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domenica 20 ottobre 2013
Genoa-Chievo Verona 2-1: Non basta Bentivoglio ai veneti, super Gila regala il primo sorriso a Gasperini
Buona la prima in casa, per il Genoa gasperiniano. La formazione rossoblù dà segni di organizzazione offrendo fasi di intensità e dinamismo. A certificarlo è una vittoria per 2-1 su un Chievo tutt'altro che remissivo e anch'esso bisognoso di certezze positive. Decide una doppietta di Gilardino (al 22'con un'incornata di classe e al 50' su ribattuta fortunosa) in mezzo all'illusorio pari di Bentivoglio (47'). Gara piacevole senza cali di ritmo, Genoa che recrimina con la sorte per un incroci colpito da Lodi nel finale.
FORMAZIONI: Per il suo ritorno al Ferraris, contraddistinto da un'autentica ovazione, Gasperini propone un 3-4-3 composto da Perin tra i pali; Antonini, Portanova e Manfredini dietro; Vrsaljko, Lodi, Biondini e Marchese a centrocampo con la fase offensiva affidata a Santana e Centurion a sostegno di Gilardino. Per invertire la rotta dopo tre sconfitte consecutive, Sannino opta per un 4-4-2 che prevede Puggioni in porta; Frey, Claiton, Cesar e Sardo in difesa; Bentivoglio, Rigoni, Radovanovic ed Estigarribia in mezzo e la coppia Pellissier-Paloschi davanti.
PRIMO TEMPO: Sfida subito dura e vibrante. A essere premiati sono i padroni di casa, in vantaggio a metà frazione, con un colpo di testa di Gilardino abilissimo ad anticipare in volo Claiton per infilare sul primo palo un cross dalla sinistra di Marchese. Poco dopo Santana s'infortuna a viene sostituito da Stoian. I ritmi restano alti anche se le conclusioni a rete latitano e, quando capitano, le retroguardie sanno fare adeguato muro.
SECONDO TEMPO: Avvio con Bentivoglio protagonista in positivo e in negativo: prima siglando l'immediato pari clivense su azione di contropiede, poi rinviando sul viso di Gilardino una palla che rimbalza oltre la linea bianca riportando avanti i Grifoni. Gli ospiti non si danno per vinti e, mentre i rossoblù agiscono alla ricerca dell'uppercut decisivo, pressano con sempre più continuità impegnando severamente Perin con Pellissier: in diagonale e anche su colpo di testa. Le carte si mischiano: Kucka e Fetfatzidis subentrano a Centurion e Stoian; Thereau, Hetemaj e Pamic fanno altrettanto con Radovanovic, Bentivoglio ed Estgarribia. Nel finale il Genoa si divora un paio di ripartenze che interrompono una buona fase del Chievo e, su punizione di Lodi, coglie l'incrocio dei pali alla sinistra di Puggioni battuto.
CHIAVE: La smania genoana di ritrovare vittoria e gioco contro una formazione vivace e scorbutica come il Chievo brava a non mollare mai, ne scaturisce una partita mai scontata.
MOVIOLA: Solita direzione all'insegna della personalità, quella di Mazzoleni di Bergamo. Assai permissivo all'inizio, deve poi ricorrere ai cartellini per frenare gli eccessi di nervosismo palesate soprattutto dagli ospiti.
[Articolo per Goal.com del 20 ottobre 2013]
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Football: Genoa 1893
domenica 6 ottobre 2013
Sampdoria-Torino 2-2: Il 'Ferraris' si conferma tabù per i doriani, Eder evita l'ennesima sconfitta
Sono le decisioni dell'arbitro Gervasoni nei minuti di recupero a determinare questo 2-2 fra Sampdoria e Torino. Durante quelli della prima frazione,dopo il vantaggio dell'ex Sansone al 41', il possibile raddoppio di Pozzi viene annullato per questione di secondi sul gong dell'intervallo; durante quelli finali il direttore di gara assegna un rigore ai padroni di casa, a quel punto sotto di due reti per i centri di Immobile (66') e penalty di Cerci (75'), che Eder trasforma di precisione e di potenza. Gara emozionante seppur non particolarmente bella sotto il profilo dello spettacolo. Blucerchiati e granata girano a sprazzi e pagano caro soprattutto i loro limiti di attenzione: emblematica l'azione che ha propiziato il pareggio dei padroni di casa che dovranno aggrapparsi a questo punticino per trovare lo spirito migliore nel prosieguo di una stagione cominciata in salita.
