Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

venerdì 28 ottobre 2011

Oggi sarò in diretta su Radio Studio 54 di Firenze

Questo pomeriggio, intorno alle 17, sarò in diretta su Radio Studio 54 di Firenze per la presentazione, nel programma 'Viola in Studio' con Irene Calonaci e Maurizio Pericoli, di Fiorentina-Genoa in scena domenica pomeriggio al Franchi. Buon ascolto.

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mercoledì 26 ottobre 2011

Genoa-Roma 2-1: La Lupa rincorre e s'illude, Kucka la stende... di rimpallo!

Fra Genoa e Roma è il “trattore” Kucka a schiodare un 1-1 ormai pronto per andare alle stampe. All'89' lo slovacco ribatte in rete un tocco di Merkel mandando in visibilio i circa 25000 genoani presenti al Ferraris. La gara, dal non altissimo tasso spettacolare ma sempre vibrante, era già stata segnata dai centri di Jankovic (38') e Borini (82'). Con questo successo la squadra di Malesani sorpassa in classifica i capitolini raggiungendo 12 punti.

FORMAZIONI – Senza lo squalificato Kaladze, davanti a Frey Malesani conferma l'undici che ha affrontato la Juventus e composta da Mesto, Dainelli, Moretti e Antonelli; in mezzo sistema Rossi, Seymour e Veloso; a Merkel affida il ruolo di trequartista alle spalle di Palacio e Jankovic che vince il ballottaggio con Caracciolo.
Luis Enrique deve rinunciare a Totti, Kjaer, Pianic, Rosi e Cicinho e al Ferraris decide di puntare sul turn-over. Confermato Stekelenburg fra i pali, rispetto alla partita con il Palermo in difesa Heinze si riprende il posto da titolare accanto a Burdisso con Perrotta a destra e Josè Angel a sinistra; a centrocampo Perrotta è il terzo insieme a capitan De Rossi e Gago; Lamela è il trait-d’union con la coppia offensiva composta da Bojan (preferito a Borriello) e Borini.

PARTITA – Guardinga fase di studio e prima scintilla ad opera di Mesto: beffardo tiro-cross dalla destra che Stekelenburg alza oltre la traversa. Il Genoa prova (a fatica) ad imporre i propri ritmi al match, mentre la Roma si affida a conclusioni dalla distanza di Josè Angel e a un tentativo di Perrotta respinto. Quando gli ospiti hanno il possesso della palla si rendono quasi sempre insidiosi. Borini prova in diagonale a filo d'erba, la mira è sbagliata per un'inezia. Gago trova invece la porta ma anche i pugni di Frey. La risposta rossoblù è affidata al destro di Merkel, a lato d'un soffio. Poi, è il 38', il Genoa passa con un preciso tiro di Jankovic servito centralmente da Palacio. Prima del the caldo Frey fa muro su un bolide di Pizarro.
La ripresa comincia con Bovo dentro al posto di Moretti e con un fallo in area di Heinze su Palacio. L'arbitro sorvola e, poco dopo, sfoggia severità ammonendo Seymour (poi sostituito con Kucka) per un intervento non grave. Gli ospiti provano a rimettersi in equilibrio con un colpo di testa di Lamela che va a sbattere sui riflessi di Frey. Luis Enrique ora mischia le carte: fuori Pizarro e Lamela, dentro Osvaldo e Greco con Bojan che finisce dietro le punte. La Roma pressa, il Genoa risponde. Stekelenburg è bravo a bloccare a terra un mancino di Veloso. Jankovic si infortuna e viene rilevato da Constant. Attimi dopo si vede anche Borriello che prende il posto di Perrotta. All'82' una palla scioccamente persa da Merkel dà il via all'azione che consente agli ospiti di pervenire al pareggio grazie a Borini solissimo nello spingere dentro un superbo pallone servitogli priprio da Borriello. Ma prima dello scadere l'acuto più grande è quello di Kucka che, appostato sul palo sinistro della porta avversaria, manda oltre la linea bianca un palla toccata da Merkel su corner di Veloso.

