Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

mercoledì 12 novembre 2008

Scintille nella monotonia d'autunno: dieci indimenticabili esperienze di viaggio

Viaggiare. Ossia intingere se stessi in altre realtà solleticando i cinque sensi e l’anima. Più grezzamente la maniera migliore per superare la limitatezza del nostro piccolo mondo. Ecco l’elenco di alcune personali esperienze di viaggio. Le prime a venire a galla in un oceano di ricordi. Luccicanti scintille nella monotonia di una uggiosa giornata autunnale.

01. Girare l’Australia in lungo e in largo scoprendo che il paradiso esiste per davvero.

02. La notte del solstizio d'estate raggiungere Capo Nord in camper per poi affacciarsi sull'ultimo gradino dell'Europa.

03. Respirare a fondo il profumo dell'antica biblioteca del Trinity College di Dublino.
04. Ritrovarsi i polpastrelli sporchi di polvere dopo aver smarrito il senso del tempo nei negozi londinesi di dischi e libri.
05. Passeggiare lungo le calli veneziane svuotate dai turisti in una notte di luna piena.

06. Seminare pensieri camminando sotto la pioggia attorno ad Uluru/Ayers Rock, sacro monolite australiano.

07. Aspettare l’alba in compagnia su uno degli scogli più nascosti e segreti della Riviera Ligure.
08. Navigare placidamente sul Nilo all’ora del tramonto.
09. Attraversare la Manica in traghetto per godersi, nello spazio di un giorno, la francese Dieppe e l’inglese Brighton.

10. Addormentarsi a Siviglia con il sangue misto a sangria. E svegliarsi intuendo la realizzazione di un miracolo...

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sabato 8 novembre 2008

QPR, il dolce arriva all’ultimo. Decisivo un gol di Mahon all’80’, il Cardiff finisce in nove

QPR-Cardiff 1-0: Il ritorno al successo pieno si fa attendere sino a dieci minuti dal termine. Il merito è di Gavin Mahon, centrocampista poco prolifico ma stavolta provvidenziale per Ainsworth. Rangers in sofferenza realizzativa nonostante le espulsioni di Purse al 28’ e di Comminges all’87’.

Come da previsioni il Cardiff si dimostra osso duro. In una gara dominata dalla mancanza di precisione sottorete a fare la differenza è proprio la capacità di mantenere freddi i pensieri. In questo sono più bravi i padroni di casa. Dopo un inizio senza sussulti al quarto d’ora Cook concede una punizione dalla distanza di Cook, la palla diventa preda di Heaton. La risposta non si fa attendere. Cinque minuti dopo è McPhail a provarci con altrettanta convinzione, Cerny si salva in angolo. Al 28’ il primo episodio decisivo: l’esperto Purse interviene con eccessivo impeto su Cook, Probert è severissimo e lo espelle. Dave Jones corre ai ripari inserendo Gyepes per Ledley riuscendo a tappare adeguatamente la falla. Così, prima dell’intervallo, il portiere giunto in prestito dal Manchester United deve intervenire una sola volta, al 38’, su botta di Ledesma.

Nella ripresa, dopo una manciata di minuti, l’ex-genoano viene sostituito da Buzsaky. Nonostante l’inferiorità numerica i Bluebirds riescono a difendersi con ordine costringendo i ragazzi di Ainsworth a mantenere alta la pressione. A metà ripresa Tommasi e Di Carmine (buona la loro prova) lasciano il terreno di gioco per fare spazio a Mahon e Agyemang. Mosse che lasciano il segno non solo sui tabellini. Infatti, dopo che al 75’ Johnson inzucca male da posizione favorevole su angolo dalla destra dell’ispirato Whittingham, i Rangers passano in vantaggio. Il sigillo è proprio di Mahon che si avventa su un cross di Ramage e, di testa, lo trasforma in oro zecchino. La rete accende speranze e animi. Nei minuti successivi l’arbitro estrae ripetutamente cartellini gialli, i più pesanti dei quali sono quelli mostrati a Comminges che, fra l’84’ e l’86’ ne rimedia addirittura un paio lasciando i gallesi in nove contro undici. In queste condizioni il prato di Loftus Road si fa in discesa per i suoi proprietari che non faticano troppo per arrivare immacolati sino al triplice fischio costringendo il Cardiff alla prima sconfitta esterna stagionale.


