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domenica 28 aprile 2013
Sampdoria-Fiorentina 0-3: Ljajic fa il fenomeno sotto gli occhi di Rossi, da Marassi arriva un messaggio al Milan
Una Fiorentina superiore e pragmatica si sbarazza agevolmente (0-3) di una Sampdoria distratta e poco incisiva che dà qualche segno di vita solo quando il viola è ormai il colore dominante. Decidono l'uno-due firmato nella prima frazione da Cuadrado (36') e Ljiajic (41') ed un sigillo di Aquilani (73'). La partita, quasi sempre contraddistinta dalla superiorità ospite, è stata vivace e a tratti nervosa. Espulso Gastaldello al 79'. I viola restano in piena corsa per il terzo posto; Sampdoria, senza vittoria dallo scorso 3 marzo, alla quarta sconfitta nelle ultime sette uscite.
FORMAZIONI: 4-4-2 per Delio Rossi che conferma Romero in porta; piazza Mustafi, Gastaldello, Palombo e Berardi in difesa; De Silvestri, Poli, Obiang ed Estigarribia a centrocampo preferendo in avanti Maxi Lopez e Sansone. Nessuna novità dell'ultima ora per Montella che nel suo 4-3-3 propone il portiere Viviano; una linea arretrata composta da Tomovic, Rodriguez, Savic e Pasqual; mediana con Aquilani, Pizarro e Borja Valero dietro il tridente Cuadrado, Jovetic e Liajic.
PRIMO TEMPO: Gara vivace ma avara di tiri a rete sin quando, a metà frazione, i viola non decidono di aumentare la propria spinta collezionando corner. Su uno di questi il portiere salva un tocco ravvicinato di Aquilani deviato da Maxi Lopez. I blucerchiati, che girano spesso a vuoto limitandosi ad agire quasi esclusivamente di rimessa, vanno poi inevitabilmente al tappeto su un destro da lontano di Cuadrado, libero di controllare e “bucare” un Romero dai riflessi lenti, e un altro di Ljiajic, agevolato da una difesa distratta e pasticciona, che si prende la personale rivincita su mister Rossi.
SECONDO TEMPO: Eder rileva Estigarribia dopo l'intervallo, ma i sussulti li offrono Sansone e De Silvestri calciando addosso a Viviano da posizioni favorevolissime. Il futuro interista Icardi rileva Maxi Lopez ma nonostante l doriani provino ad essere finalmente propositivi, gli ospiti controllano senza affanno la sfida tenendone ben strette le redini e sfiorando la terza segnatura su iniziativa di Cuadrado e trovandola con Aquilani servito sotto porta dalla destra dallo straripante Ljajic. Nel frattempo Sansone aveva lasciato il campo a Munari. Messo in ghiaccio il risultato anche Montella provvede a cambiare sue pedine: Sissoko, Romulo ed El Hamdaoui per Aquilani, Cuadrado e Ljajic, quest'ultimo out dopo un'entrataccia che a Gastaldello costa l'espulsione. Il resto è quasi tutta attesa del triplice fischio.
CHIAVE: Spessore tecnico e stimoli di classifica aiutano la Fiorentina a dare una precisa impronta al match. La Sampdoria, assai timida in fase di costruzione e confusa tatticamente, vive di rare fiammate che non danno quasi mai la sensazione di poter complicare la vita ad avversari che giocano sul velluto sino alla fine.
MOVIOLA: Dirige con sicurezza, il bolognese Rizzoli. Cartellini sventolati con parsimonia e in maniera corretta. Anche il rosso mostrato a Gastaldello che non festeggia al meglio la 200a presenza in serie A.