CHIAVE – Roma a fare la partita, Genoa a cercar gloria con rapide ripartenze. Alla fine la tattica rossoblù si dimostra vincente,

CHICCA – E' il 38' quando Jankovic lancia in contropiede Palacio, l'argentino penetra in area, elude una marcatura e riconsegna la sfera a disposizione del serbo piazzatosi attorno agli undici metri: controllo e pallone chirurgicamente mandato ad accarezzare la rete giallorossa.

TATTICA – Speculare 4-3-1-2 per entrambe le squadre.

MOVIOLA
– Arbitraggio al limite della sufficienza, quello di Gervasoni di Mantova. La gara non era delle più facili e lui non ha saputo gestirla in maniera esemplare. Al 46' Heinze atterra Palacio nella propria area, Gervasoni non decreta il rigore suscitando più di qualche perplessità.

PROMOSSI & BOCCIATI – Jankovic tiene il campo come se si giocasse tutto in una sera. E' goleador, ottimo suggeritore e assai prezioso anche in fase di copertura. Nonostante un infortunio lo costringa a mollare dopo 70' è certamente fra i migliori in campo insieme all'ottimo Frey: voto 7 ad entrambi. Bovo, in campo nella ripresa, non riesce a dare il meglio di sé incappando in leggerezze non degne del suo valore: voto 5.5.
De Rossi gioca da leader, con la palla fra i piedi e senza: voto 6.5. Burdisso corre e lotta ma, al momento decisivo, smarrisce la lucidità necessaria per dare il massimo alla propria squadra: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 26 settembre 2011]


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sabato 22 ottobre 2011

Sampdoria-Cittadella 0-0: Ancora uno stop per i blucerchiati, che stentano a trovare il passo giusto per inseguire la vetta

Prosegue il momento negativo della Sampdoria fra le mura amiche. Stavolta ad uscire indenne dal Ferraris è il Cittadella. I blucerchiati, ancora una volta confusionari e senza una parvenza di gioco degno delle aspettative, non riescono a sfruttare i numerosi spazi che i veneti gli concedono soprattutto nella ripresa. Occasioni con il contagocce e tantissima confusione da entrambe le parti. Risultato giusto.

FORMAZIONI - Atzori, che deve fare a meno dello squalificato Costa e dell'acciaccato Pozzi, conferma Romero fra i pali; piazza Rispoli, Gastaldello, Accardi e Castellini nella linea arretrata; Foggia, Palombo, Bentivoglio e Semioli in mezzo con Piovaccari e Bertani punte. Senza gli infortunati De Vito e Magallanes, Foscarini propone l'undici che si è imposto sul Grosseto: Cordaz in porta; Martinelli, Gasparetto, Pellizzer e Marchesan in difesa; Vitofrancesco, Schiavon e Busellato a centrocampo; Bellazzini, Di Nardo e Maah in attacco.

PARTITA - Il poco più che abulico primo tempo viene destato da un'incursione in area di Piovaccari fermato da Cordaz in uscita; da un gravissimo peccato d'egoismo di Schiavon che calcia addosso a Romero invece di servire il liberissimo Di Nardo, e dal primo tentativo in porta della Samp (37') frutto di una deviazione aerea di Bertani su cui l'estremo ospite si salva in angolo.
LI padroni di casa cominciano la ripresa con Maccarone al posto di Piovaccari e un atteggiamento più vigoroso che porta Semioli a provarci con un rasoterra insidioso ma respinto. I veneti replicano con un tiro basso di Busellato intercettato da Romero. Bertani, il migliore dei blucerchiati, prova a inventare la chance giusta ma la sua conclusione viene bloccata in due tempi da Cordaz. Foscarini richiama in panchina Maah per inserire Di Roberto e passare al 4-5-1. Busellato si infortuna dopo un alleggerimento e viene sostituito dall'ex doriano Job. Anche Atzori decide di cambiare qualcosa: fuori Semioli, dentro lo scalpitante Padalino. Si vedono anche Di Carmine per Di Nardo e, per gli ultimi spiccioli di gara, anche Fornaroli al posto di Foggia. In pieno recupero Maccarone spara addosso al portiere una palla che avrebbe meritato maggior gloria.

