropiede solitario, si smarrisce dinnanzi a Mirante. Allo scadere è bravo il dirimpettaio Perin a fermare una girata di Amauri. E' la migliore cosa del disperato forcing emiliano. CHIAVE: Sfida aperta che il Genoa non sa portare subito dalla propria parte finendo per subire in maniera eccessiva la verve e l'organizzazione tattica degli avversari. In mezzo all'equilibrio decide un solista d'eccezione: Gilardino. MOVIOLA: Immediatamente chiamato a decidere un episodio importante, Russo di Nola si affida all'assistente di porta per concedere il giusto rigore ai rossoblu. Altrettanto corretto l'annullamento, su segnalazione dell'assistente di linea Barbirati, di un goal realizzato da Cassano in offside. Dubbi lascia invece la stessa decisione presa in occasione del possibile pareggio di Mesbah. [Articolo per Goal.com del 30 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 26 ottobre 2013

Sampdoria-Atalanta 1-0: I blucerchiati ripetono Livorno, un'inzuccata di Mustafi manda al tappeto gli orobici

Ci pensa un'inzuccata di Mustafi (56') a dare animo e punti a una Sampdoria che comincia malissimo venendo graziata da un'Atalanta troppo supponente per fare davvero male. Suo il gol dell'1-0 che determina la sfida. Decisivo è stato il convincente avvio di ripresa dei blucerchiati che sorprendono in maniera letale gli avversari, in dieci dal 63' per l'espulsione di Nica. La Sampdoria non vinceva in casa dallo scorso 18 maggio quando sconfisse la Juventus. FORMAZIONI: Rossi ripropone il 3-4-1-2, modulo vincente a Livorno, che oltre al portiere Da Costa, prevede Mustafi, Gastaldello e Costa; De Silvestri, Palombo riportato in mediana, Obiang e Regini con Bjarnason trequartista alle spalle delle punte Gabbiadini ed Eder. Colantuono schiera un 4-4-1-1 che da Consigli si sviluppa con una linea difensiva nella quale prendono posto Bellini, Stendardo, Yepes e Del Grosso; Brienza, Cigarini, Carmona e Raimondi a centrocampo; Moralez, e più avanti Denis, sono gli attaccanti. PRIMO TEMPO: Atalanta più vitale e manovriera ma non incisiva, Samp che fatica da matti a inventare qualcosa perdendosi troppo spesso sulla trequarti. La gara, assai frammentata, si trascina offrendo un paio di chances a Denis, una clamorosa a Raimondi a ridosso dell'intervallo fermato dalla traversa, ma nessun altro tiro nello specchio di una delle porte. A metà frazione Bellini, dolorante, veniva rilevato da Nica. SECONDO TEMPO: Si riprende con la Samp che vira sul 4-4-2 e che presenta Gentsoglou al posto di un inguardabile Palombo. La formazione di Rossi sfoggia un atteggiamento completamente diverso: spaventa Consigli con un bel sinistro a lato di Gabbiadini, lo impegna severamente con un rasoterra di Eder e un destro a tu per tu di Obiang e infine lo batte con Mustafi su azione d'angolo (inutile un tentativo di mano di Cigarini). Livaja prende il posto di Brienza e poco dopo Irrati espelle Nica per un fallo da dietro su Eder più tardi sostituito da Soriano. Si vede anche Pozzi per Gabbiadini. La squadra bergamasca, anche con l'inserimento di De Luca per Moralez, prova a guadagnare terreno senza vera precisione sottoporta. Il Doria è quindi bravo a tenere risultato e ritmo sino al triplice fischio. CHIAVE: Per metà partita la Sampdoria non riesce neppure a provare a vincere ma l'Atalanta non sa graffiare. Nella restante metà il match si ravviva grazie ai padroni di casa letteralmente rinati dopo l'intervallo. MOVIOLA: Per Irrati di Pistoia un tempo sonnacchioso e un altro molto più complicato. A cominciare dalle confusioni sul vantaggio doriano concesso su indicazione dell'assistente di linea Guida. Mette mano con correttezza ai cartellini. [Articolo per Goal.com del 26 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 20 ottobre 2013

