Con un secondo tempo da assoluta protagonista la Sampdoria si sbarazza di una Fiorentina che paga le difficoltà interne e di classifica. 2-1 il risultato finale cesellato dalla rete iniziale di Marchionni e da quelle nel finale di partita di Ziegler e Cassano. La squadra di Di Carlo ora può respirare, quella di Mihajlovic sprofonda all'ultimo posto della classifica.
FORMAZIONI – Recuperato in extremis Gastaldello da una distorsione alla caviglia destra, Di Carlo (alla sua 100a panchina in serie A) lo sistema al fianco di Lucchini proponendo esterni di centrocampo Semioli e Guberti con Palombo e Tissone in mezzo, inamovibili davanti Cassano e Pazzini.
Montolivo out per squalifica, D’Agostino, Zanetti e Bolatti per infortunio. Mihajlovic per cercare una vittoria scacciacrisi si aggrappa disperatamente ai recuperi di Vargas e Gilardino ma, soprattutto, a tutta la capacità di reazione che finora i suoi giocatori non hanno saputo tirar fuori. Difesa con Comotto e Gulan laterali mentre Natali e Gamberini vanno in mezzo. Santana finisce nella linea mediana insieme a Donadel mentre a Vargas e Marchionni viene affidato il compito di spingere e creare soluzioni per Ljajic e Gilardino.
PARTITA – La fiorentina entra in campo con il sangue agli occhi schiacciando la Samp nei suoi ultimi venti metri. E' attraverso quest'azione di forcing asfissiante che al 6' Marchionni ottiene il vantaggio di testa raccogliendo un traversone dalla sinistra di Vargas. La reazione blucerchiata c'è ma non è sorretta dalla manovra e, soprattutto, dalla precisione. Ancora Marchionni, di testa e indisturbato, si divora il raddoppio su punizione di Vargas dalla destra. Al quarto d'ora Tissone ci prova dalla distanza rimediando solo un inutile corner. Sempre lui al 20' spara dai sedici metri una sfera che rimbalza addosso al vicinissimo Natali per poi finire dalle parti di Pazzini, rovesciata a lato. Splendido poi il duello tra il “Pazzo” e Frey con il portiere che ci mette la manona su colpo di testa del bomber. Per provare a riportare l'inerzia della sfida dalla propria parte Vargas si affida a una punizione che lambisce l'incrocio destro. E' l'ultimo acuto del migliore in campo prima che un infortunio lo costringa a cedere il posto a Pasqual. Al 33' Gilardino sfiora il centro di testa, Lucchini respinge sulla linea. Sino all'intervallo la lotta continua senza che il risultato muti.
Ripresa con Koman al posto di Semioli e, Accardi per Lucchini infortunatosi al ginocchio destro dopo un solo minuto. Proprio Koman, al 52', ha sul piede la palla del pareggio ma Frey è ancora decisivo. Anche in questa frazione la sfida non consente pause. I padroni di casa guadagnano terreno e allora Mihajlovic cambia Gulan con Felipe. Al 59' Pazzini reclama invano un rigore per fallo di Natali. Al 65' un corner di Ziegler attraversa lo specchio della porta senza che nessun blucerchiato riesca a toccare la sfera. La pressione doriana ora è pesante e la Fiorentina non riesce ad alzare la testa. Nei viola Cerci rileva uno stanco Ljajic. Pochi attimi e Pazzini si libera di Natali all'altezza del vertice destro dell'area piccola girando a lato. Al 79' Di Carlo si gioca il tutto per tutto togliendo Tissone per inserire un altro attaccante: Marilungo. A togliere gli incubi al tecnico di Cassino pensa però un difensore. E' Ziegler, con una splendida punizione ad effetto da oltre venti metri ad agguantare il pareggio all'80'. Mentre i viola si leccano le ferite Cassano ne approfitta per infilarsi centralmente, liberarsi di un paio di avversari e gelare Frey per la seconda volta in pochi secondi: 2-1 e sorpasso compiuto.
