Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 18 dicembre 2011

Genoa-Bologna 2-1: Non basta Ramirez, Pratto si sblocca nel momento giusto

Il 100° successo personale in serie A, Alberto Malesani lo ottiene per 2-1 contro il suo ex-Bologna a coronamento di una gara combattuta e sempre in bilico. Il Genoa passa sul finire del primo tempo con Marco Rossi (39'), viene raggiunto in apertura di ripresa da Ramirez a premiare gli sforzi di un Bologna gagliardo (50') ed è poi bravo ad ottenere la vittoria con Pratto che, nel finale (85'), mette gli artigli sul match dopo una prestazione maiuscola e grazie a un perfetto assist di Caracciolo. Clamoroso palo di Di Vaio sul momentaneo punteggio di 1-1.

FORMAZIONI – Malesani, sempre orfano di Palacio, sistema Frey tra i pali; Mesto, Granqvist, Kaladze e Moretti dietro; Rossi, Veloso e Constant in mezzo con Merkel trait-d'union con la coppia d'attacco Ze Eduardo-Pratto.
Pioli conferma gran parte dell'undici che ha messo alle corde il Milan: Gillet in porta; Crespo, Raggi, Portanova e Cherubin in difesa; il rientrante Pulzetti, Mudingayio e Kone a centrocampo; Ramirez, Diamanti alle spalle di Di Vaio.

PARTITA – Il Genoa comincia proteso in avanti ma è il Bologna, su imperiosa discesa di Ramirez conclusa a fil di palo, a regalare la prima emozione. Lo spavento ha effetti sui rossoblù di casa che impegnano Gillet con Moretti. Felsinei ancora propositivi con diagonale di Pulzetti e botta del vivace Ramirez che obbliga Frey a salvarsi in tuffo. E' bravo anche Gillet, prima nel mettere il corpo fra Ze Eduardo e il gol (su colpevole leggerezza di Raggi), poi a salvarsi di piede su rasoterra di Rossi che rimanda al 39' l'appuntamento con il gol spingendo in rete un tiro di Pratto a conclusione di una pregevole azione avviata da Ze Eduardo. Prima dell'intervallo Di Vaio si divora il pareggio calciando sul fondo da ottima posizione.
La ripresa si apre con il pareggio di Ramirez dimenticato dall'intera retroguardia rossoblù ma pescato superbamente di tacco da Di Vaio. Gli ospiti potrebbero mettere quasi subito la freccia ma l'iniziatica di Di Vaio deve fare i conti con il palo alla sinistra di Frey e con l'incertezza di Crespo al momento di ribadire nel sacco. Si mescolano le carte: nel Genoa Jankovic e Jorquera rilevano Ze Eduardo e Merkel, nel Bologna Casarini e Gimenez sostituiscono il bomber Ramirez e Diamanti. Il Genoa, sospinto dai propri tifosi, prova senza la necessaria lucidità, a trovare ancora la via del gol. Per riuscirci Malesani inserisce anche Caracciolo al posto del confuso Constant. Gimenez pregusta il vantaggio negatogli solo da una prodezza di Frey ma a fare la differenza è Pratto, bravissimo a riprendere un'intelligente sponda in area di Caracciolo ed a “bucare” Gillet con un rasoterra potete e preciso: è il goal-partita.

CHIAVE – Genoa che dimostra la volontà di spingere in maniera costante, Bologna sempre pronto a creare grattacapi ai Grifoni con efficaci sortite offensive in cui Di Vaio è essenziale protagonista.

CHICCA – E' appena iniziato il 39° giro di lancetta quando Ze Eduardo serve in maniera deliziiosa Pratto nei presso dell'area di rigore, l'argentino avanza sulla sinistra eludendo i contrasti di Crespo e Gillet per poi calciare in porta; il tocco decisivo, nei pressi della linea bianca, è però di Marco Rossi.

TATTICA – Malesani si affida al 4-3-1-2; Pioli preferisce un collaudato 4-3-2-1.

MOVIOLA – Dopo la disastrosa direzione arbitrale di domenica scorsa in Atalanta-Catania, a Giannoccaro i designatori offrono immediatamente l'opportunità di riscattarsi. Il fischietto di Lecce fa tesoro degli errori passati e bada a non strafare estraendo i cartellini quando la gara sembra potergli sfuggire di mano.

PROMOSSI & BOCCIATI – Marco Rossi per impegno, generosità e sostanza incarna in maniera impeccabile il ruolo del capitano perfetto. Viene premiato il con suo 3° centro stagionale. Pratto, che festeggia il suo primo centro nel campionato italiano, è altrettanto efficace: voto 7 ai due realizzatori del pomeriggio genoano. Constant offre la solita prestazione ad intermittenza; solita, appunto...: voto 5.
Ramirez è sempre nel vivo del gioco creando spazi, corroborando le manovre dei suoi e finalizzando anche il lavoro di quell'autentico campione che risponde al cognome di DI Vaio: voto 7 ad entrambi. Raggi soffre in maniera eccessiva quando Pratto e soci iniziano a pressare come da copione: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 18 dicembre 2011]


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martedì 13 dicembre 2011

Genoa-Inter 0-1: l'ex Milito non graffia, ci pensa Nagatomo (di testa!) a consegnare i tre punti a Ranieri

L'impellenza nerazzurra di dare continuità e maggior senso al proprio campionato viene appagata da un colpo di testa di Nagatomo al 67'. La squadra di Ranieri incontra più difficoltà del previsto contro un Genoa che parte molto guardingo per poi crescere alla distanza e venir punito nel suo momento migliore. Gara intensa e dai ritmi alti che l'Inter fa sua grazie alla superiorità tecnica. I padroni di casa, che in campo gettano tanto cuore e impegno, pagano soprattutto lo scarso peso specifico di un reparto arretrato che continua a palesare limiti notevoli. Palo di Alvarez nel finale.

FORMAZIONI – Malesani, senza il gioiello Palacio infortunatosi a Siena, conferma Frey in porta; propone Granqvist, Dainelli e Kaladze in difesa; Mesto, Rossi, Veloso, Constant e Moretti in mezzo e Merkel alle spalle di Ze Eduardo unica punta.
Ranieri si affida a Julio Cesar a protezione dei pali; mette Zanetti, Lucio, Samuel e Nagatomo a comporre la linea arretrata; Faraoni, Thiago Motta, Cambiasso e Poli a centrocampo; Milito e Pazzini sono i terminali offensivi.

PARTITA – L'assenza di qualsiasi conclusione in porta fotografa l'andamento dei primi 33' giocati da ambo le parti con dinamicità ma carenza di spunti. Lo scossone è improvviso e nasce da un corner dalla destra di Faraoni sul quale prima Samuel di testa e poi Milito da due passi esaltano le doti di Frey. A ridosso dell'intervallo Thiago Motta tiene caldi i guanti dell'estremo francese con una punizione indolore, mentre dall'altra parte Julio Cesar è provvidenziale ad anticipare Rossi pronto a deviare in rete un traversone di Constant. A Nagatomo non riesce poi il tocco ravvicinato. Al rientro dalla pausa Faraoni prende posto in tribuna lasciando il campo ad Alvarez. Anche Malesani cambia Pratto con Ze Eduardo. Pochi giri di lancetta e il Genoa va a segno grazie a Granqvist ma Banti annulla per un dubbio fuorigioco. Esce Constant, entra Jankovic nel tentativo di dar man forte a Pratto. Al 67' a passare è però l'Inter: inzuccata di Nagatomo (al secondo centro stagionale) bravo a raccogliere un cross dalla destra di Alvarez. Ora in campo si vedono anche Obi per Poli e l'ombra di Caracciolo per Merkel. Il vantaggio si rivela corroborante per gli ospiti che diventano maggiormente propositivi al punto da sfiorare il raddoppio con Alvarez che dalla distanza trova un palo mentre Frey si protende in tuffo. Forlan rileva Milito che esce fra gli applausi dei suoi ex tifosi. In pieno recupero il Genoa va vicinissimo al pari, ma Nagatomo su Rossi e Julio Cesar su fendente di Veloso salvano il risultato. Sul rovesciamento di fronte ancora Frey in evidenza a tu per tu con Pazzini.

CHIAVE – Difficile per l'Inter soddisfare la sete di successo riversandosi in avanti contando più sui singoli che sul gioco corale, specialmente trovandosi quasi sempre di fronte avversari pronti a vender cara la pelle senza rinunciare a mettere apprensione a Julio Cesar. Lasoluzione per scardinare la cassaforte genoana arriva dal Sol Levante.

CHICCA – E' il 34' quando, nel bel mezzo di una gara poco accesa, Frey offre due strepitose prodezze su tentativi ravvicinati e a raffica di Samuel (incornata) e Milito tocco a botta sicura. Lucidità e riflessi da autentico fenomeno.

TATTICA – Genoa sistemato in un atipico 3-5-1-1 con gli esterni di centrocampo (Mesto e Moretti) pronti ad arretrare in fase di non possesso palla; Inter schierato con un ordinatissimo 4-4-2. Con gli ingressi di Pratto, Jankovic e Caracciolo nella ripresa il Genoa passa al 3-4-3.

MOVIOLA – Banti di Livorno, arbitro portafortuna dei nerazzurri (con lui non hanno mai perso), dirige in maniera all'”inglese” lasciando però più di un dubbio. In particolare al 37' quando non ravvisa gli estremi del fallo dopo che Granqvist tocca Milito lanciato verso la porta genoana e al 55' quando annulla il possibile vantaggio rossoblù siglato da Granqvist mentre probabilmente Nagatomo tiene in gioco lo svedese.

PROMOSSI & BOCCIATI – Frey (voto 7.5) compie tre miracoli con interventi inseriti di diritto nel manuale del perfetto portiere, solita saracinesca e ottimo ipnotizzatore nei confronti di un Milito (voto 5.5) che agisce a scartamento ridotto pagando anche la frenesia di ben figurare. Fa peggio Pazzini, stasera più nervi che classe: voto 5. Tra le fila ospiti emergono il solito unico capitan Zanetti e Nagatomo per il gol-partita e il salvataggio nel finale (voto 7 a entrambi). Ze Eduardo, in campo 50', non trova nessuno spunto degno di tal nome (voto 5).

[Articolo per Goal.com del 13 dicembre 2011]

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venerdì 2 dicembre 2011

Genoa-Milan 0-2: Il Grifone ci prova, ma Ibra e Nocerino gli spiegano che fermare il Diavolo è cosa ardua

Il Grifone si inchina ad un ottimo Milan solo dopo aver disputato una gara di cuore e intensità. A decidere sono un rigore di Ibrahimovic (55') e un centro di Nocerino (79'). Ai padroni di casa l'azione del penalty costa l'inferiorità numerica a causa del doppio giallo mostrato a Kaladze. Gara intensa che ha offerto sprazzi di bel calcio. Grazie a questo successo, il 7° negli ultimi 8 incontri, i rossoneri sorpassano la Juventus (impegnata contro il Cesena) in vetta alla classifica.

