Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

martedì 28 ottobre 2008

QPR, Di Carmine fa volare gli Hoops. Buon debutto di Tommasi. Leigertwood espulso al 45'

QPR-Birmingham City 1-0: A distanza di soli ventiquattro giorni i Rangers si prendono la rivincita sui Blues con lo stesso identico risultato dell’andata. Decisivo un destro di Di Carmine al 54’, servito dal debuttante Tommasi. Una rete che spodesta dalla vetta la squadra di McLeish che a Loftus Road fa un passo indietro anche nel gioco. In campo si rivede finalmente dal primo minuto Ledesma, artefice di una buona prova.
E’ un QPR molto italiano quello che supera il Birmingham City in una gara non bellissima ma certamente intensa. Una sfida resa ancor più ostica dall’espulsione di Leigertwood, reo di un fallaccio su Carsley, pochi istanti prima dell’intervallo. Dopo un tiro alto di Tommasi al 2’, sono gli ospiti a partire forte. Nei primi cinque minuti Jerome, McFadden e Phillips (l’eroe dell’andata) vanno a sbattere sui riflessi di Cerny. Passata la sfuriata iniziale i Rangers prendono le misure agli avversari impegnando Maik Taylor con un tiro di Rowlands al 32’ e con un tentativo di Cook dieci minuti dopo.
Tornati negli spogliatoi con il cartellino rosso ancora negli occhi di Leigertwood i ragazzi di Ainsworth rientrano in campo con lo spirito giusto e con Mahon al posto di Cook. E, dopo nove minuti, vengono premiati dalla prima rete stagionale dell’ex-viola. La reazione del Birmingham è immediata ma la difesa degli Hoops regge e, complice la bravura di Ledesma nel tenere alta la squadra, il Birmingham è costretto anche a guardarsi le spalle. Durante i cinque minuti di recupero Attwell estrae anche due cartellini gialli all’indirizzo dell’ex-genoano, per proteste, e del portiere Cerny, per perdita di tempo. Ma il risultato non cambia e il QPR conquista tre punti d’oro: per il morale e per la classifica
.

TABELLINO:
QPR: Cerny, Leigertwood, Stewart, Hall, Connolly, Ledesma, Rowlands, Tommasi, Cook (46 Mahon), Blackstock (68 Buzsaky), Di Carmine (74 Ephraim).
GOAL: 54 Di Carmine.

SUBS NOT USED: Cole, Parejo.

SENT OFF: 45 Leigertwood.

BOOKED: Ledesma, Cerny
.
BIRMINGHAM CITY: Maik Taylor, Parnaby, Martin Taylor, Ridgewell, Queudrue, O'Connor, Carsley, Nafti (64 Owusu-Abeyie), Agustien, Phillips, Jerome (64 Bent).

SUBS NOT USED: Doyle, McFadden, Quashie.

BOOKED: Wilson, Queudrue.

REFEREE: Stuart Attwell
.
ATTENDANCE: 13594.

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L’errore più grave della storia del calcio? Lo scippo della stella al Grifone. A sostenerlo è Scott Murray del quotidiano britannico The Guardian

Curioso che la centenaria storia del Grifone sia rispettata più lontano da Genova che in casa sua. Curioso ma non troppo, visti gli squallidi interessi che da decenni gestiscono l’informazione e la città il cui antico soprannome di Superba oggi suona addirittura sarcastico. Ma se nell’italico mondo pallonaro milaninterjuventesco, il valore del Genoa 1893 è rimasto vivo soltanto grazie alla passione dei suoi tifosi e a quella di Enrico Preziosi, altrove non è così. Chiedere a Scott Murray del Guardian, ad esempio, per averne conferma. Fra le altre cose l’ex editorialista, ora freelance, del più famoso quotidiano laburista d’Oltremanica è noto per la rubrica ‘The Joy of Six’, classifiche dedicate ai tesori più importanti della storia sportiva mondiale. In una di queste, nella quale vengono elencate le decisioni arbitrali più scandalose dell'epopea del football, al primo posto degli errori più gravi di sempre vi è quello dell'arbitro Mauro di Milano, artefice dello scippo del decimo scudetto - e quindi della stella - ai danni del Grifone. L’occasione fu un Bologna-Genoa disputato nella città ambrosiana il 7 giugno 1925 quale finale della Lega Nord. Il dettagliato resoconto del fattaccio - escluso (non per mia scelta…) dalla storia del Genoa che ho scritto per Calcio 2000 e scaricabile in formato pdf dall'home page di questo blog -, è leggibile cliccando QUI. Il furto del decimo scudetto genoano rappresenta storicamente la prima interferenza della politica nel calcio. La prima di una lunghissima serie intensificatasi nel tempo ed assai attiva anche ai giorni nostri.
Questo episodio di ingiustizia ai danni del Genoa è considerato addirittura peggiore del gol-non gol di Geoff Hurst nella finale mondiale disputata a Wembley il 30 luglio 1966. Quella rete consentì all’Inghilterra di superare la Germania Ovest per 4-2 aggiudicandosi il titolo continentale. Per leggere tutto l’articolo ‘The Joy of Six: shocking refereeing decisions’, basta premere il tasto sinistro del vostro mouse su QUESTO LINK.

