Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

martedì 5 gennaio 2016

Genoa-Sampdoria 2-3: Cassano show, Pavoletti non basta al 'Grifone'



La Sampdoria fa suo il derby della Lanterna per 2-3 strapazzando per oltre un'ora un Genoa dai limiti tecnici a tratti imbarazzanti. Alla formazione di Montella per primeggiare basta svolgere un compitino ordinato mirato ad ottimizzare i ripetuti vuoti avversari. A segno vanno Soriano (14' e 49') ed Eder (35') su assist di un Cassano ritrovato. La partita, di qualità non proprio eccelsa, sembra chiudersi con la terza segnatura blucerchiata ma una doppietta di Pavoletti (69' e 80') ha acceso speranze di rimonta incendiando il finale con i rossoblù che sfiorano il pari e Barreto che timbra la traversa. TORNA PAVOLETTI, MONTELLA COL TRIDENTE – Gasperini si presenta alla stracittadina in grande difficoltà e con la solita situazione del mercato invernale a togliere ulteriori certezze. Sicura, invece, l'assenza dello squalificato Perotti. Sul prato circondato da uno stadio strapieno, solo all'ultimo scioglie la pretattica. Posto fisso garantito al portiere Perin e al centravanti Pavoletti sorretto a sinistra da Laxalt e a destra da Lazovic. Difesa a quattro affidata a Izzo, De Maio, Burdisso e Ansaldi; in mezzo finiscono Rincon, Dzemaili e Ntcham. Montella, che per giorni ha preparato in gran segreto la sfida, che affronta con un 4-3-3 atipico. Davanti a Viviano piazza gli esterni De Silvestri e Regini con Moisander e Zukanovic centrali; Carbonero, Fernando e Barreto a centrocampo con il trio Soriano, Cassano ed Eder in attacco. SORIANO-BOOM, LA SAMP PASSA! – Nessuna paura e sfida subito viva con i rossoblù a cercare attacchi manovrati e i blucerchiati pronti e bravi a giocare di rimessa. Rincon incorna di poco a lato, risponde Zukanovic con una rasoiata su punizione che Perin alza in angolo. È l'antipasto del vantaggio siglato da Soriano, in diagonale su servizio di Cassano e tenuto in gioco da Burdisso. La Samp controlla senza difficoltà. GENOA CONFUSO, EDER LO PUNISCE ANCORA – Lo svantaggio per il Genoa ha l'effetto di un uppercut. A confondere ulteriormente le idee ai padroni di casa è l'abilità degli attaccanti doriani di non dare alcun punto di riferimento agli avversari. Laxalt prova il jolly impegnando Viviano alla respinta. De Silvestri, infortunato, deve cedere il campo a Cassani. Quando la Samp avanza trova spazi comodi, se l'occasione capita poi a Eder il raddoppio, piattone da 15 metri, è facilissimo. Il Genoa gira lento e a vuoto, prima del riposo ha una buona chance su tiro franco ma la conclusione di Lazovic esce di poco. ECCO SUSO E RIGONI, DOPPIETTA SORIANO - Gasperini prova a dare un senso al peggior Genoa degli ultimi tempi, inserendo i due nuovi acquisti Suso e Rigoni. Ma la Samp continua a giocare in scioltezza e, alla prima occasione, Soriano sigla lo 0-3 sempre su assist di Cassano dispensatore di tocchi di classe. Il Genoa si fa vedere da Viviano con i due nuovi innesti. PAVOLETTI PROVA A RIAPRIRLA – Pavoletti, a sorpresa, realizza sugli sviluppi di un corner di Laxalt. Immediatamente dopo Lazovic a tu per tu con Viviano potrebbe riaprire il match ma calcia incredibilmente fuori. La Samp sbanda e Pavoletti trova anche il raddoppio a dieci minuti dal termine riempiendo di pathos la partita. Il neo entrato Gakpé e poi una maldestra deviazione verso la sua porta di Zukanovic avvicinano il Grifone al pareggio ma Viviano si salva. L'ultima occasione è per Barreto che colpisce la traversa in contropiede. [Articolo per Goal.com del 5 gennaio 2016] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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sabato 12 dicembre 2015