CHIAVE – Cercare di guadagnare punizioni dalla trequarti ospite in su per cercare di trovare quei varchi che l'azione manovrata non permette quanto si vorrebbe. La Samp, dopo aver sofferto le pene dell'inferno e della frustrazione, esce vincente proprio da un tiro franco che è base per costruire l'immediato vantaggio contro una Fiorentina incapace di reggere sino alla fine sul piano dei nervi.
CHICCA – A dieci minuti dal termine, quando lo scoramento sembra essere calato sul Ferraris, Ziegler disegna col compasso una punizione magistrale che va ad infilarsi non lontano dal palo alla sinistra di Frey. Semplicemente perfetto.
TATTICA – 4-4-2 per Mimmo Di Carlo che punta molto sulla spinta degli esterni per foraggiare le propria coppia offensiva. 4-4-1-1 per Mihajlovic costretto a fare i conti con l’emergenza a centrocampo.
MOVIOLA – Al 26' contatto assai dubbio in area viola tra Gulan e Semioli, il doriano passa oltre un minuto della sua vita a invocare la concessione del penalty. 34' Gilardino prova a liberarsi di Lucchini che lo stende, per il doriano scatta il giallo mentre gli ospiti ne chiedono il rosso per fallo da ultimo uomo. Nella ripresa appare netto un atterramento in area di Natali ai danni di Pazzini, Brighi, non sempre sereno nella gestione del match, interviene per ammonire il doriano.
PROMOSSI & BOCCIATI - Palombo è il migliore dei blucerchiati: spirito di abnegazione abbinata a classe e capacità di mantenere lucidità (voto 7). Anche quando Cassano non sembra in giornata di grazia riesce a trovare lo spunto per regalare goal fondamentali. E' anche per questo che viene soprannominato Fantantonio, no? (voto 6.5). Semioli appare in costante sofferenza di fronte ad avversari propensi al contrasto diretto e all'azione in velocità. Viene sostituito nell'intervallo (voto 5).
Dura 27' la gara di Vargas ma, per tutto il tempo che resta in campo, si rivela devastante (voto 7).
Probabilmente pretendere dal rientrante Gilardino di fare reparto da solo per quasi un'ora è eccessivo, ma aspettarsi di vedergli vincere ogni tanto qualche duello diretto sarebbe stato lecito. Parte bene e poi si fa sopraffare come il resto della sua truppa nella fase topica del pomeriggio (voto 5.5).
Offensiva per i tifosi doriani e la città di Genova la sistemazione di due steward a guardia della panchina del serbo Mihajlovic. Voto 0 a chi ha imposto questa imbarazzante soluzione.
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[Articolo per Goal.com del 17 ottobre 2010]
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domenica 17 ottobre 2010
Sampdoria-Fiorentina 2-1: Al Doria basta un minuto, viola ULTIMI... così si va dritti in B!
sabato 16 ottobre 2010
Queens Park Rangers-Norwich City 0-0: Alla capolista non riesce la fuga
La capolista Queens Park Rangers viene fermata sullo 0-0 casalingo da un Norwich City giunto a Loftus Road senza timori reverenziali. Gara combattuta sino al triplice fischio e dalla quale emergono un’occasionissima per parte: rigore fallito da Hoolahan nel primo tempo e salvataggio sulla linea di Crofts su testa di Gorkss a 10’ dal termine. Ora si riducono a 4 i punti di vantaggio dei londinesi sul Cardiff vincente tra le mura amiche contro il Bristol. Terza piazza per i Canaries.
