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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 24 ottobre 2010

Genoa-Catania 1-0: E' il Grifone del 'Minimo Sforzo', contro gli etnei basta un guizzo del Capitano

C'è Marco Rossi a scacciare gli spettri dell'Halloween rossoblù. E' a lui, il capitano di mille battaglie, che il destino vestito da Rafinha, mette sul piede il pallone che consente al Grifone di superare di misura un Catania punito dalla sua incapacità di mantenere mente e nervi saldi. Nel finale Eduardo salva il risultato su Ricchiuti e Andujar evita un passivo più rotondo fermando Destro.

FORMAZIONI – Nello stillicidio di gravi infortuni muscolari e non che sta affliggendo i rossoblù (Palacio, Kharja, Sculli e Veloso) l’ultimo dubbio riguardava Milanetto, dolorante per una contusione al polpaccio. Il provino pre-gara conferma la sua presenza in regia con capitan Rossi a supporto. Sulle corsie esterne si sistemano Rafinha e Criscito. Nel tridente offensivo rientro da titolare in campionato per Palladino a far reparto con Toni e Rudolf. Conferma per il trio difensivo Chico-Dainelli-Ranocchia.

A quella che Giampaolo non esita definire "La partita più impegnativa, sul piano tattico, dell'intero campionato" non parteciperanno l’influenzato Morimoto, i convalescenti Ledesma e Augustyn e Pesce rimasto a casa per scelta tecnica. Dietro è l’ex-Potenza ad aprire la linea difensiva composta anche da Silvestre, Spolli e Capuano. Martinho (alla prima convocazione) agisce da raccordo con un centrocampo dalle spiccate propensioni offensive e di corsa nel quale il ballottaggio tra Gomez e Ricchiuti si risolve a favore del primo. Maxi Lopez, che in settimana ha promesso un goal, è il terminale offensivo.

PARTITA – Apertura di marca ospite con punizione da distanza siderale di Mascara e tiro nello specchio di Gomez. In entrambe le circostanze Eduardo si salva, seppur in maniera non stilisticamente perfetta. Al 22' Palladino s'infortuna all'adduttore sinistro, entra Mesto. Il Genoa, abbozza tentativi offensivi quasi sempre spenti da carenza di automatismi o dal pressing avversario che costringe a frettolose e inutili conclusioni. Nel grigiore collettivo meglio il Catania, la cui propensione a far girare la palla tiene in costante apprensione i padroni di casa. Prima dello scadere Silvestre e Maxi Lopez, intervallati da Dainelli, provano senza efficacia a portare sostanza in un carniere desolatamente povero anche di emozioni.

La ripresa comincia con una doppia chance per Toni, ma sia l'incornata sia il tiro servono solo a cancellare il laconico “zero” nella casellina dei tiri in porta di un Genoa a scartamento ridotto. Al 62' Gasperini cerca nuova verve inserendo Destro per Rudolf e invertendo gli esterni di centrocampo. Giampaolo mette Antenucci e Carboni per Maxi Lopez e Martinho. Il Genoa avanza il baricentro e al 68', al primo serio affondo sulla destra, Rafinha centra in mezzo per l'accorrente Rossi che anticipa tutti infilando Andujar per l'1-0. In campo ora si vede anche Ricchiuti per Izco, ma in questa fase a farla da padrone sono gli eccessi di nervosismo dei calciatori ospiti che rifilano qualche calcione di troppo agli avversari. All'84' Eduardo è strepitoso su botta ravvicinata di Ricchiuti, poi Antenucci non riesce a inquadrare la porta sguarnita. A far diga ora c'è pure Kaladze, subentrato ai Milanetto. Recupero ad alta temperatura: Antenucci prima chiede invano il rigore dopo un contatto con Ranocchia e poi spreca calciando di fino. Prima del triplice fischio anche Destro avrebbe l'opportunità di finire tra i marcatori, ma Andujar esce in maniera provvidenziale.

CHIAVE – Sopperire ai propri limiti puntando sul cuore, la forza dei nervi e il bagaglio tecnico di alcune sue pedine. E' così che il Genoa fa propria una sfida avara di bel calcio e scorbutica per gran parte della ripresa.

CHICCA – La maniera con la quale Marco Rossi segue l'azione di Rafinha al 68' è da manuale del calcio. Il goal con deviazione sottoporta ne è la più naturale e logica conclusione.

TATTICA – 3-4-3 Gasperiniano con i soliti compiti di rientro per gli esterni di centrocampo a far da elastico tra i reparti. 4-1-4-1 confermato per Giampaolo che, nonostante le defezioni, non rinuncia al suo modulo.

MOVIOLA – Tornato ad arbitrare in serie A dopo oltre un mese di sospensione a causa dell’infausta direzione di gara di Brescia-Roma, Russo di Nola riesce a trasformare in complicata una partita dalla gestione assolutamente tranquilla. In pieno recupero Antenucci cade in area durante un contrasto con Ranocchia, l'arbitro non interviene. La sensazione è che stavolta sia nel giusto.

PROMOSSI & BOCCIATI – Centrocampista, difensore e attaccante con il luccicante gallone di bomber. Marco Rossi si rivela l'anima di una squadra apparsa con il fiato corto e idee non proprio chiarissime (voto 7).
La provocatoria definizione di “ultima spiaggia” con cui Gasperini presenta la partita è fine a se stessa. Anche stavolta la sua squadra in campo dimostra di non saper più giocare divertendosi (e facendo divertire) come accadeva sino ad alcuni mesi fa. E alcune scelte lasciano interdette. Una su tutte: il rientrante Palladino in campo dall'inizio dopo essere stato “spremuto” in occasione della gara di Coppa Italia e, anche lui come altri suoi illustri compagni, finito ko per un problema muscolare. In corso d'opera dà maggiore compattezza alla squadra (voto 5.5).

Del suo impiego come titolare Gomez apprende solo poche ore prima del match ma svolge il proprio compito di trequartista brevilineo in maniera efficace (voto 6.5). Antenucci viene gettato nella mischia al 21' della ripresa per un Maxi Lopez effervescente ma assai poco concreto. Gli capitano tre ghiotte opportunità ma non riesce a monetizzarne nessuna (voto 5.5).

La tifoseria genoana e quella etnea si scambiano reciproci attestati di stima. Alla faccia di chi si ostina a voler dipingere il contorno di tutte le partite italiane come succursali di campi di battaglia: voto 10 a entrambe.

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[Articolo per Goal.com del 24 ottobre 2010]

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