Genoa-Bologna 0-1: Rossettini abbatte il 'Grifone' in pieno recupero

È un difensore, Rossettini, a regalare in pieno recupero tre punti d'oro al Bologna spedendo all'inferno un Genoa sprecone che sbatte più volte su un Mirante in forma smagliante. La sfida sonnecchia per oltre mezz'ora prima di scuotersi grazie alle iniziative dei padroni di casa. Il Bologna, in superiorità numerica per l'espulsione di Perotti entrato nella ripresa e cacciato a dieci dal termine per una gomitata a Diawara (anche lui espulso prima del fischio finale), aveva in precedenza sfiorato il colpaccio con Destro e Mounier.NUOVA CHANCE PER PANDEV, FELSINEI COL TRIDENTE – Ancora senza Pavoletti squalificato e con Perotti affaticato, Gasperini cerca ossigeno per un Grifone svegliatosi improvvisamente sul bordo dei carboni ardenti della classifica. Davanti Perin schiera De Maio, Burdisso e Ansaldi; rinforza la mediana formata da Izzo, e Laxalt esterni con Rincon e Tachtsidis ai lati di Tino Costa; gli attaccanti sono Gakpé e Pandev, quest'ultimo ancora a secco. Dopo aver rilanciato il Bologna, Donadoni al Ferraris presenta un 4-3-3 formato dal portiere Mirante e dai difensori Rossettini, Oikonomou, Gastaldello e Morleo; Taider, Diawara e Brienza presidiano il centrocampo mentre i posti del tridente vengono presi da Mounier e Rizzo a supporto dell'ex Destro, punta avanzata, a segno in 4 delle ultime 5 gare. RITMI BLANDI, CI PROVA SOLO GAKPÉ – Difesa e sguardo alti per un Grifone smanioso di far bene ma che deve fare i conti con un Bologna ordinatissimo che, quando deve difendersi gioca con dieci uomini dietro la linea della palla. Difficile trovare varchi per entrambe le squadre, figurarsi conclusioni a rete. Nella prima mezz'ora può provarci solo Gakpé che, servito da Laxalt in fuga sulla sinistra, gira a lato da posizione favorevole. PANDEV SPRECONE, MIRANTE PRONTISSIMO – La sfida resta inchiodata dai limiti in fase di costruzione. Gli ospiti improvvisano un contropiede con Rizzo che vola per tutto il campo per poi infortunarsi al momento di servire Destro. Al suo posto entra Brighi. Il torpore si impossessa della retroguardia ospite e di Pandev che spreca un rigore in movimento e un tocco da due passi nello spazio di un minuto grazie anche ai riflessi di Mirante bravo anche su deviazione di testa di De Maio. Sono occasioni che danno energia ai padroni di casa che chiudono avanti la prima frazione. GAKPÉ GRAZIA MIRANTE – Gastaldello non rientra dagli spogliatoi, al suo posto Ferrari. Dall'altra parte Perotti rileva Tino Costa e Gasperini disegna un 3-4-1-2. Il Genoa agisce con continuità mettendo paura all'attento Mirante con Burdisso che difetta di cinismo e con mischie dalle quali i difensori hanno la meglio. Quando si dimenticano Gakpé tutto solo, il togolese calcia incredibilmente fuori. Solo al quarto d'ora Perin viene chiamato in causa per deviare un'incornata di Rossettini. PEROTTI, INGRESSO ED ESPULSIONE. ROSSETTINI DECIDE IL MATCH – Gasperini toglie Pandev per giocarsi la carta Capel. Sospinto dai propri tifosi più che da un minimo di idee, il Genoa abbozza una pressione che si spegne di fronte all'ennesima espulsione di questo campionato: Perotti reo di aver sgomitato Diawara. In pieno recupero gli ospiti passano con Rossettini che, su azione d'angolo, svetta più alto di tutti beffando un immobile Perin. Poi anche Diawara rimedia un rosso. [Articolo per Goal.com del 12 dicembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 29 novembre 2015

