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martedì 6 gennaio 2015
Genoa-Atalanta 2-2: Quando anche una rimonta può chiamarsi impresa
Non riesce neppure contro l'Atalanta, al Genoa, l'acuto che avrebbe potuto certificare il tanto agognato salto di qualità. Stavolta la formazione di Gasperini si fa imporre il 2-2 casalingo rimontando, con un rigore di Iago Falque (51') e una rete di Matri (68'), il doppio svantaggio siglato in contropiede da Zappacosta (37') e Moralez (49'). Gara vivace ma confusa. Contenitore di rammarichi ai padroni di casa assai distratti e imprecisi ma anche di buone impressioni per gli ospiti, prevedibili come una telenovela anni Ottanta, ma comunque efficaci nel recitare la loro parte. LESTIENNE E DENIS, CHANCES IMMEDIATE – Gasperini ha le idee chiare nel disegnare il suo 3-4-3 che prevede l'estremo Perin con Roncaglia, Burdisso e De Maio; Edenilson, Bertolacci, Rincon e Antonelli in mediana; Iago Falque e Lestienne esterni d'attacco a sostegno di Matri. Colantuono si affida a un più compatto 4-4-1-1. Davanti a Sportiello sistema in copertura Bellini, Benalouane, Stendardo e Dramè; Zappacosta, Baselli, Carmona e D'Alessandro formano la linea centrale mentre Moralez, e più avanti Denis, hanno i principali compiti offensivi.
GRIFONE, PARTENZA SPRINT – Che il Genoa abbia intenzioni bellicose lo fanno capire Matri (due volte) ed Edenilson. Per lunghi tratti gli ospiti, surclassati dalla verve avversaria, badano soprattutto a contenere le spinte contrarie faticando un mondo a uscire davvero dal guscio.
ZAPPACOSTA, CHE LAMPO! – Che però l'inerzia possa subire modifiche lo si intuisce quando, fra una perdita di tempo e l'altra, l'Atalanta abbozza prove di contropiede. Uno di questi mette in condizione Zappacosta di vincere un duello con Burdisso e, dalla sinistra, fiondare un diagonale che non lascia scampo a Perin. Il Genoa cerca soluzioni crossando dalla destra in maniera industriale ma inefficace; e con Lestienne (scattante ma carente in fantasia) che si trova spesso a dover tornare sui suoi passi per mancanza di supporto. Il tempo si chiude con un doppio intervento di Perin su idea di Denis.
FUOCHI D'ARTIFICIO - Al rientro ci si attende un Genoa arrembante, ma a battere ancora il colpo più forte è la Dea: immediato raddoppio di Moralez su contropiede innestato da un errore del distratto Roncaglia, poi sostituito con Fetfatzidis. Come nel primo gol, l'assistman è Baselli. Neppure il tempo di godere l'ipotesi di un finale in discesa che a riportare presto in corsa i padroni di casa è poi un ineccepibile rigore di Iago Falque causato da Benalouane su Matri.
LO SQUILLO DI MATRI – Gli errori aumentano. Il Genoa prova a sopperire con il cuore a una crescente confusione in fase di manovra. L'Atalanta si affida alle solite ripartenze. La più bella mette in condizione Moralez di far calare il sipario sul pomeriggio. Tutto bello, tutto quasi perfetto se la natura non avesse creato un Perin in versione felina. E' il preludio del pareggio, messo a segno poco dopo in mischia da Matri. Gasperini esulta e fa esordire Tino Costa. Dall'altra parte entrano Bianchi e Migliaccio per cercare di tenere a freno la smania di assedio rossoblu soffocata, in pieno recupero, da uno strepitoso intervento di Sportiello su Fetfatzidis.