FORMAZIONI – Malesani, costretto a fare a meno di Palacio, propone Frey; Granqvist, Dainelli e Kaladze in difesa; Mesto, Rossi, Veloso, Constant e Moretti a centrocampo con gli esterni chiamati ad arretrare in copertura in caso di bisogno; Jankovic e Pratto davanti.
Visto l'infortunio occorso ad Abbiati, e l'attacco febbrile che ha colpito Pato, Allegri schiera Amelia in porta; Abate, Yepes, Thiago Silva e Antonini sulla linea arretrata; Aquilani, Ambrosini e Nocerino in mezzo con Boateng alle spalle di Ibrahimovic, Robinho.

PARTITA – Robinho calcia alto. Il Milan parte in maniera veemente. Frey esce in maniera strepitosa sui piedi di Nocerino e poi si fa trovare preparato su botta di Robinho. Poi un lancio di lacrimogeni, avvenuto all'esterno dello stadio per placare tafferugli, rende l'aria irrespirabile costringendo il direttore di gara a sospendere la partita una decina di minuti. A riportare tutti concentrati sull'aspetto agonistico della serata pensa Boateng, rasoiata dalla destra finita a fil di palo. Identica sorte ha un tiro sporco di Nocerino. Poi Frey mette i pugni su conclusione dalla distanza di Ibra. Veloso conserva l'acuto per una punizione destinata sotto la traversa su cui Amelia si salva d'istinto. Mesto riesce a creare scompiglio nei sedici metri rossoneri ma il suo diagonale non è preciso. Migliore è un mancino radente offerto da Veloso bloccato a terra da Amelia.
Al 55' Kaladze, già ammonito pochi minuti prima, commette un fallo da rigore su Ibrahimovic servito da Robinho: dal dischetto lo svedese spiazza Frey. Passano pochi minuti e Robinho, a pochi metri dalla linea bianca, si divora il raddoppio. I tecnici provano a cambiare le cose: dentro Seedorf per Ambrosini e Merkel per Constant. A ridosso della mezz'ora Rossi, servito dalla destra dal neo entrato compagno di squadra tedesco, sfiora il pari con un delizioso colpo di tacco. C'è anche il tempo per regalare l'esordio a Ze Eduardo, dentro al posto dell'evanescente Jankovic. Il Milan è superiore per peso specifico e, al 79', colpisce ancora in maniera efficace con Nocerino: piatto destro su invito dalla sinistra di Boateng. Prima che il match passi agli archivi Frey si oppone da campione sull'ennesimo tentativo del centrocampista.

CHIAVE – Milan a cercare di sfruttare il periodo di grazia e il superiore tasso tecnico, Genoa che bada a limitare i danni provando a mostrare artigli affilati ogni volta che riesce a tirar la testa fuori dal guscio.

CHICCA – Inserimenti a memoria e scambi tanto rapidi quanto quasi sempre azzeccati, dalla cintola in su i protagonisti rossoneri (Ibra e Nocerino in primis) sono da manuale.

TATTICA – Genoa con un 3-5-2 camaleontico che, ogni qual volta la palla finisce a disposizione dei rossoneri, si trasforma in 5-3-2; Milan con il 4-3-1-2.

MOVIOLA – Celi di Bari dirige al di sotto della sufficienza dando la sensazione di utilizzare criteri tutti personali nella distribuzione dei cartellini. Nel primo tempo appare troppo permissivo su durissime entrate di Ibrahimovic su Dainelli e di Abate su Moretti; mal coadiuvato dall'assistente Niccolai ferma Pratto lanciato in contropiede per un fuorigioco che non c'è. Nella ripresa giusta la concessione del penalty al Milan per fallo di Kaladze (anche espulso per doppia ammonizione) su Ibrahimovic.

PROMOSSI & BOCCIATI – Rossi va su ogni pallone come se fosse quello della vita, atteggiamento gladiatorio e movimenti a pieni giri per quasi tutti i 92' di gioco: voto 7.
Constant ha sulle spalle il compito di dare il primo nutrimento alle azioni offensive rossoblù, agisce in maniera debole rendendosi talvolta colpevole di inutili e deleteri fronzoli. Esce tra i fischi: voto 4.5.
Ibra è il solito assoluto campione di tecnica e di indisponenza: voto 7.5.
Antonini fatica a tenere a bada le incursioni avversarie, meglio in fase propositiva: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 2 dicembre 2011]


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sabato 26 novembre 2011

Sampdoria-Modena 1-1: La cura Iachini non funziona, Ciaramitaro allontana i blucerchiati dal treno-promozione

E' cambiato l'allenatore, Iachini al posto di Atzori, ma la Sampdoria continua a sembrare un gruppo di calciatori a cui la definizione di “squadra” sta ancora stretta. Stavolta il pari (5° casalingo, 9° assoluto) e la lezione di gioco e intensità glieli offre un Modena pericolante al quale Cuttone ha già saputo trasmettere ordine e capacità di lottare sino all'ultima stilla di sudore. 1-1 il risultato finale frutto di una contestatissima rete di Bentivoglio allo scadere della prima frazione - realizzata mentre i calciatori avversari chiedevano, invano, l'interruzione del gioco a causa di un infortunio occorso a Greco - e di un imponente colpo di testa di Ciaramitaro all'82' a premiare gli sforzi profusi durante un secondo tempo senza pause. Sullo 0-0 i blucerchiati colpivano i legni con Gastaldello (6') e Bertani (37'). A seguito della rissa scaturita dopo il vantaggio doriano venivano espulsi il tecnico ospite Cuttone e il suo vice.

FORMAZIONI – Iachini, all'esordio casalingo come guida tecnica doriana, si affida alla vecchia guardia: Romero torna a difendere i pali; Rispoli, Gastaldello, Accardi e Castellini in difesa, Dessena, Palombo, e Bentivoglio in mezzo; Foggia, Bertani e Pozzi tridente d'attacco.
Cuttone, alla sua seconda panchina nel campionato gialloblù, propone Caglioni in porta; Oliveira, Turati, Perna e Milani a comporre la linea difensiva; Giampà, Dalla Bona, Ciaramitaro e De Vitis in mezzo; Di Gennaro trequartista alle spalle di Greco unica punta.

PARTITA – Il primo acuto viene offerto dall'impatto della sfera sul montante destro di Caglioni su tiro a colpo sicuro di Gastaldello. Al 22' Dalla Bona si infortuna alla spalla sinistra e deve lasciare il posto a Nardini. Nella pochezza generale l'unico doriano a provarci è Bertani che prima (25') calcia sul fondo dal limite e poi (37') scheggia la traversa con una veemente incursione rifinita dal vertice sinistro dell'area. Prima dell'intervallo Castellini finisce k.o. sostituito da Costa e, poco dopo, la Sampdoria passa in vantaggio con Bentivoglio in pieno recupero al termine di un'azione contestatissima dagli ospiti: i padroni di casa, infatti, segnano mentre gli avversari si prodigano nel chiedere di fermare il gioco a causa di un infortunio occorso a Greco dolorante per terra a centrocampo. La rissa, sedata con molta fatica dalla terna arbitrale, propone uno sventolio di cartellini gialli e l'espulsione di mister Cuttone e del suo secondo Ciarlantini.
Dopo la pausa Greco non rientra in campo rilevato da Stanco, e nella zona tecnica a svolgere il ruolo di allenatore pensa l'esperto portiere di riserva Guardalben. Il Modena comincia bene ma prima Di Gennaro e poi De Vitis calciano su Romero le occasioni del possibile pareggio. E' invece poi bravo Romero a bloccare un tentativo di Nardini. Negli ospiti entra anche Bernacci al posto di Oliveira, tra i padroni di casa Rossini e Piovaccari subentrano a Foggia e Pozzi. All'82' il Modena ottiene il meritato pareggio con Ciaramitaro bravissimo a mettere le ali per spedire alle spalle di Romero un traversone dalla sinistra di Giampà. Piovaccari, al 91' calcia alle stelle un pallone che avrebbe meritato destini migliori.

CHIAVE – Padroni di casa alla smaniosa ricerca di creare occasioni da rete, ospiti intenti a contenere per poi tentare di sfruttare eventuali ripartenze. Nella ripresa, gli ospiti alzano il proprio baricentro alla ricerca del pari imponendo gioco e pareggio.

CHICCA – Al 37', con la Sampdoria in evidente difficoltà al momento di costruire, Bertani recupera palla nella metà campo ospite e parte all'arma bianca verso i sedici metri emiliani, prende la mira e calcia un destro violento che supera Caglioni ma sbatte sulla traversa prima di schizzare sul fondo.

TATTICA – Sampdoria con un 4-3-3, con l'ingresso di Rossini al posto di Foggia l'assetto passa al 4-4-2. Modena schierato inizialmente con un più prudente 4-4-1-1 che nella ripresa assume un più nitido 4-4-2.

MOVIOLA – Massa di Imperia dirige in maniera positiva sino a quando non succede il fattaccio del gol di Bentivoglio che lo manda un po' in confusione. Prova a dimostrare di avere polso sventolando cartellini gialli in maniera compulsiva: alla fine saranno 5 quelli dedicati ai modenesi (a cui espelle anche mister e vice) e 3 ai doriani.

PROMOSSI & BOCCIATI – Bertani è il migliore in campo. E' a lui che la squadra di Iachini fa costante riferimento ogni qual volta la palla oltrepassa la linea mediana, e lui si fa trovare sempre pronto. A negargli la massima soddisfazione personale è solo la traversa: voto 6.5. Accardi è incostante e raramente incisivo anche quando il compito che deve svolgere può semplicemente essere quello di cacciare il pallone il più lontano possibile dalla propria area di rigore: voto 5.
Ciaramitaro corona una prestazione positiva con il suo primo gol in casacca gialloblù: voto 7. Nessun calciatore ospite merita l'insufficienza.

[Articolo per Goal.com del 26 novembre 2011]

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domenica 20 novembre 2011

Genoa-Novara 1-0: A Marassi volano i rossi, Veloso pesca il jolly sul gong

E' Veloso, con un fendente rasoterra da una ventina di metri all'86', a regalare al Genoa una vittoria che pareva stregata. I rossoblù, in dieci dal 43' per un'espulsione comminata ad Antonelli, disputano un primo tempo confusionario e una ripresa con un piglio ben diverso dando la connotazione all'intero match. Il Novara, artefice di una prestazione comunque positiva per intensità e voglia di far bene, sfiora il vantaggio in più occasioni, colpisce una traversa con lo scatenato rigoni (62') e poi si ritrovano anch'essi in dieci a causa di una ingenuo doppio giallo rimediato da Meggiorini all'81'.

