Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

domenica 20 gennaio 2013

Genoa-Catania 0-2: Grifone nelle sabbie mobili... l'Elefante argentino vola con Bergessio e Barrientos

Non riesce a cambiare marcia, il Grifone. Stavolta sono l'ordine tattico e la tranquillità le armi vincenti di un Catania che, come tante altre formazioni, quest'anno può approfittare della confusione di un Genoa a cui un abbozzo di buona volontà non basta. A evidenziare lo spauracchio della retrocessione pensano Bergessio, dopo neppure quattro giri di lancetta del cronometro, e Barrientos all'87'. Gara brutta che ha evidenziato l'attuale inadeguatezza dell'attuale gruppo rossoblù a lottare per un posto valido alla permanenza nella massima serie. Nella ripresa, con il Catania a danzare blandamente sul velluto, i ragazzi di Delneri non riescono neppure a fare una conclusione in porta, Andujar è spaventato solo da un autopalo di Capuano. FORMAZIONI: Delneri, costretto a rinunciare all'infortunato Vargas e agli squalificati Pisano e Saymour, si affida ad un 4-4-2 che oltre al portiere Frey prevede una linea difensiva con Sampirisi, Granqvist, Manfredini e Moretti; Olivera, Kucka, Matuzalem e Antonelli in mediana; Borriello e Immobile formano la coppia d'attacco. Maran, orfano di Legrottaglie e Lodi appiedati dal giudice sporivo e di Marchese k.o., propone un 4-2-3-1 composto da Andujar tra i pali; Alvarez, Bellusci, Spolli e Capuano dietro; Izco e Paglialunga cerniera con Gomez, Castro e Barrientos a supporto dell'unica punta Bergessio. PRIMO TEMPO: Avvio fulminante degli etnei che, dopo essere stati graziati da Borriello (incornata a lato), passano con Bergessio su assist di Gomez attore di un contropiede all'apparenza non irresistibile. Il pari sembra cosa fatta attimi dopo, ma ancora il narcisista Borriello si fa ingannare dalla comodità di un tap-in a porta vuota. L'attaccante rossoblù prova a farsi perdonare impegnando severamente Andujar con una deviazione aerea in tuffo. Il resto è un miscuglio di maldestri tentativi della squadra di casa alternati da spigliate (ma innocue) azioni di rimessa ospiti. Prima del riposo Immobile si affida, senza fortuna, ad un rasoterra che lambisce il montante sinistro accompagnato dallo sguardo preoccupato di Andujar. SECONDO TEMPO: L'inizio di ripresa appare favorevole al Genoa, un'iniziativa di Immobile coinvolge Capuano che manda la palla a infrangersi su un palo della sua porta. La risposta è affidata a Gomez che scalda i riflessi di Frey approfittando di un blackout di Sampirisi subito dopo sostituito da Rossi. Out anche Olivera (opaco il suo ritorno in rossoblù) rilevato da Floro Flores. Rifornire le proprie punte sembra impresa titanica per il Genoa, Borriello si fa allora carico di inventare qualcosa di buono cercando di colpire dalla distanza. Lampo inutile. Prova a tenere il campo, il Grifone. Ma è lotta sempre improvvisata e resa imbarazzante dalla superiorità del centrocampo avversario. Nella mischia entrano Biagianti e il debuttante Nadarevic, ne escono Paglialunga e Immobile. E' però ancora Bergessio, fuggito solissimo verso Frey, a poter far calare il sipario. Più glaciale della temperatura è però il portiere, essenziale nell'uscirgli fra i piedi al momento di concludere. Si vede anche Ricchiuti, alla 500a presenza tra i professionisti, gli cede il posto un esausto Gomez. Nel finale i calciatori rossoblù smettono anche di corricchiare attirando anche su se stessi la contestazione dei tifosi della Nord ormai spazientiti. Per il Catania è quindi inevitabile, nell'assoluto vuoto avversario, trovare anche il meritatissimo raddoppio su diagonale di Barrientos. CHIAVE: L'iniziale spinta genoana, che seppur scriteriata c'è, deve fare i conti con l'immediato vantaggio ospite utile ad offire ai ragazzi di Maran un pomeriggio meno complicato del previsto. Poi Delneri e la sua squadra affondano nei propri limiti di una stagione sempre più imbarazzante. MOVIOLA: Non ci sono molti episodi dubbi da decifrare per una vecchia volpe come Rizzoli. L'arbitro di Bologna svolge d'esperienza e autorevolezza un compitino ordinario. [Articolo per Goal.com del 20 gennaio 2013] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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