Vietato sbagliare, per entrambe le formazioni e per motivazioni opposte. Il diktat viene rispettato dalla Samp che si impone per 2-0 su una Nocerina comunque gagliarda. La squadra di casa conferma di attraversare un momento particolarmente positivo indirizzando a proprio favore la sfida dopo soli 6' grazie a un gol di Pellè che, venti minuti più tardi, è artefice anche del raddoppio. La penultima in classifica tiene bene il campo provando, soprattutto nella ripresa, a recuperare il terreno perduto.
FORMAZIONI – Senza gli squalificati Berardi, Costa e Bertani e con Pozzi a mezzo servizio in panchina, Iachini propone Romero in porta supportato da una linea difensiva composta da Rispoli, Gastaldello, Rossini e Laczko; in mezzo vanno Munari, Obiang e Renan; Juan Antonio è il trequartista alle spalle di Eder e Pellè.
Auteri schiera Concetti fra i pali; Pomante, Rea, Di Maio e Figliomeni in difesa; Bruno e Mingazzini a fare da trait-d'union con il trio Catania, Merino e Mingazzini e Castaldo unica punta.
PARTITA – Samp subito aggressiva e premiata dal vantaggio di Pellè che, sul filo del fuorigioco e con la retroguardia ospite ferma ad aspettare il fischio dell'arbitro, riceve palla da Munari, la controlla e di destro fredda Concetti. I doriani spingono ma rischiano di farsi acciuffare con il lottatore Castaldo che, a metà tempo, manda sul fondo due occasioni ghiottissime. In risposta alla seconda e sempre sul filo dell'offside, Pellè trova di nuovo la via della rete, l'assist è di Renan. Rea finisce ko e deve cedere il posto a Laverone. Sempre Castaldo brilla per imprecisione non facendosi rovare pronto all'appuntamento con il gol, così come Juan Antonio non finalizza degnamente un'azione di contropiede. Prima dell'intervallo Romero sventa di pugno un'incornata di Catania.
La ripresa si apre con un tiro alto di Negro e una telefonata di Eder per Concetti. Maggiori sussulti li offre un evidente contatto in area doriana tra Laczko e Negro ignorato però da Baracani. Iachini cambia le pedine: dentro Soriano per Juan Antonio. La Nocerina ora si riversa nella porzione di campo avversaria con maggior costanza ma senza sortire effetti. Catania ci prova al volo dalla sinistra ma spazzola l'esterno della rete. Più preciso è invece un tocco dal limite di Eder che il portiere alza d'istinto. Auteri getta nella mischia Farias e Bolzan per Mingazzini e Castaldo. Proprio il secondo neo-entrato impegna Romero con un tiro-cross dalla sinistra. La Samp ora bada a contenere affacciandosi nell'area opposta con una timida conclusione di Pellè.
CHIAVE – Blucerchiati avanti a testa bassa facendo leva sulla superiore qualità d'insieme, rossoneri in campo a viso aperto alla costante ricerca di imbastire ripartenze sostanziose. I rapidi rovesciamenti di fronte rendono piacevole il match.
CHICCA – Gli inserimenti, puntuali e chirurgici di Pellè sono da manuale del calcio: belli e fruttuosi per sé e per i compagni di squadra.
TATTICA – Samp con il 4-3-1-2; Nocerina che si affida al 4-2-3-1.
MOVIOLA – A Baracani di Firenze viene affidata una partita dal basso coefficiente di difficoltà ma lui ci mette davvero molto del suo per rendersela complicata. Sembrano tuttavia corrette le decisioni di considerare valide le posizioni di Pellè in occasione dei due centri. Giusta anche l'ammonizione comminata a Munari reo di simulazione. Incomprensibile, invece, la decisione, in apertura di ripresa, di non decretare la massima punizione a favore dei molossi per un contatto Laczko-Negro.
