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mercoledì 15 aprile 2015
Genoa-Parma 2-0: Iago-Pavoletti, de profundis per i ducali
Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Al Ferraris, il Genoa ottiene un'importante vittoria per 2-0 contro il Parma fanalino di coda. Risicata nel numeri che contano, surclassante nella mole di gioco espressa. Ma ad un Genoa incapace di finalizzare quanto prodotto bastano l'ottavo acuto stagionale di Iago Falque (14') e il primo in serie A di Pavoletti (76') per battere un Parma orgoglioso. La sfida, a lunghi tratti sviluppata a senso unico, ha offerto sprazzi di buon gioco e la minima dose sindacale di suspense. MINI TURNOVER - Tre punti per dare ancora un senso alla stagione o per proseguire una striscia esaltante in una stagione falsata e surreale. Gasperini (alla 400ª panchina) e Donadoni hanno approcciano diversamente questo recupero. Grifone con un mini turnover: Borriello subito nel tridente con Iago Falque e Perotti oltre Bergdich tornato in mediana insieme a Tambè (preferito ad Edenilson) tra Bertolacci eRincon; a loro si aggiungono il portiere Lamanna sostenuto da Roncaglia, Burdisso e De Maio in difesa. I Ducali si schierano con l’estremo Mirante; Santacroce, il rientrante Lucarelli e Feddal; a centrocampo Varela, Lila, Lodi in regia, Nocerino e Gobbi; mentre davanti Ghezzal fa ancora coppia con Belfodil.
FALQUE L'INGORDO - Basta un'incursione degna di questo nome ai padroni di casa per soddisfare la voracità del suo capocannoniere. A servire il primo succulento pallone a Iago Falque è Borriello (poco dopo lo e sostituito da Pavoletti) con un assist dalla destra rifinito senza pensarci su.
DOMINIO ROSSOBLU' - Il Genoa comanda affollando spesso la zona attorno al reattivo Mirante. A tanti sforzi non corrispondono però altrettanti risultati. Merito di un Parma coriaceo e demerito di un Pavoletti che si spaventa al momento di chiudere il più facile dei contropiede.
MIRANTE SUPER - Leit-motiv confermato anche in una ripresa battezzata da uno strepitoso volo di Mirante su diagonale ad effetto del solito gigantesco Perotti. Il Parma prova a raccogliere le briciole lasciate dagli avversari ma Ghezzal non riesce a fare molto più che dare la sensazione di poter lasciare il segno. Così come quando Bergdich manda la palla verso la propria porta Lamanna riesce a salvare. Anche il neo-entrato Kucka prova il goal ma Mirante è ancora attento.
PAVOLETTI CALA IL SIPARIO - Il portiere ospite nulla può invece fare su affondo centrale di Perotti a servire Pavoletti che stavolta lo trafigge. I nervi si accendono oltre il lecito ma Gavillucci riesce a calmare tutti alzando la voce e il cartellino giallo. Di Mauri è la conclusione più seria degli ospiti, ma Lamanna non fa regali.
[Articolo per Goal.com del 15 aprile 2015]
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sabato 11 aprile 2015
Genoa-Cagliari 2-0: Niang + Iago Falque, il Grifone torna a vincere
Dopo un primo tempo salvato da tre legni colpiti dal Cagliari, il Genoa riconquista il piacere del successo domando i sardi con un avvio di ripresa fulminante. Sono Niang (52') e Iago Falque (58') a definire i contorni di una vittoria per 2-0 del Grifone che lascia flebili speranze d'Europa e mette ancor più nei guai la squadra di Zeman. Nella ripresa anche Niang partecipa alla sagra dei pali.FUORI BORRIELLO E CONTI, DENTRO NIANG E CRISETIG - Gasperini tiene in panca Borriello dando fiducia a Niang affiancato, nel trio d'attacco, da Perotti e Iago Falque; conferma Lamanna tra i pali, Roncaglia, Burdisso e De Maio dietro con Edenilson, Bertolacci, Rincon e Marchese in mezzo. Zeman opta per il 4-3-2-1 con Brkic protetto da Balzano, Rossettini, Ceppitelli e Avelar; Dessena, Crisetig, Ekdal dietro Farias e Mpoku a supporto di Sau.
