Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

mercoledì 18 aprile 2012

‘Mollo tutto e vado in Australia’ di Myriam Defilppi, Claudio e Lieto Cuccurullo: 5 mesi in paradiso

Un po’ diario di viaggio, un po’ ricerca introspettiva e tanto spirito d'avventura. ‘Mollo tutto e vado in Australia’, scritto dai giornalisti Myriam Defilippi e Claudio Cuccurullo insieme al loro piccolo Lieto, è un libro da leggere tutto d’un fiato. Per chi il mondo down under l’ha respirato e conosciuto ma anche per chi è semplicemente curioso. In 240 pagine i “nostri” viaggiatori raccontano un’esperienza durata 5 mesi sabbatici e distesa per 23000 chilometri a bordo di un camper che accarezza una terra con un tempo e uno spazio tutto suo, tra città e deserti dispensatori di emozioni e scoperte uniche. Oltre che nelle librerie il libro, pubblicato dalle ottime edizioni genovesi Liberodiscrivere, è acquistabile online a questo indirizzo: www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159649; 11 euro la versione cartacea, 6,99 euro quella digitale.
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venerdì 13 aprile 2012

‘Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa’ di Vincenzo Paliotto, le passioni che nutrono il football

E’ bello e interessante 'Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa', il libro scritto da Vincenzo Paliotto con prefazione di Massimo Grilli del Corriere dello Sport ed edito dalla vivace Urbone Publishing. Attraverso un approccio leggero, ma non per questo poco preciso, la guida delle rivalità calcistiche di tutto il calcio europeo racconta origini, passioni, caratteristiche, protagonisti e retroscena di oltre 150 antagonismi che danno linfa allo sport più seguito al mondo. Il libro, il cui costo è di 15 euro, è disponibile anche in versione digitale. Per acquistarlo nel formato da voi preferito potete scrivere all’indirizzo ordini@urbone.eu oppure recarvi presso i negozi “Libreria dello Sport” di Milano, Pesaro e Torino, da “Pagine di Sport” a Roma e da “Fan’s Shop” a Salerno. Per maggiori informazioni andate su QUESTA pagina o visitate il sito ufficiale della Urbone Publishing.

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mercoledì 11 aprile 2012

Genoa-Cesena 1-1: Il Grifone ha dimenticato cosa vuol dire vincere, la classifica ora è da incubo

Mutu (75') risponde a capitan Rossi (41') che aveva illuso al Genoa di poter affrontare con maggior sicurezza la ripresa. I Grifoni, a secco di vittorie da 11 gare, propongono l'ennesima prestazione balbettante consentendo ad un Cesena con un piede e mezzo in serie B di uscire indenne da quello che un tempo era considerato un autentico fortino. Gara brutta caratterizzata da eccessi di agonismo e accenni di calcio. Dopo il concomitante successo esterno del Lecce a Catania, il club di Enrico Preziosi è a sole due lunghezze dalla zona retrocessione.

PRE-PARTITA: Oltre 20 mila cuori e ugole rossoblù invadono il Ferraris per sostenere il Grifone in una delle più difficili gare della gestione Preziosi. Nonostante il Cesena sia pressoché retrocesso, per i ragazzi di Malesani il compito non si presenta dei più semplici. Obiettivo è farsi perdonare le ultime scialbe prestazioni e, soprattutto, agguantare tre punti fondamentali per un finale di stagione senza incubi. Serata più invernale che primaverile e terreno di gara reso pesante da un diluvio abbattutosi in mattinata su Genova.

FORMAZIONI – Senza gli infortunati Belluschi e Constant e lo squalificato Kucka Malesani propone lo stesso undici che a Novara non si è coperto di gloria: Frey in porta; Granqvist, Kaladze e Moretti in difesa ; capitan Rossi, Veloso, Biondini e Sculli a centrocampo; con la coppia Gilardino-Palacio a caccia di reti.
Beretta, costretto a rinunciare agli acciaccati Colucci, Comotto, Parolo e del futuro genoano Von Bergen, sistema Antonioli fra i pali; Ceccarelli, il rientrante Moras, Martinho e Malonga in difesa; ridà spazio ad Arrigoni in mediana con Guana, Djokovic e Benalouane; i recuperati Malonga e Mutu ritrovano il loro posto in attacco.