FORMAZIONI – Senza lo squalificato Kaladze e con Bovo ai box, davanti a Frey Malesani propone la coppia centrale Granqvist-Moretti con Mesto e Antonelli ai lati; a centrocampo sistema Rossi, Veloso in cabina di regia e Constant; Merkel va a fare da trait d'union con le punte Palacio e Caracciolo.
Tesser, costretto a rinunciare allo squalificato Porcari e agli infortunati Ujkani, Morimoto, Lisuzzo e Paci, schiera Fontana in porta; Morganella, Dellafiore, Centurioni e Gemiti in difesa; Marianini, Radovanovic e Rigoni in mezzo; Mazzarani trequartista con gli attaccanti Rubino e Maggiorini.

PARTITA – L'inizio match è illusorio: un diagonale di Constant e un rasoterra di Rigoni, infrantosi sulla manona destra di Frey, sono scintille in un primo tempo nebuloso nel quale Antonelli spicca, suo malgrado, per l'incapacità di spingere nel sacco due palloni invitantissimi. Prima del riposo Rubino, colpo di testa in tuffo, lambisce il palo sinistro ed Antonelli viene espulso per fallo da ultimo uomo su Mazzarani.
Nella ripresa in campo si vede Dainelli al posto di Constant e un Genoa più motivato che trova subito un gol con Granqvist annullato per fuorigioco su segnalazione dell'assistente Tonolini. Pinardi rileva Mazzarani e poco dopo Rigoni colpisce una clamorosa traversa da posizione favorevole. Malesani cerca maggior sostanza inserendo Jorquera per un Merkel che va a corrente alternata. Il Novara prova ad alzare il baricentro per cercare di contrastare la forte pressione rossoblù e conquista una punizione dal limite calciata da Rigoni su cui Frey interviene in maniera non impeccabile. Caracciolo viene sostituito da Pratto, trascorrono pochi minuti e Rubino, di testa, sfiora la trasversale. A dieci minuti dal termine Meggiorini rimedia una doppia ammonizione in sequenza riportando la parità numerica in campo. Ci prova Pratto in elevazione, Fontana blocca. Rigoni ha poi sulla fronte il pallone del possibile vantaggio, ma la sua deviazione sottoporta va alta. Gol sbagliato, gol subito. Ci pensa Veloso, con un destro magistrale dal limite a spazzare l'angolino basso alla destra del portiere ospite portando in vantaggio il Genoa. Tesser getta nella mischia anche Granoche e Giorgi per corroborare il forcing finale, ma i Grifoni controllano agevolmente lo scorrere dei secondi che mancano al triplice fischio.

CHIAVE – Padroni di casa proiettati nella porzione di campo avversaria ma raramente capaci di imbastire trame davvero utili. Ospiti bravissimi a chiudersi sistemandosi in massa dietro la linea della palla e frustrando le velleità genoane con ripartenze talvolta assai pericolose.

CHICCA – Sbattersi non serve? Schemi vincenti non se ne trovano? Dopo 86' il figlio d'arte Miguel Veloso raccoglie una palla e decide di fiondarla nell'angolino più lontano di un Fontana sino a quel momento puntiglioso sino allo sfinimento. E' il gol-partita, ed è anche la cornice ad una personale prestazione maiuscola.

TATTICA – Speculare 4-3-1-2 per entrambe le squadre. Dopo l'espulsione di Antonelli Malesani propone il 3-4-1-2 con il neo-entrato Dainelli centrale difensivo e Moretti a sinistra.

MOVIOLA – Giannoccaro di Lecce, che ritrova il Genoa dopo il polemicissimo arbitraggio a Catania dello scorso febbraio, dirige in maniera sufficiente nonostante per tenere in mano il match debba fischiare una quarantina di falli, ammonire 7 calciatori ed espellerne 2. Appare eccessivo il giallo inflitto a Rubino per un inesistente fallo su Frey, ma paiono corretti i cartellini rossi sventolati al 43' ad Antonelli per un intervento da ultimo uomo su Mazzarani e, all'81', a Meggiorini per un doppio giallo. Giusto l'annullamento, per offside, della rete siglata da Granqvist ad inizio secondo tempo.

PROMOSSI & BOCCIATI – Veloso, dopo un primo tempo nel quale anche lui pare in sofferenza, sfodera una ripresa di alto livello che lo porta anche a firmare una rete sul foto-finish che vale tre punti importantissimi nell'economia della stagione genoana. Trascinatore: voto 7.5.
Caracciolo, disorientato e mai seriamente incisivo, termina la propria gara dopo 75' lasciando il posto a Pratto: voto 5.
Rubino gioca in maniera diligente e all'occorrenza ruvida dimostrandosi essenziale in un organico costruito per raggiungere la salvezza: voto 6.5.
Meggiorini, all'81' e quando il Novara pare in condizione di tentare il colpaccio, riesce a farsi espellere protestando in maniera troppo vivace a seguito di un'ammonizione ricevuta: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 20 novembre 2011]

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domenica 13 novembre 2011

Sampdoria-Vicenza 0-1: Ai biancorossi basta un lampo di Martinelli per espugnare Marassi, blucerchiati sfortunati e pasticcioni

Basta un goal di Martinelli al 53' per far corsaro l'ordinato Vicenza di Cagni al cospetto di una Sampdoria senza capo né coda che si affida solo ai (rari) guizzi dei singoli. I blucerchiati del contestatissimo Atzori sono anche sfortunati (Semioli e Bertani vanno ko nella prima frazione) e nel finale un colpo di testa di Maccarone viene fermato dalla traversa. Gara comunque brutta e che premia la compagine che più si è dimostrata organizzata e vogliosa di portarsi a casa l'intera posta.

FORMAZIONI – Atzori si affida a un undici di esperienza da sistemare davanti al portiere Da Costa; in difesa vanno quindi Rispoli, Volta, Gastaldello e Castellini; in mezzo propone da primo minuto Palombo ed Obiang assistiti sulle corsie esterne da Foggia e Semioli; davanti recupera Pozzi che affianca all'inamovibile Bertani.
Cagni risponde confermando in blocco i titolari vincenti contro il Gubbio: Frison in porta; Augustyn, Martinelli, Bastrini e Giani in difesa; Gavazzi, Soligo, Botta e Mustacchio a centrocampo e la coppia Abbruscato-Paolucci in attacco.

PARTITA
- Buona corsa collettiva ma di calcio se ne vede solo accenni. La Samp prova ad affidarsi ai suoi solisti per sopperire a imbarazzanti carenze di gioco. Dopo alcuni tentativi fuori misura di Palombo Frison viene chiamato in causa da velleitarie conclusioni di Pozzi (incornata) e Bertani (rasoterra). Nulla di trascendentale, ma almeno dànno la sensazione di poter accendere una sfida dalla qualità davvero scadente. Nell'approssimazione generale il Vicenza trova anche le opportunità per uscire dal guscio spaventando Da Costa con botte a lato di Abbruscato e Paolucci. Nei primi 45' infortuni mettono fuori causa i doriani Semioli e Bertani, rilevati da Padalino e Piovaccari, e il polacco Augustyn sostituito da Rigoni.
La ripresa si apre con un invitante cross dalla destra di Rispoli sul quale Pozzi, a tu per tu con Frison, non arriva all'impatto. Al 53', cinicamente, il Vicenza si porta in vantaggio con un colpo di testa di Martinelli sugli sviluppi di un corner dalla sinistra di Botta. Al 67' Piovaccari pecca di egoismo spegnendo tra le braccia di Frison un contropiede invece di servire Pozzi e Foggia pronti a ribattere a porta sguarnita. Il sornione Cagni toglie l'ammonito Paolucci per inserire Misuraca, Atzori da parte sua sostituisce Padalino con Maccarone. Una rovesciata di Pozzi, respinta in maniera felina da Frison, da il “la” all'assedio finale dei padroni di casa. Piovaccari, liberatosi di Bastrini, manda la sfera a infrangersi sull'esterno della rete. Fuori anche il claudicante Mustacchio per Pisano. All'87' Frison è strepitoso su un calcio di punizione di Palombo dai venti metri che poi ci riprova da posizione defilata. Negli ultimissimi giri di lancetta Maccarone, di testa, coglie la traversa e sul rovesciamento di fronte il Vicenza si divora il raddoppio in contropiede.

CHIAVE – Samp raffazzonata e nervosa e Vicenza che, specialmente dopo aver conseguito il vantaggio, gioca in scioltezza difendendosi e ripartendo in maniera puntuale.

CHICCA
– Splendida la girata di testa di capitan Martinelli che, al 53', raccoglie un corner dalla sinistra di Botta, palla che tocca il palo e s'infila alle spalle di Da Costa.

TATTICA – Speculare 4-4-2 iniziale per Sampdoria e Vicenza.

MOVIOLA – Giancola di Vasto parte bene ma poi scende sotto la sufficienza dimostrandosi incapace di tenere in pugno il match quando i nervi si surriscaldano.

PROMOSSI & BOCCIATI – Sino a quando riesce a tenere a bada la tensione Foggia è il migliore dei suoi, sempre nel vivo dell'azione e bravo nel rubare palla e proporre soluzioni: voto 6.5. Piovaccari entra al posto di Bertani dimostrando di essere ancora piuttosto in confusione anche quando, avendo a disposizione la palla del pareggio, non riesce a far di meglio che sparare a lato: voto 5. Discorso a parte merita Atzori, anche oggi assolutamente incapace di preparare e leggere l'andamento della sfida: voto 4.
Frison cresce di minuto in minuto concedendo un finale di altissima qualità: voto 7. Nessun calciatore ospite, se non altro per l'abnegazione con cui la squadra di Cagni tiene il campo, merita la bocciatura.

[Articolo per Goal.com del 13 novembre 2011]


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martedì 1 novembre 2011

Sampdoria-Crotone 2-0: Gara non bella ma vinta, sarà la svolta per i blucerchiati?

Un'autorete di Abruzzese e un goal in contropiede di Foti nei finali di tempo tolgono le castagne dal fuoco ad una Sampdoria che, pur soffrendo e non dando spettacolo, riesce ad imporsi 2-0 sul Crotone. La compagine di Menichini ha il demerito di non credere troppo nelle proprie possibilità. Partita senza grosse emozioni ma che potrebbe essere il punto di svolta positivo in questa altalenante stagione doriana.