[Articolo per Goal.com del 6 gennaio 2015]
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Football: Genoa 1893
domenica 21 dicembre 2014
Sampdoria-Udinese 2-2: Rincorse e rimonte, al Ferraris si chiude con lo spettacolo
Partita bella e avvincente, quella che alla Sampdoria e all'Udineseporta un altro punto alla loro classifica. Il 2-2 finale - con reti di Obiang (15'), Geijo (30'), Danilo (34') e Gabbiadini (60') - delinea l'andamento scoppiettante di una sfida nella quale i ragazzi di casa hanno osato con più continuità. Legni colpiti da Geijo e Cacciatore. Nel finale Hertaux viene espulso per doppia ammonizione.
GABBIADINI ALL’ADDIO, THEREAU DALL’INIZIO – Si affida al 4-3-3, Mihajlovic per tornare alla caccia del terzo posto. Nessuna grossa novità nel suo undici con il portiere Romero e i difensori De Silvestri, Gastaldello, Regini e Mesbah;, i centrocampisti Soriano, Palombo e Obiang; davanti conferma per Gabbiadini (al commiato davanti ai doriani), Okaka ed Eder.
Stramaccioni, che deve fare i conti con assenze pesanti come quelle di Allan, Domizzi, Piris e Muriel, opta per il 4-4-1-1 risolvendo l’enigma-attaccante a favore di Thereau con l’inossidabile Di Natale pronto a fare staffetta. Per il resto la formazione è quella annunciata con l’etremo Karnezis; Belmonte, Heurtaux, Danilo e Pasquale; Widmer, Badu, Pinzi e Kone a presidiare la mediana e Geijo dietro la punta principale.
OBIANG PUNTUALE AL GOAL – La Samp dimostra subito di gradire molto l'atmosfera festaiola che l'accoglie al Ferraris. Partenza sprint e vantaggio dopo un quarto d'ora grazie ad Obiang lesto ad approfittare di una corta respinta di pugno di Karnezis. Kone potrebbe dare un senso alla reazione bianconera ma il suo piattone va alto.
GEIJO & DANILO, CHE UNO-DUE! – Gioca insistendo con fraseggi prolungati, l'Udinese. A scardinare con forza la blindatura dei padroni di casa sono Geijo e Danilo. Il primo pareggiando con un tocco ravvicinato che sorprende Gastaldello e Romero, il secondo realizzando poco dopo il sorpasso di testa. Lo scuotamento del match ne aumenta inevitabilmente la tensione.
BLUCERCHIATI ALL'ASSALTO – Riparte carica di aggressività, la formazione doriana. Attacchi in massa e veementi che mettono a dura prova la resistenza avversaria che capitola su poderosa incornata di Gabbiadini su cross dalla destra di Soriano.
PALI DI GEIJO E CACCIATORE – Il ritrovato equilibrio galvanizza una Samp che non intende accontentarsi e continua l'assedio. È bravo Karnezis a ribattere una saetta di Palombo. Agli ospiti non resta che affidarsi a improvvise, quanto rare e difficoltose, ripartenze. In una di queste Geijo colpisce l'incrocio. Sul finire Hertaux rimedia il secondo giallo e poi il neo entrato Cacciatore sfiora il vantaggio colpendo un palo.
[Articolo per Goal.com del 21 dicembre 2014]
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Football: Sampdoria
domenica 14 dicembre 2014
Genoa-Roma 0-1: Nainggolan porta la Juventus ad un solo punto di distanza
La sfida Champions sorride a una Roma bella tosta. I capitolini, in superiorità numerica per oltre un'ora dopo l'espulsione di Perin, si vedono parare un penalty di Ljajic da Lamanna e poi passano con Nainggolan (40'). Il Genoa, costretto a rivoluzionare tutto durante il match, sfodera una prestazione tutta cuore e nervi che però non basta ad evitare la sconfitta. Insufficiente, e a tratti indisponente, la direzione di Banti che, nell'intervallo, espelle anche Gasperini per proteste e all'ultimo respiro annulla il possibile pari di Rincon.
