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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 17 aprile 2011

Genoa-Brescia 3-0: Il Grifone fa il suo dovere, per le Rondinelle si mette malissimo

Il Genoa non fa regali a nessuno. Men che meno a chi, come Iachini, ogni volta che da calciatore e da allenatore ha incontrato un Grifone bisognoso di punti, ha fatto vanto di come sia indispensabile dare l'anima anche quando dalla propria parte non vi sia assolutamente nulla in palio. Discorso che non fa una grinza. E al Ferraris, con una prestazione neppure troppa accalorata, i rossoblù dimostrano a lui e al suo pericolante Brescia che la lezione è stata imparata alla lettera. 3-0 è il risultato che fotografa la differenza di forze in campo e che, dopo un primo tempo tranquillo, si accende nella ripresa con le reti di Rafinha (59'), l'autogol di Berardi (70') e il tris di Antonelli (94'), tutte ispirate da un Palacio in stato di grazia. Rondinelle troppo nervose, mal sistemate sul terreno di gioco e incapaci di rendere pesante la vita alla retroguardia di casa. Fanno eccezione una clamorosa traversa di Caracciolo e un bellissimo calcio di punizione di Diamanti neutralizzato da Eduardo.

FORMAZIONI
– Davanti a Eduardo il tecnico Ballardini schiera la difesa titolare formata da Mesto, Dainelli, Kaladze e Criscito; in mezzo vanno Rafinha (preferito a Konko), Milanetto (recuperato a tempo di record), Kucka e Rossi; conferma per il tandem offensivo Palacio-Floro Flores.
Senza poter contare sullo squalificato Eder, Iachini propone Arcari fra i pali; un trio arretrato composto da Zebina, l'ex-Bega e Zoboli; centrocampo foltissimo con Zambelli, Kone, Zanetti, Hetemaj e Accardi; e le punte Diamanti e Caracciolo.

PARTITA
– Il Brescia, costretto a cercare i tre punti, si fa subito pericoloso con Zebina fermato da Eduardo e Caracciolo dalla traversa. Il Genoa reagisce conquistando possesso palla, ma la frenesia viene pagata al momento di battere a rete. A distinguersi in senso negativo è soprattutto Floro Flores che, calciando alto, si divora due buone opportunità.
Ritmi alti anche nella ripresa con Antonelli dentro per Kucka e il poco reattivo Lanzafame al posto di Kone. A ridosso del quarto d'ora Rafinha, su pregevole cross dalla destra di Palacio, incorna la palla dell'1-0. Pochi attimi dopo Eduardo è strepitoso nel togliere dall'incrocio destro una punizione ad effetto di Diamanti. Nelle fila ospiti Berardi rileva Accardi e, proprio il neo-entrato, è autore di un'incredibile autorete deviando su palla messa in mezzo dal solito Palacio. Il doppio svantaggio fa saltare i nervi a più di un giocatore ospite tra cui il diffidato Zoboli e l'isterico Hetemaj, ammonizione contemporanea per entrambi. Lanzafame e Berardi, da due passi, non l'istinto del killer per battere Eduardo, bravo anche ad opporsi su rasoterra di Diamanti e sul neo-entrato Jonathas. Nel recupero ancora Palacio veste i panni di suggeritore per Antonelli che realizza il 3-0 definitivo.

CHIAVE
– L'esigenza di ottenere l'intera posta costringe il Brescia a non poter fare le barricate. Il Genoa, approfittando anche dei pasticci che il mister avversario combina nella ripresa, agisce in maniera sorniona assicurandosi una vittoria utile a vivere senza assilli il finale di stagione.

CHICCA
– I tre assist vincenti di Palacio, che valgono gli altrettanti centri del pomeriggio rossoblù, certificano la bontà tecnico-tattica del Trenza, in assoluto il migliore in campo.

TATTICA
– 4-4-2 per Ballardini; 3-5-2 per Iachini.

MOVIOLA – L'esperto Brighi di Cesena dirige con autorevolezza mostrando cinque volte il cartellino giallo e senza commettere errori eclatanti.

PROMOSSI & BOCCIATI
– Palacio offre la solita prestazione maiuscola mettendo lo zampino in tutte le reti genoane e facendo ammattire la difesa bresciana. Gli manca solo il goal personale: voto 7.5. Floro Flores è mobilissimo ma mai lucido al momento di finalizzare gli sforzi: voto 5.5.
Zebina, classe ed esperienza, prima di arrendersi mette decine di toppe ad una formazione schierata in maniera approssimativa: voto 6.5. Berardi, entrato a metà ripresa per un buon Accardi, dopo 5 minuti dal suo ingresso in campo realizza il più clamoroso degli autogol divorandosi anche una gigantesca occasione per riaccendere le speranze di rimonta: voto 4.5 a lui e a chi ha compiuto l'ennesima scelta errata in una giornata dalle prospettive favorevoli, il tecnico Iachini.

[Articolo per Goal.com del 17 aprile 2011]

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