Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

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martedì 11 dicembre 2018

Genoa (Mario Improta) e Sampdoria (Lorenzo Licalzi) proseguono il derby in libreria

Che a Genova sia derby tutto l’anno non lo scopro certamente io. Nella città del mugugno, del maniman e della solidarietà nascosta è anche peculiare il fatto che, in fondo, i risultati sportivi di Genoa e Sampdoria siano solo questioni marginali. Qui il senso di appartenenza lo si nota ovunque: dai caschi dei pazzi tutt’uno con le due ruote, agli adesivi sui taxi a dare il benvenuto ai “foresti”; dai disegni dei bambini, agli addobbi sulle lapidi dei cimiteri. Da sempre l’essere da una parte o dall’altra azzera disuguaglianze sociali o politiche: fedeli ai propri colori in ricchezza e povertà e, in casi non certo rari, persino più che a se stessi. Probabilmente solo a Siena, con le sue diciassette contrade, possono capire l’essenza di questo antagonismo e dei suoi contrasti. Perché, all’ombra della Lanterna, essere genoani o sampdoriani significa davvero essere diversi l’un l’altro. Caratterialmente, umoralmente. Talvolta persino fisiognomicamente.

Diversi, ma comunque altrettanto interessanti, sono i volumi editi dalla genovese Fratelli Frilli, da diciott’anni fonte di opere dagli ambiti più vari ma dal comune denominatore di una qualità certificata e mai banale.

"NUMERI ROSSOBLU" di Mario Improta e "CERCHIATO DI BLU" di Lorenzo Licalzi sono libri con intenti e gestazioni tutt’altro che simili ma, ciascuno per sé, meritevoli di assoluta attenzione e di acquisto.

Quello dedicato al club più antico d’Italia ne racconta, dalla sua fondazione nel 1893, la storia: risultato per risultato e formazione per formazione, con aneddoti e schede di tutti coloro che la divisa rossoblù l’hanno indossata almeno una volta, in campo o in panchina. Quella redatta con passione da Improta è una meticolosa raccolta statistica, certamente utile per chiunque abbia il grifone nel proprio cuore ma anche per tutti gli appassionati del football per diletto o lavoro.

Molti meno numeri, ma tanti racconti e umori, sono quelli che Licalzi offre invece nell’antologia degli articoli pubblicati nella sua rubrica curata dal 2010 per il Secolo XIX e che dà il titolo del libro. L’inedito “Dio è blucerchiato” apre una rassegna di ricordi, pensieri, contrappunti, godimenti, sofferenze (represse e manifestate) e inevitabile punzecchiature dedicate ai rivali di sempre e per sempre. Il tutto con la sagacia di chi sa giocare con le parole e gli umori propri e altrui.

Link al libro "NUMERI ROSSOBLU' " di Mario Improta: http://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=614&controller=product 

Link al libro "CERCHIATO DI BLU" di Lorenzo Licalzi:
http://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=619&controller=product 

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domenica 15 maggio 2016

Genoa-Atalanta 1-2: Kurtic affonda il Grifone, ancora a segno Pavoletti

Chiude in gloria, l'Atalanta. Lo fa imponendosi su un Genoa che, dopo la recentissima vittoria nel derby non riesce a ripetere la grande festa in attesa di sapere il destino di mister Gasperini. Gli orobici legittimano gli ultimi tre punti dell'anno passando con D'Alessandro (52') e il neo entrato Kurtic (82') dopo il momentaneo pari di Pavoletti (58') a cui nel primo tempo era stato annullato il possibile vantaggio. Nel computo delle occasioni dei ragazzi di Reja anche una traversa di Borriello. La sfida, che ha espresso il meglio nella ripresa, ha mostrato comunque un Genoa volenteroso ma poco preciso al momento di concludere. SUSO E PAVOLETTI INAMOVIBILI, CHANCE PER RADUNOVIC E GAGLIARDINI – Nessuna sorpresa nella scelta del suo ultimo undici stagionale per Gasperini che presenta Lamanna con Izzo, Burdisso e Munoz; Ansaldi e Laxalt esterni di centrocampo con Rigoni e Dzemail fra il perno Rincon; in attacco la coppia Suso e Pavoletti. Edy Reja, alla 1000a panchina il tecnico friulano schiera Radunovic tra i pali, Conti, Masiello, Djimisiti e Brivio in difesa; De Roon (fresco di rinnovo) e Gagliardini in mediana con D'Alessandro, Freuler e Gomez alle spalle di Borriello. OCCASIONE DZEMAILI – A mente sgombra è più facile anche giocare a calcio. Genoa e Atalanta lo dimostrano sin dai primi minuti di una sfida dalla quale i padroni di casa cercano il decimo posto in classifica per certificare una stagione comunque positiva. Il primo sussulto lo offre Dzemaili gettatosi senza successo su un pallone che danza davanti Radunovic. Il neo-italiano Gomez prova a rispondere ma con poca precisione. Più insidiosa è invece un'incornata di Rigoni. Ma al di là di queste occasioni la sfida vive più di contrasti che di azioni manovrate. GOAL ANNULLATO AI ROSSOBLÙ – Oltre a Pavoletti autore anche di un goal annullato da Aureliano per un dubbio fuorigioco, chi più di altri in campo tenta il bersaglio grosso è sempre Gomez che sfiora il montante sinistro con una rasoiata da venti metri. La replica è affidata a Laxalt mandando alto un pallone ghiottissimo. Al riposo si arriva con gli ospiti trascinati dai suoi giovani smaniosi di mettersi in mostra. D'ALESSANDRO - PAVOLETTI, RIPRESA CON I BOTTI – È un contropiede vincente di D'Alessandro a mettere il pepe alla ripresa. Il Genoa, che si affida a Tachtsidis e Pandev (dentro al posto di Dzemaili e Rigoni), agguanta quasi subito l'1-1 con il solito Pavoletti stavolta letale in area sugli sviluppi di un angolo. La gara si fa incandescente e solo i riflessi di Lamanna e la traversa negano a una punizione di Borriello l'immortalità dei tabellini. KURTIC, INGRESSO E GOAL VITTORIA – Mentre Reja toglie il suo bomber di giornata inserendo Kurtic e l'esperto Cigarini, Gasperini inserisce Gabriel Silva concedendo la standing ovation a Suso. In campo ora si lotta su ogni metro e l'Atalanta si riporta in vantaggio con Kurtic autore di una leggera deviazione su cross dalla mancina. La reazione del Grifone è intensa ma poco lucida. Le occasioni più belle per pareggiare capitano a Pavoletti che, da due passi, non trovano la rete. Nella seconda circostanza per merito di un ottimo Radunovic. [Articolo per Goal.com del 15 maggio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 2 maggio 2016

Genoa-Roma 2-3: Goal e spettacolo, Totti-El Shaarawy per la rimonta

Neppure lo storico ostico Genoa riesce a frenare una Roma in piena rincorsa del secondo posto occupato dal Napoli. Ancora una volta decisivo è l'ingresso di Totti (77') - al quarto goal nelle ultime cinque gare - autore del momentaneo 2-2 dopo le reti di Salah (5'),Tachtsidis (13') e Pavoletti (65') con El Shaarawy a mettere l'ultimo definitivo sigillo a quattro minuti dal termine. La partita, bellissima, è stata in bilico sino all'ultimo respiro confermando l'ottimo stato di forma di entrambe le squadre. BURDISSO AL RIENTRO, PEROTTI E IL FARAONE EX FISCHIATISSIMI – Un occhio alla Roma e un altro al derby di domenica prossima. Il preserale di Gasperini è inevitabilmente condizionato dal match più sentito dalla piazza rossoblù. Non è quindi un caso che tutti i quattro diffidati (De Maio, Ansaldi, Rigoni e Silva) partano dalla panchina. Così la difesa viene affidata al rientrante capitan Burdisso tra Munoz e Izzo a copertura di Lamanna; la mediana prevede gli esterni Fiamozzi e Laxalt con Rincon, Tachtsidis e Dzemaili mentre gli attaccanti sono Suso e Pavoletti. Spalletti, galvanizzato dalla vittoria contro il Napoli, getta in campo ex-grifoni come Perotti e El Shaarawy che, insieme a Salah, compongono un attacco di assoluto livello; Strootman (al rientro da titolare dopo 463 giorni di calvario) De Rossi e Nainggolan a centrocampo e poker arretrato Maicon, Manolas, Rudiger e Digne; in porta Szczesny. Totti parte dalla panchina. SALAH-TACHTSIDIS, BOTTA E RISPOSTA! – Pronti, via rossoblù aggressivi ma giallorossi subito in vantaggio con Salah al termine di un'azione individuale di El Shaarawy che poco prima sfiorava il palo sinistro con un tiro ad effetto. Nainggolan manda acrobaticamente alto il pallone del possibile raddoppio ed il Genoa agguanta rapidamente il pari. A segno va Tachtsidis con un diagonale su assist esterno di Laxalt. La sfida è vibrante senza pause e senza risparmio di colpi. Quando la Roma avanza fa paura e Lamanna deve mettere il fisico per respingere una botta dello scatenato Faraone. LAMANNA E SZCZESNY PROTAGONISTI – Se gli ospiti si fanno notare per incursioni manovrate preludi di conclusioni altamente insidiose, i padroni di casa si fanno apprezzare per ripartenze altrettanto ficcanti come quella che innesta Suso al limite dei sedici metri per calciare sotto la traversa un dardo che solo un super Szczesny può alzare in angolo. Lamanna lo emula su destro violento di un indemoniato El Shaarawy. Gervasoni, coinvolto dell'intensità della sfida, dirige all'inglese interrompendo solo quando è assolutamente necessario. TOTTI ENTRA, PAVOLETTI SEGNA – Una girata sporca di Perotti spenta dalla presa di Lamanna, e un tiro a fil di palo di Suso, accendono i motori della ripresa riprendendo lo stesso piacevole canovaccio della prima frazione. A ridosso del quarto d'ora è il momento di Totti, gli lascia il posto Perotti. Gasperini toglie l'autore del pareggio, dentro Marchese. Sfondare diventa sempre più difficile, così Digne prova dalla distanza trovando il portiere. Il Genoa non sta a guardare e ottiene il sorpasso con una pregevole iniziativa di Rincon che, filtrato sulla destra servito da Dzemaili, appoggia in mezzo per falco Pavoletti che da due passi non sbaglia. ER PUPONE COLPISCE ANCORA! – Lo svantaggio è la molla per l'ingresso di Dzeko e per aggiungere ulteriore pepe al match. La Lupa, ferita, ora attacca a testa bassa e, su punizione appoggiata da De Rossi, Totti infila imparabilmente la porta genoana ottenendo il 2-2. Il Grifo indietreggia e sempre il numero dieci, ancora su punizione, fa esplodere un destro rasoterra respinto da Lamanna. Poi Gervasoni sventola solo un giallo a De Rossi autore di un'entrata killer a centrocampo ai danni di Rincon. La lotta è tesissima e nei minuti finali è El Shaarawy a deciderla su assist di Dzeko ma a salvare la vittoria è Szczesny gigantesco su Capel in pieno recupero. [Articolo per Goal.com dl 2 maggio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 20 aprile 2016