TABELLINO:
QPR: Cerny, Stewart, Connolly, Hall, Ramage, Ledesma (55 Buzsaky), Rowlands, Cook, Tommasi, Blackstock, Di Carmine (71 Agyemang).
Subs not used: Cole, Delaney.
Bookings: Agyemang.
Cardiff: Heaton, McNaughton, Comminges, R Johnson, Rae, Ledley (29 Gyepes), Purse, Whittingham, McPhail, E. Johnson (72 Parry), Chopra.
Subs: Enckelman, Blake, Brown.
Sent off: 28 Purse, 87 Comminges.
Bookings: McPhail.
Referee: Lee Probert (Wiltshire)
Attendance: 13.347.

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mercoledì 5 novembre 2008

Amen.

E’ bello stiracchiarsi la mattina e percepire che qualcosa è cambiato. Mettere ordine. Dentro se stessi, soprattutto. E’ una delle attività più sopportabili del trascorrere degli anni. Ideale passatempo per anime caotiche in balia dei marosi dell’esistenza. Utile gioco per recuperare ricordi sepolti dalla polverosa consuetudine. La stessa che, quasi d’improvviso, ti fa ritrovare il viso sfigurato da rughe che solcano pelle e specchi. Si diventa “grandi” davvero quando la voce che c’è in noi inizia a farsi grossa. Quando smettiamo di essere parti di altri. Inevitabile effetto dell’emulazione di chi ci ha educato e di chi ammiriamo. E’ bello scoprire che oltre la ribellione ci può essere di più. E’ bello scoprirlo ora, quando i tempi sono maturi e stille di consapevolezza mettono a nudo ogni cosa. Tranne l’anima, ovviamente.
AMEN.

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lunedì 3 novembre 2008

The Cure, un altro nuovo album ad aprile 2009?

Un nuovo album dei Cure ad aprile 2009? Probabile, certamente non impossibile. A rivelarlo è Mark Beaumont del Guardian. Lo afferma in un articolo leggibile interamente QUI nel quale, fra le altre cose, spiega alcuni inediti dettagli relativi alla controversa gestazione di ‘4:13 Dream’, ultimo (bellissimo) lavoro di Robert Smith & soci. Come da indiscrezioni l’obiettivo iniziale della band era quella di produrre un doppio album sulla falsariga di ‘Kiss Me Kiss Me Kiss Me’ del 1987, tanto che i brani registrati e pre-prodotti sono stati ben 33. Al momento di tradurre in pratica il tutto, però, la Geffen ha comunicato loro l’intenzione di pagare royalties soltanto per la realizzazione di un album singolo, vendendo comunque il doppio ad un prezzo maggiorato. Un ricatto a cui Robert Smith, determinato ad offrire la versione duplice al prezzo di una singola, si è ribellato consegnando alla casa discografica solamente una parte delle tracce: quelle dalle atmosfere più leggere. La seconda, più intimista e dark, è quindi rimasta inedita e l’intenzione dei Cure è quella di pubblicarla appena il contratto con la major lo consentirà. Che, tradotto in burocratese, significa: sei mesi e un giorno successivi all’uscita di ‘4:13 Dream’, finito sugli scaffali dei negozi lo scorso 24 ottobre.
Già in passato Robert Smith ebbe scontri con una casa discografica, la “storica” (per la loro carriera) Fiction. Ciò avvenne nel 2001 in occasione della produzione di ‘Greatest Hits’, edito solo per motivi di business dal momento che il disco rientrava in una serie di obblighi atti a rescindere il contratto. Ma, per rispetto dei propri fans, la band - allora reduce dalla realizzazione di ‘Bloodflowers’ - chiese che la raccolta contenesse un secondo cd con la rilettura acustica degli stessi brani presenti sul primo. La Fiction non fu d’accordo ma il braccio di ferro venne vinto, almeno parzialmente, da Robert Smith. Come? Impegnandosi economicamente in prima persona affinchè, nelle prime edizioni della compilation, venisse incluso ‘Acoustic Hits’ come bonus. Il disco che,
considerata la poco fantasiosa tracklist dell'album principale, diede un senso artistico al progetto.

