Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Isabel Emrich ~ ‘Underwater Paintings’

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giovedì 24 marzo 2022

"Lady Constance Lloyd" di Laura Guglielmi, il romanzo biografico che riporta sotto i riflettori la moglie di Oscar Wilde

Constance Mary Lloyd torna in Italia. Lo fa riportando la sua storia e i suoi passi nelle pagine del primo romanzo biografico che l’abbia mai vista protagonista dopo fugaci apparizioni in analoghi lavori come “I Give You Oscar Wilde” di Desmond Hall del 1965 o nella fortunata serie degli “Oscar Wilde Murder Mysteries” di Gyles Brandreth. 

La scelta ed il merito sono di Laura Guglielmi che in "Lady Constance Lloyd - L'importanza di chiamarsi Wilde" - edito da Morellini nella collana “Femminile Singolare” diretta da Sara Rattaro - dosa sapientemente curiosità, ricerca giornalistica ed abilità narrativa evidenziando forte empatia con una delle figure femminili più sottovalutate di fine Ottocento ma non per questo, anche simbolicamente, meno importanti. 

"Constance: The Tragic and Scandalous Life of Mrs. Oscar Wilde” di Franny Moyle è stata la principale fonte da cui attingere per la stesura, tuttavia un apporto considerevole è stato fornito anche da lavori come "Mrs. Oscar Wilde: A Woman of Some Importance” di Anne Clark Amor, "Son of Oscar Wilde” di Vyvyan Holland, la monumentale biografia Wildiana che a Richard Ellmann valse il Premio Pulitzer 1989 e l’essenziale raccolta "The Complete Letters of Oscar Wilde” nell’edizione di Rupert Hart-Davis arricchita dalla più recente revisione di Merlin Holland. 

Nei tre atti che compongono il romanzo (“Memorie di una ragazza irlandese (1850-1880)”, “La forza delle cose (1881-1894)” e “Che cosa c’è dopo? (1894-1897)”) e nell’epilogo Laura Guglielmi presenta una Constance dalla forte personalità. Spiccano il suo temperamento irlandese ed il grande coraggio ma anche le umane debolezze e la fragilità. Ne scaturisce il ritratto di una ragazza colta e sognatrice che ha fortemente seguito le proprie ambizioni cercando di diventare la donna e la madre che avrebbe sempre voluto essere. Capace di lottare per ideali ed obiettivi apparentemente utopistici e di guardare oltre le contingenze e la propria epoca. Viene raccontata la sua abilità nel restare in equilibrio nonostante un’infanzia difficile e l’epocale scandalo che travolse il marito devastandole l’intero mondo. Visse nella consapevolezza che se la società - per convenienza o ignoranza - può essere avvezza ad assegnare alle persone ruoli secondari o di comparsa, la vita, ben più sfacciata, concede solo quello da protagonista. Che lo si accetti o meno. 

"Lady Constance Lloyd - L'importanza di chiamarsi Wilde" è un romanzo che scorre rapido e si legge piacevolmente. La trama si regge sulle principali vicende biografiche tramandate da cronache e studiosi ma, come è lecito attendersi, ci si imbatte in situazioni nelle quali i contributi fantasiosi dell’autrice emergono più marcatamente. È lei stessa, nelle note del libro, a sottolineare che gli episodi immaginari inseriti sono stati ispirati da fatti realmente accaduti. D’altronde lo scopo artistico delle biofiction non è rappresentare fedelmente la realtà storica, i cui dettagli spesso sfuggono, ma raccontarla anche attraverso trasformazioni. Suggestive sono le attente descrizioni dei paesi e dei luoghi della riviera ligure in particolare Nervi, Bogliasco, Sori e Sanremo. 

È curioso constatare come, grazie a quest’opera, Constance rinasca letterariamente proprio nella regione dove trascorse l’ultima fase della sua esistenza dopo la fuga dal Regno Unito e dall’ipocrisia Vittoriana. Fu infine a Genova che si sottopose al fatale intervento chirurgico eseguito dal dottor Luigi Maria Bossi ed è in uno dei viali del cimitero monumentale di Staglieno che venne sepolta nell’aprile del 1898. Trascorsero 65 anni prima che i discendenti del fratello Otho decisero di aggiungere l’iscrizione “Wife of Oscar Wilde” sulla base della croce di marmo bianco intarsiata d’edera svelando, così, una parte essenziale della sua identità: scelta che riaccese la luce su di lei nell’epoca in cui anche Wilde diveniva oggetto di rivalutazione, non solo artistica. Quel loro gesto cancellava in un sol colpo i residui timori scandalistici e donava a Constance una meritata immortalità. Se sino ad allora la sua tomba era meta di amici stranieri e dei pochi che ne conoscevano la storia, oggi è fra le più visitate di quel cimitero ricco di statue ed opere d’arte paragonabile al parigino Père-Lachaise, ultima dimora del suo Oscar. 

Interessante appendice di "Lady Constance Lloyd - L'importanza di chiamarsi Wilde" è l’extended book online contenente curiosità, contributi fotografici, video e persino una playlist dedicata. Il link è: www.morellinieditore.it/scheda-libro/laura-guglielmi/lady-constance-lloyd-9788862988629-579496.html Per chi volesse approfondire ulteriormente la genesi del libro è anche disponibile un video trailer: www.youtube.com/watch?v=nH55ahbYutg&feature=emb_imp_woyt

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domenica 14 febbraio 2021

“She Seduced Me: A Love Affair with Rome”, scoprire la città eterna con Mark Tedesco

“Love… Love… Love!!!”, l’intro della beatlesiana “All You Need is Love” potrebbe essere perfetto per accompagnare l’incipit di “She Seduced Me: A Love Affair with Rome”, il libro che il californiano Mark Tedesco dedica al suo grande amore: Roma. Nella Città Eterna e nel Vaticano ha vissuto otto anni intensi ed un percorso, anche spirituale, di assoluto rilievo. Un rapporto di amor sacro e amor profano da condividere, in ogni senso.

