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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 2 dicembre 2012

Genoa-Chievo Verona 2-4: I clivensi dell'allievo Corini affondano i rossoblù del maestro Del Neri. Decide la tripletta di Paloschi

Anche il Chievo Verona riesce a fare un sol boccone di un Genoa senza capo né coda e in vena di regali. E anche Corini dà lezione di tattica a Delneri. La sua formazione si impone agevolmente per 2-4 nonostante quasi metà ripresa affrontata in dieci per l'espulsione di Andreolli. L'ex Paloschi, con una tripletta già nel primo tempo (rigore al 14', 22' e 45'), fa il mattatore lasciando al neo-entrato Said (40') l'effimero premio per essersi impegnato a dovere. Nella seconda parte la musica non cambia. Jankovic (55') riapre i giochi solo per chi crede nei sogni. I rossoblù, incapaci di invertire la rotta anche quando si trovano con l'uomo in più, si reggono su iniziative sporadiche per poi crollare inesorabilmente di fronte al gioco semplice e fluido di avversari capaci di leggere l'incontro senza balbettii. Di Stoian (90'), l'ultimo sigillo. FORMAZIONI: Delneri, alle prese con numerose defezioni (fra queste Antonelli, Moretti, Borriello e Jorquera), ripropone il 4-1-4-1 confermando Frey in porta; Canini, Granqvist, Krajnc (sostituto di Bovo ko durante il pre-gara) e Sampirisi in difesa; Tozser leggermente avanzato alle spalle della linea mediana campo nella quale prendono posto Jankovic, Kucka, Bertolacci e Vargas a supporto di Immobile unica punta. Assenti Luciano, Frey e Papp, Corini si affida ad un 4-3-3 che prevede Sorrentino a difesa dei pali; i difensori Sardo (preferito a Cesar), Dainelli, Andreolli e Dramè; Guana, Cofie e Rigoni in mezzo con il tridente Hetemaj, Paloschi e Thereau. PRIMO TEMPO: Dura pochi minuti la verve dell'undici di casa sotto di due reti dopo 22' per effetto di una doppietta di Paloschi: prima dal dischetto dopo una follia di Sampirisi su Hetemaj, poi in diagonale dal vertice destro dell'area agevolato da una disattenzione difensiva. Delneri prova la carta Said, sostituto di Tozser, da affiancare alla controfigura di Immobile. La scelta è azzeccata visto che è proprio lui, inzuccata su corner, a riaprire i conti. L'entusiasmo si spegne a ridosso dell'intervallo quando al cospetto di una retroguardia da spiaggia, ancora Paloschi, stavolta di testa su assist di Guana, realizza la sua tripletta. SECONDO TEMPO: Per riprovarci Delneri si affida a Seymour al posto di Krajnc. Ma è più che mai il Chievo a giocare come il gatto col topo forte di superiori capacità manovriere. Si ha la sensazione che solo un jolly potrebbe rimettere in gara il Genoa. A pescarlo, con una bella girata dal limite, è un glaciale Jankovic. Corini richiama il pluribomber di giornata e inserisce Stoian; dall'altra parte Sampirisi cede il campo a Rossi. Poco dopo a macchiarsi di un'ingenuità è Andreolli che, già ammonito, entra duro su Kucka lasciando i suoi in dieci. Cesar rileva Guana mentre il Genoa prova a spingere seriamente sospinto da tifo nervoso ma tosto. Tatticamente però, Delneri non riesce minimamente a sfruttare la superiorità numerica. La palla più pesante capita quindi in contropiede a Thereau che, dopo averla letteralmente passata a Frey, viene sostituito da Jokic. Il Genoa continua a perdersi in se stesso. Così come il suo portierone che, allo scadere, s'impapera regalando a Stoian il sottile piacere di infilare comodamente nel sacco una sua goffa respinta. E' il definitivo 2-4. CHIAVE: Il Genoa soffre l'obbligo di dover fare la partita, gli imbarazzanti limiti delle sue seconde linee e le confusioni tattiche del proprio mister. Così, anche un Chievo che svolge un compitino senza neppure sbattersi troppo, assurge al ruolo di squadrone con Paloschi suo fenomenale condottiero circondato da onesti pedatori. MOVIOLA: Tagliavento di Terni, fischietto non molto amato da queste parti, dirige con tranquillità e fermezza supportata dai cartellini senza dar motivo di particolari contestazioni. Ineccepibile il penalty concesso ai clivensi, così come il rosso (per doppio giallo) sventagliato a Andreolli. [Articolo per Goal.com del 2 dicembre 2012] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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