Nessun calcolo, solo voglia di superarsi per lanciarsi ulteriormente in classifica. Queens Park Rangers e Norwich si affrontano a viso aperto, con gli ospiti ben disposti sul rettangolo verde pronti a fare la gara per oltre metà della prima frazione. Già dopo poche battute Kenny viene chiamato a chiudere lo specchio della porta a Holt. Al quarto d’ora Gorkss si getta in una mischia senza trovare l’angolino destro, si vede anche Taarabt a provare invano di sorprendere il portiere con un esterno destro. Al 27’ Buzsaky s’infortuna e viene sostituito da Leigertwood. Il Norwich non sta a guardare e al 28’ vede premiati i propri sforzi ottenendo un calcio di rigore per fallo di Hill su capitan Holt. L’imbattibilità casalinga dei Superhoops sembra sul punto di capitolare ma dal dischetto Hoolahan angola troppo la conclusione e la palla termina sul fondo alla sinistra di Kenny. A ridosso dell’intervallo Barnett, ostacolato da un difensore, non riesce a trovare la porta colpendo di testa all’altezza del vertice destro dell’area piccola.
Ripresa senza novità negli schieramenti. Al 54’ Holt libera un sinistro intercettato da Kenny e sul rovesciamento di fronte Hill colpisce l’esterno del montante sinistro raccogliendo di testa un corner di Taarabt. Nelle fila ospiti Steven Smith rileva l’acciaccato Drury. Al 64’ occasione per il QPR nata da un bolide di Walker che termina di poco alto dopo una deviazione con la schiena da Mackie. Al 69’ è Ephraim ad uscire per lasciare il posto a Agyemang, identica sorte per Hoolahan rilevato da Martin. Al 70’ Connolly pesca Helguson in mezzo all’area che colpisce leggermente alto, quando poi l’islandese inquadra lo specchio della porta è Ruddy a farsi trovare pronto. Replica affidata a Holt che riprende sulle spalle i suoi ma non riesce a finalizzare un’azione di rimessa meritevole di miglior destino. Terzo cambio nei Rangers: fuori Taarabt (ancora una volta tra i migliori), dentro Tommy Smith. A dieci minuti dal termine i Rangers vanno più che mai vicini al vantaggio. A soffocarne l’urlo di gioia è Crofts che, a portiere battuto, salva sulla linea bianca un colpo di testa di Gorkss. Sino alla fine il QPR spinge, conquista metri ma quasi nessuno spazio utile per sbloccare il risultato. Fa eccezione Tommy Smith che, in pieno recupero, prova una girata sulla quale Ruddy si distende in maniera efficace bloccando palla e risultato.
QUEENS PARK RANGERS: Kenny, Hill, Gorkss, Walker, Connolly, Derry, Taarabt (T Smith 76), Buzsaky, (Leigertwood 27) Ephraim (Agyemang 69), Helguson, Mackie .
SUBS: Cerny, Orr, Clarke, Faurlin.
BOOKINGS: Derry, Mackie.
NORWICH CITY: Ruddy, Martin, Drury (S Smith 59), Barnett, Ward, Crofts, , Hoolahan (Martin 69), K Smith, Lappin, Holt, Jackson..
SUBS: Rudd, Fox, Johnson, McNamee, Berthel Askou.
BOOKINGS: Ward, Barnett, Lappin.
REFEREE: Mr. A M Penn.
ATTENDANCE: 18,059 (3,122).
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mercoledì 6 ottobre 2010
R.I.P. lost LOVE
r.i.p. my lost love. rest in peace… riposa in pace frutto dell’illusione consumato dalla realtà. adagiato come malconcio pontone di sentimenti. aggrovigliato incrocio di desideri stipati sulla piattezza di monotone onde. riposa in pace, amore perduto e mai davvero posseduto. riposa consunto dai tentativi e dalle promesse. ti do l’addio in altra lingua per impedire alle piaghe di riconoscersi più profonde. avrei potuto nutrirle della linfa d’odio che prima o poi l’amore accende. avrei potuto versarvi sale di bugia che l’abitudine inaridisce. ma è già gioia ripoterti salutare qui. per poi lasciarti, di nuovo sospiro, domani e domani ancora.