Genoa-Inter 1-0: De Maio spegne i sogni di Mancini, addio Champions

Il Grifo sa tirare fuori gli artigli. Magari non sempre, ma quando il Genoa si trova al cospetto di avversari come l' Inter sembrano avere peso minore persino defezioni importanti. Contro la squadra di Mancini è De Maio (77') a decidere una sfida che sul prato del Ferraris si gioca senza esclusione di colpi e premia l'undici meno talentuoso ma più coraggioso. La partita, bella e combattuta, ha mostrato il meglio di quanto oggi possono offrire le due squadre premiando quella capace di primeggiare tatticamente. GENOA IN EMERGENZA, SUBITO PALACIO E PERISIC – Per dare un senso al finale di campionato e per cercare di agguantare il 3° posto sul filo di lana. Sono diversi, ma comunque stimolanti, gli obiettivi dei due mister. Gasperini, possibile partente a fine stagione, schiera un 3-4-3 condizionato dalle assenze pesanti di Perin, Burdisso, Izzo, Pandev e Rincon. Ecco quindi il portiere Lamanna e i difensori De Maio, Munoz e Marchese; centrocampo robusto composto da Ansaldi e Gabriel Silva laterali con Rigoni e Dzemaili in mezzo; in attacco Pavoletti con Suso e Laxalt sugli esterni. Mancini, senza lo squalificato Kondogbia, stende un 4-2-3-1 che parte da Handanovic, la linea arretrata formata da D’Ambrosio, Miranda, Murillo e Telles; Medel e Felipe Melo agiscono dietro Brozovic, Palacio e Perisic hanno funzione di supporto diretto alla punta avanzata Icardi. ACUTO NERAZZURRO – Non c'è tempo per studiare. L'Inter ha fretta e Lamanna e i suoi se ne accorgono già dopo una manciata di minuti quando deve compiere un miracolo alzando sopra la traversa un colpo di testa di Perisic. Lo spavento scuote i rossoblù che usano le proprie energie per alzare la propria linea limitando rischi simili. Handanovic non corre grossi rischi ma la tattica è sufficiente per consentire alla retroguardia genoana di tirare il fiato e controllare la situazione. MUNOZ, SALVATAGGIO SU ICARDI – L'Inter prova comunque a fare la voce grossa, forte di una qualità tecnica superiore. L'ex Palacio è fra i più produttivi e, in occasione di uno sfondamento sulla destra, appoggia sulla testa di Icardi la palla del possibile vantaggio, Lamanna è superato ma Munoz ci mette una pezza a porta sguarnita. Altrettanto provvidenziale è, poco dopo, una respinta del portiere di casa su tocco ravvicinatissimo di Perisic dimenticato sul secondo palo. La reazione del Genoa e affidata a Pavoletti, diagonale sporcato in angolo da Miranda, e smanacciata di Handanovic su testa dello stesso attaccante. Gara bella e senza pause sino al meritato riposo. SFIDA APERTA – Anche l'avvio di ripresa offre all'Inter l'opportunità per sfondare. Melo non è però preciso nell'approfittare di una respinta di Lamanna su Perisic. Il Grifo è comunque bello e desto nel ribattere colpo su colpo. Si lotta in ogni azione e, all'indubbia capacità nerazzurra nel far girare la palla, i grifoni ribattono con costanti pressioni sul portatore di palla. Quando poi Pavoletti appoggia sulla destra a Rigoni una sfera carica di possibilità, la conclusione di quest'ultimo è colpevolmente affrettata e spedita fondo più lontano. DE MAIO METTE IL SIGILLO – In una condizione di sostanziale equilibrio i due tecnici si giocano nuove pedine: Tachtsidis e Capel da una parte, Eder dall'altra. Il primo graffio non si fa attendere, preannunciato da una saetta dal limite che Handanovic manda in angolo. Nell'azione successiva è De Maio a spingere in rete sottomisura l'1-0. La reazione ospite è rabbiosa, bella ma inconcludente. Così se un'incornata alta di Icardi fa recriminare Bobby-goal e soci, due prodigiosi salvataggi di Handanovic su bolidi di Ansaldi e Tachtsidis fanno tirare un profondo sospiro di sollievo. L'ultimo pallone è per il neo entrato Ljajic, diagonale sul fondo che sancisce la vittoria dei padroni di casa. [Articolo per Goal.com del 20 aprile 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 3 aprile 2016

Genoa-Frosinone 4-0: Suso fa tripletta, il Grifone cala il poker

Il Genoa non spreca il match-ball per scacciare definitivamente ogni possibile complicazione. A farne le spese è un Frosinone incapace di imprimere la giusta forza per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Una tripletta di Suso (43', 59' e 75') e il centro di Rigoni (72') disegnano i contorni dell'andamento complessivo di una sfida che, soprattutto nella ripresa, ha avuto una sola protagonista. GASP IN EMERGENZA, STELLONE COL TRIDENTE – La sosta non ha portato buone notizie al clan rossoblù che deve fare i conti con le condizioni degli elementi impegnati con le rispettive nazionali e con defezioni importanti come quelle di Burdisso, Cerci, Ansaldi e Pavoletti. Gasperini disegna quindi un 3-5-2 che da Perin si sviluppa con i difensori Munoz, De Maio e Izzo; Fiamozzi, Rigoni, Rincon, Dzemaili e Gabriel Silva in mezzo con Pandev e Suso davanti. Più tranquillo, almeno sotto l'aspetto delle emergenze nell'organico, è mister Stellone, ex genoano che sotto la Lanterna ha lasciato ricordi positivi. Il suo Frosinone cerca punti salvezza con un 4-3-3 che prevede il portiere Leali sorretto da Matteo Ciofani, Ajeti, Blanchard e Pavlovic; Gori, Gucher e Sammarco presidiano la mediana alle spalle del trio d'attacco nel quale Dionisi e Kragl affiancano Daniel Ciofani. A VISO APERTO - A dispetto dell'enorme peso dei punti in palio, soprattutto per gli ospiti, l'atteggiamento in campo è tutt'altro che guardingo. A beneficiarne sono ritmo e agonismo anche se raramente i portieri vengono chiamati in causa oltre l'ordinaria amministrazione. Dopo venti minuti Gasperini, già con gli uomini contati, deve rinunciare anche a Pandev vittima di un infortunio muscolare. Lo sostituisce Matavz. SUSO-GOAL, IL GRIFO PASSA! – I fiscali interventi di Mazzoleni spezzettano la gara in maniera più ossessiva di quanto le due squadre si affannino a cercare spazi utili. È il Genoa a tenere più palla ma il Frosinone, pronto a scattare di rimessa come un elastico, non disdegna incursioni a ridosso dei sedici metri opposti. Il massimo della produzione è però un diagonale di Dionisi un paio di metri a lato. Di fronte a tanta fatica collettiva solo un acuto solista sembra poter fare la differenza. Il primo a capirlo è Suso, bravo a controllare centralmente poco fuori l'area ciociara per poi superare Leali con un formidabile sinistro a giro. GENOA PADRONE TROVA IL RADDOPPIO – Ingolosito dalla rete segnata prima della pausa, Suso battezza la ripresa con un altro pregevole assolo stavolta finito poco alto. Leali prova a tenere in gara i suoi con due prodigi: respinta felina su incoronata di Rigoni e deviazione con la mano mancina su rasoterra di Matavz. Ospiti sempre più vacillanti con Mazzoleni che grazia il già ammonito Ajeti. Daniel Ciofani non sfrutta una brevissima parentesi favorevole calciando addosso al portiere da posizione favorevole e gli ospiti si spengono. L'assalto dei padroni di casa trova il raddoppio sempre su iniziativa di Suso. L'ex-milanista trova il "sette" opposto con un pregevole tocco liftato dalla destra. Perin, nato a Latina e per questo "beccato" dai tifosi avversari, esulta in maniera eccessiva per il raddoppio rimediando un giallo. Espulso anche un dirigente ospite reo di aver contestato veementemente la reazione del portiere. CROLLO CIOCIARO, RIGONI E ANCORA MAGO-SUSO – Il Frosinone soffre il doppio svantaggio e l'atteggiamento arcigno dei rossoblù che trovano il meritato 3-0 con Rigoni, servito centralmente da Dzemaili, e addirittura il poker con l'ennesima magia di Suso che confeziona la tripletta personale bucando Leali dalla linea di fondo. Prima del fischio finale sono solo un paio di centimetri a negare a Tachtsidis il possibile quinto goal. [Articolo per Goal.com del 3 aprile 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 6 marzo 2016

