Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 29 ottobre 2008

Promossi & Bocciati di Genoa-Cagliari: Sokratis è la firma di Rino Foschi, Acquafresca e Fini non sono quelli di domenica

Ecco i migliori e i peggiori della sfida tra Genoa e Cagliari terminata 2-1 a favore dei padroni di casa. Thiago Motta e Conti sono i padroni del centrocampo.

Sokratis: Rino Foschi nel Genoa è passato come una meteora: un mesetto e nulla più. Ma gli è bastato per omaggiare i padroni di casa di questo talentuoso difensore greco con il vizietto del gol. Papastathopulos, vent’anni e l’atteggiamento di chi la sa lunga, è fra le sorprese più belle di questa stagione. Voto: 7.

Thiago Motta: E’ una delle stelle del firmamento rossoblu. Certamente quello con maggiore esperienze a livello internazionale. Nonostante sia reduce da un brutto infortunio, gioca senza affanni tre gare in sette giorni, dimostrando che il talento è rimasto intatto, così come il fiuto del gol. Voto 7.

Conti: E’ l’uomo simbolo, il faro di questo Cagliari dalle qualità tecniche non eccelse ma dal carattere indiscutibilmente forte. Sfortunato in occasione del palo che avrebbe potuto riaprire il match. Voto 7.

Acquafresca: Stasera non è all’altezza della sua fama. Per carità, si sbatte sprecando energie che gli sarebbero state più utili sottoporta. Voto 5.5.

Fini: Si può giocare bene e poi rovinare tutto per sei minuti di follia che valgono due cartellini gialli? Il centrocampista del Cagliari è, suo malgrado, la prova vivente che questo è possibile. Voto 4.

Valeri: Il fatto che sia mal assistito dai suoi assistenti non giustifica le sviste a ripetizione e un atteggiamento eccessivamente fiscale che contribuisce a alzare la pressione della sfida. Voto 4.5.

Lo stadio Luigi Ferraris: Quello che i genoani considerano il loro tempio oggi appare sempre più in balìa di interessi extracalcistici di chi, in nome del business, vorrebbe già recitargli il de profundis. Questa partita è aperta, piena di possibili colpi di scena e – forse – anche di qualche trabocchetto. In attesa di capirne il futuro, il terreno di gioco dimostra di reggere decentemente al muro di pioggia che nelle ultime 24 ore si è violentemente abbattuto su Genova. Voto 8.

[Articolo per Goal.com del 29 ottobre 2008]

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Genoa-Cagliari 2-1: I volti nuovi del "Grifone" frenano la risalita cagliaritana

Sokratis e Thiago Motta regalano l'ennesima vittoria casalinga ai Grifoni. Di Bianco la rete della bandiera. Palo di Conti. Fini espulso.

Il Genoa sa vincere e, all’occorrenza, anche soffrire. Stavolta a fare le spese della legge del “Ferraris” è un Cagliari che cede per 2-1 al termine di una gara intensa. Sokratis e Thiago Motta realizzano le reti che valgono tre punti, di Bianco la rete della bandiera isolana. Assedio finale condizionato dall’espulsione, per doppio giallo, comminata a Fini. Conti coglie un palo.


In campo – Gasperini ha i giocatori contati. Nonostante tutto non si fida del turn-over e propone una difesa a 4 con Sokratis e Criscito tra Biava e Ferrari. Con Juric out per squalifica e Milanetto per infortunio, Thiago Motta viene confermato a centrocampo insieme a Rossi e Mesto. Senza Palladino alle prese con un affaticamento muscolare, il tridente offensivo è composto da Sculli e dal rientrante Gasbarroni a supporto di Milito. Dall’altra parte Allegri recupera in extremis Lopez e fa rifiatare Biondini inserendo lo scalpitante Parola. Se pesante è l’assenza dello squalificato Cossu, altrettanto importante è il rientro di Conti. Attacco formato da Acquafresca e Jeda con Lazzari alle loro spalle.

Si gioca – Sono gli ospiti a mostrare i muscoli per primi. Al 16’ Lazzari solletica Rubinho con un rasoterra insidioso poi Fini costringe Biava a sostituirsi al portiere togliendo dalla porta una palla ad effetto calciata direttamente dal corner. Il Genoa si scuote e sale in cattedra. Al 20’ Gasbarroni sfiora il palo di piatto sinistro. E’ il preludio al gol. Dopo cinque minuti, infatti, Sokratis è lesto ad approfittare di un pallone messo in mezzo da Mesto ed a battere Marchetti. Alla mezz’ora Criscito e Sculli provano ad irrobustire il risultato ma il portiere respinge. La ripresa comincia con due volti nuovi: Bocchetti e Vanden Borrre, per Criscito e Gasbarroni. Il nuovo assetto non modifica gli equilibri dei padroni di casa che raddoppiano al 55’ inserimento in area e colpo da biliardo di Thiago Motta che non dà scampo a Marchetti. Il Cagliari reagisce con rabbia e dopo pochi secondi Conti su punizione scheggia il palo destro a Rubinho battuto. La partita si riapre al 66’, gran merito di Bianco che aggira la difesa rossoblu e corregge in rete da un paio di metri. Poi il nervosissimo Fini rimedia due cartellini gialli in pochi minuti lasciando i suoi in inferiorità numerica. Nei minuti finali Vanden Borre spreca un paio di ghiotti contropiede e il portiere genoano salva il risultato su incornata di Lopez.

La chiave –
Attorno a Milito mister Allegri costruisce una gabbia a prova di leone e con guardiani tutt’altro che dal cuore tenero. La forza del Genoa di Gasperini è però quella di avere più frecce al proprio arco. Non è un caso che, con l’argentino in affanno, ad emergere sono altri.


La chicca –
Quando la palla arriva fra i piedi di Thiago Motta la sensazione è quella che venga messa in banca. Tocchi vellutati e servizi di trenta metri effettuati con rara naturalezza e precisione. La stessa con la quale confeziona la rete che vale l’ennesimo successo casalingo.


Top & Flop –
Sokratis ha il merito di francobollare e quello di rendersi utilissimo anche in fase avanzata. Suo il gol di rapina che sblocca la sfida. Fini tra il 71’ e il 76’ riesce a commettere due falli da ammonizione che valgono la doccia anticipata. Valeri arbitra bene per un tempo e poi diventa improvvisamente fiscalissimo. Alla fine se la partita diventa nervosissima un po’ di colpa è anche sua.


TABELLINO:
GENOA-CAGLIARI 2-1 (primo tempo 1-0)

MARCATORI: 25’ Sokratis (G), 55’ Thiago Motta (G), 66’ Bianco (C).
GENOA (4-3-3): Rubinho 6; Sokratis 7 (dall’81’ Jankovic sv), Biava 7, Ferrari 6.5, Criscito 6.5 (dal 46’ Bocchetti 6.5); Rossi 6, Thiago Motta 7, Mesto 6; Sculli 6, Milito 6.5, Gasbarroni 6 (dal 46’ Vanden Borre 6). (Scarpi, Potenza, Brivio, Roman). All. Gasperini 6.5.

CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 5.5; Pisano 6, Lopez 6.5, Bianco 6.5, Agostini 6 (dal 91’ Astori sv); Fini 4, Conti 7, Parola 6; Lazzari 7 (dall’81’ Matri sv), Jeda 6.5, Acquafresca 5.5 (dal 64’Larrivey 6). (Lupatelli, Matheu, Biondini, Burrai). All. Allegri 6.

ARBITRO: Valeri di Roma 4.5.

ESPULSO: Al 77’ Fini (C) per doppia ammonizione.

AMMONITI: Biava (G), Lopez (C), Milito (G), Conti (C), Vanden Borre (C), Bocchetti (G), Rossi (G), Agostini (C) per gioco scorretto.

RECUPERI: 1' p.t.; 4' s.t.

[Articolo pre Goal.com del 29 ottobre 2008]

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martedì 28 ottobre 2008

QPR, Di Carmine fa volare gli Hoops. Buon debutto di Tommasi. Leigertwood espulso al 45'

QPR-Birmingham City 1-0: A distanza di soli ventiquattro giorni i Rangers si prendono la rivincita sui Blues con lo stesso identico risultato dell’andata. Decisivo un destro di Di Carmine al 54’, servito dal debuttante Tommasi. Una rete che spodesta dalla vetta la squadra di McLeish che a Loftus Road fa un passo indietro anche nel gioco. In campo si rivede finalmente dal primo minuto Ledesma, artefice di una buona prova.
E’ un QPR molto italiano quello che supera il Birmingham City in una gara non bellissima ma certamente intensa. Una sfida resa ancor più ostica dall’espulsione di Leigertwood, reo di un fallaccio su Carsley, pochi istanti prima dell’intervallo. Dopo un tiro alto di Tommasi al 2’, sono gli ospiti a partire forte. Nei primi cinque minuti Jerome, McFadden e Phillips (l’eroe dell’andata) vanno a sbattere sui riflessi di Cerny. Passata la sfuriata iniziale i Rangers prendono le misure agli avversari impegnando Maik Taylor con un tiro di Rowlands al 32’ e con un tentativo di Cook dieci minuti dopo.
Tornati negli spogliatoi con il cartellino rosso ancora negli occhi di Leigertwood i ragazzi di Ainsworth rientrano in campo con lo spirito giusto e con Mahon al posto di Cook. E, dopo nove minuti, vengono premiati dalla prima rete stagionale dell’ex-viola. La reazione del Birmingham è immediata ma la difesa degli Hoops regge e, complice la bravura di Ledesma nel tenere alta la squadra, il Birmingham è costretto anche a guardarsi le spalle. Durante i cinque minuti di recupero Attwell estrae anche due cartellini gialli all’indirizzo dell’ex-genoano, per proteste, e del portiere Cerny, per perdita di tempo. Ma il risultato non cambia e il QPR conquista tre punti d’oro: per il morale e per la classifica
.