[Articolo per Goal.com del 28 aprile 2013]
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Football: Sampdoria
domenica 14 aprile 2013
Genoa-Sampdoria 1-1: Derby nervoso, ci pensa Matuzalem a salvare il Grifone
E' prematuro dire se con questo 1-1 la Sampdoria abbia dato la spinta decisiva verso la B ai cugini del Genoa. L'unica certezza è che, di fronte ad avversari fisicamente “cotti” e con capacità reattive vicine allo zero, ai blucerchiati sembrava poter bastare un solo vero tiro in porta per fare suo anche il secondo derby stagionale. Il rasoterra vincente su punizione di Eder (28') viene pareggiato, con la Samp ormai ridotta in dieci per l'espulsione di Costa, da un capolavoro estemporaneo e tardivo di Matuzalem (80'). I goal si incastonano una sfida da nervi isterici, confusione e giocate che è impossibile associare allo spettacolo del football.Genoa-Sampdoria 1-1
FORMAZIONI: Speculari 3-5-2 e organici senza alcuna sorpresa per Ballardini e Rossi. I rossoblù, davanti al portiere Frey, schierano Granqvist, Portanova e Manfredini con un centrocampo composto da Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli e Moretti e l'attacco affidato alla coppia Borriello-Immobile. I blucerchiati si affidano a Romero a protezione dei pali protetto da Gastaldello, Palombo e Costa; in mezzo vanno De Silvestri, Poli, Krsticic, Obiang ed Estigarribia; davanti conferma per Icardi ed Eder.
PRIMO TEMPO: Pathos e tensione a mille sugli spalti e in campo. Ne fa quasi subito le spese Krsticic toccato duro da Matuzalem (ammonito) e costretto ad uscire in barella per cedere il posto a Munari. A latitare sono le occasioni da rete le cui possibili genesi vengono soffocate da un agonismo portato all'estremo, soprattutto nella zona nevralgica del campo. Nell'incapacità di entrambe le squadre di costruire manovre degne di questo nome a sbloccare il risultato non può che essere un calcio piazzato. Capita sui piedi di Eder che, approfittando di una barriera genoana impresentabile, supera la statua di Frey con l'aiuto di una carambola sul palo destro. Lo svantaggio è un autentico shock per i Grifoni che arrivano al riposo senza alcuna reazione.
SECONDO TEMPO: Non c'è Pisano ma Vargas, nel secondo tempo. I problemi di questo Genoa sono però talmente numerosi e disarmanti che alla Samp è sufficiente corricchiare e prestare la minima attenzione per non complicarsi la vita. Rossi concede quasi subito la passerella d'onore ad Eder sostituendolo con Sansone. Dall'altra parte un inguardabile Immobile viene tolto per far spazio a Floro Flores. L'inerzia fatica a cambiare e i rossoblù hanno un unico, flebile, sussulto in mischia con una botta di Borriello respinta da un avversario. Troppo poco per decidere la supremazia cittadina e per convincere i propri tifosi di avere le risorse per lottare duro per salvarsi. Costa, per una sciocca doppia ammonizione, lascia i suoi in inferiorità numerica per l'ultimo quarto d'ora. Poco dopo il Genoa trova il pari con un capolavoro di Matuzalem che, defilato sulla destra, manda la palla sotto l'incrocio opposto della porta di Romero. Rigoni entra per Moretti, Mustafi per Estigarribia. Ma neppure i cinque minuti di recupero concessi da Orsato aiutano il Genoa a conquistare l'impresa.
CHIAVE: Genoa con l'obbligo di fare punti per salvarsi, Samp sufficientemente tranquilla per potersi gestire la sfida a proprio piacimento. Ne scaturisce una partita tanto tesa quanto brutta che alla fine fa sorridere soltanto i tifosi e la squadra di Delio Rossi.
MOVIOLA: Orsato di Schio usa tutta la sua personalità per domare i nervi a corda di violino dei contendenti. Buona la collaborazione con i suoi assistenti. Corretti i due gialli mostrati a Costa, ma da quel momento in poi sembra non vedere l'ora che il suo intenso pomeriggio finisca.
[Articolo per Goal.com del 14 aprile 2013]
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Football: Genoa 1893,
Football: Sampdoria
domenica 7 aprile 2013
Sampdoria-Palermo 1-3: I rosanero passeggiano su una Samp svogliata
Vince bene, meritatamente e senza neppure dannarsi troppo, il Palermo di Sannino contro una Sampdoria apparsa svogliata e stanca oltre ogni lecita aspettativa. Dopo il botta e risposta tra Von Bergen (35') e Munari (44'), è nella ripresa che i siciliani surclassano nello spirito e nel gioco i ragazzi di casa. Ilicic (50') e Garcia (56') decidono la sfida con comode segnature, ma il risultato sarebbe potuto essere persino più rotondo a loro favore se i rosanero avessero concretizzato le altre opportunità costruite. Palermo alla prima vittoria esterna stagionale, seconda consecutiva. Per la Sampdoria, 1 punto nelle ultime 4 gare, ora occorre ritrovare se stessa in vista dell'imminente derby.
