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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

mercoledì 11 aprile 2012

Genoa-Cesena 1-1: Il Grifone ha dimenticato cosa vuol dire vincere, la classifica ora è da incubo

Mutu (75') risponde a capitan Rossi (41') che aveva illuso al Genoa di poter affrontare con maggior sicurezza la ripresa. I Grifoni, a secco di vittorie da 11 gare, propongono l'ennesima prestazione balbettante consentendo ad un Cesena con un piede e mezzo in serie B di uscire indenne da quello che un tempo era considerato un autentico fortino. Gara brutta caratterizzata da eccessi di agonismo e accenni di calcio. Dopo il concomitante successo esterno del Lecce a Catania, il club di Enrico Preziosi è a sole due lunghezze dalla zona retrocessione.

PRE-PARTITA: Oltre 20 mila cuori e ugole rossoblù invadono il Ferraris per sostenere il Grifone in una delle più difficili gare della gestione Preziosi. Nonostante il Cesena sia pressoché retrocesso, per i ragazzi di Malesani il compito non si presenta dei più semplici. Obiettivo è farsi perdonare le ultime scialbe prestazioni e, soprattutto, agguantare tre punti fondamentali per un finale di stagione senza incubi. Serata più invernale che primaverile e terreno di gara reso pesante da un diluvio abbattutosi in mattinata su Genova.

FORMAZIONI – Senza gli infortunati Belluschi e Constant e lo squalificato Kucka Malesani propone lo stesso undici che a Novara non si è coperto di gloria: Frey in porta; Granqvist, Kaladze e Moretti in difesa ; capitan Rossi, Veloso, Biondini e Sculli a centrocampo; con la coppia Gilardino-Palacio a caccia di reti.
Beretta, costretto a rinunciare agli acciaccati Colucci, Comotto, Parolo e del futuro genoano Von Bergen, sistema Antonioli fra i pali; Ceccarelli, il rientrante Moras, Martinho e Malonga in difesa; ridà spazio ad Arrigoni in mediana con Guana, Djokovic e Benalouane; i recuperati Malonga e Mutu ritrovano il loro posto in attacco.

PARTITA – Non è sfida per palati fini, conta solo la sostanza. Il Genoa, sospinto da un tifo incessante, prova a mostrarsi volitivo ma deve ben presto fare i conti con un Cesena che non disdegna il ronzio ai bordi dei sedici metri opposti. Per lunghi tratti a far da padrone sono la confusione e una serie di errori che evidenziano tutti gli attuali limiti dei contendenti. Ci prova allora Mutu su calcio piazzato, ben piazzato è Frey che respinge di pugno. Benalouane sfiora l'autorete intervenendo su un cross di Biondini e mandando la palla a lambire la propria traversa. Ma il Genoa al goal ci arriva tutto per merito suo, a ridosso dell'intervallo e in occasione del primo tentativo in porta. Autore del vantaggio è Rossi che, sotto misura su sponda di Sculli, spedisce la palla alle spalle di Antonioli. Dagli spogliatoi non spuntano Kaladze, sostituito da Bovo, e neppure Malonga e Djokovic rilevati da Rennella e Santana. C'è però di nuovo in campo Gilardino che dopo una manciata di minuti, viene prima contrato in maniera efficace dal portiere ospite e poi spedisce alto di testa. Guana, bolide dalla distanza, impegna severamente Frey graziato poi da Ceccarelli che “liscia” il tap-in. Beretta è poi costretto a giocarsi l'ultimo cambio quando un ginocchio di Martinho finisce ko e deve inserire Del Nero. Ospiti vicinissimi al pareggio anche su violenta incornata di Rennella che costringe al miracolo il portierone di casa. Malesani ora inserisce Jankovic per uno Sculli in riserva come il resto dei suoi compagni. Il Cesena è vivo e, alla mezz'ora, Mutu lo conferma con un bellissimo diagonale che vale l'1-1. Scadente quanto inutile il forcing finale dei padroni di casa.

CHIAVE – Rossoblù alla spasmodica ricerca di una vittoria che manca da dieci turni: idee con il contagocce, schemi ancor più radi, quel che resta dei muscoli tutto rivolti all'obiettivo. Romagnoli concentratissimi nello sfruttare i numerosi limiti degli avversari per trovare ordine e soluzioni offensive.

CHICCA – In un match vietato agli esteti anche un mischione risolto da un tocco ravvicinato di Rossi su intelligente assist di Sculli può guadagnarsi il luccichio di un gioiellino.

TATTICA – Malesani sceglie il 4-4-2; Beretta il 3-5-2.

MOVIOLA – Mazzoleni di Bergamo dirige in maniera sufficiente una partita che scorre tutta sul filo dei nervi. Al 63' Palacio reclama inutilmente un penalty dopo un sospetto contatto con Rossi. Poco dopo l'arbitro lascia più di una perplessità non concedendo il vantaggio ai padroni di casa per ammonire Ceccarelli reo di un fallo a centrocampo.

PROMOSSI & BOCCIATI
– Frey, ancora lui, ha il merito di tenere a galla il vascello genoano che anche stasera rischia di imbarcare troppa acqua: voto 7. Kaladze, tenuto in campo per un solo tempo, agisce molto d'esperienza ma soffre altrettanto ogni qual volta viene puntato in velocità: voto 5.
Mutu, pur lavorando a ritmi ridotti, si toglie la soddisfazione di siglare la rete del pareggio e di spaventare Frey con una punizione di gran classe: voto 6.5. La serata di Malonga vive di qualche spunto personale o poco più. Viene sostituito dopo 45': voto 5.5.


[Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2012]

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