TABELLINO:
QPR: Cerny, Leigertwood, Stewart, Hall, Connolly, Ledesma, Rowlands, Tommasi, Cook (46 Mahon), Blackstock (68 Buzsaky), Di Carmine (74 Ephraim).
GOAL: 54 Di Carmine.

SUBS NOT USED: Cole, Parejo.

SENT OFF: 45 Leigertwood.

BOOKED: Ledesma, Cerny
.
BIRMINGHAM CITY: Maik Taylor, Parnaby, Martin Taylor, Ridgewell, Queudrue, O'Connor, Carsley, Nafti (64 Owusu-Abeyie), Agustien, Phillips, Jerome (64 Bent).

SUBS NOT USED: Doyle, McFadden, Quashie.

BOOKED: Wilson, Queudrue.

REFEREE: Stuart Attwell
.
ATTENDANCE: 13594.

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L’errore più grave della storia del calcio? Lo scippo della stella al Grifone. A sostenerlo è Scott Murray del quotidiano britannico The Guardian

Curioso che la centenaria storia del Grifone sia rispettata più lontano da Genova che in casa sua. Curioso ma non troppo, visti gli squallidi interessi che da decenni gestiscono l’informazione e la città il cui antico soprannome di Superba oggi suona addirittura sarcastico. Ma se nell’italico mondo pallonaro milaninterjuventesco, il valore del Genoa 1893 è rimasto vivo soltanto grazie alla passione dei suoi tifosi e a quella di Enrico Preziosi, altrove non è così. Chiedere a Scott Murray del Guardian, ad esempio, per averne conferma. Fra le altre cose l’ex editorialista, ora freelance, del più famoso quotidiano laburista d’Oltremanica è noto per la rubrica ‘The Joy of Six’, classifiche dedicate ai tesori più importanti della storia sportiva mondiale. In una di queste, nella quale vengono elencate le decisioni arbitrali più scandalose dell'epopea del football, al primo posto degli errori più gravi di sempre vi è quello dell'arbitro Mauro di Milano, artefice dello scippo del decimo scudetto - e quindi della stella - ai danni del Grifone. L’occasione fu un Bologna-Genoa disputato nella città ambrosiana il 7 giugno 1925 quale finale della Lega Nord. Il dettagliato resoconto del fattaccio - escluso (non per mia scelta…) dalla storia del Genoa che ho scritto per Calcio 2000 e scaricabile in formato pdf dall'home page di questo blog -, è leggibile cliccando QUI. Il furto del decimo scudetto genoano rappresenta storicamente la prima interferenza della politica nel calcio. La prima di una lunghissima serie intensificatasi nel tempo ed assai attiva anche ai giorni nostri.
Questo episodio di ingiustizia ai danni del Genoa è considerato addirittura peggiore del gol-non gol di Geoff Hurst nella finale mondiale disputata a Wembley il 30 luglio 1966. Quella rete consentì all’Inghilterra di superare la Germania Ovest per 4-2 aggiudicandosi il titolo continentale. Per leggere tutto l’articolo ‘The Joy of Six: shocking refereeing decisions’, basta premere il tasto sinistro del vostro mouse su QUESTO LINK.

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domenica 26 ottobre 2008

Sampdoria-Bologna 2-0: promossi & bocciati

Questi sono i promossi e bocciati della sfida tra Sampdoria e Bologna, disputata al 'Ferraris', che ha visto i blucerchiati conquistare la prima vittoria in campionato.

Cassano: Fulcro e non solo primadonna. Il fantasista stavolta offre una prestazione davvero matura. Gioca splendidamente ma è anche saggio a capire che ostinarsi a recitare la parte di Narciso può essere solo che deleterio. Così, complice il ritorno a tempo pieno di Bellucci, regala una ripresa da antologia del calcio facendo impazzire gli avversari e regalando palloni prelibati per tutti i compagni. non è un caso che tutte le occasioni doriani nascano da sue invenzioni. Voto 7.5
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Delvecchio:
Si sacrifica, lotta come un leone e riesce persino a fare un gol in rovesciata che fa esplodere di gioia i tifosi blucerchiati e tirare un lunghissimo sospiro di sollievo a Mazzarri e ai suoi dirigenti. Voto 7.

Bellucci:
Rientrare dal primo minuto ed essere protagonista. Lui a dispetto dell’età e degli acciacchi si conferma sempre calciatore di prim’ordine e ragazzo serissimo. Realizza il 2-0 e si dimostra partner ideale per Fantantonio. Indispensabile. Voto 7.

Di Vaio:
Era alla ricerca della conferma realizzativa dopo la splendida prova contro la Lazio. Così non è stato. L’ex-genoano non è mai stato davvero incisivo, complici le attente cure dei difensori avversari a cui non è mai stato veramente in grado di sottrarsi. Dà ragione a tutti i suoi detrattori che continuano a definirlo talentuoso quanto incostante. Voto 5.

Volpi: Tornato nella casa dove sino a pochi mesi fa si era un re non è impresa facile. Il capitano di mille battaglie doriane sembra partire con il freno a mano. E’ il primo a impegnare Castellazzi dopo quasi un’ora di gioco con una punizione delle sue e fra gli ultimi ad arrendersi. Un esempio per molti. Voto 6.

Arrigoni:
Squadra (e schema tattico) che vince non si cambia. Lo sanno anche i bambini. Lui azzarda il 4-4-2 dando l’impressione di contare troppo su un calo di energie degli avversari reduci dalla trasferta di Belgrado. Gli va male quasi tutto. Tardivi i cambi. Voto 5.

[Articolo per Goal.com del 26 ottobre 2008]

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Sampdoria-Bologna 2-0: Cassano incanta, Delvecchio e Bellucci segnano

Cassano prende per mano la Samp e la trascina alla prima vittoria stagionale. Fantantonio crea e suggerisce decine di palloni. Su due di questi Delvecchio in rovesciata al 62’ e Bellucci con un rasoterra al 73’ ipotecano il successo. Bologna bravo a reggere per un’ora, poi paga l’incapacità dei suoi attaccanti di evadere dalla gabbia eretta dai difensori avversari.

In campo – Mazzarri deve fare i conti con l’emergenza in difesa per le contemporanee assenze dell’infortunato Campagnaro e dello squalificato Lucchini. Ecco quindi Accardi centrale con Gastaldello e Bottinelli laterali. Delveccchio torna in mezzo insieme a Sammarco. Davanti, accanto a Cassano, Bellucci. Nel Bologna Arrigoni risolve in extremis il dilemma sullo schieramento tattico. La preferenza cade sul 4-4-2. Insieme a tre ex doriani – Antonioli, Zenoni e Volpi – Mingazzini prende il posto dello squalificato Mudingayi. Attacco formato dalla coppia Di Vaio e Bernacci.


Si gioca -
E’ la Samp a condurre le danze per i primi 45’. La voglia di sbloccare il risultato è tanta, la lucidità sotto porta un po’ meno. E’ grazie anche a questo che Antonioli riesce a salvare la pelle nonostante otto minuti di fuoco – dal 7’ al 15’ – quando si trasforma in muro di gomma su conclusioni ravvicinate di Pieri, Padalino e Cassano. Gli ospiti reggono l’urto e si fanno notare per due colpi di testa di Bernacci spentisi a lato. I padroni di casa vanno vicini al vantaggio al 34’ su botta di Delvecchio, respinta in volo dal portiere, e su incornata di Padalino al 39’ salvata sulla linea da Lanna.
La svolta arriva nella ripresa. Cassano sale in cattedra e dispensa meraviglie per i compagni e gli spettatori. Al 56’ Bellucci calcia a colpo sicuro ma coglie la traversa. Ma dopo che Volpi impegna per la prima volta Castellazzi su punizione, la Samp passa al 62’ grazie a una rovesciata sottoporta di Delvecchio che raccoglie un traversone del barese corretto da una deviazione. La replica felsinea è in un tocco ravvicinato dell’appena entrato Marazzina. L’attaccante non è fortunato. Ci pensa poi Bellucci, al 73’ a calare il sipario con un rasoterra perfetto a concludere un’irresistibile incursione centrale del solito Cassano. Inutile, quanto confusa, la reazione degli ospiti.

