Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Copertina

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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

venerdì 31 dicembre 2010

2010

Felice di esserti sopravvissuto. Triste delle cicatrici lasciatemi a tuo ricordo. Lieto di averti perduto. Affranto all’idea che un giorno ti rimpiangerò.

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martedì 28 dicembre 2010

Coventry City-Queens Park Rangers 0-2: E’ ancora Natale per i SuperHoops!

Il primo tempo per lavorare ai fianchi gli avversari limitando i graffi (paratone di Kenny su incornate di Platt e McSheffrey), la ripresa per portare sostanza ad un’altra prestazione da ricordare a pancia piena. I Queens Park Rangers ottengono il secondo successo in meno di 48 ore espugnando 0-2 la Ricoh Arena di Coventry dopo il poker rifilato allo Swansea durante il Boxing Day. Un’autorete di Santa Claus-Westwood (49) su cross di Walker e una perfetta deviazione di testa di Smith (61) su traversone di Taarabt, decidono una sfida nella quale i ragazzi di Boothroyd dimostrano di non aver ancora smaltito del tutto la batosta di Cardiff. Neil Warnock, da parte sua, vince ancora preparandoo alla perfezione l’appuntamento: squadra propensa alla lotta, quasi nessun pallone sprecato e pochissime amnesie difensive. La partita non concede pause e rispetta le premesse della vigilia. Nel finale Clarke tira addosso al portiere la palla del tris.

Coventry City: Westwood, Keogh, Carsley, McPake (Eastwood 87), Bell (Wilson 71), Doyle, King, McSheffrey, Platt, Wood (O'Halloran 71), Cameron.
Subs: Ireland, Jutkiewicz, Cranie, Baker.
Bookings: McSheffrey (25).
QPR: Kenny, Hill, Derry, Taarabt (Rowlands 84), Helguson (Orr 89), Faurlin, Mackie, Gorkss, Walker, Connolly, Smith (Clarke 80).
Subs: Cerny, Agyemang, Hulse, Tofas.
Goals: Westwood (OG 49), Smith (61).
Bookings: Helguson (21), Faurlin (31).
Referee: Mr. N. Swarbrick.
Attendance: 17,687 (1,037).


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lunedì 20 dicembre 2010

The Cure ‘4:13 Dream Première Live in Rome 2008’, in HD con audio remixato da Robert Smith e Keith Uddin!

Il regalo di Natale dei Cure? Da qualche giorno è reperibile in rete anche se in maniera non ufficiale. Si tratta di una nuova versione della première di ‘4:13 Dream’ che i Cure eseguirono in piazza San Giovanni a Roma l’11 ottobre 2008, dodici giorni prima della sua pubblicazione. La performance, inserita all’interno di un festival sponsorizzato dalla Coca Cola, venne trasmessa in diretta mondiale da MTV. Il video, in alta definizione 720p, offre riprese inedite e una traccia audio assolutamente perfetta remixata interamente da Robert Smith e Keith Uddin. Rispetto alla versione originale il filmato dura circa 42 minuti e contiene tutte le canzoni dell’ultimo album in studio dei Cure ad eccezione di ‘Sirensong’, ‘The Real Snow White’ e ‘ This. Here and Now. With You’. La tracklist comprende quindi: ‘Underneath the Stars’, ‘The Only One’, ‘The Reasons Why’, ‘Freakshow’, ‘The Hungry Ghost’, ‘Switch’, ‘The Perfect Boy’, ‘Sleep When I'm Dead’, ‘The Scream’, ‘It's Over’.

Il file, un “mkv” di 4.3 GB leggibile su tutti i pc/mac e buona parte dei lettori da tavolo, è scaricabile via-torrent QUI.

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venerdì 17 dicembre 2010

QPR, Briatore si fa da parte. Le sue azioni ora sono in mano a Ecclestone che detiene la maggioranza del club

Flavio Briatore da ieri non è più uno dei proprietari del Queens Park Rangers. A rilevare il suo intero pacchetto azionario è stato l'ottantenne Bernie Ecclestone, ora titolare della quota di maggioranza del club con il 60% di azioni. Entrambi esponenti di spicco della Formula 1, entrarono nel club londinese il 1° settembre 2007 con un'investimento iniziale di 14 milioni di sterline che, di fatto, contribuì a salvarlo da una situazione economico-finanziaria molto difficile. Tuttavia gli entusiasmi per l'esordio nella patria del football di Fab Flav (così venne soprannominato all'ombra del Big Ben) si spensero ben presto. A rendere le cose complicate sono state soprattutto questioni gestionali e troppi passi a vuoto nella fase di ricostruzione tecnica, e non solo, della società. I rapporti tra l'imprenditore italiano e i tifosi si incrinarono al punto che lo scorso 19 febbraio Briatore decise di dimettersi dall'incarico di presidente. Ecclestone, proprio in virtù dell'amicizia e della vicinanza d'affari che da tempo lo legano a Briatore, è quindi riuscito a vincere la concorrenza dell'indiano Vijay Mallya, proprietario della Kingfisher e amico di Laksmi Mittal, magnate dell'acciaio e co-proprietario del sodalizio di Loftus Road.
Ecclestone ha così commentato la notizia: 'Non ho comprato il club per vedere il mio nome sui giornali, l'ho comprato per sostenere Neil (Warnock, allenatore dei Rangers, ndr). Neil prima ci ha insegnato come si gioca a calcio e adesso la nostra speranza è di andare in Premier Legaue. Il nostro obiettivo non è certo quello di competere con Manchester United o Arsenal, ma vedremo fin dove potremo arrivare. Sono qui per dare supporto a Neil in tutto quello che vorrà fare'.


