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Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Aurelio Galleppini ~ ‘Tex Willer e i suoi pards’

sabato 19 aprile 2014

Genoa-Cagliari 1-2: Rimonta sarda capitolo due, si ripete l'andata

La prima vittoria esterna stagionale il Cagliari la conquista su un Genoa sfilacciato e inconcludente al quarto stop consecutivo. Sau (37') e Ibarbo (82') annullano e superano l'immediato vantaggio di De Maio (3'). A quel goal i Grifoni si aggrappano sino a quando gli avversari non decidono di fare sul serio mettendo a nudo tutte le difficoltà di una squadra incapace di restare lucida se non a sprazzi. FORMAZIONI – Gasperini, reduce da tre sconfitte consecutive, punta su un 3-4-3 che, dal portiere Perin, si sviluppa con Burdisso, De Maio (preferito a Portanova) e Marchese arretrati; Motta, Sturaro, Bertolacci e Antonelli in mezzo; Konate, Gilardino e Sculli davanti. Pulga, alla ricerca di punti per l’aritmetica salvezza, preferisce un modulo leggermente più coperto e, nel suo 4-3-1-2 propone l’estremo Avramov protetto da Pisano, Rossettini, Astori e Avelar; Dessena (recuperato in extremis), Conti e Eriksson in mediana; Ibraimi trequartista riconfermato dietro Sau e Ibarbo. PRIMO TEMPO – Neppure tre giri di lancetta e De Maio va già in goal, sinistro ravvicinato, sul sugli sviluppi del primo angolo. Gli ospiti abbozzano reazioni che sbattono sulla smania di un Genoa ancora pericolosissimo con Gilardino disinnescato da un salvataggio sulla linea di Astori. Il consolidamento dell'inerzia viene fatto saltare da Sau. Il bomber decide di far da sé rubando palla a un gruppetto di genoani incapaci gestirla per poi scucchiaiarla alle spalle di Perin. Il pari ha l'effetto di sovvertire lo spirito con cui le squadre giocano l'ultima parte della frazione e il resto della sfida. SECONDO TEMPO – Perico sostituisce Pisano subito ko. Il Genoa fatica a riprendere il filo del discorso smarrito dopo aver subìto il pareggio. È così ancora Sau a spaventarlo con una fiondata a lato. Ma, in generale, è tutto il Cagliari a muoversi più in scioltezza. Cofie rileva Konate per dare più sostanza in mezzo, Fetfatzidis entra per Sculli per cercare di guadagnare qualche metro in più. I sardi, tuttavia, riescono a stare in equilibrio nonostante un'incursione di Gilardino (atterrato in area) e Antonelli che mettono scompiglio nella difesa ospite. La retroguardia di casa resta inguardabile, Sau e Ibarbo lo capiscono meglio di tutti: il primo ruba palla costringendo alla respinta Perin e il secondo trova addirittura il sorpasso e, nel finale, potrebbe fare tris. Allo scadere Gilardino segna in fuorigioco il possibile pareggio. CHIAVE - Pochi calcoli, per scelta e per limiti strutturali di entrambe le squadre, danno vita a un match con pochissime pause. Meglio gli ospiti, bravi a cercare il colpaccio e a tenere il campo con maggior ordine. MOVIOLA – Direzione positiva del barese Celi, puntuale anche nel giudicare situazioni molto delicate come quella che ha determinato il vantaggio genoano. Dubbi su un rigore ai danni di Gilardino non fischiato per concedere il vantaggio. [Articolo per Goal.com del 19 aprile 2014] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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