Genoa-Carpi 1-2: Pavoletti la combina grossa, Zaccardo punisce il Grifo

Dal Ferraris il fanalino di coda Carpi si porta a casa tre punti che rappresentano metà di quella finora ottenuti in tutta la stagione. Il Genoa gli regala subito un uomo, Pavoletti espulso dopo 5 minuti per una gomitata a Gagliolo, e non riesce a monetizzare l'immediato vantaggio di Diogo Figueiras (8'). A imprimere il segno al match sono i cambi vincenti di Castori, Borriello e Di Gaudio in particolare, rispetto alle cervellotiche scelte fatte in corsa dal collega Gasperini. È nella ripresa che gli ospiti costruiscono il successo con Borriello (57') e capitan Zaccardo (80') bravi ad approfittare di un Grifo che si scioglie con il passare dei minuti. GRIFO SPREGIUDICATO, CARPI ABBOTTONATO – Nessun esperimento per Gasperini. Nonostante l'assenza per squalifica del gioiello Perotti, il suo è un undici prevede la solita difesa a tre con Perin protetto da Izzo, Burdisso e Ansaldi; Figueiras e Laxalt laterali di centrocampo con Rincon e Tino Costa a riempire la linea; Lazovic, Pavoletti e Gakpé in attacco con Pandev pronto a subentrare in corsa. Castori, alla disperata ricerca di segnali positivi - le ultime sei gare hanno fruttato un misero punticino -, si copre con un 4-4-1-1 siberiano. Davanti a Belec piazza Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo e Letizia; mediana affidata a Pasciuti, Cofie, Lollo e Martinho mentre a Matos e Mbakogu spetta il principale compito di realizzare il miracolo. Borriello, appena recuperato, finisce in panca. FIGUEIRAS-GOAL RIMEDIA A UNA PAVO-FOLLIA – Succede subito di tutto. Una folle gomitata di Pavoletti a Gagliolo, che dopo 5', lascia in dieci i rossoblu che passano comunque poco dopo su diagonale di Diogo Figueiras appostato alla destra della porta e ignorato dai difensori ospiti. Il Carpi trova coraggio ma non la dovuta forza per impensierire seriamente Perin chiamato a interventi d'ordinaria amministrazione. È invece Burdisso, di testa, ad avere una nitida occasione per raddoppiare. PERIN E BELEC SUGLI SCUDI – Il ritmo resta buono, a salire sempre più è invece il nervosismo fra i giocatori ospiti costretti a interventi ruvidi per fermare avversari ancora pericolosi con un drop di Tino Costa. L'occasione più nitida il Carpi la costruisce a ridosso del riposo quando Martinho trova la respinta di un'indomito Perin e poi Zaccardo manda incredibilmente a lato. L'autore dell'1-0 si fa male e viene sostituito da De Maio. Belec si guadagna poi la giornata con un tuffo da pantera per deviare una saetta di Gakpé. BORRIELLO ENTRA E PAREGGIA – Il Genoa riparte spingendo sull'acceleratore alla ricerca di un doppio vantaggio che possa concedere margini di tranquillità. Castori reagisce aumentando il peso d'attacco inserendo Borriello per Matos, c'è anche Di Gaudio per Martinho. Mossa perfetta perché sono proprio i nuovi entrati a rifinire un contropiede che l'ex genoano trasforma in pareggio. Ntcham rileva Tino Costa. Borriello potrebbe colpire ancora ma sfiora il palo. ZACCARDO SORPASSA – I padroni manovrano in maniera troppo arzigogolata non trovando finalizzatori in area mentre il Carpi si affida alla sua arma migliore: la velocità. Pandev viene chiamato in causa per fare la differenza, ad uscire è De Maio. I rossoblu si intimoriscono e arretrano il baricentro prestando il fianco. Zaccardo approfitta di eccesso di spazio in area per bucare nuovamente Perin siglando l'1-2. Rincon potrebbe equilibrare subito il punteggio ma Belec compie un prodigio salvandosi in angolo. [Articolo per Goal.com del 29 novembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 1 novembre 2015

