Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

mercoledì 23 settembre 2015

Sampdoria-Roma 2-1: Lupa piegata da Eder e... Manolas!

La parte blucerchiata der core del Viperetta è soddisfatta. Chissà come sarà quella giallorossa. La Sampdoria c’è. Ed è anche bella tosta. Soprattutto quando persino la buona sorte decide di premiare la sua abnegazione nel costruire un muro di gomma davanti alla sua porta. A farne le spese è una Roma imprudente che si getta nell’agone con tutta la sua forza, ma senza lucidità, al momento di finalizzare i mille ghirigori disegnati sul campo e gli altrettanti sforzi che producono 19, inutili, corner contro 3. A decidere è una doppietta di Eder (al 50' e all'86' con il "supporto" di Manolas) intervallata dal momentaneo pari di Salah (69'). EDER E MURIEL SCALPITANTI - Zenga e Garcia cercano l’immediata ripartenza dopo i passi falsi di domenica scorsa. Il doriano, schierando un 4-3-1-2 basato sugli inserimenti dei collaudati Muriel ed Eder supportati da Correa in cerca di rilancio, confida nella buona serata dei muscoli di Soriano, Fernando e Barreto presidi di centrocampo e piazza il giovanissimo Pereira insieme a Silvestre, Mesbah e Zukanovic a protezione di Viviano. Il francese lascia a casa Totti (bestia nera della Samp) e se la gioca con un 4-3-3, di sostanza sopraffina anche sulle corsie esterne, che può contare su Florenzi, Manolas, De Rossi e Digne a tenere alto il fortino davanti a De Sanctis; Nainggolan, Keita e Pjanic sulla mediana e il tridente Salah, Dzeko e Iago Falque. POTERE TERRITORIALE ROMANISTA - Baricentro alto e ricerca di scambi elaborati per arrivare al bersaglio grosso anche attraverso una ricca collezione di corner non adeguatamente sfruttati. Così i capitolini provano a fare sentire il loro peso specifico. Strategia opposta quella doriana fatta di rapide azioni di rimessa e tagli per cercare di eludere la difesa. In occasione di una di queste Correa impegna De Sanctis in tuffo. Immobile, dall'altra parte Viviano su stilettata diNainggolan radente il palo e poi più reattivo su Pjanic dal limite. SAMP, CHE RESISTENZA! - La Samp prova, senza efficacia, a invertire la tendenza della sfida. Ma la cosa che le riesce meglio è tessere una fitta ragnatela che fa ammattire gli avversari in pressoché costante assedio degli ultimi venti metri. EDER, CHE GOAL! – Diga che regge non si cambia, ma a cambiare è invece il risultato. E a cambiarlo a sorpresa è il solito, strepitoso, Eder sfruttando un calcio di punizione. De Sanctis può solo seguire la millimetrica traiettoria, favorita da una barriera piazzata quasi per caso, con lo sguardo. Prima di subire la rete gli ospiti hanno reclamato inutilmente un rigore per tocco di mano di Moisander, subentrato nel primo tempo all'infortunato Silvestre. ROMA, LA REAZIONE E LA DISPERAZIONE - Il vantaggio blucerchiato diventa corroborante per i ragazzi di casa che alla strenua difesa, a cui ora partecipa più attivamente anche Viviano pronto a saldare il bunker. La Roma, con dentro anche Gervinho per Iago Falque, rischia contropiedi ma prosegue ostinatamente a cercare il pareggio. A ottenerlo è Salah su tocco ravvicinato. L'egiziano sfiora poi il raddoppio negatogli dell'estremo di casa in versione Superman. Entra anche Cassano, parentesi in un assedio giallorosso che, nel finale, riporta gli stessi equilibri dei primi quarantacinque minuti. Ma Eder è sempre in agguato e, agli sgoccioli, trova incredibilmente persino il raddoppio calciando da posizione defilata e con la complicità di Manolas che maldestramente spedisce la palla nella propria rete. [Articolo per Goal.com del 23 settembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 30 agosto 2015

