Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

mercoledì 29 ottobre 2014

Genoa-Juventus 1-0: Antonini compie l'impresa, il Grifone gode

La generosità viene premiata. Quella di un Genoa lottatore su ogni centimetro di campo e protetta da un Perin strepitoso. Ma anche quella di Antonini, poche settimane fa in azione a spalare il fango che soffocava la Superba dopo l'ultima alluvione e stasera autore della rete vincente nell'ultimo giro di lancetta. La Juventus, autrice di una prova comunque positiva per impegno profuso ma insufficiente finalizzatrice, cede quindi 1-0 ai padroni di casa ed è costretta a condividere la vetta con la Roma. Legni di Llorente e Ogbonna. ESORDIO MANDRAGORA, KUCKA E PIRLO IN PANCA – Si stende sul 3-5-2 la voglia di Gasperini e Allegri di spremere il meglio dalla loro sfida. Il primo mette a diretta protezione di Perin De Maio, Burdisso e Marchese e riserva grosse sorprese sulla linea mediana nella quale, oltre agli esterni Rosi e Antonelli inserisce l'esordiente ragazzino Mandragora insieme a Bertolacci e Greco; Perotti e Pinilla formano la coppia offensiva. Il secondo, davanti a Buffon (alla 500° presenza a difesa della porta bianconera) piazza Bonucci, Ogbonna e Chiellini; in mezzo finiscono Lichtsteoner, Vidal, Marchisio in regia al posto di Pirlo in panca, Pogba e Asamoah; Tevez, fresco di convocazione da parte del c.t. Martino, e Llorente sono gli attaccanti prescelti. SMANIA BIANCONERA - Juventus subito alla ricerca del gioco un po' perso nelle ultime uscite. L'eccesso di irruenza costa il giallo a Ogbonna e Vidal. Il costante pressing verso la porzione di campo avversaria non trova altrettanta efficacia in fase conclusiva. Merito di un Genoa che regge bene gli assalti e che non disdegna ripartenza quando ve ne sono le circostanze. PERIN E IL PALO - Non sono molte le occasioni da rete offerte nella prima parte. Ma prima una parata di Perin su rasoterra di Tevez e poi il palo esterno colpito da Llorente salvano l'inviolabilità della porta genoana. Nessun grosso problema, invece, per Buffon. MURO ROSSOBLU' - Nella ripresa prosegue l'opera di copertura di ogni spazio, il Genoa. Così è un difensore, Bonucci, a cercare con maggior efficacia il goal sfiorando di testa l'incrocio sinistro su cross da calcio d'angolo. Più precisa è la replica di Marchese sulla quale Buffon si salva in angolo. ANTONINI-GOAL, È IMPRESA - Le staffette Llorente-Morata e Mandragora-Kucka servono a movimentare gli equilibri. E' però ancora un legno, stavolta la traversa, a impedire agli ospiti di pervenire al vantaggio con Ogbonna in sospetta posizione di off-side. La Juve spinge, Morata esalta in due occasioni gli strepitosi riflessi di Perin ma all'ultimo respiro a passare è il Grifone con un tocco sotto porta di Antonini, entrato poco prima per Rosi, su assist di Matri. [Articolo per Goal.com del 29 ottobre 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 20 ottobre 2014