CAGLIARI, TRE LEGNI, ZERO GOAL - Intorpidito e sonnacchioso il Grifone offre al Cagliari il suo volto più tenero. I ragazzi di Zeman, eccezion fatta per qualche estemporanea iniziativa del trio offensivo genoano, spadroneggiano per metà frazione venendo fermati solo da un'overdose di sfortuna condensata in tre legni: pali di Rossettini e Ceppitelli nella stessa azione (con salvataggio di Lamanna) e traversa di M'Poku su tiro a giro dalla distanza.
SUSSULTO GENOA - Il triplice spavento serve a tarantolare Gasperini a bordo campo e a costringere i rossoblu di casa ad affacciarsi con più convinzione dall'altra parte. È Iago Falque a ricordare a Brkic che anche un salvataggio di piede può valere oro.
UNO-DUE MICIDIALE DEL GRIFONE - Con l'arbitro Russo sostituito per infortunio dall'addizionale Guida, la ripresa comincia sotto la stella del Genoa a cui basta meno di un quarto d'ora per far proprio il match. Niang sottoporta su suggerimento dalla destra di Roncaglia e Iago Falque di piattone dopo sontuosa azione di uno strabiliante Perotti, imprimono a fuoco il destino della contesa.
GESTIONE SENZA PATEMI - La reazione del Cagliari non manca, ma sui vari tentativi di Joao Pedro e compagni Lamanna si fa sempre trovare pronto. I padroni di casa, forti del doppio vantaggio, controllano senza grosse difficoltà sfiorando la terza segnatura ancora con Niang fermato dall'ennesimo palo del pomeriggio.
[Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2015]
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domenica 22 marzo 2015
Sampdoria-Inter 1-0: Eder fa gioire il Ferraris, Mihajlovic batte Mancini
La Sampdoria, al quarto successo consecutivo, vuole essere protagonista assoluta della corsa verso l'Europa. A far cambiare idea agli ultimi scettici pensano Eder, autore dello strepitoso goal vittoria (65'), e i suoi compagni. Ci riescono lottando in maniera encomiabile sino all'ultima stilla di energia. Non altrettanto si può dire dell'Inter: non demerita per spirito di sacrificio ma paga l'inconsistenza realizzativa e recrimina con la sorte per un legno di Icardi.
DUELLO ETO'O-SHAQIRI – Calendario alla mano la sfida ha già il valore di uno spareggio. Mihajlovic lo affronta con il più classico dei 4-3-3 con Viviano tra i pali; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli e Regini in difesa; Acquah, Palombo e Soriano in mezzo e tridente delle meraviglie: Muriel, Eto’o ed Eder. Si aggrappa invece a Shaqiri, Mancini. Lo svizzero battezzò proprio contro i doriani il suo primo gol italiano. Ma stavolta l’Inter a lui chiede l’accelerata giusta per tentare l’aggancio all’Europa. Il tecnico lo piazza alle spalle di Icardi e Podolski tenendo Palacio (7 centri nelle ultime 8 gare) pronto a subentrare in corsa. Queste le scelte offensive che si aggiungono alla riconferma di Handanovic supportato da D’Ambrosio, Ranocchia, Vidic e Juan Jesus; in mezzo vanno Guarin, Medel e Brozovic.
PARTENZA SPRINT - Galvanizzata dagli ultimi risultati, la Samp aggredisce a pieno organico. L'idea di macinare gioco a ritmi elevati trova pronta l'Inter. Ed è subito spettacolo. Ad andare più vicini al bersaglio grosso sono Muriel ed Eder inframezzati da un'incornata di Guarin e da un millimetrico ritardo di Icardi sotto porta.