Meravigliosa ed enigmatica come la canzone dei Fab Four, Roma vanta un fascino irresistibile a cui Mark Tedesco ha piacevolmente evitato di sottrarsi. Questa sua quarta opera è la genesi di un colpo di fulmine e di una seduzione continua. Da leggere tutto d’un fiato (trasgredendo le "istruzioni" dell'autore) e da tornarci sicuri di fare sempre nuove scoperte, sia per chi questa infinita città l’ha conosciuta sia per chi non ne ha ancora avuto il privilegio.

Tripfiction? Guida Turistica? Autobiografia? “She Seduced Me: A Love Affair with Rome” è un po’ tutto questo. Un’opera scritta da molteplici prospettive, dosando sapientemente ciascuna peculiarità. Perché, come scrive lo stesso Tedesco, la bellissima complessità della Capitale è creata dalle “storie, monumenti, santi, peccati e personaggi bizzarri che la compongono”. Ed effettivamente, nei suoi tremila anni di storia, la passionale Roma non si è mai fatta mancare nulla divenendo, essa stessa, sinonimo di vita all’ennesima potenza.

Tracciando il percorso di questa particolare infatuazione, il volume edito da Dixi Books racconta porzioni di storia epica e di storie quotidiane. Raccoglie conversazioni e ricordi che immergono nelle tipiche atmosfere romane. E, via via che le pagine si riempiono di fotogrammi e suggestioni, il lettore si fa spettatore ed attore. È una guida al saper guardare ed annusare l’autentico spirito romano trovando il piacere di perdersi fra strade, piazze, vicoli secolari ed arte disseminata ovunque. Perché nessuna pietra di Roma è davvero “solo” una pietra. E perché, in fondo, smarrirsi per poi ritrovarsi migliori di prima è anche il modo migliore per crescere. 

 “She Seduced Me: A Love Affair with Rome” di Mark Tedesco (https://www.marktedesco.com) è acquistabile in molte librerie. La pagina di riferimento dedicatagli da Dixi Books Publishing è https://dixibooks.com/categories/literature/she-seduced-me/ mentre quella di Mark Tedesco su Amazon è https://www.amazon.com/Mark-Tedesco/e/B00A504PO2. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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venerdì 11 ottobre 2019

"Oltre il muro di Berlino. Con i Depeche Mode in Germania dell’Est alla ricerca della scena post-punk e new wave" di Sascha Lange e Dennis Burmeister

Sting Jonsson: “Quali credi che siano stati i più grandi, fastidiosi o esilaranti cliché sui Depeche Mode, specialmente da parte della stampa?” - Alan Wilder: “Quello di essere soprattutto famosi in Germania”. È il terzo punto di una risposta preceduta solo da “Come la convinzione che tutti e quattro eravamo gay e che provenivamo da Basildon”

Negli archivi del “Question & Answer” di colui che tra il 1982 e il 1995 diede un’impronta decisiva allo stile musicale dei DM, sta forse la migliore risposta a uno dei luoghi comuni effettivamente più ripetuti fra gli anni Ottanta e Novanta. 

Ma la questione, vista dall'esterno, è decisamente più sostanziosa perché l’impatto musicale, visuale e sociale che i Depeche Mode hanno avuto da quelle parti è stato molto più profondo di quanto potesse apparire in quei giorni. I testi politici presenti in album come Construction Time Again e Some Great Reward, ad esempio, esaltavano critiche al sistema e desideri di libertà rivoluzionaria, anche quella più personale. 

La British Invasion era una realtà monopolizzante che spaziava dalla new wave, al rock, al pop e al post-punk. Ce n’era per tutti i gusti. E in quel contesto i DM hanno sempre avuto la particolarità di proporsi con le sonorità e il look ideale, mutando e crescendo con il mutare e il crescere del mondo. Quella musica che in Occidente esprimeva senso di ribellione vissuto in maniera semplice e condivisa, in posti come la Germania Est, nei diversi bacini di fede comunista o con regimi autoritari, era letteralmente proibita. In quegli anni censura e cortina di ferro erano considerate essenziali per gestire le giovani menti. Ma cosa c’è di più seduttivo fra gli adolescenti (ma non solo) di ciò che è proibito? Non è, a livello sociologico, il chiavistello ideale per aprire menti e scatenare forze sopite? 

A tracciare un perfetto quadro della situazione, grazie alle edizioni Goodfellas, arriva anche in Italia Oltre il muro di Berlino. Con i Depeche Mode in Germania dell’Est alla ricerca della scena post-punk e new wave, libro di Sascha Lange e Dennis Burmeister già autori della bibbia per collezionisti Depeche Mode: Monument. Nel trentennale della caduta del Muro getta uno sguardo finora inedito sulle dinamiche interne di una sottocultura giovanile e sulla quotidianità dei giovani nella DDR prima della caduta del muro. Gli anni '80 visti da Berlino Est attraverso l'ascesa di una band-fenomeno sociale come i Depeche Mode. Segue il filo rosso della scena musicale dell’epoca affrontando l’argomento da focus trasversali: radio, riviste, band, tv di una Berlino che, in bilico tra Oriente e Occidente, ardeva di tensioni ed energie sotto il manto di una cenere spazzato via dalla storia. 

