Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
- - - - - - - - - - - - - - - -

Copertina

Copertina

Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

domenica 26 gennaio 2014

Sampdoria-Bologna 1-1: Gabbiadini illude, prezioso Diamanti all'ultimo secondo

È Diamanti, assolutamente imprescindibile per questo Bologna, ad agguantare l'1-1 in extremis e su rigore. Sino a quel momento la Sampdoria aveva legittimato la propria superiorità con Gabbiadini (61'). Gara accesa solo nella ripresa che consente ai padroni di casa di mantenere l'imbattibilità casalinga dall'avvento di Mihajlovic e agli ospiti di aggiungere un punto prezioso alla loro magra classifica. FORMAZIONI - Mihajlovic propone un 4-2-3-1 che prevede Da Costa fra i pali; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Costa (al posto dello squalificato Regini) arretrati; Palombo e Obiang in mezzo, alle spalle di Gabbiadini, Krsticic e Soriano con Eder prima punta. Ballardini, squalificato e sostituito in panchina da Regno), schiera un 3-5-1-1 che, dal portiere Curci in poi, si spalma così: Antonsson, Natali e Cherubin in difesa; Garics, Lazaros, Perez, Pazienza e Morleo a presidio del centrocampo ed attacco affidato a Diamanti (al posto di Kone fermato dal giudice sportivo) alle spalle di Bianchi. PRIMO TEMPO - Lo sterile predominio territoriale blucerchiato zavorra le già limitate abilità manovriere emiliane che si fondano sull'onnipresente Diamanti. Bianchi ritardatario sotto porta e una "telefonata" di Soriano per Curci, rappresentano le migliori occasioni-goal di una frazione brutta e confusa.SECONDO TEMPO - Samp più spesso in gita nei sedici metri opposti. Gli sforzi costringono Curci a dover svolgere al meglio il proprio mestiere su botta ravvicinata di Soriano. Nulla può però fare quando Gabbiadini può comodamente appoggiare in rete su assist di Eder. Nel Bologna la scarsezza di idee e di alternative si trascina anche nella ripresa. Acquafresca rileva Morleo per alzare il baricentro offrendo però spazi alle ripartenze doriane. Scaturiscono opportunità mal sfruttate da entrambe le parti. Le carte si mischiano con gli ingressi di Renan per Krsticic e quelli di Moscardelli e Mantovani per Bianchi e Cherubin. Eder sfiora il montante in diagonale. Ma all'ultimo minuto Lazaros è libero di affondare nella metà campo ospite sino a quando entra in area e viene buttato a terra da Costa. Diamanti realizza l'1-1 dal dischetto spiazzando il portiere. CHIAVE - Un tempo apatico, un altro scoppiettante. Entrambi molto confusi e caratterizzati da una Sampdoria più volitiva e organizzata del Bologna. MOVIOLA - Direzione sufficiente quella di Guida di Torre Annunziata ben coadiuvato dai suoi assistenti. [Articolo per Goal.com del 26 gennaio 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi tutto...