FORMAZIONI – Assetti rivoluzionati per entrambi i tecnici. Atzori, con l'incubo esonero, rivolta la sua formazione inserendo 5 novità: Romero in porta; Rispoli, Volta, Gastaldello e Castellini in difesa; Foggia, Obiang, Soriano e Semioli a centrocampo con il duo Fornaroli-Bertani in attacco.
Numerose novità anche per Menichini che schiera Bindi fra i pali; Correia, Vinetot, Abruzzese e Mazzotta dietro; Eramo e Loviso a far da cerniera con i trequartisti Pettinari, Maiello e De Giorgio piazzando il solo Djuric nel ruolo di punta.

PARTITA - Nel primo tempo solo una sfortunata autorete di Abruzzese, a ridosso dell'intervallo, dà senso tangibile a una gara di livello tecnico-tattico davvero basso. Il capitano ospite è suo malgrado decisivo nel tentativo di anticipare Bertani su assist di Foggia. Prima si assiste a un paio di “carezze” di Castellini e Vinetot ai guardiani avversari e a provvidenziali anticipi di Rispoli e Bindi su Pettinari e Fornaroli.
Nella ripresa c'è Calil al posto di Loviso e i calabresi, confezionando un quarto d'ora intenso, provano a cercare un pari prima sprecato di testa dal solissimo Djuric e poi frustrato dalle parate di Romero su tentativi di Calil e di Maiello. Menichini inserisce anche Sansone e Ciano per Di Giorgio Pettinari. La Sampdoria regge l'urto per poi conquistare terreno. Atzori si desta e inserisce Laczko e Foti richiamando Foggia e uno stremato Fornaroli. È proprio il neo-entrato attaccante a mettere in ghiaccio il match spingendo in rete un contropiede di Bertani viziato da un fuorigioco non segnalato.

CHIAVE – Padroni di casa col vitello in pancia alla ricerca di una qualsiasi cosa utile a passare un esame importante; ospiti troppo timorosi per essere in grado di portarsi via qualcosa di importante dalla trasferta in terra genovese.

CHICCA – La cosa più bella vista oggi al Ferraris è stata la voglia della Samp di portarsi a casa i tre punti. Per tramandare ai posteri gesti tecnici degni di nota occorre aspettare tempi migliori.

TATTICA - 4-4-2 iniziale per la Sampdoria; 4-2-3-1 per il Crotone.

MOVIOLA – Gallione di Alessandria ha davanti a sé un compitino facile facile e lo svolge commettendo un paio di errori da segnare con la matita rossa: al 77' Vinetot trattiene in area Bertani che finisce a terra fra l'indifferenza della terna arbitrale; all'80', in occasione dell'azione che porta al raddoppio blucerchiato, il direttore di gara e i suoi assistenti non ravvisano un evidente fuorigioco di Bertani al momento di scattare verso la porta ospite..

PROMOSSI & BOCCIATI - Foggia è fra i pochissimi, insieme a Soriano, a dimostrare di essere elemento di categoria superiore: voto 6.5. Entrato nella lista degli undici titolari a furor di popolo, Fornaroli, offre una prestazione che sa tanto di “vorrei ma non posso (ancora)” e qualche evitabile ciabattata: voto 5.5.
Abruzzese va su ogni pallone, purtroppo per lui anche su quello sbagliato; gli va comunque dato il merito di giocare con intensità e sostanza positiva: voto 6.5. Djuric soffre di solitudine ma lui non sembra sbattersi adeguatamente per sfruttare la buona volontà del resto della compagnia: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 1° novembre 2011]


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venerdì 28 ottobre 2011

Oggi sarò in diretta su Radio Studio 54 di Firenze

Questo pomeriggio, intorno alle 17, sarò in diretta su Radio Studio 54 di Firenze per la presentazione, nel programma 'Viola in Studio' con Irene Calonaci e Maurizio Pericoli, di Fiorentina-Genoa in scena domenica pomeriggio al Franchi. Buon ascolto.

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mercoledì 26 ottobre 2011

Genoa-Roma 2-1: La Lupa rincorre e s'illude, Kucka la stende... di rimpallo!

Fra Genoa e Roma è il “trattore” Kucka a schiodare un 1-1 ormai pronto per andare alle stampe. All'89' lo slovacco ribatte in rete un tocco di Merkel mandando in visibilio i circa 25000 genoani presenti al Ferraris. La gara, dal non altissimo tasso spettacolare ma sempre vibrante, era già stata segnata dai centri di Jankovic (38') e Borini (82'). Con questo successo la squadra di Malesani sorpassa in classifica i capitolini raggiungendo 12 punti.

FORMAZIONI – Senza lo squalificato Kaladze, davanti a Frey Malesani conferma l'undici che ha affrontato la Juventus e composta da Mesto, Dainelli, Moretti e Antonelli; in mezzo sistema Rossi, Seymour e Veloso; a Merkel affida il ruolo di trequartista alle spalle di Palacio e Jankovic che vince il ballottaggio con Caracciolo.
Luis Enrique deve rinunciare a Totti, Kjaer, Pianic, Rosi e Cicinho e al Ferraris decide di puntare sul turn-over. Confermato Stekelenburg fra i pali, rispetto alla partita con il Palermo in difesa Heinze si riprende il posto da titolare accanto a Burdisso con Perrotta a destra e Josè Angel a sinistra; a centrocampo Perrotta è il terzo insieme a capitan De Rossi e Gago; Lamela è il trait-d’union con la coppia offensiva composta da Bojan (preferito a Borriello) e Borini.

PARTITA – Guardinga fase di studio e prima scintilla ad opera di Mesto: beffardo tiro-cross dalla destra che Stekelenburg alza oltre la traversa. Il Genoa prova (a fatica) ad imporre i propri ritmi al match, mentre la Roma si affida a conclusioni dalla distanza di Josè Angel e a un tentativo di Perrotta respinto. Quando gli ospiti hanno il possesso della palla si rendono quasi sempre insidiosi. Borini prova in diagonale a filo d'erba, la mira è sbagliata per un'inezia. Gago trova invece la porta ma anche i pugni di Frey. La risposta rossoblù è affidata al destro di Merkel, a lato d'un soffio. Poi, è il 38', il Genoa passa con un preciso tiro di Jankovic servito centralmente da Palacio. Prima del the caldo Frey fa muro su un bolide di Pizarro.
La ripresa comincia con Bovo dentro al posto di Moretti e con un fallo in area di Heinze su Palacio. L'arbitro sorvola e, poco dopo, sfoggia severità ammonendo Seymour (poi sostituito con Kucka) per un intervento non grave. Gli ospiti provano a rimettersi in equilibrio con un colpo di testa di Lamela che va a sbattere sui riflessi di Frey. Luis Enrique ora mischia le carte: fuori Pizarro e Lamela, dentro Osvaldo e Greco con Bojan che finisce dietro le punte. La Roma pressa, il Genoa risponde. Stekelenburg è bravo a bloccare a terra un mancino di Veloso. Jankovic si infortuna e viene rilevato da Constant. Attimi dopo si vede anche Borriello che prende il posto di Perrotta. All'82' una palla scioccamente persa da Merkel dà il via all'azione che consente agli ospiti di pervenire al pareggio grazie a Borini solissimo nello spingere dentro un superbo pallone servitogli priprio da Borriello. Ma prima dello scadere l'acuto più grande è quello di Kucka che, appostato sul palo sinistro della porta avversaria, manda oltre la linea bianca un palla toccata da Merkel su corner di Veloso.

CHIAVE – Roma a fare la partita, Genoa a cercar gloria con rapide ripartenze. Alla fine la tattica rossoblù si dimostra vincente,

CHICCA – E' il 38' quando Jankovic lancia in contropiede Palacio, l'argentino penetra in area, elude una marcatura e riconsegna la sfera a disposizione del serbo piazzatosi attorno agli undici metri: controllo e pallone chirurgicamente mandato ad accarezzare la rete giallorossa.

TATTICA – Speculare 4-3-1-2 per entrambe le squadre.

MOVIOLA
– Arbitraggio al limite della sufficienza, quello di Gervasoni di Mantova. La gara non era delle più facili e lui non ha saputo gestirla in maniera esemplare. Al 46' Heinze atterra Palacio nella propria area, Gervasoni non decreta il rigore suscitando più di qualche perplessità.

PROMOSSI & BOCCIATI – Jankovic tiene il campo come se si giocasse tutto in una sera. E' goleador, ottimo suggeritore e assai prezioso anche in fase di copertura. Nonostante un infortunio lo costringa a mollare dopo 70' è certamente fra i migliori in campo insieme all'ottimo Frey: voto 7 ad entrambi. Bovo, in campo nella ripresa, non riesce a dare il meglio di sé incappando in leggerezze non degne del suo valore: voto 5.5.
De Rossi gioca da leader, con la palla fra i piedi e senza: voto 6.5. Burdisso corre e lotta ma, al momento decisivo, smarrisce la lucidità necessaria per dare il massimo alla propria squadra: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 26 settembre 2011]


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sabato 22 ottobre 2011

Sampdoria-Cittadella 0-0: Ancora uno stop per i blucerchiati, che stentano a trovare il passo giusto per inseguire la vetta

Prosegue il momento negativo della Sampdoria fra le mura amiche. Stavolta ad uscire indenne dal Ferraris è il Cittadella. I blucerchiati, ancora una volta confusionari e senza una parvenza di gioco degno delle aspettative, non riescono a sfruttare i numerosi spazi che i veneti gli concedono soprattutto nella ripresa. Occasioni con il contagocce e tantissima confusione da entrambe le parti. Risultato giusto.

FORMAZIONI - Atzori, che deve fare a meno dello squalificato Costa e dell'acciaccato Pozzi, conferma Romero fra i pali; piazza Rispoli, Gastaldello, Accardi e Castellini nella linea arretrata; Foggia, Palombo, Bentivoglio e Semioli in mezzo con Piovaccari e Bertani punte. Senza gli infortunati De Vito e Magallanes, Foscarini propone l'undici che si è imposto sul Grosseto: Cordaz in porta; Martinelli, Gasparetto, Pellizzer e Marchesan in difesa; Vitofrancesco, Schiavon e Busellato a centrocampo; Bellazzini, Di Nardo e Maah in attacco.

