Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

martedì 9 giugno 2009

Moderna sopravvivenza?

Se sia pratica essenziale o passatempo indotto non saprei affermarlo con certezza. Come sempre a far la differenza è il peso delle illusioni: discriminante essenziale a disvelare il vero segreto delle cose. Quello unico e infalsificabile. Proprio come il tono dei propri pensieri, quella voce interna stentorea o consolatoria che ci accompagna lungo il cammino. La stessa che in questo esatto istante sta leggendoti queste righe. In fondo, se ci pensi bene, è anche l’unica che a ragione o a torto non mente mai. Montare e rimontare la propria vita come un cubo di Rubik - di cui non è quasi mai possibile riuscire ad allineare le facce - è solo una forzosa esercitazione. Tu chiamala pure moderna sopravvivenza. Io, oggi, preferisco sotterrarla sotto un fragoroso sbadiglio.

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3 commenti:

Rosa ha detto...

Ciao Claudio, trovo le tue similitudini molto azzeccate nel desrivere la vita e noi umani, qui con il dado, nell'altra il mare rugoso, il cuore in vitro... tutte considerazioni giuste, andare in australia, o chissa' dove, pensieri ricorrenti valutazioni che si fanno della vita, cerchiamo delle risposte interrogando noi stessi, scavando nel profondo, ma vale la pena? e' meglio secondo te vivere giorno per giorno prendendo quello che viene assaporando le piccole felicita' quotidiane...e ce ne sono, basta riuscire a vederle, accontentandoci di quello che abbiamo,di un po' di serenita' che ci predispone ad essere piu' ottimisti, stare bene con noi stessi e gli altri senza pretendere la luna, senza rimanere delusi... ciao grazie a presto rosa.)

Claudio ha detto...

Grazie a te, Rosa. Io sono un eterno insoddisfatto :), per cui se ti dicessi che l’idea di accontentarsi mi va a genio indosserei i panni del bugiardo. Nel momento in cui decidiamo di accontentarci accettiamo l’idea di rinunciare a cose per noi importanti. Se ciò accade in amore, o nelle altre situazioni della vita, prima o poi ci si sentirà invariabilmente insoddisfatti. Con tutto ciò che ne consegue… Credo piuttosto che le piccole grandi felicità quotidiane debbano essere gli scalini più forti per riuscire ad avvicinarsi alla nostra completezza interiore che, in fondo, altro non è che la vera Serenità. Anelare qualcosa è pur sempre vivere. Io adoro collezionare sensazioni. Mi illudono e mi fanno godere di più l’esistenza. Se poi, invece, fossi libero di poter totalmente decidere del mio tempo probabilmente ora farei il vagabondo per l’Australia o per qualche altro luogo che mi ha cambiato l’esistenza. Ma so bene che gli eccessi di egoismo, ahimè, hanno spesso la letale controindicazione di cancellare anche le cose positive che (volutamente o meno) abbiamo conquistato. Quindi, come vedi, non ho ricette assolute. Ho solo scomodi piacevoli tormenti… :D

Rosa ha detto...

Ciao Claudio grazie, penso che ognuno debba trovare le proprie gratificazioni facendo esperienze e poi valutare in che direzione andare, tante volte si e' motivati atre volte no, non bisogna perdere l'entusiasmo, l'essere aperti e curiosi aiuta in un certo senso a riempire le nosttre esistenze, sappiamo quello che non vogliamo ma spesso non ci e' chiaro quello che vogliamo veramente...ciao buon pomeriggio a presto rosa:)