Nato in origine col titolo Behind the wall: Depeche Mode fankulture in der DDR è l'edizione italiana è arricchita da un’introduzione di Giancarlo Riccio sulla Berlino Ovest d’epoca, tratta dal suo libro Nina Hagen Wagnerian Rock. Il volume contiene in allegato una compilation di musica new wave e post-punk made in DDR (Rosengarten. Die Vision, Die Art, The local Moon, Ornament & Verbrechen, ecc). Settanta minuti di brani inediti, valore aggiunto e tutt’altro che superfluo. Per acquistarlo è sufficiente cliccare QUI. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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martedì 11 dicembre 2018

Genoa (Mario Improta) e Sampdoria (Lorenzo Licalzi) proseguono il derby in libreria

Che a Genova sia derby tutto l’anno non lo scopro certamente io. Nella città del mugugno, del maniman e della solidarietà nascosta è anche peculiare il fatto che, in fondo, i risultati sportivi di Genoa e Sampdoria siano solo questioni marginali. Qui il senso di appartenenza lo si nota ovunque: dai caschi dei pazzi tutt’uno con le due ruote, agli adesivi sui taxi a dare il benvenuto ai “foresti”; dai disegni dei bambini, agli addobbi sulle lapidi dei cimiteri. Da sempre l’essere da una parte o dall’altra azzera disuguaglianze sociali o politiche: fedeli ai propri colori in ricchezza e povertà e, in casi non certo rari, persino più che a se stessi. Probabilmente solo a Siena, con le sue diciassette contrade, possono capire l’essenza di questo antagonismo e dei suoi contrasti. Perché, all’ombra della Lanterna, essere genoani o sampdoriani significa davvero essere diversi l’un l’altro. Caratterialmente, umoralmente. Talvolta persino fisiognomicamente.

Diversi, ma comunque altrettanto interessanti, sono i volumi editi dalla genovese Fratelli Frilli, da diciott’anni fonte di opere dagli ambiti più vari ma dal comune denominatore di una qualità certificata e mai banale.

"NUMERI ROSSOBLU" di Mario Improta e "CERCHIATO DI BLU" di Lorenzo Licalzi sono libri con intenti e gestazioni tutt’altro che simili ma, ciascuno per sé, meritevoli di assoluta attenzione e di acquisto.

Quello dedicato al club più antico d’Italia ne racconta, dalla sua fondazione nel 1893, la storia: risultato per risultato e formazione per formazione, con aneddoti e schede di tutti coloro che la divisa rossoblù l’hanno indossata almeno una volta, in campo o in panchina. Quella redatta con passione da Improta è una meticolosa raccolta statistica, certamente utile per chiunque abbia il grifone nel proprio cuore ma anche per tutti gli appassionati del football per diletto o lavoro.

Molti meno numeri, ma tanti racconti e umori, sono quelli che Licalzi offre invece nell’antologia degli articoli pubblicati nella sua rubrica curata dal 2010 per il Secolo XIX e che dà il titolo del libro. L’inedito “Dio è blucerchiato” apre una rassegna di ricordi, pensieri, contrappunti, godimenti, sofferenze (represse e manifestate) e inevitabile punzecchiature dedicate ai rivali di sempre e per sempre. Il tutto con la sagacia di chi sa giocare con le parole e gli umori propri e altrui.

Link al libro "NUMERI ROSSOBLU' " di Mario Improta: http://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=614&controller=product 

Link al libro "CERCHIATO DI BLU" di Lorenzo Licalzi:
http://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=619&controller=product 

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giovedì 5 maggio 2016

‘La Tribù del Calcio’, Desmond Morris aggiorna la bibbia del football e José Mourinho ne scrive la prefazione

“Il calcio è la rappresentazione teatrale del nostro bisogno di cacciare, oggi come ieri”, Desmond Morris. 

Anche il football ha la sua bibbia. È La tribù del calcio, finalmente ripubblicata in questi giorni grazie al lavoro dell’editore Rizzoli e alla voglia del suo autore, l’ottantottenne Desmond Morris, di rimettere mano (in realtà non moltissimo) a una creatura già perfetta al momento del suo concepimento ed ora arricchita da una prefazione di José Mourinho e da fotografie più recenti. 

A scriverla, nel 1981, fu l’allora cinquantenne zoologo ed etologo inglese che nel ’54 conseguì il dottorato ad Oxford e nel ’78 si tolse il gusto di ottimizzare la propria passione sportiva divenendo direttore sportivo dell’Oxford United. In mezzo, 1967, vi fu la pubblicazione del rivoluzionario saggio La scimmia nuda che gli valse fama assoluta affrontando l’evoluzione del comportamento umano sin dalla preistoria. 

Produrre quell’opera fu tuttavia più agevole che scrivere La tribù del calcio, a suo tempo edito dalla British Library e arricchito da illustrazioni dell’English Football Museum. Ci volle infatti un decennio di travagliata gestazione prima che Morris decise che quel lavoro sociologico fosse pronto per essere dato alle stampe; colpa della molteplicità di aspetti che emergevano confrontando comportamenti, riti e mitologie del football con quelle tribali. Tutti ingredienti appetitosissimi per uno studioso con l’animo di avventuriero in cerca di nuovi territori di studio. L’uscita del libro dischiuse un intero mondo ad appassionati, neofiti e snobisti dello sport più popolare del globo e aprì nuove visioni del calcio e dei suoi adepti avendo anche l’effetto di dare il via a cascate di bibliografie dedicate al football.

