Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

sabato 31 marzo 2012

Sampdoria-Nocerina 2-0: altra doppietta per Pellè, Iachini 'vede' i playoff...

Vietato sbagliare, per entrambe le formazioni e per motivazioni opposte. Il diktat viene rispettato dalla Samp che si impone per 2-0 su una Nocerina comunque gagliarda. La squadra di casa conferma di attraversare un momento particolarmente positivo indirizzando a proprio favore la sfida dopo soli 6' grazie a un gol di Pellè che, venti minuti più tardi, è artefice anche del raddoppio. La penultima in classifica tiene bene il campo provando, soprattutto nella ripresa, a recuperare il terreno perduto.

FORMAZIONI – Senza gli squalificati Berardi, Costa e Bertani e con Pozzi a mezzo servizio in panchina, Iachini propone Romero in porta supportato da una linea difensiva composta da Rispoli, Gastaldello, Rossini e Laczko; in mezzo vanno Munari, Obiang e Renan; Juan Antonio è il trequartista alle spalle di Eder e Pellè.
Auteri schiera Concetti fra i pali; Pomante, Rea, Di Maio e Figliomeni in difesa; Bruno e Mingazzini a fare da trait-d'union con il trio Catania, Merino e Mingazzini e Castaldo unica punta.

PARTITA – Samp subito aggressiva e premiata dal vantaggio di Pellè che, sul filo del fuorigioco e con la retroguardia ospite ferma ad aspettare il fischio dell'arbitro, riceve palla da Munari, la controlla e di destro fredda Concetti. I doriani spingono ma rischiano di farsi acciuffare con il lottatore Castaldo che, a metà tempo, manda sul fondo due occasioni ghiottissime. In risposta alla seconda e sempre sul filo dell'offside, Pellè trova di nuovo la via della rete, l'assist è di Renan. Rea finisce ko e deve cedere il posto a Laverone. Sempre Castaldo brilla per imprecisione non facendosi rovare pronto all'appuntamento con il gol, così come Juan Antonio non finalizza degnamente un'azione di contropiede. Prima dell'intervallo Romero sventa di pugno un'incornata di Catania.
La ripresa si apre con un tiro alto di Negro e una telefonata di Eder per Concetti. Maggiori sussulti li offre un evidente contatto in area doriana tra Laczko e Negro ignorato però da Baracani. Iachini cambia le pedine: dentro Soriano per Juan Antonio. La Nocerina ora si riversa nella porzione di campo avversaria con maggior costanza ma senza sortire effetti. Catania ci prova al volo dalla sinistra ma spazzola l'esterno della rete. Più preciso è invece un tocco dal limite di Eder che il portiere alza d'istinto. Auteri getta nella mischia Farias e Bolzan per Mingazzini e Castaldo. Proprio il secondo neo-entrato impegna Romero con un tiro-cross dalla sinistra. La Samp ora bada a contenere affacciandosi nell'area opposta con una timida conclusione di Pellè.

CHIAVE – Blucerchiati avanti a testa bassa facendo leva sulla superiore qualità d'insieme, rossoneri in campo a viso aperto alla costante ricerca di imbastire ripartenze sostanziose. I rapidi rovesciamenti di fronte rendono piacevole il match.

CHICCA – Gli inserimenti, puntuali e chirurgici di Pellè sono da manuale del calcio: belli e fruttuosi per sé e per i compagni di squadra.

TATTICA – Samp con il 4-3-1-2; Nocerina che si affida al 4-2-3-1.

MOVIOLA – A Baracani di Firenze viene affidata una partita dal basso coefficiente di difficoltà ma lui ci mette davvero molto del suo per rendersela complicata. Sembrano tuttavia corrette le decisioni di considerare valide le posizioni di Pellè in occasione dei due centri. Giusta anche l'ammonizione comminata a Munari reo di simulazione. Incomprensibile, invece, la decisione, in apertura di ripresa, di non decretare la massima punizione a favore dei molossi per un contatto Laczko-Negro.

PROMOSSI & BOCCIATI – Dopo la doppietta rifilata al Cittadella, Pellè prosegue il suo momento di gloria concedendo il bis anche stavolta e agendo con efficacia per tutto il tempo in cui resta in campo: voto 7. Nessun doriano merita l'insufficienza.
Negro, instancabile motorino offensivo, se ne torna a casa fiero di una prova positiva e in credito di un rigore non concesso: voto 6.5.
Tre grosse opportunità gettate al vento macchiano la prestazione di Castaldo, combattente generoso ma poco lucido al momento di finalizzare il proprio lavoro di attaccante principale: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 31 marzo 2012]

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domenica 11 marzo 2012

Genoa-Juventus 0-0: La Vecchia Signora non vince più, ma che sfortuna al Ferraris

Si infrangono sui legni (traversa di Vucinic e palo di Pepe ad inizio ripresa) gli sforzi della Juventus di mantenere inalterato il distacco dal capolista Milan vincente sul Lecce. Al Ferraris la formazione di Conte non va oltre il nulla di fatto contro un Genoa arcigno che mette cuore e nervi contro la superiore gestione tecnico-tattica dei bianconeri. La gara, tesa e senza attimi di tregua, non delude le aspettative della vigilia.