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domenica 2 novembre 2008

Sampdoria-Torino 1-0: I granata recriminano, i blucerchiati vincono

Decide una magia di Bellucci dopo un goal ingiustamente annullato ad Amoruso.
Una pennellata in mischia di Bellucci all’84’ tinge di blucerchiato una sfida dallo spettacolo modesto. Buona gara del Toro che colpisce un palo e a cui Ayroldi annulla un gol valido segnato da Amoruso.


In campo -
Nella Samp confermato il trio difensivo Lucchini-Gastaldello-Accardi. A centrocampo Padalino viene preferito a Stankevicius. Davanti Bellucci torna titolare al fianco di Cassano. Torino orfano di Abate e di Pratali che non riesce a smaltire la contrattura rimediata mercoledì sera. Diana viene schierato esterno difensivo con Colombo libero di avanzare a ridosso delle punte Stellone e Amoruso.


Si gioca –
Poche idee e risultato deciso dagli episodi. Stavolta tutti a favore di una Sampdoria brava soprattutto a crederci fino in fondo. I padroni di casa consumano la prima frazione cercando invano soluzioni per Bellucci e Cassano ma rischiano nelle ripartenze granata. Il Toro è però incapace di sfruttare tre contropiedi promettenti. Un po’ per la bravura di Castellazzi, che si oppone con decisione su Amoruso e Stellone, di più per l’imprecisione dei suoi attaccanti. Nella ripresa gli ospiti partono coraggiosamente. Resistono sul primo tiro in porta di della Samp, punizione di Bellucci respinta dal portiere al 56’, e si vedono incredibilmente annullare una rete di Amoruso che, dopo aver colto un palo di testa, devia nel sacco un rinvio di Pieri. Nella seconda parte del tempo Cassano offre qualche lampo dei suoi. Dopo che al 69’ Dessena prima e al 73’ Padalino difettano di mira l’ex-piacentino si trasforma in assistman mettendo in mezzo all’area un pallone che Bellucci addomestica di tacco destro mandandolo nell’angolino destro dell’incolpevole Calderoni. Labile la reazione ospite. Natali al 36’ e Sammarco e Lucchini, ad inizio ripresa, hanno dovuto abbandonare il campo per problemi muscolari.


La chiave –
Può la sorte essere la chiave di volta di una partita di calcio? Può esserlo. Specialmente quando in campo gli equilibri si bilanciano nonostante una delle due parti possa vantare un fuoriclasse assoluto come Cassano, oggi non proprio al massimo. Alla fine la Samp conclude a rete con il contagocce ma trova uno splendido gol vincente, il Toro controbatte con i pochi mezzi a sua disposizione ma viene fermato da un palo e da una decisione arbitrale ingiusta.


La chicca –
Mancano sei minuti al novantesimo quando Palladino scaglia una palla disperata in mezzo all’area avversaria, l’invito viene raccolto da Bellucci che, con un delizioso tacco destro in mischia, la infila in buca. E’ la cosa esteticamente più bella in un pomeriggio di chiaroscuri.