Genoa-Napoli 0-0: Azzurri sbiaditi niente aggancio alla vetta. Il Grifo lotta e ottiene un buon punto

Mantiene tutte le migliori promesse questo Genoa - Napoli . La sfida, chiusa a reti bianche, si gioca a viso aperto e resta sempre in bilico nonostante tre infortuni che mandano all'aria ogni programma strategico preparato da Gasperini. La squadra di Sarri, pur non riuscendo ad agguantare in vetta Inter e Fiorentina, conferma il suo periodo di grande forma cercando di giocarsi ogni pallone possibile, trovando identico spirito nell'undici di casa. Nel finale Perin è decisivo nel salvare il risultato. GRIFO PRUDENTE, MERTENS SUBITO – È un Grifone più abbottonato del solito quello proposto da Gasperini. Così, con Perin, protetto da Munoz, Burdisso e Ansaldi, a centrocampo finisce una linea a cinque composta da Figueiras e Laxalt laterali e Tino Costa affiancato da Rincon e Dzemaili; davanti la coppia Pavoletti e Perotti a cercare di perforare la porta di Reina capitolata solo 2 volte nelle ultime 5 gare. Davanti al portiere di Madrid Sarri disegna un 4-3-3 con Hisaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam preferito a Maggio; Allan, Jorginho e Hamsik nella mediana a supporto del trio delle meraviglie Callejon-Higuain-Mertens, con Insigne pronto alla staffetta. AVVIO IN QUARTA – Linee compatte, pressing e aggressività. Non sprecano minuti per studiarsi, le due squadre. Il primo estremo chiamato in causa è Perin, diagonale di Callejon smanacciato in angolo. I rossoblu rispondono metro su metro riuscendo a imbastire sortite a ridosso dei sedici metri ospiti senza tuttavia impegnare Reina. HIGUAIN IL PIÙ PERICOLOSO – L'equilibrio potrebbe saltare quando Ghoulam affonda in area dal lato mancino cercando un Higuain piuttosto nervoso, l'argentino arriva tardi all'appuntamento. Più tardi invoca inutilmente la concessione di un rigore su contatto con Burdisso. Entrambi gli episodi sono il prodotto di improvvise accelerazioni partenopee. Poi la sfortuna si accanisce su Munoz e Dzemaili finiti ko, entrano Izzo e Ntcham. Sul gong dell'intervallo Higuain sfiora il montante sinistro con un rasoterra insidioso. EMOZIONI A RAFFICA – Anche la seconda frazione si apre con un duello Callejon-Perin, con questi a dire di no a una botta centrale. È il via a ripetuti capovolgimenti di fronte che potrebbero offrire il vantaggio a entrambe le compagini agevolati da spazi più ampi. Sarri getta nella mischia Insigne, fuori Mertens. Ma è ancora Callejon, agevolato da un rimpallo, a sfiorare il goal. EQUILIBRIO SEMPRE IN BILICO – Entra anche Gabbiadini per cercare di scardinare il forziere genoano. La sfortuna, sotto forma di infortuni, continua ad accanirsi sul Genoa che perde il terzo giocatore del pomeriggio: Rincon. La sfida resta vibrante fra scambi rapidi e conclusioni improvvise che solo per la prontezza dei portieri non si tramurano in marcature pesanti. Su tutte una fiondata di Figueiras e colpo ravvicinato di Hamsik. In pieno recupero Perin, il migliore in campo, è strepitoso nel respingere una punizione di Gabbiadini prima e una saetta di Insigne poi. [Articolo per Goal.com dell'1 novembre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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giovedì 29 ottobre 2015

Sampdoria-Empoli 1-1: Pucciarelli blocca i blucerchiati di Eder al 100° sigillo "italiano"