PARTITA – Non è sfida per palati fini, conta solo la sostanza. Il Genoa, sospinto da un tifo incessante, prova a mostrarsi volitivo ma deve ben presto fare i conti con un Cesena che non disdegna il ronzio ai bordi dei sedici metri opposti. Per lunghi tratti a far da padrone sono la confusione e una serie di errori che evidenziano tutti gli attuali limiti dei contendenti. Ci prova allora Mutu su calcio piazzato, ben piazzato è Frey che respinge di pugno. Benalouane sfiora l'autorete intervenendo su un cross di Biondini e mandando la palla a lambire la propria traversa. Ma il Genoa al goal ci arriva tutto per merito suo, a ridosso dell'intervallo e in occasione del primo tentativo in porta. Autore del vantaggio è Rossi che, sotto misura su sponda di Sculli, spedisce la palla alle spalle di Antonioli. Dagli spogliatoi non spuntano Kaladze, sostituito da Bovo, e neppure Malonga e Djokovic rilevati da Rennella e Santana. C'è però di nuovo in campo Gilardino che dopo una manciata di minuti, viene prima contrato in maniera efficace dal portiere ospite e poi spedisce alto di testa. Guana, bolide dalla distanza, impegna severamente Frey graziato poi da Ceccarelli che “liscia” il tap-in. Beretta è poi costretto a giocarsi l'ultimo cambio quando un ginocchio di Martinho finisce ko e deve inserire Del Nero. Ospiti vicinissimi al pareggio anche su violenta incornata di Rennella che costringe al miracolo il portierone di casa. Malesani ora inserisce Jankovic per uno Sculli in riserva come il resto dei suoi compagni. Il Cesena è vivo e, alla mezz'ora, Mutu lo conferma con un bellissimo diagonale che vale l'1-1. Scadente quanto inutile il forcing finale dei padroni di casa.

CHIAVE – Rossoblù alla spasmodica ricerca di una vittoria che manca da dieci turni: idee con il contagocce, schemi ancor più radi, quel che resta dei muscoli tutto rivolti all'obiettivo. Romagnoli concentratissimi nello sfruttare i numerosi limiti degli avversari per trovare ordine e soluzioni offensive.

CHICCA – In un match vietato agli esteti anche un mischione risolto da un tocco ravvicinato di Rossi su intelligente assist di Sculli può guadagnarsi il luccichio di un gioiellino.

TATTICA – Malesani sceglie il 4-4-2; Beretta il 3-5-2.

MOVIOLA – Mazzoleni di Bergamo dirige in maniera sufficiente una partita che scorre tutta sul filo dei nervi. Al 63' Palacio reclama inutilmente un penalty dopo un sospetto contatto con Rossi. Poco dopo l'arbitro lascia più di una perplessità non concedendo il vantaggio ai padroni di casa per ammonire Ceccarelli reo di un fallo a centrocampo.

PROMOSSI & BOCCIATI
– Frey, ancora lui, ha il merito di tenere a galla il vascello genoano che anche stasera rischia di imbarcare troppa acqua: voto 7. Kaladze, tenuto in campo per un solo tempo, agisce molto d'esperienza ma soffre altrettanto ogni qual volta viene puntato in velocità: voto 5.
Mutu, pur lavorando a ritmi ridotti, si toglie la soddisfazione di siglare la rete del pareggio e di spaventare Frey con una punizione di gran classe: voto 6.5. La serata di Malonga vive di qualche spunto personale o poco più. Viene sostituito dopo 45': voto 5.5.


[Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2012]

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sabato 31 marzo 2012

Sampdoria-Nocerina 2-0: altra doppietta per Pellè, Iachini 'vede' i playoff...

Vietato sbagliare, per entrambe le formazioni e per motivazioni opposte. Il diktat viene rispettato dalla Samp che si impone per 2-0 su una Nocerina comunque gagliarda. La squadra di casa conferma di attraversare un momento particolarmente positivo indirizzando a proprio favore la sfida dopo soli 6' grazie a un gol di Pellè che, venti minuti più tardi, è artefice anche del raddoppio. La penultima in classifica tiene bene il campo provando, soprattutto nella ripresa, a recuperare il terreno perduto.

FORMAZIONI – Senza gli squalificati Berardi, Costa e Bertani e con Pozzi a mezzo servizio in panchina, Iachini propone Romero in porta supportato da una linea difensiva composta da Rispoli, Gastaldello, Rossini e Laczko; in mezzo vanno Munari, Obiang e Renan; Juan Antonio è il trequartista alle spalle di Eder e Pellè.
Auteri schiera Concetti fra i pali; Pomante, Rea, Di Maio e Figliomeni in difesa; Bruno e Mingazzini a fare da trait-d'union con il trio Catania, Merino e Mingazzini e Castaldo unica punta.