SENZA FRENI MA SENZA GOAL - Sale l'anonimo, tra qualche gioco di prestigio di Eto'o e Muriel e la vana ostinazione nerazzurra di cercare la rete solo su arzigogolate orchestrazioni.
ICARDI, CHE TRAVERSA! - L'avvio di ripresa lo dà Icardi colpendo l'incrocio dei pali e alzando la temperatura attorno a Viviano, poi costretto a distendersi quanto basta per deviare una saetta di Guarin. La Samp ora soffre. Mihajlovic corre ai ripari inserendo Obiang per Acquah.
EDER, IL CRACK! - Alla costante pressione ospite la Samp risponde con un'attenzione estrema su ogni pallone. Il tutto in attesa dell'occasione buona. Eder la capitalizza con una strepitosa punizione da 25 metri esplodendo un esterno destro che sbatte sul palo interno e poi nel sacco. Nel finale Mancini si gioca la carta Palacio. Ma l'ex genoano la sua chance più ghiotta la spreca sul fondo.
[Articolo per Goal.com del 22 marzo 2015]
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Football: Sampdoria
domenica 8 febbraio 2015
Sampdoria-Sassuolo 1-1: Acerbi-Eder, tutto in 8 minuti. Eto'o, solo una comparsata
Due colpi di testa di Acerbi (2') ed Eder (8') battezzano e chiudono una gara molto combattuta che a Sampdoria e Sassuolo vale un solo punto. Risultato sostanzialmente giusto anche se gli ospiti, seppur rimaneggiatissimi, dimostrano maggior capacità di manovra. I padroni di casa reagiscono allo schiaffo di Torino, e a una fase non proprio brillante, sfoderando notevoli dosi di agonismo. Altri 20' minuti a disposizione di Eto'o, disputati in maniera impalpabile.
ETO’O ANCORA IN PANCA, OSPITI RIVOLUZIONATI – Archiviati tutti i “casi” post-mercato Mihajlovic si concentra completamente sul campionato. Disegna un 4-3-1-2 con il portiere Viviano supportato da De Silvestri, Munoz, Romagnli e Regini; Obiang, Palombo e Duncan compongono la linea centrale con Soriano dietro la coppia Okaka-Eder mentre Eto’o parte ancora dalla panchina. Di Francesco è costretto a reinventarsi l’undici di partenza a causa delle pesanti assenze di Berardi, Zaza e Sansone appiedati dal giudice sportivo con Peluso, Terranova e Missiroli out per acciacchi vari. Ecco quindi che il 4-3-3 prevede l’estremo Consigli con i difensori Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi e Longhi; Biondini, Magnanelli e Brighi in mezzo e tridente tutto ex-genoano composto da Floro Flores, Floccari e Lazarevic.
CHE AVVIO! – Pronti, via e... Acerbi goal! Gli ospiti impiegano meno di due giri di lancetta per bucare la retroguardia doriana sorpresa da un cross dalla destra di Vrsaljko. Lazarevic spreca il raddoppio e allora è il solito Eder (settimo sigillo stagionale) a riportare in fretta l'equilibrio. La gara dell'assistman dura pochissimo, fermato da un infortunio che fa spazio a Gazzola. Irrati, arbitro dal cartellino facile (alla fine ne estrae una decina), sorvola poi su un contatto in area De Silvestri-Lazarevic che accende proteste ospiti.
SENZA PAUSE – Non ci si può distrarre un attimo. Consigli lo capisce quando deve dare il meglio di sè per opporsi a Munoz sbucato dal nulla; Viviano lo scopre poco dopo quando Floccari lo insidia con una legnata e poi su incursione. Prima del riposo anche Munoz va ko, gli subentra Coda.
RIPRESA AGGRESSIVA – Maggior aggressività per sopperire ai limiti di capacità di manovra palesata nella prima frazione. La Samp si affida a questa caratteristica per opporsi ad un Sassuolo determinato a svolgere i propri compiti. Nella vivacità generale spicca un'occasione che Okaka manda troppo alta.
