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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 10 giugno 2009

Promossi & Bocciati del Genoa 2008/2009: Un anno da incorniciare

Analisi dell'ultima, straordinaria, stagione agonistica del Genoa scritta per Goal.com.


Record su record: Per il Genoa è stata una stagione da incorniciare: 20 punti in più rispetto all’anno scorso e 4° posto in coabitazione con la Fiorentina proponendo, a detta di molti osservatori, il miglior calcio in Italia. L’annata è stata condita da primati importanti. Fra questi l’aver infranto il record di più vittorie nella massima serie a girone unico: 19 contro le 14 ottenute nel 1947/48 e quello di punti conquistati da una squadra genovese da quando la vittoria ne vale tre: 68 contro i 61 ottenuti dalla Sampdoria classificatasi 5a nel 2004-2005. Non meno rilevante, almeno dal punto di vista della rivalità cittadina, l’en-plein ottenuto nel derby della Lanterna: evento che non si verificava dalla stagione 1964-65. Il momento magico ha coinvolto anche il settore giovanile. Tutte le formazioni rossoblù si sono qualificate per le rispettive fasi finali e la Primavera ha conquistato la Coppa Italia di categoria. A voler essere pignoli è mancata solo la qualificazione in Champions, sfuggita per un’inezia. Ma il godimento generale non ne è stato intaccato. Voto 9.

Enrico Preziosi: Nell’estate 2005, con il Grifone spinto verso l’abisso della C legato ed imbavagliato, le sue grida “Non mollo! Non mollo!” urlate in faccia al mondo diventavano una delle suonerie più utilizzate dai tifosi blucerchiati, adesso è prepotentemente ritornata in auge… ma fra quelli dei genoani. Cambiamento di moda indotto dalla potenza dei risultati: Il 18 giugno 2006 il Genoa ritrovava la B nella finale playoff contro il Monza, il 17 maggio 2009 - a tempo di record - conquistava matematicamente un posto in Europa. Nel frattempo il club è diventato uno dei più strutturati a livello nazionale. Investimenti a 360°, reti di osservatori sparsi in tutto il mondo, una Fondazione con oltre 4000 soci a garantirgli un futuro e, dulcis in fundo, la recente inaugurazione del Museo della Storia del Genoa: una miniera contenente oltre un migliaio di cimeli, ricordi e aneddoti per chiunque ami il football. Se non altro perché, essendo quello rossoblu il primo club italiano, fra quelle mura vi è racchiusa la storia del calcio dei pionieri. Quello in cui il pallone profumava di cuoio e non di plastica… Voto 10.

Gasperson lo chef: Non c’è progetto senza un cervellone tecnico in grado di saperlo gestire. Gian Piero Gasperini si è confermato chef ideale nell’ottimizzare gli ingredienti forniti dal boss. Forte delle sue idee a costo di farsi etichettare come “testardo”, il mister di Grugliasco ha dimostrato di saper ottenere dai suoi calciatori il massimo in ogni stagione. Che si tratti di onesti pedatori o di eccelsi fuoriclasse poco importa. Questione di carattere, certo, ma anche merito dell’esperienza maturata nelle giovanili juventine prima e nel modellamento del suo Genoa poi. Non è un caso che con lui siano esplosi giovani talenti come Bocchetti o Criscito e che chiunque gli abbia dato retta poi ne abbia tratto benefici anche in altre piazze. Se nel Genoa Gasperini si trasformerà davvero in “Gasperson” (soprannome che intende paragonarlo a sir Alex Ferguson) lo dirà solo il tempo, la strada è quella buona. Uomo giusto al posto giusto. Voto 10.

Continuità: La straordinaria riuscita di quest’annata in rossoblu è merito soprattutto di questa peculiarità. Nessuna squadra nell’arco del campionato è stata in grado di mantenere un passo così costante. Soltanto in una circostanza i Grifoni hanno perso due gare consecutive, in casa contro la Lazio e poi a Bologna. Per il resto le altre sei cadute stagionali hanno trovato immediata risposta positiva dando morale e punti da aggiungere nel carniere. Ma continuità significa anche resistenza in campo per tutti i 90 minuti e oltre. Non è infatti un caso che 36 delle 56 reti complessivamente realizzate siano maturate nel secondo tempo. Segno di squadra rocciosa e capace di lavorare ai fianchi l’avversario con forza e pazienza. Voto 8.

Milito, figliol prodigo di passaggio: L’immagine di Federico Pastorello che lancia il suo contratto all’ultimo secondo del le trattative estive 2008 è diventata il simbolo del calciomercato. A Genova il ritorno del Principe di Bernal ha rappresentato la chiusura del cerchio con il passato e - nonostante il suo rapido trasferimento alla corte di Moratti - ha certificato la rinascita del Grifone. I suoi numeri, aritmetici e non, hanno incantato tutti: 24 reti segnate (di cui 4 nei derby, oltre a 7 ingiustamente annullate) in 31 gare. Media realizzativa di 1 goal ogni 113 minuti. Persino più prolifico dell’Ibrahimovic capocannoniere. Voto 10.

La rinascita di Thiago Motta: Il suo modo di giocare è l’essenza stessa del football: tecnica sopraffina abbinata ad una visione di gioco che gli dèi amano centellinare con estrema tirchieria. Lui ha davvero tutto questo. Al Genoa, arrivato con l’incognita di un infortunio pesante, ha dimostrato di essere grande sia come calciatore sia come persona. Esemplare. Voto 10.

Bocciati: Potenza e Gasbarroni sono gli elementi partiti con chances da titolare e poi ceduti a gennaio senza particolari rimpianti. Per principio questa società considera di massima importanza il valore dello spogliatoio. A causa di differenti motivi i due non sono stati in grado di parteciparvi appieno. Peccato per loro. Anche perché non hanno saputo incidere neppure al Catania e al Torino. Voto 5.

Tifosi estasiati, la festa è qui!: Senso di vertigine ed estasi prolungata. I genoani hanno visto realizzarsi uno dei loro sogni: godersi una squadra che ottiene risultati dando spettacolo e amando la casacca che indossa. Mica male per un popolo cresciuto e forgiato da sofferenze e illusioni. Un adagio cittadino spiegava il senso degli ultimi decenni: “Hai la fortuna di essere genoano e vuoi anche vincere?”. Forse consolante, oggi certamente sorpassato. Alla crescita del club si è abbinata quella della tifoseria. Gruppi ultrà compatti e fedeli ai propri principi, intero popolo rossoblù la cui maturità è stata ribadita al momento di dare l’addio a due campionissimi come Milito e Thiago Motta. Nessuna polemica, solo ringraziamenti e lacrime di commozione. E’ boom anche per quanto riguarda il merchandising. Nel primo semestre 2009 è cresciuto del 40,5% rispetto al precedente e tifosi scatenati anche nell’organizzarsi in club ufficiali affiliati all’Acg che, ad oggi, sono 194. Voto 10.

[Articolo per Goal.com del 10 giugno 2009]

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