Genoa-Hellas Verona 2-0: Pavoletti-Gakpé, primo successo del Grifone

Il Genoa conquista, meritatamente, il primo successo stagionale superando con il più classico dei 2-0 un Verona che regge bene un tempo per poi cedere alle reti di Pavoletti (57') e Gakpé (76'). Gara combattuta e decisa dalla maggiore determinazione rossoblu. Pazzini, nel finale, colpisce la traversa.NTCHAM DIETRO GAKPE'-PANDEV, HELLAS COL TRIDENTE – Un 3-4-1-2 per provare a dimenticare la beffa di Palermo. Così Gasperini disegna la sua squadra piazzando davanti a Lamanna De Maio, Burdisso e Izzo; Laxalt e Cissokho sono gli esterni di centrocampo a comporre la linea con Tino Costa e Rincon; Ntcham sulla trequarti libero di creare per le punte Gakpé e Pandev. Mandolini si presenta con un tridente spregiudicato nel quale Toni viene assistito da Gomez e Jankovic; conferma per la retroguardia a quattro con Pisano, Marquez, Moras, Souprayen a protezione di Rafael e mediana affidata a Sala, Greco e Hallfredsson. GRIFONE VOLITIVO – Ringhia subito, il Genoa. Pressing a soffocare sul nascere le velleità ospiti e assidua ricerca della trama perfetta a complicare la vita di Rafael che però si fa trovare pronto distendendosi completamente per deviare una botta dalla distanza dell'ottimo Ntcham. Il combattente Halfredsson esce per infortunio sostituito da Viviani. Ma la squadra di Mandolini, in ossessiva e scontata ricerca del faro Toni, continua a provare senza costrutto a gestire il gioco. MOLTO MOVIMENTO, POCHE OCCASIONI – I rossoblu posso così continuare a comandare la sfida inviando nell'area scaligera numerose palle mai tramutate in oro pesante dai suoi attaccanti. Gli avversari non riescono neppure in quello. Così, prima dell'intervallo spiccano conclusioni da lontano di Tino Costa e Toni. Troppo poco per fare sussultare davvero gli oltre ventimila presenti. PAVOLETTI-GOL È TORNATO – Nell'avvio di ripresa non cambiano nè protagonisti nè spirito, con il Genoa a cercare fraseggi in maniera ossessiva che sembrano sembre desitnati a tramutarsi in facile preda dell'attenta guardia gialloblu. E' evidente che davanti manchi un finalizzatore perché Pandev, almeno stasera, non sembra in grado di poter pungere davvero. Il Gasp lo toglie per inserire Pavoletti accolto come un eroe e che, dopo neppure trenta secondi, sblocca il risultato con un tocco ravvicinato per poi impegnare Rafael in acrobazia. GAKPE' CHIUDE I CONTI, PER PAZZINI C'È LA TRAVERSA – La sberla è una scossa sui nervi della formazione veneta ora costretta ad attaccare lasciando automaticamente maggiori spazi dietro. Souprayen è fra i più attivi e va vicino al pari negatogli da Lamanna. Ora il Grifo manovra in scioltezza, forte dei puntuali inserimenti degli esterni a scombussolare l'assetto dirimpettaio. La replica è affidata a fendente di Ntcham, pungente ma troppo centrale per mettere apprensione all'estremo brasiliano. Entra Pazzini per Jankovic. Dall'altra parte è invece la sfortuna a farla da padrone accanendosi su Pavoletti e De Maio, entrambi ko nello spazio di un minuto. A scacciare le paure genoane pensa Gakpé, sua la morbida incornata su cross dalla destra di Rincon che di fatto sigilla il match. L'Hellas prova a rimettersi in corsa confidando sulle poche idee a disposizione ma viene fermato da una traversa colta da Pazzini con deviazione di testa. [Articolo per Goal.com del 30 agosto 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 23 agosto 2015