SPAZIO AL FANTASMA DI ETO'O – Aperta più che mai la sfida offre a Eder un'opportunità maestosa davanti a Consigli bravo a opporsi con i piedi. Floro Flores prova senza fortuna a cercare il jolly dal limite. Per gli ultimi 20 minuti Mihajlovic inserisce Eto'o. Ma il Re Leone è autore solo di un buon assist. Gli unici ruggiti sono quelli di Gazzola e Soriano con parata del portiere.
[Articolo per Goal.com dell'8 febbraio 2015]© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Football: Sampdoria
venerdì 30 gennaio 2015
Reverenza e fantasia, il seducente omaggio delle Marsheaux a ‘A Broken Frame’ dei Depeche Mode
Rieccole le Marsheaux, brave e coraggiose. Stavolta le dee dell’electropop ellenico si cimentano con l’intera riedizione di ‘A Broken Frame’, tributo al secondo album dei Depeche Mode, band inconsapevole ispiratrice anche della loro formazione come duo artistico. L'incontro decisivo con i boss della neonata Undo Records, infatti, avvenne una dozzina di anni fa proprio in occasione di un DM fan party ad Atene. Quella serata fu all'origine della cover di ‘New Life’ - inclusa nella compilation ‘Around the World and Back: A Greek Tribute To Depeche Mode’ del 2005 - e rappresentò il punto di partenza di un percorso che finora vanta 4 album, svariati singoli, 2 raccolte e alcuni remix ufficiali fra cui ‘A Pain That I’m Used To’.
Per ‘A Broken Frame’, opera prima di Martin Gore in veste di autore dopo la fuga del leader assoluto Vince Clarke, Marianthi Melitsi and Sophie Sarigiannidou si mantengono fedelissime alle loro sonorità. Giocano a tutto campo soprattutto con quei brani acerbi che rappresentano il limite di un disco vestito dalla memorabile copertina di Brian Griffin. Ci riescono infondendovi personalità e sfumature che - anche per la pionieristica tecnologia del 1982 - sfuggirono al produttore Daniel Miller. Tipico esempio sono ‘See You’, ‘The Meaning of Love' ed 'A Photograph of You'. Notevoli sono anche i rifacimenti di ‘Monument’, ‘Satellite’ e ‘Shouldn’t Have Done That’ (nella versione originale unico brano dell’album con Gore a sostegno vocale di Dave Gahan). Questo omaggio, ricamato nel più tipico Marsheaux-style, brilla per buon mestiere, ammiccamenti e mancanza di superbia. Unica pecca l'eccesso di reverenza per ‘Leave in Silence’ e ‘My Secret Garden’ con cui avrebbero potuto senz'altro osare di più. Nel complesso è comunque un lavoro delizioso, a tratti persino sorprendente. L’album è ascoltabile su Spotify, acquistabile anche online sul sito dell’Undo Records e su iTunes.
Marsheaux Facebook: https://www.facebook.com/marsheaux?fref=ts Marsheaux Twitter: https://twitter.com/marsheaux
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Per ‘A Broken Frame’, opera prima di Martin Gore in veste di autore dopo la fuga del leader assoluto Vince Clarke, Marianthi Melitsi and Sophie Sarigiannidou si mantengono fedelissime alle loro sonorità. Giocano a tutto campo soprattutto con quei brani acerbi che rappresentano il limite di un disco vestito dalla memorabile copertina di Brian Griffin. Ci riescono infondendovi personalità e sfumature che - anche per la pionieristica tecnologia del 1982 - sfuggirono al produttore Daniel Miller. Tipico esempio sono ‘See You’, ‘The Meaning of Love' ed 'A Photograph of You'. Notevoli sono anche i rifacimenti di ‘Monument’, ‘Satellite’ e ‘Shouldn’t Have Done That’ (nella versione originale unico brano dell’album con Gore a sostegno vocale di Dave Gahan). Questo omaggio, ricamato nel più tipico Marsheaux-style, brilla per buon mestiere, ammiccamenti e mancanza di superbia. Unica pecca l'eccesso di reverenza per ‘Leave in Silence’ e ‘My Secret Garden’ con cui avrebbero potuto senz'altro osare di più. Nel complesso è comunque un lavoro delizioso, a tratti persino sorprendente. L’album è ascoltabile su Spotify, acquistabile anche online sul sito dell’Undo Records e su iTunes.