FORMAZIONI: Speculari 3-5-2 per Rossi e Sannino che devono rinunciare agli squalificati Poli e Munoz e agli infortunati Krsticic, Hernandez e Mantovani. L'undici blucerchiato è composto dal portiere Romero; i difensori Gastaldello, Palombo e Costa; i centrocampisti De Silvestri, Munari, Soriano, Obiang ed Estigarribia con Eder e Icardi tandem offensivo. Quello rosanero comprende Benussi a difesa dei pali; Von Bergen, Donati e Aronica arretrati; Morganella, Barreto, Arevalo Rios, Kurtic e Garcia (in extremis fra i titolari a causa di un forfait di Dossena) in mezzo; Ilicic e Miccoli coppia d'attacco.
PRIMO TEMPO: Si studiano e attendono a lungo, Sampdoria e Palermo. Fanno eccezione alcuni innocui corner da parte degli ospiti che emergono per maggiore intraprendenza. Come quando a metà frazione Ilicic e Miccoli si prendono gioco del reparto mediano di casa partendo in contropiede e costringendo Romero a respingere con fatica. Il Doria, che va a scartamento ridotto ed è pasticciona anche in fase propositiva, non riesce a impensierire Benussi sino alla mezz'ora quando Icardi “spizza” debolmente di testa. Il Palermo riesce così a passare al 35'. Il merito è dell'ex-genoano Von Bergen che approfitta di un regalo di Romero e di avversari spettatori su un traversone dalla sinistra di Miccoli. E' primo gol esterno del Palermo dopo 300' di digiuno. Tuttavia non gli basta per andare al riposo in vantaggio, è Munari a trovare il pareggio di testa sugli sviluppi di un bel corner di Estigarribia.
SECONDO TEMPO: Ilicic e Miccoli, con un paio di incursioni, fanno subito intendere che hanno le idee chiare. Più confuse le hanno invece il nugolo di calciatori blucerchiati che, al 50', stanno ad ammirare in maniera imbarazzante il defilé comodo vincente dello sloveno. Altrettanto inguardabile è il piazzamento difensivo doriano su angolo dalla destra di Miccoli che Garcia appoggia comodamente in rete. Dopo l'1-3 Rossi sostituisce Soriano con Sansone a rimpolpare il reparto avanzato. Ma in campo c'è solo una squadra: quella di Miccoli che per pochi centimetri non trova il poker. Così come Ilicic che mette ancora in ginocchio la retroguardia opposta per poi regalare la sfera ai tifosi della gradinata sud. E' il 73'. Il resto del tempo offre noia o poco più con una girandola di sostituzioni cominciata da Gastaldello sostituito da Mustafi e terminata con Fabbrini al posto di Ilicic entrambi out per infortuni.
CHIAVE: L'esigenza di conquistare punti vitali spinge gli ospiti ad essere più intraprendenti. L'obbligo viene reso meno improbo da una Sampdoria che da qualche settimana a questa parte appare a corto di energie e, oggi in particolare, totalmente abulica.
MOVIOLA: Dirige bene, Guida di Torre Annunziata, una partita rivelatasi tranquilla da gestire. L'unica perplessità viene lascia la sua fiscalissima decisione di decretare l'intervallo mentre Eder cerca di intrufolarsi nell'area ospite.
[Articolo per Goal.com del 7 aprile 2013]
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Football: Sampdoria
sabato 30 marzo 2013
Genoa-Siena 2-2: I toscani prima affondano, poi sognano, alla fine vengono svegliati da Jankovic
Battaglia doveva essere e battaglia è stata. Genoa e Siena hanno combattuto strenuamente ogni minuto di gara in un pomeriggio di pioggia e vento impetuoso. Troppo importanti i tre punti in palio oggi per attendersi meno agonismo. Finisce 2-2, con i padroni di casa fermati dallo strepitoso portiere Pegolo e infuriati per un rigore non concessogli all'ultimo secondo su tocco di mano di Angelo. Il risultato viene deciso dalle reti di Borriello (6'), Emeghara (44'), Rosina su rigore (51') e Jankovic (72').