Per andare alla pagina ufficiale della Rizzoli cliccare QUI. Per avere un’anteprima del libro cliccare QUI
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martedì 10 giugno 2014

‘Sport in TV’ di Massimo De Luca e Pino Frisoli, il grande viaggio dello sport nella televisione italiana

È trascorso quasi un lustro da quando nel 2010 le edizioni Rai Eri pubblicarono “Sport in TV”, opera redatta a quattro mani da Massimo De Luca e Pino Frisoli. Ma il libro resta tuttora un autorevole punto fermo per chi vuole avere un quadro preciso sulla nascita e l’evoluzione della rappresentazione sportiva nella fagocitante e fagocitata televisione italiana. Il grande viaggio comincia dalle origini della radio, passando per il monopolio Rai, la rivoluzione delle tv private e quella altrettanto epocale del satellite. Sport e media, specialmente nel nostro Paese, sono cresciuti a braccetto. Ciascuno ne è stato da sempre lo specchio dell’altro: a livello sociale, culturale e politico. Insieme hanno forgiato in maniera peculiare l’identità stessa della nazione. Grazie all’accurata ricerca storica di Frisoli (documentatore per RaiSport, consulente editoriale e già autore de “La Tv per Sport”) e all’apporto giornalistico di De Luca (firma di primo piano di “Tutto il calcio minuto per minuto” e “La Domenica Sportiva”, tanto per citare alcuni suoi programmi) il volume abbina ricchezza, precisione e passione nei racconti di aneddoti e curiosità. Non è solo un reference da tenere nella propria libreria. O, almeno, non è soprattutto questo il motivo per cui ne è vivamente consigliabile la lettura. “Sport in TV” è uno scrigno da aprire per capire molte cose del panorama mediatico dello sport in Italia. E’ un lavoro perfetto per scoprire trasmissioni e personaggi, risvegliare ricordi e - cosa tutt’altro che secondaria - per fornire continui spunti di riflessione volgendo lo sguardo anche al futuro. Sta anche in questo la sua costante attualità.

"Sport in tv", di Massimo De Luca e Pino Frisoli, pagine 190, euro 16, Rai Eri.

Per saperne di più:
Recensione pubblicata anche dal sito Calcissimo.com e da Goal.com.

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mercoledì 21 maggio 2014

'Passione Mondiali 1930-2014' di German Aczel, la storia del torneo di calcio più importante attraverso il libro più originale

Tempo di Mondiali di calcio, tempo di libri a tema. LSWR ripropone, in versione aggiornata, un bellissimo volume già edito in occasione del torneo sudafricano. “Passione Mondiali 1930-2014” è il resoconto delle 19 edizioni (e la presentazione della prossima) narrate dalle tavole di German Aczel, uno dei più bravi illustratori del pianeta. Sfogliare le 240 pagine che compongono l'opera significa ripercorrere la pluriraccontata storia del campionato più atteso attraverso una prospettiva contraddistinta dall’inconfondibile tratto che ha fatto la fortuna dell’illustratore nato a Buenos Aires ma da anni residente a Monaco di Baviera. Le caricature, i ritratti, e l’umorismo ispirato dalle iconiche immagini sono accompagnati dai testi di Randall Northam, Christopher Fritz e dello stesso Aczel che, nella versione italiana, sono stati egregiamente tradotti da Marco Aleotti.
Il volume, tra i più originali e migliori dedicati alla storia dei Mondiali di calcio, costa 16.90 euro e lo potete trovare nelle più importanti librerie online e fisiche. Un’anteprima potete trovarla cliccando QUI. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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lunedì 27 gennaio 2014

‘Depeche Mode: Monument’, il libro che ogni fan dei DM (e non solo) dovrebbe avere

‘Depeche Mode: Monument’ è il libro che ogni appassionato del gruppo electropop più famoso al mondo dovrebbe possedere. Un reference la cui gestazione è durata un lustro ed il cui elemento portante è rappresentato da circa 3000 immagini, moltissime delle quali inedite. La monografia, ben assortita e altrettanto superbamente presentata, è stata realizzata da Dennis Burmeister in collaborazione con Sascha Lange. Il primo, graphic designer e promoter, è probabilmente il più importante collezionista al mondo di oggetti riguardanti i DM (pare che ne possegga oltre 10000!) al punto da allestire una mostra itinerante proposta con successo a Zagabria, Budapest, Bratislava e Berlino; il secondo è un autore e studioso della cultura giovanile. Nelle 424 pagine delle curatissime versioni tedesca e inglese (ad oggi non si sa se ne verrà pubblicata una in italiano), edite in grande formato dalla berlinese Blumenbar, sono riunite una miriade di informazioni, interviste, aneddoti, dettagli discografici, rarità, promo e memorabilia di ogni genere. Vi sono pezzi introvabili da far strabuzzare gli occhi e desiderare una bacchetta magica per poterli avere nelle proprie mani! Anche i fan, e l’evoluzione del loro culto per questa band, hanno una sezione dedicata tutt’altro che esigua. Il volume si chiude con l'elenco di tutti i concerti tenuti da Gahan & co.: dal debutto nella scuola St. Nicholas di Basildon il 31 maggio 1980, alla data conclusiva del Delta Machine Tour prevista nello stadio Olimpico di Mosca il prossimo 7 marzo.
Sebbene sia il sogno cartaceo di ogni Devoto che si ritenga tale, l’opera possiede anche tutte le peculiarità per essere un compendio utile a chiunque si interessi di musica e di cultura pop. Seguendo la strada percorsa dai DM si attraversa anche l’evoluzione del marketing musicale, della grafica, dello stile e delle mode. Si può scoprire come un’idea, sorretta da indubbie capacità e tantissimo coraggio, possa produrre un fenomeno planetario che, superando tre decadi, ha venduto 100 milioni di dischi resistendo a traversie personali così come a rivoluzioni politiche, sociali e tecnologiche di un mondo diventato globale e a portata di click. Il libro, di cui esiste anche QUESTA pagina Facebook, è disponibile anche in versione digitale. Per averne una succulenta anticipazione basta cliccare QUI. Potete acquistarlo nei più noti bookstores della rete o richiederlo direttamente alle edizioni Blumenbar cliccando QUI per la versione inglese e QUI per quella tedesca.  
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martedì 2 luglio 2013