PRE-PARTITA - Le sfide tra Genoa e Juventus non sono mai state da ordinaria amministrazione. Neppure questa fa eccezione. Atmosfera già surriscaldata in settimana che, a pochi minuti dall'inizio, con le squadre sul prato per il riscaldamento, inizia a farsi incandescente. Dei circa 30 mila presenti, qualche migliaio di fede bianconera, prova a reagire ai cori di “benvenuto” da parte dei genoani. Tutti in attesa del momento in cui le squadre scenderanno in campo e, nel tempio del Ferraris, si scatenerà l'inferno...

FORMAZIONI – Marino, orfano di Granqvist, Bovo, Antonelli e Birsa, schiera Frey in porta; linea difensiva composta da Rossi, Carvalho, Kaladze e Moretti; centrocampo affidato a Sculli e Jankovic (preferito a Mesto) sulle corsie esterne con Kucka e Biondini in mezzo; in attacco, come annunciato, tornano i gemelli del gol Gilardino e Palacio.
Conte, squalificato e sostituito in panchina da Alessio, deve fare a meno di Bonucci appiedato dal giudice sportivo e degli infortunati Chiellini e Barzagli Piazza quindi Buffon tra i pali protetto da una inedita retroguardia formata da Lichtsteiner, Caceres, Vidal e De Ceglie; affida a Pirlo le chiavi del centrocampo supportato ai lati da Marchisio e Giaccherini; davanti Pepe, Matri (vincitore del ballottaggio con l'ex Borriello) e Vucinic.

PARTITA – Pochi secondi e Gilardino lancia in porta Palacio che prova a superare Buffon con un pallonetto, strepitoso il salvataggio del portiere. Replica di Giaccherini che manda a lato da due passi. Più preciso è un destro di Pepe respinto con i piedi da Frey che poi sfodera un'altra perla del suo repertorio su conclusione ravvicinata di Marchisio. Persino più ghiotta è però l'opportunità che Biondini offre a Gilardino mettendolo in condizione di colpire con Buffon ormai fuori causa: incornata alta. Sul finire del tempo Rossi si immola su Matri che calcia da una decina di metri.
La ripresa comincia con Mesto dentro al posto di Sculli. La Juve è sfortunata al 53' quando Vucinic manda sulla traversa un corner dalla sinistra di Pirlo e Pepe coglie il montante mancino di Frey spiazzato. Nel mezzo sempre il montenegrino si mette in evidenza schiacciando fuori di testa. Nella squadra di casa esce anche Jankovic sostituito da Constant. Kaladze, con un sinistro addosso a Buffon, prova a far capire che il Genoa è ancora vivo. Ma si tratta di una parentesi all'interno di un predominio territoriale ospite. Frey è ancora bravissimo a salvarsi in angolo su tiro di Marchisio. Conte, seminascosto dentro una postazione TV rivestita da carta da pacchi, chiama la prima sostituzione bianconera: fuori Pepe (a cui pochi secondi prima era stato annullata una rete per offside), dentro Elia. Il Genoa ci prova da lontano con Kucka, Buffon respinge e Kaladze non trova il bersaglio grosso. Si vedono anche il fischiatissimo Del Piero per Matri, Borriello per Giaccherini e Belluschi per Biondini. L'ultima chance capita proprio a Borriello che trova l'opposizione dell'attento Frey.

CHIAVE – Gara sempre vibrante con gli ospiti intenti a mettere in difficoltà i padroni di casa con ripetute azioni in velocità. Genoa tutt'altro che remissivo pronto a pungere con manovre in profondità ma spesso costretto a reggere ad autentici assedi.

CHICCA – La lancetta dei minuti sta ancora compiendo il primo giro quando Gilardino avanza e serve lungo linea a Palacio un pallone delizioso; el Trenza punta la porta difesa da Buffon che, rimane glaciale per poi sfruttare tutti i suoi centimetri nello spezzare la parabola ad effetto inventata dalla punta rossoblù.

TATTICA – Iniziali 4-4-2 per Marino e 4-3-3 per Conte.

MOVIOLA – Rizzoli di Bologna prova a sfoderare una direzione puntigliosa ma ne offre una piuttosto cervellotica. Se appaiono corrette le ammonizioni per proteste comminate a Kucka e Pepe e quella a Vidal per un evidentissimo tocco di mano, più di qualche perplessità lasciano altre interpretazioni del fischietto bolognese. Non è fra queste il rigore reclamato invano da Matri al 18' a seguito di un contatto veniale con Carvalho. Sembra corretto l'annullamento, per fuorigioco, di un gol di Pepe al 70'. Al 76' dubbi restano su un contatto nei sedici metri ospiti tra Palacio e Marchisio, per Rizzoli è tutto regolare. Così come Rizzoli non concede il rigore a Rossi in pieno recupero su intervento, probabilmente pulito, di Pirlo.