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domenica 26 ottobre 2008

Sampdoria-Bologna 2-0: promossi & bocciati

Questi sono i promossi e bocciati della sfida tra Sampdoria e Bologna, disputata al 'Ferraris', che ha visto i blucerchiati conquistare la prima vittoria in campionato.

Cassano: Fulcro e non solo primadonna. Il fantasista stavolta offre una prestazione davvero matura. Gioca splendidamente ma è anche saggio a capire che ostinarsi a recitare la parte di Narciso può essere solo che deleterio. Così, complice il ritorno a tempo pieno di Bellucci, regala una ripresa da antologia del calcio facendo impazzire gli avversari e regalando palloni prelibati per tutti i compagni. non è un caso che tutte le occasioni doriani nascano da sue invenzioni. Voto 7.5
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Delvecchio:
Si sacrifica, lotta come un leone e riesce persino a fare un gol in rovesciata che fa esplodere di gioia i tifosi blucerchiati e tirare un lunghissimo sospiro di sollievo a Mazzarri e ai suoi dirigenti. Voto 7.

Bellucci:
Rientrare dal primo minuto ed essere protagonista. Lui a dispetto dell’età e degli acciacchi si conferma sempre calciatore di prim’ordine e ragazzo serissimo. Realizza il 2-0 e si dimostra partner ideale per Fantantonio. Indispensabile. Voto 7.

Di Vaio:
Era alla ricerca della conferma realizzativa dopo la splendida prova contro la Lazio. Così non è stato. L’ex-genoano non è mai stato davvero incisivo, complici le attente cure dei difensori avversari a cui non è mai stato veramente in grado di sottrarsi. Dà ragione a tutti i suoi detrattori che continuano a definirlo talentuoso quanto incostante. Voto 5.

Volpi: Tornato nella casa dove sino a pochi mesi fa si era un re non è impresa facile. Il capitano di mille battaglie doriane sembra partire con il freno a mano. E’ il primo a impegnare Castellazzi dopo quasi un’ora di gioco con una punizione delle sue e fra gli ultimi ad arrendersi. Un esempio per molti. Voto 6.

Arrigoni:
Squadra (e schema tattico) che vince non si cambia. Lo sanno anche i bambini. Lui azzarda il 4-4-2 dando l’impressione di contare troppo su un calo di energie degli avversari reduci dalla trasferta di Belgrado. Gli va male quasi tutto. Tardivi i cambi. Voto 5.

[Articolo per Goal.com del 26 ottobre 2008]

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Sampdoria-Bologna 2-0: Cassano incanta, Delvecchio e Bellucci segnano

Cassano prende per mano la Samp e la trascina alla prima vittoria stagionale. Fantantonio crea e suggerisce decine di palloni. Su due di questi Delvecchio in rovesciata al 62’ e Bellucci con un rasoterra al 73’ ipotecano il successo. Bologna bravo a reggere per un’ora, poi paga l’incapacità dei suoi attaccanti di evadere dalla gabbia eretta dai difensori avversari.

In campo – Mazzarri deve fare i conti con l’emergenza in difesa per le contemporanee assenze dell’infortunato Campagnaro e dello squalificato Lucchini. Ecco quindi Accardi centrale con Gastaldello e Bottinelli laterali. Delveccchio torna in mezzo insieme a Sammarco. Davanti, accanto a Cassano, Bellucci. Nel Bologna Arrigoni risolve in extremis il dilemma sullo schieramento tattico. La preferenza cade sul 4-4-2. Insieme a tre ex doriani – Antonioli, Zenoni e Volpi – Mingazzini prende il posto dello squalificato Mudingayi. Attacco formato dalla coppia Di Vaio e Bernacci.