Genoa-Empoli 1-0: Rigoni avvicina il Grifone alla salvezza

E' Rigoni, ad inizio ripresa, a scacciare gli incubi e le ansie genoane. La sua rete è determinante nel consegnare al Genoa 3 punti di tranquillità in una stagione in chiaroscuro. L'Empoli, autore di una prova opaca, quasi mai riesce a impensierire i padroni di casa. La partita, giocata su buoni ritmi ma contraddistinta da innumerevoli errori, ha visto i Grifoni attori protagonisti con i toscani autori di rarissime fiammate tra cui un palo di Mchedlidze. Troppo poco per evitare la quarta sconfitta consecutiva p PANDEV TORNA TITOLARE DOPO TRE MESI, MACCARONE SCALPITA - Gasperini, costretto a rinunciare allo squalificato Dzemaili e agli infortunati Muñoz e Pavoletti, lascia Cerci in panchina e parte da Perin tra i pali con Izzo, Burdisso e De Maio in difesa; si distende su una linea a quattro che comprende Ansaldi, Rincon, Rigoni, Tachtsidis, e Laxalt; davanti Suso con Pandev centrale. Giampaolo, senza Tonelli e Mario Rui, propone un 4-3-1-2 con il reparto arretrato previsto alla vigilia: Skorupski in porta, Laurini, Cosic, Ariaudo e Zambelli; centrocampo affidato a Zielinski, Paredes e Buchel; Croce agisce da trequartista alle spalle di Mchedlidze e Maccarone. PRESSIONE, STERILE, ROSSOBLÙ - Le prove d'assedio il Genoa le fa subito dopo il fischio d'inizio. Pandev è fra i più propositivi ma i toscani, retto il primo urto, sembrano essere in grado di prendere le misure pur restando quasi sempre rintanati nella propria porzione di campo. Quando le maglie della rete difensiva lascia troppi spazi è Skorupski a respingere d'istinto su tocco ravvicinatissimo di un Rigoni poco reattivo. Ma è un episodio isolato fra tante opportunità abortite sul più bello. EMPOLI RINUNCIATARIO - L'asfissiante geometria del Grifo disegna vorticose manovre a ridosso dell'area ospite smarrendosi però al momento di tracciare l'ultima, perfetta, linea. L'Empoli bada soprattutto a tenersi ordinata come una squadra di Subbuteo incapace, però, di imbeccare in maniera decente Maccarone e Mchedlidze. Così quasi tutte le uniche volte in cui i ragazzi di Giampaolo riescono a spingersi in avanti vengono propiziate da passaggi imprecisioni avversarie. ZIELINSKI SPRECA, RIGONI LA SBLOCCA! - La staffetta Suso-Cerci battezza la ripresa. Ma è un'incursione di Zielinski, neutralizzata da un disturbo di Laxalt e un'uscita a terra di Perin, a regalare il primo sussulto. Sul rovesciamento di fronte il Genoa passa con Rigoni servito dalla destra dal neo entrato e marcato in maniera imbarazzante da Cosic. Sono passati appena 3' di gioco. Pucciarelli e Saponara rilevano gli appannati Maccarone e Buchel. DOPPIA OCCASIONISSIMA EMPOLI - Il Genoa prova a chiudere i conti ma rischia l'inverosimile concedendo troppo spazio a Mchedlidze che, filtrato sul lato destro dell'area coglie un palo clamoroso con una botta che supera l'esterrefatto Perin, la ribattuta a porta vuota di Zielinski viene poi respinta di piede da Ansaldi. È una parentesi. I rossoblù restano padroni del campo pur senza riuscire a graffiare con la giusta forza. Così l'intervento più difficile Skorupski lo deve sfoderare su deviazione di un suo compagno, Ariaudo, che intercetta un cross di Cerci. Nel finale l'Empoli non riesce ad approfittare dell'ansia da risultato che attanaglia gambe e idee degli avversari. [Articolo per Goal.com del 6 marzo 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 21 febbraio 2016

Genoa-Udinese 2-1: Rimonta e rigore parato, è sorpasso del Grifone

Perin dall'inferno al paradiso. E con lui il Genoa. Il portiere rossoblù è autore di una papera che spiana il provvisorio vantaggio di Ali Adnan (33') su punizione e poi salvatore del vantaggio, costruito su rigore trasformato da Cerci (62') e su guizzo di Laxalt (70'), respingendo un penalty di Di Natale (inserito in campo per troppo poco tempo) a ridosso del novantesimo. La partita è stata vibrante e senza soste condotta dai padroni di casa, fermati da due legni, ma con fiammate notevoli da parte ospite apparsi comunque in buone condizioni. ZAPATA-THEREAU PER COLANTUONO – Il 3-4-3 gasperiniano prevede Perin fra i pali con Munoz, Burdisso e Izzo in retroguardia, Rincon, Rigoni, Dzemaili e Laxalt in mediana con Cerci e Suso esterni offensivi a supporto della punta Matavz. Infoltisce la sua zona centrale Colantuono che, davanti a Karnezis, presenta un 3-5-2 con Pires, Danilo e Felipe in difesa; Edenilson, Badu, Guilherme, Halfredsson ed Ali Adnan a centrocampo; davanti la coppia Zapata-Thereau. GRIFO ARREMBANTE– Genoa e Udinese non si studiano. Al pronti via cercano di in campo quanto preparato in settimana. I rossoblù sono fra i più aggressivi insidiando seriamente Karnezis con un siluro su punizione Suso. Altrettanto reattivo è l'estremo su rasoterra ravvicinato di Laxalt. La pressione produce anche un legno di Matavz, con Gervasoni a segnalare un offside, e un clamoroso palo di Cerci che calcia dalla destra.Nel frattempo sugli spalti si accendono le divergenze di opinione tra parte dei tifosi della gradinata Nord contestatori di Preziosi e Gasperini, e quelli di altri settori. ALI ADNAN GOAL A SORPRESA, PERIN CHE ERRORE! – I padroni di casa insistono nella loro pressione offensiva mandando alla conclusione, a lato, di Rincon. L'Udinese solo in casi rari riesce a spingersi sulla trequarti dirimpettaia ma gli basta conquistare una punizione centrale dalla distanza per passare. È l'iracheno Ali Adnan, con la complicità di un impreciso Perin, a sbloccare il risultato. Lo svantaggio è un pugno allo stomaco per il Grifo che fatica a riordinare le idee arrivando all'intervallo sotto di una rete. CERCI, PARI DI RIGORE – Munoz resta negli spogliatoi, al suo posto c'è De Maio. Il Genoa resta lo stesso: propositivo, immediato assist di Suso, e impreciso, Matavz in ritardo sulla linea bianca. L'ex milanista prova poi il tiro ad effetto alzato in angolo da Karnezis. Ospiti vicini al raddoppio con deviazione casuale di Badu dopo una bella iniziativa di Thereau. Dopo dieci minuti Zapata tocca di mano nella sua area. Dal dischetto Cerci acciuffa il pari spazzando il portiere. Sospinto da un tifo tornato compatto, il Genoa prosegue a macinare azioni. Colantuono prova la carta Matos. LAXALT COMPIE IL SORPASSO, PERIN UN MIRACOLO SU DI NATALE –I bianconeri provano a replicare l'occasione del momentaneo vantaggio con una punizione di Guilherme, stavolta Perin si fa trovare pronto alla parata. Tachtsidis rileva Suso e Kuzmanovic sostituisce Halfredsson a cui, poco prima, Gervasoni ha risparmiato un cartellino rosso per entrata-killer su Cerci. A forza di spingere ai genoani riesce il sorpasso. Tutto nasce da una botta di De Maio da lontano che Karnezis smanaccia, Laxalt accorre sulla sfera e la infila nel sacco. Poi Rigoni si divora la terza segnatura calciando oltre la traversa un pallone d'oro. Dall'altra parte il neo entrato Di Natale, tira debole sul portiere che poi riscatta la papera del primo tempo mandando in angolo di piede sempre sull'ottimo attaccante ospite. Karnezis è poi bravissimo ad alzare un muro su fiondata di Rigoni. L'Udinese si riversa in avanti con la forza della disperazione e, quasi allo scadere, ha un'enorme opportunità per il 2-2: un rigore concesso per atterramento di Thereau da parte di Izzo. Ma la battuta di Di Natale, tesa rasoterra sulla destra viene però respinta in maniera strepitosa da Perin! [Articolo per Goal.com del 21 febbraio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 6 febbraio 2016