‘Il Manuale del Subbuteo + (DVD) Subbuteopia’ di Nicola Deleonardis e Pierr Nosari, ovvero quando il gioco si fa mito

È scritto con lucida passione e curato nei contenuti e nei particolari. Proprio quello che anche l’appassionato più estremo del più famoso calcio da tavolo della storia avrebbe mai desiderato. Nel suo 'Il Manuale del Subbuteo' Nicola Deleonardis offre tutto quanto ci si possa aspettare e anche qualcosa in più. Si tratta di un lavoro certosino svolto con il contributo di alcuni fra i più attivi membri del forum OldSubbuteo. Si tratta di un volume assolutamente indispensabile per chiunque abbia provato (e magari provi anche oggi) l’irresistibile piacere di trascorrere ore e ore a nutrire la propria passione per il football casalingo e le sfide tra amici. Poco importa se nel frattempo gli anni sono aumentati e, almeno in alcuni casi, i capelli hanno seguito il percorso inverso. Il Subbuteo ha superato tempeste, tentativi di affondamento ed è persino riuscito a sopravvivere alla tecnologia: roba miracolosa in tempi che fagocitano e annullano tutto a ritmo forsennato! Il percorso del libro comincia tracciando la storia del gioco nato dall’intuizione di Peter Adolph (accanito tifoso del Queens Park Rangers), si snoda attraverso la descrizione delle varie miniature, la loro evoluzione nel tempo, i metodi per personalizzarle e dettagliati suggerimenti per la costruzione di un perfetto campo da gioco. Non potevano mancare il regolamento, così come le tecniche e le tattiche per rendere le partite sempre più personalizzate ed affascinanti. Meritevole di segnalazione è anche lo spazio dedicato al mondo del web e al collezionismo. Ogni pagina è una scoperta e, proprio in onore della sua definizione di manuale, l'opera brilla per la sua utilità. Altrettanto piacevole è la cura grafica di tutto il lavoro. Piacevole, e non scontata, è anche la prefazione scritta dal giornalista Riccardo Cucchi. Il menù era già ricco, ma alle Edizioni FAG sapevano di avere la possibilità di rendere quest’opera per “ingordi di flick to kick” qualcosa di ancora più speciale. Ecco quindi arricchire il tutto con il dvd del documentario cult di Pierr Nosari 'Subbuteopia', qui in una versione rielaborata per l’occasione. Chi se lo fosse perso sappia che si tratta di un’autentica chicca, degnissimo tributo al calcio a punta di dito e alla sua immortalità.

'Il Manuale del Subbuteo + Subbuteopia' (224 pagine + DVD), 29,90 euro è acquistabile nelle migliori librerie e anche online collegandosi al sito delle EDIZIONI FAG cliccando QUI. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mercoledì 18 aprile 2012

‘Mollo tutto e vado in Australia’ di Myriam Defilppi, Claudio e Lieto Cuccurullo: 5 mesi in paradiso

Un po’ diario di viaggio, un po’ ricerca introspettiva e tanto spirito d'avventura. ‘Mollo tutto e vado in Australia’, scritto dai giornalisti Myriam Defilippi e Claudio Cuccurullo insieme al loro piccolo Lieto, è un libro da leggere tutto d’un fiato. Per chi il mondo down under l’ha respirato e conosciuto ma anche per chi è semplicemente curioso. In 240 pagine i “nostri” viaggiatori raccontano un’esperienza durata 5 mesi sabbatici e distesa per 23000 chilometri a bordo di un camper che accarezza una terra con un tempo e uno spazio tutto suo, tra città e deserti dispensatori di emozioni e scoperte uniche. Oltre che nelle librerie il libro, pubblicato dalle ottime edizioni genovesi Liberodiscrivere, è acquistabile online a questo indirizzo: www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159649; 11 euro la versione cartacea, 6,99 euro quella digitale.
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venerdì 13 aprile 2012

‘Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa’ di Vincenzo Paliotto, le passioni che nutrono il football

E’ bello e interessante 'Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa', il libro scritto da Vincenzo Paliotto con prefazione di Massimo Grilli del Corriere dello Sport ed edito dalla vivace Urbone Publishing. Attraverso un approccio leggero, ma non per questo poco preciso, la guida delle rivalità calcistiche di tutto il calcio europeo racconta origini, passioni, caratteristiche, protagonisti e retroscena di oltre 150 antagonismi che danno linfa allo sport più seguito al mondo. Il libro, il cui costo è di 15 euro, è disponibile anche in versione digitale. Per acquistarlo nel formato da voi preferito potete scrivere all’indirizzo ordini@urbone.eu oppure recarvi presso i negozi “Libreria dello Sport” di Milano, Pesaro e Torino, da “Pagine di Sport” a Roma e da “Fan’s Shop” a Salerno. Per maggiori informazioni andate su QUESTA pagina o visitate il sito ufficiale della Urbone Publishing.