lunedì 13 gennaio 2014

Sampdoria-Udinese 3-0: Doppio Eder e Gastaldello, friulani in crisi

È la Sampdoria a trovare le risposte più positive al suo altalenante campionato. Una doppietta di Eder (rigore al 15' e 46') e un centro di Gastaldello (87') le consente di superare di misura un'Udinese che corre troppo a vuoto, confusionaria in fase di costruzione e troppo distratta dietro. I padroni di casa sono bravi a mettere la sfida sul proprio ritmo e fortunati nel poter giocare per circa un'ora con l'uomo in più per l'espulsione di Allan e quelle di Soriano e Gabriel Silva nella ripresa. FORMAZIONI – Nel suo 4-2-3-1 Mihajlovic conferma la propria fiducia a Da Costa proteggendolo con De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Costa (nonostante il recupero di Regini); in mezzo sistema Palombo e Wzsolek in sostituzione dello squalificato Obiang con Gabbiadini, Krsticic e Soriano a supporto di Eder. Francesco Guidolin, squalificato e quindi oggi in tribuna con Bortoluzzi in panchina al suo posto, opta per il 3-4-2-1: Kelava al posto dell'infortunato Brkic; Heurtaux, Danilo e Domizzi in difesa; Basta, Pinzi, Allan e Gabriel Silva a centrocampo; Pereyra e Maicosuel alle spalle di Di Natale. PRIMO TEMPO – Avvio di rigore per la Samp avanti già dopo un quarto d'ora grazie a un penalty conquistato e trasformato da Eder. Soriano, con una botta a fil di palo, tiene in apprensione i friulani la cui reazione appare raffazzonata e nervosa. A pagare dazio è soprattutto Allan a cui Mazzoleni sventaglia due volte il giallo nei primi 35' lasciando gli ospiti in dieci. Il resto della frazione non regala grossi sussulti. SECONDO TEMPO – Badu entra per Maicosuel e già nel primo minuto Eder, in posizione dubbia, filtra nell'appisolata retroguardia bianconera siglando la sua doppietta. Poi Mazzoleni riserva anche a Soriano, la doppia ammonizione riequilibrando gli organici in campo per sino a quando anche Gabriel Silva finisce anzitempo negli spogliatoi. Basta viene sostituito da Fernandes, dall'altra parte Wzsolek e Krsticic vengono rilevati da Bjarnason e Renan. Eder cerca ulteriore gloria con un destro alto di poco. La sfida prosegue in maniera spezzettata e contraddistinta da errori sino a quando, nel finale, Gastaldello devìa nel sacco la palla del definitivo 3-0 servitagli su punizione da Gabbiadini. CHIAVE – I proclami da battaglia, lanciati alla vigilia da entrambi i tecnici, vengono fatti propri soprattutto dai ragazzi in strisce orizzontali. La Samp aggredisce, lotta e frustra le velleità avversarie chiedendosi a riccio quando occorre farlo. MOVIOLA – 15 cartellini gialli (di cui un paio tutti per gli espulsi Allan, Soriano e Gabriel Silva) in una gara dai toni agonistici normali. Bastano questi numeri a far capire l'umore dell'internazionale Mazzoleni. Ineccepibile la concessione del rigore ai blucerchiati. Probabilmente da annullare per fuorigioco il 2-0. [Articolo per Goal.com del 13 gennaio 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi tutto...

lunedì 6 gennaio 2014

Genoa-Sassuolo 2-0: Gilardino e Bertolacci, neroverdi affossati. E il Grifone festeggia la 500a vittoria!