La chiave
– La voglia di riemergere dal fondo conta più della stanchezza. I blucerchiati, reduci dalla positiva trasferta di giovedì sera, sono in grado di dar fondo a tutte le energie. Reggono per novanta minuti e sorprendono un Bologna che ha in programma il contenimento per poi dare l’assalto finale in vista di un ipotetico calo fisico avversario. I felsinei non mettono però in conto l’orgoglio blucerchiato, ancora una volta decisivo.


La chicca - Cassano fulcro e non solo primadonna. Il fantasista stavolta offre una prestazione davvero matura. Gioca splendidamente ma è anche saggio a capire che ostinarsi a recitare la parte di Narciso può essere solo che deleterio. Così, complice il ritorno a tempo pieno di Bellucci, regala una ripresa da antologia del calcio facendo impazzire gli avversari e regalando palloni prelibati per tutti i compagni. Non è un caso che tutte le occasioni doriane nascono da sue invenzioni.

Top & Flop –
Rientrare dal primo minuto ed essere protagonista. Claudio Bellucci a dispetto dell’età e degli acciacchi si conferma calciatore di prim’ordine. Realizza il 2-0 e si dimostra partner ideale per Fantantonio. Di Vaio era alla ricerca della continuità realizzativa dopo la splendida prova contro la Lazio. Così non è stato. L’ex-genoano non è mai stato davvero incisivo, complici le attente cure dei difensori avversari a cui non è mai stato veramente in grado di sottrarsi. Tornato nella casa dove sino a pochi mesi fa era un re non è stata impresa facile per Volpi. Nonostante tutto è stato il primo ad impegnare Castellazzi dopo quasi un’ora di gioco.

TABELLINO:
SAMPDORIA-BOLOGNA 2-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: 62’ Delvecchio (S), 73’ Bellucci (S).

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 6; Gastaldello 6.5, Accardi 6.5, Bottinelli 6.5; Padalino 7 (dal 67’ Stankevicius 6.5), Delvecchio 7 (dal 72’ Dessena sv), Sammarco 6.5, Franceschini 6, Pieri 7; Bellucci 7 (dal 78’ Bonazzoli sv), Cassano 7.5. (Mirante, Ziegler, Fornaroli, Bonanni). All. Mazzarri 6.5.

BOLOGNA (4-4-2): Antonioli 5.5; Zenoni 5, Terzi 5.5, Moras 6, Bombardini 5.5; Marchini 6 (dal 60’ Valiani 6), Mingazzini 6, Volpi 6, Lanna 6.5 (dal 76’ Adailton sv); Di Vaio 5, Bernacci 5.5 (dal 64’ Marazzina 6). (Colombo, Castellini, Carrus, Lavecchia). All. Arrigoni 5.

ARBITRO: Celi di Campobasso 7.

AMMONITI: Mingazzini (B), Bombardini (B), Bellucci (S) Sammarco (S).

RECUPERI: 1' p.t.; 3' s.t.

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sabato 25 ottobre 2008

QPR, non c’è più Iain Dowie ma stavolta si vede il cuore. Buon pareggio a Reading

Reading-QPR 0-0: Lo stesso risultato a reti bianche nello spazio di quattro giorni. Ma questo è figlio dello scossone che è costato la testa a Iain Dowie e di una prestazione ben più degna di quella offerta a Swansea. L’esonero del tecnico di Hatfield è talmente fresco che a Reading il suo posto viene preso da Ainsworth, allenatore-giocatore già assistente di De Canio. In attesa che il suo interregno finisca i Rangers si presentano sul terreno minato del Madejski Stadium senza timori reverenziali. Giocano compatti, pressano bene nella zona centrale e stuzzicano i padroni di casa sino ad imporgli il primo pareggio interno stagionale.
Dopo un inizio equilibrato è Di Carmine, al 25', ad offrire il primo vero tiro in porta, Hahnemann si tuffa sulla sua destra salvandosi in angolo. L’ex-viola appare volenteroso ma spesso distante dagli altri compagni. Determinante è invece la prova di Cerny. Il portiere si dimostra ancora fra i migliori in campo. Stavolta per essere autore di una serie di interventi decisivi su iniziative dei fratelli Hunt: in chiusura di primo tempo su colpo di testa ravvicinato di Noel e, ad inizio ripresa, salvando di piede sul sinistro di Stephen. Gli Hoops non stanno a guardare. Parejo prova l’acuto su punizione al 51’, ma l’estremo statunitense non si fa sorprendere. Hahnemann è attento anche su tentativi di Buzsaky e Cook, a dimostrazione che all’occorrenza anche loro sanno tirare fuori le unghie. La sfida si gioca sul filo del rasoio. Entrambe le squadre sembrano avere in canna il colpo per far saltare il banco. A crederci più di tutti è Cisse all'84', bravo a deviare di testa una pennellata su corner dell’onnipresente Stephen Hunt; la palla sembra quella giusta ma Cerny conferma l’ottimo stato di grazia e si oppone da par suo. E’ l’ultimo vero sussulto del match. Il QPR serra i ranghi per l’assalto finale e, sotto lo sguardo di Flavio Briatore, conduce in porto uno 0-0 dal valore ben più alto di quello ottenuto nella sciagurata trasferta gallese di martedì sera.


TABELLINO:

Reading: Hahnemann, Rosenior, Bikey, Ingimarsson, Armstrong, Kebe (Long 80), Gunnarsson (Harper 73), Karacan (Cisse 73), Stephen Hunt, Noel Hunt, Doyle.

Subs Not Used: Andersen, Kelly.

Booked: Rosenior.
QPR: Cerny, Leigertwood, Stewart, Hall, Connolly, Buzsaky, Mahon, Rowlands, Cook, Di Carmine (Blackstock 60), Parejo (Balanta 86).
Subs Not Used: Delaney, Tommasi, Cole.

Booked: Parejo.

Att: 20,571.

Ref: Chris Foy (Merseyside).

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mercoledì 22 ottobre 2008

QPR, un punto e poco più. Paura per De Vries

Swansea City-QPR 0-0: Finisce a reti bianche e con la preoccupazione per le condizioni di Dorus De Vries, uscito al 26’ dopo aver perso conoscenza a seguito di un durissimo scontro con capitan Rowlads. Il portiere olandese si è procurato la frattura della mascella e il suo posto tra i pali, vista l’assenza di un portiere di riserva, è stato preso dal difensore Tate. Nonostante tutto i Rangers non sono riusciti ad impensierirlo neppure una volta. La squadra gallese, finora imbattuta al Liberty Stadium, ha condotto una buona gara al punto da meritare un risultato ben più favorevole negatogli soltanto dalla sfortuna. Emblematica l’occasionissima capitata al 93’ sul destro di Rangel, lo spagnolo calcia a colpo sicuro verso Cerny ma incredibilmente non trova lo specchio della porta. Alla fine anche il bilancio dei corner è impietoso: 19-1 per gli Swans! Il QPR, il cui andamento appare assai altalenante, in questa trasferta hanno evidenziato una pericolosa involuzione, nessun tiro a rete e gravi limiti sul piano della personalità e dei nervi. Alla fine i giocatori ospiti ammoniti da Bates sono stati addirittura 6 mentre nessun avversario è stato raggiunto da provvedimenti analoghi. Indice puntato Iain Dowie che anche in questa circostanza ha colpevolmente inserito Ledesma tra le riserve gettandolo nella mischia solo al 65’. Ma non è stato l’unico errore del tecnico, anche in questa circostanza palesemente incapace di leggere la partita e di mettere in campo una squadra che sappia farsi valere lontano da Loftus Road.

TABELLINO:
SWANSEA CITY: De Vries (Tate 27), Williams, Painter, Monk, Rangel, Bodde, Britton, Pratley, Gower, Gomez (Butler 90), Scotland.
SUBS NOT USED: Brandy, Tudur-Jones, Pintado.
QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Hall, Ramage (Connolly 80), Mahon, Leigertwood, Rowlands (Parejo 59), Cook (Ledesma 65), Blackstock, Buzsaky.
SUBS NOT USED: Balanta, Cole.
BOOKED: Rowlands, Delaney, Buzsaky, Leigertwood, Stewart, Connolly.
ATT: 13,475.
REF: Tony Bates (Staffordshire).

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martedì 21 ottobre 2008

Cure, recensione in anteprima di '4:13 Dream'

La cosa più bella di ‘4:13 Dream’ è scoprire che alla fine, nonostante le mille traversie che ne hanno reso possibile l'uscita, i Cure riescono ancora ad evitare l’autocelebrazione tipica dei molti miliardari imbolsiti che popolano le classifiche mondiali. In origine questo 13° lavoro in studio sarebbe dovuto essere un doppio album, tra l’altro pubblicato almeno un anno fa. Sugli scaffali arriverà solo venerdì prossimo, dimezzato più da logiche di mercato che da scelte artistiche. Non so se i 13 brani che compongono questo lavoro - insieme ai 4 proposti a corredo dei singoli - siano il meglio dei 33 realizzati per l’occasione. Robert Smith ha definito questa raccolta come “la parte meno intimista delle registrazioni”, cogliendo l’occasione per annunciare sibillinamente la futura pubblicazione di un secondo disco contenente il materiale escluso e caratterizzato da atmosfere dark. Sulla questione, vera o presunta, resto devotamente in attesa. Nel frattempo, dopo la chiaroscura versione live proposta a Roma lo scorso 11 ottobre, l’ascolto di ‘4:13 Dream’ lascia un’impressione positiva. Così come positivo è il lavoro di produzione e gestione dei suoni da parte di Keith Uddin che, insieme a Smith, si è occupato della definizione dell’album. Ecco, brano per brano, il mio pensiero su quest’ultimo lavoro.