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domenica 3 ottobre 2010
Genoa-Bari 2-1: Marassi esulta, soffre e alla fine ESPLODE grazie a Luca Toni!
2-1 per il Grifone. Proprio quando meno te lo aspetti. Quando la tensione sovrasta la ragione e Genoa-Bari pare destinata ad un pareggio che paradossalmente penalizza una squadra in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo ma che, nonostante tutto, tiene alle corde avversari sistemati in maniera pressoché perfetta. A decidere tutto è Luca Toni. E' lui che estrae dal cilindro il più numero più classico del suo repertorio: elevazione da cestista a ricevere una punizione e incornata letale sul secondo palo. Prima di lui sullo score c'erano andati Palacio, rete da giocoliere al 35' e pari su rigore di Castillo al 52' con rosso diretto per Moretti. Gara ricca di emozioni e di occasioni per entrambe le squadre.
FORMAZIONI – Gasperini conferma piena fiducia al gruppo presentato contro il Milan. Difesa con Dainelli fra Chico e Ranocchia, a centrocampo Veloso regista accanto a Kharja con Criscito e Rafinha a spingere sulle corsie esterne, davanti Palacio e Mesto a supporto di Toni. Ventura, più per necessità che per scelta, rivoluziona mezza difesa. Con Raggi k.o., sulla destra torna Belmonte insieme a Salvatore Masiello rientrante dopo tre settimane di stop mentre al centro Parisi viene preferito a Rossi. A centrocampo Almiron e Gazzi e Ghezzal sono riconfermati a pieni voti, novità è il ritorno di Alvarez sulla destra. Davanti la coppia Barreto-Castillo.
PARTITA - Bari in contropiede già dopo 1': bravo Eduardo a uscire su Castillo, meno Ghezzal a inquadrare la porta sulla ribattuta. E' Palacio illude di poter dare il via ad un monologo genoano. Lo fa saltando Gazzi e Parisi per poi calciare di poco a lato. La gestione della palla è ben presto monopolio della squadra di Gasperini con gli ospiti che aspettano nelle immediate vicinanze della propria area per poi scattare in disimpegno. Così come al 12', Barreto coglie il palo sinistro con la palla che rimbalza beffarda sul portiere. Ma neppure Gillet può starsene tranquillo, a scaldargli i riflessi pensa Toni con una girata troppo centrale per fare male. Scocca la mezz'ora e si rivede Eduardo, essenziale a sventare un'occasionissima di Castillo. Al 33' Dainelli, acciaccato, viene sostituito da Moretti. Il Genoa insiste a premere e passa al 36': splendida azione personale di Palacio che controlla con entrambi i piedi prima di infilarsi nel sacco. Al 40' una punizione da venti metri di Veloso deviata da Gillet finisce sulla parte interna del palo ma non varca la linea bianca.
La ripresa comincia con un calcio di rigore che Giannoccaro assegna al Bari dopo aver espulso Moretti per fallo da ultimo uomo su Castillo. Dal dischetto Barreto sigla l'1-1. Dopo che Toni reclama invano un rigore e il nervosismo costa due cartellini gialli a Parisi e Gazzi Ventura richiama in panchina quest'ultimo sostituendolo con Donati. Nonostante l'inferiorità numerica è però sempre il Genoa a fare la partita. Dentro allora ance Caputo per Barreto nella speranza barese di sovvertire gli equilibri. Al 72' Gillet è però strepitoso su colpo di testa ravvicinatissimo di Toni. Sul rovesciamento di fronte Criscito è chirurgico nell'intervenire su Caputo lanciato a rete. Esce anche Castillo per il giovane D'Alessandro. Nel finale Milanetto rileva Veloso, il neo entrato pennella una punizione per Toni che, in elevazione, manda a lato da posizione favorevole. Nella mischia finisce anche Rudolf per Palacio. L'ungherese ci prova dal limite ma ottiene solo un corner. Il Bari ha il match-ball a ridosso del 90', ma ad essere ancora una volta determinante è Eduardo su contropiede di Caputo. Al quinto dei giusti sei minuti di ricupero concessi da Giannoccari Toni vola più alto di tutti raccogliendo una punizione dalla trequarti destra di Milanetto e realizza il goal del meritato 2-1 per i Grifoni.