MODULI ALLO SPECCHIO - Tutti con il 4-3-3. Gasperino, senza l’acciaccato Kucka, punta su Roncaglia, Burdisso, De Maio e Antonelli a protezione diretta di Perin e affidando a Bertolacci, supportato dal rientrante Rincon e Sturaro sugli esterni, il compito di agire in mezzo; davanti conferma per Falque e Perotti con Matri punta più avanzata.Il rilancio, senza De Rossi squalificato, Garcia lo cerca presidiando le retrovie con De Sanctis; Marconi, Astori, Yanga-Mbiwa e Holebas; Nainggolan, Keita e Pjanic sono il trio di centrocampo mentre quello offensivo vede Florenzi insieme a Ljajic e Gervinho.
PERIN E L'ESPULSIONE CHE PESA - Coraggio, disimpegni in scioltezza e opportunità da entrambi i fronti ma Roma assai aggressiva e brava a non lasciare punti di riferimento ai difensori avversari. Perin interviene da par suo su tentativi ravvicinati dello scatenato Gervinho e di Ljajic. Ma la sua gara finisce poco dopo espulso per fallo in area da ultimo uomo su Nainggolan. Il suo sostituto, Lamanna (sacrificato è Falque), è strepitoso nel deviare l'angolata conclusione di Ljajic.
NAINGGOLAN, L'ACROBATA GOLEADOR - Il portiere genoano nulla può invece fare su una semi-girata dal limite di Nainggolan, servito da Marconi, con sfera nell'angolino alla sua destra. Con gli avversari che accusano il colpo, prima del riposo Ljajic manda alta la palla del raddoppio ma, nel recupero, Matri finisce un contropiede impegnando De Sanctis.
ANCHE GASPERINI ESPULSO -Per la ripresa non ci sono più Gasperini, espulso anche lui, e Matri rilevato da Edenilson. Con la sfida messa tutta in salita, i rossoblu provano a non mostrarsi domi davanti a una Roma decisa a chiudere i conti approfittando dei vantaggi acquisiti. Lamanna salva nell'area piccola su debole tocco di Ljajic.
CUORE ROSSOBLU, CONTROLLO GIALLOROSSO - Pinilla viene inserito con un enorme carico di speranze sulle spalle. Gervinho approfitta di uno svarione di Roncaglia ma spreca per centimetri. Nonostante tutto il Genoa fa di tutto per restare in partita e Perotti non riesce a inquadrare il bersaglio. C'è anche Totti in un finale tesissimo nel quale gli ospiti riescono a controllare offrendo al neo entrato Iturbe una ghiotta occasione. Nell'ultimo minuto Rincon segna ma Banti annulla per un dubbio fuorigioco.
[Articolo per Goal.com del 14 dicembre 2014]
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Football: Genoa 1893
lunedì 1 dicembre 2014
Sampdoria-Napoli 1-1: Super Eder illude Marassi, Zapata salva gli azzurri
Duvan Zapata rilancia al terzo posto il Napoli agguantando al 92' un 1-1 che punisce in maniera amarissima una Sampdoria portatasi meritatamente in vantaggio con una rasoiata di Eder al 57'. Gli ospiti, per troppo tempo a corto di idee e di ossigeno di fronte all'ennesima prova convincente dei ragazzi di Mihajlovic, raddrizzano il match giocando in dieci per l'espulsione di Koulibaly.
RIVOLUZIONI MIHA E BENITEZ – Cambio di modulo e di undici per la Samp che scende in campo con un 4-3-1-2 che prevede De Silvestri, Silvestre, Romagnoli e Mesbah davanti a Romero e alle spalle di Palombo, Obiang e Rizzo mentre Soriano finisce dietro Okaka ed Eder con Gabbiadini a prendere posto fra le riserve. Anche Benitez nel suo 4-2-3-1 mischia le carte. Davanti a Rafael si rivedono Maggio e Britos esterni, conferme per Albiol e Koulibaly in mezzo; a centrocampo Inler torna a far coppia con David Lopez mentre il trio offensivo a supporto di Higuain è composto da Callejon, Hamsik e Ghoulam.