FORMAZIONI: Rossi - alle prese con le squalifiche di Costa e Krsticic - propone un 3-4-2-1 con Da Costa tra i pali, Gastaldello, Palombo e Mustafi,in difesa, De Silvestri, Gentsoglou, Obiang e Gavazzi a centrocampo mentre Gabbiadini e Sansone agiscono a supporto di Pozzi elemento più avanzato. Dall'altra parte Ventura - che deve rinunciare agli squalificati Gillet, Gazzi e Barreto - schiera un 3-5-2 nel quale, davanti all'estremo Padelli, piazza una linea composta da Glik, Bovo e Moretti, Darmian, Brighi, Vives, El Kaddouri e D'Ambrosio mentre in attacco la fiducia va alla coppia Immobile-Cerci.
PRIMO TEMPO: Ventura costretto a cambiare subito l'infortunato Bovo con Pasquale. Ospiti più attivi ma padroni di casa vicinissimi alla rete quando Sansone “spara” su Padelli in disperata uscita. L'occasione sblocca i blucerchiati bravi a pungolare ancora il portiere con Obiang da venti metri. I granata, più manovrieri e con Immobile e Cerci troppo evanescenti, raramente sono pericolosi; quando capita è quasi sempre merito di cross dal fondo di Pasquale. La Samp gode di errori avversari come quello commesso al 41' che lancia in contropiede Sansone, goal di sinistro a fil di palo. In pieno recupero la Sampdoria va nuovamente a segno con Pozzi, pronto a ribattere a rete una punizione di Palombo respinta da Padelli. L'arbitro annulla fischiando la fine del tempo mentre l'attaccante calcia la palla. Veementi le contestazioni doriane.
SECONDO TEMPO: Riparte con convinzione e aggressività la Samp, agevolata da un Torino sempre più sfilacciato. Per cercare di dare una scossa il mister ospite inserisce una terza punta, Meggiorini, per El Kaddouri. Il pari matura solo su azione d'angolo: battuta di Cerci, deviazione di testa da Obiang e Immobile che sfrutta la chance. Poco dopo Da Costa è strepitoso ad opporsi ad un tiro ravvicinatissimo di Cerci su contropiede. Cambia anche Rossi: fuori Pozzi, dentro Eder. Alla mezz'ora D'Ambrosio viene nettamente steso in area da Palombo, Cerci realizza dal dischetto. Si vde anche Wszolek per Gavazzi mentre Meggiorini manda clamorosamente fuori la palla che avrebbe chiuso il match. Invece, in pieno recupero il Toro non riesce a tenere palla, Palombo l'ultima a sua disposizione la butta in avanti e Glik entra in modo scomposto su Eder nei propri sedici metri. Gervasoni indica il e lo stesso brasiliano spazza l'angolino alla destra di Padelli evitando la quarta sconfitta consecutiva casalinga e fissando il risultato sul 2-2.
CHIAVE: Su nervi a fior di pelle e i limiti strutturali a comandare sono gli episodi. Sampdoria e Torino giocano in maniera altalenante e finiscono in parità recriminando ciascuno al pensiero dei propri gravi errori.
MOVIOLA: A tratti nervoso, Gervasoni prova a gestire la gara sfoggiando cartellini a ripetizione. L'annullamento del goal di Pozzi a ridosso dell'intervallo è esempio di assoluta pignoleria, così come il rigore concesso ai blucerchiati nel recupero del secondo tempo.
[Articolo per Goal.com del 6 ottobre 2013]
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Football: Sampdoria
sabato 28 settembre 2013
Genoa-Napoli 0-2: Pandev fa doppietta, permette ai partenopei di stare di nuovo in vetta ed inguaia Liverani
Torna a correre, il Napoli. Smaltito il mezzo passo falso contro il Sassuolo, la formazione di Benitez va a prendersi con grande determinatezza tre punti importanti al Ferraris contro un Genoa allo sbando per un tempo, più volenteroso ma troppo confuso ed affannato nell'altro. Lo 0-2 porta una sola firma, quella di Pandev a rete al 14' e 24', ma esalta la qualità complessiva dell'organico partenopeo. I rossoblù reclamano almeno un rigore non concesso a Gilardino.
FORMAZIONI: Il 3-5-2 di Liverani prevede Perin tra i pali; i difensori Gamberini, Portanova e De Maio; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Kucka e Antonini a centrocampo; Calaiò e Gilardino terminali offensivi. Dall'altra parte Benitez ricorre al turn-over lasciando in panchina Hamsik e Higuain per schierare un 4-4-1-1 che, oltre al portiere Reina, include Mesto, Albiol, Britos e Zuniga a comporre la linea arretrata; Inler e Behrami, Callejon e Insigne in mediana mentre davanti si sistemano Pandev pochi metri alle spalle di Zapata punta avanzata.