PARTITA - Il poco più che abulico primo tempo viene destato da un'incursione in area di Piovaccari fermato da Cordaz in uscita; da un gravissimo peccato d'egoismo di Schiavon che calcia addosso a Romero invece di servire il liberissimo Di Nardo, e dal primo tentativo in porta della Samp (37') frutto di una deviazione aerea di Bertani su cui l'estremo ospite si salva in angolo.
LI padroni di casa cominciano la ripresa con Maccarone al posto di Piovaccari e un atteggiamento più vigoroso che porta Semioli a provarci con un rasoterra insidioso ma respinto. I veneti replicano con un tiro basso di Busellato intercettato da Romero. Bertani, il migliore dei blucerchiati, prova a inventare la chance giusta ma la sua conclusione viene bloccata in due tempi da Cordaz. Foscarini richiama in panchina Maah per inserire Di Roberto e passare al 4-5-1. Busellato si infortuna dopo un alleggerimento e viene sostituito dall'ex doriano Job. Anche Atzori decide di cambiare qualcosa: fuori Semioli, dentro lo scalpitante Padalino. Si vedono anche Di Carmine per Di Nardo e, per gli ultimi spiccioli di gara, anche Fornaroli al posto di Foggia. In pieno recupero Maccarone spara addosso al portiere una palla che avrebbe meritato maggior gloria.

CHIAVE – Avanti, magari scriteriatamente, ma avanti alla ricerca di un guizzo o di un aiuto della buona sorte per lasciare il segno. La Samp gioca così, ma il Cittadella, che nel secondo tempo preferisce serrare i ranghi o poco più, può comunque tornarsene a casa senza troppi patemi e con il sorriso.

CHICCA
- Al 37' Semioli, all'altezza dei 25 metri, fa partire uno spiovente in area sul quale si avventa di testa Bertani, la sfera si alza a palombella dando la sensazione di scavalcare il portiere, ma Cordaz si produce in un perfetto colpo di reni riuscendo ad alzare sopra la traversa.

TATTICA - 4-4-2 per la Samp di Atzori e 4-3-3 per il Cittadella di Foscarini che, con l'ingresso di Di Roberto, passa definitivamente al 4-5-1.

MOVIOLA - Il 36enne Palazzino della sezione di Ciampino dirige senza particolari sbavature dimostrando di avere ottima personalità anche quando, dopo segnalazione errata di un assistente che non accorda un angolo alla Samp, tutto lo stadio lo contesta rumorosamente per una decina di minuti. Ineccepibili le ammonizioni comminate nel corso dell'incontro. Al 65' Gasparetto, nei sedici metri, entra alle spalle di Bertani; la sensazione è che l'arbitro, ben piazzato, veda giusto non concedendo la massima punizione.

PROMOSSI & BOCCIATI
– E' il solito Bertani a dimostrare qualcosa di più in mezzo a compagni che non sembrano riuscire a dare il 100%. Lui si sbatte e prova a cavar sangue dalle rape ma senza costrutto: voto 6.5 per l'impegno. Oggi Bentivoglio è uno degli esempi negativi della Samp: svogliato e mai davvero incisivo: voto 5. In una gara da ordinaria amministrazione qualsiasi passo falso può costare carissimo. Cordaz, estremo difensore del Cittadella, mantiene lucidità e nervi saldi sino alla fine rendendo inutili le (poche) frecciate avversarie. Bocciare qualcuno della compagine avversaria è difficile, anche se Foscarini non ha certo brillato per coraggio e spregiudicatezza. Ma d'altronde se la sua squadra in trasferta non segna dal 31 agosto qualche ragione c'è...: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 22 ottobre 2011]


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domenica 16 ottobre 2011

Genoa-Lecce 0-0: Di Francesco erge un fortino, il Grifone non lo butta giù

S'infrangono su un palo di Jorquera e un'approssimativa direzione di Gava le velleità di vittoria del Genoa. La formazione di Malesani, comunque poco costante in fase offensiva e senza un vero bomber d'area capace di inventare cose preziose, viene contrata da un Lecce bravo a tener saldi gli ormeggi e a proporsi quel tanto che basta per limitare i danni e portare in salento un punto che fa tanto morale. Kaladze è stato espulso all'80' per proteste.

FORMAZIONI – Malesani conferma il portiere Frey; sistema in difesa Rossi, Dainelli, Kaladze e Antonelli; a centrocampo Kucka, Veloso e Birsa con Merkel a far da trait d'union alle spalle di Caracciolo e Palacio. Di Francesco propone Benassi in porta; Oddo, Tomovic, Esposito e Mesbah a sua diretta protezione; Strasser, Obodo in mezzp Giacomazzi; Grossmuller nel ruolo di trequartista conPasquato, Ofere elementi più offensivi.

PARTITA – Buon inizio: sinistro insidioso di Merkel che Benassi caccia in angolo, replica di Mesbah a lambire il montante destro avversario. Come da copione è il Genoa a cercare di proporsi con maggior insistenza. C'è anche Rossi ad impegnare l'estremo ospite, salvato poi da Esposito nell'anticipare Merkel pronto a ribadire in rete un assist del capitano rossoblù. Si vede sempre Benassi, al lavoro anche su punizione di Veloso. La pressione dei padroni di casa prosegue nella ripresa. Di Francesco inserisce Cuadrado per Pasquato. Malesani, a sua volta, prova nuove soluzioni proponendo Pratto e Jorquera per Caracciolo e il gemello scarso di Kucka. Proprio il neo-entrato cileno si mette in evidenza colpendo il palo con Palacio non perfetto nel ribadire a rete. Si vedono anche Corvia, subentrato ad Ofere, e Jankovic a Birsa. A dieci dal termine Kaladze viene espulso per doppia ammonizione a causa di proteste. L'aumentare della tensione in campo fa il gioco del Lecce. L'ultimo acuto è di Jankovic: calcio piazzato da una ventina di metri che costringe Benassi alla respinta plastica.

CHIAVE – Grifoni a spingere con più vigore che idee, Lecce a controllare gli assalti per poi sperare in chances di ripartenze.

CHICCA – In pieno recupero, quando ormai ad aspettare azioni corali non c'è più nessuno, il Genoa si affida ad una punizione dalla distanza che Jankovic fa esplodere verso la porta ospite, Benassi indossa il jet-pack e respinge in maniera acrobatica per la gioia dei fotografi e dei suoi tifosi.

TATTICA – Speculare 4-3-1-2 iniziale per entrambi i tecnici. Con l'ingresso di Cuadrado il Lecce passa al 4-4-1-1.

MOVIOLA – Gava dirige in maniera molto approssimativa e peccando di eccessivo protagonismo. Al 36' Palacio, lanciato in contropiede da Caracciolo, cade su intervento di in copertura di Oddo e Tomovic, l'arbitro non interviene e, nella circostanza, probabilmente vede bene. All'80' si mostra iperfiscale mostrando due cartellini gialli in sequenza a Kaladze. Il fischietto veneto, che al Genoa evidentemente non porta bene (con lui aveva perso tutti i cinque precedenti...), è probabilmente il peggiore in campo.

PROMOSSI & BOCCIATI – Palacio prova a fare il direttore d'orchestra di un gruppo eterogeneo di strumentisti mal accordati: voto 6.5 per la pazienza. Kucka continua a mostrare il peggio di se stesso. Anche oggi impreciso e raramente concreto. Distrazioni interiste o pericolosa involuzione?: voto 5.
Benassi è bravo a farsi trovare pronto quasi ogni volta che i palloni sibilano dalle proprie parti e fortunato ad avere compagni che all'occorrenza ci mettono una pezza: voto 6.5. Nessun elemento ospite, almeno per abnegazione, merita l'insufficienza.

[Articolo per Goal.com del 16 ottobre 2011]


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venerdì 30 settembre 2011

Sampdoria-Torino 1-2: Costa illude i doriani, Suciu e Bianchi firmano la rimonta granata

Esce trionfante il capolista Torino contro una Sampdoria che parte benissimo ma poi si smarrisce nella seconda parte della sfida. Determinante l’ottima gestione tattica mostrata dagli avversari. La supersfida serale termina 2-1 per gli ospiti. Ai punti un tempo per uno. Padroni di casa in vantaggio su incornata di Costa (20’) e raggiunti tempo da Suciu (41’). Nella ripresa i blucerchiati calano fisicamente e finiscono anche a corto di idee proprio mentre gli ospiti crescono nel possesso palla ottenendo la vittoria con un preciso tiro di Bianchi nei sedici metri al termine di un’azione di rimessa (76’). E’ la loro quarta vittoria consecutiva in trasferta. Non accadeva dai tempi del Grande Torino.

FORMAZIONI – Atzori, costretto a rinunciare a Pozzi e Romero, sistema in porta Da Costa confermando gli altri dieci iniziali con cui è uscito vincente dalla trasferta in casa dell’Albinoleffe: Padalino, Costa, Accardi e Castellini in difesa; Foggia, Obiang, Palombo e Semioli in mezzo; Bertani e Maccarone in attacco.
Il tifoso sampdoriano Ventura, tornato a Genova senza poter contare sull’ex Guberti, schiera Coppola fra i pali protetto da Darmian, Di Cesare, Ogbonna e Parisi; centrocampo affidato alla coppia Vives-Iori con reparto offensivo composto da Stevanovic, Bianchi, Antenucci e Suciu.

PARTITA – La Sampdoria costringe subito il Toro alle corde spaventandolo con un deviazione ravvicinata di Bertani e colpendolo in maniera vincente al 20’, colpo di testa di Costa su assist di Semioli. I granata soffrono il pressing avversario ma, in una delle rarissime azioni offensive, trovano il gol dell’1-1 grazie a un bellissimo destro di Suciu servito da Stevanovic.
Ad inizio ripresa Ebagua rileva l’autore del pareggio aumentando in maniera esponenziale il peso specifico della sua squadra. La sfida resta aperta più che mai. Per cercare di pescare la carta vincente Atzori getta nella mischia Koman, Piovaccari e Bentivoglio per Foggia, Maccarone ed Obiang, mentre Ventura propone anche Basha e Surraco per Vives e Stevanovic. A fare le scelte giuste è però il tecnico ospite. Il Toro concede pochissimo, rischia il minimo (deviazione aerea di Koman oltre l’incrocio sinistro di Coppola) e strappa 3 punti d’oro con un destro secco di Bianchi.

CHIAVE – Aggredire, aggredire, fortemente aggredire. Questa la strategia voluta da Atzori. Funziona sino a quando il Toro non agguanta pari e sicurezza per proporre un secondo tempo degno di una grande protagonista.

CHICCA – La perla più brillante è rappresentata dalla gestione della partita di mister Ventura. Bravo, lui, a tenere compatti i suoi ragazzi nel momento della salita più ripida e a guidare una ripresa impeccabile alla ricerca del colpaccio.

TATTICA – Sampdoria 4-4-2, Torino con il 4-2-4.

MOVIOLA – Tommasi di Bassano del Grappa dirige con personalità e senza grosse sbavature. Al 35’ Bertani reclama a gran voce il penalty dopo un contatto con Darmian, non sussistono gli estremi per la concessione del rigore.