PARTITA – Samp subito aggressiva e premiata dal vantaggio di Pellè che, sul filo del fuorigioco e con la retroguardia ospite ferma ad aspettare il fischio dell'arbitro, riceve palla da Munari, la controlla e di destro fredda Concetti. I doriani spingono ma rischiano di farsi acciuffare con il lottatore Castaldo che, a metà tempo, manda sul fondo due occasioni ghiottissime. In risposta alla seconda e sempre sul filo dell'offside, Pellè trova di nuovo la via della rete, l'assist è di Renan. Rea finisce ko e deve cedere il posto a Laverone. Sempre Castaldo brilla per imprecisione non facendosi rovare pronto all'appuntamento con il gol, così come Juan Antonio non finalizza degnamente un'azione di contropiede. Prima dell'intervallo Romero sventa di pugno un'incornata di Catania.
La ripresa si apre con un tiro alto di Negro e una telefonata di Eder per Concetti. Maggiori sussulti li offre un evidente contatto in area doriana tra Laczko e Negro ignorato però da Baracani. Iachini cambia le pedine: dentro Soriano per Juan Antonio. La Nocerina ora si riversa nella porzione di campo avversaria con maggior costanza ma senza sortire effetti. Catania ci prova al volo dalla sinistra ma spazzola l'esterno della rete. Più preciso è invece un tocco dal limite di Eder che il portiere alza d'istinto. Auteri getta nella mischia Farias e Bolzan per Mingazzini e Castaldo. Proprio il secondo neo-entrato impegna Romero con un tiro-cross dalla sinistra. La Samp ora bada a contenere affacciandosi nell'area opposta con una timida conclusione di Pellè.

CHIAVE – Blucerchiati avanti a testa bassa facendo leva sulla superiore qualità d'insieme, rossoneri in campo a viso aperto alla costante ricerca di imbastire ripartenze sostanziose. I rapidi rovesciamenti di fronte rendono piacevole il match.

CHICCA – Gli inserimenti, puntuali e chirurgici di Pellè sono da manuale del calcio: belli e fruttuosi per sé e per i compagni di squadra.

TATTICA – Samp con il 4-3-1-2; Nocerina che si affida al 4-2-3-1.

MOVIOLA – A Baracani di Firenze viene affidata una partita dal basso coefficiente di difficoltà ma lui ci mette davvero molto del suo per rendersela complicata. Sembrano tuttavia corrette le decisioni di considerare valide le posizioni di Pellè in occasione dei due centri. Giusta anche l'ammonizione comminata a Munari reo di simulazione. Incomprensibile, invece, la decisione, in apertura di ripresa, di non decretare la massima punizione a favore dei molossi per un contatto Laczko-Negro.

PROMOSSI & BOCCIATI – Dopo la doppietta rifilata al Cittadella, Pellè prosegue il suo momento di gloria concedendo il bis anche stavolta e agendo con efficacia per tutto il tempo in cui resta in campo: voto 7. Nessun doriano merita l'insufficienza.
Negro, instancabile motorino offensivo, se ne torna a casa fiero di una prova positiva e in credito di un rigore non concesso: voto 6.5.
Tre grosse opportunità gettate al vento macchiano la prestazione di Castaldo, combattente generoso ma poco lucido al momento di finalizzare il proprio lavoro di attaccante principale: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 31 marzo 2012]

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domenica 11 marzo 2012

Genoa-Juventus 0-0: La Vecchia Signora non vince più, ma che sfortuna al Ferraris

Si infrangono sui legni (traversa di Vucinic e palo di Pepe ad inizio ripresa) gli sforzi della Juventus di mantenere inalterato il distacco dal capolista Milan vincente sul Lecce. Al Ferraris la formazione di Conte non va oltre il nulla di fatto contro un Genoa arcigno che mette cuore e nervi contro la superiore gestione tecnico-tattica dei bianconeri. La gara, tesa e senza attimi di tregua, non delude le aspettative della vigilia.

PRE-PARTITA - Le sfide tra Genoa e Juventus non sono mai state da ordinaria amministrazione. Neppure questa fa eccezione. Atmosfera già surriscaldata in settimana che, a pochi minuti dall'inizio, con le squadre sul prato per il riscaldamento, inizia a farsi incandescente. Dei circa 30 mila presenti, qualche migliaio di fede bianconera, prova a reagire ai cori di “benvenuto” da parte dei genoani. Tutti in attesa del momento in cui le squadre scenderanno in campo e, nel tempio del Ferraris, si scatenerà l'inferno...