FORMAZIONI: Si affida al 4-4-1-1, Ballardini, che propone Frey in porta con Bovo, Portanova, Manfredini e Moretti a sua diretta protezione; Jankovic, Kucka, Matuzalem e Antonelli in mezzo; in avanti Jorquera, preferito a Bertolacci, agisce alle spalle di Borriello. Il 3-4-2-1 è invece lo schema a cui Iachini si affida per uscire indenne dal Ferraris: Pegolo tra i pali; Terzi, Paci e Felipe in difesa; Angelo, Calello, Della Rocca e Rubin a centrocampo; Rosina e Sestu operano a supporto i Emegahra elemento più avanzato.
PRIMO TEMPO: Neppure sei giri di lancetta e il Genoa passa con Borriellio che tocca con violenza una punizione dal limite deviata da Della Rocca alle spalle del proprio portiere. Il Genoa tiene il campo con forza e impeto sorprendendo, soprattutto a centrocampo, un Siena che riesce a tirare in porta solo dopo mezz'ora: estemporaneo tentativo di Sestu. In precedenza Kucka e Jankovic non inquadravano il bersaglio. Nonostante tutto al Genoa basta rilassarsi un attimo per mandare all'aria tutto lo sforzo profuso sino a quel momento. E' Emeghara in mischia, a battere Frey con un rasoterra non proprio irresistibile.
SECONDO TEMPO: Alla ripresa del gioco Sestu e tutti i suoi compagni reclamano, invano, la concessione di un rigore dopo un contrasto con Moretti. Il penalty gli viene concesso poco dopo quando a contrarre lo stesso giocatore è Bovo. Rosina spazza l'angolino destro. L'episodio è benzina sul fuoco di animi già accesi. Ne fanno le spese, col giallo, Matuzalem e Moretti subito sostituito con Immobile. Gli ospiti arretrano tutti nei propri 30 metri affidandosi ai guizzi di Emeghara e Rosina mentre i padron di casa attaccano con la forza della disperazione. Borriello non sfrutta un paio di opportunità sotto misura: colpo di testa su cui Pegolo è miracoloso e tocco alto. Altrettanto sprecone è Jankovic che si fa perdonare poco dopo su assist dalla sinistra di Immobile mentre gli ospiti sono momentaneamente in dieci per un infortunio occorso al neo-entrato Reginaldo. Aveva rilevato Sestu mentre Vergassola sostituiva Rosina. Si vede anche Granqvist, al posto di Bovo, per dare manforte sulle palle alte. Ma l'assalto non produce altro. Merito di Pegolo che salva i suoi con prodezze su deviazioni aeree di Jankovic e Immobile. Prima del triplice fischio Angelo intercetta con la mano un tiro ravvicinato di Borriello. Per l'arbitro, ben appostato, non sussistono gli estremi per concedere la massima punizione.
CHIAVE: Genoa furioso e determinatissimo a far suo il march-salvezza, Siena messo sotto dal punto di vista del gioco ma bravissimo a monetizzare le poche opportunità create.
MOVIOLA: Gara difficile da giocare e da arbitrare. Rocchi viene mandato a Genova forte della sua esperienza senza però appagare le aspettative. Il toscano lascia perplessi soprattutto nelle fasi più concitate. A Sestu non concede un rigore dopo un contrasto con Moretti ma gliene dà uno per un contatto ben più veniale con Bovo. Molti dubbi lascia il suo sorvolare sul “mani” in area di Angelo nel finale.
[Articolo per Goal.com del 30 marzo 2013]© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Football: Genoa 1893
venerdì 8 marzo 2013
Genoa-Milan 0-2: Pazzini e Balotelli mettono ko un Grifone sempre in partita e furioso con l'arbitro!
Non servono al Genoa generosità e sforzi a profusione per evitare la capitolazione di fronte a un Milan micidiale sotto porta. La rete di un zoppicante Pazzini (22') segna l'inerzia di un match che il Genoa gioca a viso aperto sfiorando il pari e imprecando con la sfortuna per la mancata concessione di almeno un rigore (tre gli episodi dubbi a favore) e un palo colto da Bovo nella ripresa, Poi Balotelli (60') è implacabile chiudendo i conti sullo 0-2. Milan in dieci per metà ripresa a causa dell'espulsione di Constant ma bravo a reggere tutte le spallate rossoblu.