PROMOSSI & BOCCIATI – Costa si inventa il gol che potrebbe consentire alla sua squadra di gestire a testa alta il match. Fatica di più nella ripresa ma è fra i migliori dei suoi: 6.5. Castellini “buca” più di una volta: voto 5.
Ogbonna è strepitoso per personalità e tenuta per tutta la partita: 7.5. Nessun granata demerita.

[Articolo per Goal.com del 30 settembre 2011]

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venerdì 23 settembre 2011

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Rossi ancora in dubbio, Pozzi fuori per venti giorni

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
Marco Rossi sta continuando a lavorare a parte per cercare di abbreviare i tempi del recupero dopo il trauma contusivo al ginocchio sinistro. Al momento è però improbabile un suo rientro domenica al Bentegodi. Ai box, ancora per una decina di giorni, anche Zè Eduardo la cui forte infiammazione da stress alla caviglia sinistra viene trattata con la massima cautela. Tempi di recupero simili anche per Mesto, sottoposto a terapie ad hoc dopo che domenica scorsa è stato costretto ad uscire anzitempo dall’Olimpico a causa di una sospetta lesione al bicipite femorale della coscia destra. Per il resto, contro il Chievo Verona, Malesani avrà a propria disposizione tutti i propri effettivi.

SAMPDORIA
Durerà per poco meno di un mese il periodo di convalescenza a cui dovrà attenersi Pozzi. L’attaccante, nel corso dell’allenamento di martedì scorso, si è procurato uno stiramento alla coscia destra. Problemi anche per Foggia che, dopo aver avvertito fastidio all’adduttore della coscia destra, è stato sottoposto ad un’ecografia e resta in dubbio per la gara di domani pomeriggio in casa dell’Albinoleffe. Il fantasista non è il solo punto interrogativo della vigilia per mister Atzori. Anche Palombo non è al meglio a causa di un’infiammazione successiva ad una botta al polpaccio patita contro il Grosseto. Gli esami diagnostici hanno escluso situazioni particolarmente gravi, ma in queste ore lo staff sanitario e quello tecnico stanno valutando l’ipotesi di non sovraccaricare l’arto del capitano per evitare ulteriori contrattempi. Costa, che negli ultimi giorni si è allenato a scartamento ridotto, appare comunque in ripresa e dovrebbe scendere in campo.

[Articolo per Clicmedicina.it del 23 settembre 2011]

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mercoledì 21 settembre 2011

Genoa-Catania 3-0: Palacio si fa in due, Constant è la ciliegina. Grifone in vetta!

E' bello al punto da scoprirsi incredibilmente capolista a braccetto di Juventus e Udinese, il Genoa di Malesani. Una doppietta di Palacio (29' e 34') e un sigillo di Constant (80') - che ad inizio ripresa viene fermato solo dal palo - stendono un Catania volenteroso ma troppo tenero per gli artigli di un Grifone deciso a conquistare punti d'oro e incondizionata fiducia da parte dei propri tifosi. Il 3-0 fotografa in maniera nitida l'andamento di una sfida con un'unica vera squadra protagonista.

FORMAZIONI – Con importanti defezioni sulla destra (Mesto e Rossi), Malesani - che deve anche rinunciare agli acciaccati Merkel e Ze Eduardo - propone Frey in porta; Bovo, Dainelli, Kaladze e Moretti (preferito ad Antonelli) in difesa; il trio Kucka, Veloso, Constant in mezzo con Jorquera trequartista davanti alle punte Palacio e Caracciolo.
Montella, davanti ad Andujar schiera una linea arretrata composta da Potenza, Bellusci, Spolli, Capuano (preferito ad Alvarez); un centrocampo affidato a Ledesma, Lodi e Biagianti e il trio offensivo Gomez, Maxi Lopez e Bergessio.

PARTITA – Pressing alto e palloni sibilanti attorno ad Andujar costretto anche alla prodezza su diagonale dalla destra di Palacio. Così il Genoa prova a sorprendere un Catania a cui, nei primi 26 minuti, concede solo una telefonata di Maxi Lopez per Frey. Poi il portierone francese si erge a protagonista su botte a colpo sicuro di Maxi Lopez e tap-in di Biagianti. Lo spavento frusta il Genoa che, tra il 29' e il 34', passa per due volte con Palacio: anticipo vincente sul portiere dopo assist perfetto di Veloso e poi ribadendo nel sacco un salvataggio sulla linea di Spolli dopo un tentativo di Caracciolo contrastato da Andujar. L'estremo difensore argentino è poi bravo a disinnescare una botta di Bovo e strepitoso a salvarsi in angolo a tu per tu con Palacio. Montella prova a correre ai ripari inserendo Ricchiuti e Delvecchio per Bergessio e Biagianti.

La ripresa viene battezzata da una conclusione a fil di palo di Delvecchio e da una maggior intraprendenza ospite. Ma il Genoa non sta a guardare e replica con un palo di Constant (57') che da lo sprint necessario ai rossoblù per tornare a gestire il match. Malesani toglie Caracciolo e Moretti per inserire Pratto e Antonelli. Montella si gioca la sua ultima carta: dentro Suazo (all'esordio nel Catania) al posto di Ledesma. Le costanti proiezioni rossoblù alla ricerca nuove soddisfazioni vengono interrotte dall'illusione ospite di poter riaprire il discorso, ma la rete del neo entrato honduregno è viziata da fuorigioco. Non così l'incornata che poco dopo (80') consente a Constant, servito da Palacio, di siglare il 3-0. Poco prima ancora Spolli, salvava sulla linea bianca, su tiro di Pratto.

CHIAVE – La voglia di ben impressionare dei padroni di casa li rende arrembanti. Il Catania prova a reggere gli assalti tenendo sul chi va là gli avversari con azioni di rimessa spesso però fini a se stesse. Poi la superiorità tecnico-tattica dei rossoblù si fa evidente anche nel risultato.

CHICCA – Sguardo alto di Veloso che scavalca la linea difensiva ospite pennellando in area un pallone perfetto per le qualità tecniche di Palacio che anticipa Andujar, controlla e segna il suo primo goal della serata a ridosso della mezz'ora.

TATTICA – Genoa schierato con il 4-3-1-2; Catania con il 4-3-3.

MOVIOLA – Tozzi di Ostia, uno dei migliori arbitri della Can B, dirige con attenzione e personalità utilizzando i cartellini solo lo stretto necessario. Al 40' Maxi Lopez si lascia cadere in area a contatto con Dainelli, bravo l'arbitro a non abboccare. Al 77', ben assistito da Carrer, annulla una rete di Suazo viziata da un millimetrico offside.

PROMOSSI & BOCCIATI
– Jorquera e Palacio, entrambi a sfornare finezze d'alta classe, sono i principali protagonisti dell'ennesima buona prestazione collettiva dei Grifoni: voto 7 per il cileno, 8 per il bomber autore anche dall'assist per il gol di Constant.
Lodi è fra i pochi calciatori ospiti a mantenere lucidità e capacità propositiva: voto 6.5. Mai seriamente in partita, Bergessio gira a vuoto finendo anche per essere sostituito da Ricchiuti dopo una quarantina di minuti quasi impalpabili: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 21 settembre 2011]


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sabato 17 settembre 2011

Sampdoria-Grosseto 0-0: I blucerchiati sbattono contro Narciso e Atzori si piega ad Ugolotti

Non va oltre un vibrante 0-0 la Sampdoria di fronte a un Grosseto che conferma la bontà di quanto mostrato sinora. La squadra di Atzori domina la contesa per lunghi tratti ma infrange le sue velleità sbattendo su avversari tanto decisi a vendere cara la pelle quanto, all'occorrenza, far leva sui propri attaccanti per tentare il colpaccio.

FORMAZIONI – Con Gastaldello ancora ai box Atzori si affida all'undici che ha espugnato Empoli: Romero in porta; Volta, Costa, Accardi, Castellini in difesa; Foggia, Palombo, Obiang, Semioli a centrocampo; Bertani e Pozzi gemelli d'attacco.
Nonostante l'assenza di Zanetti i problemi maggiori Ugolotti li ha in difesa, reparto orfano di Federici, Iorio e Bruscagin. Così, davanti a Narciso, schiera una linea composta da Petras, Padella, Olivi e Giallombardo; in mezzo propone Mancino, Crimi, Consonni e Caridi; piazzando Sforzini e Gerardi come terminali offensivi.

PARTITA – Film che inizia in maniera scontata: girata di Foggia al 6', Narciso para a terra e quando, poco dopo, il portiere viene saltato da un pallonetto di Pozzi, è Padella a dargli il cambio scacciando la palla sulla linea bianca con Semioli contemporaneamente vittima di un contatto in area con Consonni. Le insidie doriane passano anche per le teste di Pozzi e Semioli che sfiorano il bersaglio grosso. Palombo prova a sorprendere Narciso su punizione defilata a sinistra, il portiere alza oltre la trasversale. Il Grosseto, costretto ad operare di contenimento, affida a Caridi (diagonale a lato) e Sforzini (botta smorzata da Costa) il compito di avvisare Romero che anche i toscani sono in grado di farsi vedere dalle sue parti.
Ripresa con gli stessi protagonisti iniziali a dar vita allo stesso canovaccio e Narciso, chiamato subito a far miracoli su Pozzi. Il Grosseto ha l'opportunità buona con un tiro al volo dal limite di Caridi su cui Romero dimostra tutta la propria bravura. Intanto nelle fila ospiti entra Moretti al posto di Mancino; in quelle di casa Koman e Maccarone per Foggia e Bertani. SI vede anche Ronaldo per un Consonni stanco e nervoso. Anche Semioli e Giallombardo vengono sostituiti da Bentivoglio e Bianco. La girandola di cambi non aiuta la Samp. Prima del triplice fischio Gerardi, penetra in area, controlla, ma calcia sull'esterno della rete. Durante il maxi-recupero Narciso è ancora determinante su un forte tiro dalla sinistra di Maccarone.

CHIAVE – Essere accorti senza per questo rinunciare alle proprie qualità offensive. I dettami infrasettimanali di Ugolotti si scontrano contro la voglia di monologo di una Sampdoria a trazione anteriore che non intende concedere nulla. Ne scaturisce una sfida piacevole.

CHICCA – Botta di controbalzo di Caridi e tuffo felino di Romero alla propria sinistra bravo a toccare quel tanto che basta per deviare in corner (69').

TATTICA – Speculari 4-4-2 per la Samp di Atzori e il Grosseto di Ugolotti che però, con l'ingresso di Moretti per Mancino, nella ripresa passa al 4-3-3.