PROMOSSI & BOCCIATI – Dopo la doppietta rifilata al Cittadella, Pellè prosegue il suo momento di gloria concedendo il bis anche stavolta e agendo con efficacia per tutto il tempo in cui resta in campo: voto 7. Nessun doriano merita l'insufficienza.
Negro, instancabile motorino offensivo, se ne torna a casa fiero di una prova positiva e in credito di un rigore non concesso: voto 6.5.
Tre grosse opportunità gettate al vento macchiano la prestazione di Castaldo, combattente generoso ma poco lucido al momento di finalizzare il proprio lavoro di attaccante principale: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com del 31 marzo 2012]
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sabato 31 marzo 2012
Sampdoria-Nocerina 2-0: altra doppietta per Pellè, Iachini 'vede' i playoff...
domenica 11 marzo 2012
Genoa-Juventus 0-0: La Vecchia Signora non vince più, ma che sfortuna al Ferraris
Si infrangono sui legni (traversa di Vucinic e palo di Pepe ad inizio ripresa) gli sforzi della Juventus di mantenere inalterato il distacco dal capolista Milan vincente sul Lecce. Al Ferraris la formazione di Conte non va oltre il nulla di fatto contro un Genoa arcigno che mette cuore e nervi contro la superiore gestione tecnico-tattica dei bianconeri. La gara, tesa e senza attimi di tregua, non delude le aspettative della vigilia.
PRE-PARTITA - Le sfide tra Genoa e Juventus non sono mai state da ordinaria amministrazione. Neppure questa fa eccezione. Atmosfera già surriscaldata in settimana che, a pochi minuti dall'inizio, con le squadre sul prato per il riscaldamento, inizia a farsi incandescente. Dei circa 30 mila presenti, qualche migliaio di fede bianconera, prova a reagire ai cori di “benvenuto” da parte dei genoani. Tutti in attesa del momento in cui le squadre scenderanno in campo e, nel tempio del Ferraris, si scatenerà l'inferno...
FORMAZIONI – Marino, orfano di Granqvist, Bovo, Antonelli e Birsa, schiera Frey in porta; linea difensiva composta da Rossi, Carvalho, Kaladze e Moretti; centrocampo affidato a Sculli e Jankovic (preferito a Mesto) sulle corsie esterne con Kucka e Biondini in mezzo; in attacco, come annunciato, tornano i gemelli del gol Gilardino e Palacio.
Conte, squalificato e sostituito in panchina da Alessio, deve fare a meno di Bonucci appiedato dal giudice sportivo e degli infortunati Chiellini e Barzagli Piazza quindi Buffon tra i pali protetto da una inedita retroguardia formata da Lichtsteiner, Caceres, Vidal e De Ceglie; affida a Pirlo le chiavi del centrocampo supportato ai lati da Marchisio e Giaccherini; davanti Pepe, Matri (vincitore del ballottaggio con l'ex Borriello) e Vucinic.
PARTITA – Pochi secondi e Gilardino lancia in porta Palacio che prova a superare Buffon con un pallonetto, strepitoso il salvataggio del portiere. Replica di Giaccherini che manda a lato da due passi. Più preciso è un destro di Pepe respinto con i piedi da Frey che poi sfodera un'altra perla del suo repertorio su conclusione ravvicinata di Marchisio. Persino più ghiotta è però l'opportunità che Biondini offre a Gilardino mettendolo in condizione di colpire con Buffon ormai fuori causa: incornata alta. Sul finire del tempo Rossi si immola su Matri che calcia da una decina di metri.