CHIAVE – Avanti, magari scriteriatamente, ma avanti alla ricerca di un guizzo o di un aiuto della buona sorte per lasciare il segno. La Samp gioca così, ma il Cittadella, che nel secondo tempo preferisce serrare i ranghi o poco più, può comunque tornarsene a casa senza troppi patemi e con il sorriso.

CHICCA
- Al 37' Semioli, all'altezza dei 25 metri, fa partire uno spiovente in area sul quale si avventa di testa Bertani, la sfera si alza a palombella dando la sensazione di scavalcare il portiere, ma Cordaz si produce in un perfetto colpo di reni riuscendo ad alzare sopra la traversa.

TATTICA - 4-4-2 per la Samp di Atzori e 4-3-3 per il Cittadella di Foscarini che, con l'ingresso di Di Roberto, passa definitivamente al 4-5-1.

MOVIOLA - Il 36enne Palazzino della sezione di Ciampino dirige senza particolari sbavature dimostrando di avere ottima personalità anche quando, dopo segnalazione errata di un assistente che non accorda un angolo alla Samp, tutto lo stadio lo contesta rumorosamente per una decina di minuti. Ineccepibili le ammonizioni comminate nel corso dell'incontro. Al 65' Gasparetto, nei sedici metri, entra alle spalle di Bertani; la sensazione è che l'arbitro, ben piazzato, veda giusto non concedendo la massima punizione.

PROMOSSI & BOCCIATI
– E' il solito Bertani a dimostrare qualcosa di più in mezzo a compagni che non sembrano riuscire a dare il 100%. Lui si sbatte e prova a cavar sangue dalle rape ma senza costrutto: voto 6.5 per l'impegno. Oggi Bentivoglio è uno degli esempi negativi della Samp: svogliato e mai davvero incisivo: voto 5. In una gara da ordinaria amministrazione qualsiasi passo falso può costare carissimo. Cordaz, estremo difensore del Cittadella, mantiene lucidità e nervi saldi sino alla fine rendendo inutili le (poche) frecciate avversarie. Bocciare qualcuno della compagine avversaria è difficile, anche se Foscarini non ha certo brillato per coraggio e spregiudicatezza. Ma d'altronde se la sua squadra in trasferta non segna dal 31 agosto qualche ragione c'è...: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 22 ottobre 2011]


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domenica 16 ottobre 2011

Genoa-Lecce 0-0: Di Francesco erge un fortino, il Grifone non lo butta giù

S'infrangono su un palo di Jorquera e un'approssimativa direzione di Gava le velleità di vittoria del Genoa. La formazione di Malesani, comunque poco costante in fase offensiva e senza un vero bomber d'area capace di inventare cose preziose, viene contrata da un Lecce bravo a tener saldi gli ormeggi e a proporsi quel tanto che basta per limitare i danni e portare in salento un punto che fa tanto morale. Kaladze è stato espulso all'80' per proteste.

FORMAZIONI – Malesani conferma il portiere Frey; sistema in difesa Rossi, Dainelli, Kaladze e Antonelli; a centrocampo Kucka, Veloso e Birsa con Merkel a far da trait d'union alle spalle di Caracciolo e Palacio. Di Francesco propone Benassi in porta; Oddo, Tomovic, Esposito e Mesbah a sua diretta protezione; Strasser, Obodo in mezzp Giacomazzi; Grossmuller nel ruolo di trequartista conPasquato, Ofere elementi più offensivi.

PARTITA – Buon inizio: sinistro insidioso di Merkel che Benassi caccia in angolo, replica di Mesbah a lambire il montante destro avversario. Come da copione è il Genoa a cercare di proporsi con maggior insistenza. C'è anche Rossi ad impegnare l'estremo ospite, salvato poi da Esposito nell'anticipare Merkel pronto a ribadire in rete un assist del capitano rossoblù. Si vede sempre Benassi, al lavoro anche su punizione di Veloso. La pressione dei padroni di casa prosegue nella ripresa. Di Francesco inserisce Cuadrado per Pasquato. Malesani, a sua volta, prova nuove soluzioni proponendo Pratto e Jorquera per Caracciolo e il gemello scarso di Kucka. Proprio il neo-entrato cileno si mette in evidenza colpendo il palo con Palacio non perfetto nel ribadire a rete. Si vedono anche Corvia, subentrato ad Ofere, e Jankovic a Birsa. A dieci dal termine Kaladze viene espulso per doppia ammonizione a causa di proteste. L'aumentare della tensione in campo fa il gioco del Lecce. L'ultimo acuto è di Jankovic: calcio piazzato da una ventina di metri che costringe Benassi alla respinta plastica.