MOVIOLA – Ostinelli di Como, fischietto con già alle spalle buona esperienza nella cadetteria, dimostra di voler dirigere con piglio (sventola cartellini gialli con più generosità di quanto farebbe una cheerleader con il suo pon-pon preferito...) ma lascia alcune dubbi: svista in occasione del contatto in area maremmana Consonni-Semioli non sanzionato con la massima punizione a favore della Samp(9'); l'eccesso di benevolenza su un fallaccio di Volta, già ammonito, su Caridi (50'); ingiustificabili i 6 minuti di recupero finali.

PROMOSSI & BOCCIATI – La fiducia di allenatore e compagni stanno aiutando Obiang a crescere nel migliore dei modi. Prova generosa e proficua: voto 6.5. Palombo è in un pomeriggio nel quale non riesce ad incidere come gli viene chiesto: voto 5.5.
Narciso esce dal Ferraris con il sorriso. Prestazione convincente e parate determinanti sino all'ultimo minuto, bravissimo: voto 7.5. Nessun grifone biancorosso merita l'insufficienza.

[Articolo per Goal.com del 17 settembre 2011]


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venerdì 16 settembre 2011

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Marco Rossi tenta il recupero in extremis, Gastaldello rinvia il rientro

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
Marco Rossi sta lavorando in palestra agli ordini del rieducatore Barbero per cercare di recuperare in tempo in vista dell’impegno contro la Lazio. Il capitano rossoblù è reduce dai postumi di un trauma contusivo al ginocchio sinistro patito martedì scorso in allenamento. Merkel, reduce da una lesione ai flessori della coscia sinistra, ha ripreso gli esercizi col pallone e rientrerà in gruppo la settimana prossima. Ai box, ancora per una ventina di giorni, anche Zè Eduardo la cui forte infiammazione da stress alla caviglia sinistra viene trattata con la massima cautela. All’impegno capitolino di domenica pomeriggio mancherà anche Birsa, fermato per un turno dal giudice sportivo.

SAMPDORIA
Tutti a disposizione di mister Atzori per proseguire, contro il Grosseto, la corsa verso la massima serie. L’unica defezione sarà quella di Gastaldello in convalescenza dopo lo stiramento alla coscia sinistra subìto a Empoli. Il difensore dovrebbe rientrare il 24 settembre in occasione della trasferta di Bergamo contro l’Albinoleffe.

[Articolo per Clicmedicina.it del 16 settembre 2011]

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domenica 11 settembre 2011

Genoa-Atalanta 2-2: Spettacolo argentino al Ferraris, Moralez e Palacio incantano

Finisce 2-2 tra Genoa e Atalanta. Divisione della posta e dei rammarichi per tutti. Soprattutto per gli ospiti, a lunghi tratti padroni della sfida, ma anche per i padroni di casa che al fisiologico calo degli avversari oppongono solo propositi fini a se stessi. A segno vanno subito Veloso (6') e Maxi Moralez (8'), con quest'ultimo implacabile cecchino anche nell'ultimo contropiede prima dell'intervallo (43'); a salvare la squadra di Malesani pensano Mesto in apertura di ripresa (55') e Kaladze immolandosi su Denis all'ultimo secondo del match. Sfida piacevole solo nel primo tempo e blanda in quello successivo. Espulso Birsa nell'ultimo dei recuperi.

FORMAZIONI – Malesani - che deve rinunciare agli acciaccati Dainelli, Merkel e Ze Eduardo - propone Frey tra i pali; Mesto, Bovo, Kaladze e Antonelli in difesa; Rossi (preferito a Birsa), Kucka, Veloso, Constant; davanti fiducia alla coppia argentina Palacio-Pratto.
Colantuono, senza poter contare su Manfredini, propone Consigli in porta; Masiello, Capelli (per l'occasione capitano), Lucchini e Peluso a formare il reparto arretrato; Schelotto, Cigarini, Padoin e Bonaventura in mediana; con Maxi Moralez alle spalle di Denis terminale offensivo.

PARTITA – Partenza a razzo del Genoa che vuole interrompere prima possibile la protesta dei propri tifosi contro il recento sciopero attuato dai calciatori. Gli ospiti non stanno a guardare e ne scaturisce un rapido botta e risposta: vantaggio del Genoa con Veloso servito dalla sinistra da Palacio e pareggio di Moralez lesto a ribadire in rete una respinta di Frey su botta di Cigarini. Denis offre l'illusione del gol e dall'altra parte, nel bel mezzo di una mischia, Palacio devia sotto porta costringendo Consigli a metterci una pezza sulla linea bianca. Il Genoa esce virtualmente dal campo dopo una punizione di Bovo che lambisce la traversa. Il resto del tempo è solo Atalanta. Frey si salva ipnotizzando Denis lanciato in contropiede e poi mettendo il corpo su destro ravvicinato di Schelotto. Va peggio a Bonaventura che, tutto solo in tuffo di testa, non trova la porta. Genoa in bambola e meritato vantaggio bergamasco prima dello scadere grazie a una fuga solitaria del solito imprendibile Maxi Moralez.
Ripresa che inizia con Antonelli provvidenziale su diagonale di Bonaventura e rete del 2-2 messa a segno da Mesto su estemporanea incursione in area propiziata da una serie di disattenzioni ospiti. Questione di attimi e Rossi, di testa, si divora il più facile dei gol. Malesani toglie Pratto e Constant mettendo Caracciolo e Seymour. Colantuono replica inserendo Carmona e Bellini per Cigarini, Capelli. Il ritmo cala ma Consigli è strepitoso a metterci la mano destra anticipando Caracciolo su incornata di Kaladze. Nel finale si vedono anche Birsa per Rossi e Gabbiadini per Maxi Moralez. Ma, nonostante tutti i cambi, la sfida non si schioda. Colpa anche di Caracciolo che nel finale, di testa, spreca un paio di clamorose opportunità a tu per tu con il portiere. Nel recupero Birsa viene espulso per un fallo da dietro su Denis che, prima del fischio finale, viene anticipato da Kaladze mentre sta per battere a colpo sicuro.

CHIAVE – Sino a quando ha energie l'Atalanta è brava a sfruttare i limiti di un Genoa che in campo mostra sostanza con il contagocce e organizzazione solamente teorica. I ragazzi di Colantuono restano a lungo lucidi agendo di rimessa in maniera tanto veloce quanto chirurgica. I padroni di casa escono alla distanza salvando il salvabile.

CHICCA – Se il Grifone oggi non si trova a leccarsi le ferite lo deve soprattutto a Frey che, nel momento più delicato del match, compie un paio di interventi su Denis e Schelotto: posizionamenti e freddezza da manuale del portiere perfetto.

TATTICA – Genoa schierato con il 4-4-2; Atalanta con il 4-4-1-1.

MOVIOLA – Mandato a Genova per rodarsi in vista di impegni più probanti, Rizzoli di Bologna sventola sei cartellini gialli e un rosso (sacrosanto a Birsa) ma, di fatto, dirigendo senza affanni.

PROMOSSI & BOCCIATI – Kaladze, insieme a Palacio, è l'unico a prendersi tutte le responsabilità sino in fondo in una gara nella quale la loro squadra non fa proprio un figurone. Rispetto all'attaccante, però, il difensore ha il merito di essere stato decisivo sino al 94' salvando su Denis già pronto per festeggiare l'ennesima azione di rimessa: voto 6.5.
Kucka gioca a ritmi blandi alternando cose positive ad errori di superficialità: voto 5.
La piccola peste Maxi Moralez bagna il suo esordio con una doppietta e una prestazione decisamente positiva: voto 7.5.
Seppur ignorato dai tifosi rossoblù, all'ex-doriano Lucchini evidentemente l'aria da derby non aiuta. Compito svolto con diligenza ma non immune da sbavature: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com dell'11 settembre 2011]


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giovedì 25 agosto 2011

Sampdoria-Padova 2-2: Schiavi riacciuffa i blucerchiati, solo un pari all'esordio per Atzori

Bello e intenso il biglietto da visita della serie B che Sampdoria e Padova offrono per il battesimo della cadetteria. 2-2 il risultato finale, frutto delle reti di Bertani 42'. Milanetto 46', Palombo 52', Schiavi 65'. La Sampdoria recrimina con la sorte per una traversa di Pozzi (poi espulso nel recupero finale), il Padova per un sospetto rigore su Renzetti. Sfida vivace e mai scontata.

FORMAZIONI – Per il debutto in campionato Atzori deve fare a meno di Poli e Tissone schierando l'esordiente Romero fra i pali; Volta, Costa e Accardi nella linea Maginot; per il centrocampo sceglie Padalino, Palombo, Obiang e Castellini; a Bertani, Pozzi e Koman affida il principale compito di colpire. Dal Canto, costretto a rinunciare allo squalificato Italiano, schiera Pelizzoli in porta e una linea arretrata composta da Donati, Schiavi, Legati e Renzetti; Bovo, l'ex-genoano Milanetto e Marcolini si sistemano a centrocampo mentre Cutolo, Ruopolo e Lazarevic compongono il tridente offensivo.

PARTITA – Blucerchiati subito arrembanti, tre giri di lancetta e Pozzi manda il pallone a baciare la parte superiore della traversa. I veneti reggono gli urti e fanno leva sui dettami d'ordine del loro mister per aumentare la già afosa temperatura nei venti metri più prossimi all'attento Romero, graziato da Cutolo in rasoterra. I padroni di casa non stanno in attesa e, quando non si perdono in inutili preziosismi danno la sensazione di poter graffiare. Così come quando Padalino libera Pozzi in faccia a Pelizzoli ma l'attaccante arriva in ritardo sulla palla. Cutolo è sempre tanto vivo quanto sprecone: diagonale a fil di palo e incornata facile facile sbattuta sui fotografi. Maggior meticolosità la mostrata Bertani pochi attimi dopo incuneandosi centralmente nella distratta difesa ospite e “bucando” Pelizzoli proprio a ridosso del riposo.
Neppure il tempo di rientrare in campo che Milanetto, servito d'angolo da Marcolini, fionda sotto la traversa dello svolazzante Romero un destro al volo da venti metri. Ma è serata da star e Palombo, a stretto giro di posta, mette il suo autografo sul nuovo vantaggio doriano con una punizione dal vertice sinistro dell'area che lascia il portiere a far da spettatore. Bertani regala a Koman la palla del possibile terzo gol, ma l'ungherese l'appoggia addosso all'estremo difensore. La Samp ora ha l'inerzia della sfida dalla sua parte e solo la traversa può opporsi a un colpo di testa ravvicinato di Pozzi. Dal Canto toglie dal campo Bovo per inserire Cuffa. Il pari arriva immediato: altro assist dalla lunetta sinistra da parte di Marcolini e incornata di Schiavi che supera Romero. Atzori inserisce Semioli e Maccarone (contestatissimo dal pubblico) per Koman e Bertani. Si vede anche Dramè per uno stremato Lazarevic. Nel finale Semioli e Cutolo ci provano senza fortuna. In pieno recupero Maccarone, incredibilmente, incorna fuori da due passi. Per il nervosissimo Pozzi, c'è anche il tempo per farsi mostrare il cartellino rosso da Pinzani.