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lunedì 16 gennaio 2012

L''Almanacco Storico del Genoa', prezioso vademecum per i devoti del Grifone e per tutti i veri amanti del calcio

L''Almanacco Storico del Genoa' parte dal 1893 e arriva sino al 2011 celebrando i 118 anni della squadra di calcio più antica d'Italia. Gli autori ripercorrono questo lungo arco di tempo raccontando i momenti salienti di ogni singolo anno di vita del Genoa. I quattro anni di lavoro trascorsi alla dettagliata ricerca bibliografica, al ritrovamento di giornali d'epoca e alla meticolosa ricostruzione narrata di fatti ed eventi, fa di questo volume un prezioso strumento per approfondire conoscenze e curiosità sulla società di calcio che ha avuto il merito di portare questo sport nel nostro Paese. Chiunque abbia sangue rossoblù nelle vene, ma anche tutti gli appassionati della storia del football, troveranno questo libro particolarmente prezioso. Il vademecum, composto da 618 pagine con 31 illustrazioni realizzate da Fabio Pietro Mantero, è stato scritto con passione da Marco Montaruli, Gianluca Maiorca e Paolo Pisano. La prefazione del libro, pubblicato dalle ottime edizioni Frilli, è firmata da Pinuccio Brenzini.

Titolo: Almanacco storico del Genoa
Autori: G. Maiorca - M. Montaruli - P. Pisano
Collana: Fuoricollana della Fratelli Frilli Editori
Formato: 17 x 24 Rilegato, ISBN 978-88-7563-693-7
Pagine: 618 con 31 illustrazioni
Prezzo: € 35

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mercoledì 24 novembre 2010

Recensione: ‘101 motivi per odiare la Sampdoria e tifare il Genoa’ di Piero Campodonico

Non solo una serie di sfottò, ma anche un’interessante raccolta di aneddoti sparpagliati lungo tutto il percorso. ‘101 Motivi per odiare la Sampdoria e tifare il Genoa’, che l’amico Piero Campodonico ha scritto per la Newton Compton (320 pagine, 9.90 euro) ha la capacità di raccontare l’unicità del tifo calcistico vissuto a Genova. La costante lotta tra due campanili dalle origini e dalle storie molto differenti. Una cosa paragonabile solo alla maniera senese di vivere il proprio essere contradaioli. Non è un caso che i tre quotidiani cittadini (Il Secolo XIX, Corriere Mercantile/Gazzetta del Lunedì e La Repubblica) nelle loro civette/locandine inseriscano richiami di notizie sulle due principali squadre cittadine circa il 90 per cento delle volte! Non accade da nessun’altra parte. Il volume spiega in maniera divertente e realistica le radici della rivalità e le intrinseche differenze tra due modi di vivere il calcio e le sue passioni. Gli inconciliabili punti di vista che portano un bambino a scegliere i colori rossoblù, storicamente più portatori di sofferenze sportive (e non), piuttosto che gli altri. Ma qui si sfiora l’eresia giacché, da queste parti, si usa dire che genoani si nasce mentre sampdoriani si diventa. Forse è anche vero. Peo Campodonico, autore fra l'altro dell'inno del Genoa, ci scherza su: “Nessuno di noi lo ammetterà mai, ma se i doriani non ci fossero bisognerebbe inventarli”.

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Recensione: ‘101 motivi per odiare il Genoa e tifare la Sampdoria’ di Maurizio Puppo

Ho visto sampdoriani leggerlo e sbellicarsi dalle risate, genoani dargli un’occhiata e storpiare la bocca ad ogni pagina. '101 Motivi per odiare il Genoa e tifare la Sampdoria', scritto da Maurizio Puppo ed edito dalla Newton Compton (256 pagine, 9.90 euro), ha centrato in pieno il suo obiettivo. In effetti il libro, pur elencando una serie di luoghi comuni (peraltro difficilmente confutabili), è divertente e scorre in maniera piacevole tratteggiando la maniera tutta genovese di vivere il calcio 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. L’autore, allievo di Sanguineti e Guglielmino, lo definisce “un libro di autodifesa basato sul sottile piacere perché si diventa sampdoriani”. Divertente da leggere e da scoprire pagina dopo pagina.

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lunedì 26 luglio 2010

Il ‘Diccionari General de l’Esport’ di Termcat ora è anche consultabile sul web

Dopo averne fatto un prezioso volume, Termcat ha deciso di pubblicare anche online il ‘Diccionari General de l’Esport’ (‘Dizionario Generale dello Sport’). L'intero contenuto, i cui vocaboli sono disponibili in catalano, spagnolo, francese e inglese, è consultabile all’indirizzo www.termcat.cat/dicci/esport/index.html oppure raggiungibile più semplicemente cliccando QUI. I dettagli del libro li potete trovare in QUESTO POST. Il ‘Diccionari General de l’Esport’ è un progetto che ha potuto contare sulla collaborazione dell'Unió de Federacions Esportives de Catalunya e con il supporto dei governi di Catalogna (Secretaría de Política Lingüística), Andorra (Dirección General de Política Lingüística) e delle Isole Baleari (Dirección General de Política Lingüística). Per acquistarlo è possibile richiederlo direttamente a Termcat all’indirizzo web www.termcat.cat o recarsi presso le librerie della Generalitat e in molte rivendite sparse nel territorio catalano.

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venerdì 2 luglio 2010

Termcat pubblica il ‘Diccionari General de l’Esport’

Il centro di terminologia catalana Termcat ha pubblicato il ‘Diccionari General de l’Esport’ (‘Dizionario Generale degli Sport’), un’eccellente opera che riprende la collezione dei dizionari olimpici edita in occasione delle Olimpiadi di Barcellona 1992. Nelle sue 1204 pagine il volume contiene 11000 termini di oltre 80 discipline sportive. Ogni denominazione in catalano trova la sua corrispettiva traduzione in spagnolo, francese e inglese. Il dizionario è arricchito da note esplicative, un indice tematico, uno di sinonimi, fotografie e una sezione dedicata agli infortuni derivati dall’attività sportiva. Nel suo sito www.termcat.cat, il centro mette a disposizione numerosi altri tipi di dizionari in più lingue. Particolare successo online sta avendo il ‘Diccionari del Futbol’, il ‘Dizionario del Calcio’ che si avvale anche di una traduzione in italiano effettuata dal sottoscritto presentata in QUESTO POST e consultabile cliccando QUI.