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domenica 12 dicembre 2010

The Cure 'Best Of', la compilation più bella (e con una rarità) è edita solo in Ucraina

In attesa di poter finalmente ascoltare materiale inedito (il dark album, seconda parte di '4:13 Dream', è in naftalina dalla fine del 2006!), di assoluto interesse è una raccolta ufficiale che la Universal ha pubblicato esclusivamente sul mercato ucraino. 'Best Of The Cure', è questo il titolo del CD edito nel febbraio 2009 dalla Moon Records. Merito della scoperta va all'eccellente sito TheCureRecords.com. Con le sue 22 tracce rimasterizzate il disco è la migliore raccolta della band inglese dai tempi di 'Staring at the Sea-The Singles' del lontano 1986. Superiore a 'Galore-The Singles 1987-1997' e al più recente 'Greatest Hits' del 2001 fatto uscire in versioni differenti, una per il Regno Unito e un'altra per il resto del mondo. Oltre a riproporre brani come 'The Blood' (uscito come singolo in Spagna) e 'Jumping Someone Else's Train', la caratteristica principale di 'Best Of' è l'inclusione della versione rimasterizzata di 'Killing an Arab', assente in ogni altra riedizione del catalogo della band inglese perchè ritenuta poco politically correct, motivazione mai ufficialmente ammessa ma assai spesso sussurata. In passato, per aggirare l'ostracismo degli Usa verso questo brano, Robert Smith arrivò persino a modificarne il testo durante i concerti trasformando la frase del titolo in 'killing... someone else in the world' (!). Il singolo d'esordio, datato 1978 e ispirato dal romanzo 'Lo Straniero' di Albert Camus, non è stato neppure inserito nella ripubblicazione in doppio CD di 'Three Imaginary Boys' del 2004 o in quella, imperdibile, che l'etichetta russa Lilith Records ha realizzato nel 2007. L'artwork e la scelta dei brani di 'Best Of' sono accreditati alla Universal Music Lebanon.

Questa è la tracklist dell'album:
01. Boys Don't Cry (2:42)
02. Close to Me (3:41)
03. Just Like Heaven (3:32)
04. A Forest (4:44)
05. Freakshow (2:30)
06. The Walk (3:31)
07. Lullaby (4:10)
08. Killing An Arab (2:22)
09. The End of the World (3:43)
10. Friday I'm in Love (3:35)
11. Let's Go to Bed (3:34)
12. Alt. End (4:30)
13. The Lovecats (3:40)
14. The Blood (3:43)
15. Jumping Someone Else's Train (2:56)
16. Sleep When I'm Dead (3:51)
17. Inbetween Days (2:58)
18. Mint Car (3:29)
19. High (3:35)
20. Lovesong (3:28)
21. Cut Here (4:10)
22. Pictures of You (4:47)

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sabato 11 dicembre 2010

Genoa-Napoli 0-1: Hamsik insacca, poi è assedio rossoblù ma Forte De Sanctis resiste!

Un colpo di testa vincente di Hamsik al 25' regala il successo ad un Napoli che dimostra di saper vivere bene negli altissimi piani della classifica. Il Genoa, lento e impacciato nel primo tempo ma più vigoroso nella ripresa, non riesce però a evitare la quarta sconfitta casalinga. La squadra di Mazzarri, ordinata e brava anche al momento di soffrire, passa un esame importante in vista del prosieguo della stagione. Ospiti in dieci negli ultimi spiccioli di gara per il doppio giallo rimediato da Pazienza. Mai prima di stasera, dal contemporaneo ritorno nella massima serie dei due club, il Napoli era riuscito a battere i rossoblù.

FORMAZIONI - Ballardini scioglie gli ultimi dubbi della vigilia senza particolari contrattempi. Davanti a Eduardo sistema una linea difensiva a quattro composta da Rafinha, Ranocchia, Dainelli e Criscito; mediana con Rossi, Milanetto e Veloso; davanti al trequartista Kharja si piazzano Palladino e Toni.
Senza l’infortunato Lavezzi e lo squalificato Grava a protezione di De Sanctis Mazzarri schiera Campagnaro, Cannavaro e Aronica; centrocampo di sostanza con Maggio, Gargano, Pazienza e Dossena; Hamsik e Zuniga supporti di Cavani prima punta.