La ripresa comincia con Mesto dentro al posto di Sculli. La Juve è sfortunata al 53' quando Vucinic manda sulla traversa un corner dalla sinistra di Pirlo e Pepe coglie il montante mancino di Frey spiazzato. Nel mezzo sempre il montenegrino si mette in evidenza schiacciando fuori di testa. Nella squadra di casa esce anche Jankovic sostituito da Constant. Kaladze, con un sinistro addosso a Buffon, prova a far capire che il Genoa è ancora vivo. Ma si tratta di una parentesi all'interno di un predominio territoriale ospite. Frey è ancora bravissimo a salvarsi in angolo su tiro di Marchisio. Conte, seminascosto dentro una postazione TV rivestita da carta da pacchi, chiama la prima sostituzione bianconera: fuori Pepe (a cui pochi secondi prima era stato annullata una rete per offside), dentro Elia. Il Genoa ci prova da lontano con Kucka, Buffon respinge e Kaladze non trova il bersaglio grosso. Si vedono anche il fischiatissimo Del Piero per Matri, Borriello per Giaccherini e Belluschi per Biondini. L'ultima chance capita proprio a Borriello che trova l'opposizione dell'attento Frey.
CHIAVE – Gara sempre vibrante con gli ospiti intenti a mettere in difficoltà i padroni di casa con ripetute azioni in velocità. Genoa tutt'altro che remissivo pronto a pungere con manovre in profondità ma spesso costretto a reggere ad autentici assedi.
CHICCA – La lancetta dei minuti sta ancora compiendo il primo giro quando Gilardino avanza e serve lungo linea a Palacio un pallone delizioso; el Trenza punta la porta difesa da Buffon che, rimane glaciale per poi sfruttare tutti i suoi centimetri nello spezzare la parabola ad effetto inventata dalla punta rossoblù.
TATTICA – Iniziali 4-4-2 per Marino e 4-3-3 per Conte.
MOVIOLA – Rizzoli di Bologna prova a sfoderare una direzione puntigliosa ma ne offre una piuttosto cervellotica. Se appaiono corrette le ammonizioni per proteste comminate a Kucka e Pepe e quella a Vidal per un evidentissimo tocco di mano, più di qualche perplessità lasciano altre interpretazioni del fischietto bolognese. Non è fra queste il rigore reclamato invano da Matri al 18' a seguito di un contatto veniale con Carvalho. Sembra corretto l'annullamento, per fuorigioco, di un gol di Pepe al 70'. Al 76' dubbi restano su un contatto nei sedici metri ospiti tra Palacio e Marchisio, per Rizzoli è tutto regolare. Così come Rizzoli non concede il rigore a Rossi in pieno recupero su intervento, probabilmente pulito, di Pirlo.
PROMOSSI & BOCCIATI – Frey e capitan Rossi sono oggi l'emblema di una squadra che lotta con i denti, senza badare troppo per il sottile: voto 7. Jankovic è volenteroso ma non incide come sarebbe nelle sue potenzialità. Viene tolto dal campo dopo un'ora di gioco intermittente per fare spazio a Constant: voto 5.5.
Pirlo, metronomo e guerriero, è il solito fuoriclasse: voto 7.5. Matri dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa di davvero importante ma, per tutti i 75' che viene tenuto in campo, non offre alcun acuto degno di questo nome: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com dell'11 marzo 2012]
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sabato 3 marzo 2012
Sampdoria-Hellas Verona 2-0: Super Pozzi, la rincorsa ai playoff può ripartire
Una doppietta di Pozzi (32' e 53') rende perfetta una Sampdoria capace di imporre ritmi, gioco e personalità all'Hellas Verona, presentatasi come terza forza della cadetteria. Gli ospiti, oggi troppo prevedibili e presuntuosi per tenere davvero sulle corde i padroni di casa, impiegano oltre un'ora per capire il senso della sfida. Bellissima la cornice di pubblico con il rinnovamento dello storico gemellaggio tra le due tifoserie.
FORMAZIONI – Iachini, che deve reinventarsi metà centrocampo a causa della squalifica di Obiang e dell'infortunio di Renan, schiera Romero in porta; Berardi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa; Munari, Krsticic, e Soriano a centrocampo; Juan Antonio trequartista e la coppia Pozzi-Eder davanti.
Mandorlini conferma la formazione della vigilia: Rafael tra i pali supportato direttamente da Cangi, Ceccarelli, Maietta e Scaglia; in mezzo sistema Russo, Esposito e Hallfredsson con Jorginho trait-d'union con gli attaccanti Gomez e Ferrari.