Due reti di pregevole fattura mandano agli archivi un Sampdoria-Empoli che si scuote soprattutto nella ripresa. Pucciarelli colpisce dopo un'ora di gioco. Sette minuti più tardi Eder riporta la parità siglando il suo centesimo goal "italiano". Tutto attorno buone dosi di agonismo e tatticismi ridotti all'essenziale. Nel finale ospiti in dieci per l'espulsione di Dioussé. CASSANO TORNA TITOLARE, SAPONARA RECUPERA – Coach Z, dopo i sorrisi e i punti, ora cerca la continuità di risultati. Conferma gran parte dell'undici che ha messo sotto il Verona: Viviano sistema Cassani, Silvestre, Zukanovic e Mesbah; mediana con Barreto, Fernando e Soriano; Cassano dietro le punte Carbonero ed Eder. Giampaolo si presenta con Skorupski tra i pali, Laurini e Rui esterni arretrati con Tonelli e Costa tornati a pieno regime; Zielinski, Maiello e Buchel presidiano il centrocampo mentre il rientrante Saponara agisce a supporto di Pucciarelli e Maccarone. CARBONERO, CHE CHANCE! – Linee ben strette su entrambi i fronti. I disimpegni doriani sono più insistenti e, al quarto d'ora, Carbonero può colpire dal vertice destro dell'area piccola ma difetta in precisione. Pecca che contraddistingue anche la fase finale dei toscani che, con il passare dei minuti, ripiega di una ventina di metri il proprio baricentro per cercare di limitare le folate avversarie. EQUILIBRIO STABILE – La sfida ha buoni ritmi ma troppi errori di manovra. Cassano, apparso ancora non al massimo, è sempre propositivo. Nel bel mezzo di questo tran-tran è l'ex Maccarone a confezionare la palla migliore degli ospiti offrendo a Saponara l'opportunità di far male. Viviano però è attento. Nella parte finale del primo tempo Zenga cerca la combinazione giusta invertendo le posizioni di Cassano e Eder mettendo quest'ultimo al centro dell'attacco. Esperimento più propedeutico in vista della frazione successiva che efficace nell'immediato. Zielinski, protagonista di ogni azione dei suoi non trova il coraggio di colpire di precisione negli attimi che precedono l'intervallo. PUCCIARELLI, CHE PERLA! – Maiello resta negli spogliatoi rilevato da Dioussé. La smania di goal, invece, Eder la porta sempre con sé. Ed è proprio un suo rasoterra a cercare, invano, un tocco vincente di Carbonero ad accedere subito la ripresa. La risposta è affidata a una fiondata di Saponara che vale solo un corner. Aumenta la velocità del gioco. Merito di entrambe le squadre che, in mezzo, lottano duro alla ricerca dello scatto verso la porta. A sbloccare il risultato è una magia di Pucciarelli che, dal limite controlla di sinistro e gira di sinistro sotto l'incrocio opposto. EDER, LA SOLITA STELLA - La rete subìta accelera la volontà del tecnico di cambiare pedine. Dentro Muriel e Correa, fuori Cassano e Soriano. Ma a togliere le castagne dal fuoco pensa il sempre Eder, strepitoso nell'infilarsi in area e trovare un diagonale perfetto. I cambi, modificano l'inerzia della sfida a vantaggio dei blucerchiati che spingono con più convinzione. L'autore della rete ospite cede il posto a Krunic. Correa ha sulla testa il pallone che potrebbe valere i tre punti, ma spedisce incredibilmente alto. Occasionissima anche per Muriel che calcia fuori di pochi centimetri una sorta di penalty in movimento. Prima del triplice fischio Dioussé viene espulso per doppia ammonizione. L'ultimo acuto di una pressione costante è di Barreto che impegna Skorupski.[Articolo per Goal.com del 29 ottobre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 18 ottobre 2015