PRIMO TEMPO: Nessuna pausa ed ospiti più aggressivi e veloci a cui bastano 24' per ottenere il doppio vantaggio con una doppietta di Pandev: prima sfruttando centralmente uno sciagurato retropassaggio di Kucka, poi beffando in diagonale destro una difesa disorientata. La reazione genoana, macchinosa e prevedibile, è frenata dalla massiccia pressione ospite che fa delle ripartenza la propria arma letale. Prima del riposo Liverani inserisce Stoian per Gamberini, l'effetto è solo un innocuo colpo di testa di Gilardino su azione d'angolo.
SECONDO TEMPO: Santana e Cannavaro, al posto di Antonini e Albiol, sono le novità. E' però Callejon a ingolosirsi per primo impegnando Perin su punizione e poi graziandolo da due passi. Dal canto loro i Grifoni, sostenuti dal proprio pubblico, danno fondo al proprio orgoglio per tentare di restare in partita. Benitez inserisce Higuain per Zapata, Liverani Fetfatzidis per Matuzalem. Gilardino, in mezzo all'area, avrebbe la chance buona ma il suo colpo di testa finisce a lato. Il Genoa ora si gioca tutte le proprie carte, s'infuria con l'arbitro Damato che prima nega un rigore a Gilardino e poi lo ferma per un offside inesistente. Nel frattempo il Napoli controlla senza mai perdere la calma. Reina il primo vero intervento della gara lo effettua al 78': respinta di pugno si botta da lontano di Fetfatzidis. Poco dopo Calaiò, da distanza ravvicinata, manda a lato.
CHIAVE: La sfrenata voglia di vittoria del Napoli mette alle corde un Genoa dai limiti strutturali troppo evidenti. Emblematici gli errori che propiziano la doppietta di Pandev e l'incapacità rossoblù di arrivare seriamente dalle parti di Reina.
MOVIOLA: Potrebbe essere comodo il pomeriggio del pugliese Damato, invece nella ripresa lascia molti dubbi non decretando un penalty a favore di Gilardino atterrato in area da Britos e fischiando un fuorigioco inesistente sempre allo stesso attaccante pronto a battere a rete mentre Cannavaro lo stende platealmente nei sedici metri.
[Articolo per Goal.com del 28 settembre 2013]
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Football: Genoa 1893
mercoledì 25 settembre 2013
Sampdoria-Roma 0-2: La Lupa vince anche senza Garcia, Benatia e Gervinho per la vetta soitaria
Fatica ma vola ancora altissimo, la Roma capolista ora sola e a punteggio pieno. Vince ancora e lo fa sbarazzandosi di una Sampdoria inferiore tecnicamente ma a cui non difetta il cuore. A decidere sono due reti mancine di Benatia (20') e Gervinho (88'), arrivate nella ripresa come tutte le altre realizzate in questo campionato. I giallorossi disputano l'ennesima gara propositiva della stagione centrando il record di 5 vittorie iniziali consecutive. Espulsi l'allenatore ospite Garcia e il doriano Barillà entrato nel finale.
FORMAZIONI – Rossi propone un 4-4-2 che conferma Da Costa protetto da De Silvestri, Gastaldello, Mustafi (preferito a Palombo) e Costa; Wszolek, Krsticic, Obiang e Gavazzi si sistemano in mediana mentre in attacco Sansone affianca Gabbiadini. Garcia sceglie il 4-3-3 cambiando l'attacco per concedere un po' di riposo a Totti e Lijaic mandati in panchina. In campo schiera il portiere De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti dietro; Strootman, De Rossi e Pjanic ed il tridente che vede Marquinho e Gervinho laterali con Borriello centrale.
PRIMO TEMPO – Tanta Roma che, soprattutto in avvio, ronza attorno all'area blucerchiata ricamando azioni su azioni a cui manca la lucidità finalizzativa di Maicon e Marquinho su tutti. Da parte sua la Samp bada a limitare i danni affidandosi a rare ripartenze e ad un'occasionissima capitata a Gabbiadini (con gli ospiti momentaneamente in dieci per un infortunio occorso a Maicon, poi sostituito da Dodò) lanciato verso De Sanctis da uno sciagurato retropassaggio di Borriello. Il suo sinistro viene però mandato superbamente in angolo dall'ex-partenopeo. E' un fulmine quasi a se stante.