Genoa-Lazio 0-0: Il Grifone e l'Aquila volano bassi

Un punto per uno che sa di brodino insipido in una stagione di qualità inferiore rispetto alle premesse estive. Gara avara di conclusioni e del minimo spettacolo. La Lazio, più viva ed efficace per lunghi tratti del primo tempo, ha sfiorato il vantaggio con una traversa di Mauri mentre il Genoa si fa notare per qualcosa di buono solo nella ripresa. PAVOLETTI E MAURI SCALPITANTI - Gasperini cerca punti salvezza con Perin, Munoz, Burdisso e Izzo preferito a De Maio dietro; Ansaldi, Rincon Dzemaili e Laxalt presidiano il centrocampo mentre Pavoletti gioca leggermente avanzato rispetto a Cerci e Suso. Pioli, senza lo squalificato Matri e numerosi infortunati fra cui Candreva, presenta Marchetti con Basta, Mauricio Hoedt e Konko a completare il pacchetto difensivo; Milinkovic-Savic, Cataldi e Parolo in mediana con Felipe Anderson, Djordjevic e capitan Mauri a comporre il tridente offensivo. L'AQUILA MOSTRA GLI ARTIGLI - Pronti, via e Lazio subito determinata a operare nella metà campo avversaria che i rossoblù faticano a controllare. Nei primi venti minuti gli angoli sono 6-0 a favore degli ospiti che impegnano Perin su rasoterra di Cataldi e sfiorano il vantaggio con una traversa colpita da Mauri. Parolo, diffidato, rimedia un giallo inevitabile. Gasperini s'infuria con i suoi a bordo campo ma è difficile riuscire a invertire l'inerzia del match senza avere la forza di alzare il baricentro. REAZIONE GRIFO - I padroni di casa, senza Perotti finito alla Roma, non riescono ad agire in maniera propositiva e si affidano a ripartenze veloci per cercare di sorprendere la retroguardia avanzata della Lazio. L'unica occasione vera capita però solo a sette minuti dal riposo su tocco di Cerci a cercare la porta trovando invece Konko, a spedire in angolo a ridosso della linea bianca. Poi nessun altro vero sussulto. MARCHETTI SBATTE LA PORTA IN FACCIA A MUNOZ - Basta resta negli spogliatoi rilevato da Patric. Il Genoa prova faticosamente ad essere propositivo. Ma a complicargli le cose è il ko occorso a Ansaldi, il migliore dei suoi, viene fermato da guai muscolari e deve cedere il campo a Rigoni. Marchetti viene poi destato dal torpore con un'incornata insidiosissima di Munoz su assist di Suso. Pioli mischia ancora le carte inserendo Keita per Mauri. La risposta è Tachtsidis per un opaco Cerci. FINALE ACCESO MA SENZA RETI - I cambi, compreso quello di Lulic, non sortiscono effetti immediati. Con il passare dei minuti le squadre si allungano prestando il fianco a contropiedi da entrambe le parti. I più pericolosi sono imbastiti da Pavoletti fermato in maniera pregevole da Hoedt e di Keita che conclude debole sul portiere. Pavoletti e Munoz, in difficoltà fisiche non riescono a dare il loro apporto nel finale ma la Lazio non sa approfittarne. [Articolo per Goal.com del 6 febbraio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 5 gennaio 2016

Genoa-Sampdoria 2-3: Cassano show, Pavoletti non basta al 'Grifone'



La Sampdoria fa suo il derby della Lanterna per 2-3 strapazzando per oltre un'ora un Genoa dai limiti tecnici a tratti imbarazzanti. Alla formazione di Montella per primeggiare basta svolgere un compitino ordinato mirato ad ottimizzare i ripetuti vuoti avversari. A segno vanno Soriano (14' e 49') ed Eder (35') su assist di un Cassano ritrovato. La partita, di qualità non proprio eccelsa, sembra chiudersi con la terza segnatura blucerchiata ma una doppietta di Pavoletti (69' e 80') ha acceso speranze di rimonta incendiando il finale con i rossoblù che sfiorano il pari e Barreto che timbra la traversa. TORNA PAVOLETTI, MONTELLA COL TRIDENTE – Gasperini si presenta alla stracittadina in grande difficoltà e con la solita situazione del mercato invernale a togliere ulteriori certezze. Sicura, invece, l'assenza dello squalificato Perotti. Sul prato circondato da uno stadio strapieno, solo all'ultimo scioglie la pretattica. Posto fisso garantito al portiere Perin e al centravanti Pavoletti sorretto a sinistra da Laxalt e a destra da Lazovic. Difesa a quattro affidata a Izzo, De Maio, Burdisso e Ansaldi; in mezzo finiscono Rincon, Dzemaili e Ntcham. Montella, che per giorni ha preparato in gran segreto la sfida, che affronta con un 4-3-3 atipico. Davanti a Viviano piazza gli esterni De Silvestri e Regini con Moisander e Zukanovic centrali; Carbonero, Fernando e Barreto a centrocampo con il trio Soriano, Cassano ed Eder in attacco. SORIANO-BOOM, LA SAMP PASSA! – Nessuna paura e sfida subito viva con i rossoblù a cercare attacchi manovrati e i blucerchiati pronti e bravi a giocare di rimessa. Rincon incorna di poco a lato, risponde Zukanovic con una rasoiata su punizione che Perin alza in angolo. È l'antipasto del vantaggio siglato da Soriano, in diagonale su servizio di Cassano e tenuto in gioco da Burdisso. La Samp controlla senza difficoltà. GENOA CONFUSO, EDER LO PUNISCE ANCORA – Lo svantaggio per il Genoa ha l'effetto di un uppercut. A confondere ulteriormente le idee ai padroni di casa è l'abilità degli attaccanti doriani di non dare alcun punto di riferimento agli avversari. Laxalt prova il jolly impegnando Viviano alla respinta. De Silvestri, infortunato, deve cedere il campo a Cassani. Quando la Samp avanza trova spazi comodi, se l'occasione capita poi a Eder il raddoppio, piattone da 15 metri, è facilissimo. Il Genoa gira lento e a vuoto, prima del riposo ha una buona chance su tiro franco ma la conclusione di Lazovic esce di poco. ECCO SUSO E RIGONI, DOPPIETTA SORIANO - Gasperini prova a dare un senso al peggior Genoa degli ultimi tempi, inserendo i due nuovi acquisti Suso e Rigoni. Ma la Samp continua a giocare in scioltezza e, alla prima occasione, Soriano sigla lo 0-3 sempre su assist di Cassano dispensatore di tocchi di classe. Il Genoa si fa vedere da Viviano con i due nuovi innesti. PAVOLETTI PROVA A RIAPRIRLA – Pavoletti, a sorpresa, realizza sugli sviluppi di un corner di Laxalt. Immediatamente dopo Lazovic a tu per tu con Viviano potrebbe riaprire il match ma calcia incredibilmente fuori. La Samp sbanda e Pavoletti trova anche il raddoppio a dieci minuti dal termine riempiendo di pathos la partita. Il neo entrato Gakpé e poi una maldestra deviazione verso la sua porta di Zukanovic avvicinano il Grifone al pareggio ma Viviano si salva. L'ultima occasione è per Barreto che colpisce la traversa in contropiede. [Articolo per Goal.com del 5 gennaio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 12 dicembre 2015