CHIAVE – Velocità e nessuna concessione ad esasperati tatticismi. Entrambe le squadre giocano a viso aperto lasciandosi anche andare ad eccessi di agonismo. Ne giova lo spettacolo di un match sempre in bilico.

CHICCA – Quando il gioco si fa duro i duri entrano in gioco e sanno dare il meglio di se stessi. Milanetto, con la volèe che vale il pareggio, e l'altrettanto pregevole calcio di punizione di Palombo che riporta momentaneamente in vantaggio i suoi ne sono le fotografie della serata.

TATTICA – 3-4-3 per la Samp di Atzori; 4-3-3 per il Padova di Dal Canto.

MOVIOLA – Pinzani di Empoli dirige con personalità e senza strafare. Il Padova lamenta la mancata concessione di un penalty a seguito un contrasto in area tra Padalino e Renzetti, qualche dubbio resta. Corretto il rosso mostrato a Pozzi per qualche parola di troppo dell'attaccante.

PROMOSSI & BOCCIATI – Dai piedi di Bertani passano quasi tutte le azioni più intense della Samp. In attesa di affinare la propria intesa con i compagni di reparto si gode il suo primo centro in blucerchiato. Inspiegabile la sua sostituzione con Maccarone. E la sua assenza si nota.
Romero esordisce dando immediata sicurezza ai suoi compagni: puntuale nelle uscite e bravo nei piazzamenti non può considerarsi colpevole in occasione dei gol presi.
Esperto dispensatore di palloni, il fischiatissimo Milanetto si dimostra già leader di un gruppo dalle buonissime credenziali. E' metronomo e autore di una rete di pregevole qualità balistica.
Sulla lista dei partenti a giugno, e recentemente riconsiderato utile alla causa, il diciannovenne Obiang paga la voglia di strafare e ingiustificati eccessi di irruenza. Acerbo.
Pelizzoli, 31 anni e centinaia di presenze all'attivo, sbaglia posizione e si fa di sasso al momento di provare ad opporsi alla punizione di Palombo.

[Articolo per Goal.com del 25 agosto 2011]

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martedì 2 agosto 2011

Serie B 2011-2012: il calendario e tutte le partite della Sampdoria

Questa mattina, nella sede della Lega di Serie B in via Rosellini a Milano, sono stati sorteggiati i calendari della Serie BWin per la stagione agonistica 2011-2012. Per vedere e scaricare il nuovo calendario della massima serie calcistica italiana è sufficiente cliccare nel link di riferimento sopra citato. Ecco poi, in particolare, le partite che interessano la Sampdoria:

T.
Data
Gare Genoa
Ris.
P.ti
Pos.
01°
27.08
Sampdoria-Padova
2-2
1
11°
02°
30.08
Livorno-Sampdoria
0-0
2
12°
03°
04.09Sampdoria-Gubbio
6-0
5

04°
10.09
Empoli-Sampdoria
1-3
8

05°
17.09
Sampdoria-Grosseto
0-0
9

06°
24.09
Albinoleffe-Sampdoria
1-3
12

07°
01.10
Sampdoria-Torino
1-2
12

08°
05.10
Verona-Sampdoria
1-1
13

09°
09.10
Sampdoria-Sassuolo
1-1
14

10°
15.10
Ascoli-Sampdoria
1-2
17

11°
22.10
Sampdoria-Cittadella
0-0
18

12°
29.10
Nocerina-Sampdoria
4-2
18

13°
01.11
Sampdoria-Crotone
2-0
21

14°
05.11
Brescia-Sampdoria
0-0
22

15°
13.11
Sampdoria-Vicenza0-1
22

16°
19.11
Bari-Sampdoria
1-1
23

17°
28.11
Sampdoria-Modena1-1
24

18°
03.12
Reggina-Sampdoria
0-0
25

19°
10.12
Sampdoria-Juve Stabia
1-1
26

20°
17.12
Pescara-Sampdoria
1-0
26
10°
21°
06.01
Sampdoria-Varese
0-1
26
11°
Parziale punti:
26
11°
22°
14.01
Padova-Sampdoria
1-2
29

23°
21.01
Sampdoria-Livorno
1-1
30
10°
24°
28.01
Gubbio-Sampdoria
0-0
31
12°
25°
31.01
Sampdoria-Empoli



26°
04.02
Grosseto-Sampdoria



27°
11.02
Sampdoria-Albinoleffe



28°
18.02
Torino-Sampdoria



29°
03.03
Sampdoria-Verona



30°
10.03
Sassuolo-Sampdoria



31°
17.03
Sampdoria-Ascoli



32°
24.03
Cittadella-Sampdoria



33°
31.03
Sampdoria-Nocerina



34°
06.04
Crotone-Sampdoria



35°
14.04
Sampdoria-Brescia



36°
21.04
Vicenza-Sampdoria


37°
28.04
Sampdoria-Bari



38°
01.05
Modena-Sampdoria



39°
05.05
Sampdoria-Reggina



40°
12.05
Juve Stabia-Sampdoria



41°
20.05
Sampdoria-Pescara



42°
27.05
Varese-Sampdoria



Totale punti:
31
12°

Turni infrasettimanali: 30 agosto, 5 ottobre, 1 novembre, 31 gennaio e 1 maggio. Soste del campionato: 24 e 31 dicembre, 25 febbraio. Playoff e playout: date ancora da stabilire.

La 1ª giornata di andata si disputa sabato 27 agosto 2011 con inizio alle ore 19.00 (9 gare), con un anticipo giovedì 25 agosto alle ore 20.45 (voci danno per possibile un anticipo Sampdoria-Padova) e un anticipo venerdì 26 agosto con inizio alle ore 19.00.
La 2ª giornata di andata si disputa martedì 30 agosto 2011 con inizio alle ore 20.45 (10 gare), con un posticipo mercoledì 31 agosto con inizio alle ore 20.45.
La 3ª giornata di andata si disputa domenica 4 settembre 2011 con inizio alle ore 15.00 (8 gare), con un anticipo sabato 3 settembre alle ore 20.45, un anticipo domenica 4 settembre alle ore 12.30 e un posticipo domenica 4 settembre alle ore 20.45.
La 7ª giornata di andata si disputa sabato 1 ottobre 2011 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due anticipi venerdì 30 settembre rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 8ª giornata di andata si disputa mercoledì 5 ottobre 2011 con inizio alle ore 20.45 (10 gare), con un anticipo martedì 4 ottobre con inizio alle ore 20.45.
La 9ª giornata di andata si disputa domenica 9 ottobre 2011, con inizio alle ore 15.00 (8 gare), con un anticipo sabato 8 ottobre alle ore 20.45, un anticipo domenica 9 ottobre alle ore 12.30 e un posticipo domenica 9 ottobre alle ore 20.45.
La 12ª giornata di andata si disputa sabato 29 ottobre 2011 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due anticipi venerdì 28 ottobre rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 13ª giornata di andata si disputa martedì 1 novembre 2011, con inizio alle ore 15.00 (8 gare), con un anticipo alle ore 12.30, con due posticipi rispettivamente alle ore 18.00 e alle ore 20.45.
La 14ª giornata di andata si disputa sabato 5 novembre 2011 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due posticipi lunedì 7 novembre rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 15ª giornata di andata si disputa domenica 13 novembre 2011, con inizio alle ore 15.00 (8 gare), con un anticipo sabato 12 novembre alle ore 20.45, un anticipo domenica 13 novembre alle ore 12.30 e un posticipo domenica 13 novembre alle ore 20.45.
La 21ª giornata di andata si disputa venerdì 6 gennaio 2012, con inizio alle ore 15.00 (8 gare), con un anticipo alle ore 12.30, con due posticipi rispettivamente alle ore 18.00 e alle ore 20.45.
La 3ª giornata di ritorno si disputa sabato 28 gennaio 2012 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due anticipi venerdì 27 gennaio rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 4ª giornata di ritorno si disputa martedì 31 gennaio 2012 con inizio alle ore 20.45 (11 gare).
La 5ª giornata di ritorno si disputa sabato 4 febbraio 2012 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due posticipi lunedì 6 febbraio rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 13ª giornata di ritorno si disputa venerdì 6 aprile 2012, con inizio alle ore 19.00 (11 gare).
La 16ª giornata di ritorno si disputa sabato 28 aprile 2012 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due anticipi venerdì 27 aprile rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 17ª giornata di ritorno si disputa martedì 1 maggio 2012, con inizio alle ore 15.00 (8 gare), con un anticipo alle ore 12.30, con due posticipi rispettivamente alle ore 18.00 e alle ore 20.45.
La 18ª giornata di ritorno si disputa sabato 5 maggio 2012 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con due posticipi lunedì 7 maggio rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 21.00.
La 20ª giornata di ritorno si disputa domenica 20 maggio 2012 con inizio alle ore 15.00 (9 gare) con un anticipo alle ore 12.30 e un posticipo alle ore 19.00.
La 21ª giornata di ritorno si disputa domenica 27 maggio 2012, con inizio alle ore 15.00 (11 gare in contemporanea). Tuttavia, in conformità alle previsioni regolamentari interne, le 11 gare potranno essere disputate in più blocchi, fino ad un massimo di tre in due giorni, nel caso non si renda necessaria la contestualità di tutte le gare.
In un numero limitato di casi, orientativamente non più di cinque nel corso dell’intera stagione, sarà possibile prevedere una gara in posticipo il sabato con inizio alle ore 18.00, in sostituzione di quella in posticipo il lunedì alle ore 20.45.
Nel caso di disputa di una o più gare di Serie A TIM al venerdì sera, l’anticipo di venerdì alle ore 20.45 potrà essere sostituito da un posticipo il sabato alle ore 18.00 o la domenica alle ore 12.30.
Le prosecuzioni o i recuperi di gare previsti in date infrasettimanali si disputano con inizio alle ore 20.45, salvo diverso accordo intercorso tra le due Società, fermo restando che, in caso di concomitanza con gare di competizioni UEFA per club, in ottemperanza alle previsioni della Circolare UEFA 48/2011 le gare non potranno sovrapporsi a suddetti eventi.

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