Si gioca -
E’ la Samp a condurre le danze per i primi 45’. La voglia di sbloccare il risultato è tanta, la lucidità sotto porta un po’ meno. E’ grazie anche a questo che Antonioli riesce a salvare la pelle nonostante otto minuti di fuoco – dal 7’ al 15’ – quando si trasforma in muro di gomma su conclusioni ravvicinate di Pieri, Padalino e Cassano. Gli ospiti reggono l’urto e si fanno notare per due colpi di testa di Bernacci spentisi a lato. I padroni di casa vanno vicini al vantaggio al 34’ su botta di Delvecchio, respinta in volo dal portiere, e su incornata di Padalino al 39’ salvata sulla linea da Lanna.
La svolta arriva nella ripresa. Cassano sale in cattedra e dispensa meraviglie per i compagni e gli spettatori. Al 56’ Bellucci calcia a colpo sicuro ma coglie la traversa. Ma dopo che Volpi impegna per la prima volta Castellazzi su punizione, la Samp passa al 62’ grazie a una rovesciata sottoporta di Delvecchio che raccoglie un traversone del barese corretto da una deviazione. La replica felsinea è in un tocco ravvicinato dell’appena entrato Marazzina. L’attaccante non è fortunato. Ci pensa poi Bellucci, al 73’ a calare il sipario con un rasoterra perfetto a concludere un’irresistibile incursione centrale del solito Cassano. Inutile, quanto confusa, la reazione degli ospiti.

La chiave
– La voglia di riemergere dal fondo conta più della stanchezza. I blucerchiati, reduci dalla positiva trasferta di giovedì sera, sono in grado di dar fondo a tutte le energie. Reggono per novanta minuti e sorprendono un Bologna che ha in programma il contenimento per poi dare l’assalto finale in vista di un ipotetico calo fisico avversario. I felsinei non mettono però in conto l’orgoglio blucerchiato, ancora una volta decisivo.


La chicca - Cassano fulcro e non solo primadonna. Il fantasista stavolta offre una prestazione davvero matura. Gioca splendidamente ma è anche saggio a capire che ostinarsi a recitare la parte di Narciso può essere solo che deleterio. Così, complice il ritorno a tempo pieno di Bellucci, regala una ripresa da antologia del calcio facendo impazzire gli avversari e regalando palloni prelibati per tutti i compagni. Non è un caso che tutte le occasioni doriane nascono da sue invenzioni.

Top & Flop –
Rientrare dal primo minuto ed essere protagonista. Claudio Bellucci a dispetto dell’età e degli acciacchi si conferma calciatore di prim’ordine. Realizza il 2-0 e si dimostra partner ideale per Fantantonio. Di Vaio era alla ricerca della continuità realizzativa dopo la splendida prova contro la Lazio. Così non è stato. L’ex-genoano non è mai stato davvero incisivo, complici le attente cure dei difensori avversari a cui non è mai stato veramente in grado di sottrarsi. Tornato nella casa dove sino a pochi mesi fa era un re non è stata impresa facile per Volpi. Nonostante tutto è stato il primo ad impegnare Castellazzi dopo quasi un’ora di gioco.

TABELLINO:
SAMPDORIA-BOLOGNA 2-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: 62’ Delvecchio (S), 73’ Bellucci (S).

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 6; Gastaldello 6.5, Accardi 6.5, Bottinelli 6.5; Padalino 7 (dal 67’ Stankevicius 6.5), Delvecchio 7 (dal 72’ Dessena sv), Sammarco 6.5, Franceschini 6, Pieri 7; Bellucci 7 (dal 78’ Bonazzoli sv), Cassano 7.5. (Mirante, Ziegler, Fornaroli, Bonanni). All. Mazzarri 6.5.

BOLOGNA (4-4-2): Antonioli 5.5; Zenoni 5, Terzi 5.5, Moras 6, Bombardini 5.5; Marchini 6 (dal 60’ Valiani 6), Mingazzini 6, Volpi 6, Lanna 6.5 (dal 76’ Adailton sv); Di Vaio 5, Bernacci 5.5 (dal 64’ Marazzina 6). (Colombo, Castellini, Carrus, Lavecchia). All. Arrigoni 5.

ARBITRO: Celi di Campobasso 7.

AMMONITI: Mingazzini (B), Bombardini (B), Bellucci (S) Sammarco (S).

RECUPERI: 1' p.t.; 3' s.t.

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sabato 25 ottobre 2008

QPR, non c’è più Iain Dowie ma stavolta si vede il cuore. Buon pareggio a Reading