SECONDO TEMPO – Anche la ripresa è contraddistinta da un'iniziale pressione giallorossa che fa girare ossessivamente palla. La musica non cambia anche quando l'allenatore Garcia viene spedito in tribuna per proteste. La Samp fatica ad uscire dal guscio con Gabbiadini troppo isolato. Rossi toglie Wszolek per inserire Bjarnason; dall'altra parte Marquinho cede il campo a Totti. E' però Benatia a segnare incuneandosi fra un nugolo di avversari per poi battere a rete in scivolata dopo un atterramento di Gastaldello. Lo svantaggio scatena la reazione dei padroni di casa che rinforzano la potenza offensiva inserendo Pozzi (autore di un bel colpo di testa) al posto di De Silvestri. Il forcing finale pare mettere alle corde la Roma bravissima poi a chiudere i conti su un contropiede di Totti chiuso in maniera vincente da Gervinho. Nel finale il neo-entrato Barillà riesce a prendersi due gialli in pochissimi minuti.
CHIAVE – Roma padrona del possesso palla e del pallino del gioco, Samp attendista ma orgogliosa in cerca di spunti per preoccupare la capolista. Il braccio di ferro lo vince la squadra più attrezzata.
MOVIOLA – Calvarese dirige bene e con tranquillità anche se al quarto d'ora scatena le proteste dei doriani per una caduta in area di Sansone dopo uno scontro, venale, con Castan e, nel finale, per un contatto tra Barillà e Benatia. Nella ripresa, sollecitato dal quarto uomo Paverani, espelle mister Garcia reo di eccessive proteste dopo un fallo subito da Marquinho e anche Barillà per doppia ammonizione.
[Articolo per Goal.com del 25 settembre 2013]
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Football: Sampdoria
sabato 21 settembre 2013
Genoa-Livorno 0-0: Il Grifone esce alla distanza, in una partita molto nervosa, ma viene fermato da Bardi e dalla traversa
Reti inviolate fra Genoa e Livorno che si annullano a vicenda per gran parte dei novanta minuti. I rossoblù commettono l'errore di rimanere invischiati nell'organizzazione tattica degli avversari. Tardiva quanto inutile la spinta offensiva alla ricerca del goal del vantaggio. Decisivo, in pieno recupero, un intervento prodigioso di Bardi su Calaiò sul quale, poco prima, era stato ingiustamente negato un rigore per evidente fallo di Coda. Traversa di Manfredini. FORMAZIONI - Moduli 3-5-2 speculari per Liverani e Nicola. Il Genoa, oltre al portiere Perin, schiera Gamberini, Portanova e Manfredini in difesa; Vrsaliko, Biondini, Lodi, Matuzalem, Antonini in mezzo; Calaiò e Gilardino come attaccanti. Il Livorno si affida a Bardi tra i pali; Coda, Rinaudo e Ceccherini arretrati; Schiattarella, Luci, Greco, Biagianti e Mbaye a centrocampo con Emeghara e Paulinho punte.
PRIMO TEMPO - Avvio disordinato e balbettante per entrambe le compagini. A cercare di trovare per primi un senso alla manovra sono i padroni di casa. Ne nasce un'occasionissima sotto porta per Gamberini che non sa approfittarne. Duncan rileva l'infortunato Biagianti e poco dopo Emeghara, a porta vuota, calcia incredibilmente sul fondo su respinta di Perin dopo un tiro di Luci.
Il nigeriano naturalizzato svizzero prova a farsi perdonare ma, seppur in maniera ancora non impeccabile, il portiere avversario ci mette una pezza. Si arriva al riposo senza altri sussulti, se non di nervi.
SECONDO TEMPO - Livorno più propositivo, Genoa ancora imbrigliato su sè stesso. Liverani prova a cambiare l'inerzia del match sostituendo l'ammonito Lodi con Cofie e, a metà tempo, Matuzalem con un elemento più offensivo come Stoian. Tatticismo asfissiante ed errori continuano a zavorrare il match. Si vede Siligardi, che prende il posto di Emeghara, ma è Schiattarella a farsi notare con Perin a respingere, mentre Mbaye mette dentro in posizione di offside rilevata dall'arbitro.
Alla mezz'ora Manfredini colpisce la traversa. L'occasione scuote i Grifoni, il cui possibile vantaggio viene ancora negato quando Coda salva sulla linea su un tocco in mischia da parte di Stoian. In pieno recupero Bardi è strepitoso ad alzare in angolo un'incornata a botta sicura di Calaiò.
