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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

domenica 2 marzo 2014

Genoa-Catania 2-0: Antonelli goleador, è sprofondo etneo

Ancora una vittoria casalinga per il Genoa. Stavolta a farne le spese è un Catania che, pur giocando in dieci dal 40' per l'espulsione di Bellusci, lotta con ammirevole generosità senza però riuscire a mettere una pezza al vantaggio genoano siglato quasi subito da Antonelli (14'). Il raddoppio porta invece la firma del giovane Sturaro (85'). Gara piacevole e sempre viva che ha ribadito il buon momento dei ragazzi di Gasperini e confermato il tabù esterno degli ospiti che. lontano dal Cibali, hanno ottenuto la miseria di due soli punti. FORMAZIONI – Solito 3-4-3 gasperiniano con Perin supportato nelle retrovie da Burdisso, Portanova e Antonini; Motta, Sturaro, Bertolacci e Antonelli in mezzo; Konate e Sculli a spalleggiare Gilardino. Maran disegna un 3-5-1-1 con Andujar tra i pali e linea difensiva composta da Bellusci, Sculli e Rolin; centrocampo affidato a Peruzzi, Izco, Lodi, Rinaudo e Biraghi; Plasil e Keko in avanti. PRIMO TEMPO – Dopo un paio di spunti a salve di Keko, il Genoa prende le misure agli etnei e passa prima dello scoccare del quarto d'ora con Antonelli, che chiude una mischia innescata da un cross dalla sinistra di Sculli. Konate sfiora poi il raddoppio battendo plasticamente da venti metri. Ma il Catania è tutt'altro che arrendevole e, per lunghi tratti, costringe i padroni di casa a ripiegare nella loro metà campo. Bellusci, già ammonito, atterra Motta lasciando in dieci la sua squadra. A ridosso dell'intervallo Gilardino, con una spaccata da pochi metri, arriva in ritardo all'appuntamento col goal. SECONDO TEMPO – Fetfatzidis rileva Bertolacci in avvio. Le sfuriate ospiti, condotte soprattutto dal combattente Izco e dal fischiatissimo ex Lodi, vengono disordinatamente controllate dai Grifoni che puntano anche su Cabral, sostituto di Sculli. Maran getta nella mischia Fedato e Monzon per Plasil e Lodi. È però Andujar a dover mettere le ali per deviare con la punta della mano destra una punizione ad effetto di Fetfatzidis. Keko, esausto, cede il campo a Leto. Gilardino, in contropiede, avrebbe a disposizione il più ghiotto dei match-point ma angola troppo sull'uscita del portiere. Ad ogni modo il Genoa le occasioni non smette di crearsele e, dopo un'altra chance divorata da Konate, Sturaro non pecca di precisione piazzando un diagonale che vale il 2-0 che fa calare così il sipario. CHIAVE – Sfida giocata sempre a viso aperto, nella quale il Genoa, agevolato dalla tranquillità di classifica e dall'uomo in più per circa un'ora, gestisce con sapienza. MOVIOLA – Sufficiente la direzione di Irrati. Non fa una piega il doppio giallo mostrato al nervoso Bellusci. [Articolo per Goal.com del 2 marzo 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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