01. UNDERNEATH THE STARS (6:17)
L’anteprima offerta negli ultimi concerti è stata una lieta sorpresa, la versione in studio è persino migliore. Bellissimo modo di alzare il sipario su un album tanto atteso. Era dai tempi dell’inarrivabile ‘Plainsong’ (‘Disintegration’, 1989) che un disco dei Cure non si presentava in maniera così avvolgente.

02. THE ONLY ONE (3:57)

Primo singolo gettato in pasto ai fans più affamati lo scorso maggio. Rappresenta il lato leggero dei Cure. Magari interrompere in questa maniera i sogni suscitati dal brano d’introduzione è un po’ maleducato, ciò non ne sminuisce la qualità. Scoprire le differenze con la versione ‘Mix 13’ è esercizio più difficile che individuare i capelli bianchi sulla testa di mr. Smith. Ma va bene lo stesso.

03. THE REASONS WHY (4:35)

Comincia con una linea di chitarra e migliora in crescendo, soprattutto per merito del basso di Simon Gallup che, come al solito, quando inizia non lo fermi più. La vera forza di questa creazione è l’arrangiamento, basato su un refrain sorretto da uno controcanto strategicamente inappuntabile.

04. FREAKSHOW (2:30)

La prima volta che l’ho sentita (concerto di Milano dello scorso 2 marzo) avevo apprezzato il fatto che era finita in fretta. La seconda volta (in occasione della pubblicazione come singolo) mi aveva ricordato in maniera eccessiva alcune b-sides di metà anni Ottanta. La terza volta (oggi) mi è persino piaciuta. Se vado avanti di questo passo il prossimo anno l’avrò imparata a memoria… Non è il mio Robert Smith preferito ma, sotto l’aspetto burlesque, qui è possibile trovarlo al massimo della sua espressione.

05. SIRENSONG (2:22)

Colpo di fulmine! Lo è stato da quando le prime note sono echeggiate da piazza San Giovanni ai padiglioni auricolari di tutti i fans sparpagliati in giro per il globo. Qui, come nel brano d’apertura, Porl, Simon e Jason smettono di fare la tribute band di Robert Smith e tornano ad essere i Cure. Il risultato è eccellente. Con la Gibson lap steel guitar di mr. Thompson ad accompagnare per mano una delle più belle gemme che la band abbia prodotto nell’ultimo decennio. Liriche comprese.

06. THE REAL SNOW WHITE (4:43)

Prendete la passione per i Kinks, il rock anni Settanta e lo spiritello di Marc Bolan a danzarvi attorno spargendo qua è là petali glam come solo lui sapeva fare. Il risultato è questa canzone che migliora di ascolto in ascolto. Della serie: come fare cose orecchiabili ma non banali.

07. THE HUNGRY GHOST (4:29)

Un tappeto di chitarre ad ammorbidire l’impatto di uno dei testi più profondi dell’album. Chorus e sonorità bilanciate in maniera coerente. La mia personalissima sensazione è che stavolta l'eccessiva ricerca della perfezione faccia pagare dazio alla spontaneità. Forse è per questo che al momento non è tra le mie preferite.

08. SWITCH (3:44)
Pochi secondi e sembra di vedere le mani fatate di Porl Thompson assumere le sembianze di quelle appartenute a sua maestà Jimi Hendrix. Nessuna pausa, solo gran ritmo e idee che si inseguono l’un l’altra a formare un vortice sonoro che non lascia scampo alla preda.

09. THE PERFECT BOY (3:21)

A differenza di molti non la ritengo un capolavoro. Se non altro perchè a mio parere il testo è molto migliore rispetto alla parte musicale. Magari però dipende dal fatto che io sono (quasi) sempre incontentabile. Anche questa versione non differisce in maniera particolare da quella “vestita” da singolo.

10. THIS. HERE AND NOW. WITH YOU (4:05)

A condurre le danze è l'onnipresente basso di Simon Gallup. Chitarre a ricamarci attorno e la voce di Robert Smith ad arrampicarsi in cielo per poi scendere e risalire velocemente in una delle sue esecuzioni più riuscite.

11. SLEEP WHEN I’M DEAD (3:51)

Versione decisamente più coinvolgente rispetto a quella utilizzata come quarto e ultimo singolo. Inizio molto ambient e ideale preambolo agli ultimi due incredibili capitoli dell’opera.

12. THE SCREAM (4:35)

Alzate calici e volume! Anche gli scettici sono serviti. I Cure sono ancora una delle più grandi rock band del pianeta. Se usando la macchina del tempo questo brano fosse finito su ‘The Top’ dell’84 adesso lo ricorderemo come un classico. Meglio che sia andata così. Averlo oggi ci serve a confermare che siamo di fronte a un lavoro in cui l’arte e la passione hanno avuto la meglio sui calcoli. Splendido anche dal vivo.

13. IT’S OVER (4:16)

Era dai tempi di 'End', tratto dall'ottimo 'Wish' (annata '92), che un disco dei Cure non si chiudeva con tale energia. Rodata una decina di volte nel tour americano con il titolo provvisorio di ‘Baby Rag Dog Book’, qui ci si trova di fronte alla realizzazione dell’impossibile: clonare la stessa intensità della sua esecuzione dal vivo che, nel concerto-presentazione di Roma, ha avuto il suo climax. Tutti sono al massimo delle loro potenzialità e del loro talento. Accomiatarsi così è il modo migliore per lasciare spalancata la porta sul futuro di una band che evidentemente ha ancora molto da dare ai fans ma, soprattutto, a se stessa.

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domenica 19 ottobre 2008

Cure, tutti i testi di '4:13 Dream' e delle b-sides

Ecco i testi ufficiali di tutti i brani di '4:13 Dream' e delle b-sides inserite nei quattro singoli usciti durante i mesi scorsi.



Underneath The Stars

Floating here like this with you
Underneath the stars
Alight for 13 billion years
The view is beautiful
And ours alone tonight
Underneath the stars

Spinning round and round with you
Watching shadows melt the light
Soft shining from our eyes
Into another space
Is ours alone tonight
Watching shadows melt

And the waves break...
And the waves break...

Whisper in my ear a wish
"We could drift away"
Held tight
Your voice inside my head
The kiss is infinite
And ours alone tonight
"We could drift away"

Flying here like this with you
Underneath the stars
Alight for 13 billion years
The view is beautiful
And ours alone tonight
Underneath the stars

And everything gone
And all still to come
As nothing to us
Together as one
In each others arms
So near and so far
Forever as now
Underneath the stars

As the waves break...



The Only One

Oh I love, Oh I love, Oh I love
What you do to my head
When you pull me upstairs
And you push me to bed
Oh I love what you do to my head
It’s a mess up there!

Oh I love, oh I love, oh I love
What you do to my heart
When you push me back down
And then pull me apart
Oh I love what you do to my heart
It’s the best, oh yeah!

Oh I love, oh I love, oh I love
What you do to my lips
When you suck me inside
And you blow me a kiss
Oh I love what you do to my lips
It’s so sweet in there

Oh I love, love, love, love
What you do to my hips
When you blow me outside
And then suck me like this
Oh I love what you do to my hips
It’s the beat, oh yeah!

You’re the only one I cry for
The only one I try to please
You’re the only one I sigh for
The only one I die to squeeze

And it gets better every day, I play
With you it’s such a scream
Yeah it gets meta every day, I say
With you it’s so extreme
Yeah it gets wetter every day I stay
With you it’s like a dream

Oh I love, Oh I love, Oh I love
What you do to my skin
When you slip me on
And slide me in
Oh I love what you do to my skin
It’s a blush on there

Oh I love, love, love, love
What you do to my bones
When you slide me off
And slip me home
Oh I love what you do to my bones
It’s the crush oh yeah

You’re the only one I cry for
The only one I try to please
You’re the only one I sigh for
The only one I die to squeeze

And it gets hazier every way, I sway
With you it’s such a scream
Yeah it gets mazier every play, I say
With you it’s so extreme
Yeah it gets crazier every day I stay
With you it’s like a dream

Oh I love, Oh I love, Oh I love
What you do to me



The Reasons Why

I won't try to bring you down about my suicide
Got no need to understand about my big surprise
I won't beg to hang you up about my love of life
If you promise not to sing about the reasons why

I am writing you a letter
Getting better
Can I see you?
When...
All the lights go out together
Blame the weather
Yeah the cold again
In the darkness for a second
I am sure I see them smiling then
I feel them calling me
Yeah they are calling me...

And I am falling through the stars
You remember now?
Yeah I am falling in their arms
You remember how?
Oh I am falling through the sky
You remember this ?
I am falling in their eyes
You remember the kiss?