FORMAZIONI – Marino, orfano di Granqvist, Bovo, Antonelli e Birsa, schiera Frey in porta; linea difensiva composta da Rossi, Carvalho, Kaladze e Moretti; centrocampo affidato a Sculli e Jankovic (preferito a Mesto) sulle corsie esterne con Kucka e Biondini in mezzo; in attacco, come annunciato, tornano i gemelli del gol Gilardino e Palacio.
Conte, squalificato e sostituito in panchina da Alessio, deve fare a meno di Bonucci appiedato dal giudice sportivo e degli infortunati Chiellini e Barzagli Piazza quindi Buffon tra i pali protetto da una inedita retroguardia formata da Lichtsteiner, Caceres, Vidal e De Ceglie; affida a Pirlo le chiavi del centrocampo supportato ai lati da Marchisio e Giaccherini; davanti Pepe, Matri (vincitore del ballottaggio con l'ex Borriello) e Vucinic.

PARTITA – Pochi secondi e Gilardino lancia in porta Palacio che prova a superare Buffon con un pallonetto, strepitoso il salvataggio del portiere. Replica di Giaccherini che manda a lato da due passi. Più preciso è un destro di Pepe respinto con i piedi da Frey che poi sfodera un'altra perla del suo repertorio su conclusione ravvicinata di Marchisio. Persino più ghiotta è però l'opportunità che Biondini offre a Gilardino mettendolo in condizione di colpire con Buffon ormai fuori causa: incornata alta. Sul finire del tempo Rossi si immola su Matri che calcia da una decina di metri.
La ripresa comincia con Mesto dentro al posto di Sculli. La Juve è sfortunata al 53' quando Vucinic manda sulla traversa un corner dalla sinistra di Pirlo e Pepe coglie il montante mancino di Frey spiazzato. Nel mezzo sempre il montenegrino si mette in evidenza schiacciando fuori di testa. Nella squadra di casa esce anche Jankovic sostituito da Constant. Kaladze, con un sinistro addosso a Buffon, prova a far capire che il Genoa è ancora vivo. Ma si tratta di una parentesi all'interno di un predominio territoriale ospite. Frey è ancora bravissimo a salvarsi in angolo su tiro di Marchisio. Conte, seminascosto dentro una postazione TV rivestita da carta da pacchi, chiama la prima sostituzione bianconera: fuori Pepe (a cui pochi secondi prima era stato annullata una rete per offside), dentro Elia. Il Genoa ci prova da lontano con Kucka, Buffon respinge e Kaladze non trova il bersaglio grosso. Si vedono anche il fischiatissimo Del Piero per Matri, Borriello per Giaccherini e Belluschi per Biondini. L'ultima chance capita proprio a Borriello che trova l'opposizione dell'attento Frey.

CHIAVE – Gara sempre vibrante con gli ospiti intenti a mettere in difficoltà i padroni di casa con ripetute azioni in velocità. Genoa tutt'altro che remissivo pronto a pungere con manovre in profondità ma spesso costretto a reggere ad autentici assedi.

CHICCA – La lancetta dei minuti sta ancora compiendo il primo giro quando Gilardino avanza e serve lungo linea a Palacio un pallone delizioso; el Trenza punta la porta difesa da Buffon che, rimane glaciale per poi sfruttare tutti i suoi centimetri nello spezzare la parabola ad effetto inventata dalla punta rossoblù.

TATTICA – Iniziali 4-4-2 per Marino e 4-3-3 per Conte.

MOVIOLA – Rizzoli di Bologna prova a sfoderare una direzione puntigliosa ma ne offre una piuttosto cervellotica. Se appaiono corrette le ammonizioni per proteste comminate a Kucka e Pepe e quella a Vidal per un evidentissimo tocco di mano, più di qualche perplessità lasciano altre interpretazioni del fischietto bolognese. Non è fra queste il rigore reclamato invano da Matri al 18' a seguito di un contatto veniale con Carvalho. Sembra corretto l'annullamento, per fuorigioco, di un gol di Pepe al 70'. Al 76' dubbi restano su un contatto nei sedici metri ospiti tra Palacio e Marchisio, per Rizzoli è tutto regolare. Così come Rizzoli non concede il rigore a Rossi in pieno recupero su intervento, probabilmente pulito, di Pirlo.