Il ‘Diccionari General de l’Esport’ è un progetto che ha potuto contare sulla collaborazione dell'Unió de Federacions Esportives de Catalunya e con il supporto dei governi di Catalogna (Secretaría de Política Lingüística), Andorra (Dirección General de Política Lingüística) e delle Isole Baleari (Dirección General de Política Lingüística). Per acquistarlo è possibile richiederlo direttamente a Termcat all’indirizzo web www.termcat.cat o recarsi presso le librerie della Generalitat e in molte rivendite sparse nel territorio catalano.

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mercoledì 25 novembre 2009

‘Mini guida storica dei trasporti di Genova’, l’interessante opera prima di Francesco Ristori

E’ un'opera per collezionisti, turisti e per chiunque abbia curiosità ad ampio raggio su Genova. L’edizione 2009 della ‘Mini guida storica dei trasporti di Genova’ merita la stessa attenzione con cui è stata concepita: moltissima. L’autore è Francesco Ristori, uno dei colleghi più attivi in circolazione, alla sua prima pubblicazione non giornalistica. La pubblicazione sancisce il battesimo della sua casa editrice Conoscere Genova, un progetto ambizioso e dal futuro promettente.

La guida è composta da 16 pagine che ripercorrono sinteticamente la storia del trasporto pubblico a Genova focalizzandosi su quella dei mezzi speciali. Al suo interno sono state anche inserite le notizie più aggiornate sui veicoli di trasporto in città. Si tratta di un’idea imperdibile, stampata in mille copie e realizzata nel centesimo anniversario dell’ascensore di Castelletto Levante, l’impianto più famoso di Genova insieme alla funicolare Zecca-Righi. Un'icona dei trasporti cittadini a cui anche il poeta Giorgio Caproni, ha dedicato una poesia che è riportata in quarta copertina proprio per celebrare l’importante ricorrenza.
La 'Mini guida storica dei trasporti di Genova' scritta da Francesco Ristori costa 1€. In attesa che venga avviata una capillare distribuzione, è sin da ora possibile acquistarla online scrivendo una email all'indirizzo di posta elettronica editore@conosceregenova.it o compilando il form presente sul sito www.conosceregenova.com.

INDICE DELL’OPERA:
Arrivare e muoversi a Genova - La stazione ferroviaria di Genova Principe - La stazione ferroviaria di Genova Brignole - La ferrovia di Genova Casella - Genova via mare: la Navebus - Le funicolari di Granarolo e S.Anna - La funicolare del Righi - Gli ascensori di Castelletto - Ascensore di Montegalletto - Gli altri ascensori - La metropolitana - Gli altri servizi di trasporto pubblico.

Note biografiche:
Francesco Ristori è il fondatore dell’Associazione Culturale ‘Conoscere Genova’ Onlus e dell’omonima casa editrice. Nato a Genova l’8 Novembre 1983, di formazione classica, sta terminando gli studi di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Genova.
Nel 2004 fonda il Gazzettino Studentesco Interfacoltà ‘L’Orma’ con il quale, nel 2005, organizza in collaborazione con il Gruppo Erasmus di Genova delle visite Erasmus alla città. L’anno successivo, il 2006, in appoggio a questa attività, fonda il sito ‘ConoscereGenova.it’ dove riporta inizialmente solo le visite che vengono fatte con gli Erasmus. Passa un altro anno e, quando lascia “L’Orma” nel Giugno 2007, fa compiere un altro passo al progetto di Conoscere Genova: il sito evolve in portale di informazione e continua ad organizzare con la collaborazione del GEG le visite Erasmus alla città. Il 6 Giugno 2008 è la data di nascita dell’Associazione di cui Francesco assume subito la presidenza. E’ anche titolare di una piccola Casa Editrice che porta il nome di ‘Conoscere Genova’.
Maggiori dettagli su www.ristorifrancesco.com.

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giovedì 3 settembre 2009

Passeggiando con Kafka

Ci sono incontri letterari adolescenziali che s’imprimono come tatuaggi. Inutile chiedersene la ragione. Meglio crescerci insieme. Per quanto mi riguarda alcuni di questi portano la firma di Franz Kafka. Lavori minori, poche righe infilate in un mazzo di racconti, eppure per me non meno presenti di capolavori più noti. Considerato che questo spazio intende essere anche cassettiera di ricordi, eccone un paio: ‘Vestiti’ e ‘Il Rifiuto’. Chi invece i ‘Racconti ‘di Kafka avesse voglia di leggerseli tutti può farlo cominciando a cliccare QUI.

Vestiti (1904)
Spesso, quando vedo dei vestiti con ogni genere di pieghe, ruches e gale che si avvolgono belli sopra un bel corpo, penso che non si conserveranno così a lungo, che prenderanno pieghe impossibili a togliersi, che si riempiranno di polvere, la quale penetrando fitta nelle decorazioni, non se ne andrà più, e che nessuno vorrà rendersi così patetico e ridicolo da mettersi ogni giorno, la mattina, lo stesso prezioso vestito per poi toglierselo la sera.
Eppure vedo ragazze, che sono senz’altro belle e mostrano tanti incantevoli muscoli e ossa delicate e pelle tesa e masse di capelli sottili, presentarsi però tutti i giorni in quell’unica mascherata naturale, prendersi sempre lo stesso viso nelle stesse mani e lasciare che esso si riverberi nello specchio.
Solo a volte la sera, quando tornano tardi da una festa, esso sembra loro, nello specchio, consunto, gonfio, impolverato, già visto da tutti e impossibile a portarsi.