CHIAVE - Equilibrio, imprecisioni e pochissimo spettacolo. Genoa e Livorno faticano più del previsto nel dare una precisa impronta alla loro gara. Funziona in maniera egregia la strategia tattica di Nicola che punta a limitare il raggio d'azione degli esterni avversari.
MOVIOLA - Giacomelli vuole dirigere all'inglese ma ottiene solo l'effetto di aggiungere tensione ad una gara già scorbutica di suo. Corretti i gialli sventolati. Dubbi su un contatto in area amaranto per una spinta ai danni di Calaiò.[Articolo per Goal.com del 21 settembre 2013]
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Football: Genoa 1893
sabato 24 agosto 2013
Sampdoria-Juventus 0-1: Tevez canta sotto la pioggia, i campioni partono bene grazie all'argentino
L'assalto al terzo scudetto consecutivo juventino ha in Tevez il suo primo tenore. L'apache decide la sfida del Ferraris con una rete siglata al 58' al termine di un pregevole scambio avviato da Vidal e sostenuto da Pogba, decisamente il migliore elemento della serata. La gara, intensa soprattutto nella prima fase e a lungo contraddistinta da un autentico diluvio, ha mostrato anche una buona Sampdoria capace di reggere gli urti e di non mollare mai, soprattutto quando la superiorità avversaria poteva farle venire le vertigini. Nel finale Castellini, appena entrato, viene espulso.
FORMAZIONI – Speculari 3-5-2 per Rossi e Conte. I doriani, davanti al portiere Da Costa, si schierano con Gastaldello, Palombo e Costa; linea mediana affidata a De Silvestri, Eramo, Krsticic, Obiang e Berardi con gli esterni chiamati ad avere anche compiti di copertura; la coppia d'attacco è formata da Eder e Gabbiadini. I campioni d'Italia oltre a Buffon propongono in difesa Barzagli, Bonucci e Chiellini; a centrocampo Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba ed Asamoah; fiducia agli attaccanti Tevez e Vucinic.
PRIMO TEMPO – Come prevedibile è la Juve a fare la gara nonostante il diluvio che si abbatte sul Ferraris non ne agevoli la manovra. La Sampdoria, conscia dei propri limiti, si fa agguerrita in fase di pressing e nel cercare soluzioni per far respirare la propria retroguardia nonostante Gabbiadini appaia troppo spesso isolato. Gli ospiti, ogni volta che prendono l'iniziativa si rendono pericolosissimi esaltando i riflessi di Da Costa con Pirlo, Asamoah e Tevez. Ma i padroni di casa, quando perdono il possesso della palla, sono bravi a restare molto compatti nei propri venticinque metri arrivando indenni al riposo.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa diminuiscono intensità del pioggia e della sfida. La Juventus sembra peccare di imprevedibilità agevolando gli sforzi difensivi degli avversari. Per spezzare l'equilibrio occorre quindi qualcosa di speciale. Il ricamo, tutto palla a terra, viene imbastito da Vidal che pesca in area Pogba bravo ad avanzare e ad appoggiare centralmente per Tevez libero di segnare. La Sampdoria raccoglie tutto il proprio coraggio e prova a riprendere il risultato ma riesce solo a spaventare Buffon con un goal di Costa giustamente annullato per fuorigioco, un tiro di Eder scacciato di pugno e una saetta di Obiang a fil di palo. Gli ospiti sfiorano il raddoppio con un'incornata di Lichsteiner. Rossi cambia: Soriano, Mustafi e Castellini (espulso dopo pochi minuti dal suo ingresso per fallaccio su Lichtsteiner) per Eramo, Gastaldello e Berardi. La Samp resta in partita. Nel finale Tevez e Vucinic lasciano il campo a Llorente e Giovinco.
CHIAVE – Sprazzi di aggressività blucerchiata per neutralizzare lo strapotere tecnico della Juventus che fatica enormemente nel trovare varchi a rete. Ci riesce solo nella ripresa, nell'azione più bella della partita.
MOVIOLA – Banti dirige in maniera sufficiente ben sostenuto dagli assistenti. Il miglior esempio di questo capita al 12' quando, per trattenuta di Chiellini su Gabbiadini a pochi centimetri dall'area di rigore, decreta solo una punizione dal limite. Giusto anche l'annullamento del possibile pari di Costa. Probabilmente eccessivo il rosso diretto mostrato al neo-entrato Castellini per una dura entrata su Lichtsteiner. Per il resto appaiono corretti al millimetro gli altri cartellini.
[Articolo per Goal.com del 24 agosto 2013]
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