Sampdoria-Carpi 5-2: Uragano Eder & Muriel, esordio shock per Castori

Comincia dalle doppiette di Eder (14', 33') e Muriel (21', 30'), e da una punizione di Fernando (37'), il campionato della Sampdoria. I blucerchiati, con ancora addosso il peso dell'eliminazione dall'Europa League maramaldeggiano contro un Carpi che, nella prima frazione, ha mostrato un peso specifico improponibile per la categoria. Di Lazzari (38') il goal della bandiera ospite e di Matos (88’) quello che prova a salvare l’onore in una gara giocata solamente nella seconda parte. Allo scadere Viviano si oppone ad un rigore di Lazzari. MURIEL-EDER PER LA VELOCITA’, CASTORI PRUDENTE – Zenga l’esordio al Ferraris lo affida al 4-3-1-2 partendo da una linea Cassani-Coda-Silvestre e Regini a protezione della porta di Viviano; Fernando perno di centrocampo sostenuto lateralmente da Ivan e Barreto; Soriano (possibile partente) trequartista dietro Muriel ed Eder a mettere paura davanti. Cassano, ancora in cerca della forma migliore, parte dalla panchina. Per il debutto assoluto in A del Carpi mister Castori si presenta abbottonato: 4-4-1-1. Davanti al portiere Brkic (fresco di convocazione in nazionale) piazza Letizia, Spolli, Bubnjic e Gagliolo; Matos, Porcari, Marrone e Gabriel Silva in mediana; Lazzari, leggermente più avanzato, farà da supporto a Lasagna unica punta. Esordio nella massima serie anche per l'arbitro Fabbri. BLUCERCHIATI ESAGERATI! IL CARPI NON C'È – Bastano 36 giri di lancetta, alla Samp, per sbriciolare con cinque reti un Carpi imbarazzante. Inerzia di gara decisa quasi subito da un Letizia ingenuo come un fanciullo nel toccare Muriel in area. Dal dischetto Eder batte centralmente. La "leggerezza" emiliana si trasforma in tappeto d'onore ancora per Muriel che si regala una doppietta facile facile. I sostenitori ospiti appaiono decisamente più vivi dei propri beniamini in campo. Così per Eder, agevolato da un'altra papera di Brkic, e per Fernando su punizione, portare il parziale sul 5-0 diventa una passeggiata. LAZZARI PROVA A SALVARE L'ONORE – "Solo Samp" è l'etichetta di un match che ha ritmi e connotati da amichevole più che da sfida fra squadre della stessa categoria. Il divario potrebbe allargarsi ancora ma, prima dell'intervallo, a muovere il pallottoliere è Lazzari che approfitta dell'ebrezza che contagia gli undici di casa ancora in procinto di festeggiare la cinquina. ZENGA ESPULSO – Nonostante il parziale di 5-1, Zenga riesce nell'impresa di farsi cacciare per proteste. Al suo posto c'è Cagni. L'atmosfera da passerella doriana che contraddistingue la ripresa viene resa frizzante da iniziative ospiti che vedono soprattutto lo zampino dei nuovi innesti biancorossi Di Gaudio e Wilczek. Il Carpi prova a dare un senso alla gita genovese provando, anche con Marrone e Lazzari, a far lavorare Viviano. Ma la retroguardia di casa controlla. È TEMPO DEL CASSANO 2.0 MA L'ACUTO E' DI MATOS – Il ritorno di Fantantonio in blucerchiato non poteva capitare in una serata migliore. Entra a un quarto d’ora dal termine e viene accolto come l’ospite d’onore della festa. Applausi anche per Ivan nonostante il doppio giallo nel finale che però non inficia una prova comunque positiva. La Sampdoria si siede e il Carpi ottiene la seconda segnatura con un sinistro ad effetto di Matos. Marrone conquista anche un rigore prima del triplice fischio ma Viviano ipnotizza Lazzari. [Articolo per Goal.com del 23 agosto 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 11 maggio 2015