Genoa-Empoli 1-1: Il braccio galeotto di Tonelli infiamma il Grifone

Svolta di stagione rimandata. Così come rimandati sono Gasperini e i suoi, incapaci di rilanciarsi e di salire gradini di una classifica senza infamia ma anche senza lodi. Il Genoa, quasi subito avanti con Bertolacci (13'), è incapace di amministrare il vantaggio e viene raggiunto dal difensore dell'Empoli Tonelli (76') grazie a un rocambolesco tocco di braccio visto da tutto lo stadio tranne che dall'arbitro e dagli assistenti di linea e di porta più vicini all'azione. Gara intensa ma avara di spettacolo che ha evidenziato l'approssimativa preparazione all'impegno da parte dei padroni di casa e l'ottima condizione fisica della squadra di Sarri che tiene il campo a pieni giri. Alla fine il pareggio sembra il risultato più giusto visto le occasioni create da entrambe le squadre. FALQUE E BASSI TITOLARI – C’è subito Falque, a sorpresa, nel motore offensivo rossoblù in sostituzione dell'acciaccato Kucka e, con Perotti, ha il ruolo di supporto per Matri preferito a Pinilla. Insieme a loro e a Perin, nel ritrovato 3-4-3 gasperiniano prendono posto De Maio, Burdisso, Marchese e i centrocampisti Edenilson, Ricon, Bertolacci e Antonelli. 4-3-1-2 è invece il modulo disegnato da Sarri. Davanti a Bassi finiscono Hysaj, Tonelli, Rugani e Mario Rui; Vecino, Valdifiori e Croce si sistemano in mezzo con Verdi trequartista e le punte Pucciarelli e Maccarone. Tavano siede in panchina. L'EMPOLI OSA, BERTOLACCI COLPISCE - Meno di un quarto d'ora. Tanto basta al Genoa per trovare il vantaggio con una saetta al volo di Bertolacci, dopo aver concesso a Pucciarelli e Croce di impegnare Perin. La punta ospite è poi sfortunata quando un suo diagonale che potrebbe valere il pari esce di un soffio. CERVELLERA FISCALE - I rossoblù cercano la manovra perfetta senza trovarla ma ottenendo comunque il risultato di fiaccare le velleità toscane. Quando poi sembrano sul punto di costruire la geometria ideale, l'arbitro gliela interrompe fischiando la fine del tempo e scatenando le proteste di Antonelli e company. QUESTIONE DI (POCHI) SPAZI - Rincon fuori in barella e rilevato da Antonini; Tavano e Lestienne dentro per Pucciarelli e Falque a dare nuove soluzioni offensive. Nella ripresa si lotta su ogni pallone, in maniera vibrante nonostante i troppi errori da entrambe le parti. Difficile vedere vere occasioni sotto porta. Quando ne capita una a Bertolacci, Bassi è bravissimo ad opporsi. Altrettanto reattivo è poi Perin su fondata di Vecino. IL BRACCIO GALEOTTO DI TONELLI - Gli sforzi dell'Empoli vengono premiati dopo la mezz'ora con l'ennesima rete propiziata da un calcio piazzato (6 su 9 totali), questa volta da angolo. È Tonelli a deviare nel sacco con un braccio un colpo di testa di Maccarone. Vane le proteste genoane. Perotti potrebbe poi riportare avanti i suoi ma viene fermato dal palo su sfera deviata da Rugani con Matri incapace di ribattere in porta. Prima della fine Edenilson si divora una sorta di rigore in movimento. [Articolo per Goal.com del 20 ottobre 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 28 settembre 2014

Genoa-Sampdoria 0-1: Gabbiadini che goal! Tripudio blucerchiato

Gabbiadini regala il derby alla Sampdoria. Ci riesce facendo saltare gli equilibri con un calcio di punizione perfetto di Gabbiadini, che, deviato in porta da De Maio, a un quarto d'ora dalla fine sigla in maniera indelebile una sfida tesissima e solo apparentemente blindata. Il Genoa lotta ma non è mai incisivo sotto porta. Ai blucerchiati, ora terzi in classifica, va anche il merito di non aver mai calato il ritmo. SUBITO PINILLA E ROMAGNOLI – Le tentazioni Gasperini le tiene nel cassetto e opta per il più collaudato 3-4-3: Perin (alla centesima presenza da professionista) in porta, con Burdisso centrale difensivo, Roncaglia sulla destra e De Maio sulla sinistra; Edenilson, Rincon, Sturaro e Antonelli in mezzo e tridente composto da Perotti e Kucka ad agire attorno a Pinilla. Mihailovic disegna il suo 4-3-3 con Viviano fra i pali protetto da De Silvestri, Romagnoli (a sorpresa preferito a Gastaldello), Silvestre e Regini; Soriano, Palombo e Obiang a presidiare il centrocampo con Gabbiadini, Okaka ed Eder davanti. COME SU UN RING - I nervi a fior di pelle i ventidue se li portano in campo sin dagli spogliatoi. Ne scaturisce un avvio ricco di pressing, corpo a corpo e muscoli tesi. Lo sono troppo quelli che ben presto tradiscono Regini, sostituito da Mesbah. Non è gara per gli esteti del football. Genoa e Samp lottano a tratti come pugili all'ultimo ring. I portieri si vedono solo su tocchi deboli di Eder e Pinilla. OKAKA A SPORTELLATE, PEROTTI OVUNQUE - Nel bel mezzo di un'atmosfera da saloon del Far West spiccano: l'unico giallo mostrato da Damato nel primo tempo, a Silvestre dopo 39' di scontri collettivi; l'assoluta abnegazione di Okaka che sfida chiunque gli capiti a tiro (puntuale Perin ad anticiparlo durante un assolo) e Perotti autore di scorribande disinnescate sul più bello. C'È PIÙ CALCIO - Ripresa con squadre più lunghe e palla a disegnare traiettorie più ampie. Ne guadagna la possibilità, per entrambe le squadre, di creare azioni pericolose e di dimostrare di voler prendere l'iniziativa. Gasperini prova Matri insieme a Perotti e deve sostituire l'infortunato Burdisso con Bertolacci. GABBIADINI Il MAGO - Gabbiadini il gioco di prestigio lo fa alla mezz'ora con uno strepitoso colpo su punizione dal lato destro che taglia tutta l'area: De Maio interviene in maniera scomposta e devia il pallone alle spalle di Perin. È un uppercut che ha effetti pesanti su un Grifone che fatica a ripartire e che, con Pinilla, impegna severamente Viviano ma non riesce più a salvare il salvabile. [Articolo per Goal.com del 28 settembre 2014] RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 21 settembre 2014