ATTENZIONE SAMP - È una deviazione di spalla di Ghoulam che lambisce il palo destro di Romero ad accendere la miccia di una sfida contraddistinta da una intensa fase di studio e da imprecisioni. I blucerchiati, spazi stretti e caparbietà, applicano i dettami richiesti dal loro mister ottenendo mischie preziose.
ROMERO DOMA HIGUAIN - I partenopei, assai macchinosi, si affacciano raramente dalle parti di Romero che, all'occorrenza, dimostra tempismo come quando sfila una palla avvelenata tra i piedi di Higuain in fuga: estemporaneità in una frazione che la Samp gioca segregando gli avversari nella loro metà campo.
RASOIATA EDER - Ricerca fiducia in se stesso il Napoli, che reclama un penalty per strattonamento di Rizzo su Albiol. Ma quando la squadra di Benitez sembra essere sulla strada giusta, Eder sfodera un rasoterra destro dal limite che vale l'1-0. Entra Mertens ma è ancora Higuain a poter scoccare a rete trovando ancora il portiere.
DUVAN ZAPATA E IL PARI INASPETTATO - Organizzazione e pressione restano le caratteristiche fondamentali della Samp anche di fronte all'obbligata reazione ospite. Al finale partecipano anche Gabbiadini (ancora pungente su punizione) e Duvan Zapata, dentro per un Hamsik opaco. Eder, inarrestabile, costringe Koulibaly a rimediare il secondo giallo. Ma proprio quando il destino della sfida sembra ormai chiuso, è proprio l'ultimo entrato a trovare il pareggio, di testa in mischia su cross dalla sinistra di Ghoulam.
[Articolo per Goal.com del 1° dicembre 2014]
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Football: Sampdoria
lunedì 24 novembre 2014
Genoa-Palermo 1-1: Tante emozioni al Ferraris, decidono il pari Dybala e Bertolacci
Il sogno terzo posto il Genoa lo deve lasciare nel cassetto. Il gran salto le viene impedito da un Palermo bello e gagliardo che, passato momentaneamente in vantaggio con Dybala (7'), viene raggiunto da Bertolacci (30') in "collaborazione" con Antonelli che ci mette una deviazione forse decisiva. La sfida, brillante anche se dal tasso tecnico non eccelso, lascia un po' di amaro in bocca anche ai siciliani, fermati da un palo di Vazquez e dalla solita prestazione maiuscola di Perin.
SUBITO DUELLO MATRI-DYBALA – La formazione per l’assalto al podio Gasperini la distende sul suo prediletto 3-4-3. A cercare di far diga davanti a Perin vanno Roncaglia, Burdisso e Marchese; Edenilson, Bertolacci, Greco e Antonelli si sistemano in mezzo con Matri assistito da Falque e Perotti.
Iachini opta per un 3-5-1-1 che prevede l’estremo Sorrentino protetto dalla linea Munoz-Gonzalez-Andelkovic; centrocampo di spessore con Morganella e Lazaar esterni; Crochev e Barreto con Maresca in regia; davanti la coppia d’oro Vazquez-Dybala.
PENNELLATA D'AUTORE - L'intraprendenza rosanero sfoggiata nella zona centrale del campo sorprende un Grifo che parte in maniera impacciata e cede quasi subito su magia mancina ad effetto di Dybala: sfera sotto l'incrocio alla destra di Perin. Il portiere genoano respinge poi su Lazaar mentre Marchese salva sulla linea la ribattuta dello scatenato autore del vantaggio.
IL GRIFO ALZA LA TESTA - Pian piano però i padroni di casa si scrollano di dosso parte della tensione, guadagnano metri e ottengono l'1-1 con un chirurgico destro rasoterra dal limite fiondato da Bertolacci e leggermente intercettato da Antonelli. La sfida si fa incandescente. Sempre Antonelli calcia su Sorrentino la palla del sorpasso invece di appoggiarla a Matri meglio piazzato di lui. Poi Perin è strepitoso a fermare Dybala lanciato in contropiede.