La 500a vittoria del Genoa nei campionati a girone unico arriva dopo un'astinenza che durava dallo scorso 10 novembre quando impose lo stop all'Hellas Verona. Il dolce sapore del successo matura ai danni di un volenteroso Sassuolo affondato per 2-0 grazie a un rigore di Gilardino (28') - che nel finale se ne fa respingere un altro dall'ottimo Pegolo - e a una deviazione al volo di Bertolacci (45'). Il tutto a sancire la propria superiorità in una gara piacevole e senza soste che nella ripresa gli ospiti mai riescono a riaprire. Determinante è stata la capacità, mostrata dai Grifoni, nel controllare gli equilibri del match per poi ripartire in maniera ficcante. FORMAZIONI: Entrambi i tecnici optano per il 3-4-3. Gasperini si affida a Perin in porta; Vrsaljko, De Maio e Manfredini in difesa; Biondini, Matuzalem, Bertolacci e Marchese a centrocampo; Konaté e Antonelli laterali con Gilardino punta centrale. Dall'altra parte, insieme al portiere Pegolo, Di Francesco propone Antei, Bianco e Rossini; Gazzola, Magnanelli, Marrone e Longhi in mezzo ed il tridente Berardi, Floro Flores, Missiroli. PRIMO TEMPO: La smania di ripartire bene del Genoa si annacqua nella poca lucidità. Pegolo lo capisce immediatamente superandosi su incornata di De Maio e venendo graziato da Gilardino. Il Sassuolo, tutt'altro che remissivo, a ridosso della mezz'ora pecca d'ingenuità con Gazzola che sbilancia Antonelli in area sotto lo sguardo di Rocchi che decreta il rigore. Gilardino trasforma di forza. Konaté, volenteroso ma acerbo, “buca” un paio di buone opportunità mentre Manfredini, in diagonale, va largo d'un soffio. Perin è desto e sfodera tutti i suoi giovani riflessi per alzare oltre la traversa un colpo di testa di Missiroli. Prima del riposo Konaté serve della destra Bertolacci che, al volo sul secondo palo, raddoppia. Il senegalese potrebbe chiudere i conti ma spreca ancora ignorando un paio di compagni liberissimi per calciare addosso al portiere. SECONDO TEMPO: Di Francesco si gioca subito le carte Kurtic e Zaza togliendo dalla sfida Marrone e Rossini. La reazione ospite, arrivata come da facile previsione, complica la già precaria fluidità manovriera dei padroni di casa che si difendono in maniera arcigna. Nonostante gli sforzi, però, i neroverdi impegnano Perin solo con un tiro di Missiroli. Intanto Farias subentra a Floro Flores. Gasperini aspetta di capire la piega presa dalla ripresa per inserire Cofie e Fetfatzidis al posto di Bertolacci e Konaté. Il Genoa così riesce a rialzare il proprio baricentro consentendo a Marchese e ad Antonelli di battere a rete: il primo fuori di poco, il secondo trovando l'opposizione di Pegolo che, nel finale, respinge di piede un altro rigore conquistato e battuto da Gilardino atterrato. Prima del triplice fischio il bomber prova, inutilmente, a beffare con una palombella l'estremo avversario che smanaccia salvandosi ancora. CHIAVE: Le feste non hanno appesantito due squadre da troppo tempo a secco di vittorie. Il bisogno di punti essenziali per il proprio futuro contribuisce a eliminare tatticismi. A trarne il maggior vantaggio è la formazione di Gasperini che, pur mettendosi spesso le mani fra i capelli per i troppi errori di manovra dei suoi, alla fine può gioire grazie al maggior peso specifico dell'organico a sua disposizione. MOVIOLA: Dirige con un ottimo senso della posizione ma con eccessi di permalosità e protagonismo che non contribuiscono ad allentare la tensione generale, il fiorentino Rocchi. Corrette le decisioni di assegnare i penalty ai padroni di casa. Giallo eccessivo quello mostrato a Gilardino per proteste.[Articolo per Goal.com del 6 gennaio 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi tutto...

domenica 22 dicembre 2013

Sampdoria-Parma 1-1: Eder e Lucarelli dividono la posta

Al Ferraris è natale anticipato. Un punto per uno, così come le reti messe a segno tra Sampdoria e Parma che offrono, specialmente nella ripresa, una gara piacevole e intensa. Ad Eder in chiusura di primo tempo (44'), risponde Lucarelli nella ripresa (64'). FORMAZIONI: Nel suo 4-2-3-1, senza Gabbiadini fermato dal giudice sportivo, Mihajlovic che schiera Da Costa in porta; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello e Regini in difesa; la coppia Obiang e Palombo in mezzo con Soriano, Krsticic e Gianluca Sansone alle spalle di Eder unica punta. Donadoni opta per il 4-3-3 con Mirante tra i pali; Casssani, Lucarelli, Felipe e Gobbi arretrati; Acquah, Marchionni e Parolo a centrocampo; Biabiany, Amauri e Nicola Sansone in attacco. Assente di lusso lo squalificato Cassano che radiomercato vede vicinissimo al ritorno in blucerchiato. PRIMO TEMPO: Parma più propositivo ma Samp più efficace che, dopo aver spaventato Mirante con un sinistro da fuori area di Sansone a metà tempo, ottiene il vantaggio sugli sviluppi di un calcio di punizione che Krsticic batte dalla trequarti destra pescando Eder (al terzo gol consecutivo) lesto ad approfittare di un rimpallo e battere di destro l’estremo ospite per festeggiare la sua 100° presenza in A. SECONDO TEMPO: Il rientro dagli spogliatoi offre un Parma più convinto dei propri mezzi. Palladino rileva un Biabiany inguardabile e, proprio dal suo piede, scocca il calcio d’angolo che consente a Lucarelli, liberissimo in area, di saltare ed appoggiare di testa alle spalle di Da Costa, la palla del definitivo pareggio. L’inerzia degli ospiti li spinge a sfiorare il raddoppio con Amauri prima, Nicola Sansone e Parolo poi. Ma concentrazione e mira non sono impeccabili. L’ultimo sussulto del pomeriggio è però blucerchiato. Ancora Eder impegna il portiere e poi commette il peccato di non servire Pozzi pronto a battere a rete. Ma sarebbe statp CHIAVE: Gioco a viso aperto fra due squadre in buona salute alla ricerca del massimo risultato possibile. Ne giova lo spettacolo. MOVIOLA: Di Bello si veste da Babbo Natale graziando Gobbi meritevole di un secondo giallo poco dopo la mezz’ora di gioco. Nel complesso, però, dirige in maniera sufficiente. [Articolo per Goal.com del 22 dicembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi tutto...