Genoa-Lazio 1-0: Le Aquile sprecano, il Grifone punisce con Pinilla

Pinilla sfonda la porta di Berisha dopo che Perin aveva blindato la sua quando aveva assunto i contorni di un tiro a segno. Decide un colpo di testa in tuffo all'87'. Punizione eccessiva per una Lazio assoluta padrona del campo per oltre un'ora, il tempo necessario al tecnico del Genoa di trovare la giusta equilibratura al suo assetto offensivo sino a quel momento assai precario. Poco prima prima del KO gli ospiti restavano in dieci per l'espulsione di De Vrij. SUBITO MATRI E FELIPE ANDERSON – Gasperini riparte dalla difesa a 4. Davanti a Perin piazza Burdisso e De Maio centrali con il recuperato Antonini (al posto dello squalificato Roncaglia) a destra e Antonelli a sinistra. Riconferma a pieni voti per Edenilson accanto a Rincon e Sturaro. Davanti Perotti, reduce da un affaticamento muscolare, e Kucka operano a supporto di Matri preferito a Pinilla. Rispetto a domenica scorsa Pioli modifica solamente la linea offensiva. Dal primo minuto Felipe Anderson e Djordjevic (preferiti a Keita e Klose) in compagnia di Candreva. Per il resto conferma di Berisha tra i pali; Basta, De Vrij, Gentiletti e Braafheid in difesa; Parolo, Biglia e Lulic a centrocampo. ARTIGLI D'AQUILA - Lazio subito a razzo e Genoa sotto pressione incapace di tenere lontano avversari che nei 25 metri davanti a Perin ci si accampano per tutto il primo tempo. L'estremo difensore è più volte strepitoso su Candreva, Lulic, Felipe Anderson e Parolo, ma anche aiutato dalla sorte quando Djordjevic coglie la traversa di testa davanti agli sguardi atterriti dei genoani. AFFANNI ROSSOBLU - La formazione di casa, incapace di imprimere forza a un braccio di ferro che la vede spesso sul punto di capitolare, dà un senso allo stipendio di Berisha chiamandolo in causa con una leggera incornata di Perotti e un'estemporanea fuga di Kucka smarritosi sul più bello. LE CARTE DEL GASP - Nella ripresa, nonostante i cambi obbligati degli infortunati Biglia e Basta con Ledesma e Konko, la squadra di Pioli prova a non cambiare ritmo e sfiora il vantaggio con Candreva. Dall'altra parte Matri, è troppo solo e marcato per fare paura e cede il posto a Pinilla quando Gasperini decide di cambiare due terzi del proprio attacco facendo esordire Lestienne e inserendo anche Bertolacci. PINILLA, SEMPRE LUI! - Quando Pinilla ciabatta a lato l'occasione più succulenta si ha la sensazione che l'inerzia della sfida possa invertirsi. A cercare di dare immediata smentita all'ipotesi pensa sempre Candreva impegnando ancora severamente Perin. Il Genoa cresce, De Vrij si fa ingenuamente espellere per doppio giallo e i Grifoni cavalcano l'onda del momento positivo nella maniera più produttiva. Ci pensa Pinilla, allo scadere, a correggere in rete una palla precedentemente deviata da Perotti. [Articolo per Goal.com del 21 settembre 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 31 agosto 2014