PARTITA – Da posizioni favorevolissime Gomez calcia addosso a Romero, mentre Eder non trova neppure lo specchio della porta. E' la Samp a fare la partita, ma alla mezz'ora rischia grosso quando, sempre l'attaccante argentino, arriva alla conclusione sull'esterno. Gol sbagliato, gol subito: prima Scaglia e strepitoso nell'anticipare Eder che si farà perdonare poco dopo servendo a Pozzi l'assist del vantaggio doriano siglato da due passi. Ferrari avrebbe subito la chance di pareggiare ma è sonnacchioso.
La ripresa comincia con un diagonale a lato di Munari e con il raddoppio di Pozzi lanciato in porta da un tocco di Juan Antonio. Ora Mandorlini corre ai ripari inserendo D'Alessandro per Esposito. Gli scaligeri soffrono e soltanto una prodezza in angolo di Rafael, bolide di Eder, evita loro la terza capitolazione del pomeriggio. Si vedono anche Lepiller e Bjelanovic per Ferrari e Russo (che poco prima si è divorato un gol appoggiando su Romero); Bertani e Foggia per Eder e Juan Antonio. La Samp controlla sino alla fine senza fatica.
CHIAVE – La Samp tiene sempre sotto pressione gli avversari con temperamento ed aggressività, caratteristiche che sorprendono i ragazzi di Mandorlini più propensi a cercare di dare alle proprie inutili orpelli.
CHICCA – La reattività di Pozzi, sotto porta e al momento di scattare come una molla verso Rafael, oggi lo fanno sembrare la controfigura di Pippo Inzaghi.
TATTICA – Inizio speculare, 4-3-1-2, per le due compagini.
MOVIOLA – Calvarese di Teramo, cerca di confermare le ottime credenziali con le quali è stato inviato a Genova. Nonostante il buon piglio con cui dirige, non appare però impeccabile in occasione di episodi-chiave: al 22' Soriano reclama il penalty dopo un contatto con Maietta ma l'arbitro, confortato erroneamente dall'assistente Posado, non interviene. Dubbi sussistono anche sulla posizione di Pozzi al momento di realizzare le sue due reti anche se, in occasione del raddoppio, pare partire in posizione corretta.
PROMOSSI & BOCCIATI – Bravi Eder, muscoli e sostanza utile ad alzare il peso specifico complessivo dei blucerchiati, e Pozzi in versione avvoltoio del gol: voto 7 ad entrambi. Nessun giocatore di casa va sotto la sufficienza.
Esposito, seppur non in gran giornata, ha il merito di lottare su ogni pallone: voto 6. Gomez vive un pomeriggio da incubo, ben controllato dai difensori avversari e disorientato nelle rare volte in cui deve dar sfoggio delle sue qualità: voto 5.
[Articolo per Goal.com del 3 marzo 2012]
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domenica 19 febbraio 2012
Genoa-Chievo Verona 0-1: L'incubo rossoblù continua, quello clivense finisce grazie a Thereau
E' il Chievo Verona a portarsi a casa l'intera posta imponendo al Genoa la terza sconfitta consecutiva nell'arco di una settimana dopo quelle in casa del Catania e dell'Atalanta. Alla formazione di Di Carlo bastano una rete facile facile di Thereau alla mezz'ora e una gestione catenaccio & ripartenze per imbrigliare la squadra di Marino uscita dal campo contestata sonoramente dai propri sostenitori. I padroni di casa sono apparsi confusi e incapaci di mettere la giusta intensità alla sfida pagando a duro prezzo la fragilità difensiva (è il peggior reparto arretrato della serie A) e la mancanza di cinismo in un attacco nel quale l'assenza di Gilardino pesa oltre ogni pessimistica previsione e, non a caso, il digiuno con il gol dei Grifoni ha raggiunto 319'.
