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La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 10 novembre 2010

Genoa-Bologna 1-0: A Marassi si 'Balla' da SUBITO, Milanetto-goal nel segno della CONTINUITA'

Il Genoa domina ma deve creare decine di occasioni, e aspettare gli sgoccioli della partita, per ottenere il gol che vale tre punti. E' Milanetto, con un tiro dal limite, a regalare i primi tre punti a Ballardini. Il Bologna, apparso sorpreso dalla veemenza dei Grifoni, non riesce a portare a casa il risultato a reti bianche nonostante le prodezze del proprio portiere e un pizzico di buona sorte, traversa di Veloso nella ripresa.

FORMAZIONI – Come il suo predecessore Gasperini, Ballardini deve fare i conti con l’emergenza. Troppi, ancora, sono gli infortunati eccellenti (Palacio, Palladino, Sculli e Kharja su tutti). Assenze che stanno pesando non poco in questo inizio in salita del Genoa. Confermato in porta Eduardo (riscattatosi a Palermo dopo la figuraccia con l’Inter), il tecnico romagnolo propone una difesa a quattro composta da Rafinha, Ranocchia, Dainelli e Criscito; centrocampo con Rossi, il rientrante Milanetto e Veloso; e analogo schieramento offensivo con Toni fra Mesto e Rudolf . Il dirimpettaio Malesani ripropone il reparto arretrato uscito indenne contro il Lecce e composto dal portiere Viviano, Garics, Britos, Portanova (nonostante una microfrattura al setto nasale), e Rubin. In mezzo, dopo il forfait di Della Rocca, Perez viene affiancato da Radovanovic e Ekdal. Davanti fiducia riposta nei soliti Buscè, Meggiorini e Di Vaio.

PARTITA – Primo tempo con monologo genoano nel quale spiccano i ripetuti tentativi a rete di Rudolf. L'ungherese è presente in quasi ogni azione offensiva dei padroni di casa che impegnano severamente Viviano in almeno 4 circostanze. Anche Veloso prova a finalizzare, riuscendo solo a far la barba al palo sinistro. Il Bologna, costretto a giocare quasi sempre nella propria porzione di campo, esce dal guscio raramente affidando a Britos e Perez il compito di sorprendere un attento Eduardo. Poco efficace, invece, Di Vaio raramente in evidenza e, nell'occasione più eclatante, anticipato in area da Rafinha. Altrettanto puntuale è Viviano, coraggioso nel gettarsi sui piedi di Criscito che, in mischia, si concede qualche attimo di troppo. C'è anche Toni a cercare la via del gol senza però concludere da par suo.

Nella ripresa Veloso, dalla destra, pennella una punizione sotto la traversa che il portiere salva con la punta delle dita. Sempre lui coglie la trasversale poco dopo con una punizione magistrale macchiata da un pizzico di sfortuna. Al 65' Malesani sostituisce Ekdal e Meggiorini con Casarini e Ramirez. Al 77' anche Ballardini decide il suo primo cambio: Destro per Mesto. E all'81' i Grifoni passano grazie a Milanetto: inserimento e botta di destro con palla nell'angolino destro. Ora si vede anche Gimenez al posto di Buscè. Chi non riesce invece a vedere bene è Destro che spreca un incredibile contropiede servendo in ritardo Toni. Nel finale gli ospiti abbozzano una reazione controllata senza troppi patemi dai padroni di casa.

CHIAVE – “Furore”, “intensità” e “compattezza” sono alcuni dei termini chiave che Ballardini usa per apparecchiare un match nel quale, più che il sapore delle portate, conta potersene andare a pancia piena. Il mantra recitato negli ultimi giorni ha effetto.

CHICCA – Non una giocata individuale, neppure un gesto estetico offerto da alcuni ottimi solisti presenti. Per carità, non che il match non li abbia offerti. Ma la perla della serata è stata la prestazione complessiva del Genoa tornato, finalmente, a dar parvenza di squadra e non di 11 calciatori messi a correre dietro a un pallone. Oggi, forse, questione di autoresponsabilità più che di mister.

TATTICA – 4-3-3 speculari , quelli proposti sotto i riflettori del Ferraris. Ballardini, per la prima in rossoblù che il destino gli concede contro il Bologna - club nel cui settore giovanile iniziò la sua esperienza di allenatore - ricerca maggior compattezza. Sotto il segno della continuità appare invece il modulo di Malesani che lontano dal Dall’Ara non ha ancora vinto e in casa convive in pieno caos societario.

MOVIOLA – Celi di Campobasso, fischietto che statisticamente porta meglio al Bologna, dirige senza eccessive sbavature peccando di eccesso di bontà nel perdonare l'ammonito Radovanovic, reo di meritare un altro cartellino giallo.

PROMOSSI & BOCCIATI – E' lui, Milanetto, il fedelissimo per eccellenza di Gasperini, a trovare il guizzo vincente a meno di dieci minuti dal termine. Sfoggia una prestazione esemplare per abnegazione e per lotta segnando uno dei gol più importanti della stagione (voto 7.5).

Rudolf parte a razzo sciorinando giocate, tecnica e lampi di deliziosa sconsideratezza tattica. Pur avendo individuato nella porta bolognese l'obiettivo della serata, non riesce a trovare il pertugio giusto. Bravo comunque (voto 7).

Prendere il posto di Gasperini, mister che sino a qualche tempo fa offriva il Genoa più spettacolare degli ultimi decenni, non è compito facile. Ballardini, accolto dalla piazza non senza scetticismi, lo fa in punta di piedi, senza grosse rivoluzioni e badando a rinforzare gli ormeggi per limitare i rischi di brutte figure. Buona la prima! (voto 7).

Di Vaio è uno di quei grandi attaccanti che (non sempre per colpa sua) con la casacca del Grifone ha fatto flop. A Bologna ha ritrovato se stesso e i goal punendo il Genoa 3 volte nelle 4 occasioni in cui l’ha affrontato. Tenuto sotto chiave dalla retroguardia genoana non segna ma si conferma come unico spauracchio ospite (voto 6).

Meggiorini entra con buona volontà ma esce, dopo 69', senza aver mai inciso davvero (voto 5).

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[Articolo per Goal.com del 10 novembe 2010]

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