Genoa-Chievo 3-2: Tachtsidis, vittoria all'ultimo respiro

Sarebbe piaciuta molto a Franco Scoglio questa prestazione tutto cuore del suo Genoa sul Chievo. Il Prof., onorato in grande stile dal club e dai tifosi rossoblù nel decennale della sua scomparsa, avrebbe gioito, sofferto, imprecato e goduto come un matto di fronte allo spirito con cui, pur in dieci dal 54' per l'espulsione di Dzemaili, i "suoi" ragazzi hanno conquistato all'ultimo respiro una vittoria che pareva impossibile. È di Tachtsidis, chirurgico sinistro dal limite in pieno recupero, l'acuto più forte dopo quelli di Paloschi (1'), Pavoletti (12'), Gakpé (17') e Pellissier (77'). Partita intensissima giocata al massimo da entrambe le squadre e diretta in maniera approssimativa da Mazzoleni. GASP RITROVA PERIN, MARAN CON IL PORTAFORTUNA PALOSCHI – Riecco Perin, protetto da De Maio, Burdisso e Izzo. Con il portierone il Gasp ritrova anche Tino Costa affiancato a Dzemaili a dare peso a un centrocampo dove Rincon e Laxalt fanno gli esterni. Torna anche Pavoletti, nel tridente supportato da Gakpé e Perotti. Maran si copre affidandosi a Bizzarri e a un reparto arretrato d’esperienza composto da Mattiello, Gamberini, Cesar e Gobbi; la mediana è presieduta da Castro, Rigoni e Hetemaj; Birsa è il trequartista alle spalle del "castiga Grifo" Paloschi e Meggiorini. LAMPO PALOSCHI, RIBALTONE PAVOLETTI-GAKPE'! – 48 secondi: tanto basta a Paloschi per segnare l'8a rete in carriera (su 9 gare) al Genoa. L'assistman è Meggiorini ma l'abbiocco della difesa non è meno determinante. Metabolizzano in fretta l'improvvisa salita, i padroni di casa. Intorno al quarto d'ora riportano l'equilibrio con Pavoletti, lesto a infilare Bizzarri dopo respinta ravvicinata su Gakpé, e mettono la freccia proprio con un tiro da fuori del togolese deviato da Mattiello. GRIFO PADRONE – Si dà un gran da fare la squadra di casa per rimpinguare il vantaggio. Fraseggi rapidi sorretti da un'ottima condizione generale, producono numerosi patemi ai veneti costretti ad affidarsi ad estemporanee azioni di rimessa e a qualche ruvidezza di troppo. Un Perotti strepitoso in versione condottiero, dopo la rete del pari suggerisce altre occasioni clamorose come quella che Pavoletti incorna costringendo Bizzarri a innescare i superpoteri. Nonostante l'evidente inferiorità, il Chievo va vicino al pari con una schiacciata di testa di Castro ribattuta da Laxalt. DZEMAILI ESPULSO – Ritmi alti anche nella ripresa. Merito anche di un Chievo in pressione offensiva immediata. Dzemaili paga con il secondo giallo nello spazio di quattro minuti un intervento su Hetemaj, poco dopo sostituito da Pepe. Gasperini cerca l'assetto migliore possibile (3-4-2) inserendo Cissokho per Gakpé. La superiorità numerica aiuta i veneti nella spinta. Gobbi, tiro ad effetto che sfiora il montante destro, e Paloschi, fermato dal reattivo Perin, sono quelli ad andare più vicini al pari. MAGIA PELLISSIER, MA L'ACUTO È DI TACHTSIDIS – Pellissier rileva Paloschi giusto in tempo per spedire in rete, di tacco, il pallone del 2-2. Il Genoa soffre e il pensiero di un colpo di testa alto di Burdisso, capitato un minuto prima, diventa amarissimo. Il Genoa continua a subire provando a pescare il jolly. Perin rischia grossissimo su un maldestro tocco di Burdisso nella sua porta e seguente "liscio" di Pepe. Poi l'estremo deve metterci i guanti su deviazione aerea di Cesar. Nel finale Gasperini butta sul tavolo verde le carte Ntcham e Tachtsidis. Migliori scelte dal mazzo non poteva fare. Sono proprio loro, infatti, a confezionare e a firmare il 3-2 che fa esplodere il Ferraris. [Articolo per Goal.com del 18 ottobre 2015] © RIPRODUZIONE RISERVATA

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