PROMOSSI & BOCCIATI – Frey e capitan Rossi sono oggi l'emblema di una squadra che lotta con i denti, senza badare troppo per il sottile: voto 7. Jankovic è volenteroso ma non incide come sarebbe nelle sue potenzialità. Viene tolto dal campo dopo un'ora di gioco intermittente per fare spazio a Constant: voto 5.5.
Pirlo, metronomo e guerriero, è il solito fuoriclasse: voto 7.5. Matri dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa di davvero importante ma, per tutti i 75' che viene tenuto in campo, non offre alcun acuto degno di questo nome: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com dell'11 marzo 2012]


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sabato 3 marzo 2012

Sampdoria-Hellas Verona 2-0: Super Pozzi, la rincorsa ai playoff può ripartire

Una doppietta di Pozzi (32' e 53') rende perfetta una Sampdoria capace di imporre ritmi, gioco e personalità all'Hellas Verona, presentatasi come terza forza della cadetteria. Gli ospiti, oggi troppo prevedibili e presuntuosi per tenere davvero sulle corde i padroni di casa, impiegano oltre un'ora per capire il senso della sfida. Bellissima la cornice di pubblico con il rinnovamento dello storico gemellaggio tra le due tifoserie.

FORMAZIONI – Iachini, che deve reinventarsi metà centrocampo a causa della squalifica di Obiang e dell'infortunio di Renan, schiera Romero in porta; Berardi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa; Munari, Krsticic, e Soriano a centrocampo; Juan Antonio trequartista e la coppia Pozzi-Eder davanti.
Mandorlini conferma la formazione della vigilia: Rafael tra i pali supportato direttamente da Cangi, Ceccarelli, Maietta e Scaglia; in mezzo sistema Russo, Esposito e Hallfredsson con Jorginho trait-d'union con gli attaccanti Gomez e Ferrari.

PARTITA – Da posizioni favorevolissime Gomez calcia addosso a Romero, mentre Eder non trova neppure lo specchio della porta. E' la Samp a fare la partita, ma alla mezz'ora rischia grosso quando, sempre l'attaccante argentino, arriva alla conclusione sull'esterno. Gol sbagliato, gol subito: prima Scaglia e strepitoso nell'anticipare Eder che si farà perdonare poco dopo servendo a Pozzi l'assist del vantaggio doriano siglato da due passi. Ferrari avrebbe subito la chance di pareggiare ma è sonnacchioso.
La ripresa comincia con un diagonale a lato di Munari e con il raddoppio di Pozzi lanciato in porta da un tocco di Juan Antonio. Ora Mandorlini corre ai ripari inserendo D'Alessandro per Esposito. Gli scaligeri soffrono e soltanto una prodezza in angolo di Rafael, bolide di Eder, evita loro la terza capitolazione del pomeriggio. Si vedono anche Lepiller e Bjelanovic per Ferrari e Russo (che poco prima si è divorato un gol appoggiando su Romero); Bertani e Foggia per Eder e Juan Antonio. La Samp controlla sino alla fine senza fatica.

CHIAVE – La Samp tiene sempre sotto pressione gli avversari con temperamento ed aggressività, caratteristiche che sorprendono i ragazzi di Mandorlini più propensi a cercare di dare alle proprie inutili orpelli.

CHICCA – La reattività di Pozzi, sotto porta e al momento di scattare come una molla verso Rafael, oggi lo fanno sembrare la controfigura di Pippo Inzaghi.

TATTICA – Inizio speculare, 4-3-1-2, per le due compagini.

MOVIOLA – Calvarese di Teramo, cerca di confermare le ottime credenziali con le quali è stato inviato a Genova. Nonostante il buon piglio con cui dirige, non appare però impeccabile in occasione di episodi-chiave: al 22' Soriano reclama il penalty dopo un contatto con Maietta ma l'arbitro, confortato erroneamente dall'assistente Posado, non interviene. Dubbi sussistono anche sulla posizione di Pozzi al momento di realizzare le sue due reti anche se, in occasione del raddoppio, pare partire in posizione corretta.

PROMOSSI & BOCCIATI – Bravi Eder, muscoli e sostanza utile ad alzare il peso specifico complessivo dei blucerchiati, e Pozzi in versione avvoltoio del gol: voto 7 ad entrambi. Nessun giocatore di casa va sotto la sufficienza.
Esposito, seppur non in gran giornata, ha il merito di lottare su ogni pallone: voto 6. Gomez vive un pomeriggio da incubo, ben controllato dai difensori avversari e disorientato nelle rare volte in cui deve dar sfoggio delle sue qualità: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 3 marzo 2012]


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