Reading-QPR 0-0: Lo stesso risultato a reti bianche nello spazio di quattro giorni. Ma questo è figlio dello scossone che è costato la testa a Iain Dowie e di una prestazione ben più degna di quella offerta a Swansea. L’esonero del tecnico di Hatfield è talmente fresco che a Reading il suo posto viene preso da Ainsworth, allenatore-giocatore già assistente di De Canio. In attesa che il suo interregno finisca i Rangers si presentano sul terreno minato del Madejski Stadium senza timori reverenziali. Giocano compatti, pressano bene nella zona centrale e stuzzicano i padroni di casa sino ad imporgli il primo pareggio interno stagionale.
Dopo un inizio equilibrato è Di Carmine, al 25', ad offrire il primo vero tiro in porta, Hahnemann si tuffa sulla sua destra salvandosi in angolo. L’ex-viola appare volenteroso ma spesso distante dagli altri compagni. Determinante è invece la prova di Cerny. Il portiere si dimostra ancora fra i migliori in campo. Stavolta per essere autore di una serie di interventi decisivi su iniziative dei fratelli Hunt: in chiusura di primo tempo su colpo di testa ravvicinato di Noel e, ad inizio ripresa, salvando di piede sul sinistro di Stephen. Gli Hoops non stanno a guardare. Parejo prova l’acuto su punizione al 51’, ma l’estremo statunitense non si fa sorprendere. Hahnemann è attento anche su tentativi di Buzsaky e Cook, a dimostrazione che all’occorrenza anche loro sanno tirare fuori le unghie. La sfida si gioca sul filo del rasoio. Entrambe le squadre sembrano avere in canna il colpo per far saltare il banco. A crederci più di tutti è Cisse all'84', bravo a deviare di testa una pennellata su corner dell’onnipresente Stephen Hunt; la palla sembra quella giusta ma Cerny conferma l’ottimo stato di grazia e si oppone da par suo. E’ l’ultimo vero sussulto del match. Il QPR serra i ranghi per l’assalto finale e, sotto lo sguardo di Flavio Briatore, conduce in porto uno 0-0 dal valore ben più alto di quello ottenuto nella sciagurata trasferta gallese di martedì sera.


TABELLINO:

Reading: Hahnemann, Rosenior, Bikey, Ingimarsson, Armstrong, Kebe (Long 80), Gunnarsson (Harper 73), Karacan (Cisse 73), Stephen Hunt, Noel Hunt, Doyle.

Subs Not Used: Andersen, Kelly.

Booked: Rosenior.
QPR: Cerny, Leigertwood, Stewart, Hall, Connolly, Buzsaky, Mahon, Rowlands, Cook, Di Carmine (Blackstock 60), Parejo (Balanta 86).
Subs Not Used: Delaney, Tommasi, Cole.

Booked: Parejo.

Att: 20,571.

Ref: Chris Foy (Merseyside).

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mercoledì 22 ottobre 2008

QPR, un punto e poco più. Paura per De Vries

Swansea City-QPR 0-0: Finisce a reti bianche e con la preoccupazione per le condizioni di Dorus De Vries, uscito al 26’ dopo aver perso conoscenza a seguito di un durissimo scontro con capitan Rowlads. Il portiere olandese si è procurato la frattura della mascella e il suo posto tra i pali, vista l’assenza di un portiere di riserva, è stato preso dal difensore Tate. Nonostante tutto i Rangers non sono riusciti ad impensierirlo neppure una volta. La squadra gallese, finora imbattuta al Liberty Stadium, ha condotto una buona gara al punto da meritare un risultato ben più favorevole negatogli soltanto dalla sfortuna. Emblematica l’occasionissima capitata al 93’ sul destro di Rangel, lo spagnolo calcia a colpo sicuro verso Cerny ma incredibilmente non trova lo specchio della porta. Alla fine anche il bilancio dei corner è impietoso: 19-1 per gli Swans! Il QPR, il cui andamento appare assai altalenante, in questa trasferta hanno evidenziato una pericolosa involuzione, nessun tiro a rete e gravi limiti sul piano della personalità e dei nervi. Alla fine i giocatori ospiti ammoniti da Bates sono stati addirittura 6 mentre nessun avversario è stato raggiunto da provvedimenti analoghi. Indice puntato Iain Dowie che anche in questa circostanza ha colpevolmente inserito Ledesma tra le riserve gettandolo nella mischia solo al 65’. Ma non è stato l’unico errore del tecnico, anche in questa circostanza palesemente incapace di leggere la partita e di mettere in campo una squadra che sappia farsi valere lontano da Loftus Road.

TABELLINO:
SWANSEA CITY: De Vries (Tate 27), Williams, Painter, Monk, Rangel, Bodde, Britton, Pratley, Gower, Gomez (Butler 90), Scotland.
SUBS NOT USED: Brandy, Tudur-Jones, Pintado.
QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Hall, Ramage (Connolly 80), Mahon, Leigertwood, Rowlands (Parejo 59), Cook (Ledesma 65), Blackstock, Buzsaky.
SUBS NOT USED: Balanta, Cole.
BOOKED: Rowlands, Delaney, Buzsaky, Leigertwood, Stewart, Connolly.
ATT: 13,475.
REF: Tony Bates (Staffordshire).

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