Genoa-Bologna 0-1: Rossettini abbatte il 'Grifone' in pieno recupero

È un difensore, Rossettini, a regalare in pieno recupero tre punti d'oro al Bologna spedendo all'inferno un Genoa sprecone che sbatte più volte su un Mirante in forma smagliante. La sfida sonnecchia per oltre mezz'ora prima di scuotersi grazie alle iniziative dei padroni di casa. Il Bologna, in superiorità numerica per l'espulsione di Perotti entrato nella ripresa e cacciato a dieci dal termine per una gomitata a Diawara (anche lui espulso prima del fischio finale), aveva in precedenza sfiorato il colpaccio con Destro e Mounier.NUOVA CHANCE PER PANDEV, FELSINEI COL TRIDENTE – Ancora senza Pavoletti squalificato e con Perotti affaticato, Gasperini cerca ossigeno per un Grifone svegliatosi improvvisamente sul bordo dei carboni ardenti della classifica. Davanti Perin schiera De Maio, Burdisso e Ansaldi; rinforza la mediana formata da Izzo, e Laxalt esterni con Rincon e Tachtsidis ai lati di Tino Costa; gli attaccanti sono Gakpé e Pandev, quest'ultimo ancora a secco. Dopo aver rilanciato il Bologna, Donadoni al Ferraris presenta un 4-3-3 formato dal portiere Mirante e dai difensori Rossettini, Oikonomou, Gastaldello e Morleo; Taider, Diawara e Brienza presidiano il centrocampo mentre i posti del tridente vengono presi da Mounier e Rizzo a supporto dell'ex Destro, punta avanzata, a segno in 4 delle ultime 5 gare. RITMI BLANDI, CI PROVA SOLO GAKPÉ – Difesa e sguardo alti per un Grifone smanioso di far bene ma che deve fare i conti con un Bologna ordinatissimo che, quando deve difendersi gioca con dieci uomini dietro la linea della palla. Difficile trovare varchi per entrambe le squadre, figurarsi conclusioni a rete. Nella prima mezz'ora può provarci solo Gakpé che, servito da Laxalt in fuga sulla sinistra, gira a lato da posizione favorevole. PANDEV SPRECONE, MIRANTE PRONTISSIMO – La sfida resta inchiodata dai limiti in fase di costruzione. Gli ospiti improvvisano un contropiede con Rizzo che vola per tutto il campo per poi infortunarsi al momento di servire Destro. Al suo posto entra Brighi. Il torpore si impossessa della retroguardia ospite e di Pandev che spreca un rigore in movimento e un tocco da due passi nello spazio di un minuto grazie anche ai riflessi di Mirante bravo anche su deviazione di testa di De Maio. Sono occasioni che danno energia ai padroni di casa che chiudono avanti la prima frazione. GAKPÉ GRAZIA MIRANTE – Gastaldello non rientra dagli spogliatoi, al suo posto Ferrari. Dall'altra parte Perotti rileva Tino Costa e Gasperini disegna un 3-4-1-2. Il Genoa agisce con continuità mettendo paura all'attento Mirante con Burdisso che difetta di cinismo e con mischie dalle quali i difensori hanno la meglio. Quando si dimenticano Gakpé tutto solo, il togolese calcia incredibilmente fuori. Solo al quarto d'ora Perin viene chiamato in causa per deviare un'incornata di Rossettini. PEROTTI, INGRESSO ED ESPULSIONE. ROSSETTINI DECIDE IL MATCH – Gasperini toglie Pandev per giocarsi la carta Capel. Sospinto dai propri tifosi più che da un minimo di idee, il Genoa abbozza una pressione che si spegne di fronte all'ennesima espulsione di questo campionato: Perotti reo di aver sgomitato Diawara. In pieno recupero gli ospiti passano con Rossettini che, su azione d'angolo, svetta più alto di tutti beffando un immobile Perin. Poi anche Diawara rimedia un rosso. [Articolo per Goal.com del 12 dicembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 29 novembre 2015

Genoa-Carpi 1-2: Pavoletti la combina grossa, Zaccardo punisce il Grifo

Dal Ferraris il fanalino di coda Carpi si porta a casa tre punti che rappresentano metà di quella finora ottenuti in tutta la stagione. Il Genoa gli regala subito un uomo, Pavoletti espulso dopo 5 minuti per una gomitata a Gagliolo, e non riesce a monetizzare l'immediato vantaggio di Diogo Figueiras (8'). A imprimere il segno al match sono i cambi vincenti di Castori, Borriello e Di Gaudio in particolare, rispetto alle cervellotiche scelte fatte in corsa dal collega Gasperini. È nella ripresa che gli ospiti costruiscono il successo con Borriello (57') e capitan Zaccardo (80') bravi ad approfittare di un Grifo che si scioglie con il passare dei minuti. GRIFO SPREGIUDICATO, CARPI ABBOTTONATO – Nessun esperimento per Gasperini. Nonostante l'assenza per squalifica del gioiello Perotti, il suo è un undici prevede la solita difesa a tre con Perin protetto da Izzo, Burdisso e Ansaldi; Figueiras e Laxalt laterali di centrocampo con Rincon e Tino Costa a riempire la linea; Lazovic, Pavoletti e Gakpé in attacco con Pandev pronto a subentrare in corsa. Castori, alla disperata ricerca di segnali positivi - le ultime sei gare hanno fruttato un misero punticino -, si copre con un 4-4-1-1 siberiano. Davanti a Belec piazza Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo e Letizia; mediana affidata a Pasciuti, Cofie, Lollo e Martinho mentre a Matos e Mbakogu spetta il principale compito di realizzare il miracolo. Borriello, appena recuperato, finisce in panca. FIGUEIRAS-GOAL RIMEDIA A UNA PAVO-FOLLIA – Succede subito di tutto. Una folle gomitata di Pavoletti a Gagliolo, che dopo 5', lascia in dieci i rossoblu che passano comunque poco dopo su diagonale di Diogo Figueiras appostato alla destra della porta e ignorato dai difensori ospiti. Il Carpi trova coraggio ma non la dovuta forza per impensierire seriamente Perin chiamato a interventi d'ordinaria amministrazione. È invece Burdisso, di testa, ad avere una nitida occasione per raddoppiare. PERIN E BELEC SUGLI SCUDI – Il ritmo resta buono, a salire sempre più è invece il nervosismo fra i giocatori ospiti costretti a interventi ruvidi per fermare avversari ancora pericolosi con un drop di Tino Costa. L'occasione più nitida il Carpi la costruisce a ridosso del riposo quando Martinho trova la respinta di un'indomito Perin e poi Zaccardo manda incredibilmente a lato. L'autore dell'1-0 si fa male e viene sostituito da De Maio. Belec si guadagna poi la giornata con un tuffo da pantera per deviare una saetta di Gakpé. BORRIELLO ENTRA E PAREGGIA – Il Genoa riparte spingendo sull'acceleratore alla ricerca di un doppio vantaggio che possa concedere margini di tranquillità. Castori reagisce aumentando il peso d'attacco inserendo Borriello per Matos, c'è anche Di Gaudio per Martinho. Mossa perfetta perché sono proprio i nuovi entrati a rifinire un contropiede che l'ex genoano trasforma in pareggio. Ntcham rileva Tino Costa. Borriello potrebbe colpire ancora ma sfiora il palo. ZACCARDO SORPASSA – I padroni manovrano in maniera troppo arzigogolata non trovando finalizzatori in area mentre il Carpi si affida alla sua arma migliore: la velocità. Pandev viene chiamato in causa per fare la differenza, ad uscire è De Maio. I rossoblu si intimoriscono e arretrano il baricentro prestando il fianco. Zaccardo approfitta di eccesso di spazio in area per bucare nuovamente Perin siglando l'1-2. Rincon potrebbe equilibrare subito il punteggio ma Belec compie un prodigio salvandosi in angolo. [Articolo per Goal.com del 29 novembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 1 novembre 2015

Genoa-Napoli 0-0: Azzurri sbiaditi niente aggancio alla vetta. Il Grifo lotta e ottiene un buon punto

Mantiene tutte le migliori promesse questo Genoa - Napoli . La sfida, chiusa a reti bianche, si gioca a viso aperto e resta sempre in bilico nonostante tre infortuni che mandano all'aria ogni programma strategico preparato da Gasperini. La squadra di Sarri, pur non riuscendo ad agguantare in vetta Inter e Fiorentina, conferma il suo periodo di grande forma cercando di giocarsi ogni pallone possibile, trovando identico spirito nell'undici di casa. Nel finale Perin è decisivo nel salvare il risultato. GRIFO PRUDENTE, MERTENS SUBITO – È un Grifone più abbottonato del solito quello proposto da Gasperini. Così, con Perin, protetto da Munoz, Burdisso e Ansaldi, a centrocampo finisce una linea a cinque composta da Figueiras e Laxalt laterali e Tino Costa affiancato da Rincon e Dzemaili; davanti la coppia Pavoletti e Perotti a cercare di perforare la porta di Reina capitolata solo 2 volte nelle ultime 5 gare. Davanti al portiere di Madrid Sarri disegna un 4-3-3 con Hisaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam preferito a Maggio; Allan, Jorginho e Hamsik nella mediana a supporto del trio delle meraviglie Callejon-Higuain-Mertens, con Insigne pronto alla staffetta. AVVIO IN QUARTA – Linee compatte, pressing e aggressività. Non sprecano minuti per studiarsi, le due squadre. Il primo estremo chiamato in causa è Perin, diagonale di Callejon smanacciato in angolo. I rossoblu rispondono metro su metro riuscendo a imbastire sortite a ridosso dei sedici metri ospiti senza tuttavia impegnare Reina. HIGUAIN IL PIÙ PERICOLOSO – L'equilibrio potrebbe saltare quando Ghoulam affonda in area dal lato mancino cercando un Higuain piuttosto nervoso, l'argentino arriva tardi all'appuntamento. Più tardi invoca inutilmente la concessione di un rigore su contatto con Burdisso. Entrambi gli episodi sono il prodotto di improvvise accelerazioni partenopee. Poi la sfortuna si accanisce su Munoz e Dzemaili finiti ko, entrano Izzo e Ntcham. Sul gong dell'intervallo Higuain sfiora il montante sinistro con un rasoterra insidioso. EMOZIONI A RAFFICA – Anche la seconda frazione si apre con un duello Callejon-Perin, con questi a dire di no a una botta centrale. È il via a ripetuti capovolgimenti di fronte che potrebbero offrire il vantaggio a entrambe le compagini agevolati da spazi più ampi. Sarri getta nella mischia Insigne, fuori Mertens. Ma è ancora Callejon, agevolato da un rimpallo, a sfiorare il goal. EQUILIBRIO SEMPRE IN BILICO – Entra anche Gabbiadini per cercare di scardinare il forziere genoano. La sfortuna, sotto forma di infortuni, continua ad accanirsi sul Genoa che perde il terzo giocatore del pomeriggio: Rincon. La sfida resta vibrante fra scambi rapidi e conclusioni improvvise che solo per la prontezza dei portieri non si tramurano in marcature pesanti. Su tutte una fiondata di Figueiras e colpo ravvicinato di Hamsik. In pieno recupero Perin, il migliore in campo, è strepitoso nel respingere una punizione di Gabbiadini prima e una saetta di Insigne poi. [Articolo per Goal.com dell'1 novembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 18 ottobre 2015