PARTITA – Il 100° confronto tra Genoa e Napoli vede immediatamente chiamare in causa i portieri su diagonale sinistro di Zuniga e colpo di testa di Ranocchia. Azzurri più organizzati e con una fluidità di movimento che spicca al cospetto di un avversari che vivono di fiammate all'assidua ricerca dell'opportunità su calcio piazzato. Gli ospiti dal canto loro sono però abilissimi a sfruttare le poche palle ferme concesse. Come al 25' quando Gargano pennella sulla zucca di Hamsik una punizione che vale lo 0-1. Per assistere a qualcosa di pericoloso e colorato di rossoblù occorre attendere una decina di giri di lancetta ma Zuniga e Dossena sventano le ipotesi di conclusione di Rossi e di Milanetto. Prima dell'intervallo Campagnaro e Toni si strattonano in area con l'attaccante a reclamare inutilmente il penalty.
La ripresa comincia con Mesto e Rudolf al posto di Veloso e della controfigura di Palladino. Dopo pochi secondi Brighi sorvola su un tocco con il braccio di Maggio in azione nei propri sedici metri. Il Genoa non è ancora bello ma almeno si fa arrembante e per poco De Sanctis non viene beffato da un tiro a campanile di Milanetto. Allo scoccare dell'ora di gioco uno scambio tra Rudolf e Mesto termina con la palla a danzare lungo tutto lo specchio della porta per poi accomodarsi sul fondo. Poco dopo è Toni, servito dall'ungherese, a non trovare il colpo vincente da pochi centimetri. Mazzarri si spaventa e prova a mischiare le carte: fuori Zuniga, dentro Yebda. Si vede anche Destro per Kharja. Al 76' Rossi calcia sull'esterno della rete da posizione favorevolissima. Il Napoli regge l'urto delle spallate dei genoani che non riescono a capitalizzare gli sforzi profusi. All'85' Pazienza rimedia un secondo giallo e lascia in dieci i suoi. Prima del triplice fischio Destro, ben servito da Toni, sfiora il pari con un pallonetto che esce d'un soffio sulla traversa.

CHIAVE - La velocità delle manovre offensive partenopee è costante fonte di disagio per i Grifoni che tengono un passo diverso per buona parte della gara. Quando poi è il Genoa a prendere in mano il pallino del match la mancanza di lucidità e idee si rivela la principale alleata dei Mazzarri's boys.

CHICCA - La traiettoria disegnata da Gargano per servire ad Hamsik il pallone del vantaggio è talmente perfetta che sulla difesa genoana ha l'effetto sindrome di Stendhal. A risvegliarla dal torpore è il boato dei tifosi ospiti che non sembrano credore ai loro occhi!

TATTICA - 4-3-1-2 per Ballardini; 3-4-2-1 per Mazzarri che, contro il collega di Ravenna, sinora non aveva mai vinto (1 sconfitta e 3 pareggi).

MOVIOLA - Non è un caso che a Brighi venga affidata una delle partite più impegnative in programma. L’avvocato di Cesena conferma la fama di direttore dal cartellino facile, qualità che lo fa tenere in massima considerazione da parte dei suoi superiori. Al 45' Campagnaro e Toni si strattonano in area, l'attaccante finisce a terra ma rimedia solo una punizione contro. La sensazione è che le proteste genoane non abbiano fondamento. Più evidente è invece il contatto del braccio di Maggio con la palla nella ripresa. Anche stavolta Brighi sorvola. L'espulsione di Pazienza per doppia ammonizione non fa una piega.

PROMOSSI & BOCCIATI - Hamsik essenziale, anche in veste di goleador, come nelle sue giornate migliori. Nella ripresa non riesce ad incidere come è nelle sue corde per sfruttare la vicinanza di quell'extraterrestre chiamato Cavani. (voto 6.5).
Toni patisce eccessivamente le “cure” dei difensori avversari. A forza di giocare di sponda sembra aver dimenticato il suo compito principale: tirare in porta, centrandola (voto 5.5).
Rafinha soffre in difesa e si smarrisce al momento di portare su la squadra. Non è questo il tipo di personalità di cui questo Genoa ha disperato bisogno (voto 5).
Kharja non incide quanto il suo ruolo vorrebbe. Le giocate con raziocinio sono rare quanto le verticalizzazioni per le punte. Dopo 67 minuti indisponenti viene sostituito fra i fischi di delusione dei tifosi (voto 4.5).
Pazienza riesce a beccarsi 2 ammonizioni in tredici minuti. E' un peccato troppo grave per non meritare l'insufficienza. (voto 5).

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[Articolo per Goal.com dell'11 dicembre 2010]

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