CHIAVE - Attirare l’avversario nella propria metà campo per poi contrattaccarlo in profondità grazie alla velocità di Alvarez, Castillo e Barreto. Per buona parte del primo tempo il canovaccio della sfida sembra poter sorridere a Ventura. Non fa però i conti con l'ostinato forcing del Genoa che seppur in dieci, grazie al talento dei suoi elementi più tecnici, vince i duelli diretti e quello complessivo.
CHICCA - 36' Palacio filtra in area, controlla di palleggio con il destro mettendo a sedere Andrea Masiello per poi battere imparabilmente a rete di sinistro . Azione perfetta che premia il migliore in campo dei rossoblù.
TATTICA - Avvio con il tipico 3-4-3 gasperiniano da una parte e con il più classico 4-4-2 per Ventura. Dopo l'espulsione di Moretti tocca a Criscito lavorare doppio sistemandosi alternativamente fra la linea difensiva e quella di mezzo. Dall'altra parte Alvarez e spesso chiamato ad operare in fase di ripiegamento.
MOVIOLA - Nel pomeriggio in cui tutti sono sotto esame neppure Giannoccaro di Lecce riesce a sottrarsi. Noto nel proprio ambiente per la forza del suo carattere, torna ad arbitrare il Bari a 4 anni da un contestatissimo Cesena-Bari 1-0 con i pugliesi che reclamarono a lungo per 2 rigori non dati. Questa volta, poco coadiuvato dai suoi assistenti, gestisce a fatica e non sempre impeccabilmente un match troppo spesso giocato sul filo dei nervi. Se corretta sembra la concessione del penalty ai baresi con conseguente espulsione di Moretti, dubbi sussistono invece su un atterramento in area di Toni pochi istanti dopo. Giustificato dalle sostituzioni, dagli infortuni e dalle numerose perdite di tempo, il corposo recupero concesso dal direttore di gara.
PROMOSSI & BOCCIATI - Classe e sostanza a servizio della squadra e della sua voglia di assaporare la gioia del goal personale. Palacio è praticamente perfetto (voto 7). Eduardo (voto 7) è decisivo in più circostanze di fronte alle imperiose discese degli avanti baresi su cui sovente Dainelli (voto 5) si fa prendere metri importanti. Dopo soli 33' la gara dell'ex-viola termina, da ammonito e infortunato, sostituito da Moretti. Prestazione maiuscola quella di Criscito che, quando la sua squadra si trova sotto di un uomo, si sdoppia eseguendo ogni compito in maniera egregia (voto 8). Sornioni come pantere sul terreno di caccia Castillo e Barreto danza fra i centrali avversari sempre pronto ad avventarsi nei sedici metri avversari (voto 6.5). Gillet (voto 6.5) mantiene i nervi saldissimi nei momenti topici della sfida ma è costretto ad arrendersi di fronte al capolavoro confezionato da Milanetto e Toni al 95' (voto 7 ad entrambi).
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[Articolo per Goal.com del 3 ottobre 2010]
sabato 2 ottobre 2010
Crystal Palace-QPR 1-2: Helguson nel recupero, il derby è dei Super Hoops!
Sotto l’uggioso cielo di Selhurst Park i Queens Park Rangers conquistano un’esaltante 2-1 in casa dei cugini del Crystal Palace. Decisivo in pieno recupero Helguson, autore del definitivo vantaggio dopo che all'89' Cadogan aveva riequilibrato il goal messo a segno da Taarabt al 49’. Ancora 6 sono i punti che dividono i londinesi dall’inseguitore Cardiff, anch’esso vincente in trasferta contro il Barnsley.