FORMAZIONI – Marino schiera Frey in porta; Rossi, Granqvist e Kaladze a sua diretta protezione; Jankovic, Biondini, Kucka, Veloso e Constant a centrocampo; Palacio e Sculli coppia offensiva.
Di Carlo propone Sorrentino; Sardo, Andreolli, Acerbi e Dramè in difesa; Luciano, Rigoni e Bradley in mezzo con Cruzado trequartista a supporto degli attaccanti Thereau e Pellissier.
PARTITA – Poche scaramucce a centrocampo, un paio di “telefonate” di Sardo e Veloso ed un'occasionissima sprecata di testa da Pellissier. La prima mezz'ora si trascina tra reciproci balbettii che evidenziano la fase involutiva del Genoa. Poi basta una combinazione avviata da Sardo, sostenuta dalla destra da Pellissier e conclusa con tocco ravvicinato da Thereau, per punire la difesa più colabrodo del campionato. Il vantaggio clivense accende i nervi e l'approssimativo Guida di Torre Annunziata usa i cartellini a mo' di estintore. Nel finale di tempo i padroni di casa impegnano Sorrentino con un colpo di testa di Sculli e con un tiro d'angolo di Veloso.
La ripresa comincia con un colpo di testa di Kucka che attraversa beffadamente lo specchio della porta prima di spegnersi sul fondo. Sorrentino è poi strepitoso nel deviare in angolo un colpo a botta sicura di Jankovic scattato in contropiede. Thereau potrebbe raddoppiare ma, di testa, spara su Frey. E' tempo di rivoluzioni: Marino toglie Veloso, Kucka e Sculli per inserire Zè Eduardo, Belluschi e Jorquera; Di Carlo cambia Luciano, Cruzado e Thereau con Vacek, Nicholas Frey e l'ex Paloschi. Il Genoa prosegue a spingere ma senza riuscire a costruire trame efficaci al punto che, nonostante la sfera stazioni stabilmente nei venti metri ospiti, i calciatori del Chievo non vanno mai seriamente in affanno e Vacek, di sinistro, costringe al salvataggio in tuffo il portierone genoano. Prima della contestazione e della doccia i padroni di casa provano vanamente ad evitare la terza sconfitta consecutiva con un tiraccio di Belluschi e una girata di Palacio da posizione favorevolissima.
CHIAVE – Genoa in difficoltà nel costruire gioco e Chievo abile a chiudersi a riccio in attesa di sfruttare le ripartenze non andando per il sottile quando occorre spezzare il gioco con interventi sopra le righe e perdite di tempo.
CHICCA – Al 57' il solito Palacio lancia Jankovic che affonda centralmente per poi, giunto nei pressi dell'area, lasciar partire un colpo nato per scavalcare Sorrentino uscitogli incontro; il portiere mantiene freddezza e tocca il pallone quel tanto che basta per deviarne la traiettoria a lato della propria porta.
TATTICA – Il Genoa parte con il 3-5-2 per poi passare al 4-3-3 al momento di dover recuperare; Chievo con il 4-3-1-2 che nel corso della gara prevede un arretramento di almeno 8 pedine dietro la linea della palla.
MOVIOLA – Guida di Torre Annunziata gestisce a fatica il match e, quando gli sfugge dal controllo, prova ad addomesticarlo mettendo mano ai cartellini: corretti quelli estratti ai diffidati Bradley, Dramè e e Sculli, oltre a quelli mostrati ad Andreolli , Thereau, Kaladze, Rigoni e Biondini. Ma per arbitrare in maniera sufficiente una partita di calcio fare lo sbandieratore non basta.
PROMOSSI & BOCCIATI – Palacio, forte della sua classe , è il Grifone più attivo nonostante il ruolo di prima punta non lo aiuti ad esprimersi al massimo. Ha sulla coscienza l'ultima palla del match mandata alle stelle: voto 6.5. La retroguardia genoana dimostra la sua inadeguatezza incassando il 44° gol stagionale, peggior reparto difensivo della serie A: voto 4.5.