CHIAVE – Grifoni a spingere con più vigore che idee, Lecce a controllare gli assalti per poi sperare in chances di ripartenze.

CHICCA – In pieno recupero, quando ormai ad aspettare azioni corali non c'è più nessuno, il Genoa si affida ad una punizione dalla distanza che Jankovic fa esplodere verso la porta ospite, Benassi indossa il jet-pack e respinge in maniera acrobatica per la gioia dei fotografi e dei suoi tifosi.

TATTICA – Speculare 4-3-1-2 iniziale per entrambi i tecnici. Con l'ingresso di Cuadrado il Lecce passa al 4-4-1-1.

MOVIOLA – Gava dirige in maniera molto approssimativa e peccando di eccessivo protagonismo. Al 36' Palacio, lanciato in contropiede da Caracciolo, cade su intervento di in copertura di Oddo e Tomovic, l'arbitro non interviene e, nella circostanza, probabilmente vede bene. All'80' si mostra iperfiscale mostrando due cartellini gialli in sequenza a Kaladze. Il fischietto veneto, che al Genoa evidentemente non porta bene (con lui aveva perso tutti i cinque precedenti...), è probabilmente il peggiore in campo.

PROMOSSI & BOCCIATI – Palacio prova a fare il direttore d'orchestra di un gruppo eterogeneo di strumentisti mal accordati: voto 6.5 per la pazienza. Kucka continua a mostrare il peggio di se stesso. Anche oggi impreciso e raramente concreto. Distrazioni interiste o pericolosa involuzione?: voto 5.
Benassi è bravo a farsi trovare pronto quasi ogni volta che i palloni sibilano dalle proprie parti e fortunato ad avere compagni che all'occorrenza ci mettono una pezza: voto 6.5. Nessun elemento ospite, almeno per abnegazione, merita l'insufficienza.

[Articolo per Goal.com del 16 ottobre 2011]


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venerdì 30 settembre 2011

Sampdoria-Torino 1-2: Costa illude i doriani, Suciu e Bianchi firmano la rimonta granata

Esce trionfante il capolista Torino contro una Sampdoria che parte benissimo ma poi si smarrisce nella seconda parte della sfida. Determinante l’ottima gestione tattica mostrata dagli avversari. La supersfida serale termina 2-1 per gli ospiti. Ai punti un tempo per uno. Padroni di casa in vantaggio su incornata di Costa (20’) e raggiunti tempo da Suciu (41’). Nella ripresa i blucerchiati calano fisicamente e finiscono anche a corto di idee proprio mentre gli ospiti crescono nel possesso palla ottenendo la vittoria con un preciso tiro di Bianchi nei sedici metri al termine di un’azione di rimessa (76’). E’ la loro quarta vittoria consecutiva in trasferta. Non accadeva dai tempi del Grande Torino.

FORMAZIONI – Atzori, costretto a rinunciare a Pozzi e Romero, sistema in porta Da Costa confermando gli altri dieci iniziali con cui è uscito vincente dalla trasferta in casa dell’Albinoleffe: Padalino, Costa, Accardi e Castellini in difesa; Foggia, Obiang, Palombo e Semioli in mezzo; Bertani e Maccarone in attacco.
Il tifoso sampdoriano Ventura, tornato a Genova senza poter contare sull’ex Guberti, schiera Coppola fra i pali protetto da Darmian, Di Cesare, Ogbonna e Parisi; centrocampo affidato alla coppia Vives-Iori con reparto offensivo composto da Stevanovic, Bianchi, Antenucci e Suciu.

