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venerdì 11 ottobre 2019
"Oltre il muro di Berlino. Con i Depeche Mode in Germania dell’Est alla ricerca della scena post-punk e new wave" di Sascha Lange e Dennis Burmeister
Negli archivi del “Question & Answer” di colui che tra il 1982 e il 1995 diede un’impronta decisiva allo stile musicale dei DM, sta forse la migliore risposta a uno dei luoghi comuni effettivamente più ripetuti fra gli anni Ottanta e Novanta.
Ma la questione, vista dall'esterno, è decisamente più sostanziosa perché l’impatto musicale, visuale e sociale che i Depeche Mode hanno avuto da quelle parti è stato molto più profondo di quanto potesse apparire in quei giorni. I testi politici presenti in album come Construction Time Again e Some Great Reward, ad esempio, esaltavano critiche al sistema e desideri di libertà rivoluzionaria, anche quella più personale.
La British Invasion era una realtà monopolizzante che spaziava dalla new wave, al rock, al pop e al post-punk. Ce n’era per tutti i gusti. E in quel contesto i DM hanno sempre avuto la particolarità di proporsi con le sonorità e il look ideale, mutando e crescendo con il mutare e il crescere del mondo. Quella musica che in Occidente esprimeva senso di ribellione vissuto in maniera semplice e condivisa, in posti come la Germania Est, nei diversi bacini di fede comunista o con regimi autoritari, era letteralmente proibita. In quegli anni censura e cortina di ferro erano considerate essenziali per gestire le giovani menti. Ma cosa c’è di più seduttivo fra gli adolescenti (ma non solo) di ciò che è proibito? Non è, a livello sociologico, il chiavistello ideale per aprire menti e scatenare forze sopite?
A tracciare un perfetto quadro della situazione, grazie alle edizioni Goodfellas, arriva anche in Italia Oltre il muro di Berlino. Con i Depeche Mode in Germania dell’Est alla ricerca della scena post-punk e new wave, libro di Sascha Lange e Dennis Burmeister già autori della bibbia per collezionisti Depeche Mode: Monument. Nel trentennale della caduta del Muro getta uno sguardo finora inedito sulle dinamiche interne di una sottocultura giovanile e sulla quotidianità dei giovani nella DDR prima della caduta del muro. Gli anni '80 visti da Berlino Est attraverso l'ascesa di una band-fenomeno sociale come i Depeche Mode. Segue il filo rosso della scena musicale dell’epoca affrontando l’argomento da focus trasversali: radio, riviste, band, tv di una Berlino che, in bilico tra Oriente e Occidente, ardeva di tensioni ed energie sotto il manto di una cenere spazzato via dalla storia.
Nato in origine col titolo Behind the wall: Depeche Mode fankulture in der DDR è l'edizione italiana è arricchita da un’introduzione di Giancarlo Riccio sulla Berlino Ovest d’epoca, tratta dal suo libro Nina Hagen Wagnerian Rock. Il volume contiene in allegato una compilation di musica new wave e post-punk made in DDR (Rosengarten. Die Vision, Die Art, The local Moon, Ornament & Verbrechen, ecc). Settanta minuti di brani inediti, valore aggiunto e tutt’altro che superfluo. Per acquistarlo è sufficiente cliccare QUI. - © RIPRODUZIONE RISERVATA
martedì 11 dicembre 2018
Genoa (Mario Improta) e Sampdoria (Lorenzo Licalzi) proseguono il derby in libreria
Diversi, ma comunque altrettanto interessanti, sono i volumi editi dalla genovese Fratelli Frilli, da diciott’anni fonte di opere dagli ambiti più vari ma dal comune denominatore di una qualità certificata e mai banale.
"NUMERI ROSSOBLU" di Mario Improta e "CERCHIATO DI BLU" di Lorenzo Licalzi sono libri con intenti e gestazioni tutt’altro che simili ma, ciascuno per sé, meritevoli di assoluta attenzione e di acquisto.
Quello dedicato al club più antico d’Italia ne racconta, dalla sua fondazione nel 1893, la storia: risultato per risultato e formazione per formazione, con aneddoti e schede di tutti coloro che la divisa rossoblù l’hanno indossata almeno una volta, in campo o in panchina. Quella redatta con passione da Improta è una meticolosa raccolta statistica, certamente utile per chiunque abbia il grifone nel proprio cuore ma anche per tutti gli appassionati del football per diletto o lavoro.
Molti meno numeri, ma tanti racconti e umori, sono quelli che Licalzi offre invece nell’antologia degli articoli pubblicati nella sua rubrica curata dal 2010 per il Secolo XIX e che dà il titolo del libro. L’inedito “Dio è blucerchiato” apre una rassegna di ricordi, pensieri, contrappunti, godimenti, sofferenze (represse e manifestate) e inevitabile punzecchiature dedicate ai rivali di sempre e per sempre. Il tutto con la sagacia di chi sa giocare con le parole e gli umori propri e altrui.
Link al libro "NUMERI ROSSOBLU' " di Mario Improta: http://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=614&controller=product
Link al libro "CERCHIATO DI BLU" di Lorenzo Licalzi:
http://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=619&controller=product
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domenica 15 maggio 2016
Genoa-Atalanta 1-2: Kurtic affonda il Grifone, ancora a segno Pavoletti
giovedì 5 maggio 2016
‘La Tribù del Calcio’, Desmond Morris aggiorna la bibbia del football e José Mourinho ne scrive la prefazione
“Il calcio è la rappresentazione teatrale del nostro bisogno di cacciare, oggi come ieri”, Desmond Morris.
Anche il football ha la sua bibbia. È La tribù del calcio, finalmente ripubblicata in questi giorni grazie al lavoro dell’editore Rizzoli e alla voglia del suo autore, l’ottantottenne Desmond Morris, di rimettere mano (in realtà non moltissimo) a una creatura già perfetta al momento del suo concepimento ed ora arricchita da una prefazione di José Mourinho e da fotografie più recenti.
A scriverla, nel 1981, fu l’allora cinquantenne zoologo ed etologo inglese che nel ’54 conseguì il dottorato ad Oxford e nel ’78 si tolse il gusto di ottimizzare la propria passione sportiva divenendo direttore sportivo dell’Oxford United. In mezzo, 1967, vi fu la pubblicazione del rivoluzionario saggio La scimmia nuda che gli valse fama assoluta affrontando l’evoluzione del comportamento umano sin dalla preistoria.
Produrre quell’opera fu tuttavia più agevole che scrivere La tribù del calcio, a suo tempo edito dalla British Library e arricchito da illustrazioni dell’English Football Museum. Ci volle infatti un decennio di travagliata gestazione prima che Morris decise che quel lavoro sociologico fosse pronto per essere dato alle stampe; colpa della molteplicità di aspetti che emergevano confrontando comportamenti, riti e mitologie del football con quelle tribali. Tutti ingredienti appetitosissimi per uno studioso con l’animo di avventuriero in cerca di nuovi territori di studio. L’uscita del libro dischiuse un intero mondo ad appassionati, neofiti e snobisti dello sport più popolare del globo e aprì nuove visioni del calcio e dei suoi adepti avendo anche l’effetto di dare il via a cascate di bibliografie dedicate al football.
Per andare alla pagina ufficiale della Rizzoli cliccare QUI.
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