Thereau, un gol fato e uno mangiato, è sempre puntuale nei meccanismi offensivi gialloblù; esce, stremato, nella ripresa: voto 7. Dramè, lotta ma soffre la sfida quando ad alzarsi è la tensione; emblematica l'ammonizione ricevuta per proteste assurde in occasione di un fallo laterale concesso agli avversari a centrocampo: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com del 19 febbraio 2012]
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sabato 11 febbraio 2012
Sampdoria-Albinoleffe 1-0: Pozzi trova la zampata, i blucerchiati tengono il passo delle prime
La migliore Samp della stagione si impone su un volenteroso Albinoleffe grazie ad una rete di Pozzi maturata al 26'. La formazione di Iachini primeggia nel possesso palla e nella qualità delle giocate concedendo agli avversari solo un paio di chances a Salvi e Regonesi neutralizzate da Romero. Gli ospiti giocano in dieci dal 72' per una espulsione particolarmente severa di Luoni. Secondo successo consecutivo (sempre 1-0) per i doriani che continuano a restare in piena scia play-off; per i seriani si allunga l'astinenza da vittoria che manca dallo scorso 26 novembre.
FORMAZIONI – Iachini, che non può contare sugli infortunati Castellini, Padalino, Semioli e Pellè sugli squalificati Rispoli e Costa, sistema Romero a protezione dei pali; Berardi, Gastaldello, Rossini e Laczko davanti all'argentino; Munari, Obiang e Renan in mezzo con Juan Antonio ad agire alle spalle di Pozzi e Bertani schierato in extremis al posto di Eder fermatosi durante il riscaldamento.
Salvioni, senza Gernimale appiedato dal giudice sportivo, propone quasi lo stesso undici che ha affrontato il Varese sabato scorso: Offredi in porta; Luoni, Bergamelli, D'Aiello e Regonesi in difesa, Salvi (unica eccezione odierna), Hetemaj, Laner e Foglio a centrocampo Cocco e Cissè.
PARTITA – La Samp mette subito le mani sul centrocampo ma il primo tiro in porta (10') è di Cocco che spara addosso a Romero. Ben più arduo è il compito di Offredi strepitoso prima a respingere su testa di Pozzi e poi, con l'aiuto di Laner, su tentativo a colpo sicuro di Juan Antonio. La replica è una girata debole di Cissè e un diagonale velenosissimo di Salvi che il portiere smanaccia in angolo. Il risultato si sblocca su azione insistita di Juan Antonio sulla sinistra che appoggia in mezzo per Pozzi libero di deviare in rete con il mancino (26'), nono centro personale. Ancora Salvi ha immediatamente l'opportunità di trovare il pareggio ma Romero è ancora una volta in vena di miracoli. Altrettanto bravo è Offredi a far muro su Munari che ci prova di forza.
La prima emozione della ripresa la regala Bertani, tentativo da distanza siderale che spaventa Offredi fuori posizione. Ben appostato è invece il portiere quando, di piede, si oppone a un bel diagonale del vispo Pozzi. La Samp controlla senza grossi rischi e Salvioni prova ad affidarsi al jolly Girasole e a Cristiano (dentro per Hetemaj e Salvi) nel tentativo di alterare l'inerzia del match modificando mezzo reparto centrale; dall'altra parte Iachini si affida a Foggia al posto di Juan Antonio. Proprio il neo-entrato fa da sponda a Renan per un tentativo che si spegne tra le braccia del portiere salvato poi da Bertani che calcia alto da posizione favorevole. Regonesi sfiora il pari con un tiro-cross dalla destra sul quale Romero compie l'ennesima prodezza. Luoni si becca poi, ingiustamente, il secondo giallo da Palazzino e i padroni di casa possono giocare con l'uomo in più andando vicini al raddoppio ancora con Pozzi fermato dal portiere. Nel finale Cocco, di destro, si divora il pareggio tirando in gradinata sud. Clamorosa traversa di Pozzi in pieno recupero.