Primo quarto d’ora al cardiopalma: palo scheggiato da Dorman al 4’, tempo di tirare qualche sospiro e Speroni è poi perfetto in uscita fra i piedi di Mackie lanciato a rete. Quasi sul capovolgimento di fronte anche Kenny viene chiamato in causa offrendo una doppia parata su Zaha. Ennesimo duello Speroni-Mackie con il portiere ad avere la meglio. Nel mezzo il match si prende qualche pausa. Le Eagles pressano sui portatori di palla avversari cercando di limitarne le penetrazioni in velocità, lavoro non sempre eseguito al meglio. Alla lunga i ragazzi di Warnock conquistano metri e al 42’ ad andare in parità è anche il conto dei legni: tiro di Helguson che tocca McCarthy prima di infrangersi sulla traversa. Prima del riposo è però il Crystal Palace a sfiorare il vantaggio: Bennett colpisce di testa ma Ephraim è pronto a salvare sulla linea.
La ripresa comincia con Cadogan al posto dell’impalpabile Counago. Il risultato si sblocca al 49’: erroraccio di Davids (all’esordio casalingo) che, con uno sciagurato retropassaggio, regala letteralmente la palla a Mackie che s’invola, supera Speroni, arriva sul fondo e appoggia in mezzo per Taarabt che non ha difficoltà a segnare a porta vuota. Il Crystal Palace reagisce immediatamente lasciando spazi alle offensive dei Rangers. Davids appare confuso e al 56’ Burley, inevitabilmente, lo sostituisce con Gardner. Al 58’ Helguson si fa notare per un’incornata imprecisa. Sempre lui, una manciata di minuti dopo, prova a sorprendere Speroni con un destro da lontano. Al 73’ esce Taarabt rimpiazzato da Smith. Buzsaky scuote Speroni da una trentina di metri, dall’altra parte una punizione dalla destra di Garvan viene miracolosamente mandata in angolo da Kenny. Agli ultimi spiccioli di gara prendono parte anche Andrew e Leigertwood al posto di Dorman e Buzsaky. Nel forcing finale Zaha filtra nei sedici metri e spara in porta, Kenny respinge in qualche maniera. Ma all’89’ il Palace riacciuffa il pari: dalla destra stavolta Zaha si “beve” Walker e mette in mezzo per l’inserimento di Cadogan abile ad interrompere a 587 i minuti di imbattibilità di Kenny. Il match si fa ancora più palpitante. Come già accaduto in altre recenti gare, il QPR non si accontenta riversandosi il più lontano da Kenny. E’ così che al 93’, dalla corsia mancina, Smith lascia partire uno spiovente in area sul quale Helguson si avventa come un falco anticipando l’uscita di Speroni e spedendo nel sacco la palla del definitivo 1-2.
CRYSTAL PALACE: Speroni, Clyne, McCarthy, Bennett, Garvan, Dorman (Andrew 81), Davids (Gardner 56), Djilali, Marrow, Zaha, Counago (Cadogan 46).
SUBS: Price, Holness, N'Diaye, O'Keefe.
GOALS: Cadogan 89.
BOOKINGS: Dorman.
QUEENS PARK RANGERS: Kenny, Hill, Gorkss, Walker, Connolly, Derry, Taarabt (Smith 73), Buzsaky (Leigertwood 84), Ephraim, Helguson, Mackie.
SUBS: Cerny, Borrowdale, Rowlands, Agyemang, German.
GOALS: Taarabt 49, Helguson 90+3.
BOOKINGS: Ephraim, Hill.
REFEREE: Mr. Friend.
ATTENDANCE: 17,171 (3,342).
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Spiccioli
E’ una malattia la maturità. Chi non lo ammette significa che ne è già stato consumato. Chi non se n’è accorto buon per lui. Prima o poi capirà che si tratta di spiccioli. Nient’altro che spiccioli di basso conio che i giorni ci danno indietro in quel supermercato dello strozzinaggio chiamato quotidianità. Rifuggine!
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