Genoa-Chievo 3-2: Tachtsidis, vittoria all'ultimo respiro

Sarebbe piaciuta molto a Franco Scoglio questa prestazione tutto cuore del suo Genoa sul Chievo. Il Prof., onorato in grande stile dal club e dai tifosi rossoblù nel decennale della sua scomparsa, avrebbe gioito, sofferto, imprecato e goduto come un matto di fronte allo spirito con cui, pur in dieci dal 54' per l'espulsione di Dzemaili, i "suoi" ragazzi hanno conquistato all'ultimo respiro una vittoria che pareva impossibile. È di Tachtsidis, chirurgico sinistro dal limite in pieno recupero, l'acuto più forte dopo quelli di Paloschi (1'), Pavoletti (12'), Gakpé (17') e Pellissier (77'). Partita intensissima giocata al massimo da entrambe le squadre e diretta in maniera approssimativa da Mazzoleni. GASP RITROVA PERIN, MARAN CON IL PORTAFORTUNA PALOSCHI – Riecco Perin, protetto da De Maio, Burdisso e Izzo. Con il portierone il Gasp ritrova anche Tino Costa affiancato a Dzemaili a dare peso a un centrocampo dove Rincon e Laxalt fanno gli esterni. Torna anche Pavoletti, nel tridente supportato da Gakpé e Perotti. Maran si copre affidandosi a Bizzarri e a un reparto arretrato d’esperienza composto da Mattiello, Gamberini, Cesar e Gobbi; la mediana è presieduta da Castro, Rigoni e Hetemaj; Birsa è il trequartista alle spalle del "castiga Grifo" Paloschi e Meggiorini. LAMPO PALOSCHI, RIBALTONE PAVOLETTI-GAKPE'! – 48 secondi: tanto basta a Paloschi per segnare l'8a rete in carriera (su 9 gare) al Genoa. L'assistman è Meggiorini ma l'abbiocco della difesa non è meno determinante. Metabolizzano in fretta l'improvvisa salita, i padroni di casa. Intorno al quarto d'ora riportano l'equilibrio con Pavoletti, lesto a infilare Bizzarri dopo respinta ravvicinata su Gakpé, e mettono la freccia proprio con un tiro da fuori del togolese deviato da Mattiello. GRIFO PADRONE – Si dà un gran da fare la squadra di casa per rimpinguare il vantaggio. Fraseggi rapidi sorretti da un'ottima condizione generale, producono numerosi patemi ai veneti costretti ad affidarsi ad estemporanee azioni di rimessa e a qualche ruvidezza di troppo. Un Perotti strepitoso in versione condottiero, dopo la rete del pari suggerisce altre occasioni clamorose come quella che Pavoletti incorna costringendo Bizzarri a innescare i superpoteri. Nonostante l'evidente inferiorità, il Chievo va vicino al pari con una schiacciata di testa di Castro ribattuta da Laxalt. DZEMAILI ESPULSO – Ritmi alti anche nella ripresa. Merito anche di un Chievo in pressione offensiva immediata. Dzemaili paga con il secondo giallo nello spazio di quattro minuti un intervento su Hetemaj, poco dopo sostituito da Pepe. Gasperini cerca l'assetto migliore possibile (3-4-2) inserendo Cissokho per Gakpé. La superiorità numerica aiuta i veneti nella spinta. Gobbi, tiro ad effetto che sfiora il montante destro, e Paloschi, fermato dal reattivo Perin, sono quelli ad andare più vicini al pari. MAGIA PELLISSIER, MA L'ACUTO È DI TACHTSIDIS – Pellissier rileva Paloschi giusto in tempo per spedire in rete, di tacco, il pallone del 2-2. Il Genoa soffre e il pensiero di un colpo di testa alto di Burdisso, capitato un minuto prima, diventa amarissimo. Il Genoa continua a subire provando a pescare il jolly. Perin rischia grossissimo su un maldestro tocco di Burdisso nella sua porta e seguente "liscio" di Pepe. Poi l'estremo deve metterci i guanti su deviazione aerea di Cesar. Nel finale Gasperini butta sul tavolo verde le carte Ntcham e Tachtsidis. Migliori scelte dal mazzo non poteva fare. Sono proprio loro, infatti, a confezionare e a firmare il 3-2 che fa esplodere il Ferraris. [Articolo per Goal.com del 18 ottobre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 30 agosto 2015

Genoa-Hellas Verona 2-0: Pavoletti-Gakpé, primo successo del Grifone

Il Genoa conquista, meritatamente, il primo successo stagionale superando con il più classico dei 2-0 un Verona che regge bene un tempo per poi cedere alle reti di Pavoletti (57') e Gakpé (76'). Gara combattuta e decisa dalla maggiore determinazione rossoblu. Pazzini, nel finale, colpisce la traversa.NTCHAM DIETRO GAKPE'-PANDEV, HELLAS COL TRIDENTE – Un 3-4-1-2 per provare a dimenticare la beffa di Palermo. Così Gasperini disegna la sua squadra piazzando davanti a Lamanna De Maio, Burdisso e Izzo; Laxalt e Cissokho sono gli esterni di centrocampo a comporre la linea con Tino Costa e Rincon; Ntcham sulla trequarti libero di creare per le punte Gakpé e Pandev. Mandolini si presenta con un tridente spregiudicato nel quale Toni viene assistito da Gomez e Jankovic; conferma per la retroguardia a quattro con Pisano, Marquez, Moras, Souprayen a protezione di Rafael e mediana affidata a Sala, Greco e Hallfredsson. GRIFONE VOLITIVO – Ringhia subito, il Genoa. Pressing a soffocare sul nascere le velleità ospiti e assidua ricerca della trama perfetta a complicare la vita di Rafael che però si fa trovare pronto distendendosi completamente per deviare una botta dalla distanza dell'ottimo Ntcham. Il combattente Halfredsson esce per infortunio sostituito da Viviani. Ma la squadra di Mandolini, in ossessiva e scontata ricerca del faro Toni, continua a provare senza costrutto a gestire il gioco. MOLTO MOVIMENTO, POCHE OCCASIONI – I rossoblu posso così continuare a comandare la sfida inviando nell'area scaligera numerose palle mai tramutate in oro pesante dai suoi attaccanti. Gli avversari non riescono neppure in quello. Così, prima dell'intervallo spiccano conclusioni da lontano di Tino Costa e Toni. Troppo poco per fare sussultare davvero gli oltre ventimila presenti. PAVOLETTI-GOL È TORNATO – Nell'avvio di ripresa non cambiano nè protagonisti nè spirito, con il Genoa a cercare fraseggi in maniera ossessiva che sembrano sembre desitnati a tramutarsi in facile preda dell'attenta guardia gialloblu. E' evidente che davanti manchi un finalizzatore perché Pandev, almeno stasera, non sembra in grado di poter pungere davvero. Il Gasp lo toglie per inserire Pavoletti accolto come un eroe e che, dopo neppure trenta secondi, sblocca il risultato con un tocco ravvicinato per poi impegnare Rafael in acrobazia. GAKPE' CHIUDE I CONTI, PER PAZZINI C'È LA TRAVERSA – La sberla è una scossa sui nervi della formazione veneta ora costretta ad attaccare lasciando automaticamente maggiori spazi dietro. Souprayen è fra i più attivi e va vicino al pari negatogli da Lamanna. Ora il Grifo manovra in scioltezza, forte dei puntuali inserimenti degli esterni a scombussolare l'assetto dirimpettaio. La replica è affidata a fendente di Ntcham, pungente ma troppo centrale per mettere apprensione all'estremo brasiliano. Entra Pazzini per Jankovic. Dall'altra parte è invece la sfortuna a farla da padrone accanendosi su Pavoletti e De Maio, entrambi ko nello spazio di un minuto. A scacciare le paure genoane pensa Gakpé, sua la morbida incornata su cross dalla destra di Rincon che di fatto sigilla il match. L'Hellas prova a rimettersi in corsa confidando sulle poche idee a disposizione ma viene fermato da una traversa colta da Pazzini con deviazione di testa. [Articolo per Goal.com del 30 agosto 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 11 maggio 2015