CHIAVE – Giocare con intensità mettendo le mani sulla zona nevralgica del campo per poi sfruttare l'azione in profondità dei suoi elementi più offensivi: così la squadra di Iachini si impone su un Albinoleffe volenteroso ma di caratura inferiore che, pur trovandosi a scalare l'Everest quando rimane in inferiorità numerica, ha la possibilità di pareggiare.
CHICCA – Al 26' Juan Antonio si sbarazza di Luoni, penetra in area, elude l'arrivo di Hetemaj e appoggia al centro dove Pozzi, dimenticato dai giocatori ospiti, appoggia comodamente di sinistro alle spalle di Offredi non proprio impeccabile.
TATTICA - La Sampdoria scende in campo con il 4-3-1-2; l'Albinoleffe con il più classico dei 4-4-2 modificato in 4-4-1 quando Luoni viene espulso.
MOVIOLA – Gara dal coefficiente di difficoltà molto basso per Palazzino di Ciampino che dirige in maniera altalenante lasciando più di qualche perplessità nella gestione dei cartellini: assurdamente severo il secondo giallo comminato a Luoni al 72', nel momento migliore degli ospiti.
PROMOSSI & BOCCIATI – Juan Antonio disputa una prova finalmente positiva e contraddistinta da continuità, non è un caso che sia stato lui a mettere sui piedi di Pozzi il pallone del vantaggio doriano: voto 7. Altrettanto determinante è Romero con un paio di strepitosi interventi su Salvi e Regonesi a mettere una toppa su altrettante disattenzioni dei compagni di reparto: voto 7 a entrambi. Nessun blucerchiato gioca sotto la sufficienza.
Offredi è il migliore in campo dell'Albinoleffe con reattività e parate di altissimo livello, vince tutti i duelli con Pozzi tranne uno, quello determinante: voto 7. Hetemaj è reattivo come un manichino su Juan Antonio in occasione del vantaggio blucerchiato per poi procedere a corrente alternata per l'oretta che Salvioni lo tiene in campo: voto 5.5.
[Articolo per Goal.com dell'11 febbraio 2012]
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domenica 5 febbraio 2012
Genoa-Lazio 3-2: I biancocelesti perdono pezzi, Palacio e Jankovic non hanno pietà... e si scatenano
Una perla di Palacio in apertura (10') e una doppietta di Jankovic (25' e 46') consentono al Genoa di imporsi per 3-2 con l'onore laziale salvato da Ledesma (54'), dal dischetto, e da Gonzalez allo scadere. La supremazia dei rossoblù, che fra le mura amiche non riuscivano a battere i biancocelesti da 20 anni, non è mai parsa veramente in discussione. Gara piacevole ed intensa diretta in maniera assai approssimativa da Tagliavento che, al 78', ha espulso Diakitè per proteste.
FORMAZIONI – Costretto a fare a meno degli infortunati Bovo, Antonelli, Veloso, Rossi e Moretti, Marino sistema Frey in porta; Mesto, Granqvist, Kaladze e Constant in difesa; Jankovic, Kucka, Biondini e Sculli in mezzo, Gilardino e Palacio in attacco. Reja, che oltre a Radu e Dias deve rinunciare anche ad Hernanes bloccatosi durante il riscaldamento, schiera Marchetti fra i pali; Konko, Diakitè, Stankevicius, Garrido (che non venva impiegato dallo scorso 8 maggio) e Gonzalez, Ledesma, Matuzalem e Lulic in mezzo; Rocchi e Klose terminali offensivi.