I won't try to pull you in about my sacrifice
Makes no sense to get upset about the other side
I won't beg to put you out about my right to die
If you promise not to sing about the reasons why

I am calling you at midnight
Feeling alright...can I tell you?
When?
On the line no sound but my words
Must be night birds on the wire again
In the silence for a second
I am sure I hear them laughing then
I feel them calling me
Yeah they are calling me...

I am falling through the stars
You remember now
Yeah, I am falling in their arms
You remember how
I am falling through the sky
You remember this
I am falling in their eyes
You remember the kiss

"We know"
They said
"You're holding on
To nothing left of something gone"

"We know"
They said
"In letting go
Of fear and dread
And all you know
You'll lose the need of certainty
And make-believe eternity
To find the true reality
In beautiful infinity...."

But I won't try to bring you down about my suicide
If you promise not to sing about the reasons why



Freakshow

I can't believe it
I must be dreaming
She turns the sound down
Says "I am heaving
This is a freakshow"
and I am screaming
She spins the world round
I want to stop

Bittersweet again
Her opening move
Down and out in black
Soft shiny and smooth
Looks like the alien crowd got groove
She burns her name into my arm
but I can never get through

To play the game she's trying to lose
Her ultraviolet makes it harder to choose
Looks like the edge of the earth got moved
She blurs a way across the floor
I spin to swallow the view

And it's the same sway
yeah it's the same slide
It's the same stare
Oh it's the same smile
Yeah it's the same but...
it's not quite right

Oh it's insane
She shakes like a freak
Stuck in the middle of the room for a week
Looks like the only way to get on the beat
Is take her up on how to swing
But I am missing my feet

And it's the same sway
Yeah it's the same slide
It's the same swish
Oh it's the same smile
Yeah it's the same but...
It's not quite right

I'm in a step...out!
She two more steps...down!
For three steps up...clap!
And go around...ow!
It makes my head buzz
She wants to come now
I try to stop

Always infradig her finishing move
Up and down in black
Soft shiny and smooth
Looks like the alien crowd got groove
She cuts a number out my arm
But I can never get through

To play this game she's trying to lose
The stuff from Mars makes it harder to choose
Looks like the final frontier got moved
She blurs a way across the floor
I spin to swallow the view

And it's the same sway
Yeah it's the same slide
it's the same strip
oh it's the same smile
Yeah it's the same but it's not quite right...

I can't believe it
I must be dreaming
She turns the lights up
Says she is leaving
This is a freakshow
and I am beaten...
She spins the world round
I have to stop.



Sirensong

It could have been her golden hair
That turned my head
I didn't look to stare
Like I was hypnotized
But I was fixed
On how she pointed slowly down
And low I sank
And still without a sound
The world was far away
And I was tricked

It could have been her silver skin
That drew me on
I didn't mean to spin
Like I was mesmerised
But I was rapt
Without a name or memory
I waited there
Too scared to even breathe...

She sang...she sang...she sang...

She sang
"Tell me you love me
And beg me to stay"
She Sang
"Tell me you love me
before it's too late"
She sang
"Give me your life
Or I must fly away
And you will never hear this song again"

It could have been her crystal eyes
That made me stop
I didn't want to sigh
Like I was stupefied
But I was thrown
And at that point of no return
My whole life hanging
On a single word
To be hers evermore
Or mine alone

She sang...she sang...she sang...
She sang
"Tell me you love me
And beg me to stay"
She Sang
"Tell me you love me
before it's too late"
She sang
"Give me your life
Or I must fly away
And you will never hear this song..."



The Real Snow White

You've got what I want
You've got what I want
Yeah, you've got what I want
You've got what I want
You've got what I want
You've got what I want
You've got what I want

Oh yeah!
It's only for the night
And I will give it back tomorrow I swear
She can barely breathe
Don't stare
I know the dress is tight
But it was all I had to wear
Give me what I need
Please share
You know it's only right
And I would never lie to you
I wouldn't dare...

I made a promise to myself
I wouldn't start with anyone else but...
You know how it is with these promises
Made in the heat of the moment
They're made to be broken in two
Sometimes the only thing to do

Oh no!
It's all coming back
How I came to in a sticky 3 day hole
Didn't see the sign
Go Slow
Too busy tuning static on the radio
She hissed it in a song
"Don't go...
it always fades to black"
But that's why I love the trip, it's so inevitable
I made a promise to myself
I wouldn't fall for anyone else but...
You know how it is with these promises
Made in the heat of the moment
They're made to be less than they seem
Whenever you've got what I need

And you've got what I need...
You've got what I need
You've got what I need

AAAIIIIEEE!
For service with a smile
I have to walk in on my hands
and roll for free
You say it's all the same
Ennui...
You're not the real Snow White
The real Snow White is on my knee
I didn't need to get
ID
It's simply minimum height
And getting all dressed up
In seven ways to please
Yeah

I made a promise to myself
I wouldn't stay with anyone else but...
You know how it is with these promises
Made in the heat of the moment
They're made to be broken one day
If there's no time to get away

Uh oh!
She wasn't made to shine
She was really only ever made to glow
I left her in the dark
No show
Quiet sucking on a line
It was a tricky gun to load
And I didn't get to fire
Hi-Ho!
She's off to work for time
And I should have finished out with higher
Up than low

Yeah, I made a promise to myself
I wouldn't stop with anyone else but...
You know how it is with these promises
Made in the heat of the moment
They're made befor right becomes wrong
Whenever you've got what I want
Whenever you've got what I want
Whenever you've got what I want
Whenever you've got what I want

And you've got what I want
You've got what I want
You've got what I want

Oh yeah!
It's only for the night
And I will give it back tomorrow
I swear



The Hungry Ghost

All the things we never know we need
Looks like we get them in the end
Measure time in leisure time and greed
And by the time we get to spend
A floating bed
A head of stone
A home plugged into every phone
Kimono coral floral print
Exclusive tint and cut reclusive

No it doesn't come for free
But it's the price
We pay for happiness

No don't talk about more to life than this
Dream a world maybe no one owns
No don't think about all the life we miss
Swallow doubt as the hunger grows
Make believe it's like no one knows
Even if we turn more to most
We'll never satisfy the hungry ghost

All the stuff we know we never want
Seems like we get it anyway
Safe to say it isn't really wrong
But when we know we only...
Yeah, throw it all away

Yeah, all of this we never know we want
It's like we get it anyway
Safe to say it isn't ever wrong
Better to get than to delay
A 3D screen
A cleaner pit
A bit pulled out of every hit
Addicted latest greatest piece
Design caprice and make the headline

No it doesn't come for free
But it's the price
We pay for happiness

No don't talk about more to life than this
Dream a world maybe no one owns
No don't think about all the life we miss
Swallow doubt as the hunger grows
Make believe it's like no one knows
Even if we turn more to most
We'll never satisfy the hungry ghost

And all of this
We know we never need
Well it's the price
We pay for happiness
Yeah



Switch

Sometime it seems
I stop being myself
And without a word
Turned into somebody else
Full of wishes want dreams
And desires
For a life
Of conceit and deceit
And repeat and rewrite

Not sure who I was
Before this me and I changed
But I know this me now
Is not really the same...

Friends are as strangers
And strangers as friends
And I feel like I'm wired in a why
Yeah my friends are as strangers
And strangers as friends
And I feel like I'm lost in a lie

And every day my world gets slower
and colder and smaller
And older and lower
And every day
My treat gets closer to trick
Yeah every day my world gets slower
And colder and smaller
And older and lower

And I'm tired of being alone with myself
And I'm tired of being with anyone else
Yeah, I'm tired...
Like I'm sick

None of my favorite things
Are quite right
To the mirror man
Screaming at me
In the spite of another
False start
Dirty worn out and used
Up and down
To the ground
Disavowed
So confused
All made up in the belief
That me is the same
As the eyes in the glass
But I see my eyes change...

Friends are as strangers
And strangers as friends
And I feel like I'm wired in a why
Yeah my friends are as strangers
And strangers as friends
And I feel like I'm lost in a lie

And every night, my world gets quicker
And lighter and shorter
And tighter and slicker
And every night
My truth gets closer to dare
Yeah every night my world gets quicker
And lighter and shorter
And tighter and slicker

And I'm sick of being alone with myself
And I'm sick of being with anyone else
Yeah I'm sick of being alone with myself
And I'm sick of being with anyone else

Yeah, I'm sick

Like I'm tired?

Like I'm scared...



The Perfect Boy

"You and me are the world", she said
"Nothing else is real
The two of us is all there is
The rest is just a dream
Always meant to be, I can feel it
Like a destiny thing
Written in the stars
Inescapable fate
Yeah it's out of my hands
Falling into your arms"

"And I don't want to get innocent
But I would love you to take my time
We're on the edge of a beautiful thing", she said
"Come on...let's stay here for awhile"

Oh girl!
He is the one for sure
Oh girl!
He is the perfect boy

"Yeah, me and you are a world", he said
"But not the only one I need
The two of us is never all there is
That doesn't happen for real
If it was meant to be us, it was meant to be now
Don't see the sense in wasting time
If you're so sure about this Laurel Kismet Hardy thing
You know tonight, you're mine"

"And I don't want to get obvious
But I have to be gone by three
We're on the edge of a beautiful thing", he said
So come on...jump with me"

Oh girl!
He's not the one for sure
Oh girl!
He's not so wonderful
Oh girl!
He's not the one for sure
Oh girl!
He's not the perfect boy....at all

"You and me are the world", she says
"Nothing else is real
The two of us is all there is
The rest is just a dream..."