domenica 15 dicembre 2013

Genoa-Atalanta 1-1: Bertolacci illude il Grifone, De Luca salva la 'Dea'

Dopo quella di domenica scorsa a Cagliari, il Genoa prende un'altra rete pesantissima al 94'. E se in terra sarda Sau impose la sconfitta, il neo-entrato De Luca impone un pari che non fa meno male ai Grifoni, passati in vantaggio con Bertolacci al 72'. Gara tesa, confusa e tutt'altro che piacevole sotto il profilo dello spettacolo che ha messo in evidenza i limiti della squadra di Gasperini, a corto di riserve adeguate, e lo spirito battagliero di quella di Colantuono. FORMAZIONI: Resta fedele al modulo preferito, Gasperini. Le pesanti defezioni che flagellano la sua squadra non portano rivoluzioni tattiche. Oltre alla conferma del portiere Perin, identica scelta avviene per la linea difensiva a 3, stavolta composta da Antonini, Gamberini e Marchese; il centrocampo a 4 con Biondini, Matuzalem, Bertolacci e Antonelli; e il tridente offensivo nel quale Gilardino viene supportato da Konate e Fetfatzidis. Colantuono, da parte sua, si affida al 4-4-1-1: Consigli tra i pali; Scaloni, Migliaccio, Lucchini e Brivio dietro; Koné, Carmona, Cigarini e Bonaventura in mezzo; Moralez, con Denis più avanzato, davanti. PRIMO TEMPO: Genoa subito arrembante e Consigli altrettanto reattivo su destro al volo di Gilardino. Poi, su incornata di Antonini servito da Fetfatzidis, il portiere deve ringraziare la buona sorte. Pur soffrendo la pressione iniziale, l'Atalanta riesce ad alzare il baricentro proponendosi in disimpegno sino ad offrire a Denis l'occasione di mettere sotto esame Perin, glaciale su tiro a botta sicura. Al riposo si arriva con un palo esterno colto da Gigarini su punizione. SECONDO TEMPO: Per spezzare una ripresa equilibrata e brutta, Gasperini cambia Fetfatzidis con Sturaro e poi Konate con Calaiò. Sono però gli orobici a rendersi più pericolosi con Lucchini mentre Bertolacci, ben lanciato in area da Gilardino, non ha il coraggio di avanzare per ingrandirsi lo specchio della porta. La partita smette di essere fluida e si trasforma in una collezione di errori, soprattutto per demerito dei rossoblù. De Luca rileva Moralez e poco dopo Bertolacci segna di sinistro da centro area approfittando di un tocco errato di Scaloni. Esce Koné, entra Brienza. La reazione bergamasca non si fa attendere e solo un Perin in versione “felino” può impedire a De Luca di infilare la palla del pari. Per gli ultimi assalti Colantuono getta nella mischia Marilungo al posto di Bonaventura ma è proprio De Luca, all'ultimo respiro, ad agguantare l'1-1 infilandosi nell'area piccola per raccogliere un assist di Cigarini. CHIAVE: La rabbia dei padroni di casa, decisi a riprendersi quanto lasciato a Cagliari, mette apprensione agli ospiti che ritrovano tranquillità e ordine con il passare del tempo. Poi Bertolacci illude i suoi prima che De Luca faccia calare il sipario. MOVIOLA: Il palpabile nervosismo in campo e sugli spalti coinvolge anche Banti che amministra la sfida in maniera approssimativa. Nel finale, con il Genoa in vantaggio, non espelle Lucchini risparmiandogli la seconda ammonizione. [Articolo per Goal.com del 15 dicembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi tutto...