VAZQUEZ E IL PALO - Avvio di ripresa con dentro Pinilla e Fetfatzidis al posto di Falque e Matri. La vivacità resta il leit-motiv della serata. Così come le emozioni improvvise che si rinnovano su un tiro pazzesco di Vazquez a scheggiare un palo che trema a lungo. Quaison, appena entrato, usa il colpo di testa per bruciare i guanti di Perin e per poi sfiorare il bersaglio grosso.
PEROTTI NON BASTA - Il Palermo è pericolosissimo quando riesce a partire in velocità intercettando le trame che i padroni di casa cercano in maniera incessante. Pinilla è impreciso sotto rete e Perotti costruisce e difende in maniera egregia. Inutile, però, il forcing finale.
[Articolo per Goal.com del 24 novembre 2014]
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Football: Genoa 1893
domenica 2 novembre 2014
Sampdoria-Fiorentina 3-1: Liguri con vista Champions, sprofondo Viola
Resistenza, ripartenza e goal. È semplice ed efficace, seppur molto dispendiosa, la strategia vincente della Sampdoria per sconfiggere una Fiorentina che gira a mille sbattendo invariabilmente sugli avversari. Palombo su rigore (27'), Rizzo (42') e Savic (45') imprimono il senso ad una partita contraddistinta anche da un penalty che Gonzalo Rodriguez si fa parare. Nella ripresa Eder (77') sfrutta superbamente un contropiede. EDER E GABBIADINI IN PANCA, PIZARRO OUT – L’allarme-difesa e il bisogno turn-over hanno movimentato i pensieri di Mihajlovic sino a poche ore dall’inizio. Con Eder e Gabbiadini portati in panca, il tecnico serbo propone una difesa a 3 con Cacciatore, Palombo e Regini a diretta protezione di Romero; De Silvestri, Rizzo, Obiang, Soriano e Mesbah presidiano la mediana con Okaka e Bergessio davanti. Montella schiera il portiere Neto con Richards, Gonzalo Rodriguez, Savic e Alonso linea arretrata; Borja Valero, Badelj e Aquilani a centrocampo mentre il trio d’attacco iniziale è composto da Cuadrado e Ilicic con Babacar punta centrale.
A VISO APERTO - Vietato risparmiarsi. È questo il comune diktat d'avvio. Ne guadagna l'intensità di una sfida segnata dalla veemente richiesta di un penalty dopo uno scontro in area fra Okaka e Neto. Babacar e Rizzo sfiorano il bersaglio grosso ma senza troppa convinzione.
RIGORI E FUOCHI D'ARTIFICIO - Ai doriani la chance dal dischetto capita quando Aquilani tocca da dietro Soriano: Palombo non sbaglia. La fallisce invece Gonzalo Rodriguez, calciando addosso a Romero, quando Giacomelli decreta la massima punizione anche ai Viola. Nel finale di tempo Rizzo, all'esordio da titolare, raddoppia da posizione defilatissima sulla sinistra e Savic accorcia le distanze con un colpo di testa su azione d'angolo.
ASSEDIO VIOLA, OKAKA GIGANTE - Pizarro, Gonzalo e Pasqual per Badelj, Richards e Cuadrado sono le mosse che Montella si gioca per dare più sostanza alla spinta profusa in massa dai suoi nella ripresa. Eder e Krsticic per Bergessio e Rizzo è la risposta. Gli ospiti ricamano sempre palla a terra, ma è sempre Okaka a tirare a rete su azioni di rimessa. Neto è sveglio.
EDER LA CHIUDE - Il muro blucerchiato regge nella chiusura di quasi tutti i varchi pur cedendo progressivamente terreno. Gomez impegna rasoterra Romero. Ma è ancora la Samp ad andare a rete, è un micidiale contropiede di Eder a frustrare nella maniera più atroce gli sforzi degli ospiti.
[Articolo per Goal.com del 2 novembre 2014]
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