FORMAZIONI: Ballardini, costretto a rinunciare a elementi di peso come lo squalificato Kucka e gli infortunati Matuzalem, e Rossi ripropone un 3-5-1-1 che prevede Frey in porta protetto da Granqvist, Portanova e Moretti; Cassani, Bovo (forzatamente avanzato), Tozser, Vargas e Antonelli sistemati in mediana con Bertolacci che opera qualche metro dietro Borriello. Allegri, che limita al minimo il turn-over in vista della prossima visita al Barça, disegna un 4-3-3 con Abbiati fra i pali; De Sciglio, il rientrante Mexes, Zapata e Constant linea arretrata; Flamini, Montolivo e Muntari a centrocampo; tridente composto da Niang (preferito a Boateng), Pazzini ed El Shaarawy. Come previsto Balotelli parte dalla panchina.
PRIMO TEMPO: Tatticismi esasperati con il Genoa a cercare di ingabbiare le velleità milaniste tentando vie utili per presentarsi dalle parti di Abbiati. A riuscirci, senza costrutto, è però il solo Bertolacci. Niang, con un tiro respinto da Frey, confeziona il preludio al vantaggio ospite siglato da Pazzini che, claudicante per un intervento di Portanova, manda la sfera a sbattere sotto la traversa e poi oltre la linea bianca. L'ex doriano esulta sbeffeggiando i genoani, viene sostituito da Balotelli subito ammonito. Il Genoa si riversa in avanti costringendo gli avversari ad arretrare ma raccogliendo solo azioni dubbie in area (“mani” di Zapata e Niang e clamorosa spinta di quest'ultimo su Granqvist) che Damato e i suoi assistenti non giudicano meritevoli della massima punizione. Nel prosieguo di quest'ultima Borriello spedisce alto.
SECONDO TEMPO: Si riprende con Yepes al posto di Mexes e con i genoani ad imprecare ancora per un palo scheggiato da Bovo sugli sviluppi di una punizione da una ventina di metri. Balotelli alto e Borriello con una “telefonata” per Abbiati potrebbero lasciare il segno. Ballardini ci crede: fuori Canini, dentro Immobile a fare la seconda punta. E' però il Milan, con un diagonale di Flamini, a costringere Frey alla prodezza. Il Genoa sbanda e Ballotelli approfitta dei pochi metri concessigli per siglare il raddoppio. Constant si fa espellere per un eccesso di proteste e Allegri richiama un fischiatissimo El Shaarawy per inserire Abate, Dall'altra parte Bovo cede il campo a Jorquera. L'uomo in più sembra rinfrancare la voglia di recupero dei Grifoni che ci provano con una schiacciata troppo centrale di Granqvist, e un bolide dalla destra di Granqvist sostituito con Jankovic per imbastire gli ultimi assedi contro il muro di gomma rossonero.
CHIAVE: Gli equilibri tattici vengono fatti saltare dal vantaggio di Pazzini. Poi la sfida si fa a viso aperto e il Genoa preme ossessivamente nella metà campo ospite subendo, però, la superiorità tecnica dei rossoneri bravi a reggere anche in inferiorità numerica.
MOVIOLA: Damato, confuso e male aiutato dai suoi assistenti, dirige in maniera approssimativa non ravvisando gli estremi del penalty a favore dei padroni di casa per un tocchi galeotti in area di Zapata e Niang. Clamorosa, sempre nella prima frazione, la mancata concessione del rigore per una evidente spinta di Granqvist. E' almeno da cartellino giallo un intervento di Bertolacci su Muntari. Corretta, quanto ingenua, l'espulsione di un Constant in preda all'isteria dopo aver subito un fallo da Bovo.