sabato 30 novembre 2013

Genoa-Torino 1-1: Squillo di El Kaddouri, la pareggia Biondini

Si chiama Mattia Perin il domatore di un Torino arrembante che ha messo in grosse difficoltà un Genoa sorpreso dalla veemenza avversaria. Il giovane portiere è stato determinante con almeno cinque prodigi fondamentali alla sua squadra per limitare i danni dopo il vantaggio siglato da El Kaddouri (7') e a conservare il pareggio ottenuto da Biondini (69'). La gara, contraddistinta anche da due legni colpiti dal goleador marocchino e Vrsaljko, è stata vibrante dal primo all'ultimo minuto. FORMAZIONI - Per cercare la quarta vittoria interna di fila Gasperini schiera un 3-4-3 che, oltre a Perin, prevede una linea arretrata composta da Antonini, Portanova e Marchese; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem e Antonelli in mezzo con Gilardino punta centrale affiancato da Centurion (preferito a Santana e Fetfatzidis) e Kucka. Ventura si affida al 3-4-1-2 che prevede Padelli in porta; Glik, Bovo e Moretti in difesa; Darmian, Vives, Farnerud e Pasquale a centrocampo mentre El Kaddouri ha il compito di agire alle spalle della coppia-gol Immobile (ex con il dente avvelenato) e Cerci. PRIMO TEMPO - L'avvio granata gela i Grifoni più della sferzante tramontana che rende ancora più scandinava una serata che sfiora gli zero gradi. L'assalto comincia con uno sfortunatissimo palo di El Kaddouri dopo pochi secondi su sinistro radente che fa da preludio al vantaggio siglato dopo 6' deviando con lo stinco un tiro teso di Farnerud. I Grifoni si destano solo dopo 10', contemporaneamente al termine dello sciopero del tifo che la gradinata Nord dedica ad alcuni tifosi condannati per i noti fatti di Genoa-Siena del 2012. Perin è costretto a sfoggiare interventi a ripetizione un paio di volte su Immobile, poi anche su Cerci in diagonale e Bovo da fuori area. Il Genoa è troppo macchinoso e l'occasione più nitida per avvicinarsi al pari è una punizione di Matuzalem deviata a fil di palo dalla barriera. Troppo poco in mezzo al monologo ospite. SECONDO TEMPO - Centurion resta negli spogliatoi rilevato da Fetfatzidis. Non ci resta Perin che toglie subito da sotto la traversa una punizione di Cerci toccata dalla barriera. Il Genoa prova ad alzare la testa. Vrsaljko calcia dalla distanza ma Padelli viene salvato dal montante alla sua sinistra. Poi il portiere si fa male e viene sostituito da Gomis salvato da un impreciso Portanova in mischia. Perin è ancora strepitoso su Cerci e Bovo. A metà tempo Fetfatzidis s'inventa un affondo in solitario servendo in maniera filtrante Biondini che trova l'1-1. Gli ospiti reagiscono immediatamente e Perin è pazzesco nell'opporsi su due conclusioni a botta sicura di Cerci e Immobile. Ventura inserisce Basha e Brighi per El Kaddouri e Vives. Gasperini risponde con Calaiò e Gamberini per Gilardino e Antonelli. Ma le cose non cambiano. CHIAVE - Un Toro scatenato sorprende e imbriglia un Grifone che fatica da matti a trovare una reazione lucida e organizzata. MOVIOLA - Non è certo la miglior direzione di Peruzzo. L'arbitro di Schio, non sempre reattivo, grazia il già ammonito Vives quando al 23' colpisce duramente Gilardino. Lascia anche dubbi poco dopo non sanzionando un intervento in area di Glik sullo stesso attaccante. Nella ripresa non vede un tocco con il braccio di Biondini nella sua area. [Articolo per Goal.com del 30 novembre 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi tutto...