PROMOSSI & BOCCIATI – Frey e capitan Rossi sono oggi l'emblema di una squadra che lotta con i denti, senza badare troppo per il sottile: voto 7. Jankovic è volenteroso ma non incide come sarebbe nelle sue potenzialità. Viene tolto dal campo dopo un'ora di gioco intermittente per fare spazio a Constant: voto 5.5.
Pirlo, metronomo e guerriero, è il solito fuoriclasse: voto 7.5. Matri dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa di davvero importante ma, per tutti i 75' che viene tenuto in campo, non offre alcun acuto degno di questo nome: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com dell'11 marzo 2012]


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sabato 3 marzo 2012

Sampdoria-Hellas Verona 2-0: Super Pozzi, la rincorsa ai playoff può ripartire

Una doppietta di Pozzi (32' e 53') rende perfetta una Sampdoria capace di imporre ritmi, gioco e personalità all'Hellas Verona, presentatasi come terza forza della cadetteria. Gli ospiti, oggi troppo prevedibili e presuntuosi per tenere davvero sulle corde i padroni di casa, impiegano oltre un'ora per capire il senso della sfida. Bellissima la cornice di pubblico con il rinnovamento dello storico gemellaggio tra le due tifoserie.

FORMAZIONI – Iachini, che deve reinventarsi metà centrocampo a causa della squalifica di Obiang e dell'infortunio di Renan, schiera Romero in porta; Berardi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa; Munari, Krsticic, e Soriano a centrocampo; Juan Antonio trequartista e la coppia Pozzi-Eder davanti.
Mandorlini conferma la formazione della vigilia: Rafael tra i pali supportato direttamente da Cangi, Ceccarelli, Maietta e Scaglia; in mezzo sistema Russo, Esposito e Hallfredsson con Jorginho trait-d'union con gli attaccanti Gomez e Ferrari.

PARTITA – Da posizioni favorevolissime Gomez calcia addosso a Romero, mentre Eder non trova neppure lo specchio della porta. E' la Samp a fare la partita, ma alla mezz'ora rischia grosso quando, sempre l'attaccante argentino, arriva alla conclusione sull'esterno. Gol sbagliato, gol subito: prima Scaglia e strepitoso nell'anticipare Eder che si farà perdonare poco dopo servendo a Pozzi l'assist del vantaggio doriano siglato da due passi. Ferrari avrebbe subito la chance di pareggiare ma è sonnacchioso.
La ripresa comincia con un diagonale a lato di Munari e con il raddoppio di Pozzi lanciato in porta da un tocco di Juan Antonio. Ora Mandorlini corre ai ripari inserendo D'Alessandro per Esposito. Gli scaligeri soffrono e soltanto una prodezza in angolo di Rafael, bolide di Eder, evita loro la terza capitolazione del pomeriggio. Si vedono anche Lepiller e Bjelanovic per Ferrari e Russo (che poco prima si è divorato un gol appoggiando su Romero); Bertani e Foggia per Eder e Juan Antonio. La Samp controlla sino alla fine senza fatica.

CHIAVE – La Samp tiene sempre sotto pressione gli avversari con temperamento ed aggressività, caratteristiche che sorprendono i ragazzi di Mandorlini più propensi a cercare di dare alle proprie inutili orpelli.

CHICCA – La reattività di Pozzi, sotto porta e al momento di scattare come una molla verso Rafael, oggi lo fanno sembrare la controfigura di Pippo Inzaghi.

TATTICA – Inizio speculare, 4-3-1-2, per le due compagini.

MOVIOLA – Calvarese di Teramo, cerca di confermare le ottime credenziali con le quali è stato inviato a Genova. Nonostante il buon piglio con cui dirige, non appare però impeccabile in occasione di episodi-chiave: al 22' Soriano reclama il penalty dopo un contatto con Maietta ma l'arbitro, confortato erroneamente dall'assistente Posado, non interviene. Dubbi sussistono anche sulla posizione di Pozzi al momento di realizzare le sue due reti anche se, in occasione del raddoppio, pare partire in posizione corretta.

PROMOSSI & BOCCIATI – Bravi Eder, muscoli e sostanza utile ad alzare il peso specifico complessivo dei blucerchiati, e Pozzi in versione avvoltoio del gol: voto 7 ad entrambi. Nessun giocatore di casa va sotto la sufficienza.
Esposito, seppur non in gran giornata, ha il merito di lottare su ogni pallone: voto 6. Gomez vive un pomeriggio da incubo, ben controllato dai difensori avversari e disorientato nelle rare volte in cui deve dar sfoggio delle sue qualità: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 3 marzo 2012]


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