Genoa-Torino 5-1: Granata travolti, 'manita' del Grifone per l'Europa

Bello, intenso in ogni azione. Il duello fra Genoa e Torino è partita sanguigna. È lotta e voglia di gran calcio. La sfida, è gestita e vinta dai rossoblu per 5-1. Un risultato che fotografa il peso che ciascuna squadra ha saputo mettere in campo. Dopo l'iniziale vantaggio di Iago Falque (18') e il momentaneo pareggio di El Kaddouri (60'), il Grifo dilaga Tino Costa (69'), Bertolacci (86') e, in pieno recupero, con Pavoletti (91') e ancora Tino Costa (95'). SUBITO BORRIELLO E MAXI LOPEZ – In attesa del ricorso dopo lo stop della licenza Uefa, il Gasp e i suoi intendono giocarsi sul campo ogni punto. E stasera lo fanno indossando un’inedita maglia celebrativa del primo campionato vinto dai Grifoni, primo assoluto della storia del calcio italiano, nel 1898. Si rivede Burdisso, dietro insieme a Roncaglia e De Maio con Perin a saltare fra i pali; centrocampo affollato da Rincon e Edenilson laterali, Kucka e Bertolacci interni mentre a Iago Falque e Niang spetterà il compito di aiutare Borriello a sfondare il bunker. Ventura, tecnico dal cuore blucerchiato, dovrà fare i conti soprattutto con l’assenza di Bovo. Padelli è chiamato al riscatto dopo l’autogol di mercoledì e può contare su Maksimovic, Glik e Moretti a cercare di fare argine; Bruno Peres, Benassi, Gazzi, El Kaddouri e Benassi in mediana con l’intoccabile Quagliarella titolare e Maxi Lopez ad aggiudicarsi il ballottaggio con Martinez. A 100 ALL'ORA – Ritmi vertiginosi e padroni di casa a cingere i 25 metri davanti Padelli. Bravo ad opporsi ad una fiondata di Iago Falque, impotente quando, messo a sedere da un pregevole scambio dalle tre punte rossoblu con incursione di uno Niang indemoniato e assist di Borriello. Al Toro, messo sotto pressione, resta l'arma del gioco di rimessa che produce un'occasione per Quagliarella e un corner finito tra le braccia di Perin su incornata di Moretti. GRIFONE SCATENATO – Ventura cambia modulo in corsa passando al 4-4-2 cercando di contenere la pressione. Ma, a parte estemporanee ripartenze, i granata devono rintanarsi nella loro porzione di campo e Padelli deve mostrare il suo lato migliore per respingere un rasoterra di Bertolacci. Prima dello scadere Quagliarella non riesce ad approfittare dell'ennesima leggerezza stagionale di Roncaglia. EL KADDOURI, CHE PENNELLATA! – Martinez per Quagliarella ko e Tino Costa per Borriello. Dopo pochi minuti la ripresa offre nuove pedine ad una gara forsennata e combattuta metro per metro. A guidare è sempre il determinatissimo Genoa, ma il Toro ora aumenta la sua aggressività. E, agevolato dal fatto che gli avversari non riescono a prendere il largo, li agguantano con un pregevole calcio di punizione di El Kaddouri che non lascia scampo a Perin. PUNIZIONI LETALI – L'improvviso riequilibrio del risultato pesa sull'inerzia del match. E soltanto un'altra punizione, stavolta a favore dei padroni di casa, riporta in vantaggio il Genoa. È Tino Costa, con deviazione di El Kaddouri, a bucare ancora Padelli realizzando il 2-1. Un altro tiro piazzato a tinta granata è intriso di veleno. Il dardo, scagliato da Farnerud, subentrato a Benassi, viene controllato a fatica da Perin. Poi Orsato, che nel primo tempo aveva annullato una rete a Burdisso, annulla, per offside, il 3-1 di Kucka. Ma realizzare quello vero, e bellissimo, è Bertolacci con un tocco dal limite. Il Toro è frastornato, il Genoa esaltato da se stesso e dal proprio pubblico che, con Pavoletti, sospinge in rete la palla del 4-1. Prima del triplice fischio c'è ancora gloria per Tino Costa che dà la "manita" definitiva. [Articolo per Goal.com dell'11 maggio 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 15 aprile 2015

Genoa-Parma 2-0: Iago-Pavoletti, de profundis per i ducali

Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Al Ferraris, il Genoa ottiene un'importante vittoria per 2-0 contro il Parma fanalino di coda. Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Ma ad un Genoa incapace di finalizzare quanto prodotto bastano l'ottavo acuto stagionale di Iago Falque (14') e il primo in serie A di Pavoletti (76') per battere un Parma orgoglioso. La sfida, a lunghi tratti sviluppata a senso unico, ha offerto sprazzi di buon gioco e la minima dose sindacale di suspense. MINI TURNOVER - Tre punti per dare ancora un senso alla stagione o per proseguire una striscia esaltante in una stagione falsata e surreale. Gasperini (alla 400ª panchina) e Donadoni hanno approcciano diversamente questo recupero. Grifone con un mini turnover: Borriello subito nel tridente con Iago Falque e Perotti oltre Bergdich tornato in mediana insieme a Tambè (preferito ad Edenilson) tra Bertolacci eRincon; a loro si aggiungono il portiere Lamanna sostenuto da Roncaglia, Burdisso e De Maio in difesa. I Ducali si schierano con l’estremo Mirante; Santacroce, il rientrante Lucarelli e Feddal; a centrocampo Varela, Lila, Lodi in regia, Nocerino e Gobbi; mentre davanti Ghezzal fa ancora coppia con Belfodil. FALQUE L'INGORDO - Basta un'incursione degna di questo nome ai padroni di casa per soddisfare la voracità del suo capocannoniere. A servire il primo succulento pallone a Iago Falque è Borriello (poco dopo lo e sostituito da Pavoletti) con un assist dalla destra rifinito senza pensarci su. DOMINIO ROSSOBLU' - Il Genoa comanda affollando spesso la zona attorno al reattivo Mirante. A tanti sforzi non corrispondono però altrettanti risultati. Merito di un Parma coriaceo e demerito di un Pavoletti che si spaventa al momento di chiudere il più facile dei contropiede. MIRANTE SUPER - Leit-motiv confermato anche in una ripresa battezzata da uno strepitoso volo di Mirante su diagonale ad effetto del solito gigantesco Perotti. Il Parma prova a raccogliere le briciole lasciate dagli avversari ma Ghezzal non riesce a fare molto più che dare la sensazione di poter lasciare il segno. Così come quando Bergdich manda la palla verso la propria porta Lamanna riesce a salvare. Anche il neo-entrato Kucka prova il goal ma Mirante è ancora attento. PAVOLETTI CALA IL SIPARIO - Il portiere ospite nulla può invece fare su affondo centrale di Perotti a servire Pavoletti che stavolta lo trafigge. I nervi si accendono oltre il lecito ma Gavillucci riesce a calmare tutti alzando la voce e il cartellino giallo. Di Mauri è la conclusione più seria degli ospiti, ma Lamanna non fa regali. [Articolo per Goal.com del 15 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 11 aprile 2015

Genoa-Cagliari 2-0: Niang + Iago Falque, il Grifone torna a vincere

Dopo un primo tempo salvato da tre legni colpiti dal Cagliari, il Genoa riconquista il piacere del successo domando i sardi con un avvio di ripresa fulminante. Sono Niang (52') e Iago Falque (58') a definire i contorni di una vittoria per 2-0 del Grifone che lascia flebili speranze d'Europa e mette ancor più nei guai la squadra di Zeman. Nella ripresa anche Niang partecipa alla sagra dei pali.FUORI BORRIELLO E CONTI, DENTRO NIANG E CRISETIG - Gasperini tiene in panca Borriello dando fiducia a Niang affiancato, nel trio d'attacco, da Perotti e Iago Falque; conferma Lamanna tra i pali, Roncaglia, Burdisso e De Maio dietro con Edenilson, Bertolacci, Rincon e Marchese in mezzo. Zeman opta per il 4-3-2-1 con Brkic protetto da Balzano, Rossettini, Ceppitelli e Avelar; Dessena, Crisetig, Ekdal dietro Farias e Mpoku a supporto di Sau. CAGLIARI, TRE LEGNI, ZERO GOAL - Intorpidito e sonnacchioso il Grifone offre al Cagliari il suo volto più tenero. I ragazzi di Zeman, eccezion fatta per qualche estemporanea iniziativa del trio offensivo genoano, spadroneggiano per metà frazione venendo fermati solo da un'overdose di sfortuna condensata in tre legni: pali di Rossettini e Ceppitelli nella stessa azione (con salvataggio di Lamanna) e traversa di M'Poku su tiro a giro dalla distanza. SUSSULTO GENOA - Il triplice spavento serve a tarantolare Gasperini a bordo campo e a costringere i rossoblu di casa ad affacciarsi con più convinzione dall'altra parte. È Iago Falque a ricordare a Brkic che anche un salvataggio di piede può valere oro. UNO-DUE MICIDIALE DEL GRIFONE - Con l'arbitro Russo sostituito per infortunio dall'addizionale Guida, la ripresa comincia sotto la stella del Genoa a cui basta meno di un quarto d'ora per far proprio il match. Niang sottoporta su suggerimento dalla destra di Roncaglia e Iago Falque di piattone dopo sontuosa azione di uno strabiliante Perotti, imprimono a fuoco il destino della contesa. GESTIONE SENZA PATEMI - La reazione del Cagliari non manca, ma sui vari tentativi di Joao Pedro e compagni Lamanna si fa sempre trovare pronto. I padroni di casa, forti del doppio vantaggio, controllano senza grosse difficoltà sfiorando la terza segnatura ancora con Niang fermato dall'ennesimo palo del pomeriggio. [Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 6 gennaio 2015