Genoa-Torino 5-1: Granata travolti, 'manita' del Grifone per l'Europa

Bello, intenso in ogni azione. Il duello fra Genoa e Torino è partita sanguigna. È lotta e voglia di gran calcio. La sfida, è gestita e vinta dai rossoblu per 5-1. Un risultato che fotografa il peso che ciascuna squadra ha saputo mettere in campo. Dopo l'iniziale vantaggio di Iago Falque (18') e il momentaneo pareggio di El Kaddouri (60'), il Grifo dilaga Tino Costa (69'), Bertolacci (86') e, in pieno recupero, con Pavoletti (91') e ancora Tino Costa (95'). SUBITO BORRIELLO E MAXI LOPEZ – In attesa del ricorso dopo lo stop della licenza Uefa, il Gasp e i suoi intendono giocarsi sul campo ogni punto. E stasera lo fanno indossando un’inedita maglia celebrativa del primo campionato vinto dai Grifoni, primo assoluto della storia del calcio italiano, nel 1898. Si rivede Burdisso, dietro insieme a Roncaglia e De Maio con Perin a saltare fra i pali; centrocampo affollato da Rincon e Edenilson laterali, Kucka e Bertolacci interni mentre a Iago Falque e Niang spetterà il compito di aiutare Borriello a sfondare il bunker. Ventura, tecnico dal cuore blucerchiato, dovrà fare i conti soprattutto con l’assenza di Bovo. Padelli è chiamato al riscatto dopo l’autogol di mercoledì e può contare su Maksimovic, Glik e Moretti a cercare di fare argine; Bruno Peres, Benassi, Gazzi, El Kaddouri e Benassi in mediana con l’intoccabile Quagliarella titolare e Maxi Lopez ad aggiudicarsi il ballottaggio con Martinez. A 100 ALL'ORA – Ritmi vertiginosi e padroni di casa a cingere i 25 metri davanti Padelli. Bravo ad opporsi ad una fiondata di Iago Falque, impotente quando, messo a sedere da un pregevole scambio dalle tre punte rossoblu con incursione di uno Niang indemoniato e assist di Borriello. Al Toro, messo sotto pressione, resta l'arma del gioco di rimessa che produce un'occasione per Quagliarella e un corner finito tra le braccia di Perin su incornata di Moretti. GRIFONE SCATENATO – Ventura cambia modulo in corsa passando al 4-4-2 cercando di contenere la pressione. Ma, a parte estemporanee ripartenze, i granata devono rintanarsi nella loro porzione di campo e Padelli deve mostrare il suo lato migliore per respingere un rasoterra di Bertolacci. Prima dello scadere Quagliarella non riesce ad approfittare dell'ennesima leggerezza stagionale di Roncaglia. EL KADDOURI, CHE PENNELLATA! – Martinez per Quagliarella ko e Tino Costa per Borriello. Dopo pochi minuti la ripresa offre nuove pedine ad una gara forsennata e combattuta metro per metro. A guidare è sempre il determinatissimo Genoa, ma il Toro ora aumenta la sua aggressività. E, agevolato dal fatto che gli avversari non riescono a prendere il largo, li agguantano con un pregevole calcio di punizione di El Kaddouri che non lascia scampo a Perin. PUNIZIONI LETALI – L'improvviso riequilibrio del risultato pesa sull'inerzia del match. E soltanto un'altra punizione, stavolta a favore dei padroni di casa, riporta in vantaggio il Genoa. È Tino Costa, con deviazione di El Kaddouri, a bucare ancora Padelli realizzando il 2-1. Un altro tiro piazzato a tinta granata è intriso di veleno. Il dardo, scagliato da Farnerud, subentrato a Benassi, viene controllato a fatica da Perin. Poi Orsato, che nel primo tempo aveva annullato una rete a Burdisso, annulla, per offside, il 3-1 di Kucka. Ma realizzare quello vero, e bellissimo, è Bertolacci con un tocco dal limite. Il Toro è frastornato, il Genoa esaltato da se stesso e dal proprio pubblico che, con Pavoletti, sospinge in rete la palla del 4-1. Prima del triplice fischio c'è ancora gloria per Tino Costa che dà la "manita" definitiva. [Articolo per Goal.com dell'11 maggio 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 29 aprile 2015

Sampdoria-Verona 1-1: Blucerchiati spenti, chance sprecata

Non sa più vincere, la Sampdoria. Neppure contro un Hellas Verona rabberciatissimo. A parziale scusante dei blucerchiati l'aver giocato in dieci dal 57' per l'espulsione di Acquah. Ma l'1-1 con cui De Silvestri (65') e Toni (68') mandano agli archivi un match assai anonimo fotografa la condizione delle due squadre: una con fiato e idee smarrite, l'altra capace di trovare il coraggio solo di fronte allo svantaggio. TOCCA A CORREA, HELLAS EMERGENZA & TURN OVER – Senza Eder ormai fuori dai giochi, Mihajlovic riadatta la Samp al 4-3-1-2 inserendo Correa dal primo minuto per dare fantasia alle manovre d’attacco di Muriel e Okaka; in mezzo trovano spazio Acquah in cerca di rilancio, Obiang e Duncan; mentre a proteggere un Viviano in cerca di riscatto penseranno De Silvestri, Romagnoli, Munoz e Regini. Alla folla di indisponibili (Rafael, Moras e Obbadi squalificati a far compagnia a Christodoulopoulos, Ionita, Halfredsson, Lazaros e Jankovic infortunati), Mandorlini calca la mano sul turnover affidandosi al terzo portiere Gollini e a Sorensen, Marques, Rodriguez e Pisano nella Maginot; Brivio, Tachtsidis e Greco in mediana con Valoti e Lopez ai fianchi di bomber Toni. QUANTI ERRORI! – Samp propositiva, Hellas attendista. Trama chiara sin dalle prime battute, contraddistinte da numerosi errori nella gestione della palla. Occorrono quindi 20 blandi minuti prima di assistere a una occasione seria. Ma Obiang, sdraiato sulla linea di porta con Sorensen a controllare, non riesce a spingere in rete. Poco dopo sono ancora i centimetri a negare il vantaggio ai doriani su diagonale di Correa. SAMP IN CERCA DI SOLUZIONI, TONI SOLITARIO – I veneti, troppo sfilacciati e con il solito Toni volitivo ma spesso abbandonato da tutti, subiscono la pressione. Ma a tanta voglia non corrisponde altrettanta lucidità d'azione. Esemplare una girata di Okaka preda di Gollini a ridosso dell'intervallo. ETO'O DENTRO, ACQUAH ESPULSO – Fuori Correa, dentro Eto'o. Mihajlovic deve però fare i conti con la sciocca espulsione di Acquah per doppia ammonizione. In dieci entra anche Bergessio per un Okaka abulico. Il Verona prova a mostrarsi dalle parti di Viviano impegnato da Brivio. CONTROPIEDE MICIDIALE, RISPONDE TONI – Essersi affacciato in avanti all'Hellas costa carissimo. Sul primo rovesciamento di fronte, infatti, De Silvestri trasforma in oro pesante un contropiede di Muriel. Neppure il tempo di godersi il vantaggio che Toni, innestato in mezzo all'area da Lopez, agguanta il pari con un rasoterra. Ora la partita si fa viva. Gli ospiti si vestono da incursori senza però sfondare. Così Eto'o prova ad estrarre il jolly, respinto da Gollini. Articolo per Goal.com del 29 aprile 2015 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 15 aprile 2015

