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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

lunedì 11 maggio 2015

Genoa-Torino 5-1: Granata travolti, 'manita' del Grifone per l'Europa

Bello, intenso in ogni azione. Il duello fra Genoa e Torino è partita sanguigna. È lotta e voglia di gran calcio. La sfida, è gestita e vinta dai rossoblu per 5-1. Un risultato che fotografa il peso che ciascuna squadra ha saputo mettere in campo. Dopo l'iniziale vantaggio di Iago Falque (18') e il momentaneo pareggio di El Kaddouri (60'), il Grifo dilaga Tino Costa (69'), Bertolacci (86') e, in pieno recupero, con Pavoletti (91') e ancora Tino Costa (95'). SUBITO BORRIELLO E MAXI LOPEZ – In attesa del ricorso dopo lo stop della licenza Uefa, il Gasp e i suoi intendono giocarsi sul campo ogni punto. E stasera lo fanno indossando un’inedita maglia celebrativa del primo campionato vinto dai Grifoni, primo assoluto della storia del calcio italiano, nel 1898. Si rivede Burdisso, dietro insieme a Roncaglia e De Maio con Perin a saltare fra i pali; centrocampo affollato da Rincon e Edenilson laterali, Kucka e Bertolacci interni mentre a Iago Falque e Niang spetterà il compito di aiutare Borriello a sfondare il bunker. Ventura, tecnico dal cuore blucerchiato, dovrà fare i conti soprattutto con l’assenza di Bovo. Padelli è chiamato al riscatto dopo l’autogol di mercoledì e può contare su Maksimovic, Glik e Moretti a cercare di fare argine; Bruno Peres, Benassi, Gazzi, El Kaddouri e Benassi in mediana con l’intoccabile Quagliarella titolare e Maxi Lopez ad aggiudicarsi il ballottaggio con Martinez. A 100 ALL'ORA – Ritmi vertiginosi e padroni di casa a cingere i 25 metri davanti Padelli. Bravo ad opporsi ad una fiondata di Iago Falque, impotente quando, messo a sedere da un pregevole scambio dalle tre punte rossoblu con incursione di uno Niang indemoniato e assist di Borriello. Al Toro, messo sotto pressione, resta l'arma del gioco di rimessa che produce un'occasione per Quagliarella e un corner finito tra le braccia di Perin su incornata di Moretti. GRIFONE SCATENATO – Ventura cambia modulo in corsa passando al 4-4-2 cercando di contenere la pressione. Ma, a parte estemporanee ripartenze, i granata devono rintanarsi nella loro porzione di campo e Padelli deve mostrare il suo lato migliore per respingere un rasoterra di Bertolacci. Prima dello scadere Quagliarella non riesce ad approfittare dell'ennesima leggerezza stagionale di Roncaglia. EL KADDOURI, CHE PENNELLATA! – Martinez per Quagliarella ko e Tino Costa per Borriello. Dopo pochi minuti la ripresa offre nuove pedine ad una gara forsennata e combattuta metro per metro. A guidare è sempre il determinatissimo Genoa, ma il Toro ora aumenta la sua aggressività. E, agevolato dal fatto che gli avversari non riescono a prendere il largo, li agguantano con un pregevole calcio di punizione di El Kaddouri che non lascia scampo a Perin. PUNIZIONI LETALI – L'improvviso riequilibrio del risultato pesa sull'inerzia del match. E soltanto un'altra punizione, stavolta a favore dei padroni di casa, riporta in vantaggio il Genoa. È Tino Costa, con deviazione di El Kaddouri, a bucare ancora Padelli realizzando il 2-1. Un altro tiro piazzato a tinta granata è intriso di veleno. Il dardo, scagliato da Farnerud, subentrato a Benassi, viene controllato a fatica da Perin. Poi Orsato, che nel primo tempo aveva annullato una rete a Burdisso, annulla, per offside, il 3-1 di Kucka. Ma realizzare quello vero, e bellissimo, è Bertolacci con un tocco dal limite. Il Toro è frastornato, il Genoa esaltato da se stesso e dal proprio pubblico che, con Pavoletti, sospinge in rete la palla del 4-1. Prima del triplice fischio c'è ancora gloria per Tino Costa che dà la "manita" definitiva. [Articolo per Goal.com dell'11 maggio 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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