Genoa-Napoli 1-2: De Guzman al 95', estasi azzurra

De Guzman riporta il sole a Napoli. Le nuvole su Benitez e i suoi vengono spazzate via nell'ultimo minuto di recupero con un sinistro sul quale Perin nulla può fare. Il Genoa, autore di una prova molto gagliarda aveva ristabilito le distanze al 40' con Pinilla dopo il vantaggio siglato da Callejon al 3'. Sfida bellissima che i Grifoni avrebbero potuto far loro decisa dai cambi, decisamente più azzeccati quelli del tecnico ospite. FORMAZIONI – Gasperini riparte dal 3-4-3 con Perin a difesa della porta; Burdisso a guidare la difesa afffiancato da De Maio e Marchese; a centrocampo piazza Edenilson (preferito a Rosi), Rincon, Sturaro e Antonelli; tridente composto da Pinilla supportato da Perotti e Kucka. Benitez opta per il 4-2-3-1 nel quale, oltre a Rafael, prendono posto i difensori Maggio, Albiol, Koulibaly e Zuniga; Inler e Jorginho agiscono dietro Callejon, Hamsik (sempre a segno nelle ultime tre gare d’esordio di campionato) e Insigne con Higuain elemento più avanzato. PRIMO TEMPO – Lo spirito di riscatto partenopeo trova immediata gloria con una rasoiata vincente di Callejon servito dalla destra da Higuain. Non si fa attendere neppure la reazione genoana: corsa, intensità e un Pinilla con l'argento vivo addosso a impegnare severamente Rafael con un paio di colpi di testa prima di trovare l'incornata perfetta che vale l'1-1. In precedenza Insigne confezionava e sprecava un contropiede meritevole di miglior finalizzazione. Nel recupero Perin salva i suoi con una deviazione determinante su diagonale di Mertens. SECONDO TEMPO – Grifoni sempre molto aggressivi a surriscaldare l'area ospite. In mezzo a tanta lotta Higuain prova un assolo finito alto e Zuniga prova inutilmente a superare Perin. Benitez toglie il suo bomber di serata ed Hamsik per inserire Mertens e De Guzman. Gasperini avvicenda l'ottimo Perotti e Kucka con Falque e Ragusa. Quando la fatica toglie un po' di lucidità ai padroni di casa gli ospiti fanno leva sulle loro capacità tecniche per guadagnare terreno in avanti e ribaltare il match. Insigne ha un'altra ripartenza a disposizione ma Perin è strepitoso nel rubargli palla in due tempi. Mertens e Higuain si divorano il vantaggio, non così De Guzman che, sottoporta e una difesa stremata, controlla con un ginocchio e spinge nel sacco il pallone più importante. È il definitivo 1-2. CHIAVE – Scambi in velocità per sfruttare gli spazi per Gasperini, obbligo di ritrovare il senso di "squadra" per Benitez. I 22 gettati nella mischia dai due mister applicano le direttive. Ma sono le scelte che modificano gli assetti in corsa che decidono il destino della sfida. Sono perfette solo quelle quelle giunte dalla panchina napoletana. MOVIOLA – Banti di Livorno dirige con il solito piglio. Lascia dubbi, al 63', un mancato intervento su atterramento di Kucka da ultimo uomo da parte di Maggio. [Articolo per Goal.com del 31 agosto 2014]© RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 10 giugno 2014

‘Sport in TV’ di Massimo De Luca e Pino Frisoli, il grande viaggio dello sport nella televisione italiana

È trascorso quasi un lustro da quando nel 2010 le edizioni Rai Eri pubblicarono “Sport in TV”, opera redatta a quattro mani da Massimo De Luca e Pino Frisoli. Ma il libro resta tuttora un autorevole punto fermo per chi vuole avere un quadro preciso sulla nascita e l’evoluzione della rappresentazione sportiva nella fagocitante e fagocitata televisione italiana. Il grande viaggio comincia dalle origini della radio, passando per il monopolio Rai, la rivoluzione delle tv private e quella altrettanto epocale del satellite. Sport e media, specialmente nel nostro Paese, sono cresciuti a braccetto. Ciascuno ne è stato da sempre lo specchio dell’altro: a livello sociale, culturale e politico. Insieme hanno forgiato in maniera peculiare l’identità stessa della nazione. Grazie all’accurata ricerca storica di Frisoli (documentatore per RaiSport, consulente editoriale e già autore de “La Tv per Sport”) e all’apporto giornalistico di De Luca (firma di primo piano di “Tutto il calcio minuto per minuto” e “La Domenica Sportiva”, tanto per citare alcuni suoi programmi) il volume abbina ricchezza, precisione e passione nei racconti di aneddoti e curiosità. Non è solo un reference da tenere nella propria libreria. O, almeno, non è soprattutto questo il motivo per cui ne è vivamente consigliabile la lettura. “Sport in TV” è uno scrigno da aprire per capire molte cose del panorama mediatico dello sport in Italia. E’ un lavoro perfetto per scoprire trasmissioni e personaggi, risvegliare ricordi e - cosa tutt’altro che secondaria - per fornire continui spunti di riflessione volgendo lo sguardo anche al futuro. Sta anche in questo la sua costante attualità.

"Sport in tv", di Massimo De Luca e Pino Frisoli, pagine 190, euro 16, Rai Eri.

Per saperne di più:
Recensione pubblicata anche dal sito Calcissimo.com e da Goal.com.

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