And her heart may be broken a hundred times
But the hurt will never destroy
Her hope...

The happy ever after girl
One day finds the perfect boy



This. Here and Now. With You

This
Here and now
With you
This
Here and now
With you

"Please don't ask me who I am
Or when and where my life began
Or why I ended up like this or how
Don't ask me what I was before
If I was anything at all
It's nothing you can know
About me now"

You hold my spinning head to stare
And strip me bare of memory
Of black eyes burning into me
So slow
The sounds and lights and others fade
And fall away in symmetry
Your black eyes burning hungrily
And unafraid, I know...

Everything I ever dared forget is here
Too scared before I never let
Tonight be all I need
Everywhere I never tried to get is here
Too tired before to ever let
Tonight be all I feel
Every time I ever thought regret is here
Too caught before I never let
Tonight be all I dreamed
There isn't any yesterday
Tomorrow starts a day away
This here and now with you is how
Always should always be

This
Here and now
With you
This
Here and now
With you

"I can't believe it's coming true
I'm so up close to kissing you
A breath away from never going home
I don't remember getting here
It seems to be sometime next year
I hope you won't be...
Leaving me alone?"

"No please don't tell me who I am
Or when and where my life began
Or why I ended up like this, or how
Don't tell me what I was before
If I was anything at all
It's nothing you can know
About me now"

You pull my shaking body close
To make the most of tangency
I bite your mouth so fearfully
And slow
The taste of summers yet to shine
A perfect time to change the scene
I bite your mouth in urgency
And terrified I know

Everything I ever dared forget is here
Too scared before I never let
Tonight be all I need
Everywhere I never tried to get is here
Too tired before to ever let
Tonight be all I feel
Every time I ever thought regret is here
Too caught before I never let
Tonight be all I dreamed
There isn't any yesterday
Tomorrow starts a day away
This here and now with you is how
Always should always be

This
Here and now
With you
This
Here and now
With you



Sleep When I'm Dead

"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said
"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said
"Sleep when I'm dead, you angels
But until then..."

They told me I would live forever
If I kept it clean
They said I would be the chosen one
If I took one for the team
Yeah it's the only way to be
Never think it isn't fair
That's a green-eyed panic climb
To the edge of nowhere

Give it to the chicken
And see if it ticks
Yeah, give it to the kitten
See if it sicks
Then give it to the wonderful, wonderful me
And I will tell on my return the way it is
with all the happy boys and girls

Yeah the whole h-h-happy world
And the love they feel for me
Yeah the love they feel for me

"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said
"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said

They told me I could run the world
If I kept it quiet
They said I could be the man
If I took it out of sight
In a monkey suit again
Having fun with all your friends
How a casual hour can pull
All this world to pieces

Give it to the bunny
And see if she kicks
Yeah, give it to the puppy
And see if he sticks
Then give it to the wonderful, wonderful me
I'll let you know when I get back, just how it is
with all the other boys and girls

Yeah the whole f...f... other world
And the way it stirs inside
And the why it never burns at night
And the way they make the climb
And the why they never pray for time
And the way I show surprise
And the why I never close my eyes
Yeah, just how it is

"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said
"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said
"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead", I said
"Sleep when I'm dead, you angels
I'll sleep when I'm dead
But until then..."

Well...I should at least feel tired, I think
Before I lay me down to dream



The Scream

Yeah I've been this way before
But something down here changed
The Spring sun hanging slower
Colder in the sky
And your voice sounds strange
Your voice sounds strange

Yeah I've been down here before
But this time
Something really isn't right
Summer sun hangs smaller
Paler in the sky
And your eyes are too bright
Your eyes are too bright

It's like everything I know
Is twisted out and wrong
The Fall sun hanging flatter
Lower in the sky
And your smile is gone
Your smile is gone

It's like twisted out I know
Now I can't wake to
Break apart this dream
Winter sun hangs weaker
Older in the sky
And you start to scream
You start to scream

You start to scream...

Scream and you scream
This is not a dream
This is how it really is
There isn't any other this
Is not a dream

Scream and you scream
Why you have this need
Why you can't be satisfied
Always want another why
You have this need

Scream and you scream
Dare me to believe
Dare me now to show I care
One last chance to make the dare
Me to believe

Scream and you scream
How we ended here
How we got from then to now
Never really followed how
We ended here



It's Over

I get up
And it's over
It's always over
It's raining and I'm burned
And it's late and you're gone
And I can barely remember
Anything I did or said
Or how I lost another week
There must be something going on...

A nagging sense of shame
I can't explain
An acrid taste of smoke and blood
And tears and drugs
And every inch of me is raw
And it's always fucking over
It's raining and I'm blind
And it's late and you're gone
I can't do this anymore

Keep getting there
It's over
It's always over
It's raining and I'm cracked
And it's late and you're out
And I can't quite remember
Anything I did or said
Or how I lost another year
There must be something coming down...

A sweetly sour unease
It's like a tease
A broken dream of guilt and fear
And spit and steel
And every piece of me in pain
And it's always fucking over
It's raining and it's cold
And it's late and you're out again

Run my head around it
Like I know I really miss her
"But I always want to do it now"
She told me in a whisper
I try so hard to place it
Wonder why I really feel it
When to send the pretty flowers
Maybe helps her to believe it

Run my tongue along it
Oh the taste is something sicker
"But you know you have to do it now"
She told me in a whisper
It only takes a second
But the second lasts forever
"Close your eyes
And let me take you down..."

And I get up
And it's over
It's always fucking over
It's raining and I'm wrecked
And it's late and you're...

No I can't remember
Anything I did or said
Or how I lost another life
I lost another life
I lost another life
I lost another life

Oh I can't do this anymore

No
I can't do this anymore



NY Trip

"One by one they drop" you said
"Left us two on a ride stopped dead..."
"It's monkeys on the track
All fell out of their tree...
Lost their tails" I said
"In the deep dark sea..."

So take me on the ice and push me around
And every time I fall I kiss the ground
You skate on by without a sound
Yeah I'm in love with you cold
Any warmer and I drown

Whatever you want, whatever you need
Oh anything at all, I'm only here to please you
In any way I can, there's really nothing in the world
I won't do to get a New York Disney smile from you

Ow! You're so beautiful it hurts
Ow!The most beautiful girl I ever...
Ow! Too beautiful for words
Now please! Inside beside me
And let's take on the world

"One by one they drop" you said
"Left us two on a ride stopped dead..."
"It's hard to be sure, but I swear they're whales
Swimming down the line, spitting monkey tails

So drag me on the floor, and get me to twirl
And every twist around, I buss you first
You spin right through, a perfect blur
Yeah, I'm in love with you quick
Any slower and I burst

Whatever you want, whatever you need
Yeah anything at all, I'm only here to please
In any way I can, there's really nothing
I won't do to get a New York Disney smile from you

Ow! You're so beautiful it hurts
Ow! The most beautiful girl I ever...
Ow! Too beautiful for words
Now please! Inside beside me
And let's take on the world

"One by one they drop" you said
"Left us two on a ride stopped dead..."
"It's vultures on the rail and they're packed down tight
Best get close" I said
"This could take all night..."



All Kinds Of Stuff

So maybe I took too much
Yeah maybe I lost my touch
Or maybe all kinds of stuff
Yeah maybe...

Promise me it comes around again
it doesn't matter if it's true
I beg you please don't take away
the only hope I have to get
Another go with you
And I will change me back to how I was
before I really understood
the easy way to less is always more

Beautiful!
I should have sung it like that
Beautiful!
I should have sung it right back
Yeah, yeah, yeah
I should have sung it to you then
Yeah, yeah, yeah
I should have sung it to the end
Maybe I wouldn't be here now
I should have sung it to you then
Maybe I didn't know how
I should have sung it to the end
Maybe I couldn't get the time
I should have sung it to you then
Maybe I hadn't got why

So maybe I took too much
Yeah maybe I lost my touch
Or maybe all kinds of stuff
Yeah maybe...

All kinds of stuff.

Promise me it runs around
it doesn't matter if it's all a lie
I only want the dream of us
Together like it was
Before you realized the
Why it is we only get one way to know
A night
I wish I'd got back then
The easy way to wrong is never right.

Wonderful!
I should have sung it like that
Wonderful!
I should have sung it right back
Yeah, yeah, yeah
I should have sung it to you then
Yeah, yeah, yeah
I should have sung it to the end
Maybe I wouldn't be here now
I should have sung it to you then
Maybe I didn't know how
I should have sung it to the end
Maybe I couldn't get the time
I should have sung it to you then
Maybe I hadn't got why...