PARTITA – Palacio scuote il match dopo 10' con un tacco vincente in acrobazia che non lascia scampo a Marchetti. Gli ospiti cercano subito il pari con Gonzalez che però vale solo un corner. Poco dopo Rocchi s'infortuna e viene rilevato dal neo-acquisto Candreva desideroso di mettesi in mostra. Il Genoa controlla e raddoppia un quarto d'ora più tardi con Jankovic, lesto ad approfittare di un liscio di Marchetti su cross di Sculli. Il serbo, in giornata di grazia, ci prova anche su punizione terminata sul fondo. Sul finire del tempo Frey viene chiamato in causa da Klose e Garrido per poi essere graziato da Lulic liberissimo di colpire di testa. Prima del the caldo Gilardino viene neutralizzato da Diakitè e Marchetti.
Occorrono solo 8 secondi di ripresa a Jankovic per siglare la propria doppietta, portando il risultato sul 3-0, preciso diagonale dopo una scivolata di Garrido ed essersi liberato di Stankevicious. Al 54' Ledesma, dal dischetto (fallo di Mesto su Lulic) sigla la rete della bandiera. Reja toglie il disorientato Garrido per il giovanissimo Rozzi classe 94' e poi anche l'acciaccato Stankevicius per l'ex-Biava. Dall'altra parte Marino sostituisce Sculli con l'esordiente argentino Belluschi che sfoggia subito grande personalità. Ila sfida prosegue senza cali di ritmo. Kucka prova un rasoterra a fil di palo prima che Diakitè venga espulso per proteste. Gilardino potrebbe chiudere il sipario servendo Belluschi ma pecca d'egoismo e spara addosso al portiere dando inconsapevolmente al match ulteriori brividi quando, al 90', una distrazione difensiva consente a Klose di mettere Gonzalez in condizione di accorciare ulteriormente le distanze.
CHIAVE – Su un terreno reso ghiacciato dalla temperatura sottozero e da una sferzante tramontana, sono i rossoblù a fare la partita decisi a confermare le ottime impressioni offerte dall'avvento in panchina di Marino. La Lazio, giunta sotto la Lanterna in maniera avventurosa a causa del maltempo che ha colpito la capitale, soffre proponendosi solo a tratti e pagando disattenzioni difensive.
CHICCA – Sono passati appena 10' quando, su un calcio d'angolo dalla sinistra, Palacio si avventa sul pallone con la grazia di Baryshnikov inventandosi una deviazione di tacco d'antologia che imprime alla palla una traiettoria a scavalcare Marchetti per poi infilarsi nell'angolino più lontano. Roba da standing ovation!
TATTICA – Genoa in campo con il 4-4-2; Lazio più camaleontica il cui 4-4-2 iniziale dopo 16' muta in un 4-2-3-1 (con Klose unica punta) dopo l'ingresso di Candreva per Rocchi. Quando poi entra anche Rozzi Reja passa al 4-3-3.
MOVIOLA – L'internazionale Tagliavento di Terni comincia bene smarrendosi nella ripresa quando, mostrando un nervosismo ingiustificato, spezzetta eccessivamente il match con fischi non sempre corretti e interventi cervellotici utili solo ad innervosire calciatori e spettatori. Eccessivo anche l'utilizzo dei cartellini: 4 gialli per i padroni di casa e 2 per gli ospiti che si vedono mostrare anche un rosso.
PROMOSSI & BOCCIATI – La ciliegina sulla torta di compleanno Palacio se la mette da solo con una rete-capolavoro a coronamento dell'ennesima prestazione di altissimo livello; proprio come quella di Jankovic, in crescita e oggi autore di una doppietta: voto 7.5 ad entrambi. Mesto ha sulla coscienza l'episodio del rigore concesso alla Lazio per un ingenuo intervento su Lulic: voto 5.5.
Klose si sbatte come può ma deve fare i conti con gli arcigni difensori genoani: voto 6.5. Lulic fatica a trovare la posizione e la lucidità nelle giocate. Quando al 41' ha una ghiottissima occasione-goal la spreca in maniera clamorosa. Il merito principale è stato guadagnarsi il penalty e tentare di ritrovarsi nella ripresa: voto 5.
[Articolo per Goal.com del 5 febbraio 2012]
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