Genoa-Chievo Verona 2-1: Non basta Bentivoglio ai veneti, super Gila regala il primo sorriso a Gasperini

Buona la prima in casa, per il Genoa gasperiniano. La formazione rossoblù dà segni di organizzazione offrendo fasi di intensità e dinamismo. A certificarlo è una vittoria per 2-1 su un Chievo tutt'altro che remissivo e anch'esso bisognoso di certezze positive. Decide una doppietta di Gilardino (al 22'con un'incornata di classe e al 50' su ribattuta fortunosa) in mezzo all'illusorio pari di Bentivoglio (47'). Gara piacevole senza cali di ritmo, Genoa che recrimina con la sorte per un incroci colpito da Lodi nel finale. FORMAZIONI: Per il suo ritorno al Ferraris, contraddistinto da un'autentica ovazione, Gasperini propone un 3-4-3 composto da Perin tra i pali; Antonini, Portanova e Manfredini dietro; Vrsaljko, Lodi, Biondini e Marchese a centrocampo con la fase offensiva affidata a Santana e Centurion a sostegno di Gilardino. Per invertire la rotta dopo tre sconfitte consecutive, Sannino opta per un 4-4-2 che prevede Puggioni in porta; Frey, Claiton, Cesar e Sardo in difesa; Bentivoglio, Rigoni, Radovanovic ed Estigarribia in mezzo e la coppia Pellissier-Paloschi davanti. PRIMO TEMPO: Sfida subito dura e vibrante. A essere premiati sono i padroni di casa, in vantaggio a metà frazione, con un colpo di testa di Gilardino abilissimo ad anticipare in volo Claiton per infilare sul primo palo un cross dalla sinistra di Marchese. Poco dopo Santana s'infortuna a viene sostituito da Stoian. I ritmi restano alti anche se le conclusioni a rete latitano e, quando capitano, le retroguardie sanno fare adeguato muro. SECONDO TEMPO: Avvio con Bentivoglio protagonista in positivo e in negativo: prima siglando l'immediato pari clivense su azione di contropiede, poi rinviando sul viso di Gilardino una palla che rimbalza oltre la linea bianca riportando avanti i Grifoni. Gli ospiti non si danno per vinti e, mentre i rossoblù agiscono alla ricerca dell'uppercut decisivo, pressano con sempre più continuità impegnando severamente Perin con Pellissier: in diagonale e anche su colpo di testa. Le carte si mischiano: Kucka e Fetfatzidis subentrano a Centurion e Stoian; Thereau, Hetemaj e Pamic fanno altrettanto con Radovanovic, Bentivoglio ed Estgarribia. Nel finale il Genoa si divora un paio di ripartenze che interrompono una buona fase del Chievo e, su punizione di Lodi, coglie l'incrocio dei pali alla sinistra di Puggioni battuto. CHIAVE: La smania genoana di ritrovare vittoria e gioco contro una formazione vivace e scorbutica come il Chievo brava a non mollare mai, ne scaturisce una partita mai scontata. MOVIOLA: Solita direzione all'insegna della personalità, quella di Mazzoleni di Bergamo. Assai permissivo all'inizio, deve poi ricorrere ai cartellini per frenare gli eccessi di nervosismo palesate soprattutto dagli ospiti. [Articolo per Goal.com del 20 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 6 ottobre 2013

Sampdoria-Torino 2-2: Il 'Ferraris' si conferma tabù per i doriani, Eder evita l'ennesima sconfitta