Genoa-Parma 2-0: Iago-Pavoletti, de profundis per i ducali

Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Al Ferraris, il Genoa ottiene un'importante vittoria per 2-0 contro il Parma fanalino di coda. Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Ma ad un Genoa incapace di finalizzare quanto prodotto bastano l'ottavo acuto stagionale di Iago Falque (14') e il primo in serie A di Pavoletti (76') per battere un Parma orgoglioso. La sfida, a lunghi tratti sviluppata a senso unico, ha offerto sprazzi di buon gioco e la minima dose sindacale di suspense. MINI TURNOVER - Tre punti per dare ancora un senso alla stagione o per proseguire una striscia esaltante in una stagione falsata e surreale. Gasperini (alla 400ª panchina) e Donadoni hanno approcciano diversamente questo recupero. Grifone con un mini turnover: Borriello subito nel tridente con Iago Falque e Perotti oltre Bergdich tornato in mediana insieme a Tambè (preferito ad Edenilson) tra Bertolacci eRincon; a loro si aggiungono il portiere Lamanna sostenuto da Roncaglia, Burdisso e De Maio in difesa. I Ducali si schierano con l’estremo Mirante; Santacroce, il rientrante Lucarelli e Feddal; a centrocampo Varela, Lila, Lodi in regia, Nocerino e Gobbi; mentre davanti Ghezzal fa ancora coppia con Belfodil. FALQUE L'INGORDO - Basta un'incursione degna di questo nome ai padroni di casa per soddisfare la voracità del suo capocannoniere. A servire il primo succulento pallone a Iago Falque è Borriello (poco dopo lo e sostituito da Pavoletti) con un assist dalla destra rifinito senza pensarci su. DOMINIO ROSSOBLU' - Il Genoa comanda affollando spesso la zona attorno al reattivo Mirante. A tanti sforzi non corrispondono però altrettanti risultati. Merito di un Parma coriaceo e demerito di un Pavoletti che si spaventa al momento di chiudere il più facile dei contropiede. MIRANTE SUPER - Leit-motiv confermato anche in una ripresa battezzata da uno strepitoso volo di Mirante su diagonale ad effetto del solito gigantesco Perotti. Il Parma prova a raccogliere le briciole lasciate dagli avversari ma Ghezzal non riesce a fare molto più che dare la sensazione di poter lasciare il segno. Così come quando Bergdich manda la palla verso la propria porta Lamanna riesce a salvare. Anche il neo-entrato Kucka prova il goal ma Mirante è ancora attento. PAVOLETTI CALA IL SIPARIO - Il portiere ospite nulla può invece fare su affondo centrale di Perotti a servire Pavoletti che stavolta lo trafigge. I nervi si accendono oltre il lecito ma Gavillucci riesce a calmare tutti alzando la voce e il cartellino giallo. Di Mauri è la conclusione più seria degli ospiti, ma Lamanna non fa regali. [Articolo per Goal.com del 15 aprile 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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