So maybe I took too much
Yeah maybe I lost my touch
Or maybe all kinds of stuff
No maybe...
I fucked this up



Down Under

Around the sea green pool we spin
The mermaid singing songs
To pull us in
To swim with him, she slides up slow
To fall down under

Bright burning eyes, the only clue
To who plays, what plays, when plays
You just blew my cue
To drown his tears
For all in wonder

Unlucky start, I smile
But twice is helpless
Fizz down nice, as black with ice
Disguise the stroke
Entice them out
To call their number

Lean in and breathe in
As low as you choose
Remember not all games are won
By the last one to lose...

Her tail I tell his head we break
The trick is how to fake the first mistake
To make them take
The easy choice
Too close to care how

But wet spot sometimes changes stripe
And day to night
If every wrong is right
I dry your eye
You bite my lip
We're almost there now

Lean in and breathe in
As low as you choose
Remember not all games are won



Without You

Anything at all
But you know I can't stop
It's life on the moon
All this talk of giving up
Life is too short
For it not to be true
The best idea I think
Is for me to go my way...

Anything at all
But don't want me to change
Hard to understand
When a plan is this strange
And life is too big
Yeah, it has to be true
Oh the best idea I think
Is for me to go my way

If all that you want
Is how it could be
You may as well go now
There's no wait and see

Anything at all
But don't ask me to fade
You have to accept
I can't ever play safe
Life is too real
For it not to be true
Oh the best idea I think
Is for me to go my way

If all that you want
Is how it could be
You may as well go
No, there's no wait and see
It will always be wrong
If all I won't give
Is all that you want
It's a strange way
To live and let live
When all that you do
Is measure me up
Falling shorter than you
It's a strange way to love
All this 'be as I want'
When I know that you know
I can't fade, change, or stop

So anything at all
But you know I won't choose
If all you could win
Is all I would lose
When life is too rare
Yeah, it has to be true
The best idea I think,
Is for me to go my way...

(Whispered) ...without you

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sabato 18 ottobre 2008

QPR, Buzsaky riporta il sorriso e i tre punti

QPR-Nottingham Forest 2-1: I Rangers tornano ad assaporare il gusto della vittoria. Lo fanno con un 2-1 ai danni di un Nottingham Forest che sinora non ha raccolto neppure un punticino lontano dal City Ground. Dopo una prima frazione piuttosto equilibrata la squadra di Dowie rientra in campo in maniera perentoria. Due i fragorosi colpi suonati alle spalle di Smith. Il primo al 48’ con un destro ravvicinato di Balanta su assist di Delaney, il secondo undici minuti dopo su iniziativa dell’indispensabile Buzsaky. In entrambe le circostanze la difesa ospite non apparsa immune da colpe. Grandi meriti vanno però al QPR che, in un Loftus Road dall’atmosfera pesante, riesce ad esprimere cose buone riconquistando fiducia nei propri mezzi. Nella parte finale della gara la squadra dello scozzese Calderwood spinge in maniera più convinta riuscendo ad accorciare le distanze all’83’ con una una punizione di McGugan. Troppo tardi per riuscire a costruire freddamente un’azione utile a riequilibrare il risultato. Anche perché stavolta il reparto arretrato dei padroni di casa riesce ad esprimersi in maniera ordinata sino al triplice fischio finale. Grazie a questo risultato il QPR torna ad inserirsi in zona playoff.

TABELLINO:
QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Hall (Connolly 64), Leigertwood, Blackstock, Buzsaky (Mahon 90), Rowlands, Ramage, Cook, Balanta (Di Carmine 75). Subs: Camp, Ledesma.
Scorers: Balanta (48), Buzsaky (59)
Bookings: Blackstock (17), Cook (84)
Nottingham Forest: Smith, Wilson, Chambers, Morgan, Tyson, Anderson (Davies 72), McCleary, Cohen, Cole, Fletcher (McGugan (72), Bennett (Lynch 46).
Subs: Martin, Thornhill.
Scorers: McGugan (83)
Bookings: Tyson (89)
Referee: Mr F Graham
Attendance: 15,122

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lunedì 6 ottobre 2008

Depeche Mode, ecco il "Tour of the Universe"

Ufficializzate le date europee del 'Tour of the Universe 2009'. L'annuncio è stato fatto poche ore fa durante una conferenza stampa che i Depeche Mode hanno tenuto all'Olympiastadion di Berlino. 28 concerti in 22 paesi, tutti previsti in stadi o arene all'aperto. Debutto il 10 maggio a Tel Aviv e chiusura l'11 luglio a Porto. In Italia si esibiranno il 16 giugno allo stadio Olimpico di Roma e il 18 giugno allo stadio di San Siro a Milano.

Stime ufficiali indicano in circa 1 milione e 300 mila i fans che assisteranno a queste prossime esibizioni dei Depeche Mode. La seconda parte della tournèe si svolgerà in Nord e Sud America nella seconda parte del 2009. La cura grafica dell'album e della scenografia del tour sono state affidate all'estro di Anton Corbijn. Clicca QUI per vedere parte della conferenza stampa tenuta ieri a Berlino durante la quale sono anche state proposte brevi anteprime di un paio di nuovi brani i cui titoli sono 'Wrong' e 'Peace'. Ecco l'elenco completo del tour di presentazione del nuovo album in uscita il prossimo 20 aprile sotto l'etichetta Mute/Emi con la quale la band ha sottoscritto un contratto nuovo di zecca:

10.05.2009: Tel Aviv, Israel - Ramat Gan Stadium
12.05.2009: Athens, Greece - Terra Vibe Park
14.05.2009: Istanbul, Turkey - Santral Istanbul
16.05.2009: Bucharest, Romania - Parc Izvor
18.05.2009: Sofia, Bulgaria - Vasil Levski Stadium "Tuborg Greenfest"
20.05.2009: Belgrade, Serbia - USCE Park "Tuborg Greenfest"
21.05.2009: Zagreb, Croatia - Arena "Tuborg Greenfest"
23.05.2009: Warsaw, Poland - Gwardia Stadium
25.05.2009: Riga, Latvia - Skonto Stadium
27.05.2009: Vilnius, Lithuania - Zalgirio Stadionas
30.05.2009: London, UK - O2 Arena
02.06.2009: Hamburg, Germany - HSH Nordbank Arena
04.06.2009: Dusseldorf, Germany - LTU Arena
05.06.2009: Dusseldorf, Germany - LTU Arena

07.06.2009: Leipzig, Germany - Zentralstadion
10.06.2009: Berlin, Germany - Olympiastadion
12.05.2009: Frankfurt, Germany - Commerzbank Arena
13.06.2009: Munich, Germany - Olympiastadion
16.06.2009: Rome, Italy - Stadio Olimpico
18.06.2009: Milan, Italy - Stadio San Siro
20.06.2009: Werchter, Belgium - TW Classic Festival
22.06.2009: Bratislava, Slovakia - Inter Stadium
23.06.2009: Budapest, Hungary - Puskas Ferenc Stadium
25.06.2009: Prague, Czech Republic - Slavia Stadium
27.06.2009: Paris, France - Stade de France
30.06.2009: Copenhagen, Denmark - Parken Stadium
02.07.2009: Bergen, Norway - Bergen
03.07.2009: Arvika, Sweden - Arvika Festival
11.07.2009: Porto, Portugal - Super Bock Super Rock Festival

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domenica 5 ottobre 2008

Iniziate le nuove collaborazioni con l'agenzia radiofonica GRT e Radio Bologna International

Con la radiocronaca in diretta della partita Genoa-Napoli, disputata oggi pomeriggio allo stadio Ferraris di Genova, sono cominciate le mie collaborazioni con l'agenzia di stampa internazionale GRT e la bolognese Radio International. Entrambe le avventure si preannunciano stimolanti e seguono quelle intraprese in passato, fra cui quella con Radio Milan Inter. Un sincero ringraziamento all'amico Franco Ricciardi per la collaborazione offerta.

Questo è l'elenco completo delle radio italiane che trasmettono i servizi giornalistici, cronache calcistiche incluse, realizzati dall'agenzia GRT:

VALLE D’AOSTA: Radio Club, Radio Reporter, Tir, Top Italia Radio
PIEMONTE: Prima Radio, Radio Onda Novara
LOMBARDIA: Malvisi Network, Radio Viva Fm
TRENTINO ALTO ADIGE: Radio Primiero, Radio NBC Rete Regione
VENETO: Baby Radio, Radio Italia Uno, Radio Rcs, Radio 80, Stereo Città, Radio Valbelluna
FRIULI VENEZIA GIULIA: Radio Company
EMILIA ROMAGNA: Radio Radar, Malvisi Network, Radio Studio Delta, Radio International Trc 2, Radio Reggio, International Hit Radio, Radio Centrale, City FM, Radio Budrio
TOSCANA: Radio Siena, Radio Italia Cinque, Radio Rms Due
UMBRIA: Radio Suby, Max Radio Classic
MARCHE: Radio NRG, Skyline, Radio Linea
LAZIO: Radio Sei, Radio Italia Anni 60, Radio Suby, Rete Sport, Ecoradio, Radio Spazio Aperto, Radio Immagine
ABRUZZO: Radio Stella Avezzano, Radio Parsifal, Radio California, Radio Jukebox
MOLISE: Radio Valentina, Radio Hollywood
CAMPANIA: Radio Alfa, Radio Magic, Radio Magic 2
PUGLIA: Radio Rama, Radio Venere, Radio Selene, Radio Manbassa, Radio Salento, Radio Peter Pan
BASILICATA: Radio Selene, Radio Alfa, Jonica Radio
CALABRIA: Radio Studio 54, Radio Enne Lamezia, Jonica Radio, Radio Catanzaro Classic, Radio Gamma No Stop, Radio Studio 97, Radio Juke Box
SICILIA: Antenna Dello Stretto, Radio Juke Box
SARDEGNA: Radio Nova

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Genoa-Napoli 3-2: Il Ciuccio accarezza la vetta. Poi arriva il Principe... e lo sveglia!