Sono le decisioni dell'arbitro Gervasoni nei minuti di recupero a determinare questo 2-2 fra Sampdoria e Torino. Durante quelli della prima frazione,dopo il vantaggio dell'ex Sansone al 41', il possibile raddoppio di Pozzi viene annullato per questione di secondi sul gong dell'intervallo; durante quelli finali il direttore di gara assegna un rigore ai padroni di casa, a quel punto sotto di due reti per i centri di Immobile (66') e penalty di Cerci (75'), che Eder trasforma di precisione e di potenza. Gara emozionante seppur non particolarmente bella sotto il profilo dello spettacolo. Blucerchiati e granata girano a sprazzi e pagano caro soprattutto i loro limiti di attenzione: emblematica l'azione che ha propiziato il pareggio dei padroni di casa che dovranno aggrapparsi a questo punticino per trovare lo spirito migliore nel prosieguo di una stagione cominciata in salita. FORMAZIONI: Rossi - alle prese con le squalifiche di Costa e Krsticic - propone un 3-4-2-1 con Da Costa tra i pali, Gastaldello, Palombo e Mustafi,in difesa, De Silvestri, Gentsoglou, Obiang e Gavazzi a centrocampo mentre Gabbiadini e Sansone agiscono a supporto di Pozzi elemento più avanzato. Dall'altra parte Ventura - che deve rinunciare agli squalificati Gillet, Gazzi e Barreto - schiera un 3-5-2 nel quale, davanti all'estremo Padelli, piazza una linea composta da Glik, Bovo e Moretti, Darmian, Brighi, Vives, El Kaddouri e D'Ambrosio mentre in attacco la fiducia va alla coppia Immobile-Cerci. PRIMO TEMPO: Ventura costretto a cambiare subito l'infortunato Bovo con Pasquale. Ospiti più attivi ma padroni di casa vicinissimi alla rete quando Sansone “spara” su Padelli in disperata uscita. L'occasione sblocca i blucerchiati bravi a pungolare ancora il portiere con Obiang da venti metri. I granata, più manovrieri e con Immobile e Cerci troppo evanescenti, raramente sono pericolosi; quando capita è quasi sempre merito di cross dal fondo di Pasquale. La Samp gode di errori avversari come quello commesso al 41' che lancia in contropiede Sansone, goal di sinistro a fil di palo. In pieno recupero la Sampdoria va nuovamente a segno con Pozzi, pronto a ribattere a rete una punizione di Palombo respinta da Padelli. L'arbitro annulla fischiando la fine del tempo mentre l'attaccante calcia la palla. Veementi le contestazioni doriane. SECONDO TEMPO: Riparte con convinzione e aggressività la Samp, agevolata da un Torino sempre più sfilacciato. Per cercare di dare una scossa il mister ospite inserisce una terza punta, Meggiorini, per El Kaddouri. Il pari matura solo su azione d'angolo: battuta di Cerci, deviazione di testa da Obiang e Immobile che sfrutta la chance. Poco dopo Da Costa è strepitoso ad opporsi ad un tiro ravvicinatissimo di Cerci su contropiede. Cambia anche Rossi: fuori Pozzi, dentro Eder. Alla mezz'ora D'Ambrosio viene nettamente steso in area da Palombo, Cerci realizza dal dischetto. Si vde anche Wszolek per Gavazzi mentre Meggiorini manda clamorosamente fuori la palla che avrebbe chiuso il match. Invece, in pieno recupero il Toro non riesce a tenere palla, Palombo l'ultima a sua disposizione la butta in avanti e Glik entra in modo scomposto su Eder nei propri sedici metri. Gervasoni indica il e lo stesso brasiliano spazza l'angolino alla destra di Padelli evitando la quarta sconfitta consecutiva casalinga e fissando il risultato sul 2-2. CHIAVE: Su nervi a fior di pelle e i limiti strutturali a comandare sono gli episodi. Sampdoria e Torino giocano in maniera altalenante e finiscono in parità recriminando ciascuno al pensiero dei propri gravi errori. MOVIOLA: A tratti nervoso, Gervasoni prova a gestire la gara sfoggiando cartellini a ripetizione. L'annullamento del goal di Pozzi a ridosso dell'intervallo è esempio di assoluta pignoleria, così come il rigore concesso ai blucerchiati nel recupero del secondo tempo. [Articolo per Goal.com del 6 ottobre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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