Top & Flop –
Certe volte una manciata di lampi possono bastare a costruire un sorriso che dura una settimana. La coppia Cassano-Bellucci possiede l’estro che fa la differenza anche quando non è al massimo. Non altrettanto si può dire della coppia Ayroldi (arbitro) e Chiocchi (assistente di linea) entrambi hanno l’abbaglio di una posizione in fuorigioco decisiva per annullare un gol di Amoruso. L’errore che condiziona pesantemente l’incontro. Inspiegabile la decisione di De Biasi di tenere Rosina ad assorbire l’umidità del prato genovese inchiodato alla panchina.


TABELLINO:

SAMPDORIA-TORINO 1-0 (primo tempo 0-0).
MARCATORI: 84’ Bellucci (S).

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 6.5, Lucchini 6 (dal 52’ Bottinelli 6), Gastaldello 6.5, Accardi 6, Padalino 6.5, Delvecchio 6 (dal 71‘ Ziegler sv), Sammarco 6 (dal 48‘ Dessena 6), Franceschini 6, Pieri 6, Bellucci 7, Cassano 6.5. (Mirante, Fornaroli, Stankevicius). All. Mazzarri 5.5.

TORINO (4-4-2): Calderoni 6, Colombo 6.5 (dal 74‘ Zanetti sv), Di Loreto 7, Natali 6 (dal 36‘ Ogbonna 6), Pisano 6, Diana 6, Dzemail 6, Barone 6 (dall‘83‘ Saunel sv), Rubin 6.5, Stellone 5.5, Amoruso 6.5. (Fontana, Abbruscato, Rosina, Bianchi). All. De Biasi 5.

ARBITRO: Ayroldi di Molfetta 5.

AMMONITI: Di Loreto (T), Barone (T), Accardi (S), Ogbonna (T) per gioco scorretto.

RECUPERI: 3' p.t.; 3' s.t.

[Articolo per Goal.com de 2 novembre 2008]

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sabato 1 novembre 2008

QPR, il ciclone Stead ferma i Rangers

Ipswich Town-QPR 2-0: La bacchetta magica di Jim Magilton stavolta si chiama Jon Stead. Lo spilungone di Huddersfield entra al 67’ e decide la sfida con una doppietta messa a segno di testa al 73’ e al 75’ su assist di McAuley e Garvan. E dire che a Portman Road il QPR, ha comunque offerto impressioni positive. Specialmente nel primo tempo durante il quale Tommasi e Di Carmine (sostituito nella ripresa da Blackstock) hanno fatto il loro dovere. Richard Wright, portiere dei Tractor Boys, è stato determinante su conclusioni di Cook, Rowlands, Parejo e proprio dell’ex-viola. Tuttavia i padroni di casa non sono stati a guardare, specialmente con Norris e Walters, quest’ultimo pungente al 40’ e subito dopo il riposo. Ma, proprio quando nonostante la crescita dell’Ipswich la sfida sembra mantenersi in equilibrio, i cambi fanno la differenza. In particolare quelli del 67’. Mentre Ledesma, subentrato a Buzsaky, cerca di prendere le misure al campo Stead, sostituto di Lisbie, fa l’indemoniato. Impegna immediatamente Cerrny e poi lo supera in maniera perentoria con due reti determinanti. Il colpo è di quelli pesanti e i Rangers fanno fatica a reagire con concretezza.

TABELLINO:

IPSWICH TOWN: Richard Wright, Volz, McAuley, Naylor, David Wright, Norris, Shumulikoski, Garvan, Quinn (59 Counago ), Walters, Lisbie (68 Stead ).

GOALS: 73, 75 Stead.

SUBS NOT USED: Supple, Bruce, Miller.

BOOKING: Garvan 67
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QPR: Cerny, Delaney, Stewart, Hall, Connolly, Parejo, Rowlands, Tommasi, Cook, Di Carmine (57 Blackstock ), Buzsaky (68 Ledesma ).
SUBS NOT USED: Cole, Mahon, Gorkss.

BOOKING: Di Carmine 57.

REFEREE: Trevor Kettle
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ATTENDANCE: 209667.

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