Un altro gol decisivo di Milito consente al Genoa, in 9 contro 11, di battere un Napoli mai domo.
Finisce 3-2 per i padroni di casa. E, ancora una volta è lui, il Principe di Bernal, decisivo nel confermare la legge del ‘Ferraris’ che vuole le grandi tornarsene a casa a bocca asciutta. Questa volta è davvero tutto l’organico rossoblu a gettare il cuore oltre l’ostacolo per conquistare tre punti sempre in bilico. Complici le doppie espulsioni di Rossi e Sokratis che lasciano il Genoa in nove uomini e in balìa delle disperate incursioni finali del Napoli. Partenopei in vantaggio dopo 27 secondi grazie a Lavezzi e Genoa che arriva all’intervallo in parità dopo una bella girata di Sokratis. Nella ripresa Palladino e Milito sembrano chiudere i conti ma Denis non ci sta. Prima accorcia le distanze e poi si vede negare il 3-3 da un prodigio di Rubinho. Dondarini il peggiore in campo.

In campo – Gasperini, falcidiato dalle assenze, deve rinunciare anche a Ferrari e Milanetto fermati da problemi muscolari. Al loro posto schiera Sokratis e Rossi. 3-4-3 d’ordinanza con Sculli e Palladino a supporto di Milito. Nel Napoli Reja conferma la fiducia a Gianello, mentre rivoluziona la difesa proponendo Santacroce e Aronica per Cannavaro e Contini. A centrocampo turno di riposo per Blasi e Vitale a vantaggio di Pazienza e Mannini. In attacco, bocciato Zalayeta, il 3-5-2 si con chiude con la coppia Denis-Lavezzi.

Si gioca – Fa appena in tempo a spegnersi l’eco del fischio d’inizio che Lavezzi sorprende tutti finalizzando un’incursione centrale con la palla che gonfia la rete di Rubinho. La reazione del Genoa è veemente ma poco costruttiva. Al 10’ si vede negare un rigore da Dondarini dopo che Aronica atterra Milito. Identica indifferenza da parte dell’arbitro sui successivi falli di mano di Criscito e Santacroce. Il difensore ha poi sulla coscienza la rete del pareggio rossoblu giunta al 44’ con Sokratis a girargli attorno all’altezza del vertice sinistro dell’area piccola e a battere Gianello. La gara si fa nervosissima, complice una serie di fallacci di Maggio che costringono Modesto a uscire in Barella sostituito da Bocchetti.

La ripresa comincia con il Genoa che al 51’ ribalta la situazione grazie a Palladino preciso a mettere in rete un sontuoso assist di Milito. Tre minuti dopo Lavezzi inserisce il turbo e Rossi è costretto a tirarlo giù per impedirgli di arrivare in porta. Dondarini lo espelle. Il suo posto a centrocampo viene preso da Sculli. Al 73’ Milito sembra poter mettere in ghiaccio il risultato siglando il terzo gol rossoblu con colpo di testa su cross dalla sinistra di Juric. E’ solo un’illusione. A far tenere tutti con il fiato sospeso sino all’ultimo è Denis, gelido ad approfittare di uno svarione difensivo. Il Genoa finisce in nove uomini quando l’arbitro mostra il secondo giallo a Sokratis all’89’. Nei minuti di recupero Rubinho è determinante a salvare la vittoria respingendo in volo una deviazione di Denis indirizzata sotto l’incrocio destro.

La chiave – Non solo Milito. Gasperini schiera una formazione bravissima a far girare palla e a mettere in movimento tutti i suoi uomini. Centrocampisti che creano spazi e palle buone per gli attaccanti, ma anche difensori come il greco Sokratis che si propongono con precisione costringendo gli avversari a stare sempre sulla corda.

La chicca – Che nonostante i vent’anni Sokratis Papastathopulos fosse un difensore tosto se ne erano accorti in mezza Europa. Che avesse la capacità di girarsi su una mattonella, ubriacando l’improvvisato marcatore e realizzando un gol da bomber di razza, Santacroce - purtroppo per lui lo scopre solo alle 15,44 di oggi.

Top & Flop – Milito, Lavezzi, Denis e Rubinho. Sono di razza sudamericana le giocate più belle della sfida. Gli attaccanti ribadendo il loro status di fuoriclasse, il portiere confermando di aver fatto progressi assoluti. Se il Genoa può aggiungere tre preziosissimi punti in classifica lo deve anche a lui.

TABELLINO:
GENOA-NAPOLI 3-2 (primo tempo 1-1).
MARCATORI: 1’ Lavezzi (N), 44’ Sokratis (G); 51’ Palladino (G), 73’ Milito (G), 74’ Denis (N). GENOA (3-4-3): Rubinho 7; Sokratis 7, Biava 6, Criscito 6.5; Mesto 6, Rossi 6.5, Juric 6.5, Modesto 6 (dal 33’ Bocchetti 7); Sculli 7 (dall’80’ Vanden Borre sv), Milito 8, Palladino 7 (dal 76’Jankovic sv). (Scarpi, Roman, Brivio, Perelli). All. Gasperini 7.
NAPOLI (3-5-2): Gianello 5.5; Santacroce 5.5 (dal 46’ Contini 6), Rinaudo 6, Aronica 6; Maggio 6.5, Pazienza 6.5 (dal 77’ Montervino sv), Gargano 6, Hamsik 6.5, Mannini 6.5 (dal 66’ Pià 6); Denis 7, Lavezzi 8. (Navarro, Cannavaro, Blasi, Zalayeta). All. Reja 6.
ARBITRO: Dondarini di Finale Emilia 4.5.

ESPULSI: Rossi (G) al 54’, Sokratis (G) all’89’ per doppia ammonizione.

AMMONITI: Maggio (N) per gioco scorretto; Zalayeta (N) e Sculli (G), Hamsik (N) per proteste.

RECUPERI: 2' pt.; 5' s.t..


[Articolo per Goal.com del 5 ottobre 2008]

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sabato 4 ottobre 2008

QPR, ennesimo passo falso. Dowie in confusione

Birmingham City-QPR 1-0. La terza sconfitta nelle ultime quattro partite si concretizza nel recupero del primo tempo. Merito principale di Phillips che insacca di destro un assist di O’Connor. Demerito non meno importante quello di Dowie. Il tecnico, oltre a proporre un undici iniziale poco convincente, ha palesato una grave incapacità nel leggere la sfida. Inspiegabili, infatti l’ingresso di Ledesma a soli dieci minuti dal termine e la scelta di tenere Parejo ostinatamente in panca.
Che il viaggio a Birmingham non fosse una passeggiata di salute lo sapevano quasi tutti. Ma che i Rangers a St. Andrews mostrassero un’involuzione che sa tanto di crisi lo potevano immaginare solo i più pessimisti. La frazione iniziale, complice un Birmingham che viaggia a scartamento ridotto, sembra poter consentire ai londinesi di uscire quantomeno indenni. Così non è. Per il QPR il quarto gol stagionale di Phillips, giunto poco prima dell’intervallo, vale quanto un uppercut. E i quindici minuti di pausa non aiutano a riprendere i sensi. Nella ripresa la formazione guidata dallo scozzese McLeish continua a giocare al limite della sufficienza. Nonostante questo l’assoluta mancanza di idee nella fila avversarie le consente di tenere in pugno la zona nevralgica del campo. E, al 72’, di mettere in condizione Jaidi di incornare fra le braccia di Cerny la palla del possibile 2-0. Blackstock e Agyemang sono l’ombra di se stessi e il ritardato inserimento di Ledesma serve solo ad aumentare il volume delle imprecazioni per l’occasione perduta.


TABELLINO:

BIRMINGHAM CITY: Maik Taylor, Parnaby, Jaidi, Ridgewell, Murphy, Larsson, Carsley (Nafti 49), Agustien, Owusu-Abeyie (McFadden 75), Phillips (Jerome 80), O'Connor.

GOAL: 45 Phillips.

SUBS NOT USED: Doyle, Martin Taylor.

BOOKINGS: Ridgewell (2).

QPR: Cerny, Ramage (Connolly 82), Hall, Stewart, Delaney, Rowlands (Ledesma 80), Leigertwood, Mahon (Buzsaky 68), Cook, Blackstock, Agyemang.
SUBS NOT USED: Camp, Parejo.

BOOKINGS: Leigertwood (71).

REFEREE: D'Urso (Essex).

ATTENDANCE: 18.498.

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