Il Rifiuto (1906)
Quando incontro una bella ragazza e le chiedo: “Fammi la cortesia, vieni con me” e lei prosegue senza rispondere, intende col suo silenzio: “Tu non sei un duca dal nome alato, non sei un americano massiccio con corporatura da pellerossa, con occhi che riposano orizzontali, con pelle levigata dall’aria delle praterie e dei fiumi che le attraversano impetuosi, tu non hai fatto viaggi ai grandi laghi o su di essi, quei laghi che si trovano non so dove. E allora dimmi, perché una bella ragazza come me dovrebbe seguirti?”
“Dimentichi che non c’è un’automobile che ti porti ondeggiando in lunghe bordate per la via; non vedo gli uomini del tuo seguito, stretti nei loro vestiti , camminarti alle spalle in preciso semicerchio, mormorando benedizioni per te: i tuoi seni sono ben raccolti nel busto, ma le cosce e i fianchi vendicano quella continenza; porti una veste di taffetà pieghettato, di quelle che hanno fatto la nostra gioia l’autunno passato, e tuttavia sorridi talvolta – con quel pericolo mortale sul corpo.”
“Sì, abbiamo ragione entrambi, e per non rendercene conto con chiarezza irrefutabile , è meglio, non è vero, che ciascuno se ne vada a casa da solo”.

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giovedì 19 giugno 2008

Introspezione, fiabe e passione: il piacere di scoprire il teatro-poesia di Sandro Nadotti

Uno dei vantaggi di internet è quello di consentire a chiunque di scoprire e seguire talenti come Sandro Nadotti. Nato poeta (sue le liriche crepuscolari raccolte nel volume ‘Adesso Luna’, edito alcuni anni fa), il quarantenne artista genovese da qualche stagione ha trovato nuovi stimoli creativi nella stesura di copioni teatrali. Non a caso insieme alla moglie Sandra è ideatore/creatore/deus-ex-machina della compagnia teatrale “Il Coccodrillo”, un progetto culturale che coinvolge giovanissimi attori (fra cui la bravissima figlia Irene) abili a mettere in scena testi dedicati a loro e a chi è talmente fortunato da essere rimasto ancora un po’ fanciullo.
Nadotti, la cui passione per la scrittura è pari alla sua sensibilità, nella veste di autore di testi per il palcoscenico appare libero di esprimersi come forse mai in passato. Parafrasando Oscar Wilde, assertore del fatto che “ogni quadro mostra più il pittore che il soggetto dipinto sulla tela”, la sua attuale produzione lascia trasparire la figura di un artista capace di stuzzicare le corde più profonde del suo animo. Certamente dopo averle intrise nella disillusione del reale, senza artifizi o calcoli di qualsiasi tipo. Tutto può essere ispirazione. A cominciare dalle fiabe e dai loro significati più intrinseci, come sottolineato dalle commedie ‘Biancaneve i Nani e la Regina di Adesso’ e ‘L’Isola Ritrovata e il Bosco di Allorquando’. In queste opere Nadotti si dimostra bravo a scansare i tranelli della banalità o del facile autocompiacimento. Poesia e teatro quindi. O, per meglio dire, teatro dalle venature poetiche e copioni mai fini a se stessi la cui rilettura e messinscena consentono di afferrare sfumature sempre nuove. E’ il caso degli atti unici ‘Tutto in Fondo è Teatro’ e, soprattutto, di ‘Rubami il Cielo’. Chi volesse farsene un’idea può scaricare alcuni dei suoi copioni ciccando direttamente sui titoli sopra citati.

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venerdì 9 maggio 2008

Penelope Farmer, 'Charlotte Sometimes' e i Cure

Penelope Farmer, autrice nel 1969 del romanzo per ragazzi ‘Charlotte Sometimes’, racconta l'incontro e i rapporti con i Cure. Robert Smith trasse ispirazione da questo libro per scrivere l’omonimo brano pubblicato nel 1981. Ecco tutta la storia: Prima parte e Seconda parte. Grazie a Craig Parker di Chain Of Flowers per la segnalazione.
Ecco il testo della canzone:
All the faces
All the voices blur
Change to one face
Change to one voice
Prepare yourself for bed
The light seems bright
And glares on white walls
All the sounds of Charlotte sometimes
Into the night
With Charlotte sometimes

Night after night she lay alone in bed
Her eyes so open to the dark
The streets all looked so strange
They seemed so far away
But Charlotte sometimes did not cry
The people seemed so close
Playing expressionless games
The people seemed so close
So close
So many
Other names

Sometimes I'm dreaming
Where all the other people dance
Sometimes I'm dreaming
Charlotte Sometimes
Sometimes I'm dreaming
Expressionless the trance
Sometimes I'm dreaming
So many different names
Sometimes I'm dreaming
The sounds all stay the same
Sometimes I'm dreaming
She hopes to open shadowed eyes
On a different world
Come to me
Scared princess
Charlotte sometimes

On that bleak track
(See the sun is gone again)
The tears were pouring down her face
She was crying and crying for a girl
Who died so many years before...

Sometimes I dream
Where all the people dance
Sometimes I dream
Charlotte sometimes
Sometimes I dream
The sounds all stay the same
Sometimes I'm dreaming
There are so many different names
Sometimes I dream
Sometimes I dream...

Charlotte sometimes crying for herself
Charlotte sometimes dreams a wall around herself
But it's always with love
With so much love it looks like
Everything else
Of Charlotte sometimes
So far away
Glass sealed and pretty
Charlotte sometimes

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