PARTITA – La Sampdoria costringe subito il Toro alle corde spaventandolo con un deviazione ravvicinata di Bertani e colpendolo in maniera vincente al 20’, colpo di testa di Costa su assist di Semioli. I granata soffrono il pressing avversario ma, in una delle rarissime azioni offensive, trovano il gol dell’1-1 grazie a un bellissimo destro di Suciu servito da Stevanovic.
Ad inizio ripresa Ebagua rileva l’autore del pareggio aumentando in maniera esponenziale il peso specifico della sua squadra. La sfida resta aperta più che mai. Per cercare di pescare la carta vincente Atzori getta nella mischia Koman, Piovaccari e Bentivoglio per Foggia, Maccarone ed Obiang, mentre Ventura propone anche Basha e Surraco per Vives e Stevanovic. A fare le scelte giuste è però il tecnico ospite. Il Toro concede pochissimo, rischia il minimo (deviazione aerea di Koman oltre l’incrocio sinistro di Coppola) e strappa 3 punti d’oro con un destro secco di Bianchi.

CHIAVE – Aggredire, aggredire, fortemente aggredire. Questa la strategia voluta da Atzori. Funziona sino a quando il Toro non agguanta pari e sicurezza per proporre un secondo tempo degno di una grande protagonista.

CHICCA – La perla più brillante è rappresentata dalla gestione della partita di mister Ventura. Bravo, lui, a tenere compatti i suoi ragazzi nel momento della salita più ripida e a guidare una ripresa impeccabile alla ricerca del colpaccio.

TATTICA – Sampdoria 4-4-2, Torino con il 4-2-4.

MOVIOLA – Tommasi di Bassano del Grappa dirige con personalità e senza grosse sbavature. Al 35’ Bertani reclama a gran voce il penalty dopo un contatto con Darmian, non sussistono gli estremi per la concessione del rigore.

PROMOSSI & BOCCIATI – Costa si inventa il gol che potrebbe consentire alla sua squadra di gestire a testa alta il match. Fatica di più nella ripresa ma è fra i migliori dei suoi: 6.5. Castellini “buca” più di una volta: voto 5.
Ogbonna è strepitoso per personalità e tenuta per tutta la partita: 7.5. Nessun granata demerita.

[Articolo per Goal.com del 30 settembre 2011]

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venerdì 23 settembre 2011

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Rossi ancora in dubbio, Pozzi fuori per venti giorni

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
Marco Rossi sta continuando a lavorare a parte per cercare di abbreviare i tempi del recupero dopo il trauma contusivo al ginocchio sinistro. Al momento è però improbabile un suo rientro domenica al Bentegodi. Ai box, ancora per una decina di giorni, anche Zè Eduardo la cui forte infiammazione da stress alla caviglia sinistra viene trattata con la massima cautela. Tempi di recupero simili anche per Mesto, sottoposto a terapie ad hoc dopo che domenica scorsa è stato costretto ad uscire anzitempo dall’Olimpico a causa di una sospetta lesione al bicipite femorale della coscia destra. Per il resto, contro il Chievo Verona, Malesani avrà a propria disposizione tutti i propri effettivi.

SAMPDORIA
Durerà per poco meno di un mese il periodo di convalescenza a cui dovrà attenersi Pozzi. L’attaccante, nel corso dell’allenamento di martedì scorso, si è procurato uno stiramento alla coscia destra. Problemi anche per Foggia che, dopo aver avvertito fastidio all’adduttore della coscia destra, è stato sottoposto ad un’ecografia e resta in dubbio per la gara di domani pomeriggio in casa dell’Albinoleffe. Il fantasista non è il solo punto interrogativo della vigilia per mister Atzori. Anche Palombo non è al meglio a causa di un’infiammazione successiva ad una botta al polpaccio patita contro il Grosseto. Gli esami diagnostici hanno escluso situazioni particolarmente gravi, ma in queste ore lo staff sanitario e quello tecnico stanno valutando l’ipotesi di non sovraccaricare l’arto del capitano per evitare ulteriori contrattempi. Costa, che negli ultimi giorni si è allenato a scartamento ridotto, appare comunque in ripresa e dovrebbe scendere in campo.

[Articolo per Clicmedicina.it del 23 settembre 2011]

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