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Recensioni: Musica
domenica 25 gennaio 2015
Sampdoria-Palermo 1-1: Eder, Vazquez e il solito 'goal fantasma'
Bella, combattuta, senza soste. Sampdoria e Palermo terminano come all'andata sull'1-1 una sfida colma di occasioni nella quale spiccano le legittime recriminazioni degli ospiti per il possibile 1-2 siglato da Morganella ma incredibilmente non convalidato da Cervellera e altrettanto incredibilmente non visto dall'assistente di linea e dal guardalinee, entrambi ben posizionati. In precedenza erano andati a segno Eder (6') e Vazquez (48'). Prima frazione a tinte blucerchiate, ripresa nella quale gli ospiti mostrano la loro parte migliore.
SAMP CONFERMATA, MARESCA OUT - Mihajlovic, che dopo aver fatto pace con Okaka lo porta in panca, disegna un 4-3-1-2 che prevede Viviano protetto da De Silvestri, Romagnoli, Silvestre e Regini; Duncan, Palombo e Obiang in mediana con Soriano trequartista alle spalle di Bergessio ed Eder. Iachini, accolto con grande affetto dalla tifoseria doriana, deve rinunciare a Maresca e opta per il 3-5-2: Sorrentino tra i pali; Vitiello, Gonzalez e Andelkovic a comporre la linea arretrata; Morganella, Rigoni, Bolzoni, Barreto e Lazaar a centrocampo; Vazquez e Dybala punte.
EDER, SEMPRE LUI! – Paratona di Viviano su Bolzoni e replica ben più efficace di Eder che, con un destro a incrociare, porta subito in vantaggio i suoi. Il pomeriggio di spettacolo al Ferraris si apparecchia così, sotto lo sguardo compiaciuto di Eto'o e Muriel che hanno un ulteriore sussulto quando Morganella salva sotto la traversa una deviazione di testa dell'imprendibile brasiliano.
BLUCERCHIATI MAI SAZI – Non cala ritmo. Merito soprattutto della Samp che pressa ossessivamente e lotta su ogni pallone come se fosse l'ultimo. Quelli capitati a Silvestre ed Eder potrebbero valere l'uppercut decisivo, ma Sorrentino si salva. Il Palermo, assai macchinoso, non riesce a riordinare idee e strategie. Merito anche dell'ottima guardia riservata a Dybala da parte dei difensori. Prima del riposo il portiere rosanero mette le ali per esorcizzare ancora l'indemoniato Eder.
RISVEGLIO SICILIANO E GOAL FANTASMA - La Samp rientra in campo lasciando la testa negli spogliatoi. Non così il Palermo che trova subito il pari con una gran botta dal limite di Vazquez, coglie una traversa con Dybala e si vede negare il sorpasso da Cervellera che non vede (proprio come due suoi assistenti...) rimbalzare nettamente oltre la linea bianca un bolide di Morganella che prima va a sbattere sotto la trasversale. L'assalto ospite vede nuovamente protagonista Vazquez, fermato dal portiere.
OKAKA E RIZZO PER RISPONDERE – Mihajlovic corre ai ripari inserendo Okaka e Rizzo. Per qualche minuto sembra che la soluzione possa essere efficace, merito anche di Soriano che prova un diagonale, respinto dai riflessi di Sorrentino. Gli ospiti riescono però a riprendere il pallino del gioco sostenuti da un Dybala di altissima qualità. Ma alla fine il risultato resta inchiodato sull'equilibrio.
[Articolo per Goal.com del 25 gennaio 2014]
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