Genoa-Atalanta 2-2: Quando anche una rimonta può chiamarsi impresa

Non riesce neppure contro l'Atalanta, al Genoa, l'acuto che avrebbe potuto certificare il tanto agognato salto di qualità. Stavolta la formazione di Gasperini si fa imporre il 2-2 casalingo rimontando, con un rigore di Iago Falque (51') e una rete di Matri (68'), il doppio svantaggio siglato in contropiede da Zappacosta (37') e Moralez (49'). Gara vivace ma confusa. Contenitore di rammarichi ai padroni di casa assai distratti e imprecisi ma anche di buone impressioni per gli ospiti, prevedibili come una telenovela anni Ottanta, ma comunque efficaci nel recitare la loro parte. LESTIENNE E DENIS, CHANCES IMMEDIATE – Gasperini ha le idee chiare nel disegnare il suo 3-4-3 che prevede l'estremo Perin con Roncaglia, Burdisso e De Maio; Edenilson, Bertolacci, Rincon e Antonelli in mediana; Iago Falque e Lestienne esterni d'attacco a sostegno di Matri. Colantuono si affida a un più compatto 4-4-1-1. Davanti a Sportiello sistema in copertura Bellini, Benalouane, Stendardo e Dramè; Zappacosta, Baselli, Carmona e D'Alessandro formano la linea centrale mentre Moralez, e più avanti Denis, hanno i principali compiti offensivi. GRIFONE, PARTENZA SPRINT – Che il Genoa abbia intenzioni bellicose lo fanno capire Matri (due volte) ed Edenilson. Per lunghi tratti gli ospiti, surclassati dalla verve avversaria, badano soprattutto a contenere le spinte contrarie faticando un mondo a uscire davvero dal guscio. ZAPPACOSTA, CHE LAMPO! – Che però l'inerzia possa subire modifiche lo si intuisce quando, fra una perdita di tempo e l'altra, l'Atalanta abbozza prove di contropiede. Uno di questi mette in condizione Zappacosta di vincere un duello con Burdisso e, dalla sinistra, fiondare un diagonale che non lascia scampo a Perin. Il Genoa cerca soluzioni crossando dalla destra in maniera industriale ma inefficace; e con Lestienne (scattante ma carente in fantasia) che si trova spesso a dover tornare sui suoi passi per mancanza di supporto. Il tempo si chiude con un doppio intervento di Perin su idea di Denis. FUOCHI D'ARTIFICIO - Al rientro ci si attende un Genoa arrembante, ma a battere ancora il colpo più forte è la Dea: immediato raddoppio di Moralez su contropiede innestato da un errore del distratto Roncaglia, poi sostituito con Fetfatzidis. Come nel primo gol, l'assistman è Baselli. Neppure il tempo di godere l'ipotesi di un finale in discesa che a riportare presto in corsa i padroni di casa è poi un ineccepibile rigore di Iago Falque causato da Benalouane su Matri. LO SQUILLO DI MATRI – Gli errori aumentano. Il Genoa prova a sopperire con il cuore a una crescente confusione in fase di manovra. L'Atalanta si affida alle solite ripartenze. La più bella mette in condizione Moralez di far calare il sipario sul pomeriggio. Tutto bello, tutto quasi perfetto se la natura non avesse creato un Perin in versione felina. E' il preludio del pareggio, messo a segno poco dopo in mischia da Matri. Gasperini esulta e fa esordire Tino Costa. Dall'altra parte entrano Bianchi e Migliaccio per cercare di tenere a freno la smania di assedio rossoblu soffocata, in pieno recupero, da uno strepitoso intervento di Sportiello su Fetfatzidis. [Articolo per Goal.com del 6 gennaio 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 14 dicembre 2014

Genoa-Roma 0-1: Nainggolan porta la Juventus ad un solo punto di distanza

La sfida Champions sorride a una Roma bella tosta. I capitolini, in superiorità numerica per oltre un'ora dopo l'espulsione di Perin, si vedono parare un penalty di Ljajic da Lamanna e poi passano con Nainggolan (40'). Il Genoa, costretto a rivoluzionare tutto durante il match, sfodera una prestazione tutta cuore e nervi che però non basta ad evitare la sconfitta. Insufficiente, e a tratti indisponente, la direzione di Banti che, nell'intervallo, espelle anche Gasperini per proteste e all'ultimo respiro annulla il possibile pari di Rincon. MODULI ALLO SPECCHIO - Tutti con il 4-3-3. Gasperino, senza l’acciaccato Kucka, punta su Roncaglia, Burdisso, De Maio e Antonelli a protezione diretta di Perin e affidando a Bertolacci, supportato dal rientrante Rincon e Sturaro sugli esterni, il compito di agire in mezzo; davanti conferma per Falque e Perotti con Matri punta più avanzata.Il rilancio, senza De Rossi squalificato, Garcia lo cerca presidiando le retrovie con De Sanctis; Marconi, Astori, Yanga-Mbiwa e Holebas; Nainggolan, Keita e Pjanic sono il trio di centrocampo mentre quello offensivo vede Florenzi insieme a Ljajic e Gervinho. PERIN E L'ESPULSIONE CHE PESA - Coraggio, disimpegni in scioltezza e opportunità da entrambi i fronti ma Roma assai aggressiva e brava a non lasciare punti di riferimento ai difensori avversari. Perin interviene da par suo su tentativi ravvicinati dello scatenato Gervinho e di Ljajic. Ma la sua gara finisce poco dopo espulso per fallo in area da ultimo uomo su Nainggolan. Il suo sostituto, Lamanna (sacrificato è Falque), è strepitoso nel deviare l'angolata conclusione di Ljajic. NAINGGOLAN, L'ACROBATA GOLEADOR - Il portiere genoano nulla può invece fare su una semi-girata dal limite di Nainggolan, servito da Marconi, con sfera nell'angolino alla sua destra. Con gli avversari che accusano il colpo, prima del riposo Ljajic manda alta la palla del raddoppio ma, nel recupero, Matri finisce un contropiede impegnando De Sanctis. ANCHE GASPERINI ESPULSO -Per la ripresa non ci sono più Gasperini, espulso anche lui, e Matri rilevato da Edenilson. Con la sfida messa tutta in salita, i rossoblu provano a non mostrarsi domi davanti a una Roma decisa a chiudere i conti approfittando dei vantaggi acquisiti. Lamanna salva nell'area piccola su debole tocco di Ljajic. CUORE ROSSOBLU, CONTROLLO GIALLOROSSO - Pinilla viene inserito con un enorme carico di speranze sulle spalle. Gervinho approfitta di uno svarione di Roncaglia ma spreca per centimetri. Nonostante tutto il Genoa fa di tutto per restare in partita e Perotti non riesce a inquadrare il bersaglio. C'è anche Totti in un finale tesissimo nel quale gli ospiti riescono a controllare offrendo al neo entrato Iturbe una ghiotta occasione. Nell'ultimo minuto Rincon segna ma Banti annulla per un dubbio fuorigioco. [Articolo per Goal.com del 14 dicembre 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 24 novembre 2014

Genoa-Palermo 1-1: Tante emozioni al Ferraris, decidono il pari Dybala e Bertolacci

Il sogno terzo posto il Genoa lo deve lasciare nel cassetto. Il gran salto le viene impedito da un Palermo bello e gagliardo che, passato momentaneamente in vantaggio con Dybala (7'), viene raggiunto da Bertolacci (30') in "collaborazione" con Antonelli che ci mette una deviazione forse decisiva. La sfida, brillante anche se dal tasso tecnico non eccelso, lascia un po' di amaro in bocca anche ai siciliani, fermati da un palo di Vazquez e dalla solita prestazione maiuscola di Perin. SUBITO DUELLO MATRI-DYBALA – La formazione per l’assalto al podio Gasperini la distende sul suo prediletto 3-4-3. A cercare di far diga davanti a Perin vanno Roncaglia, Burdisso e Marchese; Edenilson, Bertolacci, Greco e Antonelli si sistemano in mezzo con Matri assistito da Falque e Perotti. Iachini opta per un 3-5-1-1 che prevede l’estremo Sorrentino protetto dalla linea Munoz-Gonzalez-Andelkovic; centrocampo di spessore con Morganella e Lazaar esterni; Crochev e Barreto con Maresca in regia; davanti la coppia d’oro Vazquez-Dybala. PENNELLATA D'AUTORE - L'intraprendenza rosanero sfoggiata nella zona centrale del campo sorprende un Grifo che parte in maniera impacciata e cede quasi subito su magia mancina ad effetto di Dybala: sfera sotto l'incrocio alla destra di Perin. Il portiere genoano respinge poi su Lazaar mentre Marchese salva sulla linea la ribattuta dello scatenato autore del vantaggio. IL GRIFO ALZA LA TESTA - Pian piano però i padroni di casa si scrollano di dosso parte della tensione, guadagnano metri e ottengono l'1-1 con un chirurgico destro rasoterra dal limite fiondato da Bertolacci e leggermente intercettato da Antonelli. La sfida si fa incandescente. Sempre Antonelli calcia su Sorrentino la palla del sorpasso invece di appoggiarla a Matri meglio piazzato di lui. Poi Perin è strepitoso a fermare Dybala lanciato in contropiede. VAZQUEZ E IL PALO - Avvio di ripresa con dentro Pinilla e Fetfatzidis al posto di Falque e Matri. La vivacità resta il leit-motiv della serata. Così come le emozioni improvvise che si rinnovano su un tiro pazzesco di Vazquez a scheggiare un palo che trema a lungo. Quaison, appena entrato, usa il colpo di testa per bruciare i guanti di Perin e per poi sfiorare il bersaglio grosso. PEROTTI NON BASTA - Il Palermo è pericolosissimo quando riesce a partire in velocità intercettando le trame che i padroni di casa cercano in maniera incessante. Pinilla è impreciso sotto rete e Perotti costruisce e difende in maniera egregia. Inutile, però, il forcing finale. [Articolo per Goal.com del 24 novembre 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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