[Articolo per Goal.com dell'8 marzo 2013]
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domenica 24 febbraio 2013
Sampdoria-Chievo 2-0: Doriani cinici e spietati, Poli ed Eder firmano la vendetta sui veronesi
Poli con un bel diagonale (33') ed Eder in contropiede (83'), consegnano alla Sampdoria una vittoria che vale una seria ipoteca sulla tranquillità stagionale. I blucerchiati, al quinto risultato utile consecutivo, mostrano la ritrovata voglia di sacrificarsi e di lottare che sopperisce ad alcuni limiti strutturali. Il Chievo, mai rassegnato ma raramente incisivo quando è il momento per colpire, lotta per gran parte della sfida ad armi pari ma non riesce a recuperare lo svantaggio. Nella ripresa il portiere Puggioni, autore di un fallaccio su Icardi, viene solo ammonito dal debuttante Abbattista.
Poli con un bel diagonale (33') ed Eder in contropiede (83'), consegnano alla Sampdoria una vittoria che vale una seria ipoteca sulla tranquillità stagionale. I blucerchiati, al quinto risultato utile consecutivo, mostrano la ritrovata voglia di sacrificarsi e di lottare che sopperisce ad alcuni limiti strutturali. Il Chievo, mai rassegnato ma raramente incisivo quando è il momento per colpire, lotta per gran parte della sfida ad armi pari ma non riesce a recuperare lo svantaggio. Nella ripresa il portiere Puggioni, autore di un fallaccio su Icardi, viene solo ammonito dal debuttante Abbattista.
FORMAZIONI: 3-5-2 per Delio Rossi, sostituito in panchina da Limone, che propone Romero difeso da Rossini, Gastaldello e Costa; sistema in mezzo De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli ed Estigarribia; a Sansone dà il compito di agire attorno a Icardi elemento più avanzato. Si copre ben di più, Corini. Il suo 5-3-2 prevede Puggioni fra i pali; una linea arretrata formata da Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi e Jokic; centrocampo con Guana, Rigoni e Cofie; in attacco il debuttante Samassa fa coppia con Thereau.
PRIMO TEMPO: Samp subito frizzante che costringe i clivensi a perdere almeno metà tempo prima di capire come gira il vento. Prese le misure agli avversari, la sfida si fa equilibrata senza regalare grossi spunti tranne un diagonale di De Silvestri in apertura e uno di Acerbi a ridosso della mezz'ora. Poco dopo a sbloccare il risultato è Poli che, dal limite sinistro, spazzola l'angolino opposto di Puggioni con una prodezza di destro. Guana prova subito ad agguantare il pari con un bel tentativo dalla distanza che costringe Romero alla prodezza per salvarsi in angolo.
SECONDO TEMPO: Hetemaj rileva l'infortunato Dainelli, rimedia subito un giallo (che causa diffida gli costerà la squalifica) e Corini passa alla difesa a 4. Il Chievo prova a organizzarsi ma è la Samp a rendersi pericolosissima con una ripartenza di Icardi abbattuto in uscita da Puggioni. E' un intervento “killer” che per l'arbitro è meritevole solo di ammonizione. L'argentino deve poi uscire claudicante sostituito da Eder. Dopo una punizione di Sansone deviata in angolo dal portiere, gli ospiti si affidano a Luciano (dentro per Guana) e crescono costringendo spesso i doriani ad arretrare. De Silvestri, prima di essere rilevato da Mustafi, rischia intercettando in area col braccio un cross di Hetemaj. Nel finale Corini tenta il tutto per tutto inserendo la terza punta, Pellissier, al posto di Cofie. Hetemaj, sempre chiamato all'azione, spedisce oltre la traversa in mezza rovesciata l'ultima palla utile per agguantare il pareggio. A far calare il sipario, sotto la neve, pensa Eder con un contropiede strepitoso che lascia tre suoi avversari ad arrancargli dietro e la sfera alle spalle di Puggioni.
CHIAVE: Sampdoria più ficcante in fase d'attacco e bravissima ad ottimizzare le opportunità costruite e capitate; Chievo colpevole di concedere troppe pause e incertezze in fase di finalizzazione.
MOVIOLA: L'esordiente Abbattista della sezione di Molfetta parte molto bene nella gestione del match ma, nella ripresa, non adeguatamente supportato dai propri assistenti, ammonisce Puggioni reo di un intervento da Icardi che più da rosso di così non può essere. Successivamente lascia dubbi sorvolando su un tocco col braccio in area di De Silvestri su traversone di Hetemaj.
[Articolo per Goal.com del 24 febbraio 2013]© RIPRODUZIONE RISERVATA
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